Efficienza Rendimento e Marketing -3-

Utilitarie e supercar: il limite tra l’assurdo e il reale

Prosegue dal precedente articolo: “Efficienza, Rendimento e Marketing -2-“

Altra cosa che mi ha sorpreso? Volevo sostituire il paraurti anteriore alla mia Clio 1.8 16v quando l’ho restaurata totalmente.  Ebbene alla Renault per questo ricambio originale mi hanno chiesto oltre 400 euro. Peppe, il mio amico e collega sulla sua Bmw 320d lo può sostituire con soli 150 euro (originale BMW). E’ incredibile! Su una semplice Clio il paraurti costa tre volte tanto di una BMW? Ha senso secondo voi? Chi ha la possibilità di avere una bella auto alla fine spende meno di quello che, a causa di una bottarella, è costretto ad andare con la sua piccola utilitaria dal carrozziere. Trovo inoltre ridicolo pagare il bollo sui cavalli di potenza, lo si dovrebbe pagare sul lusso del mezzo. Una Panda 100 hp paga quasi lo stesso bollo di una Mercedes base; io con una Clio 16v pago circa lo stesso bollo del mio vicino con la BMW serie 5 (base) bella, bellissima, nuova fiammante… 🙂 ; ma questo è un altro discorso.

Tornando a noi:

La verità è che il vero risparmio viene dall’efficienza di un motore, da come quest’ultimo utilizza al meglio le cariche di aria benzina che introduce ad ogni ciclo in camera di scoppio, da come sono studiati i condotti di aspirazione e scarico, le fasature della distribuzione, da come sono disegnate le camere di scoppio, dal tipo di iniezione elettronica (iniettori, pressione carburante…) da quanto pesa il mezzo, dal numero di giri a cui è disponibile la coppia massima (quando siamo in coppia massima il motore ha il massimo rendimento e intorno a questo regime garantisce i consumi minori) e infine, ma non per questo meno importante, dall’aerodinamicità.

Quando uscì l’Astra 2° serie nel ’98 sapete come fecero a ridurre i consumi pur con un mezzo così pesante? Con un cx quasi identico a quello di una Porsche 911. Non ci credete? Verificate voi stessi 🙂

La verità è che se non sei la Toyota, ovvero la più grande casa automobilistica al mondo dal punto di vista delle vendite (la seconda è la General Motors), non ti puoi permettere di investire ingenti capitali nella ricerca e proporre comunque utilitarie a prezzi competitivi e con standard qualitativi di tutto rispetto… Certo ci sono altre case ottime ma il discorso è che purtroppo la Fiat ha subito per anni gestioni errate a mio giudizio e con il rischio di chiusura di diversi stabilimenti. Con tutto il denaro perso, se ci fossero stati bravi manager in collaborazione con bravi ingegneri, avremmo potuto primeggiare. Vi ricordate quando sono uscite la nuova mini e il nuovo maggiolone? Belli! vi ricordate la serie della 500 precedente a quella attuale? Una cassetta postale con le ruote. Io ero adolescente e già nella mia testa rimbombava: “perchè la Fiat non fa una nuova 500 bella tondeggiante, sbarazzina con lo stile della vecchia mitica 500?”. Poco dopo uscirono il Maggiolone e la Mini. E io rosicavo…

Cosa sono l’efficienza e il rendimento di un motore? Lo scopriremo in seguito nelle apposite rubriche sui motori che stiamo preparando…

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai

Rubrica: Trattamenti termici

Titolo o argomento: Diagramma Ferro Carbonio, Curve di Bain, Punti Critici

I Trattamenti Termici consistono in cicli di riscaldamento e raffreddamento controllati, sotto determinate condizioni, che hanno lo scopo di modificare le strutture cristalline dei metalli. Tali strutture sono un assieme di atomi, molecole o ioni dotati di una disposizione geometricamente regolare, ovvero quello che riuscireste a vedere ingrandendo il pezzo, che dovete preparare, miliardi di volte (nell’ordine del picometro 10^-12 metri). Modificando tali strutture si possono conferire a pezzi e organi meccanici particolari proprietà meccaniche e tecnologiche ad esempio per aumentarne la resistenza meccanica (trazione, compressione, flessione, taglio), la lavorabilità alle macchine utensili, la resistenza all’usura e così via.

