Pura e semplice follia?

Un esempio più che mai attuale di una persona imprevedibile.

Si tratta di un ingegnere elettronico, ha un lavoro facoltoso in una azienda che si occupa di marketing e un sogno totalmente incongruente con i suoi studi: Divertire e Divertirsi.

Lui per inseguire questo sogno è disposto a lasciare il suo lavoro. In pochi avrebbero il coraggio di farlo, specie al giorno d’oggi.

Infondo il problema che spesso ci affligge è la paura del cambiamento.

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia, non sa quello che trova…

Quanto siamo disposti a rischiare per svoltare la nostra vita?

Non c’è posto per tutti

Studi all’Università perchè sai che è comodo nel caso in cui avessi bisogno improvvisamente di parlare con un professore o chiedere un’informazione ad un compagno di studi. Così ti alzi la mattina e cerchi di arrivare presto per trovare un banchetto sul quale appoggiare la catasta di libri, appunti, riassunti, tabelle, calcolatrici, portatile… Alcune volte trovi un banchetto, altre volte trovi un’auletta inutilizzata e con un gruppo di studio stai lì.

trovare-le-porte-chiuse.gif

Tuttavia può accadere che un professore (che nemmeno ha prenotato l’aula) mandi via te e i tuoi compagni perchè vuole utilizzare l’aula per un esame orale che poteva fare nel suo dipartimento. Improvvisamente, a mattinata inoltrata, ti ritrovi a vagare per lunghi corridoi perdendo molto tempo in cerca di un posto che non c’è. Così la mattinata se ne va tra il nervoso e lo sconforto.

Questo è quello che accade anche nel mondo del lavoro. Potresti essere arrivato prima di altri. Sentirti a posto, sicuro. Poi accade l’imprevisto… e improvvisamente sei fuori.

Chi soffre meno in queste circostanze?

Indubbiamente quello che non ha fatto della sua vita uno schema fuori dal quale il mondo è sconosciuto. Quello che si ingegna e con la logica trova una nuova soluzione, la inventa. Inventa il suo lavoro. Certo non è facile. Per questo spesso “non c’è posto per tutti”.

Psicologia vs Pubblicità

Le preferenze dei consumatori

Che cosa induce le imprese a pagare grandi cifre a sportivi famosi per pubblicizzare i propri marchi o prodotti?

La risposta è semplice: il tentativo di influenzare o cambiare i gusti dei consumatori.

spot-con-i-calciatori.jpg

Vi sono numerosi modelli di automobili utilizzabili quotidianamente nei percorsi cittadini e di scarpe da football o da atletica. Come può un consumatore decidere verso quale marca e modello orientarsi?

Potrebbe acquistare riviste specializzate per informarsi circa le performance e i costi di manutenzione dei diversi prodotti e confrontarne i prezzi.

Spesso o quasi sempre non è questo l’aspetto decisivo della scelta.

Il consumatore si basa sullo stile o sull’immagine di esclusività e prestigio dei prodotti.

A questo riguardo, vale il principio secondo cui non è bello ciò che ci piace ma ciò che piace agli altri!

L’importanza della pubblicità e delle relazioni pubbliche per il successo delle imprese deriva proprio dall’interdipendenza tra i gusti e le preferenze dei consumatori.

Una campagna pubblicitaria di successo modifica le preferenze dei consumatori e cambia le loro scelte.

Se, ad esempio, i produttori di zucchero di canna realizzano con successo una campagna di relazioni pubbliche che cambia a loro favore l’orientamento dei consumatori (rivolto fino a quel momento allo zucchero di barbabietola), il cambiamento delle preferenze modifica le scelte dei consumatori e provoca un aumento della domanda di zucchero di canna.

La ricerca della felicità

Parte di un dialogo tratto dalla scena, a mio avviso, più bella del film “La ricerca della felicità”:

Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, neanche a me, ok? Se hai un sogno, tu lo devi proteggere… Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila punto.

La scena che però vi propongo del film, è il finale. Vi suggerisco di vedere questo film, potrebbe cambiare il modo di vedere la vita… in meglio. La realtà non è un reality, la realtà è quello che sei in grado di percepire con la tua coscienza. Prendi in mano i tuoi anni…

Buon Compleanno Raffaele

E’ solo una mail automatica…

Eppure ha un effetto piacevole sul cliente.

auguri-di-buon-compleanno.jpg

Stamattina ho aperto la mia casella di posta come ogni giorno ed ho trovato gli Auguri di Buon Compleanno da parte dello staff di LIVE for SPEED, da parte della NIKON, e da parte di un noto motoclub: TINGAVERT.

