Disse il Signor Michelin: “Non si dà valore a ciò che si ottiene senza pagare”

Rubrica: La tetralogia della povertà. Svalutazione – Parte 1

Titolo o argomento: Come si diventa poveri oggi e soprattutto… perché

“Non si dà valore a ciò che si ottiene senza pagare”

Frase attribuita ad uno dei fratelli Michelin (quelli dei pneumatici e delle guide enogastronomiche tanto per intenderci), Edouard o André, in seguito ad un semplice, ma assolutamente non banale, episodio che ne ha illuminato la ragione.

Un giorno, durante una visita in incognito presso un’officina al fine di eseguire la sostituzione dei pneumatici della propria auto e testare il servizio della sua rete di vendita, il Signor Michelin si accorse che le sue preziose guide enogastronomiche, fino ad allora distribuite gratuitamente, si trovavano buttate accatastate in un angolo dell’officina a prender polvere. Rimase turbato nell’osservare come i suoi sforzi non venissero apprezzati dal titolare dell’officina il quale, tra l’altro, impediva così che potessero essere apprezzati anche dalla clientela. Da quel momento comprese che non si dà valore a ciò che si ottiene senza pagare. Cominciò allora a fornire le rinomate guide solo alle officine che intendevano pagare per averle, ovvero a quelle officine che mostravano un vivo interesse verso il prodotto dei suoi sforzi riconoscendone di conseguenza il valore, l’utilità ed il pregio.

Per quanto possa sembrar semplice capire un simile concetto, in realtà non lo è finché non lo si vive realmente sulla propria pelle, finché non si vedono i propri sforzi snobbati dalla superficialità di chi non li capisce. Io stesso sto scrivendo a tal proposito solo dopo aver vissuto negli ultimi dieci anni anche più di un’esperienza simile a quella del Signor Michelin (essendo stato probabilmente più duro di comprendonio). Questo mi ha portato a voler approfondire tutti gli aspetti del fenomeno per poi osservarli da più e più angolazioni per comprenderne non solo le apparenze o le immediatezze ma anche gli sviluppi più reconditi. Così come il biologo può far poco se non osserva da un microscopio, il cittadino consumatore padre madre di famiglia può far poco se non osserva nelle minuzie, invisibili all’occhio nudo, complessi meccanismi che si svolgono su un’altra scala percettiva.

Pensa al lavoro che fai o anche ad un’attività che segui e curi con passione e vivo interesse e pensa a cosa proveresti se qualcuno ti dicesse, o assumesse un comportamento di pari effetto, che priverà di valore il tuo sforzo. Sì, è già successo… in ufficio, nel tuo negozio, nella tua ditta, nella tua bottega, nel tuo locale, nel tuo laboratorio, nel tuo studio, dal tuo cliente. Ma un conto è vedere ogni giorno il sole che sorge e che tramonta (certo lo hai già visto tante volte), ben altro conto è sapere perché sorge, tramonta, irradia, irraggia, scalda, emette, brucia, fonde, attrae, respinge e addentrarsi nell’affascinante sentiero dell’astronomia.

La distruzione del valore è il primo passo per modificare illecitamente l’economia. La distruzione del valore fa perno sulla nostra evidente avidità per impoverirci con meccanismi di gran lunga meno evidenti e meno intuitivi. Più avanti ti porgerò il mio modesto pensiero portando tra l’altro alla tua attenzione anche l’analisi di numerosi esempi. Posso anticiparti, senza metter troppo in disordine la sequenza logica, che se riattribuisci il giusto valore ai mestieri delle persone che ti circondano, e se lo fanno tutti, ognuno a cominciare dalle persone che ha intorno, il meccanismo può essere invertito, ribaltato. L’economia centralizzata e predatoria, nascosta dal bagliore dei luccicanti strass di cui veste la rete digitale prima di accalappiarci e venderci al trancio, può esser messa in seria difficoltà restituendo le terre delle professioni n.0 ai moderni contadini digitali che le lavorano duramente. Un po’ come quando il feudalesimo (oggi probabilmente risvegliato in una nuova forma apparentemente amorfa) fu assopito dalle rivolte e dalla sete di giustizia tra il 1700 ed il 1800 con la fine dell’economia curtense in tutta Europa.

Rivolte e sete che anche noi possiamo proporre oggi in una nuova forma, priva di violenza, soprusi, distruzione dato che anche i metodi, per affrontare simili situazioni, si sono evoluti e non dipendono più dagli altri bensì solo da noi stessi attraverso uno strumento diabolico che si chiama “consumo”. Il consumatore saggio, avveduto, che ha voglia di imparare, ascoltare, crescere, può metter il piede fuori casa e decidere per il suo e l’altrui bene attraverso lecite scelte di consumo.

Trattasi però di “sete” che oggi non può esserci facilmente perché il cittadino, consumatore, padre madre di famiglia è talmente distratto e confuso da altro che non sa nemmeno di avere realmente sete e, quando l’avverte, in preda alla fretta dell’ultimo minuto è costretto a bere quella sbagliata accontentandosi di quel che ha intorno in quel preciso momento (nei prossimi capitoli questo concetto sarà di colpo semplice e intuitivo).

Continua…

Link correlati

La tetralogia della povertà.
Come si diventa poveri oggi e soprattutto… perché

Prima raccolta: Svalutazione

Disse il Signor Michelin: “Non si dà valore a ciò che si ottiene senza pagare”
La distruzione del valore
Comprendere il valore
I pensieri autopulenti di chi distrugge il valore – Il pensiero zero (sul conto)
I pensieri autopulenti di chi distrugge il valore – Il pensiero uno  (sul prodotto)
I pensieri autopulenti di chi distrugge il valore – Il pensiero due  (sul professionista)
Il piccolo imprenditore indipendente è espressione di libertà anche per il consumatore
Il professionista della prima maniera
Il tuo futuro è già noto?
Cap 8 – In revisione
Cap 9 – In revisione
Cap 10 – In revisione
Cap 11 – In revisione

Seconda raccolta – Prossimamente (su versione cartacea)

Terza raccolta – Prossimamente (su versione cartacea)

Quarta raccolta – Prossimamente (su versione cartacea)

Prima estensione – Prossimamente (su versione cartacea)

Seconda estensione – Prossimamente (su versione cartacea)

Tecnologia domestica vintage – La Cinepresa e il Proiettore

Rubrica: Tecnologia domestica vintage

Titolo o argomento: Oggetti ormai rari tutt’altro che obsoleti e che conservano un fascino

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

La cinepresa

Oggetti fantascientifici, quando ero piccolo vedevo i miei genitori riporli con cura dentro le loro custodie che emanavano odore di pellame, strettamente collegato con gli oggetti di pregio. Avevano una fattura solida, materiali resistenti, un peso che conferiva importanza, finiture eseguite con grande cura e quel fascino ineguagliabile tipico degli oggetti domestici tecnologici che avevano delle lenti, un oculare, bottoni, spaziali regolazioni a ghiera nonché elettroniche, e che offrivano la possibilità di farti vedere il mondo rielaborato dentro una camera oscura che concentrava tutta la tua attenzione nella sola scena inquadrata.

Un semplice ramo di un albero, inquadrato, allontanato, avvicinato, sfuocato, messo a fuoco, mentre era mosso dal vento, assumeva un fascino di rilievo, il fascino di un film.

Attraverso l’oculare e il teleobiettivo la scena sembrava più attraente rispetto all’osservazione ad occhio nudo; i dettagli aumentavano, i bordi erano più netti, la luce ambientale di disturbo veniva filtrata, potevi osservare cose che solitamente ti sfuggivano, il mondo non sembrava più lo stesso e si entrava in una dimensione misteriosa dove le cose comuni del quotidiano apparivano differenti e le ombre ed i contrasti che si creavano all’interno dell’obiettivo, accompagnati dal mirino chiaro/scuro di forma circolare in sovraimpressione (il telemetro a coincidenza d’immagine), contribuivano ad accentuare l’impronta distintiva dell’ambiente.

Lo zoom ottico manteneva una elevata definizione dell’immagine che nel digitale consumer verrà poi persa soverchiata da funzioni accessorie su cui l’utente poco esperto fisserà maggiormente la sua attenzione.
La presenza di filtri integrati nella macchina da presa (o cinepresa) permetteva registrazioni più orientate a luminosi spazi aperti o, al contrario, a spazi chiusi con dominante di luce artificiale. La scelta della pellicola aveva una notevole influenza sulla qualità dei video realizzati, era necessario scegliere la sensibilità adeguata e regolarsi di conseguenza. In dotazione vi era anche un parasole per l’ottica che poteva assumere all’occorrenza due distinte forme geometriche: avvolto in un disco, estruso a campana.

