L’Italiano, la Matematica e la Comunicazione visiva

Rubrica: Il fantastico mondo della comunicazione, Narrativa

Titolo o argomento: Il legame tra la lingua italiana, la matematica e la comunicazione visiva

L’Italiano e la Matematica si coniugano trionfalmente nelle espressioni logiche. Il primo ha bisogno della seconda per la formulazione di frasi che abbiano un senso, per l’appunto, logico.
Al contempo la matematica ha bisogno dell’italiano per esprimere i suoi fondamenti, i suoi assunti, le sue ipotesi, le sue dimostrazioni…
I numeri nutrono le espressioni logiche e le lettere le raccontano.
La comunicazione visiva, infine, tramite le arti grafiche, può esprimere queste miscele universali facendo uso delle figure retoriche.
Nuovamente il segno grafico ha bisogno delle lettere e le lettere hanno bisogno di un segno grafico ed entrambi hanno bisogno dei numeri per avere un senso che si esprime attraverso i tre.
Ed ogni cosa è avvolta dentro un codice che fa capo al Creatore dell’Universo… e del codice.

Raffaele Berardi

Di seguito il medesimo elaborato che ho scritto però coniugando testo, logica, grafica e un piccolo tributo all’Identità di Eulero. Appare evidente come la resa sia più piacevole o, quantomeno, di maggiore effetto. A mio avviso la presenza di colori e la fluenza delle linee rende il testo più armonioso, in grado di dislocare il lettore dal monitor ed accompagnarlo in un percorso itinerante da una dimensione di partenza (il luogo fisico ove ha avuto accesso a questo articolo) ad un’altra di sviluppo (dove sta elaborando i pensieri suscitati non solo dal testo ma anche dall’accostamento dei colori, delle ombre, dello sfondo, delle linee arzigogolate, della sua personale fantasia reattiva).

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Literature

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Comunicare con le formiche

Rubrica: Il fantastico mondo della comunicazione

Titolo o argomento: Comunicare con le formiche

Come molti lettori mi confermano di aver intuito, sono un amante della comunicazione. Ed anche se condivido appieno il pensiero espresso dai Litfiba nella canzone Apapaia (Litfiba. “Apapaia”. 17 Re, I.R.A. Records, 1986) che afferma “Si può vincere una guerra in due… ma è più difficile cambiare un’idea”, sono sicuro che sia comunque più facile trovare una soluzione per comunicare un diverso modo di pensare ad una persona, piuttosto che ad un’altra specie (nella fattispecie non domestica).

Una stramba idea

In rari casi però accade qualcosa che smentisce il pensiero comune; qualche anno fa mi sono messo in testa la stramba idea di far capire alle formiche, che facevano visita ogni primavera/estate nel mio studio, che la loro presenza nei miei spazi non rappresentava proprio l’ideale per me…

Il mio obiettivo era quello di evitare metodi drastici, quali ad esempio il ricorso a veleni, e cercare invece un metodo per comunicare che fosse riconosciuto “in qualche modo” dalle formiche come un pacifico segno di non gradimento.

Un comportamento ricorrente: La prima sentinella

Per anni ho osservato un comportamento ricorrente: con l’esaurirsi di giornate fredde e piovose, una colonia di formiche residente nel mio terrazzo inviava una prima sentinella in studio ad operare un perlustramento. Dalle zone raggiunte, e dal tempo dedicato a perlustrarle, sembrava si trattasse di un’attenta analisi per valutare l’ambiente e le affinità con le loro necessità di trovare un riparo, un clima ideale, possibili fonti di cibo, assenza di insetti pericolosi…

Un comportamento ricorrente: Reazioni a risposte aggressive

Puntualmente rispondere a questa visita con un veleno o con l’utilizzo di un aspirapolvere, si traduceva nell’arrivo di un maggior numero di sentinelle. Quasi come se una fosse incaricata di cercare la collega scomparsa (o quantomeno capire le dinamiche dell’accaduto, ad esempio la presenza di un insetto minaccioso), un’altra dovesse proseguire l’operato non portato a termine e un’altra ancora dovesse verificare, in difesa, eventuali anomalie da riferire alla colonia.

Quella in difesa generalmente restava nei pressi della finestra o dei microscopici buchi nel muro che portavano alle gallerie di comunicazione con il terrazzo esterno. Proseguire nell’utilizzo di mezzi “drastici” non portava altro che un continuo incremento nel numero di formiche che iniziavano il loro assedio allo studio che ben presto diventavano “centinaia”.

