La necessità dei numeri grandi

Compatte digitali,  lettori mp3, cellulari, notebook e pc, reflex, gadjets elettronici di ogni genere dietro i quali corriamo, spesso senza renderci conto che i numeri che ci riempiono la testa, la maggior parte delle volte sono eccessivi, inutili, non ci occorrono. O perlomeno non sempre… Giga byte, Mega Pixel, Frequenze di Clock, Ram, Hard disk enormi, pollici, sempre più pollici. Ma ci servono realmente?

In 7 casi su 10, abbiamo constatato, no. Non sfruttiamo al limite il prodotto acquistato e quando lo sostituiamo andiamo dietro a numeri più grandi senza nemmeno sapere che differenze reali troveremo nel prodotto e se realmente ci occorrono.

In 2 casi su 10, il prodotto viene acquistato per il puro gusto di possedere quello con le caratteristiche tecniche più elevate. Si tratta di un disturbo compulsivo ossessivo ormai diffuso e perchè no, forse a causa della pubblicità martellante ai limiti del plagio. O dell’impatto che certe tecnologie di consumo hanno sulla società.

In 1 solo caso su 10, chi acquista un prodotto più performante lo fa per sfruttarlo a pieno e perchè gli occorre realmente per hobby, per passione, o per lavoro. Ma un solo caso su dieci di acquisto coscenzioso ci sembra pochino.

Ma servono veramente tutti quei Gb e megapixel? Ecco un altro esempio di un paio di buoni scatti realizzati semplicemente conoscendo l’uso delle luci (di cui parleremo più approfonditamente a primavera nella sezione “Grafica e intrattenimento” di questo Blog) e delle funzioni manuali di una semplice (ma non più di tanto) compatta digitale.

Troveremo il seguito più approfondito di questo articolo in 6 articoli che seguiranno l’articolo: Portare al limite una Canon a 540.

NB. le foto di seguito riportate sono state ridimensionate per utilità del Blog. Quelle originali avevano dimensioni di ben 2816 x 1584.

aeroblog1_ralph-dte.jpg aeroblog2_ralph-dte.jpg

In entrambe le foto abbiamo fatto sì che fosse visibile la macchina fotografica che ha fatto gli scatti. Come è possibile osservare non si tratta di una reflex. Volendo sarebbe stato possibile realizzare le foto senza che fosse visibile la compatta usata. Nella prima è volutamente a fuoco solo una parte dell’oggetto; in modalità manuale regolando il fuoco abbiamo fatto sì di simulare un obiettivo più professionale.

Come potrebbe trasformarsi la vita quando si inseguono i propri sogni?

Esempio nelle corse

Non ci si alza la mattina e si fa il lavoro preferito. O perlomeno in linea di massima non succede quasi mai. Ogni singolo passo in più che vogliamo fare nella vita equivale a sacrificio. Devi rinunciare a qualcos’altro. Io ad esempio sono stato costretto (per mia volontà ovviamente) a fare gli esami all’università più lentamente pur di non rinunciare al lavoro che svolgo nel campo: tecnologie edili, meccaniche e motoristiche. Ho rinunciato alle vacanze (che sono ormai un’abitudine naturale per i miei amici tra estive e invernali), ne avrò fatte due o tre in tutta la mia vita, ho rinunciato a qualsiasi cosa fa un giovane alla mia età. Naturalmente solo nei momenti di maggiore difficoltà. E’ ovvio che mi svago anche io. I miei amici erano a ballare il sabato sera e io ero a Zandvoort per l’europeo con la Renault Sport. I miei amici erano a giocare a calcetto nell’anno dell’esame del 5° superiore e io ero a Misano a montare il box con i colleghi per i test in pista dei nuovi pezzi delle auto. I miei amici a 16 anni erano al mare con i motorini d’estate e io montavo i primi accessori su una Escort RS Cosworth. Ogni cosa che volevo imparare a fare la dovevo imparare a scapito di altre cose e soprattutto, in molti casi (aspetto fondamentale) GRATIS. Per recuperare il denaro necessario per realizzare un laboratorio (piccolo reparto corse) ho fatto il pasticcere, il gelataio, il cameriere… Ma rimanevo indietro con gli esami anche se ora ho recuperato moltissimo e mi dirigo verso la fine degli studi. Se vi piacciono le corse e vi auguro di realizzare i vostri sogni, c’è un sistema che vi darà più possibilità di riuscire nell’intento…

Perchè gratis?

