A proposito di idee e brevetti

Guardate cosa è successo ad un ragazzo sardo. Il servizio di striscia, nei primi istanti un pò comico, è in realtà tutto da seguire:

Ci è successa una vicenda molto simile quando partecipammo ad un concorso con una “rivista” per il restyling della Ford GT 40. Onestamente però devo ammettere che ci sono delle differenze sostanziali con ciò che è accaduto al ragazzo sardo nel ’99: la vettura che disegnai non era identica a quella che poi è uscita, ma molto molto somigliante. L’anno in cui partecipai al concorso era, se ricordo bene, lo stesso o forse prima. I dettagli identici al mio disegno erano: il cofano anteriore, i fari anteriori, il paraurti anteriore, gli sportelli laterali e le prese d’aria nelle fiancate. Vorrei pubblicare il mio disegno ma al momento lo possiedo solo in forma cartacea. Comunque sia voglio sperare che fummo in tanti a disegnare la GT 40 in un certo modo e che, chi vinse, fu debitamente premiato (e non con i soliti 1000 euro da concorso di tesi, meglio se con un bel posto di lavoro 🙂 )

 gt40.jpg

modello ufficiale

Fortunatamente, il posteriore è molto differente – e questo mi rasserena- quindi il mio caso infondo è andato benino ma il ragazzo citato nel servizio di striscia mi sembra sia stato letteralmente copiato pari pari…

In casi come quello esposto dal servizio sopra, risiede la ragione del nostro non voler pubblicare tutti i contenuti di questo Blog subito… Capirete che ci stiamo informando su tutti gli strumenti possibili per tutelarci. Strumenti di cui parleremo ogni volta che avremo un aggiornamento. Ecco i link ai precedenti articoli:

6 risposte a “A proposito di idee e brevetti”

  1. Che copioni! Comunque, se posso dire la mia, credo che quando si lavora su un restyling di una vettura famosa, storica, si incappi facilmente nel fare disegni molto simili e questo perchè si inizia tutti dallo stesso punto di partenza che ci influenza in modi simili a seconda dei gusti. no?

  2. quoto #1 e devo dire che gira la stessa storia nella mia ex università: in segreteria infatti è esposto in bella vista uno sketch di una 500 del tutto simile a quella prodotta (sketch ovviamente antecendente all’uscita dell’auto). inoltre mi è capitato di sentire una terza storia se non ricordo male a milano, ma del resto stiamo parlando della 500 (che insieme a pizzia mafia e mandolino è uno stereotipo italaiano)! insomma a stare a sentire in giro sta 500 magicamente è stata progettata un po da tutti….. dove sta la realtà non lo so, ma so come funzionano alcuni processi stilistici: a volte capita di disegnare o pensare cose che poi, come per magia vengono prodotte tali e quali a come l’avevamo figurata noi; nessuno ci ha letto nel pensiero, semplicemente alcuni corsi stilistici sono “logici” ed alcuni oggetti sono la naturale conseguenza di necessità che viviamo sia noi, sia i progettisti di una tale azienda.
    poi è ovvio, il plagio è una realtà diffusa e attuata normalmente a livello industriale (un esempio a caso l’ipod…che ha ispirato generazioni su generazioni di lettori mp3)
    quindi… a voi la sentenza! 😀

  3. Sono perfettamente d’accordo 🙂
    Sarebbe già più difficile che succeda se il tema fosse: Disegna una nuova vettura elettrica per la famiglia che risponda ai requisiti: spazio abitabile – allogio per i pacchi batteria – disegno sbarazzino, che coinvolga le giovani coppie – luminosità – versatilità – e con una componente di trasformazione che sorprenda (come fu all’epoca del coupé cabriolet…
    In questo genere di casi trovare un disegno perfettamente identico sarebbe, credo impossibile, ma riesumare la Balilla porterebbe probabilmente come dite voi a lavori simili…

  4. Possibile che non esista un’associazione o un qualcosa che tutela le idee e le capacità dei giovani? Bisogna per forza ottenere un brevetto? Non esiste gente onesta che dice: Guarda, con la tua idea la nostra azienda guadagnerà tot, quindi è giusto che ti spetti la tua parte… ecc ecc
    So che si tratta di utopia ma la speranza è l’ultima a morire. Enrico

  5. Ciao Enrico!, le associazioni di categoria esistono ed in teoria svolgono almeno in parte queste cose (almeno sulla carta),ma per farne parte devi essere laureato ed aver fatto l’esame di stato (un discorso a parte lo mertia l’ADI per i designer che non devono sostenere un esame di stato) per quanto riguarda le royalties ( il compenso per ogni pezzo da te progettato e venduto a nome dell’azienda) è una forma di pagamento abbastanza comune, ma bisogna poi calcolare se, per il progettista sia la formila più appropriata di pagamento!
    Un saluto!
    Fede

  6. scusa ho detto uno sfrondone, non c’è bisogno di essere laureato, depende dall’associazione di categoria

I commenti sono chiusi.