Vi sveliamo la prima animazione del Motore De Bei a pistoni rotanti

Rubrica: Motori alternativi
Titolo o argomento: Motore De Bei a pistoni rotanti – “Prima Animazioni 3d”

E’ con grande piacere che vi mostriamo in anteprima l’animazione ufficiale del “Motore Rotativo De Bei” di cui abbiamo iniziato a parlare nell’articolo: “Motore De Bei a pistoni rotanti“. Al momento non possiamo svelare i dettagli ma ogni vostra curiosità troverà una precisa risposta nei prossimi articoli di questa rubrica non appena saremo autorizzati e non appena saranno state condotte numerose altre prove tecniche.

Il motore è un 6 cilindri dal disegno compatto, è leggero ed è costituito da pochissime parti meccaniche (circa 26). Al momento non possiamo svelarvi il reale schema di trasmissione e di alimentazione del motore.

Attualmente stiamo collaborando con Gianluca De Bei per studiare ed ottimizzare numerosi dettagli che vanno dalla scelta dei materiali e dei trattamenti termici/superficiali alla fasatura, dall’accensione/alimentazione alle soluzioni per evolvere il prodotto, dal business plan ai contatti con le aziende e le imprese interessate ad investire e sviluppare il prodotto con noi.

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Motore rotativo De Bei.

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29 risposte a “Vi sveliamo la prima animazione del Motore De Bei a pistoni rotanti”

  1. Devo dire che se ne sente il bisogno, anche perchè il poter eventualmente passare da un carburante all’altro solo cambiando mappatura potrebbe mettere in difficoltà le aziende petrolifere (sarebbe ora) che alzano i prezzi quando gli pare. Merito a voi che state portando avanti questo progetto, lo leggerò molto interessato. Ovviamente i pregi non sono solo quelli da me citati ma era solo un esempio. Buon lavoro, ciao raffa.

  2. BELLISSIMO!
    Mi appassionano molto queste cose!
    Avrei un appunto, da quasi totale ignorante in ingegneria…..
    La forza centrifuga, una volta raggiunta una certa velocitá di rotazione, non contrasterá la fase discendente del pistone? O meglio, lo fará sicuramente, ma questo sará un problema nel funzionamento generale del motore?
    Grazie

  3. In teoria no, perchè la corsa di ogni pistone è vincolata ad un fuoricentro* che, in base alla posizione in gradi di rotazione del motore, ne determina la corsa nel rispettivo cilindro. Questo significa che obbligatoriamente ad ogni grado di rotazione del blocco motore (che puoi vedere qui: http://ralph-dte.eu/2010/12/14/motore-de-bei-a-pistoni-rotanti/) corrisponde una precisa posizione altrettanto obbligata di ogni singolo pistone lungo il proprio cilindro.
    Per il momento, dalle simulazioni e dalle prove tecniche condotte dalla MDA Multiphysics Diagnostic & Automation di Treviso, non sono emersi problemi di questo genere… Vedremo con i successivi sviluppi.
    Sicuro di problemi ne emergeranno in quanto non promettiamo miracoli ed è normale che si verificheranno problemi di varia natura; la fattibilità del progetto sta nel vedere quanto sia possibile o meno risolvere eventuali problemi e inconvenienti tecnici e quanto questo realmente convenga a livello di spesa energetica del motore e costi di sviluppo dello stesso.
    *quindi il pistone non può rifiutarsi di scendere… anche se ovviamente anche la forza centrifuga fa parte delle forze che entrano in gioco ed influenzano il comportamento del motore specie durante la combustione.

  4. Bello, far crescere progetti cosi è fantastico…e si imparano sicuramente un sacco di cose….a vedere cosi mi domando come venga data la lubrificazione della camma centrale e soprattutto quella dei cilindri dove va in rotazione, deve far tenuta ermetica e allo stesso tempo scivolare, considerando anche che parte della superficie (che probabilmente sara ricoperta da un film di olio) sopporterà la combustione.

  5. Domanda molto interessante. E’ una delle cose alle quali stiamo lavorando. E’ opportuno effettuare una corretta scelta dei materiali (che assolutamente non devono avere la tendenza ad ingranare tra loro), formare quindi una lega specifica per tali esigenze ed applicare trattamenti termici e superficiali adeguati.