Quando avete 16 anni o 20 anni o 25 e non sapete un’acca di auto da corsa, (dalle riviste che spesso si leggono alla realtà ce ne passa…) nessuna scuderia ha bisogno di voi. A meno che… c’è un però. A meno che non siate disposti a pulire la macchina del pilota ogni qualvolta si attaccano i moscerini su paraurti, cofano e parabrezza; a meno che non siate disposti a raccogliere con la segatura l’olio che è caduto per terra; a meno che non vogliate, sotto un sole cocente a 40 gradi, andare con un carrello a prendere un treno di gomme dal gommista del paddock e poi ancora un altro e un altro e un altro ancora. A meno che non siate disposti ad andare a dormire alle due di notte con la macchina che non è ancora a posto e rialzarvi alle otto mentre tutti gli altri sono già in piedi o forse non sono mai andati a dormire… A meno che non accettiate di essere l’ultima ruota del carro e come tale essere trattati.

Il sacrificio

Un sacrificio enorme anche psicologico. Si diventa pezze umane. Ci vuole un carattere forte, ci vuole che quando tornate a casa e uscite dai panni dell’aiuto meccanico (mi riferisco solo ai primi tempi), del garzone, del motorista, del preparatore o altro, vi ricordiate chi siete e che non siete da meno di nessuno ma avete solo un grande sogno. Non ci vogliono le raccomandazioni, ci vuole di farsi in quattro per la prima squadra dove si va a lavorare, poi per la seconda, la terza e così via. Ci vuole che capiate bene questo e altre due cose: la prima è che se inseguite un sogno il sacrificio sarà ovvio e sempre presente; la seconda cosa, con cui una persona ottimista combatte meno, è che dovete sempre tener conto che il sogno potrebbe comunque non avverarsi. Voi darete il massimo e magari non ci saranno sviluppi, ma almeno avrete tentato. A denti stretti. E’ così che si fa. Poche lamentele e più fatti. Non importano i pasti saltati, le ore perse di sonno, le vacanze che non ci sono, le discussioni da stress nel team (non fatele mai davanti agli sponsor). Ciò che conta è che se lo sognate veramente, lo dovete fare e rischiare anche l’insuccesso. Se non provate non potrete mai dire:”tanto non ci riesco.”

Le pretese

Più coverete pretese e meno risultati otterrete. Le vere pretese o meglio ambizioni le dovete nutrire verso voi stessi, verso l’obiettivo che vi siete preposti. Ed è proprio nel momento in cui capirete che dovete annullare le  pretese che avverrà il cambiamento. Vi accoregerete che troverete altri team che apprezzano il vostro lavoro, altri team che hanno bisogno di giovani, altri team che vi danno un pò di coniderazione in più, troverete gente che vi sfrutterà sempre meno e vi rispetterà sempre più. Inizierete ad essere pagati. Qualcuno vi chiederà cosa studiate e se continuerete a studiare per restare nelle corse a livelli più alti…

Lo studio

Considerando che il mondo delle corse è un mondo di pura ignoranza diffusa (esclusi tecnici e ingegneri), se non nutrite il desiderio di divorare quantità enormi di libri e se non avete voglia di essere al top mentre studiate all’istituto tecnico o ad ingegneria meccanica o elettronica o informatica ecc. in base al ramo che preferite, beh se non fate questo potrete lavorare nelle corse, essere dei buoni tecnici, ma impressionare meno di quanto avreste potuto. Dipende dal rapporto che avete con i libri e dalla vostra apertura mentale.