Una folle alternativa…

Gradualmente ho desistito dall’usare atteggiamenti bellici ed ho bandito l’uso di veleni, aspirapolveri, ciabatte e quant’altro. L’idea è stata quella di ricorrere ad un pacifico foglio di carta sul quale facevo salire ogni formica per poi riaccompagnarla in terrazzo senza provocarle danno alcuno. Dopo un’iniziale fase di tentennamento in cui io stesso credevo di essere impazzito, ho iniziato a verificare i risultati ottenuti ed il loro ripetersi “matematico” di anno in anno fino a farmi presumere quest’anno di aver avuto la conferma definitiva che la colonia di formiche comprende il mio messaggio.
Ogni tanto è accaduto di doverne riaccompagnare una fuori, ci vuole perseveranza… ma a centinaia non sono più entrate nel momento in cui ho mostrato rispetto per la loro realtà.

Infatti ho potuto osservare, per anni, che senza ricorrere a soluzioni nette il loro numero in ingresso in studio è calato drasticamente fino a raggiungere lo zero, ma non solo… Avendo addirittura la “folle” accortezza di riaccompagnare fuori garbatamente le poche inviate a perlustrare lo studio, ogni qualvolta arriva la bella stagione, queste intuiscono che la loro presenza non è gradita e interrompono da sole ogni forma di accesso.

Condizioni ideali

Il fenomeno è facilmente aiutato dall’assenza di briciole anche impercettibili (quindi evitando situazioni davanti alle quali non è possibile alcuna forma di comunicazione, in tal caso infatti si annulla ogni amnistia e la ricerca di cibo diventa prioritaria anche davanti all’evidente rischio per la vita), dal lasciare che piccoli ragni tessano le proprie tele nei pressi degli angoli di finestre e portefinestre e dalla pulizia generale del luogo. Inoltre se l’ambiente risulta deumidificato le formiche rinunciano ancor più facilmente alle loro visite in quanto il loro corpo è ricoperto da una patina umida che non deve mai mancare e che invece viene facilmente asportata dalla presenza di polveri come il talco o da deumidificazioni eccessive (che in realtà ledono anche l’organismo umano arrivando persino a disturbare la formazione di saliva nei casi eccessivi).

La memoria collettiva

Ho osservato inoltre, ripetendo l’esperimento negli anni, che la colonia di formiche ha una memoria collettiva compresa tra i due ed i tre anni. Nel senso che tendono a ricordare per circa due estati che l’accesso in studio, anche con le finestre aperte e le gallerie attive, non deve essere effettuato. Allo scadere di questo termine ci riprovano o perché l’informazione è andata persa o perché ritengono di poter provare nuovamente, difficile a dirsi.

Differenze tra la campagna e la città

La prova si è svolta con successo in ambiente di campagna (con risultati analoghi e ripetibili negli anni) ma quando è stata ripetuta in città, è emerso un fare più aggressivo delle formiche metropolitane che non ha permesso la riuscita dell’esperimento (probabilmente per l’ambiente più ostile).

Inaspettata collaborazione

Vedere le formiche sulle soglie di porte e finestre, lì, a un passo, che però non entrano più è una situazione molto curiosa così come è curioso osservare che una volta cercavano di scappare dal foglio di carta con il quale le raccoglievo e adesso, invece, pazientemente salgono da sole come se già sapessero che tanto non accadrà loro nulla. Gagliardo! I rappresentanti del potere non capiscono come stare in pace anche di fronte alle diversità, le formiche sì. E poi dicono che l’uomo sia la specie più intelligente…

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Literature
Il fantastico mondo della comunicazione

Comunicare con le formiche

Formica operaia nell’esercizio delle proprie funzioni…
Con due sue colleghe avevano appena portato via provviste di cibo
(un ragno passato a miglior vita). L’azione si svolge sulla soglia
della finestra del mio studio, soglia che non oltrepassano più in
seguito ai nostri “accordi”. La lunghezza della formica in foto
è di 4 millimetri.

La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 3

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Questo articolo segue da:
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Comunicazione

La comunicazione a costo zero (10+)

In diversi paesi del Nord Europa (vedi ad esempio la Svezia) l’uso del cellulare è gratuito senza tariffe da pagare, è sufficiente ascoltare un messaggio pubblicitario prima di iniziare la telefonata. In altri paesi emancipati (anche dell’est Europa) Internet è gratuito per le strade ed il wi-fi è largamente diffuso nelle piazze a disposizione di tutti, creando tra l’altro ottime occasioni di aggregamento sociale.

Internet condominiale (10+)

Grazie ad Internet condominiale (una trovata che mi hanno mostrato diversi studenti universitari, tra i più arzilli di Italia, e che solitamente sviluppano da soli) gli studenti pagano l’ADSL anche solo 1 euro al mese anziché circa 30 (a parità di servizio erogato). Certo la banda diminuisce se si collegano in troppi contemporaneamente; se c’è un problema bisogna uscire dall’appartamento per raggiungere il router e magari riavviarlo e tutto quello che volete, ma… se uno economicamente non può, almeno ha una alternativa possibile. Con qualche sacrificio ma possibile. Questo lo si ottiene da soli semplicemente effettuando un unico normalissimo contratto presso il fornitore del servizio di fiducia e installando poi, altrettanto autonomamente, un router condominiale che invii ai vari appartamenti degli studenti la linea. Lo stesso sistema, invece di essere riproposto in egual maniera a qualunque altro cittadino, viene offerto sempre e solo con contratto individuale per famiglia, anche nel caso delle offerte riservate ai condomini, azzerando di fatto i vantaggi economici che un uso comune può portare (si veda anche il Cohousing).

