BMW Concept – Quando la fantasia propone cose ora inconcepibili

Un altro esempio di quella che io chiamo “Teoria degli accostamenti” ovvero la logica che opera nella mente di chi sa fondere logiche appartenenti a settori distinti e che ritengo rappresenti il futuro (parte uno; parte due). Logiche apparentemente lontane possono fondersi insieme generando un prodotto unico…

In questo esempio vediamo una sorta di tessuto applicato come carrozzeria ad una vettura bavarese; l’eccezzionale flessibilità e capacità di mutamento la rendono un prodotto alquanto affascinante.

Download BMW Concept

Proporre un’idea ad un’azienda. Con quali tutele?

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -4-
Titolo o argomento: Può convenire proporsi ad un’azienda? Con quali tutele? Perchè?

Un rapido esempio

Premesso che “brevettare” ad esempio un nuovo sistema di comunicazione in buona parte del mondo (brevetto internazionale) serve solo a fare in modo che, nel caso l’idea sia realmente valida da poter offrire un gran ritorno economico, le aziende interessate la brevettino o comunque la realizzino in uno dei paesi non coperti da brevetto. Operazione sicuramente più semplice per una multinazionale. Premesso questo, nutriamo alcuni sospetti circa l’utilità di brevettare qualcosa se non si è una grande azienda e non si dispone di grandi capitali e gruppi di studi legali al seguito.

L’azienda che potrebbe realizzare il prodotto in uno stato dove il vostro brevetto non è coperto, poi potrebbe diffondere il prodotto in larga scala nel mercato tramite normalissime esportazioni e l’ingente capitale investito per corpire l’idea con un brevetto se ne andrebbe a farsi friggere.

Inoltre: di quante persone bisogna fidarsi per raggiungere lo scopo? Dai colleghi con cui si sviluppa il prodotto, alle aziende interessate o che fingono di non esserlo, agli studi o uffici preposti al controllo che l’idea sia veramente nuova. Mi sono sempre chiesto se andando in camera di commercio non ci sia il rischio che gente più esperta si appropri dell’idea nel controllare la sua valenza. Passerò da malfidato ma sapete com’è…

A questo punto per me vi è un’unica soluzione

Acquisire il “diritto morale” e non economico sul prodotto inventato, in modo tale da poter godere del privilegio di essere riconosciuto ovunque come colui che ha inventato un nuovo sistema, una nuova utilità.

  • Il vantaggio è che si può così essere facilmente assunti a buoni livelli dalle aziende interessate al prodotto anche perchè se sono furbe e dedite all’evoluzione, dovrebbero sapere che la vostra mente nel loro ambiente tirerà fuori molte più novità aumentando il prestigio dell’azienda stessa. Se così non fosse vi assumerà l’azienda concorrente e la prima ci rimetterà 2 volte.

  • Lo svantaggio è che non si ha diritto economico su ciò che si è inventato. Un pò come gli studenti che vincono i concorsi sulle tesi di laurea e ricevono un premio di 1000 euro per un’idea che non si calcola che valore possa avere… sicuramente di gran lunga superiore.

 Pertanto non inseguire il massimo profitto, ancora una volta potrebbe essere una carta vincente, soprattutto considerato che inseguendo scopi economici ci si può ritrovare a perdere sia il diritto di brevetto che quello morale. Ovvero, perdere tutto.

Ovviamente se invece avete la possibilità di un amico avvocato o di uno studio legale fidato che vi segua, beh allora potete ambire a di più…

Sogni il tuo brevetto?

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -3-

Titolo o argomento: Sogni il tuo brevetto?