Quando quello che studiavo all’istituto tecnico, non mi bastava più, ho acquistato libri su libri anche e soprattutto all’estero dove c’è una cultura più estesa sulle corse.
Quando quello che studiavo all’università non mi è bastato più sono andato a fare lavori di ogni genere per realizzare il mio laboratorio personale e poter approfondire esame per esame ciò che studiavo…

Su questo Blog sono stati affrontati in precedenti articoli i temi relativi ai libri e all’apertura mentale e, come adesso state iniziando a capire se seguite questo Blog da tempo, ecco un altro dei molteplici motivi che spiegano da dove deriva l’esigenza di conoscere più temi sapendoli accostare per fare bene una cosa (Teoria degli accostamentiTeoria degli accostamenti – parte seconda).

Età biologica – Il test

Copiando e incollando il seguente indirizzo http://www.cidimu.it/misura_salute/eta_intro.asp potrai misurare l’età biologica nonché verificare il tuo presunto stato di salute generale scoprendo la differenza tra la tua età cronologica e la tua età biologica relativa allo stato di conservazione del fisico ovvero relativa a come curi o non curi te stesso/a.

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Abbiamo condotto il test usando come riferimento un ragazzo con sane abitudini. La sua età è di 28 anni mentre il test ha dato come risultato un età biologica inferiore ai 20 anni. Oltre otto anni in meno grazie ad una interessante serie di fattori che andiamo ad analizzare:

  1. Generalmente gode di ottima salute anche per motivi ereditari.

  2. Non usa farmaci e sopporta il dolore in caso di malditesta, leggeri raffreddori/influenze, interventi presso il dentista, temporanee intolleranze, ferite ecc…

  3. La pressione minima e massima rientrano nei parametri normali.

  4. L’allenamento (non agonistico) condotto in modo rilassante a casa 3 volte o più la settimana con possibilità di variare gli orari a seconda delle necessità, conferisce all’organismo un buon modo di scaricare stress e mantenere in forma articolazioni e muscolatura senza per questo risultare un’attività stressante condotta forzatamente per motivi estetici.

  5. Per le ragioni sopra esposte il cuore gode di minor stress rispetto alla media e battiti rallentati visto l’allenamento.

  6. Colesterolo entro la media prevista.

  7. L’importanza data al sonno e il fatto di prendersi ogni volta lo desideri le giuste ore di riposo, riducono ancor di più il suo stress ottenendo oltretutto un ottimo rendimento sul lavoro.

  8. Non compie eccessi alimentari, mangia più di tre volte al giorno appena avverte lo stimolo della fame in seguito agli impegni sostenuti senza sforsarsi di mangiare per forza abbondantemente per golosità o altro. La colazione è abbondante e non si basa su prodotti confezionati merendine o comunque zuccheri complessi.

  9. Non affatica la digestione.

  10. Non fuma

  11. Non beve

  12. Non fa uso di droghe

  13. Non beve caffè

  14. Non rimane esposto al sole inutilmente nelle ore di punta o comunque non si espone a lampade abbronzanti.

  15. Consuma frutta quotidianamente più volte al giorno, la verdura leggermente meno della frutta.

  16. Non rinuncia alla pasta al pomodoro e alla pizza.

  17. Dovrebbe consumare più frequentemente il pesce. Vuol dire che ne consuma ma non a sufficienza.

  18. Non ha una guida nervosa e si irrita poco al volante.

  19. Usa molto raramente il cellulare. Quasi mai. Usa più spesso internet e telefono fisso.

  20. Fa il lavoro che lo appaga, indipendentemente dal guadagno. Almeno al momento. Ma non esclude la possibilità di stress in circostanze di decisioni e responsabilità.

  21. Possiede animali domestici. Secondo molte ricerche sono responsabili di un maggior benessere ogni giorno.

  22. Ha una visone positiva della vita nonostante le difficoltà che vive (altra ragione per cui l’abbiamo preso come riferimento per il test). Sì assume molte responsabilità, è cosciente della situazione del mondo in cui vive ma nonostante ciò invece di buttare paranoie ed essere una presenza negativa con amici, parenti colleghi, la ragazza ecc, preferisce essere ottimista e  impegnarsi quanto può in ciò che gli è possibile.

