La natura dell’uomo

Vi siete mai chiesti come mai quando cercate di fare del bene a qualcuno, nonostante i buoni intenti, il gesto di frequente non riesce? Vi siete mai posti la domanda su come possa una persona preferire una scelta che non porti alcun vantaggio ma anzi…
Sicuramente coloro che affrontano la vita con curiosità cercando di capire il funzionamento ed il perchè delle cose, qualche domanda del genere se la sono posta. Magari sapete che un determinato cibo o una determinata abitudine danneggiano l’organismo privandolo della salute o della piena funzionalità, oppure siete a conoscenza della dubbia qualità di un prodotto o di un servizio ma il vostro interlocutore non manifesta alcun interesse o sostiene fermamente il contrario nonostante voi abbiate prove concrete e fonti attendibili sul tema. In altri casi evita di ascoltarvi o, addirittura, arriva ad inalberarsi nei vostri confronti. Lo stesso può accadere quando si consiglia (previa preparazione attendibile sul tema) un prodotto o, perchè no, si offre il proprio punto di vista su una scelta contornata da grandi perplessità. Così di seguito vorrei riportare dei brevi spunti per riflettere, delle provocazioni per costruire una logica attorno alle origini di questi atteggiamenti assunti da una vasta gamma di soggetti.

Felicità

Diversi soggetti non riescono a reggere la paura di vivere la felicità in quanto l’unico modo che conoscono per viverla è accompagnato da un costante timore di perderla. Molto più facile una piatta sensazione di nulla ove il nulla è giustificato (a mio avviso impropriamente) come una situazione sicuramente non positiva ma allo stesso tempo sicuramente non negativa. Calma apparente, nessuna sorpresa, nessuna emozione, nessun rischio di vivere le emozioni, nessun successo, nessun fallimento, nessun rischio di illusioni. Sicuramente nessun istinto di vivere la vita a fondo provandola e gustandola per quello che realmente è, cogliendone numerose sfaccettature che oggi più che mai sfuggono troppo facilmente.

Problemi

L’affermazione che segue può essere considerata inizialmente astrusa ma ragionandoci su, se osservate bene il soggetto cui fa riferimento, potreste intravedere a cosa alludo. Esistono persone che inconsciamente non vogliono che qualcuno risolva i loro problemi; questo dà loro la possibilità di lamentarsi perennemente. Loro giurerebbero di no ma se osservate bene l’ardore ed il piacere che la “lamentela” offre a costoro, capite in un baleno come non se ne possano privare. Per loro lamentarsi è il sale della vita. Perchè sottrarre loro un tale privilegio? Poi vi sono coloro che, pur non lamentandosi, perseverano in situazioni claudicanti e non affrontano problemi per paura dell’esito e, ancor prima, dell’impegno che questi richiedono per la loro risoluzione. Paura delle difficoltà. Infine, indubbiamente, vi sono problemi che, volenti o nolenti, non è possibile risolvere per motivi di forza maggiore, questi non rientrano ovviamente nel tipo di situazione analizzata.

Verità

La gran parte delle persone non vuole realmente conoscere la realtà su un tema che può essere di loro interesse personale. Questo per il semplice fatto che la realtà è “dannatamente” impegnativa ed ostile. E’ certamente più facile vivere trastullandosi tra fantasie improbabili che prendono il posto della verità nelle menti più fragili. Conoscere la verità significa poter andare in contro a condizioni che spesso non si conoscono e si teme di non saper affrontare, significa che si possono anche vivere sensazioni spiacevoli e frustranti. L’allegria del soggetto che ignorava l’esistenza di problematiche ben più complesse di quelle immaginate diede adito all’espressione: “Beato te che non sai niente”, come a dire che chi “ignora” vivrà con qualche pensiero in meno (anche se con sorprese talvolta più pesanti della verità).

Conclusione

Se qualcosa può non rendere felice la massa e se voi avete compreso di cosa si tratta ma non trovate orecchie che ascoltano (tantomeno che capiscono) non preoccupatevene perchè rischierete solo di perdere energie utili a fornire il vostro prezioso contributo alle persone più vicine a voi. Quelle alle quali, con un po’ di sforzo, meglio può arrivare il vostro messaggio.
Puoi sforzarti quanto vuoi di cambiare il mondo ma non ci riuscirai. La massa non vuole cambiamenti, vuole abitudini che considera (erroneamente) stabilità*. Tra l’altro poi chi cerca troppo spesso di aiutare gli altri lo fa per non pensare ai propri problemi e, ironia della sorte, mentre si occupa degli altri non sta risolvendo i propri problemi lasciando la situazione personale inalterata (questo verifica logicamente il concetto espresso al paragrafo “Problemi”.
Avete mai visto qualcuno che smette di fumare perchè sul pacchetto di sigarette c’è scritto che il fumo nuoce gravemente alla salute? Ci sono già pronte nella mente mille giustificazioni che regolarizzano l’atto messo in cattiva luce da una sola affermazione.
La verità rende liberi… ma l’uomo, quando è veramente libero, non sa che pesci prendere e si perde in un bicchier d’acqua. Il mondo non cambierà per tutti, iniziate dal vostro quotidiano e dalle persone a voi più care. Abbiate il coraggio di circondarvi di persone che non siano lì per tenervi compagnia (almeno non solo per quello) ma per costruire qualcosa insieme. Solo così si cambia il mondo, ma il risultato è puramente una conseguenza di miliardi di casi più piccoli che si sommano l’uno con l’altro.

Note

*Si tratta dello stesso male che affligge tutte le aziende medio grandi che credono nell’obiettivo della crescita costante e continua. Queste operano ogni giorno rifiutando ogni sorta di cambiamento nel timore che qualcosa possa andar storto o comunque in maniera diversa dal consueto.

Link correlati

Teoria del contrario (di Raffaele Berardi)
Bastian contrario
Il primo grande problema del mondo (articolo in preparazione)
La vera rivoluzione della comunicazione

uomo_vitruviano_500px.jpg

“Uomo Vitruviano” di Leonardo da Vinci