Il proiettore

Una volta terminato di girare il film (o, più propriamente, filmino) lo si portava a sviluppare da un fotografo che lo restituiva pronto per essere installato sul braccio ripiegabile del proiettore. Quaranta, cinquant’anni fa, era l’equivalente di un piccolo studio televisivo domestico. Permetteva la proiezione dei filmati sviluppati sfruttando la stessa tecnica, miniaturizzata, delle sale cinematografiche ed in più offriva la possibilità di effettuare un playback aggiungendo in un secondo momento una traccia audio registrabile e regolabile durante la proiezione del filmato.

Il montaggio video poteva essere effettuato con forbici e nastro montando la pellicola a regola d’arte, inoltre si potevano creare prestigiosi effetti di dissolvenza unendo due lembi di pellicola sovrapposti. Quando il proiettore si inceppava era necessario spegnerlo immediatamente onde evitare che il calore della lampada potesse rapidamente deteriorare la pellicola.

Curiosità

Il suono emesso dall’avvio del proiettore è diventato così famoso nel tempo che, ad oggi, all’interno di suite di montaggio video digitale professionale (vedi ad esempio Final Cut Studio, Final Cut Pro, Final Cut Pro X, ecc.) ne è presente la traccia audio campionata pronta per essere trascinata nella timeline ovunque si stia rielaborando un contenuto storico…

Specifiche tecniche Cinepresa

Una macchina da presa cinematografica o cinepresa, è un apparato che impressiona una sequenza di immagini fotografiche in rapida successione temporale su una pellicola cinematografica continua per via fotochimica.

Riprese a colori.
Obiettivo Makro-Neovaron 9-36mm f/1.8-32.
Filettatura M49 x 0,75.
Messa a fuoco da 1,5m – infinito.
Messa a fuoco dopo commutazione su macro da 0 – infinito.

Mirino reflex continuo a grande immagine, esente da sfarfallamento, con telemetro a coincidenza d’immagine e oculare regolabile.

Regolatore dell’esposizione: regolazione della luce SILMA completamente automatica, conforme all’angolo di campo e indipendente dalla tensione della batteria, attraverso l’obiettivo.
Visualizzazione del diaframma nel mirino.
Possibilità di impostazione manuale del diaframma.
Possibilità di variare la profondità di campo.
Possibilità di regolare la distanza focale manualmente o con motore (da teleobiettivo a grandangolo, con un intervallo specifico per il macro).
Telemetro a coincidenza di immagine (una volta regolata la distanza dell’oggetto, il fuoco viene mantenuto anche zoomando in avanti o indietro).

Azionamento: motorino elettrico per trasporto pellicola e motorino elettrico per zoom.

Alimentazione di corrente: centralizzata, disinseribile, per l’elettronica, il regolatore dell’esposizione e il power-zoom, attraverso 4 pile AA 1,5 Volt.
Controllo batterie nel mirino.

Velocità di ripresa: 18 e 40 fps, scatto singolo.
Comando remoto per lo scatto di fotogrammi singoli.
Fotogrammi rallentati (slowmotion) per riprese sportive filmando a 40 fps.

Continua…

Link correlati

Tecnologia domestica vintage – Intro
Tecnologia domestica vintage – La Polaroid
Tecnologia domestica vintage – La Cinepresa e il Proiettore

Un esercizio di comprensione sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)

Rubrica: Economia, Metodi

Titolo o argomento: Leggere, studiare, fare domande, capire, approfondire

“La Bce compra i bond delle banche insolventi, così le banche possono a loro volta comprare i bond degli stati insolventi. Il tutto tenuto a galla dai vari Fondi di Stabilità (European Stability Mechanism – ESM) che si fanno prestare soldi dagli stessi governi senza soldi per comprare i titoli di stato di quei governi”.

Kyle Bass

Un esercizio per la mente

Questo post è un esercizio, l’esercizio consiste nel dimostrare se quanto asserito corrisponde al vero o meno. Consiste nell’analizzare le singole frasi del periodo e porle, senza alterarne il senso, in un modo a ognuno propriamente comprensibile. Consiste nell’analizzare ogni informazione riportata e, invece di demoralizzarsi su tutto ciò che non si è capito nell’immediato, segnare da una parte un elenco di termini o di espressioni che non sono chiare. Consiste nel cercare di capire da soli, magari su testi enciclopedici, e poi in compagnia rielaborando i contenuti assieme a chi nutre la nostra stessa curiosità o è avvezzo a logiche, metodi, matematica, basi economiche. Consiste nel verificare le fonti, chi ha detto cosa, a che titolo. Consiste nel contattare ottimi referenti, esperti in materia, tra le persone che avete realmente intorno, ad esempio professori di economia delle Scuole superiori o dell’Università, appassionati del tema dotati di una mente solida, prolifica e innata affidabilità e imparzialità. Se ci trovassimo nel film “Così parlò Bellavista” costui sarebbe Luciano De Crescenzo.

Tutto va rimesso in discussione

Tutto quel che c’è dietro l’affermazione introduttiva va verificato più volte, sentendo più campane, seguendo più fonti, trovando nessi, punti comuni e opposti. Va studiato e ristudiato, poi, quando tutto sembra chiaro, va rimesso in discussione e osservato da nuove angolazioni.

Ne uscirete vincenti qualunque sia l’esito

E’ un esercizio fantastico per la mente. Compiendolo ne uscirete comunque vincenti, qualunque sia l’esito. Infine, se pur perseverando, proprio non riuscite a capire, non demoralizzatevi, non siete voi il problema, potrebbe invece esserlo l’astrusità della logica esposta e potrebbe balenarvi nella mente che se una logica, invece di essere semplice ed intuitiva, è così contorta, o c’è una seria giustificazione (trovare eventualmente quale), oppure è sbagliata.

Impiegate il tempo che ci vuole

Non preoccupatevi del tempo che vi occorre, se vi ci vuole molto tempo è probabile che abbiate bisogno di acquisire più nozioni. Possono occorrere giorni, settimane, mesi e oltre, a seconda dell’ambiente in cui siete immersi e alle dinamiche sociali che vivete ma… vale la pena farlo.

La libertà di non farlo vi farà perdere la libertà di partecipare

Chi non ha voglia è libero di non avere voglia ma non è libero di recriminare e dissentire. Per acquisirne titolo, infatti, deve conoscere a fondo di cosa sta parlando e non fare perno su notizie volatili che si dissolvono nell’atmosfera (fake o notizie mal poste di temporanea convenienza), né sul personaggio che nel tale momento trova più carismatico e di conseguenza, per un bug del cervello, più attendibile (una persona attendibile può anche essere carismatica, mentre una persona carismatica non è detto che sia attendibile). Chi ha voglia e non sa come fare scoprirà un mondo nuovo che gli aprirà numerose porte della comprensione e così, molto del suo quotidiano, se lo desidera, potrà cambiare in seguito alle sue nuove scelte che terranno conto di più parametri. Tutto dipende dalla capacità del lettore di compiere un lavoro serio, affidabile, rigoroso che da internet dovrebbe trarre il meno possibile.

Link correlati

Pagina Life Quality

 

Tecnologia domestica vintage – La Polaroid

Rubrica: Tecnologia domestica vintage

Titolo o argomento: Oggetti ormai rari tutt’altro che obsoleti e che conservano un fascino

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Era la fine degli anni ’80, ero piccolo, vidi questa particolare macchina fotografica durante una delle mie esplorazioni di casa in cui andavo a stuzzicare ogni singolo oggetto che avesse in sé un qualche fascino da scoprire. Non sapevo esattamente di cosa si trattasse né tantomeno potevo immaginare che il nome tecnico fosse “macchina fotogragica istantanea analogica con pellicola autosviluppante”. Per me era semplicemente la Polaroid, ovvero quella simpatica macchina fotografica, di utilizzo estremamente semplice, che stava nella scatola con le strisce colorate.

Notando il mio interesse i miei me la regalarono per il mio compleanno passandola semplicemente dal loro armadio al mio (un trasferimento di proprietà senza burocrazia in stile inglese) fornendomi inoltre un kit composto da pellicola autosviluppante con sensibilità ISO per le foto all’aperto e un Flash usa e getta per il quale ogni scatto bruciava irrimediabilmente una lampadina delle dieci a disposizione (ne ho ancora una sana).

