Collaborazione tra giovani e imprese

Rubrica: Imprenditoria attiva
Titolo o argomento: Collaborazioni intelligenti

E così ci ritroviamo con un dilemma… Grandi imprese stanno soffrendo le crisi di settore, scarseggiano di idee innovative e non crescono. Nel frattempo ci sono giovani brillanti che escono da istituti tecnici, professionali e dalle Università o ancora giovani che hanno un innato senso del pratico e magari alcun titolo di studio, che sono a spasso o che non arrivano a fine mese solo con il lavoro che hanno… Sarebbe fondamentale non tassare brevi collaborazioni tra questi giovani e le imprese per riuscire ad ottenere di più con meno: Ottimizzare.

Come si potrebbero fondere le cose?

Un’impresa che sa innovare e che dispone di ottime capacità comunicative (se esiste linkatemela per cortesia 🙂 ) dovrebbe poter disporre di un’organizzazione che renda possibile il dialogo tra essa stessa e le menti che brulicano…

Riuscire a sottrarre un’idea non brevettata ad esempio, è un ottimo modo per perdere la possibilità di lavorare con qualcuno che invece di darvi quell’unica idea, ne avrebbe fornite 10, 100… ma anche solo due. Due ottime idee possono anche equivalere ad una pesante svolta in termini di innovazione e crescita. Naturalmente resterà un’utopia. Se avrò l’occasione di crescere con un ottimo gruppo di lavoro sarò lieto di usare questa logica.

Vi chiederete:

Perchè le grandi imprese non ci hanno già pensato?

Perchè non lo fanno?

Perchè le grandi imprese hanno paura del cambiamento. Ne sa qualcosa un certo Seth Godin (cercate il suo sito…). Le grandi imprese tendono ad innovare o a tentare di farlo solo quando ormai si trovano con le spalle al muro. Le grandi imprese fondamentalmente sono gestite spesso da chi ha paura che un cambiamento porti più alla rovina che ad un salto di qualità. Ovvio che non tutti i cambiamenti sono produttivi, ma il non voler rischiare affatto non premia a quanto pare.

I più piccoli saranno primi, forse perchè non avendo nulla da perdere, rischieranno e tenteranno strade nuove.

Nei prossimi articoli spiegheremo le ragioni economiche, logiche, vere e valide per cui piccole imprese possono ottenere un maggior successo di imprese giganti o multinazionali… Nei prossimi articoli speriamo di stimolare la vostra voglia di fare, di dire la vostra, di essere creativi e vi daremo ottime ragioni per puntare sui vostri progetti.

Nel frattempo citiamo una bellissima risposta che Giovanni Rana ha dato in un intervista inerente la sua carriera:

In sintesi tre punti o meglio tre consigli per i giovani tratti dalla sua intervista:

“Siate ottimisti,  siate creativi, inventate il vostro lavoro perchè oggi non è più possibile sperare nel posto fisso.”

Forse non tutti sanno che Giovanni Rana ha inventato diversi macchinari che gli hanno conferito successo nel suo lavoro, ha iniziato da cose semplici e si è costruito la sua più grande passione giorno dopo giorno…

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2 risposte a “Collaborazione tra giovani e imprese”

  1. Credo di essere uno di quei giovani senza titolo di studio che non trovano nessuno che gli ascolti.
    Ho così tanti progetti in testa che mi basterebbe un’officina e un pò di materia prima per costruire qualche prototipo delle mie invenzioni.
    Potrei mettere le mie idee in un paio di brevetti ma non lo farò per due motivi:
    1) avere un brevetto vuol dire quasi sicuramente far sviluppare l’oggetto in questione da terzi con tutti gli svantaggi che questo mi causerebbe. Odio vedere le migliori idee morire perchè la loro implementazione al 100% vorrebbe dire il rischio economico per l’azienda.
    2) non ho nessuna paura di sviluppare un oggetto per conto mio e senza brevetto. Le mie idee vanno oltre la singola tecnologia e rubarmi l’idea vorrebbe dire ottenere il 10% del successo. Certo poi mi divertirei a ricevere poi una causa per aver rubato quella tecnologia 🙂
    Fare un’università vorrebbe dire perdere altri 5 anni prima di riuscire ad avere il tempo necessario per sviluppare le mie idee e non è detto che una laurea mi dia poi tanti vantaggi.

  2. Ciao Alex, per esperienza personale ti posso garantire che se hai una “mente laboriosa” lo studio presso l’Università non può far altro che migliorare le tue performances. Una mente creativa ha un costante bisogno di approfondire le proprie conoscenze. Da tali approfondimenti poi, nel 99,9% dei casi, arrivano anche nuove idee. Oltretutto le basi matematiche, fisiche, chimiche e scientifiche che vengono fornite allo studente, evitano enormi perdite di tempo.
    Ad esempio spesso si trovano in giro persone che sostengono di aver realizzato veicoli/motori con caratteristiche fuori dall’ordinario che poi, puntualmente, non funzionano. Questo perchè non conoscono principi basici come ad esempio quelli della dinamica o della termodinamica. La cosa peggiore, tra l’altro, è che quando spendono denaro per brevettare l’idea, nessuno dice loro che questa potrebbe anche non funzionare.
    Riguardo l’idea di non brevettare, oggi ne succedono di tanti colori, talmente tanti che alle volte il brevetto perde senso (come puoi leggere al link seguente:
    http://ralph-dte.eu/2011/08/01/realizzare-da-soli-il-proprio-brevetto-ecco-il-perche/
    Senza considerare poi che le idee messe a disposizione di un vasto gruppo di appassionati e collaboratori, le idee “Open Source”, hanno generalmente le gambe lunghe e vanno lontano.

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