Se il brevetto ti sembra qualcosa di lontano da ciò che pensavi o speravi di trovare come opzione di salvataggio della tua idea ti consigliamo di leggere il Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32002R0006:IT:HTML

pare infatti che sia possibile (attenzione ha validità solo nella Comunità Europea) registrare da soli i propri modelli se rispettano determinati prerequisiti (riportati nel lunghissimo testo presente al link sopra) e se rispetti tutta una serie di regole… ma attenzione, il minimo errore e come probabilmente immaginate, tutto va a monte. Farsi seguire da un avvocato, meglio se un amico fidato che ha scelto questo tipo di studi, potrebbe essere la carta vincente per salvaguardare nel migliore dei modi l’idea, il lavoro, l’oggetto che vorreste registrare…

Uno stralcio del regolamento che trovate al link sopra:

DIRITTO DEI DISEGNI E MODELLI
Sezione 1
Requisiti per la protezione
Articolo 3
Definizioni
Ai fini del presente regolamento s’intende per:
a) “disegno o modello”: l’aspetto di un prodotto o di una sua parte quale risulta in particolare dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento;
b) “prodotto”: qualsiasi oggetto industriale o artigianale, comprese tra l’altro le componenti destinate ad essere assemblate per formare un prodotto complesso, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici, esclusi i programmi per elaboratori;
c) “prodotto complesso”: un prodotto costituito da più componenti che possono esser sostituite consentendo lo smontaggio ed un nuovo montaggio del prodotto.
Articolo 4
Requisiti per la protezione
1. Un disegno o modello è protetto come disegno o modello comunitario se ed in quanto è nuovo e possiede un carattere individuale.
2. Il disegno o modello applicato ad un prodotto o incorporato in un prodotto che costituisce una componente di un prodotto complesso è considerato nuovo e dotato di carattere individuale soltanto se:
a) la componente, una volta incorporata nel prodotto complesso, rimane visibile durante la normale utilizzazione di quest’ultimo, e
b) le caratteristiche visibili della componente possiedono di per sé i requisiti di novità ed individualità.
3. Per “normale utilizzazione” a termini del paragrafo 2, lettera a) s’intende l’impiego da parte dell’utilizzatore finale, esclusi gli interventi di manutenzione, assistenza e riparazione.

Depositare una domanda di brevetto

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -2-

Titolo o argomento: Depositare una domanda di brevetto… non è facile.

Il primo passo da fare, indubbiamente il più complesso, è quello di capire a fondo l’invenzione e quindi valutare se è brevettabile ed in caso affermativo in quale modo sia conveniente proteggerla. Mentre per alcune invenzioni si tratta di una valutazione semplice, per altre non lo è. Si pensi ai brevetti relativi ai prodotti alimentari, ai software, o a tutte quelle invenzioni apparentemente banali che proprio per questo devono essere descritte in modo rigoroso.

Dal punto di vista formale occorre preparare una documentazione tecnica comprendente una descrizione e dei disegni che facciamo comprendere in che cosa consiste l’invenzione. La documentazione non deve essere una semplice descrizione di come è fatto il prodotto che si vuole brevettare, ma deve essere scritta in modo tale da evidenziare bene quali sono gli aspetti innovativi sui quali si chiede di ottenere la tutela. La difficoltà nello scrivere il brevetto sta proprio in questo. Anche se si è dei tecnici esperti non è detto che si riesca a scrivere un brevetto nel modo ottimale. E quindi buona regola consultare un esperto in materia che possa aiutarvi.
Preparata questa documentazione di base occorre poi predisporre la modulistica. Questo aspetto è tanto più difficile a seconda degli stati in cui si vuole ottenere un brevetto.

Il tuo brevetto, la tua soluzione

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -1-
Titolo o argomento: Brevetto, la tua soluzione.
La tua soluzione è solo tua, ma non è semplice

Con il brevetto si ottiene il diritto di produrre e commercializzare in esclusiva un oggetto o un sistema sul territorio dello stato in cui viene richiesto. In italia esistono due tipi di brevetto, a cui si affianca la registrazione del modello o disegno, che riguarda esclusivamente la forma o il “design” di un prodotto.

