L’ennesima scelta errata del mercato dell’automobile – Parte 1

Rubrica: Incominciamo a parlare di automobili

Titolo o argomento: Auto spinte per famiglie trattenute dalla crisi

La tecnica motoristica ed il mercato parlano due lingue diverse

Una volta assodato che, secondo la tecnica motoristica, uno dei modi migliori per far durare a lungo un veicolo consiste nel dotarlo di un motore di media cilindrata e ridotta potenza specifica (vedi il paragrafo successivo per la definizione di potenza specifica), mi chiedo come mai la maggior parte delle case automobilistiche di questi tempi abbiano optato per una direzione totalmente opposta. Personalmente non credo si tratti della soluzione migliore per tentare di allontanarsi dalla grande crisi che ha visto il settore Automotive come una delle principali vittime.

Tradotto in altri termini significa che si punta su veicoli fragili, delicati che, secondo chi decide le strategie, dovrebbero garantire un maggior ricambio di autovetture e quindi maggiori vendite (quasi a credere che se il motore di un’automobile si rompe, una famiglia sostituirà subito il veicolo con uno nuovo con la stessa facilità con cui cambia una lampadina… filosofia assurda). Inoltre potenze molto elevate su normali utilitarie costringono al pagamento di bolli salati in una fascia di mercato che ne farebbe volentieri a meno.

A questo punto si potrebbe obiettare che è sufficiente scegliere la propria auto per la famiglia con una potenza inferiore. Ma è proprio questo il punto. Non ci sono più in catalogo. Per avere un mezzo con una potenza inferiore si è costretti a scendere di cilindrata ma le potenze specifiche in gioco sono sempre alte ed a sfavore della longevità del mezzo. In sostanza in catalogo non si trovano più le famose medie cilindrate in più varianti tra cui anche quella a potenza ridotta (es. 2 litri turbodiesel in versione da 90, 105, 120, 150 o, eventualmente, 180 cavalli). Sta praticamente scomparendo il classico 2 litri turbodiesel da circa 100 cavalli che per anni ha tenuto la testa all’interno della gamma di alcune delle vetture dotate di maggior affidabilità, longevità, costi di bollo e assicurazione ragionevoli, nonché un ottimo rapporto efficienza/costi. Quest’ultimo fattore in particolar modo risulta fondamentale per le tasche delle famiglie “normali” che necessitano di un mezzo intermedio utilizzabile in città così come nei lunghi spostamenti extraurbani.

Il gioco della potenza specifica

La potenza specifica è uno dei dati principali (probabilmente il più intuitivo e comprensibile al largo pubblico) che vi offre una previsione sulla vita utile di un motore in rapporto al tipo di utilizzo per il quale è stato progettato. Si esprime solitamente in CV/litro o kW/litro, essa misura la quantità di potenza erogata per unità di cilindrata (detto volgarmente indica quanti cavalli sviluppa un dato motore ogni 1.000 centimetri cubici). Un veicolo dotato di una potenza ridotta non è detto che sia un veicolo economico (dove per economico non si intende solo il basso costo di acquisto ma anche la durata, l’affidabilità ed il costo di esercizio/mantenimento che il prodotto comporta) in quanto se la sua cilindrata è notevolmente sottodimensionata questo potrebbe comunque avere una elevata potenza specifica.

Ad esempio se vi fosse in commercio una utilitaria di 1.000 centimetri cubici (ovvero 1 litro di cilindrata) con 115 cavalli, la signora Maria che solitamente guarda le ricette in tv penserebbe di stare acquistando una delle solite vetture “mille” che erano diffuse quando lei era giovane negli anni ’60. Non si rende conto che invece sta acquistando un veicolo che ha una potenza specifica analoga a quella delle Ferrari più prestigiose. Ovvio che l’esempio è esagerato ma spero chiarisca la logica del discorso anche ai meno pratici. In fondo si chiede di ragionare su una semplice divisione, potenza (espressa in cavalli o chilowatt) fratto cilindrata (espressa in litri), dove più ti avvicini a 100 e più il motore è spinto e potenzialmente fragile, più ti avvicini a 50 e più il motore è “tranquillo” e potenzialmente longevo. Ovviamente esistono motori in grado di superare abbondantemente i 100 cavalli/litro ma parliamo di mezzi destinati a tutt’altre strade. Inoltre, per correttezza, va sottolineato che la longevità del motore dipende anche dalla bontà del progetto, la qualità dei materiali impiegati, la correttezza delle lavorazioni eseguite e, naturalmente, da come viene utilizzato.

Continua…

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Motori usa e getta

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Una nota vettura station wagon di alcuni anni fa curiosamente impegnata nel campionato turismo britannico.
Una scena che attualmente non si distanzia poi tanto dall’ideale di produzione di molte case automobilistiche.
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