Si regolava l’esposizione, si inquadrava un povero soggetto malcapitato (nel mio caso animali di campagna quando ero a casa e vetrine di negozi quando andavo al negozio dei miei) e si scattava l’istantanea premendo il bottone rosso per poi ritirare immediatamente la foto quasi pronta in uscita dalla base del corpo macchina. Ancora pochi istanti e la foto compariva (sviluppandosi per l’appunto da sola) nella sua tipica cornice bianca quadrata che aveva in basso un lembo comprimibile contenente un liquido il quale, con una leggera pressione, poteva essere iniettato nel retro della foto per caricare i colori.

Fu l’apripista per vari tipi di macchine fotografiche a rullino in formato standard o panoramico, con corpo macchina rivestito in pelle o in plastica usa e getta per uso subacqueo, completamente meccaniche o con dispositivi elettronici in grado di suggerire la messa a fuoco e l’esposizione ottimale, fino alle Reflex che uso praticamente ogni giorno da anni e anni e passando anche per videocamere vhs, miniDV, digitali e actioncam ognuna delle quali con una piacevole storia di tribolazioni e affini utili a metter insieme i soldi per poterle acquistare dopo anni a sfogliar cataloghi cercando di imparare ogni minimo dettaglio utile per i miei lavori.

Sì, la Polaroid è stata utile come ogni oggetto legato alla creatività che sia stato in grado di stimolare una spinta a voler fare un passetto oltre. Ancora oggi è un oggetto affascinante che conservo nella sua confezione originale (aperta e consumata ma originale) acquistata dai miei genitori alla fine degli anni ’70.

Continua…

Link correlati

Tecnologia domestica vintage – Intro
Tecnologia domestica vintage – La Polaroid
Tecnologia domestica vintage – La Cinepresa e il Proiettore

John Adams – Ci sono due modi di conquistare e dominare una nazione

Rubrica: Economia e affini (espressioni di rilievo)

Titolo o argomento: John Adams

“Ci sono due modi di conquistare e dominare una nazione. Uno è con la spada. L’altro è con il debito.” John Adams.

Alle volte, la frase celebre di un personaggio avvezzo ai temi di cui parlava, può esser molto più stimolante e molto più veloce nel raggiungere il lettore di un lungo saggio che richiede impegno mentale, visione di insieme e capacità di estrapolazione di contenuti intrisechi non sempre immediatamente intuibili e assimilabili. Certo l’approfondimento poi è d’obbligo, diversamente dopo una celebre citazione che arriva in profondità come una punta diamantata, si rimane solo con un buco altrimenti traducibile con un: “E mo che faccio?”.

John Adams

John Adams è stato il secondo presidente degli Stati Uniti d’America, nonché il primo Vice Presidente, amico di Thomas Jefferson (il quale divenne poi il terzo presidente) e padre di quello che diverrà poi il sesto presidente statunitense, John Quincy Adams. Trattandosi di uno dei padri fondatori degli USA, riteniamo che la conquista sia stata un tema a lui ben noto, ragione per cui le sue parole assumono una certa rilevanza sulla quale potrebbe esser opportuno riflettere.

Emergenza Corona Virus (SARS-CoV-2)

Se sforiamo con il debito per noi italiani si presenta uno scenario drammatico. Come avete visto la “Tecnologia”, quella vera, non era lo smartphone, la consolle dell’utilitaria con il bluetooth e l’intelligenza artificiale, né tutte queste cavolate che imitano le serie tv che più sono piaciute…

La “Vera Tecnologia”, ad esempio, sarebbe stata l’essere indipendenti, innovativi, evoluti, al punto tale da poter disporre di respiratori, mascherine, strumenti, in maniera indipendente dagli altri stati (DIY). La “Vera Tecnologia” sarebbe stata disporre di mezzi di informazione e formazione che potessero prevedere, ipotizzare, almeno avvicinarsi all’immaginazione di simili scenari.
Invece pensiamo alle utlitarie che parlano con un fare che antepone alle cose importanti i nostri sfizi riconducibili a quelli di quando eravamo bambini…

Siamo molto più di quel che il nostro assopimento (da consumo) degli ultimi 20 anni mostra al mondo.

Link correlati

Literature

Non parlare con carisma di cose che non conosci…

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Chi ha studiato a fondo è più mite, imparziale ed equilibrato, chi non conosce e non capisce troppo facilmente beffeggia

…potresti generare danni nelle persone che ti seguono.

Alcuni giorni fa ho letto un post di un conoscente. Parlava delle vetture elettriche, della Tesla Motors, dell’inquinamento, dalla CO2, del metano, delle vetture ibride, delle celle agli ioni di litio…
Il discorso era presentato bene ed i principi enunciati si basavano su buone intenzioni ma per un tecnico del settore era immediato accorgersi degli enormi sfondoni presenti, delle immense lacune sul tema da parte di chi ha scritto e delle continue ed enormi inesattezze di fisica riportate nel testo.

Non parlare con carisma di cose che non consoci… rischi che la gente che ti segue ti creda, rischi di diffondere pensieri errati. L’energia che spendi nel rendere virale una castroneria è minima; l’energia che occorre per andare poi a spiegare a tutti gli enormi errori, perché si è caduto in tali errori e come sia realmente la verità, è enorme. Diffondere disinformazione, anche se si era partiti da buoni propositi, non fa altro che alimentare rabbia, malumori, confusione e la disinformazione stessa.

Non parlare con carisma di cose che non conosci. Impara cosa vuol dire:

Dimostrare le tesi sostenute”;

Studiare al di fuori di internet su testi professionali”;

Studiare al di fuori di internet su atti di convegni di ricercatori accreditati”;

Studiare al di fuori di internet su tesi di laurea e dottorati di ricerca”;

Studiare al di fuori di internet presso centri di ricerca con veri ricercatori”;

Studiare al di fuori di internet realizzando vere prove pratiche con veri strumenti professionali”;

Realizzare veramente le cose che si dicono, in modo pratico (e quindi dedicando ad esse la maggior parte del proprio tempo) per verificarle nella vita reale”;

“Studiare presso un corso di Laurea perfettamente aderente alle proprie materie di interesse”;

“Andare oltre i normali piani di studi per alimentare costruttivamente la voglia di conoscere tali materie”;

“Realizzare progetti che coniugano tutto l’insieme di conoscenze maturate”.

Sicuramente non iscriversi a scienze politiche, economia, ecc., per poi dare giudizi a forfé di Ingegneria Meccanica. Perché magari se ti sei iscritto a scienze politiche (tanto per fare un esempio) sai bene come parlare alle folle, quali riferimenti storici richiamare per avvalorare le tue tesi e tanti ti seguono affascinati dalla tua esposizione, ma potresti aggrovigliarti tra gli strafalcioni inerenti altre materie senza nemmeno accorgertene danneggiando così quelli che volevi in principio aiutare. Al contrario, se vieni da Ingegneria (in questo caso Meccanica, Meccatronica, Aerospaziale…), potresti avere un modo complesso di parlare, pochi che ti seguono, ma avere le informazioni corrette da divulgare con rigore scientifico.

Non parlare con carisma di cose che non conosci. Per favore.

Link correlati

Life quality

Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine, potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the copyright to be specified.

Tecnologia domestica vintage – Intro

Rubrica: Tecnologia domestica vintage

Titolo o argomento: Oggetti ormai rari tutt’altro che obsoleti e che conservano un fascino

Cosa ha conservato un valore e cosa no? Cosa è risultato essere realmente utile e cosa si è spento inesorabilmente nel più profondo dimenticatoio? Cosa ci ha fatto evolvere e cosa ci ha fatto riscoprire stupidi? Soldi spesi bene o soldi che potevano esser spesi meglio? E oggi? Oggi cosa corrisponderà ad un futuro prodotto che avrà contraddistinto un’era, un futuro oggetto caratteristico, vintage, e cosa avrà solamente alimentato uno sfizio, una voglia momentanea, un vuoto che andava colmato in ben altra maniera? A posteriori è più facile comprendere e possiamo far leva sull’esperienza passata per migliorare ogni istante che costituisce il nostro presente.

Andiamo a rispolverare, lasciando ampio spazio a foto caratteristiche scattate da noi per arredare il racconto, oggetti chiave di un trentennio in cui sempre più volevamo sentirci estesi grazie all’uso di dispositivi che aumentavano la nostra sensazione di potere. Un potere inteso come capacità di fare, di raggiungere, di essere, di disporre, di imitare anche, se vogliamo, personaggi del cinema che ci affascinavano con anteprime (di una branca minore) della tecnologia che sarebbe diventata di consumo. Tastiere, display, riproduttori, dispositivi da polso, dispositivi di comunicazione, dispositivi di intrattenimento, dispositivi per la produttività, dispositivi di memorizzazione ed ogni diavoleria a transistor che attribuiva, all’uomo e alla donna che ne facevano uso, un senso di modernità e di adeguatezza ai tempi.