Se fai fatica a comprendere il contenuto iniziale di questa pagina, sappi che il succo più importante consiste nel capire cosa sono le temperature Ac1 e Ac3 di cui sentirai parlare più volte nei paragrafi a seguire e negli articoli correlati (vedi link correlati in basso).

Diagramma Ferro Carbonio

Il Ferro allo stato puro in natura non esiste. Allo stato solido si presenta nelle tre seguenti forme allotropiche (vedi immagine in basso):

Ferro α: struttura cristallina cubica a corpo centrato (CCC o bcc) con costante di cella 2.86 Å, stabile fino a 912 °C.

Ferro γ: struttura cristallina cubica a facce centrate (CFC o fcc) con costante di cella 3.65 Å, stabile tra 912 °C e 1394 °C.

Ferro δ: struttura cristallina cubica a corpo centrato (CCC o bcc) con costante di cella 2.93 Å, stabile tra 1394 °C e 1536 °C (temperatura di fusione).

Nel diagramma le fasi presenti sono quindi le seguenti:

Fase α: Ferrite. È la soluzione interstiziale formata da piccole quantità di carbonio nel reticolo bcc del ferro α. La presenza di atomi di carbonio nel reticolo bcc del ferro α produce delle notevoli distorsioni, per questo la solubilità del carbonio nel ferro α è molto limitata (come si evince dal diagramma) e puo’ raggiungere un valore massimo dello 0.02% (a 727 °C).

Fase γ: Austenite. È la soluzione solida interstiziale del carbonio nel ferro γ (fcc). La struttura cristallina del ferro γ, favorisce una maggiore solubilità del carbonio, dal diagramma si nota infatti un campo di stabilità dell’austenite decisamente più ampio.

Fase δ: È la soluzione interstiziale del carbonio nel ferro δ (bcc). Valgono per questa fase considerazioni analoghe a quelle fatte sulla ferrite α. La maggiore costante di cella consente tuttavia un lieve aumento della solubilità del carbonio.

Fase Fe3C: Cementite.

Curve di Bain

Le curve di Bain rappresentano le strutture che conseguono con ogni tipo di raffreddamento dell’Austenite. Sono fondamentali in quanto al crescere della velocità di raffreddamento dell’acciaio si ottengono strutture non previste dal diagramma Ferro Carbonio che abbiamo visto sopra. Vorrei fare una breve introduzione, illustrando le temperature fondamentali da conoscere per interpretare sia le curve di Bain, sia il Diagramma Ferro Carbonio, nel prossimo paragrafo.

Punti critici

Velocità di raffreddamento o riscaldamento molto lente

A1 = temperatura alla quale, durante il raffreddamento, l’Austenite divenuta eutettoidica si trasforma in Perlite. Viceversa durante il riscaldamento è la temperatura alla quale la Perlite si trasforma in Austenite Eutettoidica. Il valore è di 723°C.

A3 = temperatura alla quale, durante il raffreddamento, l’Austenite di un acciaio Ipoeutettoide inizia ad emettere cristalli di Ferrite α. Viceversa può essere considerata (ovviamente) la temperatura alla quale durante il riscaldamento la lega di acciaio ipoeutettoide termina la trasformazione in Austenite. Il suo valore è compreso tra i 723°C ed i 911°C.

Acm = temperatura alla quale, durante il raffreddamento, l’Austenite di un acciaio ipereutettoide inizia ad emettere cristalli di Cementite secondaria. Viceversa durante il riscaldamento è la temperatura alla quale un acciaio ipereutettoide termina la trasformazione in Austenite. Temperatura superiore ai 723°C ed inferiore ai 1300°C circa (attenzione al “circa”).

Velocità di raffreddamento o riscaldamento elevate

Tanto più è rapida la variazione di temperatura e tanto più ritardate saranno le trasformazioni delle leghe Ferro Carbonio. Per tale ragione gli studiosi di Metallurgia hanno preferito attribuire diversi simboli ai punti critici sopra introdotti.

Riscaldamento

Non cambiano tanto le definizioni quanto il valore stesso delle temperature alle quali si verificano le trasformazioni che vi abbiamo indicato.