 Conclusioni, c’è un detto:

Un’ottimista vede in ogni difficoltà, un’occasione. Un pessimista vede in ogni occasione, una difficoltà ( e io aggiungo ) e butta paranoie addosso alle persone…

Mens sana in corpore sano.

Crisi, edilizia società e cultura -1-

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Pausa riflessiva e idea di ripresa

Una nostra indagine approfondita condotta da un’appassionata (del nostro team)  di organizzazione aziendale e comunicazione, ha ottenuto come risultato che il motivo preponderante alla base del rallentamento del mercato edile delle nuove costruzioni, non è dato da un fattore provienente dall’edilizia stessa ma, come avrete ormai capito, dal sistema bancario Italiano ed Europeo.

Nel momento in cui ottenere un mutuo oppure ottenerlo ad un tasso decente, è risultato impossibile, è iniziata la brusca frenata dell’edilizia sebbene il desiderio di investire sulla casa ci fosse eccome! La cosa sconvolgente è che ciò si è verificato in un momento che non era affatto di crisi per l’edilizia (non sto considerando le imprese soggette a cattiva gestione e comportamenti opportunistici). Le vendite crescevano e non avevano ancora ragiunto il picco che segnala l’inevitabile discesa cui è soggetto un mercato quando viene saturato.

Significa che in molti chiedevano nuove case, in molti chiedevano un mutuo, in molti lo volevano rinegoziare e vendere la propria casa per realizzare il sogno di una casa migliore, più comoda e soprattutto in periferia. Era cresciuto nella cultura italiana il desiderio di staccare la spina la sera e uscire dalla città per ritirarsi nella casetta in periferia. Naturalmente ciò non vale per tutti ma il cambiamento riguardava prevalentemente chi prediligeva tali scelte.

Molti mutui non sono stati concessi. Molte famiglie, che puntavano sul vendere la loro casa ad una coppia di sposini senza troppe pretese, hanno dovuto rinunciare alla rinegoziazione del mutuo e ai progetti che avevano ritirato in cantiere. Molti giovani non sono riusciti ad acquistare (senza offesa per loro ovviamente) una semplice casa di 50mq al prezzo eccessivo che costano perchè le banche non gli hanno concesso una percentuale un pò più alta di mutuo sull’intero valore dell’abitazione. Molti altri giovani invece si sono lasciati andare e hanno preso un pò troppe cose a rate: auto, moto, scooteroni, home theatre, vacanze, ecc. senza desistere e sacrificarsi da un lato per ottenere la casa; le troppe rate insieme non hanno permesso loro di ottenere il mutuo ad esempio. Molti giovani hanno incertezza sul lavoro (è sempre esistita) chi per sfortuna, chi per scarsa serietà dei datori di lavoro, chi per negligenza e scarso impegno nello studio o nella specializzazione, chi per colpa degli stimoli sempre minori che arrivano dalle scuole. Altri frequentano l’università convinti che guadagneranno di più e non perchè amano un lavoro e ci mettono la passione con il desiderio di approfondirlo e specializzarsi per fare “MEGLIO”.

Insomma un insieme di fattori socio-culturali uniti a comportamenti opportunistici delle banche e di chi ha permesso loro di superare i limiti, ha delineato una crisi la quale, come un cane che si morde la coda, è colpa di più parti. E’ impensabile che ogni singolo soggetto desideri avere tutto e, cosa peggiore, desideri avere tutto senza compiere uno sforzo.

Da che mondo e mondo le leggi della fisica insegnano che la legge valida nell’universo circa il lavoro è data dalla nota relazione L=F*S ovvero il lavoro è dato dalla relazione direttamente proporzionale di una forza moltiplicata per uno spostamento. -Se vuoi spostare una lavatrice dalla cucina al bagno devi spingerla applicando la tua forza e spostarla ad esempio per 8 metri lungo il percorso di casa- Vi sembrerà strano ma per ottenere una qualunque cosa, la logica corretta “sarebbe” questa… Così è. Così sarà per sempre. Ma allora come si può sperare di prendere macchina alla moda, moto o scooterone (se non entrambi), gingilli elettronici, cellulare multifunzione, vacanze, sprechi e sperperi e poi dire: non sono riuscito ad ottenere un mutuo? Questi sono molti dei casi che si sono verificati in Italia.