  6. Dall’ animazione e dal render del motore http://ralph-dte.eu/2010/12/14/motore-de-bei-a-pistoni-rotanti/ ho l’ impressione che raccolga i “difetti” del tradizionale motore a pistoni e del Wankel che ho sull’ RX7.
    Il moto rettilineo alternato dei pistoni deve essere trasformato in rotatorio, la forza centrifuga generata dalla rotazione di tutto il gruppo pistoni “cilindri” favorirà la risalita/compressione del pistone, ma allo stesso tempo ne renderà più difficoltosa la discesa assorbendo parte dell’ energia generata dallo scoppio.
    La durata ed affidabilità delle guarnizioni/fasce sui cilindri che devono lavorare su quello che sarebbe la testata, lo statore nel Wankel. Anche qui, come sul 13B-REW, le fasce oltre a strisciare e garantire la tenuta, devono anche passare sulle luci d’ aspirazione e scarico con conseguente usura. Anche queste fasce sono sottoposte alla forza centrifuga e maggiori saranno i giri del motore, maggiore sarà la forza con cui verranno spinte verso la parete e le luci diminuendone l’ affidabilità. Sui motori RENESIS 13B-MSP le luci sono diventate laterali anzichè periferiche diminuendo enormemente il problema dell’ usura. Cosa che però non sembra potersi fare su questo motore. Dalle fasce un leggero trafilaggio di compressione c’è sempre, nei motori tradizionali va a finire nel basamento e nel Wankel tra le camere del rotore, ma resta sempre all’ interno del motore. In questo, a giudicare dal render e dall’ animazione, finisce all’ esterno.
    La scelta dei materiali per queste fasce. Se posso dare un consiglio, non diventate “matti” voi. Mazda li studia da 50 anni per il suo Rotary Engine. Prendete degli apex del motore 13B-REW, quello che più si assomiglia al vostro con luci periferiche ed anche quelli del RENESIS 13B-MSP e li analizzate. Credo che vi farà risparmiare tempo e risorse economiche.
    In bocca al lupo 😉

  7. Sono molto curioso sul sistema di distribuzione e in generale sul discorso 2/4 tempi.
    Occhio alle simulazioni, non vanno lasciate sole per troppo tempo, ci sono anche prototipi che girano?

  8. Per Imamura.
    Questo motore è stato sottoposto a prove cinetostatiche dalla MDA Multiphysics Diagnostic & Automation di Treviso. Per quanto ne so non sono emersi problemi legati alla forza centrifuga ed alla risalita dei pistoni. Si stanno sviluppando invece metodi per garantire una migliore tenuta degli organi. Il motore inoltre non dovrà girare ad elevati regimi di rotazione in quanto si presta molto bene ad erogare la maggior parte della coppia e della potenza in basso. Inoltre è una mia fervida idea quella di abbinare questo motore ad un motore elettrico. In tal caso più che le prestazioni cerchiamo un’unità compatta, leggera, “con potenza e coppia in basso” che possa permettere di continuare il proprio percorso quando le batterie di una vettura ibrida sono esaurite e, allo stesso tempo, ricaricarle.

  9. Per Andrea.
    Riguardo al motore posso dirti che è stato fatto prima quello vero da un signore bassanese molto ingegnoso che si chiamava Claudio De Bei (noto anche per le sue importanti collaborazioni tecniche con l’Aprilia ufficiale del motomondiale), poi dopo aver preso i dovuti brevetti si è proseguito iniziando il processo di evoluzione e riportando il tutto sui software appositi. Sono poi stati condotti degli studi, che piano piano pubblicheremo, dalla MDA Multiphysics Diagnostic & Automation di Treviso. Gradualmente, non appena autorizzati, pubblicheremo di più al riguardo. 🙂

  10. L’idea è di sicuro una cosa stupenda, risparmio di carburante, manutenzione, pezzi di ricambio e altre cose, ma siamo sicuri che la cosa non finirà in qualche cassaforte di chi ora come ora ha tutto l’interesse che questo motore non venga prodotto?

  11. …scopro per la prima volta di questo motore solo oggi; non sarà il caso di avviare una campagna di comunicazione per evitare (come ha scritto Robygp800) che qualche furbetto del settore Autmotive metta tutto a tacere ?

