Istruzioni per diventare scemi oggi

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Problemi concatenati

Mi hanno regalato uno smartphone, evidentemente i miei parenti pensavano che io scherzassi quando dicevo che non mi interessa e che nemmeno uso più il cellulare. Dopo giorni di inutilizzo mi è venuto in mente che tempo fa un mio amico mi mostrava una curiosa app che sfrutta accelerometro, giroscopio ed altri sensori di cui può essere corredato uno smartphone, per funzioni simili a quelle di un rilevamento dati tipicamente impiegato nelle corse (ribadisco simili e aggiungo grossolane). Così ho deciso di scaricare questa app per trastullarmi un po’. Ed ecco come si diventa scemi spiegato in pochi  curiosi passaggi. Immagino che diversi si rivedranno sicuramente in questo concatenamento di incastri mentali.

Togliersi un “semplice” sfizio

Cerco su internet la applet che mi permette di leggere i sensori presenti sullo smartphone e scopro che chiunque parla di questa app fornisce un link per il download che rimanda sempre all’app store di Google (Google Play).

Il primo ostacolo apparentemente insensato

Raggiunto Google Play cerco e trovo la app ma mi viene impedito di scaricarla manualmente per poi copiarla sulla memoria micro sd del telefono. La motivazione è che il dispositivo non è riconosciuto, sto infatti navigando con il computer e non con lo smartphone che è privo di abbonamento ad internet. Leggendo poi il regolamento di Google Play scopro che è vietato tentare di scaricare le app con dispositivi diversi da smartphone o tablet (e quindi con pc fissi o notebook). L’operazione non è possibile.

Il secondo ostacolo concatenato al primo

Per evitare di acquistare un abbonamento ad internet solo per scaricare una app di prova cerco di collegare lo smartphone al pc per scaricare direttamente dal telefono magari tramite il cavo USB. Anche questa operazione non è possibile

I tasselli mancanti che conducono al terzo ostacolo

Cerco il software del produttore dello smartphone ma nella confezione non c’è alcun disco. Cerco il sito web del produttore e scarico il software apposito sul computer. Lo avvio pensando che siano previste funzioni di aggiornamento del sistema operativo o di navigazione su internet semplicemente collegando il telefono al computer dotato di connessione ed interfacciandosi ma… anche questo non è possibile. Peccato anche perchè non manca la tecnologia per farlo.

Rimedi e puntuali disagi

Non volendo comunque acquistare un abbonamento per fare qualche banale prova prima di rivendere il telefono, mi reco in un punto dove c’è il wi-fi gratuito. Senza particolari difficoltà mi connetto e sono finalmente su internet senza abbonamento. Decido così di scaricare questa benedetta app tuttavia Google Play sostiene nuovamente che il dispositivo non è riconosciuto… eppure è un telefono.

Dipendenza funzionale vincolante

Torno a casa, mi informo un po’, e noto che la versione del sistema operativo di cui è dotato il telefono può essere aggiornata. Così vado tra le impostazioni vedo la procedura e qualche giorno dopo, ripassando per il luogo dove si trova il wi-fi gratuito, mi riconnetto e tento la procedura di aggiornamento. Anche questa volta ci sono dei problemi tecnici. La procedura infatti non può essere avviata senza che sia inserita la sim (non uso più il cellulare da tempo…). Così torno a casa e prendo la vecchia sim.

Rigidità delle condizioni

Passa qualche altro giorno e ricapito nel posto dove c’è il wi-fi gratuito, ora ho lo smartphone, ho internet e ho la sim. Finalmente riesco ad aggiornare il sistema operativo ma l’operazione richiede l’attivazione della connessione dati, l’attivazione del wi-fi, l’attivazione dei cookie, l’attivazione dei dati in background, la creazione di un account, l’immissione di dati sensibili, non ricordo sinceramente quante altre cose, nonchè qualcosa come 2 ore di tempo tra scaricamento pacchetto di aggiornamento (della dimensione di soli 36 MB) e installazione. Da notare che al giorno d’oggi da casa, in 2 ore, un ragazzo invia una sonda nello spazio (o quasi) da solo senza passare per la NASA e con un budget minimo dotandola tra l’altro dei sensori che vuole e recuperandola grazie ad un sistema di navigazione che stanno imparando ad usare anche i bambini, vedi il video su Youtube “Toy Robot in Space! – HD balloon flight to 95,000ft”.

Cedimenti da snervante attesa

Ad aggiornamento eseguito tento finalmente lo scaricamento della app che quasi non mi interessa più. L’operazione non è possibile senza inserire nel telefono (che ricordo è praticamente come un computer e può essere spiato, infettato, manipolato senza che nemmeno ce ne accorgiamo) dati sensibili e, addirittura la propria email e la propria password. Inoltre è richiesta la creazione di un account di Google per scaricare da Google Play.