Ma nel rispetto della vostra intelligenza e, per fortuna per la società, non sono tutti i casi esistenti. Infatti siete in molti ad essere dei grandi lavoratori che si sono impegnati e spezzati letteralmente di lavoro e sacrifici per vedersi poi negata la possibilità di un mutuo vantaggioso o rinegoziarlo. E’ incredibile, è inaccettabile se siamo il paese che si vuole vantare di avere La Ferrari, La Ducati, La Moda, Le imprese… L’Italia potrebbe essere di più, ma rischio di andare fuori tema. Il vero cuore dell’Italia è fatto da voi, voi che siete impiegati e prendete il treno per raggiungere il vostro lavoro e fare il vostro dovere da anni, da voi che vi alzate la mattina presto per un’altra giornata di sudore, da voi che siete il miglior elettricista della zona, il miglior idraulico, il miglior medico, il miglior professore a scuola o all’università, da voi che vi mettete la tuta da operaio e rischiate la vita su impalcature o in mezzo alla strada, da voi che saldate d’estate sul rovente ponte di una nave a 50° Centigradi minimo di temperatura, da voi che aprite il vostro negozio o negozietto senza sapere se questo mese lavorerete o andrete in perdita ma comunque ce la mettete tutta… e scusatemi per tutti coloro che ho tralasciato.

L’Italia vera è questa ma non si vede, perchè ci sono i programmi idioti in televisione, ci sono mode stupide, ci sono esempi senza valore per dei giovani che potevano essere e avere di più… E oggi si parla di crisi. La crisi è sempre frutto di un comportamento maturato nel lungo perdiodo antecedente il botto che fa notizia. La crisi era iniziata molto tempo prima che lo dicesse il telegiornale.

Apertura mentale

L’apertura mentale è quella caratteristica propria delle persone che riescono a immedesimarsi in pensieri altrui o in pensieri di vario genere con punti di vista anche “lontani dal proprio”. Significa saper valutare le cose razionalmente e tendere verso l’evoluzione della persona (e della società) senza per forza passare per punti di vista personali spesso atti a rafforzar il proprio orgoglio ma non la mente. Non avere apertura mentale porta al blocco evolutivo della persona e della mente che tra l’altro genera svantaggi nel mondo del lavoro, nell’inserimento in una società e nel seguire il mondo che cambia. Qualunque sia il vostro ideale, qualunque siano le vostre idee, tenete sempre conto che il mondo non ruota sempre intorno a voi, se non nei promo della telefonia, e che spesso accettare che il mondo sia cambiato può voler dire migliorare la propria esistenza, se non altro semplificarla. E poi, diciamoci la verità, quante volte ci accorgiamo di aver detto una fesseria ma non lo ammettiamo per orgoglio?

Esempio 1: Prendere in considerazione suggerimenti

Ieri realizzando un altro mobile per una ricerca su legno e design nel mio lab, mi sono scontrato con un banalissimo problema legato alla punta da legno del trapano. Senza dilungarmi sul quale fosse il problema, mio padre che mi aveva visto fare i lavori di assemblaggio aveva notato una imprecisione tecnica. Io non l’ho ascoltato e due ore dopo mi sono accorto che aveva ragione. Un radiotecnico che corregge uno studente in Ing. Meccanica? Non sia mai! Scherzate! E invece aveva ragione. Spesso ci si perde nelle piccole cose. Risultato: come l’ho visto gli ho fatto notare che lui aveva ragione e che io avevo fatto un ragionamento errato. Non solo la cosa ha migliorato il dialogo, ma non ho dovuto inventarmi scuse assurde pur di dire che avevo ragione. E’ bastato ammettere l’errore per migliorare il clima lavorativo e stare spensierati. In poche parole siamo andati avanti molto più velocemente a vantaggio della qualità del prototipo del mobile che sto realizzando. C’è stata evoluzione. Provate a moltiplicare questo esempio per tanti quanti sono gli abitanti di una nazione, o anche di più. Certo è pura utopia, allora provate a farlo per voi stessi.