  12. Come ho già detto a diversi utenti, a mio avviso, non si tratta di un motore che dovrebbe cambiare il mondo ma, ragionando razionalmente e con i piedi saldamente a terra, di un prodotto che oggettivamente presenta vantaggi e svantaggi di natura meccanica e commerciale. Nessuna promessa impossibile quindi. Tutto qui. E’ importante valutare e testare se in qualche modo il brevetto può essere impiegato con successo in diverse applicazioni.
    Le promesse di stravolgimenti epici si sono quasi sempre rivelate delle bufale, per questo ci tengo che invece questo prodotto non venga considerato uno stravolgimento che promette chissà cosa, bensì un qualcosa di molto concreto (con caratteristiche tutto sommato molto simili a quelle degli attuali motori e indiscussi vantaggi in termini di ingombro ridotto, basso numero di componenti per realizzarlo, consumi più contenuti). Un prodotto senza troppe pretese quindi, in grado di essere impiegato con successo su diverse applicazioni.
    ATTENZIONE!
    Su diversi siti sono comparsi dati fantasiosi ed improbabili ragione per cui qui ci siamo limitati a pubblicare le prove, dinamica e cinetostatica, per meglio esporre la questione. Quindi vanno annullate le dicerie che sostengono regimi di rotazione di 20.000 giri/min o consumi di 80 km per litro di carburante. Tali affermazioni non sono veritiere.

  13. Sul giornale di Vicenza di ieri vi e’ un’intervista a De Bei che dice esattamente 20.000 giri, 80% di risparmio e rendimento ben oltre Carnot. Intervistato o intervistatore in errore?

  14. Il giornale te lo linko io, visto che la mia ricerca su google è nata proprio dall’articolo incriminato, mirabolante direi:
    giornale: ilgiornaledivicenza .it
    Articolo: Il motore che può cambiare il mondo.
    é un articolo del 2009.

  15. x Stefano e Fabrizio
    Esatto Fabrizio, l’articolo è del 2009 e non di pochi giorni fa. Conosco tale articolo, tuttavia le info riportate, a mio avviso, non sono corrette. Pare si tratti di deduzioni fatte alla buona…
    Per tali ragioni ho indicato negli articoli dedicati al motore De Bei che i dati validi sono quelli riportati dalle prove di:
    MDA Multiphysics Diagnostic & Automation di Treviso.
    🙂

  16. Interessante veramente questo motore.
    De Bei è stata sicuramente una persona all’avanguardia.
    Anch’io possiedo un brevetto di un motore rotativo dal 1992 che, a differenza del motore De Bei, prergia oltretutto in quelle mancanze di prestazioni del motore in questione, ma in comune la stessa silosofia.
    I miei più sentiti rispetti al SIG. DE BEI, una persona degna di essere ricordata per il suo operato e soprattutto per le sue idee.
    Come LUI/VOI anch’io cerco una persona e/o azienda/e interessata/e allo sviluppo/realizzazione del mio motore.
    Si potrebbe rivoluzionare l’economia globale.
    L’unione di molte idee comportano di certo un cambiamento.

  17. Ciao Andrea, come già ho detto più volte a diverse persone con molta inventiva, non conviene continuare la ricerca di aziende interessate o finanziatori per lunghi periodi di tempo.
    Questo perchè si rischia solo di perdere molto denaro nella copertura del brevetto. Denaro che invece può essere speso per migliorare l’idea e produrla autonomamente affiancati da personale specializzato quali ingegneri e legali competenti.
    Ad esempio nel caso De Bei ho trovato diversi finanziatori per cifre anche molto importanti, tuttavia, tali finanziatori richiedevano:
    1) La possibilità di visionare il motore in moto completo e funzionante.
    2) La possibilità di installare su un veicolo il motore in prova ed effettuare un lungo test di diverse decine di migliaia di chilometri.
    3) Sviluppare una versione più aggiornata effettuando le dovute ricerche.
    4) Altri punti che non posso scrivere per questioni di riservatezza e strategia.
    Quando invece si sostengono le spese di copertura di un brevetto in Europa, India, Cina, Stati Uniti, per molti anni, si perde la possibilità di avere capitali da investire sullo sviluppo autonomo del prodotto.
    Oggi come oggi è importante andare sul mercato autonomamente perchè, in meno di un caso su cento, le aziende acquistano brevetti. Preferiscono più osservarli ed attendere che chi possiede il brevetto non abbia più denaro per coprirlo.
    Insomma, oggi chi inventa qualcosa, non è più necessario per le aziende a meno che questo non sia un ingegnere o un tecnico che vanti un’esperienza di tutto rispetto utile per proseguire gli studi sul prodotto.
    Se lo desideri leggi anche: http://ralph-dte.eu/2011/08/01/realizzare-da-soli-il-proprio-brevetto-ecco-il-perche/
    Io ad esempio sto procedendo autonomamente per quanto riguarda le realizzazione di alcune mie idee e le cose vanno decisamente meglio. E’ importante dar vita ad una filiera che parte dalla tua idea ed arriva ai tuoi possibili clienti, ossia alle persone che dovrebbero trarre un’utilità dalla tua idea e sono disposte ad acquistare quello che offri.