Ovviamente si tratta di email automatiche che partono se l’utente, nel momento della registrazione, ha scritto tutti i suoi dati. L’effetto però è comunque piacevole, si ha come la sensazione che ci sia una sorta di interessamento nei confronti del cliente. Nei primi istanti non si pensa nemmeno al fatto che la mail provenga da un sistema automatizzato. Naturalmente l’idea a monte è dedicata a tutti i clienti con l’obiettivo di farli sentire maggiormente seguiti e più importanti che in passato.

Un’ottima strategia… un’idea molto gradita.

Così vi chiederete: “Sarà un servizio che offrono tutte le grandi imprese?” Risposta: “No! Non tutte, anzi, pochissime.” Ma se lo offriste ai vostri clienti potreste far parlare di voi… almeno un giorno in più, almeno per qualche istante. Un ricordo piacevole per il cliente che per il suo prossimo acquisto o servizio, potrebbe scegliere nuovamente voi. Attenti però a non deludere le aspettative. Se comunicate ad un cliente che vi servono alcuni dati in più per mandargli gli auguri e poi non li inviate, potreste ottenere l’effetto contrario: potrebbe non tornare da voi prendendo la vostra dimenticanza come una mancanza di interessamento. Successe ad un parrucchiere dal quale andavo anni fa. Meglio di ogni altra opzione poi, riuscire a sorprendere. Il cliente che non si aspetta gli auguri rimane ancor più deliziato : )

L’illuminazione che causa depressione

E’ stato assodato che la luce al neon è causa di depressione. La ristretta gamma dello spettro di luce emessa ne sarebbe il motivo. Si è scoperto che il corpo umano, esposto regolarmente alla luce solare (che dispone ovviamente del più completo spettro di radiazione luminosa) ne trae beneficio mentale psicologico. I finlandesi ad esempio risultano mediamente più “giù di corda” rispetto agli italiani che vantano un clima più soleggiato.

Intere giornate in ambienti chiusi e male illuminati, ma soprattutto illuminati esclusivamente da luci al neon, favorirebbero sconforto e depressioni non indifferenti. Inutile dire che anche i colori dell’arredamento influiscono sull’umore nonché sugli stimoli creativi di chi lavora in un determinato ambiente.

Illuminazioni più calde sono sicuramente più costose in bolletta ma danno un reale vantaggio in ambienti commerciali ad esempio, laddove il cliente dovrebbe vedere il vostro negozio come un luogo familiare dove si sta bene e si sceglie la merce in tranquillità, magari con la giusta spensieratezza offerta da un pò di buona musica… Sono comunque in fase di realizzazione nuove lampadine a risparmio energetico che offrono oltre al risparmio, uno spettro luminoso più completo (non mancheremo nell’aggiornarvi).

Il vantaggio di lampadine con uno spettro luminoso più completo di quello delle luci al neon si farebbe sentire anche in uffici e ambienti di lavoro con particolari situazioni di routine. In questi ultimi, il rischio di continue giornate tristi è ancora maggiore. Senza parlare poi delle aule scolastiche…

Luce, Colore, Musica, Ampie finestre, potrebbero essere fattori da non sottovalutare per far funzionare al meglio le vostre capacità/potenzialità perchè, in fondo il successo di un lavoro, dipende da una moltitudine di fattori che vanno necessariamente armonizzati fra loro 🙂

uova.jpg

I colori regnano nella tua mente, ma come? Clicca su questo link per saperne il significato.

Collaborazione tra giovani e imprese

Rubrica: Imprenditoria attiva
Titolo o argomento: Collaborazioni intelligenti

E così ci ritroviamo con un dilemma… Grandi imprese stanno soffrendo le crisi di settore, scarseggiano di idee innovative e non crescono. Nel frattempo ci sono giovani brillanti che escono da istituti tecnici, professionali e dalle Università o ancora giovani che hanno un innato senso del pratico e magari alcun titolo di studio, che sono a spasso o che non arrivano a fine mese solo con il lavoro che hanno… Sarebbe fondamentale non tassare brevi collaborazioni tra questi giovani e le imprese per riuscire ad ottenere di più con meno: Ottimizzare.

Come si potrebbero fondere le cose?