L’invenzione è la forma di protezione più forte che viene concessa a quei trovati che hanno un alto grado di innovazione, ma che, soprattutto, rappresentano una soluzione nuova ed originale ad un problema tecnico. Ha una durata di 20 anni a decorrere dalla data del deposito della domanda di brevetto e, come tutti i brevetti, non può essere rinnovato alla scadenza. Possono costituire oggetto di brevetto i prodotti, i procedimenti produttivi, le varietà vegetali, mentre non sono brevettabili (art. 45 C.P.I.) “le scoperte, le teorie scientifiche, i metodi matematici, i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuale, per gioco o per attività commerciali, i programmi di elaboratori, le presentazioni di informazioni” in quanto tali. Al di là della statica definizione legislativa riuscire a comprendere che cosa possa essere brevettabile come invenzione, richiede molto studio e molta pratica, anche se in modo sintetico si è soliti dire, con una definizione che soddisfa ben poco, che l’invenzione rappresenta una soluzione innovativa ad un problema tecnico, mentre il modello di utilità rappresenta una modifica migliorativa di oggetti esistenti.

Il modello di utilità è un tipo di brevetto che esiste in Italia ed in pochi altri Stati. Esso viene normalmente concesso, anche in quegli Stati che prevedono un esame sostanziale per le invenzioni, senza alcun tipo di esame, e, pertanto, è più facile da ottenere, ma anche più difficile da proteggere, dura 10 anni, e non è rinnovabile. Al modello di utilità si ricorre per proteggere quegli oggetti (non i procedimenti) che rappresentano una modifica di oggetti esistenti, che comporta una maggiore utilità o facilità d’uso dell’oggetto stesso. Normalmente si dice che con il modello di utilità si protegge la forma di un prodotto, che abbia una sua specifica funzionalità. Spesso scegliere tra invenzione e modello di utilità non è cosa facile, e per questo la legge prevede la possibilità di effettuare quello che si chiama un “doppio deposito” (art. 84 C.P.I.), ovvero un deposito contemporaneo della stessa domanda di brevetto sia come invenzione che come modello di utilità, lasciando che sia l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi a scegliere tra l’una e l’altra soluzione.

Per depositare un brevetto, di invenzione o di modello di utilità, non occorre disporre di un prototipo, ma solo sapere come l’oggetto o il sistema deve essere realizzato, fornendo una descrizione in tale senso. Tuttavia devono essere presenti i seguenti requisiti: novità, originalità, industrialità, liceità.

L’oggetto del brevetto deve essere nuovo in modo assoluto, cioè non essere mai stato prodotto o brevettato in nessuna parte del mondo. Il concetto di novità viene inteso in senso ampio e si ricomprende nello “stato della tecnica” tutto ciò che è stato reso pubblico, in Italia o all’estero, prima della data di deposito della domanda di brevetto. Molti credono che per depositare validamente un brevetto in uno Stato sia sufficiente che quell’oggetto non sia brevettato in quello Stato. In realtà non è così, altrimenti sarebbe sufficiente fare un giro intorno al mondo, trovare le soluzioni più originali, brevettarle in Italia e godere dell’esclusiva sul nostro territorio sfruttando il lavoro di un altro. Se un oggetto è stato realizzato o brevettato, ad esempio, in Cina ma non in Italia, ciò significa che chiunque in Italia potrà produrlo e venderlo, ma non certo che possa anche brevettarlo: la differenza è evidente, in quanto senza brevetto potrà agire in regime di libera concorrenza, senza pretendere di avere alcun monopolio. Anche in queste situazioni la persona che ha avuto l’intuizione di proporre in Italia un prodotto esistente all’estero può riservarsi una sua nicchia di mercato, magari apponendo un proprio marchio al prodotto o stipulando contratti di fornitura in esclusiva con l’eventuale ditta estera, ma si tratterà di strategie tipicamente commerciali che non hanno a che vedere direttamente con i brevetti.

Possono ottenere un brevetto sia le società che le persone fisiche in quanto non occorre possedere una partita I.V.A. Un valido brevetto può decadere e perdere ogni valore se non viene attuato entro 3 anni dalla concessione del brevetto o entro 4 anni dalla domanda se questo termine scade successivamente (art. 70 C.P.I.).
Dal 1 Gennaio 2007 sono state reintrodotte le tasse sui brevetti, abolite in precedenza solo per l’anno 2006. Pertanto, tranne che il 2006 sono dovute tutte le tasse annuali di mantenimento in vita che, attualmente, decorrono dalla quinta fino alla ventesima annualità.