  18. Sono l’ing. Michele Rutigliano.
    Ho avuto modo di osservare con vivo interesse l’impostazione del Motore a pistoni rotanti De Bei e mi compiaccio per l’architettura del trovato tecnico. Non ho notato se tale travato, abbia ottenuto un Brevetto di Invenzione Industriale.
    A tale fine intendo annotare che la ricerca circa la possibilità di brevetto, esamini i Concetti e le Rivendicazioni tutte annesse al Brevetto di Invenzione Industriale N° 1233456, depositato sin dagli anni ’90, per un Motore a Combustione Interna a Stantuffi Rotanti a nome di Michele Rutigliano.
    Tale suggerimento deriva dal riscontro di molte affinità tra il trovato tecnico in argomento ed il citato Motore a Stantuffi Rotanti già coperto da brevetto. Per rapidi riscontri, osservare anche quanto pubblicato sui siti Web:
    su youtube cerca: Motore RUTY
    oppure visita il sito: xoomer.virgilio.it/dinoruty
    Distinti saluti
    Ing. Michele Rutigliano
    18/01/2012

  19. Salve, per sapere quale brevetto sia nato per primo dovrebbe contattare il Sig. De Bei che è il proprietario dei brevetti effettuati per la copertura negli Stati Uniti, in Europa, in Cina ed in India.
    Ho visto i video che ha inserito su youtube e vorrei chiederle se ha realizzato un modello reale e funzionante del suo motore.
    Cordiali Saluti, Raffaele.

  20. Salve sig. Raffaele. Volevo farle una piccola domanda, giusto per curiosità. Nel prototipo del motore De Bei vi sono problemi di usura/tenuta fasce fra statore e rotore?
    Grazie

  21. Ciao Fabrizio. A livello di prototipo i materiali utilizzati non sono quelli che si dovrebbero realmente adottare. La reale affidabilità delle tenute è misurabile solo in seguito a lunghi test e prove che richiedono finanziamenti adeguati per essere sostenute. Come dicevo in altri commenti, presenti sui quattro articoli relativi a questo motore, si tratta di un cane che si morde la coda in quanto, quando ho trovato i finanziatori per il Sig. De Bei, questi mi hanno chiesto prima che il motore venisse ultimato e reso disponbile completamente funzionante per una prova di diverse decine di migliaia di km su un veicolo…

  22. si parla sempre di motori da pochi componenti e semplici.
    ma poi ci si và a perdere in un mondo costoso : i materiali e trattamenti.
    per mè il motore più semplice è quello che costa meno da costruire e che qualsiasi persona si può costruire anche in casa.
    personalmente vedo un motore con i difetti del wankel (tenute) e dei primi motori radiali (imbiellaggio massa volanica ).
    per quanto ami sentir girare i motori sportivi…
    sinceramente mi vien da piangere a pensare che ancora oggi (2013) s’investa sia nelle università che nell’industria per dei motori a combustione interna, è pura follia.

  23. Ciao Roberto, in un certo senso ti sei risposto da solo… Il motore a combustione interna è il motore più “maturo” nella storia tecnica dei motori per trazione ed il meno costoso da realizzare (una casa automobilistica spende circa 30 Dollari al Chilowatt per la sua realizzazione). E’ questo che ne fa oggi un prodotto ancora appetibile. Non sono poche le persone che dopo aver frequentato istituti tecnici o professionali hanno realizzato in “casa” un motore a combustione interna monocilindrico (2 tempi)realizzando testata, cilindro, carter, albero, biella, pistone e dotandolo di accessori prelevati da altri motori già esistenti. Certo è che si sente l’esigenza oramai di effettuare dei passi avanti. Sappi però da subito che qualunque passo verrà effettuato, verrà compiuto tenendo conto dell’intera filiera che gira intorno ai motori a combustione interna. Si tratta di una filiera dalle dimensioni mastodontiche a livello mondiale, pertanto cambi radicali non sono per questa epoca. Il raggiungimento di soluzioni ibride o di sistemi di accumulo dell’energia, entrambi trattati su questo blog, possono considerarsi un buon traguardo.

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