Alcuni oggetti hanno realmente rappresentato un’evoluzione, altri hanno rappresentato un terribile spreco di denaro, altri ancora sono diventati ben presto oggetti fidelizzanti capaci di instaurare insicurezza in chi non disponeva costantemente dell’ultimo modello, dell’ultimo servizio; altri ancora sono diventati oggetti di culto, veri oggetti d’epoca, oggetti che, dopo decine di anni, siamo andati a ricercare tra le polveri del passato immersi in fantastici ricordi.

Una selezione naturale ha poi estrapolato e messo in rilievo insicurezza da taluni soggetti consumatori, goliardia da altri, capacità tecniche notevoli da altri ancora. Il proseguimento di una savana che dalla trasposizione del sangue è giunta ad una matrice di ordine economico dove il soggetto, plusdotato di modernità, migliorava nettamente la sua condizione o cadeva preda del consumismo più insensato alimentando un inutile debito.

Continua…

Link correlati

Tecnologia domestica vintage – Intro
Tecnologia domestica vintage – La Polaroid
Tecnologia domestica vintage – La Cinepresa e il Proiettore

La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 4

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Le conclusioni di questa particolare rubrica sono scritte in modo che tu possa scegliere quale livello di approfondimento raggiungere. Ora ti trovi nella quarta ed ultima parte suddivisa a sua volta in livelli e paragrafi.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – VII

Guardare è diverso da vedere

Il cervello umano è decisamente particolare e può realmente non vedere ciò che un altro cervello, che gli sta accanto, vede benissimo. Questo fenomeno, neuroscientificamente largamente dimostrato, può perdurare per sempre o fino a che la persona non acquisisce le conoscenze e la maturità necessarie per “vedere”.

Un semplice esempio

Due persone, un Ingegnere di pista ed un profano appassionato di Motorsport, che osservano la medesima moto ad una fiera espositiva, rilevano e trasducono con la retina le stesse emissioni di radiazione elettromagnetica (la luce) provenienti dall’oggetto che riflette la sorgente luminosa dello stand e dell’ambiente. Tuttavia i loro cervelli interpretano in maniera talmente differente i segnali che stanno elaborando, al punto che il profano realmente non riesce a vedere certi componenti della moto.
Così se il prodotto presenta un palese difetto, l’Ingegnere di pista lo avrà visto (anche con una certa rapidità) mentre il profano sarebbe pronto a giurare di non aver visto nemmeno il pezzo coinvolto nell’analisi. La moto ha un difetto, è lì in evidenza, ma il profano non lo vede mentre per l’Ingegnere specializzato è limpido. Le Neuroscienze hanno dimostrato che riusciamo a vedere ed interpretare correttamente quel che abbiamo davanti solo dopo che l’abbiamo realmente capito. Guardare non basta, guardare non corrisponde realmente a “vedere”.

Il cervello genera collegamenti tra quel che vede e le precedenti esperienze: L’istruzione estesa è una delle migliori precedenti esperienze

Quando non conosciamo un prodotto, un lavoro, una materia, una disciplina, un settore, una specialità, il cervello non genera collegamenti tra quel che osserva ed una precedente esperienza. In questa modalità esso attua una visione di tipo superficiale atta a tenere memoria di meno dettagli possibili i quali, se non elaborati e opportunamente collegati alle esperienze maturate, costituirebbero solamente uno spreco di memoria, quindi di risorse.

Un altro semplice esempio

Vi è mai capitato di parlare con un artigiano che sta facendo un lavoro per voi e nello spiegarvi dove risiede il problema vi indica un dettaglio che voi giurereste di non aver mai notato pur essendo stato lì in bella vista per anni a casa vostra? E’ perfettamente normale, prima o poi è successo a tutti noi ma… difficilmente nel nostro lavoro.
Finché una cosa non la studiamo, non la analizziamo, non la approfondiamo… non la vediamo veramente. Quel che rileviamo di fronte a noi è una visione macroscopica, un volume di cui capiamo per sommi capi l’ingombro grazie alla superficie, agli spigoli, ad un rapido riferimento vicino, ma le cui linee contenute al suo interno appaiono sfuocate, sconosciute, così come ogni funzionalità in esse ricavata.
E’ facile così distrarci con apparenze come colori cangianti, piacevoli superfici tattili, suoni virali… però non sappiamo se quel che abbiamo davanti sta funzionando, come sta funzionando e se c’è un modo per migliorarlo.
L’esempio fa riferimento a quello che potrebbe essere un affascinante prodotto presente in commercio, magari un bene di consumo, così come ad un metodo teorico, magari l’approccio ad un problema che interessa la collettività. Sovente ci ritroviamo a parlare, parlare, parlare senza cognizione di causa di problemi triti e ritriti dai media ma realmente conosciuti solo dagli addetti al settore. Spesso ci ritroviamo a chiacchierare di cose che ci fanno “sprecare” la memoria e le risorse preziose del nostro cervello. Spesso siamo ignoranti davanti ai reali problemi del mondo che, con un inutile gran rumore, “consumiamo” oggi inconsapevolmente.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – VIII

Di seguito riporto alcune domande, di tipo provocatorio, tratte da un articolo ben più vasto di futura pubblicazione. Vengono riportate con una modalità che, nei mentalmente vivaci, può stuzzicare l’appetito della mente. Cercate di dare la risposta a queste domande, evitate semplicismi di convenienza, risposte comode; prendetevi tutto il tempo, approfonditele, ipotizzate di dover argomentare ogni singola domanda con un breve articolo (un saggio, un testo argomentativo) e di dover inserire in esso dimostrazioni, esempi pratici, fonti, logiche utilizzate, stimoli, proposte. Non limitatevi a semplici rapide risposte. Cercate il trabocchetto (non nella domanda ma nelle soluzioni utilizzate come risposta), cercate di estrapolare la profondità dall’apparente banalità, cercate il significato nascosto, cercate l’origine della provocazione e ricordate sempre di evitare risposte scontate. Questo “lavoro” che, per quanto mi riguarda, potrebbe anche durare anni (non c’è fretta, non conta la quantità di risposte trovate, conta la qualità), potrebbe rivelarsi gradevolmente fertile. E se anche non vi porterà dove avete immaginato all’inizio, sarete sorpresi di cosa avrà innescato e di cosa troverete ove sarete arrivati.

Sei soddisfatto di te stesso? Se sì, perché critichi gli altri?
(spesso non ci accorgiamo che critichiamo negli altri cose che poi facciamo anche noi, un semplice esempio, per capire, sono le scorrettezze nel traffico alla guida)

Hai voglia di lottare? Per quale motivo è utile e perché sarebbe invece inutile? (prova a fornire risposte anche a prospettive opposte, o semplicemente diverse, rispetto alla tua)

Sai essere ponderato? Conosci i vantaggi della riflessività?
(anche un buon progetto, fatto conoscere nel momento giusto e non troppo presto, ovvero quando il pubblico è realmente pronto e consapevole del necessario, trae vantaggi dalla ponderazione e dalla riflessività)

Sai danzare con lo scopo di festeggiare un buon momento, non per stordirti?
(questa domanda è affine con la capacità di esprimersi, essere concreti, produttivi ma in modo equilibrato, se al momento non comprendi perché non preoccuparti non è indispensabile in questa fase della lettura)

Perché il mondo è bello? Che influenza eserciti sul mondo?
(se è vero che sono i centesimi a fare i miliardi è altrettanto vero che l’influenza di un popolo dipende dalle influenze che emergono fin dai più piccoli singoli)

Sai collegarti ad altre persone senza usare la rete? A quali persone, come, perché? Quali sono le persone sulle quali la tua interazione mostra i migliori risultati? Ascolti le persone (di qualunque fascia d’età) quando ti raccontano le loro esperienze oppure sbadigli e te ne vai? Conosci i vantaggi del contatto diretto con le persone rispetto a reti, network, media? Hai il coraggio di dire quel che realmente pensi o provi qualche forma di timore, di insicurezza che ti porta ad aver paura di un rifiuto?

Sai perché chi non si impegna porterà anche te nel baratro? Conosci degli esempi chiari, semplici, di comportamenti, diffusisi specialmente negli ultimi 10 anni, che danneggiano anche te a partire da un atto di pigrizia o di ignoranza?