Ac1 = temperatura alla quale, durante un riscaldamento veloce, la Perlite si trasforma in Austenite Eutettoidica.

Ac3 = temperatura alla quale, durante un riscaldamento veloce, la lega di acciaio ipoeutettoide termina la trasformazione in Austenite. Temperatura detta di Austenizzazione.

ACcm = temperatura alla quale, durante un riscaldamento veloce, un acciaio ipereutettoide termina la trasformazione in Austenite.

Raffreddamento

Ar1 = temperatura alla quale, durante un raffreddamento veloce, l’Austenite divenuta eutettoidica si trasforma in Perlite.

Ar3 = temperatura alla quale, durante un raffreddamento veloce, l’Austenite di un acciaio Ipoeutettoide inizia ad emettere cristalli di Ferrite α.

ARcm = temperatura alla quale, durante un raffreddamento veloce, l’Austenite di un acciaio ipereutettoide inizia ad emettere cristalli di Cementite secondaria.

Inoltre sono fondamentali anche i seguenti punti

Ms = è la temperatura alla quale durante il raffreddamento l’Austenite rimasta inizia a trasformarsi in Martensite.

Mf = è la temperatura alla quale la formazione della Martensite cessa. Per alcuni acciai la temperatura Mf è inferiore alla temperatura ambiente.

Lega Eutettica

Ricordiamo che una lega Eutettica la si ha quando due metalli sono perfettamente miscibili allo stato liquido ma non a quello solido. Tutte le temperature elencate e non, variano in base al tipo di acciaio ma non solo! Spesso la difficoltà nel reperire questi dati sta nel fatto che si tratta di valori ottenuti per vie sperimentali eseguite su una moltitudine di provini. I dati più esatti al riguardo li può senz’altro offrire, tramite apposite tabelle e cataloghi, il fornitore di materiali che contatterete. Con velocità di raffreddamento molto basse Ar3 e Ar1 coincidono rispettivamente con A3 e A1.

Link correlati

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Diagramma Ferro Carbonio
Curve di Bain
Punti Critici
Ricottura e Ricottura di Normalizzazione
Tempra
Rinvenimento
Bonifica
Cementazione e Carbocementazione
Nitrurazione e Carbonitrurazione
Sinterizzazione

Introduzione ai trattamenti termici delle leghe d’alluminio
Invecchiamento artificiale (Indurimento strutturale)
Bonifica
Ricottura

Introduzione ai trattamenti superficiali
Nichelatura galvanica
Codeposizione
Riporto ceramico
Trattamento laser
Rivestimenti sintetici
Sinterforgiatura
Compattazione isostatica HIP
Superfinitura isotropica ISF

Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale
Ultrasuoni
Vibrofinitura
Micropallinatura

Diagramma Ferro Carbonio

Tesla motors

99 persone su 100 non la conoscono ancora, ma in futuro se ne parlerà certamente di più…  Io a dir la verità mi sto informando sulla possibilità di questo mezzo di circolare tra le strade italiane. Perchè? Ma come!

  1. 100% Elettrica

  2. da 0 a 100 km/h in 3.9 secondi

  3. 350 km circa di autonomia

  4. velocità da sportiva (oltre 130 mph ovvero quasi 210 km/h)

  5. le batterie non ingombrano (la loro vita va oltre le 100.000 miglia ovvero circa 160.000 km)

  6. Si ricarica totalmente in 3,5 ore

  7. standard qualitativi elevatissimi

Cosa manca?

La possibilità che l’europa l’accetti. Per questo è prevista una presentazione al salone di Parigi a Ottobre 2008 e successivamente a quello di Monaco. Ricaricarla ha un costo? Sì ma non quello che immaginate. Noi stiamo già studiando da tempo metodi per ottimizzare vari processi di ricarica e applicazioni al limite del rapporto qualità/prezzo. Ovvero studiamo il modo di spendere meno e avere molto di più… Si parlerà di molte cose nuove negli articoli che seguiranno nei mesi a venire… Intanto godetevi questo prodotto che fa parte di una politica che noi appoggiamo con tutto il cuore.

Tesla Roadster

Tesla Roadster - Presa di ricarica

Ma il telegiornale è sempre uguale?

