La storia di un’idea della DEBESS Technologies

LA STORIA DELLA FORCELLA A PARALLELOGRAMMA DI CLAUDIO DE BEI.

Nell’anno 1989 è stato depositato presso la camera del commercio di Vicenza un brevetto di invenzione industriale a nome del sig. De Bei Claudio denominato “GRUPPO DI AMMORTIZZAZIONE ANTERIORE PER MOTOCICLO”.

La tecnica degli anni ’90 prevedeva l’adozione di forcelle di tipo telescopico le quali erano soggette a numerosi svantaggi tra cui la deformazione della geometria dell’avantreno, per effetto degli sforzi di taglio, flessioni e torsioni, rimarchevoli soprattutto ad alta velocità. Lo scopo del progetto del sig. De Bei era quello di realizzare un gruppo per l’ammortizzazione della ruota anteriore di un motociclo esente dagli inconvenienti sopradescritti.

Nel periodo invernale fra il 1989 ed il 1990 nasce l’idea di sviluppare l’intero progetto su una motocicletta da competizione, frutto della collaborazione fra il tecnico De Bei e la società O.Z. una delle Case più affermate nella realizzazione di cerchi per auto in lega di alluminio e magnesio, fornitrice già negli anni ’90 di molti team nel mondiale di F1, e tutt’ora società presente nel mercato con ruote e cerchi che forniscono sia automobili che motociclette.

Con la presenza del Dott. Renato Sonda amministratore delegato dell’O.Z. e convinto sostenitore delle idee del tecnico bassanese si crea già a partire dal 1990 il team O.Z. system presente nel motomondiale con moto sperimentale alla guida dell’affermato pilota ed ora collaudatore ufficiale Aprilia, Marcellino Lucchi.

storia forcella a parallelogramma DEBESS Technologies e Aprilia

Il primo prototipo costruito dal tecnico progettista De Bei risale al 1989. Questo primo passo dell’evoluzione della forcella a parallelogramma è stato montato su una moto giapponese una Kawasaki Gpz 750. Con la collaborazione di una nota officina meccanica della zona e nella persona del titolare Artuso Giuseppe si è costruito questo prototipo dalle dimensioni generose, che presentava la prima forcella a parallelogramma rigida con avancorsa registrabile.

Nel 1990 con la nascita del team O.Z. system comincia l’avventura verso nuovi schemi sulle ciclistiche innovative puntando da subito alla costruzione di una moto da corsa, prototipo da impiegare e sviluppare nel moto mondiale GP250. Con l’acquisto di una Aprilia standard del 1989 il team diede vita allo studio completo di un prototipo da corsa che impiegava della moto di serie solo motore e centraline. Infatti la ciclistica che avvolgeva il propulsore da corsa dell’Aprilia era esclusivamente frutto delle idee del tecnico bassanese che l’aveva completamente ridisegnata e progettata, con nuovi calcoli e distribuzione dei pesi. Il telaio dell’Aprilia 250GP ’89 completamente rimaneggiato a livello di sospensioni presentava, con il nucleo telaio rimasto praticamente l’originale, una forcella anteriore a parallelogramma in fulcrata su biellette saldate al telaio, con l’ammortizzatore anteriore posizionato sotto il serbatoio azionato da un sistema a leveraggi ad articolazione progressiva, con la possibilità di modificarne l’avancorsa semplicemente ruotando due eccentrici sui quali erano imperniati i braccetti inferiori del parallelogramma.

Il frutto di tanto lavoro è stato presentato, a tempo record, al Gp d’Italia a Misano Adriatico nel 1990 dove la moto ha percorso alcuni giri di prova, senza però essere impegata in gara dal team O.Z. con Lucchi.
La moto pubblicata su diverse riviste tecniche motociclistiche ha riscosso anche l’interesse di una nota casa costruttrice di motociclette, l’italiana Aprilia, unica azienda a contrastare il dominio del sol levante nel settore motociclistico.

Questo primo prototipo laboratorio sviluppato dall’O.Z system è stato impiegato dal team solamente come studio prova da impiegarsi in alcune prove del motomondiale del 1990, in previsione di un secondo prototipo da utilizzare e sviluppare in tutto l’arco delle gare del campionato del mondo di velocità 250GP del 1991. Lucchi oltre alle continue prove su circuiti nazionali ed internazionali, infatti ha impiegato il prototipo anche in gare come il GP di Brno ed il campionato italiano a Vallelunga dove il pilota romagnolo ha ottenuto piazzamenti di tutto riguardo considerando il potenziale della moto con motore standard riservato ai clienti.