Sai fare una vera amicizia, creare un rapporto, consolidarlo, impegnarti, fare sacrifici, perdere, rinunciare (alle volte anche a te stesso), dare attenzione agli altri (laddove ha un senso reale), unirti, fare gruppo, fare la forza? Sai tollerare?

Sai riconoscere su cosa fa leva chi ti imbroglia? Glie lo permetti per pigrizia, per rassegnazione oppure perché sei convinto di non aver capito come impedirglielo? Quando ti si prospetta l’occasione di conoscere la “verità” su qualcosa ti interessi e compi lo sforzo necessario oppure abbandoni subito pensando che tanto non vi sarà alcuna differenza pure se tu fai qualcosa?

Sai perché l’avidità sta già alimentando “matematicamente” la povertà di chi ne è autore e dei suoi discendenti? Conosci come funziona un mercato? Sai quantificare quanto denaro un soggetto perde e fa perdere alla comunità ogni volta che compie acquisti presso realtà a concorrenza sleale?

Sai perché se si sogna la “massa” (l’esser come, l’avere come, il sembrare come…) si finisce come loro, compresi i disagi che la massa stessa ha ma tende a nascondere?

Sai perché ogni volta che eviti di porti domande, e rinunci a studiare approfonditamente le risposte, perdi una fetta di te (e di tuo) a favore di chi a queste domande sa rispondere benissimo conquistando il tuo territorio?

Sai a cosa serve instaurare paure? Che vantaggi dà? Sai verificare una fonte, una verità, una teoria? Sai provare quello che dici?

Sai a cosa rinunci ogni volta che litighi con i tuoi simili invece di argomentare ed accettare pensieri diversi e renderti disponibile, tentare di immedesimarti?

Sai che uno o più titoli di studio non servono a nulla senza una sana, moderata e contestualizzata polemica, discussione, verifica, ricerca e approfondimento? Valuti ragionevole l’idea che la Laurea oggi rappresenti una nuova forma di ignoranza perché troppo meccanizzata e capace di sfornare menti in serie che operano solo secondo le richieste di grandi gruppi invece di costruire qualcosa di proprio e fare qualcosa di nuovo?

Hai dei progetti? Dove immagini ti porteranno? Ti sei dato delle scadenze? Hai fissato un punto di non ritorno oltre il quale pensi che non riuscirai più a realizzare i tuoi progetti? Credi realmente ci sia un punto di non ritorno?

Sai che l’arte nobilita l’uomo? Quale tipo di arte? Il vero mestiere è arte? Che cos’è una passione viscerale?

Sai qual è il primo problema del mondo? Sai qual è il primo pensiero del mondo? Sei sicuro di come funziona il mondo? Potresti giurarci? Sai come funziona l’ignoranza? Pensi che l’ignoranza protegga le persone? Pensi invece che sia la consapevolezza a proteggerle?

Hai uno scopo nella vita? Sai come si fa ad essere liberi? Pensi che la libertà sia in vendita? Credi che qualcuno che “incaricherai” se ne occuperà per te?

Sai perché ciò che ti rende felice non dovresti metterlo in mostra? Sai progettare fino al completamento la tua idea senza dire nemmeno “a” prima che sia pronta?

Hai trovato una tua risposta al perché si vive, una ipotesi, una teoria, una tua esperienza che ti ha fornito un indizio? Sapresti dire quando qualcosa è vivo?
(non ci crederai ma la scienza cerca ancora risposte ufficiali a queste domande, quindi non sono domande da sottovalutare come si potrebbe pensare ad una prima occhiata)

Cosa sai fare da solo? Sai procurarti quello che è sano per la tua esistenza? Sai ragionare con la tua testa, liberarti da distrazioni, imparare cose nuove? Sei soggetto a influenze, suggestioni, plagi, messaggi che viaggiano sotto la soglia della percezione influenzando il tuo subconscio? Sai capire se lo sei osservando da altri punti di vista, con senso autocritico, le tue azioni?

Sai produrre qualcosa di utile per vivere? Pensi che le tecnologie utilizzate dall’uomo (intendo tutta la tecnologia a partire anche da un utensile per lavorare la terra) siano cicliche? Torneremo indietro almeno su certi fronti?

Sai essere felice subito, in modo naturale, tirarti su quando attraversi una “giornata no” senza acquistare “compulsivamente” né “ingurgitare” stimoli sensoriali? Sei conscio di come un esaltatore di sapidità agisca sul tuo cervello?

Sai vivere anche senza seguire la mandria? Soffri la solitudine? Ti sei mai chiesto perché? Sai ricavare benefici dalla tua creatività, dall’uscire fuori dalla mandria, dal fare cose (legali) che non avevano previsto tu facessi?

Sai guadagnare virtualmente (quindi legalmente esentasse) da benefici ricavati dal tuo studio, dalla tua cultura, dal tuo spessore di persona, dalla tua libertà individuale e dalla sicurezza in te stesso, te stessa, ad esempio anche non facendo quello che la massa fa e rinunciando alla contemporanea definizione “Posseggo quindi sono”?
(un utile spunto circa la definizione “Posseggo quindi sono” è rappresentato dai libri del sociologo, filosofo e accademico polacco Zygmunt Bauman)

Sai di chi fidarti? Sai come funzionano le debolezze?

Se, per assurdo, trapassassi ora ti riterresti soddisfatto oppure sentiresti che ci sono cose che avresti voluto fare e ancora non hai fatto? Hai raggiunto il tuo personale picco (o quasi picco) nella tua vita? Ti appaga? Sei sicuro di te? Hai mai dei dubbi? Come definisci le emozioni che provi? Di che tipo sono?

Hai fatto qualcosa di utile per questo mondo? Sai andare contro corrente? Sai usare più aree del tuo cervello? Sai stimolare il tuo cervello? Sai riflettere? Sai scoprire? Sai studiare? Sai come si imparano cose nuove in modo piacevole? Sai metterti alla prova?

Credi alle favole, alle cose accettabili con il minore sforzo, o sai osservare la realtà? Sai ricostruire una logica? Pensi che sia possibile forgiarne un’altra? Sai essere imparziale, distaccato, autocritico? Sai osservare te e gli altri da altri punti di vista? Dall’esterno? Dai loro panni? Da angoli nascosti?

Ti piace questo mondo o speri in uno nuovo? Te ne andresti con un’astronave oppure resteresti a metterlo a posto? Credi nella riparazione del nostro mondo di qualità o nella sostituzione con un prodotto d’occasione che però potrebbe nascondere insidie?

Sai ottenere un risultato onesto? Sai perché non ti parlano della tecnologia che potresti avere ora? Sai perché non puoi sperare che qualcun altro risolva i tuoi problemi? Sai perché sbarazzarsi di cose, persone, situazioni sconvenienti è perfettamente inutile e rappresenta pura ignoranza? Immagini come ho costruito queste domande?

Ti Ami?

Non è assolutamente detto che io conosca le risposte a tutte queste domande, quel che è detto è solo che mi sia posto queste domande e che anche solo il pormele, l’avere dei dubbi, è stato sicuramente utile. Laddove son riuscito a trovare delle risposte ho riscontrato un fattore comune: sono semplici. Raggiungere la semplicità, però, è difficilissimo (come sosteneva Albert Einstein).

L’uomo esiste da milioni di anni e le risposte che cerca sono molto ma molto più semplici di quanto possa pensare, le ha sotto gli occhi ma non le vede perché è “distratto” ed ama complicarsi la vita pur di ripudiare la verità, pur di credere nella perenne ricerca del paradiso in terra.
Le risposte hanno formule semplici ma il percorso per ottenere tali formule è oltremodo astruso, complicato, anti-intuitivo specie se radicati nella percezione collettiva odierna.
C’è chi sostiene che la collettività abbia una sua intelligenza ma… l’intelligenza è una sorta di unità di misura, come il metro, quindi dire che esiste un’intelligenza collettiva non corrisponde a dire che la collettività sia molto intelligente ma equivale a dire che una casa si misura in metri quadrati (e questo, ovviamente, non vuol dire che siano tanti). Quindi, per quanto ne sappiamo, la collettività può formare un organo pensante ma che pensa male, può formare un organo intelligente ma con un basso quoziente intellettivo.
Se ti sei perso tra queste domande, a poco servirà il nuovo cellulare, la nuova auto, le nuove comodità, i nuovi debiti finanziati e/o fidelizzanti, le nuove convinzioni comode, mettersi l’anima in pace o ridere delle domande stesse. Perché i problemi che ti vengono a far visita nel giorno inaspettato sono solo i tuoi e dovrai affrontarli, prima o poi. Per tutti arriva, prima o poi, un momento di sconforto in cui ci si accorge che lo stato non c’è, che quelli che si pensavano fossero amici non ci sono, che tutti sembrano scomparsi attorno… e, fidatevi, è un bene, un bene che vorremmo evitare, un bene che ti stimola ad andare oltre, un bene che, una volta superato l’esame ti fa stare bene, un bene che, se non superi l’esame, più ti sarai impantanato in punti di vista comodi e più sarà dura uscirne.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – IX

Volendo ora rincuorarci: perché esiste questo male esistenziale? Perché non si sta tutti bene, felici subito? Perché le cose non sono semplicemente come noi le vorremmo? Perché questo paradiso in terra sembra sempre un continuo Morgana? Perché ogni mattina, quando ci svegliamo, ha inizio una “Continua lotta contro il sistema Italia*?”.