Risultati ad alto tasso di stress

Risolta la questione del wi-fi, risolta la questione della sim, attivati tutti i sistemi richiesti, risolto il problema dell’account di Google, della password e dei dati sensibili finalmente posso accedere al download dell’app dalla quale ero partito e di qualche app in più per evitare successive infinite terribili trafile.

Mini-delusioni annesse

Tornato al puro e semplice uso del telefono in modalità “sfuticchiatore di app” mi accorgo che il mio telefono è provvisto di accelerometro ma non di giroscopio, dispone di qualche sensore qua e là ma molti altri ne mancano. Così, se volessi sfruttare l’applet a pieno, udite udite, dovrei cambiare telefono. Perchè non l’ho immaginato prima? 🙂

Mini-delusioni annesse e connesse

In breve tempo mi accorgo di quanto siano sballati i valori forniti dai sensori di cui è provvisto il telefono. Lo stesso GPS commette degli errori esagerati riguardo l’altitudine e la precisione della posizione, è invece passabile per quanto riguarda il rilevamento della velocità. Desideroso di provare nuove app penso a come creare una connessione wi-fi in casa dato che ho un modem, diciamo pure… semplice. Inizio così il giro di informazioni per valutare se un notebook provvisto di wi-fi può fungere da access point, in alternativa mi informo sul costo dei dispositivi access point attualmente disponibili.

Acquisti concatenati

Inizio a pensare all’utilità di un sistema gps per le prove tecniche che sto portando avanti con diversi test di alcuni miei prototipi. Così cerco un dispositivo che faccia bene quello che lo smartphone più la divertente (ma non più di tanto utile) ed agognata app può darmi per via dello scadente chip GPS di cui è dotato il telefono stesso. Trovo GPS professionali con possibilità di creare file kml e gpx più precisi da importare su Google Heart per visionare i percorsi effettuati o, al contrario, per importare sul GPS percorsi studiati prima sulla cartina. Mentre mi informo scarico così l’ultima versione di Google Heart.

Gli acquisti concatenati non hanno un limite

Nell’ultima versione di Google Heart trovo un simulatore di volo che, nonostante la sua semplicità, offre il gusto di girovagare per il mondo intero (ricostruito in 3D) sfruttando una miriade di curiose opzioni e caratteristiche. L’operazione sarebbe più semplice con un joystick che non ho così…

Un taglio netto

L’operazione sarebbe più semplice con un joystick… Aah al diavolo quel cavolo di smartphone. Ha innescato un fenomeno ridondante di scervellamenti, acquisti in successione e spargimento di dati sensibili e controlli ma, cosa ancor più grave, mi ha fatto perdere un bel po’ di tempo per restituire in ogni condizione d’utilizzo risultati scadenti e rompicapi superflui. Solitamente nello stesso tempo che ho voluto dedicare una volta, per provare e capire in prima persona, a questo recente tassello di pseudotecnologia, riesco a fare circa una decina di test in laboratorio (se state pensando alle prove di scuola sovente noiose… non è a quelle che mi riferisco) con redazione annessa del caso di studio. Così si può scegliere, impiegare il cervello per diventare scemi o impiegarlo per qualcosa di utile (che non è per forza un test ma potrebbe essere anche qualcosa di meglio come dedicarsi a sé stessi, socializzare di persona, uscire a vedere dal vivo cosa c’è là fuori, giocare con vostro/a figlio/a) e staccare la spina per rilassarsi e divertirsi in modo sano.

Note

La stanchezza fisica ed il livello di stress provati nel tentare di risolvere i problemi concatenati, precedentemente descritti, al fine di raggiungere lo scopo e soddisfare una banale curiosità, sono analoghi se non superiori a quelli raggiunti mentre si lavora o si studia o si porta a termine un compito impegnativo. Dopo simili peripezie risulta difficoltoso reimpegnare la mente in qualcosa di serio… Traetene da soli le vostre conclusioni.

pallone_nello_spazio.jpg

Al giorno d’oggi da casa, in 2 ore, un ragazzo invia una sonda nello spazio (o quasi) da solo senza
passare per la NASA e con un budget minimo dotandola tra l’altro dei sensori che vuole e
recuperandola grazie ad un sistema di navigazione che stanno imparando ad usare anche i bambini.
Image’s copyright: Troshy – www.youtube.com/user/troshy

2 risposte a “Istruzioni per diventare scemi oggi”

  1. Salve Tony,
    alla fine ne ho scaricate diverse ma le principali a cui faccio riferimento sono: Sensor Kinetics e GPS logger.
    Ho voluto follemente confrontare l’hardware di uno smartphone piuttosto comune nelle fasce di prezzo intermedie (non dirò la marca e il modello) con la strumentazione professionale che si usa nelle corse. Lo scopo era quello di capire il livello del divario. Desideravo capire se e quanto il progresso avesse fatto avvicinare uno strumento di uso comune a degli strumenti professionali. Per fortuna per i professionisti è venuto fuori che le differenze sono molto marcate, come del resto era logico aspettarsi. Però per uno svago o per semplice curiosità vanno benissimo.

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