Modellismo creativo: modificare una FXX

Quando la tecnologia meccanica diventa 1/18

Le lavorazioni

Il modello di base è una Ferrari Enzo (in scala 1:18) della Hotwheels la quale, in seguito ai pochi secondi di normale vita da automodello statico originale, è stata completamente sverniciata e smontata pezzo pezzo. Le principali lavorazioni effettuate da Carlo (così si chiama l’autore di questo modello) hanno comportato per l’appunto:

  • La sverniciatura

  • L’intaglio della lamiera della carrozzeria in diversi punti come ad esempio ai lati del cofano per inserire gli sfoghi del calore posizionati sopra le ruote

  • L’aggiunta di parti (racing replica) quali ad esempio lo spoiler sul fronte, gli estrattori marcati sul retro, il cofano motore con snorkel, probabilmente realizzati  con apposite fibre e resine espossidiche.

  • La stuccatura (sulla quale ci stiamo ponendo diverse domande)

  • La verniciatura (immaginiamo completa di fondo)

Notevoli i dettagli dell’abitacolo, i ganci fermacofano (anche se incompleti) il gancio di traino il cofano motore e la finitura dello spoiler anteriore.

Resta ancora senza risposta la curiosità di sapere se le componenti aggiuntive siano state modellate a mano adattandole con un ottimo occhio o lavorando ricoprendo il pezzo originale per valutare i volumi ed usando poi un distaccante per poter terminare le lavorazioni solo sul pezzo realizzato. Probabilmente l’ipotesi corretta è la seconda ma… mai dire mai. L’ipotesi dello stampo ci sembra alquanto lontana ma non impossibile.

enzo_fxx_modellino_modificato.jpg

Tavoletta grafica -parte seconda-

Che passione!

Nota introduttiva

Cito  ciò che è scritto su wikipedia per proseguire la discussione sulla tavoletta grafica (link articolo introduttivo).

La tavoletta grafica (digitizer in inglese) è una  periferica che permette l’immissione di dati all’interno di un computer.Il suo utilizzo è abbastanza limitato, ma nei primi anni 90 conobbe un notevole impiego per software di disegno digitale cad, come il celebre autocad, che poteva essere completamente gestito da una tavoletta grafica provvista di puntatore. L’uso del digitizer per il disegno tecnico si è poi progressivamente ridotto, a causa della maggiore diffusione dello scanner di immagini come periferica di acquisizione di immagini.Attualmente le tavolette grafiche, di ridotte dimensioni, sono utilizzate soprattutto per il disegno artistico, a mano libera e per il fotoritocco, come ausilio per la creazione di disegni e schizzi, usando una apposita penna sul supporto. Il movimento della penna viene riconosciuto dalla tavoletta e si ha quindi una sensazione simile al disegno a mano libera, grazie anche al fatto che ormai le tavolette sono sensibili alla pressione (tipicamente 512 livelli di pressione differenti) e sono quindi in grado, in combinazione con il software grafico di interpretare tale pressione per variare dinamicamente, spessore della linea, intensità del colore, ecc. In commercio ne esistono alcuni modelli che abbinati all’uso di differenti strumenti conferiscono tocchi ed effetti pittorici differenti (aerografi, pennelli, etc.). Estratto da Wikipedia.org