*Ma avrei potuto dire “…contro il sistema Mondo” se solo avessi avuto la certezza che davvero “Tutto il mondo è paese”. Io però non vivo di certezze ed amo riferirmi solo a ciò che posso dimostrare realmente, a ciò che realmente ho fatto e vissuto.

Ad ogni modo, azzardando una mia modesta teoria che non pretendo sia condivisa, né tantomeno un riferimento: “il male esiste perché ci stimola a mettere in atto le soluzioni della nostra vita”. Le soluzioni richiedono un grande impegno. Dal grande impegno impariamo tante cose. Dal male talvolta scaturiscono soluzioni buone che mai avremmo pensato prima.

Si tratta di discorsi astratti che possono lasciare spazio ad ognuno di dare la propria interpretazione rischiando di non estrarne la reale essenza e finendo nell’inconcludente vago. Così, magari, con un esempio concreto e semplice semplice, riesco a farmi capire meglio.

Ancora un esempio : )

Mesi fa ho tamponato un’auto, un piccolo danno per fortuna, niente di grave. Il conducente dell’auto da me tamponata mi truffa e dice all’assicurazione di essersi seriamente danneggiato la schiena per colpa mia. La mia assicurazione paga e zitta senza fare alcun controllo e senza tutelarmi dalla truffa che abbiamo subìto (l’ho subita io ma l’ha subita anche l’assicurazione). L’assicurazione aumenta il mio premio annuo di una cifra spropositata nonostante fossi in prima classe da tanti anni e nonostante non avessi mai fatto incidenti in 20 anni. Il premio annuo mi cresce di quasi 4 volte.
Per non farla vincere a personaggi squallidi ho fermato l’auto visto che ero prossimo a farle un restauro (per passione) e che volevo iscriverla alle auto d’epoca.
Nel frattempo, per muovermi con un veicolo a 4 ruote, decido di fare la tessera dell’autobus e scopro, con mia immensa sorpresa, che l’autobus non è quel veicolo che tanto detestavo. Anzi vanta addirittura enormi vantaggi, primo tra tutti: mi libera dallo stress (dal forte stress) di guidare tra automobilisti distratti dai telefonini e diventati sempre più prepotenti con giganteschi massivi suv.
Lo stress svanisce ben presto e ciò si ripercuote positivamente sul lavoro, riesco a prendere impegni di lavoro più importanti, riesco a seguire molti più clienti, i guadagni aumentano, posso avviare numerosi nuovi progetti, la mia vita svolta e prende un verso decisamente migliore nonostante prima pensavo stesse andando già molto bene ma… quelle maledette ore nel traffico, lo smattimento a cercare i parcheggi, le multe, l’auto che si rompeva sulle buche mai sistemate, le impegnative continue manutenzioni all’auto, gli insulti e gli sgarbi dagli altri automobilisti, le continue mancanze di rispetto…
Mai e poi mai avrei pensato che l’autobus m’avrebbe dato tante e tali possibilità di vivere sereno dedicando il mio relax ad un notevole incremento della qualità della mia vita proprio in un momento in cui i miei progetti crescevano parimenti di importanza e responsabilità.
Un giorno ho subìto un’ingiustizia e dietro c’era una grande occasione di cambiamento per me. Perché sono riuscito a “vederla”. Bellissimo.

Link correlati

L’inflazione di internet
Il paradosso dell’ignoranza

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La continua lotta contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 3 + VIGNETTA
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Intro
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 5
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)
La continua lotta contro il sistema Italia: La qualità della vita
La continua lotta contro il sistema Italia: La privacy
La continua lotta contro il sistema Italia: La tranquillità
La continua lotta contro il sistema Italia: La matematica
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 4

Dall’occhio alla corteccia visiva non avete idea di quante trasformazioni subisce quel che osserviamo.
quel che osserviamo non è quasi mai frutto di oggettività, bensì di intense elaborazioni basate sulle nostre precedenti esperienze, di compromessi circa il consumo energetico del cervello e di segnali elettrici trasdotti dalla retina ed elaborati in più settori del nostro cervello.
Pensiamo di aver visto e, invece, molte volte abbiamo solo guardato.
image’s copyright: howitworksdaily.com

La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 3

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Le conclusioni di questa particolare rubrica sono scritte in modo che tu possa scegliere quale livello di approfondimento raggiungere. Ora ti trovi nella terza parte suddivisa a sua volta in livelli e paragrafi.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – IV

Nessuno vi regalerà nulla

Tutto il discorso esposto nelle prime due parti delle conclusioni di questa rubrica (vedi in basso, i link correlati), che ho (volutamente) preso alla larga nel “tentativo” di rendere fruibili variegate chiavi di lettura anche per menti molto diverse tra loro, serve per farvi capire che nessuno vi regalerà nulla (in nessun campo, nessun servizio, nessun prodotto…).
Continuare a crederlo, a sperarlo, è sciocco e rappresenta unicamente una consistente perdita di tempo, un motivo di frustrazione. Quel che ci viene offerto con un “vantaggio” nell’immediato, ci toglierà in futuro (o ci sta già togliendo ora) qualcos’altro che solitamente non riusciamo a vedere abbastanza velocemente.
Se non vi muovete voi lungo la vostra strada, i risultati in cui sperate non vi raggiungeranno in automatico solo perché si sostiene siano giusti. Le questioni di principio non hanno mai risolto nulla. La prossima volta che qualcuno vi proporrà qualcosa gratis, o sottocosto, o un’offerta imperdibile, o una serie di vantaggi, mettete in moto la vostra mente e ponetevi le logiche domande: Perché? Quali sono invece gli svantaggi? E’ sostenibile questo meccanismo? A quali conseguenze andrò in contro dopo? Cosa mi verrà tolto dopo che non vedo ora? Sono veritiere le motivazioni che mi offre il promotore? Perché mi martella?

L’Audacia altro non è che il Lavoro descritto dalla Fisica…

Credere nel famoso “colpaccio” poi… quello secondo cui diversi racconti “mitologici” sosterrebbero che a qualcuno la fortuna avrebbe bussato alla porta per un fondoschiena notevole, invece che per il semplice motivo che anche la fortuna necessita di abbinamenti con una certa meno nota “audacia” (dove l’audacia altro non è che il “lavoro” richiesto da parte vostra), è piuttosto approssimativo. Per il concetto di “lavoro” espresso dalla fisica vedi l’articolo “La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 2” (trovi in basso i link correlati).