Un’impresa che sa innovare e che dispone di ottime capacità comunicative (se esiste linkatemela per cortesia 🙂 ) dovrebbe poter disporre di un’organizzazione che renda possibile il dialogo tra essa stessa e le menti che brulicano…

Riuscire a sottrarre un’idea non brevettata ad esempio, è un ottimo modo per perdere la possibilità di lavorare con qualcuno che invece di darvi quell’unica idea, ne avrebbe fornite 10, 100… ma anche solo due. Due ottime idee possono anche equivalere ad una pesante svolta in termini di innovazione e crescita. Naturalmente resterà un’utopia. Se avrò l’occasione di crescere con un ottimo gruppo di lavoro sarò lieto di usare questa logica.

Vi chiederete:

Perchè le grandi imprese non ci hanno già pensato?

Perchè non lo fanno?

Perchè le grandi imprese hanno paura del cambiamento. Ne sa qualcosa un certo Seth Godin (cercate il suo sito…). Le grandi imprese tendono ad innovare o a tentare di farlo solo quando ormai si trovano con le spalle al muro. Le grandi imprese fondamentalmente sono gestite spesso da chi ha paura che un cambiamento porti più alla rovina che ad un salto di qualità. Ovvio che non tutti i cambiamenti sono produttivi, ma il non voler rischiare affatto non premia a quanto pare.

I più piccoli saranno primi, forse perchè non avendo nulla da perdere, rischieranno e tenteranno strade nuove.

Nei prossimi articoli spiegheremo le ragioni economiche, logiche, vere e valide per cui piccole imprese possono ottenere un maggior successo di imprese giganti o multinazionali… Nei prossimi articoli speriamo di stimolare la vostra voglia di fare, di dire la vostra, di essere creativi e vi daremo ottime ragioni per puntare sui vostri progetti.

Nel frattempo citiamo una bellissima risposta che Giovanni Rana ha dato in un intervista inerente la sua carriera:

In sintesi tre punti o meglio tre consigli per i giovani tratti dalla sua intervista:

“Siate ottimisti,  siate creativi, inventate il vostro lavoro perchè oggi non è più possibile sperare nel posto fisso.”

Forse non tutti sanno che Giovanni Rana ha inventato diversi macchinari che gli hanno conferito successo nel suo lavoro, ha iniziato da cose semplici e si è costruito la sua più grande passione giorno dopo giorno…

sedili-auto-giovanni-rana.jpg

Patente a premi

Rubrica: Imprenditoria attiva
Titolo o argomento: Patente a punti, strade pericolose, premi per il cittadino esemplare

Nonostante l’introduzione della patente a punti, sono comunque molti i comportamenti azzardati, maleducati, irresponsabili di molti automobilisti ogni giorno. Ci si trasforma in pirati solo nel caso in cui da un comportamento sbagliato deriva una tragedia. Invece grazie al cielo non succede un grave incidente ogni volta che viene commessa una grave infrazione…

Spesso lo si fa non per cattiveria, ma perchè si ha fretta, perchè non ci si rende conto che arrivare 5 minuti dopo salva la vita nostra e di altri… Spesso gesti irresponsabili vengono commessi con incoscenza. Ovvero in realtà non ci si sta rendendo conto di quello che si sta facendo. Telefonate al cellulare mentre si guida, forse, con una mano, accelerazioni eccessive in città, sorpassi in curva (anche mentre piove) sulle strade extraurbane, sorpassi azzardati quando il motore non ce la fa, o ce la fa così bene da farci credere di poter rischiare…

Così i punti vengono tolti, giustamente, a coloro i quali commettono azioni sciocche e rischiose.

  1. Ma cosa succederebbe se, oltre a togliere i punti, in caso di infrazioni, nei casi opposti venissero dati premi a coloro che invece non commettono infrazioni? Sarebbe uno stimolo per tutti a guidar meglio e con più attenzione?
  2. Immaginate che rischiate di essere fermati per motivi contrari, ovvero perchè una pattuglia vi ha visti percorrere un tratto di strada nei limiti, rispettando le precedenze e senza mettere in pericolo ciclisti e motociclisti ad esempio…
  3. Immaginate che si possa rischiare di essere fermati per ricevere un piccolo premio in punti patente o altro di tanto in tanto…

Ci si può costruire un piccolo business. D’altronde lo stato ha forti spese quando ci sono troppi incidenti e una politica rieducativa potrebbe rivelarsi utile.

guida-sicura.jpg