Il telegiornale nel 1988 era identico a oggi…
interessante.

Il video che avevamo postato, chissà perché, è stato rimosso. Vi riportiamo così una sintesi testuale dei contenuti del 1988:

Allarme terrorismo.
Crisi di governo.
Crisi economica.
Il problema dei contratti di lavoro.

Insomma se dopo quasi 30 anni le principali emergenze son sempre le medesime, significa che nulla viene mai risolto e che abbiamo una “costante memoria breve”. Un buon motivo per richiedere la rimozione del video appositamente postato su Youtube da un utente che desiderava portare all’attenzione questo fenomeno.

Efficienza Rendimento e Marketing -2-

Utilitarie e supercar: il limite tra l’assurdo e il reale

Prosegue dal precedente articolo: “Efficienza, Rendimento e Marketing -1-“

Mio padre ha una Opel Astra station wagon con 280.000 km, ebbene lui percorre 16 – 17 km al litro di media ( è vero anche che essendo io motorista, tengo il suo motore sempre a punto… ma non l’ho fatto io quel motore) e in autostrada fino a 20 21 km al litro. E tutto questo con un peso del veicolo di quasi 1500kg e con un motore 2000 turbo 16valvole. La mia ragazza si credeva che un’astra con motore 2000 fosse quasi un lusso invece mio padre è stato il più sveglio di tutti. Quando acquistò l’auto il gasolio costava 1600 lire al litro circa (forse anche meno); parlo del 1998-1999. Metteva il gasolio e se lo dimenticava lì. Una macchina robusta forte, con un motore robustissimo (ha pure lei dei difetti ma non in questo tema), delle lamiere eccellenti con caratteristiche di assorbimento dell’urto buonissime al pari di tante medie berline più costose per intenderci.

Negli ultimi mesi o forse anni, la Toyota ha pubblicizzato la Yaris. Pur essendo uno che non comprerebbe mai un’auto non europea (per via del design), devo ammettere che le loro pubblicità dicevano il vero. I loro motori più brillanti ed efficienti consumano meno grazie alla loro raffinatezza e maggior potenza e questo (insieme ad altre caratteristiche che non dirò perchè non è una pubblicità) fa sì che il mezzo mantenga il suo valore nel tempo. In famiglia ho un parente che ha preso una Yaris 1500 vvt. Quando accelera (rapportato alla macchina piccola che è) sembra una moto per come sale agevolmente di giri, se sfiori il gas vai avanti con consumi bassissimi, stiamo fissi tra i 13-14 e i 16-17 km al litro, se vai nell’extra urbano percorri circa 20 km al litro disinvolto…

Il costo iniziale del mezzo è stato molto più basso di quello che ha sostenuto la mia ragazza acquistando (anche se lei ha preso una 4×4), la dotazione di serie è ricca al contrario di altre utilitarie, il motore vola, gli allestimenti interni in termini di tappezzeria, qualità delle plastiche, rivestimenti del cruscotto e insonorizzazzione, sono ottimi. Allora che convenienza ha avuto la mia ragazza ad acquistare una utilitaria 1200cc? Fissazioni, luoghi comuni diffusi tra la gente, credenze errate. E pensare che avendo scelto una compagnia assicurativa a buon prezzo, la differenza di costo assicurazione tra noi è minima (in 1°classe). Un motore 2000 non è sempre un lusso. (ah e per chi non lo sapesse, maggiore è la cilindrata e maggiore è la durata nel tempo…avremo modo nei prossimi articoli di parlarne). Insomma la mia ragazza non è un tecnico di motori e giustamente ha scelto ciò che più gli piaceva…

La BMW 320 d berlina di un mio collega motorista, consuma anche meno dell’Astra ed è anche più performante. Abbiamo aperto i motori delle più svariate auto (Fiat, Opel, Renault, Ford, Porsche. Audi, Bmw, Mercedes… di tutto), dovreste vedere come su una BMW serie 3 ogni componente sia messo al posto giusto, facile intuitivo, ben fatto, ben studiato ed efficiente. Quanto è piacevole rimontarlo; ci sarà tempo nei prossimi articoli…

Continua nel prossimo articolo…

Efficienza Rendimento e Marketing -1-

Utilitarie e supercar: il limite tra l’assurdo e il reale

E’ noto a moltissime persone che le cosidette auto piccoline “sono economiche da mantenere, sono poco costose, e si parcheggiano facilmente…”
Sapete cosa c’è di vero? Che sono facili da parcheggiare (a meno che non abbiano angoli bui sui montanti posteriori… In tal caso c’è proprio da ridere perchè stiamo parlando di un mezzo totalmente inutile).