Posto e momento giusti

Nel calcio, per fare un esempio largamente intuibile, vi risulta che il pallone venga raggiunto al momento giusto nel posto giusto con azioni in cui il giocatore è immobile seduto comodamente in poltrona e la palla gli piove dal cielo sul piede mentre qualcun’altro fornisce (gratuitamente) energia per contrarre i suoi muscoli, come lui desidera?
Ecco, la società moderna ha una frazione sempre meno trascurabile di persone che prendono i loro doveri*, le responsabilità e l’impegno nel render conto agli altri, proprio seguendo il comportamento inverosimile (assurdo) del calciatore in poltrona.
Il danno che ne scaturisce colpisce in particolar modo artigiani, negozianti, professionisti, operai, insegnanti, piccoli e medi imprenditori, ricercatori e tutte quelle figure lavorative che necessitano dell’impegno, della comprensione e dell’istruzione della gente (della società) per poter lavorare in modo sano; favorisce e fertilizza terreno, invece, per grandi gruppi che hanno raggiunto dimensioni oltremodo eccessive e che, viste le dinamiche necessarie per “giocare” a quei livelli, se ne fregano delle persone (quindi del capitale umano), dei mercati che fingono di evolvere ma che in realtà distruggono apportando notevoli danni (danneggiare non ha nulla a che fare con l’evoluzione) e dei disastrosi resoconti che la massa, ahimé, non riesce mai a vedere in tempo.
Immaginate di costruire una casa irregolarmente nei pressi di un corso d’acqua o di un terreno franoso, immaginate che il vantaggio economico iniziale di una irregolarità si traduca poi in una catastrofe, quando il fiume esonda o il terreno frana, e avrete intravisto ciò a cui mi riferisco quando si parla di un vantaggio immediato che apporta danni nel seguito. Danni tra cui la perdita di mestieri a seguito di concorrenza e mercati sleali, mestieri che poi si rimpiangeranno quando si avrà la necessità di riferimenti e assistenza da parte di persone che “hanno l’esperienza per fare” ma, a quel punto, non sono più disponibili…

*Si parla sempre e solo di diritti, quasi mai di doveri…

Ci stanno cascando tutti: il tranello per chi soffre di ingordigia

Però le offerte che leggiamo sui volantini, i vantaggi propinati da discutibili spot pubblicitari, i malsani modi di (s)ragionare che si stanno diffondendo e che alimentano altrettanto malsane abitudini (tra cui spicca quella della svalutazione superficiale di preziosi Mestieri) e che si sono svilippati (a partire dal 1991) a seguito di modi -sleali- di fare commercio e mercato, questo vorrebbero dare ad intenderci: oggi sarebbe tutto facile, tutto comodo, tutto veloce, tutto senza fatica, tutto ottenibile comunque e sempre, tutto regalato, tutto vantaggioso, tutto parimenti sostituibile (la tua professionalità con un prodotto di bassa qualità). Mi dispiace però per chi crede in questo collasso etico, perché ne è già la vittima più sofferente (e spende, spende, spende, accatasta, butta, ricompra e rifinanzia, ributta e ricompra e rifinanzia e rispende e non se ne vede mai bene) e, sto osservando su un campione di migliaia di persone, questo aumenta stati di depressione, senso di inadeguatezza, impotenza, rabbia e malcontento che sovente si riversano su chi nulla c’entra a partire dai propri familiari. La comunità percepisce che qualcosa non va ma solitamente non inquadra esattamente cosa e non sa chi ne sia il burattinaio…
Se non sai come funziona una cosa non la sai capire, non lo sai sistemare e, probabilmente, nemmeno usare al meglio. Vale per un artigiano, per uno scienziato, un professionista, un lavoratore di buona volontà e per colui che si muove nel mercato, quindi anche il consumatore…

Come perdere professionisti, specialisti e posti di lavoro
(rilievi numerici effettuati negli ultimi anni in un comune di 100.000 anime)

Nessuno vi regalerà nulla. Quel sottocosto che si pensava fosse una scorciatoia, che risolvesse addirittura dei problemi, e invece ha devastato i negozi del centro provocando perdite di circa 200 posti di lavoro a fronte di una decina scarsa di assunzioni, tra l’altro precarie, nelle zone industriali… credete sia un reale guadagno per il cittadino, per la società, per i vostri figli, per i mercati? Forse ora sembra giovare al portafogli e fa sentire più forti, più fieri, più sazi, ma presto ne saranno visibili gli “effetti collaterali non reversibili” sul lavoro dei vostri figli (probabilmente già manifesti anche sul vostro) che stanno crescendo in questo momento senza la consapevolezza di quanto gli attuali eccessi stiano realmente portando via loro.

Il nostro pianeta è conservativo

Viviamo in un pianeta conservativo (ovvero come una sorta di grande scatola in cui hai accesso solo a quello che contiene la grande scatola stessa), quel che sottrai avidamente oggi ti mancherà domani. E’ anche così che abbiamo alimentato il debito pubblico, ma qui i concetti diventano difficilmente comprensibili ai più così eviterò di estendere questo aspetto (anche se effettivamente, “i più”, non hanno l’intelligenza e la cultura di arrivare a leggere fin qui dove invece sei arrivato/a tu, per questo i mercati li stanno sbranando e, molto probabilmente, è giusto così: la catena alimentare e l’evoluzione della specie funzionano allo stesso modo: selezione naturale).

Affari e illusioni

Ed allora sarete ancora sicuri di aver “realmente” risparmiato laddove tutto è stato così luccicante? I veri guadagni, i veri affari non sono alla portata di tutti, se un “affare” è facile da raggiungere da chiunque, statene pur certi… non è un affare e presto mostrerà il suo risvolto della medaglia. Qualcosa che sembra un affare potrebbe facilmente essere un paese dei balocchi e immagino conosciate la storia di Pinocchio.

Te la ricordi l’interrogazione a scuola?

Nessuno ti regalerà mai nulla, quel che vorrai avere o sapere potrà raggiungerti solo a tue spese. Risultati comodi se ne potranno pur avere, ma alla fine costeranno molto più cari dell’impegno che avreste potuto sostenere fin dal principio costantemente. Immaginate di dover studiare 49 pagine del libro di Storia per un’interrogazione che avrete la prossima settimana. Con un impegno pari ad uno sforzo costante di 7 pagine al giorno arriverete in ottime condizioni al giorno dell’interrogazione; al contrario, con 6 giorni di pacchia senza far nulla, vi accorgerete ben presto che sostenere uno sforzo di memorizzazione di 49 pagine di contenuti non rielaborati in un solo pomeriggio vi porterà all’esaurimento… Non si sfugge. Abbiamo creduto nel sottocosto, nella concorrenza sleale quando ci faceva comodo? Liberi di farlo, ora aspettiamoci le conseguenze: quando saremo noi a dover riscuotere e ci diranno che ci offriranno “molto meno” di quanto ci saremmo aspettati. E’ un sistema conservativo…

Non ti scriverò risposte facili

Nessuno ti regalerà mai nulla, io stesso non ti svelerò mai i segreti per scegliere ad esempio una buona auto, per costruire una casa fatta a regola d’arte, per costruire quel robot che ti aggiorna la professione, per acquistare prodotti validi, tessuti durevoli, tecnologie di qualsivoglia genere e via discorrendo. Ti fornirò delle indicazioni su che direzioni prendere per fare da solo, questo sì, ma sarà a spese del tuo impegno. Non pensare di trovare in questo Blog “risposte facili”, comode, veloci, né manualetti sul come si fa in un attimo la cosa giusta seguendo la procedura che a qualcun’altro è costata anni di duro lavoro.

Sarà tutto merito vostro quel che saprete costruire

Anche solo la lettura di alcuni articoli, tra le centinaia e centinaia di spunto che ho scritto (sulla base delle esperienze vissute, sbagliate, maturate con passione), rappresenta in qualche modo un lavoro. Un lavoro iniziale che dovrebbe poi essere seguito dallo studio di testi specifici (altro lavoro) e di esperienze sul campo (altro lavoro ancora) per raggiungere il principio (solo il principio) del vostro progetto; per non parlare poi dei numerosi fallimenti occorrenti a formare quella che si chiama “esperienza” (ovvero il frutto di un lavoro immenso). E sarà tutto merito vostro quel che saprete costruire.

Dalla stupidità collettiva all’intelligenza collettiva

Perché mai dovrei cederti gratuitamente ciò che a me è costato carissimo? Io posso solo fornirti degli spunti con il compenso indiretto che se stimolo il tuo talento e il talento di numerose altre persone, ci guadagno una collettività di persone in gamba che migliorano, direttamente e indirettamente, la qualità della vita di tutti, anche la mia. Le persone di talento sono un bene per la società se sono circondate da altre persone talentuose con le quali la società cresce, si evolve e vince battaglie sulla base di un’intelligenza collettiva (che è tale solo se è realmente indipendente e non infettata da doppiogiochisti che operano per “influenzare” la vostra strada) e di una distribuzione degli sforzi che permette di ridurre le fatiche quando un grosso carico è retto da una moltitudine di persone anziché da un singolo che inevitabilmente rischia di rimanere schiacciato se non si scansa (rischiando di diventare l’ennesimo “indifferente”).

