Un curioso sondaggio sul mercato dell’automobile

Perchè si vendono meno auto nuove?

Di recente ho sentito su un approfondimento di un telegiornale che, secondo gli esperti, il mercato dell’automobile (con riferimento al “nuovo”) sarebbe in calo perchè la gente non ha il denaro sufficiente per acquistare una nuova auto. Questo esperto che esponeva la sua teoria è pronto a scommettere che se i cittadini italiani avessero più liquidità senza meno cambierebbero la loro auto con un modello più nuovo, meno inquinante e con maggiori dispositivi di sicurezza. Io credo che questa affermazione sia corretta ma incompleta.

Se da una parte è vero che con l’aumentare delle possibilità economiche dei cittadini, aumenta il numero di coloro che sono pronti a togliersi lo sfizio di cambiare la loro auto (il famoso meccanismo della domanda e dell’offerta), d’altra parte è ugualmente vero che la crisi economica degli ultimi anni ha svegliato una quantità non indifferente di persone che ora meglio indirizzano le loro spese. Non è vero infatti che non si comprano nuove automobili “solo perchè” non c’è denaro sufficiente per farlo.

Non si acquistano nuove automobili perchè ora i consumatori sono più avveduti e si chiedono più e più volte: “Me la posso risparmiare questa spesa? E’ davvero necessaria? Ci sono cose più importanti alle quali dovrei pensare? Sarà meglio che investa i miei risparmi in qualcosa di buono? E se la crisi non sta finendo? Meglio essere cauti!”

In sostanza ho avuto modo di chiedere a diverse decine di persone (in un arco di tempo pari a 2 anni) cosa pensano dell’idea di acquistare una nuova auto e questo è quanto è emerso:

  • Ci sono famiglie benestanti che, non avendo accusato in particolar modo la crisi, continuano a cambiare auto quando lo ritengono opportuno in quanto possono permetterselo. Teoria che combacia perfettamente con quanto detto dall’esperto che citavo all’inizio dell’articolo.
  • Ci sono famiglie benestanti che dichiarano tranquillamente che la loro auto avrà anche qualche anno di vita ma non vi è alcun motivo “vero” di sostituirla. Ragione per cui, soldo o non soldo, non si procede all’acquisto.
  • Ci sono famiglie benestanti che affermano chiaramente che la crisi li ha intimoriti e che prudenzialmente cercano di spendere per beni di primaria necessità. Risparmiano il denaro per aiutare i figli a sposarsi, per dare un anticipo per un appartamento, per richiedere un mutuo meno gravoso o comunque per tenersi pronti a reali necessità o ad imprevisti.
  • Poi ci sono le famiglie normali che in soldoni affermano: “Euro 3? Euro 4? Euro5? Euro6? Sono sicuro che se acquisto un’auto Euro 6, tra tre o quattro anni non potrò andare ugualmente in centro perchè la legge richiederà un Euro 7, poi Euro 8 e così via. Conclusione, ho capito il meccanismo quindi non compro nulla.
  • Ci sono le famiglie che fanno fatica a mantenere più di un mezzo tra bollo, assicurazione, manutenzione, carburante… e stanno pensando di ritornare ad avere sole due auto in famiglia o, perchè no, se si sposa il figlio o la figlia, magari tenerne una sola fino a che funziona.
  • Ci sono inoltre quelli che dicono: “Ho comprato quest’auto, mi piace, mi ci sono affezionato, se riesco me la tengo 15-20 anni e di cambiarla non se ne parla proprio”.
  • Ma ci sono anche quelli che affermano: “Nuova non la compro neanche morto, come esci dal concessionario hai perso il 20% dell’iva, dopo un anno perde un altro 15-20% di valore… Non esiste, mi compro un buon usato con due o tre anni di vita, lo pago poco e chi s’é visto s’é visto…”
  • Incredibilmente c’è anche chi cerca vetture quasi ventennali per poterle iscrivere come auto d’epoca all’ASI e usufruire dei vantaggi fiscali circa bollo, assicurazione, nonchè avere la possibilità di circolare in centro come e quando si vuole. Il più delle volte queste persone sono o sono stati meccanici o hanno parenti o cari amici meccanici pronti a restaurare la vecchia auto in questione con cifre tutto sommato di gran lunga inferiori all’acquisto di un mezzo nuovo. Attenzione però l’ASI accetta l’iscrizione solo di vetture di interesse storico (magari anche sportivo), non credo si possa iscrivere all’asi una vettura qualunque. Informatevi.
  • Ci sono coloro che hanno tenuto a precisare che non vogliono lavorare per mantenere le case automobilistiche in quanto, affermano, che ogni cittadino dovrebbe acquistare un’auto ogni 4 anni per far sì che i bilanci delle case automobilistiche siano costantemente in crescita.
  • Esistono persino quelli che della macchina non ne vogliono più sapere nulla ed hanno scoperto che raggiungere il lavoro con un abbonamento dell’autobus d’inverno e con una bici elettrica d’estate è una svolta. Una svolta dove ti dimentichi il bollo (o tassa di possesso del veicolo), ti dimentichi il rincaro annuale dell’assicurazione, ti dimentichi le visite controvoglia dal meccanico, le revisioni ogni due anni, dimentichi il viso del benzinaio, dimentichi (non sempre) le buche, il problema del parcheggio, il traffico martellante, le sudate a fare manovra d’estate…
  • Infine c’è chi davvero dice: “Non posso, l’auto è l’ultimo dei miei pensieri”.

Credo che questo sia “qualcosina” di più rispetto al credere che il denaro di una famiglia sia direttamente proporzionale a quante auto verranno vendute. Bisogna rendersi conto che la crisi ha cambiato molte persone che ora valutano in ben altra maniera cosa gli occorre e cosa gli è veramente venuto a mancare in questi anni ardui… La realtà è che la macchina non è più al centro dei pensieri degli italiani. Fino a poco tempo fa l’automobile era un modo di essere. Si sceglieva una vettura che parlasse di noi, che rispecchiasse il nostro carattere. Oggi invece si cerca innanzitutto la soluzione per muoversi senza spendere cifre non proporzionate alla situazione economica e all’evolversi dei mercati mondiali.

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