Esempio 2: Le due sorelle

La mia ragazza e sua sorella proprio non si capiscono. Senza puntare il dito, sostengo solo che una delle due non fa il minimo sforzo per comprendere le esigenze dell’altra. In questo modo condividendo la stessa camera, i litigi si susseguono giornalmente peggiorando l’umore di entrambe, l’armonia a pranzo e cena e la resa a lavoro. La lamentela principale, se le interrogaste entrambe, sarebbe sempre la medesima: “Mia sorella non capisce nulla!”. La verità potrebbe stare nel mezzo, oppure si potrebbe non escludere che l’una non faccia il benché minimo sforzo per vedere la situazione dal punto di vista dell’altra e questo non le porta problemi solo con la sorella con cui litiga, bensì le arreca danno anche nel suo modo di interagire con i colleghi di lavoro, nel modo di porsi con il mondo del lavoro, nel modo di porsi verso gli obiettivi che vuole raggiungere con logiche distanti dalla realtà. Se si capisse che comprendere le logiche altrui può farci imparare qualcosa di nuovo e se si capisse che comprendendo nuove logiche si può sviluppare la mente e il modo di fare le cose, beh allora ci sarebbe una maggiore evoluzione della persona. Questo vale a partire dal rapporto con il vicino di casa o di scrivania, fino alle persone che riteniamo sciocche. Quanto tempo perderemo in assurde discussioni prima di immedesimarci nel loro punto di vista per meglio comprendere anche la loro idea?

Esempio 3: Il mio amico Enzo ed io

Una persona schematica potrebbe dire, che essendo Enzo un geometra (anche se con molti esami di Ing. Edile e Architettura alle spalle…), la sua presenza all’interno di una scuderia di veicoli da corsa sarebbe inutile. Nessun errore è più grande di questo nel mondo del lavoro. La presenza di Enzo all’interno di un team di lavoro, in realtà, offre un apporto non indifferente. Le sue osservazioni logiche e la velocità e la volontà con cui apprende molti fattori, fanno sì che il lavoro risultante dagli sforzi di entrambi sia migliore ma soprattutto, renda di più in termini di efficienza. Quando si è precoci (io personalmente ho iniziato a collaborare nel mondo delle corse a soli 16 anni mentre studiavo all’istituto tecnico) si può cadere in un brutto errore: l’abitudine e la frenesia con cui si fanno le cose nel mondo delle corse porta spesso a dare alcune cose per scontate. Le osservazioni di Enzo, invece, sono utili in quanto bloccano la frenesia del susseguirsi dei lavori, anche solo per una domanda che può apparire sciocca. Così non è. Non si contano più le volte in cui grazie alle sue domande e alle sue riflessioni abbiamo approfondito un aspetto dato per scontato. Questo, guarda caso, ha portato enormi miglioramenti ed in tempi tutto sommato brevi, io ci rifletterei.

Conclusioni

Tanto per intenderci, questo blog nasce da una logica… è una logica. Per tale ragione, per diverse persone, è stato difficile comprendere come mai un blog (in fase di avvio) trattasse argomenti apparentemente non legati tra loro e che più volte mi è stato suggerito di dividere (erratamente) in più blog. Se io ti parlassi di come usare una certa tecnologia, sapresti poi capire gli effetti della sua presenza in un’azienda e sul mercato? Saper saldare il rame non significa che saprai come portare innovazione nella saldatura del rame attraverso un servizio unico. Sono argomenti delicati. Non saranno sufficienti le prime centinaia di articoli scritti per spiegare. Probabilmente non ne basteranno mille.