Con la fine della stagione del motomondiale di velocità Gp250 e l’arrivo della stagione invernale il team O.Z. system capitanato dal progettista De Bei, ha messo in cantiere la seconda versione del prototipo della moto nella versione con carenatura modello 1991 Aprilia e livrea O.Z. La moto è stata presentata al motor Show di Bologna a dicembre del 1990 presso lo stand dell’ O.Z. MOTOR SPORT WHEELS. Il nuovo prototipo 1991 è stato collaudato da Marcellino Lucchi nei primi test dell’anno corrente dando esiti positivi nonostante il propulsore fosse ancora modello standard semi-ufficiale.

Con l’anno 1992 e con i continui test positivi di febbraio e marzo nacque un nuovo team in collaborazione con l’Aprilia che andò ad affiancare il team O.Z. system nel modiale di velocità moto GP250. L’accordo era nato dalla forte richiesta della casa di Noale nella partecipazione allo sviluppo della due e mezzo da corsa con l’innovativo sistema di sospensione a parallelogramma frontale. Infatti parallelamente alle moto costruite dal team O.Z., l’Aprilia e il suo staff tecnico, nelle persone dell’Ing. Gaetano Cocco e dell’Ing. Luca Fabbri quali responsabili sviluppo telai, costruirono due nuovi prototipi da competizione di diverse forme e geometrie rispetto a quelli creati dal tecnico bassanese, ma con lo stesso principio di funzionamento.

storia forcella a parallelogramma DEBESS Technologies e Aprilia

Le conclusioni sicuramente positive sia da parte del tecnico O.Z. sig.De Bei che da parte dei piloti Lucchi e Bosa, hanno trovato riscontro soprattutto dall’ing. Cocco e dall’ing. Wittherven, del Team ufficiale Aprilia, confermando che dopo il loro primo sviluppo al sistema e i positivi test cronometrici in pista, la strada intrapresa dal O.Z. System era sicuramente in discesa.

Il team O.Z. concluse un importante accordo con Aprilia, unica marca Europea a contrastare le moto giapponesi nel Campionato Mondiale classe 250 di velocità su pista, per la fornitura di moto con meccanica ufficiale e ciclistica speciale, con sospensioni anteriori O.Z. System.

Questa collaborazione fu possibile per il grande interesse suscitato presso Aprilia dalle sospensioni ideate dal tecnico bassanese Claudio De Bei e brevettate O.Z.

Il team O.Z. è quindi stato considerato dall’Aprilia stessa, team ufficiale di sviluppo esterno, divenendo così di fatto il terzo team ufficiale asieme al team interno di Loris Reggiani e alla squadra esterna “IBERNA” di Pierfrancesco Chili.

Ringrazio di cuore Gianluca De Bei (figlio dell’ingegnoso tecnico Claudio De Bei) per il prezioso materiale fornitoci per la redazione di questo gruppo di articoli inerenti la forcella rigida con schema a parallelogramma inventata da DEBESS Technologies. Raffaele Berardi.

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Forcella a parallelogramma: Un brevetto nato da DEBESS Technologies
Forcella a parallelogramma: Lo schema di base
Forcella a parallelogramma: Il funzionamento
Forcella a parallelogramma: Caratteristiche tecniche
Forcella a parallelogramma: La storia di un’idea della DEBESS Technologies

17 risposte a “La storia di un’idea della DEBESS Technologies”

  1. Non posso che restare ammirato per la passione che ha animato il meraviglioso lavoro di equipe che ha portato alla realizzazione della geniale intuizione del sig. De Bei. Io sono stato meno fortunato in tal senso il mio brevetto di sospensione a parallelogramma non ha ancora avuto l’attenzione che meriterebbe. Complimenti vivissimi.

  2. Salve Fabio, ti ringrazio per il tuo commento che, tra le altre cose, mi ha dato lo spunto per risponderti scrivendo un apposito articolo.
    Anche la storia del brevetto della sospensione De Bei non ha poi avuto un buon seguito… E questo nonostante all’epoca fosse tutto diverso.
    Domani mattina pubblico un articolo (che troverai in home page) di risposta al tuo commento.
    🙂

  3. Ciao pensavo che fossi in ritardo di qualche decennio per lasciare un commento ma mi ha fatto molto piacere leggere la tua risposta e non vedo l’ora di leggere l’articolo.

  4. Ciao, tranquillo il blog ha un registro dei commenti e non c’è alcun problema anche se si dovessero commentare articoli di 6 anni fa 🙂
    PS
    Sto preparando due articoli sul tema, uno esce tra pochi minuti, un altro domani in giornata.

  5. Ciao, ho appena finito di rileggere l’articolo che hai appena pubblicato e mi è molto piaciuto, sei una persona in gamba che sa il fatto suo, praticamente hai messo nero su bianco tutto quello che avevo immaginato
    e molto di più, dovrò sforzarmi di diventare un genio magari col tuo aiuto.
    PS
    la massima in chiusura, è tua o di Albert?

