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Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – Parte 2

Scritto da Raffaele Berardi il 8 giugno 2014

Rubrica: Neuroscienze

Titolo o argomento: Curiosità sul cervello, l’elaboratore più avanzato al mondo

Fonte: John Medina – Molecular biologist

Questo articolo segue da:
Curiosità sul cervello…: connessioni tra attività fisica, cervello e salute – 1

Nel precedente articolo si è introdotto il nesso logico tra esercizio fisico, salute del cervello e salute del corpo, spiegando come il cervello si sia sviluppato 2 milioni di anni fa accrescendo improvvisamente il suo volume e migliorando le sue prestazioni, così come quelle dell’intero organismo, quando l’uomo camminava per ben 10-20 km al giorno a caccia di cibo ed alla ricerca di luoghi sicuri. La gran mole di esercizio ha sviluppato in qualche modo le sue capacità cognitive e si è riflessa sulla sua salute. L’esercizio fisico non fa solamente bene all’organismo in modo diretto ma offre benefici al cervello che si ripercuotono di conseguenza sull’intero organismo.

I numeri dei benefici

E’ scientificamente dimostrato che esercizi fisici aerobici, rigorosamente all’aria aperta (in zone salubri) e non in locali chiusi, 30 minuti alla volta e non 30 minuti sparsi lungo l’intera giornata, due o tre volte la settimana, accompagnati da una dieta idonea, offrono importanti benefici cognitivi nonché a livello vascolare. Sono altrettanto scientificamente dimostrate le minori incidenze di insorgenza dell’Alzheimer, addirittura -60%, e della possibilità di ictus cerebrale, -57%.

Camminare parecchie volte alla settimana, con passo andante e per almeno 20 minuti di seguito, già offre vantaggi tangibili per il cervello. Si è persino osservato che i sedentari irrequieti che si muovono nervosamente mostrano già dei benefici, sia di tipo cognitivo che vascolare, rispetto ai sedentari che stanno totalmente fermi.

L’esercizio fisico fa talmente bene al cervello che è in grado di agire incisivamente sull’umore, addirittura molti psichiatri affiancano le normali terapie ad un regime calibrato di attività fisica. Oggi non sono rari i casi di depressione coltivata tra la vita in ambienti chiusi, l’ozio ed il continuo uso, smodato, di gadget elettronici e social media. In simili casi c’è una lunga coda di patologie, anche più gravi della depressione, che possono potenzialmente mostrarsi molto prima della terza età.

Sia nei casi di depressione che di ansia l’esercizio fisico si è rivelato immediatamente benefico e con effetti duraturi sia nell’uomo che nella donna. Più a lungo si mantiene uno stile di vita ricco di attività fisica (non agonistica) all’aria aperta è maggiori sono i benefici riscontrati dagli scienziati.

Un curioso meccanismo

Ma andiamo gradualmente sul tecnico. Il corpo umano opera affinché i cibi di cui si alimenta siano convertiti in glucosio ovvero in quel tipo di zucchero che rappresenta una delle risorse energetiche “preferite” del corpo stesso. Il glucosio ed altri prodotti metabolici sono assorbiti dal flusso sanguigno attraverso l’intestino tenue. Le sostanze nutritive successivamente vengono inviate all’intero organismo per poi depositarsi nelle cellule che costituiscono i vari tessuti organici. Le cellule hanno il “vizio” di accaparrarsi famelicamente ciò che è dolce. La chimica delle cellule scompone la struttura molecolare del glucosio e ne estrae energia zuccherina. Tale processo è talmente violento che alcuni atomi vengono letteralmente fatti a pezzi generando molte scorie tossiche. Nel caso di cui ci stiamo interessando tali scorie sono rappresentate da una moltitudine di elettroni strappati agli atomi delle molecole di glucosio. Gli elettroni spaiati impattano contro altre molecole presenti nelle cellule trasformandole in radicali liberi, le sostanze più tossiche conosciute dal genere umano. Questi elettroni possono persino provocare mutazioni del DNA. Ciò che impedisce all’organismo di morire rapidamente per overdose di elettroni è un’atmosfera ricca di ossigeno la cui principale funzione, una volta respirato, è quella di assorbire quanti più elettroni nocivi possibile.

Il cervello umano non può attivare più del 2% dei suoi neuroni simultaneamente. Se si superasse una tale soglia il consumo di glucosio sarebbe così elevato da causare uno svenimento. Ciò significa che il cervello ha bisogno di molto glucosio ma questo genera allo stesso tempo molte scorie tossiche. Di conseguenza necessita di una abbondante ossigenazione, tramite il sangue che vi affluisce, che deriva unicamente da una costante e proporzionata attività fisica. Ecco spiegato quindi il nesso logico tra esercizio fisico, salute del cervello e salute del corpo. Del resto se il cervello non va è difficile che vada tutto il resto dell’organismo.

Tre importanti requisiti

I tre requisiti per la vita di ogni individuo sono quindi: alimenti (sani), assunzione di liquidi (sani), aria fresca (salubre). Si può vivere una trentina di giorni senza cibo ma solo una settimana senza acqua (concetto che dovrebbe essere assodato più che altro dai lettori avanti con l’età dato che più si va avanti con gli anni e più, chissà perché, si tende a bere meno autodanneggiandosi e vivendo sempre più in modo statico in ambienti chiusi… la ricetta per morire presto e gravemente ammalati, a voi la scelta), infine circa 5 minuti in assenza di ossigeno sono sufficienti per rischiare danni gravi e permanenti al cervello.

Continua…

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