Il comune cittadino non è un tecnico e non deve esserlo per forza, pertanto ogni giorno è costretto a fidarsi di beni e servizi che, chi ha intorno, gli offre. Vi è il luogo comune che impone a chi cerca di spendere il meno possibile su un mezzo di trasporto, di optare per la soluzione della piccola utilitaria per i motivi sopra elencati.

Il dato interessante che continua a sorprendermi  (e di cui giorni fa ho avuto ennesima conferma parlandone ad un matrimonio con il proprietario di una Ferrari 360 modena F1) è che la realtà è ben distante da ciò che crediamo.

In breve: la mia ragazza possiede una Fiat panda 4×4 ultimo modello, una macchina sobria, sbarazzina, carina, per una ragazza un bello sfizio fino a che… dopo una settimana dall’acquisto inizia ad accorgersi che la sua auto (con un motore di soli 1200 centimetri cubici ed una potenza di soli 60 cv) percorre 10 chilometri con un litro. Attenzione vi ricordo che non potete dirmi che probabilmente la usa troppo in città, anche perchè ha acquistato una macchina piccolina proprio per la città, ma anche per la campagna dove abita. E’ vero che la trazione integrale fa consumare un pò di più ma sentite…

Da tempo parlando con gli ingegneri della Ferrari ai convegni presso l’Università Politecnica delle Marche, sento dire che per via delle norme anti inquinamento, la Ferrari ha realizzato motori sempre più efficienti e con ridotti consumi al fine non di ottenere un risparmio per il cliente ma di ridurre notevolmente le emissioni inquinanti. Così mi ritrovo a parlare con il proprietario di una splendida 360 Modena F1 e mi dice, giura e garantisce (lui come altri con cui ho parlato), che il suo bolide percorre 10 km al litro ad un andatura normale (su una Ferrari per normale si intende 90-100 km/h) e arriva a 5 km al litro spingendo… Ora per la panda siamo vicini ma al contrario… percorre 10 al litro ad andatura normale (come una Ferrari) e se vai in autostrada fa anche 14 km al litro.

Io invece possiedo una clio 1.8 16valvole del 92 (la prima serie), percorre 14 – 15 km al litro quando vado piano ossia fino ai 90 orari, riprende bene in tutte le marce, dispone di 140 cv (con motore originale) e spingendo non mi risulta sia scesa mai sotto gli 8 km al litro. Ovvero persino un’auto da corsa per i giovani consuma meno di una panda. io lo trovo ridicolo. Ma forse c’è una spiegazione tecnica? C’è una campagna di marketing vera?

Continua nel prossimo articlo… Tra poco risponderemo…

Come funzionano i sottocosto? Guadagno = Ricavo – Spesa

E se il detto dice: “Nessuno ti regala niente…”

Allora come funzionano questi famosi SOTTO COSTO?

Un’azienda, è noto ad ogni economista, ma anche ad ognuno di voi, deve produrre un reddito che la porti in positivo; altrimenti dichiara il fallimento e chiude… Fine della storia. Allora cosa ci guadagna chi propone prodotti SOTTO COSTO alla clientela? Lo volete proprio sapere? Seguitemi.

Un cliente di un mio amico lavora come ragioniere presso un noto centro commerciale. Parlando mi ha raccontato la matematica del sotto costo. Essa si compone dei seguenti elementi:

  1. Attirare l’attenzione dei clienti proponendo sconti impossibili per qualunque normale commerciante (poi vedremo perchè).