Potenzia la tua mente

Pur non essendo dimostrato ho studiato per anni il modo, non di aumentare l’intelligenza naturalmente ma di allenare la mente con degli esercizi secondo me utili. E’ vero che siamo tutti diversi e non è detto che funzionino con chiunque; è vero che non ho dimostrato nulla quindi si possono perfettamente contraddire; è vero che non sono un neurologo e quindi l’ho fatto solo per passione e per curiosità… ma è vero anche che sono innocui e non hanno alcuna controindicazione.
Eccovi alcuni esempio che a mio avviso allenano la mente con risultati curiosi:

  1. Siete destri? Avete mai provato a prendere un foglio di carta e una penna per scrivere alcune parole con la mano sinistra? Risulta difficile inizialmente. Qual è l’utilità? La mia ipotesi è che facendo una cosa che la nostra mente non è abituata a fare, andiamo a stuzzicare una zona del cervello che probabilmente usiamo meno. Una volta allenata questa parte, non saremo più intelligenti ma più efficienti. Il nostro cervello potrà elaborare stimoli e dati in maniera più rapida e forse riuscendo a raggiungere idee che prima non avremmo avuto… Perchè non provare?
  2. Esiste qualcosa che proprio non capite in nessun modo? Vi faccio un esempio: nel mio caso quando inizia Ingegneria, Analisi Matematica 1 era la mia bestia nera, ancora oggi mi fa paura. Mi sono ostinato a volerla studiare lentamente e con caparbietà, anche a costo di studiare un solo capitolo in un mese, a costo di cercare schemi, grafici ed esempi su più libri e su vari appunti… A poco a poco grazie all’ostinazione, la mia mente si è sbloccata… Ho iniziato a capire delle cose che prima credevo inconcepibili. L’elasticità mentale è aumentata, sono diventato meno ottuso, mi sono aperto a nuove logiche. Probabilmente quando i professori si lamentano che a scuola diciamo che gli integrali e le derivate non ci servono a nulla, si riferiscono proprio a questo. Alla capacità che ha la matematica di aumentare l’elasticità della nostra mente.
  3. Ultimo esercizio proposto per questo articolo: aprite il frigorifero e richiudetelo subito… Siete in grado di ricordare tutto o gran parte del contenuto? Le prime volte ci riescono in pochi…

Seguiranno altri articoli con altre prove…

I colori regnano nella tua mente…

E forse non lo sai quanto ti influenzano

Ogni colore che vediamo intorno a noi ci influenza costantemente senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Fior fior di esperti lavorano dietro ai colori che deve avere il reparto frutta di un supermercato ad esempio. Avete mai notato come negli ultimi anni in molti supermercati siano state abbandonate lampadine economiche e che non consumano tanto per faretti alogeni che risaltano i colori della frutta sotto esposta? Arriveranno bollette molto più alte, ma il tutto verrà compensato da una maggiore vendita di frutta. Perchè? perchè sotto quei faretti sembra più bella, più viva…

I colori delle confezioni di molti prodotti sono studiatissimi per affascinarti, sedurti anche al tatto. Alcune note marche si spingono persino a scegliere un cartone vellutato dal colore pastello… Vorresti quella scatola anche non sapendo cosa c’è dentro. Basta che non sia troppo leggera. E’ vero? Ma di questo ne parleremo in seguito…

Anche il peso della confezione ha il suo valore per chi compra; ma la cosa più importante è proprio il colore. Ma qual è il significato dei colori? Vediamoli insieme:

  • Giallo: il colore dell’ambizione, chi è molto ambizioso ha una passione per il giallo (ma potrebbe non essere il suo unico colore preferito); è un colore stimolante, vivace, radioso; il colore di chi desidera rapporti liberi, che contribuiscano al loro personale sviluppo (lunghi viaggi, voli, desiderio di essere altrove). Giallo è il colore del sole, il colore chiaro, luminoso che alimenta la vita. Giallo per chi è attivo e ama le novità sia che si tratti di svago, sia di lavoro o relazioni personali. Giallo per chi è sempre teso al reaggiungimento della felicità, chi non esita troppo ad abbandonare gli affetti e il lavoro se non stanno al passo con i ritmi che si auto impone… Il rischio di chi ama troppo il giallo è di peccare di superficialità. Giallo significa indipendenza e aumenta la facoltà critica di giudizio. La sua energia è tipicamente maschile. L’essenza del giallo è il distacco per questo si usa quando si cerca di prendere le distanze dall’attività di altri. QUALI PRODOTTI AVETE TROVATO IN VENDITA CON LA CONFEZIONE GIALLA?

