L’acqua può innescare incendi

Mescolando l’acqua con la calce viva si produce una forte reazione chimica esotermica (ossia con emissione di calore) che può raggiungere una temperatura di 260°C. Il calore prodotto è sufficiente per cucinare pietanze ma, se all’acqua e alla calce viva si aggiungono zolfo e nafta, si riesce persino a generare una fiamma. Lo stesso può avvenire se l’acqua viene aggiunta come ultimo elemento. L’avreste mai detto che aggiungendo acqua ad un composto si può generare una fiamma? Stiamo parlando dell’esatto contrario di ciò che generalmente siamo abituati a pensare dato che in realtà conosciamo l’acqua come un valido ausilio per spegnere le fiamme. Aggiungendo opportuni ingredienti agli elementi appena citati, e rispettando una particolare miscela tenuta segreta dai bizantini (i romani d’oriente), quest’ultimi erano riusciti a realizzare un fuoco (denominato “fuoco greco”) il quale manifestava uno strano comportamento molto utile durante gli scontri con altri popoli. Più gli avversari tentavano di spegnerlo con acqua e più esso si rafforzava. Uno dei pochi metodi disponibili per spegnerlo era mediante l’utilizzo di sabbia (un metodo all’epoca poco intuitivo). Ora, visto questo curioso esempio storico, mi chiedo: “Quante cose in realtà si possono fare in un modo che non siamo abituati a pensare?”.

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2 risposte a “L’acqua può innescare incendi”

  1. > “Quante cose in realtà si possono fare in un modo che non siamo abituati a pensare?”
    In bici o in moto, oltre una certa velocità, ruotare lo sterzo in una direzione produrrà una svolta nell’altra. È il “controsterzo”. Conosco bene la fisica che c’è dietro ma il tutto è talmente controintuitivo che quando lo racconto in giro non ci credono.

  2. Se non ci credono è sufficiente che mentre guidano una moto a circa 80 km/h (all’interno di un’area chiusa al traffico) premono leggermente con le dita ad esempio l’estremità destra del manubrio. Nonostante il manubrio, in tal modo, ruoti leggermente a sinistra la moto andrà (leggermente) a destra. Il fatto che il fenomeno si verifichi, come risultante di forze e momenti (che andrebbero spiegati in separata sede) solo sopra una certa velocità, porta alcuni a non credere a questa teoria. Il fatto però di non conoscerla implica di non essere dei buoni motociclisti. Stesso dicasi per molti altri fenomeni legati a questo.

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