Il trucco base del prestigiatore

Chi ti dice che ti sta regalando qualcosa o risolvendo un problema, ti sta sottraendo inevitabilmente qualcosa con la stessa tecnica del prestigiatore che attira la tua attenzione su una sua mano per ingannarti con l’altra. Avete mai visto una formula semplice e comoda per dimagrire? Devi porre tu attenzione a come il tuo organismo reagisce di fronte ad ogni tipo di sollecitazione: alimenti, inquinanti, sforzi, stress, umore, eccessi, ecc..
Ci piacerebbe credere ad una formuletta magica che, senza sforzi, ci dicesse subito cosa dovremmo fare di facile, comodo e buono per essere in salute nel peso forma…

Navigare a singhiozzo tra titoletti in neretto? Non si apprende nulla di vero

Ma qui torna ancora una volta il concetto di lavoro: devi compiere un lavoro per scoprirlo, non puoi di certo comodamente dal tuo computer, dal tuo telefono, navigando a singhiozzo tra titoli in neretto su internet per scoprire quello che, secondo le tue suggestioni, ti farà bene o male mangiare. Ad esempio, per quanto riguarda una mia passione per le Neuroscienze, la Biologia Molecolare e materie affini, ho scelto di frequentare conferenze di aggiornamento tenute dai principali primari, ricercatori e scienziati italiani. Non leggo frivolezze sul web ma traggo fondamenti da fonti scientifiche accreditate. E, vi garantisco, è tutta un’altra cosa ma, allo stesso tempo, è un bell’impegno…

Un esempio

Per un piccolo studio di Biologia Molecolare, che ho condotto per semplice passione, ho preso parte a diversi convegni tenuti da primari italiani di spessore in opportune sedi universitarie, mi sono procurato i libri che hanno scritto e numerose pubblicazioni effettuate da prestigiose Università e centri di ricerca nel mondo. E tutto per un solo e minuscolo argomento tra gli innumerevoli trattati dalla Biologia Molecolare.
Come si può pensare che un post su internet o su un social network possa avere un qualche valore? Essere soli in mezzo a tanti ignari come potrebbe esser mai d’aiuto alla società e quindi anche a te, a me?

E’ inutile cercare scorciatoie: nessuno vi regalerà nulla

Tutto in ogni campo dipende dal tuo impegno e se non ti va di studiare, di approfondire, di spaziare, di sperimentare, di verificare egregiamente i temi di tuo interesse, allora puoi tranquillamente rinunciare ai campi che ritieni rappresentino un eccesso per la tua volontà. Se invece non vuoi rinunciarvi, e non vuoi impegnarti, non vorrai certo lamentarti dopo che le cose, ahimé, non saranno andate come speravi perché… nessuno ti regala niente e, se non sei formato sul settore che ti ha causato un danno, o si è trattato di una sciagura o si è trattato di non capire che nessuno ti regala nulla e nessuno farà mai i tuoi interessi al posto tuo.

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – V

Per riparare o modificare le cose devi conoscere come funzionano tali cose

C’è solo un modo per diventare bravi Meccanici di veicoli: conoscere come funzionano tali veicoli, i loro impianti ed i loro motori. Se si desidera spingersi oltre, si può studiare anche come vengono progettati e costruiti in ogni loro parte. Conoscere come sono fatte le cose, come funzionano è prioritario per sapere come rapportarsi con tali cose. Compiere una determinata operazione a memoria, perché così ci è stato detto di fare, perché così fa l’altro… non ci spiega nulla, non ci serve a nulla, in nessun campo. Soprattutto, non ti rende mai libero, libero d’agire, di innovare, di essere imprevedibile. E’ chiara la sottile sfumatura?

Là dove si sviluppano le falle…

In alternativa dovrai “affidarti” a chi, dietro compenso per la sua professionalità, si occuperà di un tuo interesse per te. Non vi è nulla di male in questo, solo si tratta di un nodo cruciale perché è in esso che sovente si verificano le “falle”. E’ in questo punto infatti che si può correre il rischio di incappare in persone insufficientemente preparate, in venditori non dico di bugie ma di verità omesse, fino agli opportunisti veri e propri che fanno perno sulla nostra ignoranza. L’istruzione dovrebbe offrirti sempre quantomeno i rudimenti per capire se chi hai davanti merita la tua fiducia. Vi sembrerà assurdo ma conoscere certe Leggi della Fisica permette ad esempio di scoprire numerose tipologie di truffe (come ad esempio quelle dei famigerati dispositivi che dovrebbero farvi risparmiare carburante, mentre i reali sistemi di risparmio del carburante sono sotto gli occhi di tutti ma in pochi li vedono proprio perché non interpretano la fisica e la matematica delle cose che hanno intorno).

Quanti affari veri speri di cogliere nell’arco di un’intera vita?

Le basi fisiche e matematiche attorno alle quali si articola l’intero Universo sono dei riferimenti fondamentali per comprendere meglio come possiamo affrontare il nostro quotidiano per il semplice motivo che viviamo anche noi in questo Universo e alle sue leggi dobbiamo sottostare. Nessuno vi regalerà nulla, nessuno andrà a lavorare gratuitamente per voi, nessuno correrà rischi di impresa senza un tornaconto, nulla sarà realmente troppo bello e, soprattutto, quando qualcosa sarà troppo bello e troppo facile per esser vero, dovreste dubitarne fortemente. Quanti affari veri speri di cogliere nell’arco di un’intera vita? La lettura di testi che raccontano in modo piacevole il calcolo delle probabilità può essere di forte aiuto nel comprendere l’incidenza di tante cose.

Occhio al “Ptssss”

Non si diventa degli assi dell’imprenditoria o della finanza acquistando i titoli proposti dal telegiornale (questo non significa che siano sbagliati investimenti, ovviamente dipende da caso a caso) o sfogliando un volantino di offerte (a queste informazioni posso accedere tutti e, proprio per questo, proprio per la facilità con cui questo avviene, quel che otterrete avrà un valore rasente lo zero se non negativo, ovvero una perdita). Non si farà l’investimento del secolo dove tutti possono accedere a quell’investimento e nemmeno tra le mani dell’opportunista scaltro che ti fa “ptssss” dall’ombra di un vicoletto.

L’esperienza è il segno… diceva un buon vecchio spot pubblicitario

I veri investimenti li fanno solo coloro che hanno una forte, fortissima, esperienza su un determinato settore (abbinata ad un forte acume) e, anche in questo caso, non sono esenti da rischi (poi c’è chi bara con tecniche quali ad esempio l’insider trading ma questo esula dai nostri discorsi che invece si basano sul rispetto delle regole).

Vuoi un maggiore approfondimento? Giù di un livello! – VI

Scopri le tue reali potenzialità: ogni tanto scegli qualcosa di difficile

Fare la “pazzia” di studiare veramente a fondo, non necessariamente più del programma ordinario, piuttosto comprendendo al meglio quanto presente nei programmi delle materie tecniche e scientifiche più importanti, può farvi “investire” molto più tempo. Ma è proprio questo il punto: se volete stravolgere la vostra mente dovreste occuparvi anche di qualcosa che per voi è difficile. Se non siete portati per le “cassette dei ferri di base della mente” quali ad esempio, nel caso dell’Ingegneria, Analisi Matematica I, Analisi Matematica II, Geometria, Fisica, Meccanica Razionale… ma ne siete affascinati, è probabile che il vostro cervello ne ricaverà stimoli maggiori rispetto a chi è naturalmente portato per queste discipline e le vede ormai con un occhio abituato.

Il cervello va stimolato (senza eccedere) per ricevere in cambio un’elasticità mentale che non vi sareste mai aspettati da voi stessi (a patto che abbiate una predisposizione che solo voi potete scoprire e riconoscere). E’ difficile? Proviamo! Continua ad essere difficile? Chiediamoci perché! Stiamo riuscendo ma a stento? Pensiamo ad un metodo! Il primo metodo non funziona? Sperimentiamone altri! Se non si dispone di un cervello che già compie con facilità certi tipi di studi e operazioni, allenarlo ne estrarrà le sue reali potenzialità. Stesso dicasi per chi trova facili queste discipline ma, allo stesso modo, non allena mai la propria mente in qualcosa che trova difficile, in questo caso potrebbe trattarsi della “pratica”.

Continua…

Link correlati

L’inflazione di internet
Il paradosso dell’ignoranza

La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La continua lotta contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 3 + VIGNETTA
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Intro
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 5
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)
La continua lotta contro il sistema Italia: La qualità della vita
La continua lotta contro il sistema Italia: La privacy
La continua lotta contro il sistema Italia: La tranquillità
La continua lotta contro il sistema Italia: La matematica
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 4

Nello schema un semplice algoritmo che illustra il comportamento corretto di una mente brillante e quello assurdo adottato dalle menti che si lasciano influenzare da pensieri “comodi”…
Anche se l’algoritmo illustra un caso specifico è facilmente addottabile su molti temi della società contemporanea.