  • Rosso: il colore dell’energia più esplosiva, dell’aggressività, del fuoco e della passione…Circondarsi di rosso provoca reazioni forti nella nostra mente, un lucido stato di allerta. Porta a farzi coinvolgere dalle situazioni. Chi ama il rosso non tollera né ritardi né ostacoli nell’ottenere ciò che vuole. Il domani per chi ama il rosso non esiste, ogni nuova esperienza la deve provare “subito”. Entusiasmo e forte carica erotica sono le doti vincenti di chi ama il rosso ma si può finire col fare l’errore di sottovalutare i pericoli. Ci sono dei medici che affermano che il rosso che da sull’arancio sia il colore con il più intenso effetto eccitante; osservando a lungo questo colore il respiro si fa più veloce, il polso accelera e anche la pressione sanguigna aumenta… Molto usato nello sport… ora capirete perchè… Il rosso corrisponde alla fiducia nella propria forza, alla stima di sé. In chi non lo ama, il rosso causa sovraeccitazione, irritazione, disgusto.

  • Verde: Aiuta a sentirsi alleggeriti, la parola chiave è equilibrio; infatti la radiazione luminosa alla quale corrispopnde si trova al centro dello spettro solare. Da usare per distaccarsi dai problemi lavorativi e personali. Ma non solo. Ami il verde? Allora sei convinto che il mondo abbia bisogno di essere migliorato e che la persona giusta sei tu. Chi ama il verde non si limita a pianificare la propria vita ma vorrebbe raddrizzare anche quella altrui. Il verde trasmette un senso di stabilità, solidità, perseveranza e costanza.

  • Blu: La sua percezione cromatica provoca rilassamento, calma. Riduce i battiti cardiaci e la pressione sanguigna. E’ il colore del riposo, simboleggia la notte. Ha l’energia del rilassamento, della pace e dell’apertura verso l’esterno. Il colore delle persone sensibiliche riescono con facilità ad entrare in contatto con i sentimenti degli altri. Chi ama il blu ha un elevato gusto estetico e un alto concetto dell’onesta etica e per questo tende ad evitare le persone di cui non si fida totalmente.

  • Nero: La scelta di questo colore rivela la tua personalità anticonvenzionale: regole e divieti per te non esistono. Rischi di fare scelte sbagliate solo per dimostrare di poter fare sempre quello che decidi tu anche quando la sorte ti è avversa.

  • Rosa: il colore dell’energia spirituale. trascende la femminilità. La chiave del rosa è l’idea della liberazione. E’ un colore che spinge al cambiamento.

  • Viola: Simboleggia il sonno e l’inconscio e infatti il viola è l’ultima radiazione luminosa visibile dello spettro. Da usare quando ci si sente che gli altri sono superiori e si fa l’errore di tendere a sminuirsi

  • Marrone: Colore di chi è sensuale e fa della fisicità la sua caratteristica più evidente, colore di chi media con il corpo i propri sentimenti, colore di chi per ritrovare serenità si concede spesso dei massaggi… Colore di chi ha un pò paura di rischiare e preferisce chiudersi in casa piuttosto che soffrire…

  • Grigio: Colore di chi è chiuso nel proprio guscio protettivo e non permette che il mondo esterno lo possa toccare. Non ami partecipare anche quando sei in mezzo alla gente ma ti limiti ad osservare gli eventi con distacco. Eviti di soffrire ma non permetti a te stesso/a di provare emozioni e sentimenti che rendono la vita degna di essere vissuta.

Skizzo - Feel good with color terapy

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