La mia esperienza

Devo ammettere che dopo aver letto l’articolo di wikipedia sono rimasto di stucco, infatti dato l’uso che si fa adesso di tale periferica, mai e poi mai avrei pensato che solo una decina di anni fa, la tavoletta grafica fosse usata come strumento di precisione, dico questo perchè il fine ultimo per il quale io utilizzo questo dispositivo, è cercare la cosa opposta: l’imprecisione.Cerco di spiegarmi meglio: quando lavoriamo al computer, siamo abituati ad utilizzare il mouse. E’ una periferica vitale e nei sistemi operativi odierni ad interfaccia grafica è senza dubbio il metodo più pratico per richiamare delle funzioni all’interno del Sistema Operativo stesso e dei vari applicativi. A questa regola, non sfuggono di certo i programmi cosiddetti di fotoritocco  (es. gimp, photoshop, photopaint, paint shop pro ecc); entrando nello specifico, quando utilizziamo uno di questi programmi per creare o modificare un’immagine digitale ci troveremo davanti ad un set di comandi del tutto simili tra i vari applicativi: gomme pennelli matite e selezioni di vario genere sono presenti anche nell’umilissimo Paint in dotazione con i vari Windows!
Tali comandi verranno richiamati ed eseguiti cliccando e trascinando il mouse e, come è ovvio, funzioneranno senza alcun problema. Pertanto quand’è che si sente l’esigenza di utilizzare una tavoletta grafica? Effettivamente, quando da neofiti ci si affaccia al mondo del fotoritocco, e più in generale del disegno al computer. A mio avviso il primo ostacolo da superare è prendere confidenza con l’applicativo; ma è proprio quando si comincia a prender mano, e il programma ad essere più “amichevole”, che si intuiscono i limiti del mouse… Provate a fare un arco pulito e preciso su un foglio di lavoro abbastanza esteso utilizzando il mouse! Dovrete fare qualche tentativo prima di riuscire ad ottenere qualcosa di decente.E’ quindi scontato che se non si riesce ad ottenere un segno elementare come un arco, disegni più articolati saranno ancor più complicati da eseguire!Una volta capito ciò, se siete interessati a migliorare le vostre tecniche di disegno digitale, non vi rimane che acquistare una tavoletta grafica.La scelta non è molto variegata come per altre periferiche; il leader di mercato è WACOM che produce buone tavolette grafiche per tutte le tasche. Se invece volete andare a risparmio potete provare quelle prodotte dalla TRUST, che propone modelli buoni per cominciare qualche lavoretto “casalingo” spendendo veramente poco.

Esistono poi diverse marche come la Aiptek che non ho mai avuto modo di provare.

Una volta acquistata ed installata sul vostro computer, riprovate a disegnare un bell’arco pulito e preciso e capirete senza ulteriori spiegazioni le potenzialità di tale periferica! La differenza notevole che passa tra questi due dispositivi di puntamento si può riassumere in due punti fondamentali:

  1. Impugnatura: quando si tiene una penna, la mano viene utilizzata con una impugnatura di precisione (“pinch grip” in ergonomia) che ci permette un controllo pressochè totale del movimento delle dita, cosa che invece non avviente quando la mano viene appoggiata sopra il mouse (“disc grip”)!

  2. La capacità da parte della penna graficà di interpretare la pressione con cui stiamo disegnando sulla superficie. Quando usiamo un mouse possiamo inviare solo 2 tipi di comando: tasto cliccato o tasto non cliccato. Con la penna grafica ed un software che si interfacci a dovere con i driver di tale dispositivo,  si emulano effetti di tratto leggero, pesante, veloce, inclinato…. E’ ovvio  che le tavolette grafiche più raffinate possono ricreare più situazioni di utilizzo!

Ecco quindi spiegato il motivo per il quale utilizzo la tavoletta grafica per cercare l’imprecisione: se con il mouse posso fare solo tratti “seghettati” e del tutto innaturali, con la tavoletta grafica posso creare dei tratti più naturali, che conferiranno ai miei fotoritocchi un aria più realistica e ai miei disegni un tratto più morbido!queste brevi informazioni sono state raccolte esclusivamente sulle mie impressioni personali, quindi critiche e consigli sono sempre ben accetti.

Un saluto Federico.

Si ringrazia Federico per la splendida collaborazione 🙂 inoltre vi anticipiamo che nel seguito di questo articolo che uscirà nelle prossime settimane, tratteremo l’esempio di disegno di una bozza di auto sportiva sia su carta sia su tavoletta grafica…

Tavoletta grafica – Parte prima

Intro

Liberare la tua fantasia tramite la tavoletta grafica ti da il netto vantaggio di poter correggere infinite volte senza dover ricominciare ogni volta il disegno o cancellare lasciando segni. Inoltre puoi rifinire il tuo disegno con sfumature ottenute per sottrazione di colore grazie al semplice strumento gomma, mentre con il pantone su carta dovresti prevedere prima le aree sulle quali non dovrai colorare (per i professionisti puritani è facile, addirittura preferibile la soluzione su carta).


…mentre a mano libera con il pantone o con la matita sarebbe:

Continua…