  2. Andare ben oltre lo sconto matematico possibile in un comune negozio, scendendo effettivamente sotto il costo di acquisto del prodotto da parte del centro commerciale (ma vedremo in seguito come non sia sempre stato così.  In passato molti prodotti spacciati per prodotti sotto costo sono stati in realtà venduti con guadagno zero o con un piccolo margine. Tuttavia questi prodotti potevano in taluni casi appartenere a stock difettati. Prodotti identici nell’estetica ma di qualità più scadente perchè appartenenti a serie con leggeri difetti o realizzati appositamente per la distribuzione nei centri commerciali… Onestamente oggi non so se quanto appena descritto in questo punto sia più così).

  3. Caricare il prezzo di tantissimi altri prodotti che potremmo acquistare una volta arrivati al centro commerciale, un esempio chiarificatore? Bene. Ammettiamo che oggi ci sia sotto costo il cellulare che potrebbe fare al caso nostro. Ammettiamo che tale cellulare costi 160 euro al negozio in centro e che il commerciante lo paghi 140 euro. Ammettiamo che il centro commerciale lo metta in vendita a 139, ovvero un euro in meno di quanto lo paga il commerciante. A questo punto il centro commerciale perde un euro per ogni cellulare venduto, ok? Quindi i  prodotti complementari alla spesa di una famiglia verranno aumentati di prezzo per recuperare l’Euro di sconto… Per il momento tenete nella mente questo intanto proseguiamo…

  4. Cosa si intende quando si afferma che i prodotti complementari alla spesa di una famiglia costeranno di più? Significa che il centro commerciale per recuperare ciò che ha perso nel fornirvi un prodotto sotto costo, aumenterà in modo strategico il prezzo di molti dei possibili prodotti che  potreste acquistare dopo esser corsi al bancone dei cellulari. Un esempio? Pagate di solito i pelati nel vostro supermercato di fiducia 1,78 euro (prezzo di esempio), ma non vi ricordate tutti i prezzi a memoria, quindi se nel centro commerciale li troverete a 1,87 euro per voi sarà tutto normale…

  5. Ora moltiplicate quanto detto per decine e decine di prodotti e per circa 10.000 persone al giorno. Ecco che con uno specchietto per le allodole avete in realtà speso di più. E il centro commerciale che giustamente deve campare, vi ha attirato lì, non vi ha regalato niente e quello che avete risparmiato sul cellulare ve lo ha fatto pagare su frutta, verdura, pasta, pane, carne… Ma non è tutto. Esistono i furbi. E quelli ancora più furbi.

  6. Ammettiamo che ci dirigiamo verso il centro commerciale per acquistare solo ed esclusivamente il prodotto sotto costo. Non avremo altre spese? Il centro commerciale ci perderà? Non è proprio così. Il centro commerciale nei suoi conti deve per l’appunto tener conto di chi acquisterà solo il prodotto sotto costo, aumentando molti più prezzi di beni complementari di quanto voi crediate. Inoltre proprio per evitare queste perdite che mandarono in negativo di diversi miliardi alcuni centri commerciali, è stato introdotto il numero limitato ossia: “questo mercoledi 80 portatili sotto costo ecc ecc”. Gli psicologi hanno scoperto che l’attenzione viene attirata ancor di più fornendo un numero limitato che allo stesso tempo concede meno rischi imprenditoriali al centro commerciale. 80 note book a 30 euro sotto costo l’uno fanno andare in perdita di soli 2400 euro… Una bazzecola per un centro commerciale che in quel giorno, solo dall’aumento dei pelati e dello zucchero ha incassato 5000 euro in più.

  7. Inoltre dovete sempre considerare che se acquistate presso un negozio serio, professionale, di fiducia, avrete sempre un punto di riferimento per l’assistenza, consigli, ricambi e qualunque cosa di cui avrete bisogno. Il rapporto col centro commerciale finisce nel momento dell’acquisto. Non si interesserà più di voi e vi manderà presso le vendite/assistenze che spesso storcono il muso perchè il prodotto non è stato acquistato da loro.

  8. E’ tutto? Proprio NO! In base alle città so che questo può essere vero o non vero ma, vi è mai capitato di stare in coda chissà quanto per raggiungere un centro commerciale per acquistare un cellulare sotto costo e mettere 10 euro di benzina (che quasi finite al ritorno)? La rabbia, lo stress, la sveglia presto perchè “l’offerta è limitata”, i km percorsi… Vi sono convenuti? Onestamente io dico di sì, dal punto di vista economico molto spesso sì. Da altri punti di vista proprio no.