  6. Ciao, ti ringrazio molto per l’apprezzamento. Io purtroppo però non sono un genio altrimenti troppe ne avrei combinate… Il fatto è che in realtà ci ho sbattuto talmente tanto la testa su queste cose, che non ho potuto fare a meno di scriverci su.
    La frase finale sinceramente è mia, non so se magari altri spinti da riflessioni simili hanno già partorito frasi simili.
    Per quanto riguarda Albert (se è lo stesso a cui sto pensando io) apprezzo molto quando diceva “Ogni cosa dovrebbe essere fatta nel modo più semplice possibile, ma non è semplice”, così come diverse altre su cui non mi dilungo.
    Nell’articolo in preparazione per domani (che in caso di imprevisti uscirà dopodomani), ci sono dei riferimenti logici su cui far leva quando ci si imbatte nella realizzazione di un’idea. Spero sia utile.
    🙂

  7. è lo stesso Albert che hai pensato tu,ed è proprio vero che non è semplice, io invece ho sempre apprezzato il grande Ferrari il quale asseriva che ciò che non c’è non si può rompere e cerco sempre di ricordarmelo.
    PS
    utile lo sarà sicuramente, ciao.

  8. Buonasera,ho letto con interesse il tuo secondo articolo “i brevetti con più chance di successo” ed ho cercato di confrontare la mia idea di sospensione anteriore motociclistica con i due esempi che hai fatto sul tuo articolo;I punti che ho trovato in comune sono il 2-6-7-8-9-11 sul primo che parla dell’inchiostro elettronico, mentre solo i punti 2-5 sul secondo esempio del meccanismo apertura tende. Ne deduco che sul primo sono al 50% sei su dodici,e la cosa mi conforta. Spero solo di avere un po di fortuna e di trovare qualche persona onesta (bisogna essere ottimisti) che ci veda come ci vedo io. Ciao

  9. Sono contento che gli articoli siano stati in qualche modo interessanti, ad ogni modo (non so se l’hai già fatto) costruisci e installa su una moto idonea la tua sospensione, poi effettua dei test che possano offrire dei dati in uscita (tempi sul giro in pista, comfort di marcia in turismo, sicurezza attiva, vantaggi delle geometrie, ecc.), dopodiché esponi la tua soluzione, falla conoscere in giro (se già opportunamente protetta) presso apposite fiere, eventi, conferenze universitarie del settore e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo ne ho visti veramente tanti attendere e in quasi nessun caso si è presentato qualcuno. Ovviamente non è una visione negativa ma un invito ad andare avanti quanto più possibile da soli finché non si fanno gli incontri giusti.
    🙂

  10. Ciao, ho già installato da più di un anno un prototipo della mia forcella su una Suzuki V-strom 650 e mi ci trovo meglio che con la telescopica originale, purtroppo l’attuale situazione economica non mi permette di distrarre risorse dal budget familiare, mutuo compreso;in passato ho speso molti euro, sia per realizzare prototipi tra cui un paio in ergal ricavati dal pieno,sia per presentare domande di brevetto, per cui, visto che il tempo passa rapidamente e attualmente sono l’unico che ci crede, ho deciso di farla vedere a qualche
    industria ( Aprilia tanto per dirne una )con la speranza che quantomeno mi prendano in considerazione.

  11. Accidenti Fabio, complimenti vivissimi e tutta la mia ammirazione, il fatto che tu l’abbia realizzato e che la usi addirittura è qualcosa di fenomenale e raro nel suo genere. Davvero complimenti. Allora mostrala il più possibile agli eventi più appropriati e non puntare necessariamente sulle grandi case, potresti rimanere sorpreso invece proprio da nomi che non ti aspettavi.
    Io per professionalità non posso far nomi oggetto delle voci di corridoio ma, ci sono alcune grandi case (grandi di fama, non necessariamente di budget) che se la stanno passando estremamente male e con debiti di diverse decine, se non di più in taluni casi, di milioni di Euro. Queste case non potranno per il momento seguire piani diversi da quelli attuali.
    Insisti, cerca di fare sforzi più di comunicazione che di denaro.
    Ancora complimenti.
    😀

  12. Grazie per i tuoi consigli, li sto già seguendo,se si muove qualcosa sarai il primo a saperlo, ciao.

  13. Ciao Ralph, ho contattato il signor Daudo,caporedattore della rivista Supermototecnica il quale mi ha gentilmente risposto ed a cui ho mandato alcune foto ed una spiegazione tecnica da pubblicare sul prossimo numero che uscirà; penso che sia una buona cosa per la visibilità della mia idea anche se non mi aspetto risvolti economici almeno la gloria. A presto.

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