  9. Ciliegina sulla torta. Parlando con un imprenditore, proprietario di una nota marca di pasta, sono venuto a sapere cose sconcertanti. Costui un gionro mi disse:” Quando fornisco i centri commerciali, questi non mi pagano nemmeno a 90 o 120 giorni, sarà un anno che aspetto che mi paghino!” allora come risolvi il problema? “Ma, sai alla fine abbiamo dovuto optare per un abbassamento totale della qualità della pasta che forniamo ai centri commerciali.” Mi stai dicendo che non fate più la pasta buona e vi rovinate il nome perchè non vi pagano? Io preferirei non fornirgliela! “e lui “No, no, non hai capito, non è che noi non facciamo più la pasta buona; è che abbiamo diviso la produzione e quella buona la vendiamo normalmente nei soliti posti, mentre quella scadente che la riconosci dal colore più giallo, la vendiamo solo ai centri commerciali che la offrono spesso come prodotto scontato e ce la pagano quando stanno comodi…” Caspita allora Nessuno ti regala niente.

  10. Le aziende serie spesso sono tra quelle che fanno poca pubblicità (o una pubblicità moderata) e molta sostanza. Sono quelle che hanno di recente letteralmente vietato operazioni di sotto costo sui loro prodotti che troverete al medesimo prezzo sia nei centri commerciali, sia nei negozi specializzati nella vendita.  In questi ultimi però troverete il vantaggio che mai morirà un rapporto diretto con qualcuno che segue voi e solo voi prima, durante e dopo l’acquisto… Un bravo commerciante ci tiene a voi, che ne parliate bene, che facciate il passaparola, che torniate, in molti casi che vi fermiate a fare una chiacchierata… E’ un altro mondo.

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Che cos’è la pulizia dell’IVA?

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Energia solare

Purtroppo solo i grandi miti hanno capito

che è l’energia imbattibile.

Pubblichiamo inizialmente solo questa scherzosa introduzione già sufficiente per riflettere. In seguito avremo modo di creare apposite rubriche sul tema: Energia solare e pannelli fotovoltaici.

Ad un convegno sull’energia solare e il fotovoltaico a cui ho partecipato con la nostra redazione, mi hanno detto:

in Germania c’è 1 impianto fotovoltaico ogni 8 abitanti;

in Italia 1 ogni 80.000 abitanti circa…

Sconcertante, da noi il sole non manca, anzi…

Per chi come me era bambino negli anni 80 voglio ricordare che esisteva un famoso cartone animato: “Daitarn 3” il quale già all’epoca vedeva nell’energia solare la forza più imbattibile 🙂

I colori regnano nella tua mente…

E forse non lo sai quanto ti influenzano

Ogni colore che vediamo intorno a noi ci influenza costantemente senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Fior fior di esperti lavorano dietro ai colori che deve avere il reparto frutta di un supermercato ad esempio. Avete mai notato come negli ultimi anni in molti supermercati siano state abbandonate lampadine economiche e che non consumano tanto per faretti alogeni che risaltano i colori della frutta sotto esposta? Arriveranno bollette molto più alte, ma il tutto verrà compensato da una maggiore vendita di frutta. Perchè? perchè sotto quei faretti sembra più bella, più viva…

I colori delle confezioni di molti prodotti sono studiatissimi per affascinarti, sedurti anche al tatto. Alcune note marche si spingono persino a scegliere un cartone vellutato dal colore pastello… Vorresti quella scatola anche non sapendo cosa c’è dentro. Basta che non sia troppo leggera. E’ vero? Ma di questo ne parleremo in seguito…

Anche il peso della confezione ha il suo valore per chi compra; ma la cosa più importante è proprio il colore. Ma qual è il significato dei colori? Vediamoli insieme:

  • Giallo: il colore dell’ambizione, chi è molto ambizioso ha una passione per il giallo (ma potrebbe non essere il suo unico colore preferito); è un colore stimolante, vivace, radioso; il colore di chi desidera rapporti liberi, che contribuiscano al loro personale sviluppo (lunghi viaggi, voli, desiderio di essere altrove). Giallo è il colore del sole, il colore chiaro, luminoso che alimenta la vita. Giallo per chi è attivo e ama le novità sia che si tratti di svago, sia di lavoro o relazioni personali. Giallo per chi è sempre teso al reaggiungimento della felicità, chi non esita troppo ad abbandonare gli affetti e il lavoro se non stanno al passo con i ritmi che si auto impone… Il rischio di chi ama troppo il giallo è di peccare di superficialità. Giallo significa indipendenza e aumenta la facoltà critica di giudizio. La sua energia è tipicamente maschile. L’essenza del giallo è il distacco per questo si usa quando si cerca di prendere le distanze dall’attività di altri. QUALI PRODOTTI AVETE TROVATO IN VENDITA CON LA CONFEZIONE GIALLA?

  • Rosso: il colore dell’energia più esplosiva, dell’aggressività, del fuoco e della passione…Circondarsi di rosso provoca reazioni forti nella nostra mente, un lucido stato di allerta. Porta a farzi coinvolgere dalle situazioni. Chi ama il rosso non tollera né ritardi né ostacoli nell’ottenere ciò che vuole. Il domani per chi ama il rosso non esiste, ogni nuova esperienza la deve provare “subito”. Entusiasmo e forte carica erotica sono le doti vincenti di chi ama il rosso ma si può finire col fare l’errore di sottovalutare i pericoli. Ci sono dei medici che affermano che il rosso che da sull’arancio sia il colore con il più intenso effetto eccitante; osservando a lungo questo colore il respiro si fa più veloce, il polso accelera e anche la pressione sanguigna aumenta… Molto usato nello sport… ora capirete perchè… Il rosso corrisponde alla fiducia nella propria forza, alla stima di sé. In chi non lo ama, il rosso causa sovraeccitazione, irritazione, disgusto.

  • Verde: Aiuta a sentirsi alleggeriti, la parola chiave è equilibrio; infatti la radiazione luminosa alla quale corrispopnde si trova al centro dello spettro solare. Da usare per distaccarsi dai problemi lavorativi e personali. Ma non solo. Ami il verde? Allora sei convinto che il mondo abbia bisogno di essere migliorato e che la persona giusta sei tu. Chi ama il verde non si limita a pianificare la propria vita ma vorrebbe raddrizzare anche quella altrui. Il verde trasmette un senso di stabilità, solidità, perseveranza e costanza.

  • Blu: La sua percezione cromatica provoca rilassamento, calma. Riduce i battiti cardiaci e la pressione sanguigna. E’ il colore del riposo, simboleggia la notte. Ha l’energia del rilassamento, della pace e dell’apertura verso l’esterno. Il colore delle persone sensibiliche riescono con facilità ad entrare in contatto con i sentimenti degli altri. Chi ama il blu ha un elevato gusto estetico e un alto concetto dell’onesta etica e per questo tende ad evitare le persone di cui non si fida totalmente.

  • Nero: La scelta di questo colore rivela la tua personalità anticonvenzionale: regole e divieti per te non esistono. Rischi di fare scelte sbagliate solo per dimostrare di poter fare sempre quello che decidi tu anche quando la sorte ti è avversa.

  • Rosa: il colore dell’energia spirituale. trascende la femminilità. La chiave del rosa è l’idea della liberazione. E’ un colore che spinge al cambiamento.

  • Viola: Simboleggia il sonno e l’inconscio e infatti il viola è l’ultima radiazione luminosa visibile dello spettro. Da usare quando ci si sente che gli altri sono superiori e si fa l’errore di tendere a sminuirsi

  • Marrone: Colore di chi è sensuale e fa della fisicità la sua caratteristica più evidente, colore di chi media con il corpo i propri sentimenti, colore di chi per ritrovare serenità si concede spesso dei massaggi… Colore di chi ha un pò paura di rischiare e preferisce chiudersi in casa piuttosto che soffrire…

  • Grigio: Colore di chi è chiuso nel proprio guscio protettivo e non permette che il mondo esterno lo possa toccare. Non ami partecipare anche quando sei in mezzo alla gente ma ti limiti ad osservare gli eventi con distacco. Eviti di soffrire ma non permetti a te stesso/a di provare emozioni e sentimenti che rendono la vita degna di essere vissuta.

Skizzo - Feel good with color terapy

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