Continua…

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La continua lotta contro il sistema Italia: Introduzione
La continua lotta contro il sistema Italia: Il tempo
La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La sanità
La continua lotta contro il sistema Italia: Le infrastrutture
La continua lotta contro il sistema Italia: L’istruzione e la formazione
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La giovane impresa – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 3 + VIGNETTA
La continua lotta contro il sistema Italia: La tecnologia – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Intro
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 1
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La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 4
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 5
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)
La continua lotta contro il sistema Italia: La qualità della vita
La continua lotta contro il sistema Italia: La privacy
La continua lotta contro il sistema Italia: La tranquillità
La continua lotta contro il sistema Italia: La matematica
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 1
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 2
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 3
La continua lotta contro il sistema Italia: Conclusioni – Parte 4

Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa
Tecnologie innovative al bivio: Questione di attriti
Tecnologie innovative al bivio: Il curioso caso TESLA Motors
L’alternativa che manca dimostra che non c’è democrazia
Nuova offerta tecnologica per l’auto elettrica da battere: la TESLA Model S

La nazione come il Monopoly
I tre assiomi dell’economia di mercato. + VIGNETTA
Il modello della crescita costante e continua non esiste
L’illusione di una nuova vita all’estero

Comunicazione

Superconduttori e supercomunicatori: l’arte penetrante della comunicazione

Rubrica: Il fantastico mondo della comunicazione

Titolo o argomento: L’arte penetrante della comunicazione

I materiali superconduttori permettono il passaggio privo di resistenza delle cariche elettriche in determinate condizioni fisiche. Esistono materiali con capacità più o meno conduttive in base a come sono strutturati a livello molecolare. Nella comunicazione avviene la stessa cosa, ci sono persone più o meno comunicative ovvero più o meno capaci di trasportare un concetto da un cervello ad un altro. Tuttavia anche i cervelli, come i materiali, non sono tutti uguali. Esistono infatti cervelli permeabili, cervelli filtranti o completamente impermeabili così come esistono materiali superconduttori, conduttori o isolanti.

L’arte della comunicazione non è propria di tutti, ognuno riesce a far passare solo un certo tipo di informazioni e solo in un certo modo verso ben precisi destinatari. Quello che è certo è che un buon comunicatore conosce la strada più semplice, e preferita dall’interlocutore, per trasferirgli un messaggio. Che il messaggio sia utile o meno, sincero o meno, non importa; egli sa come farlo arrivare incontrando la minore resistenza possibile nella ragione dell’altro. Ci riesce perchè conosce il metodo per evitare le barriere mentali ed essere piacevole, esattamente come le basse temperature permettono ai superconduttori di assumere resistenza nulla ed espellere al loro esterno i propri campi magnetici agevolando notevolmente il passaggio delle cariche elettriche.

Non importa se con il passaggio delle cariche verrà alimentato un dispositivo utile o nocivo, in quelle determinate condizioni esse passeranno liberamente e con le migliori prestazioni. Lo stesso nella comunicazione. Una volta scoperta la “combinazione”, il “setup” migliore per l’accesso libero e agevolato ad un cervello, ecco che questo non si opporrà al passaggio di concetti anche distorti o, persino, inutili e inconcludenti. Tutto sta nel trovare le condizioni idonee affinché vi sia un passaggio veloce e privo di resistenza o con una resistenza ridotta ai minimi termini.

Fino a prova contraria però gli esseri umani sono sì fatti anche loro di molecole, atomi, elettroni, ma hanno quel qualcosa in più che li dovrebbe spingere a dire: “Sì con queste condizioni puoi effettivamente attraversarmi facilmente, tuttavia io lo sto impedendo perchè il fine non è da me condiviso”. Il pulsante che attiva un ordigno nucleare è fatto di molecole, atomi, elettroni, proprio come noi, ma questo non può valutare il fine ed opporsi. Così lascia che alla sua pressione le cariche attraversino i suoi contatti al fine di trasmettere un segnale di attivazione. Noi invece abbiamo dei sensi, una coscienza, un pensiero, un intuito, una logica che ci possono far “ragionare” e che, a fronte di un impegno mentale, dovrebbero evitare che ogni quisquilia ci attraversi generando le più disparate conseguenze. Ma la realtà è che messi nelle giuste condizioni, lasciamo che ogni concetto ci attraversi pur avendo noi i mezzi per impedirlo (che puntualmente non usiamo o non abbiam voglia di usare). Molto spesso non sappiamo filtrare le comunicazioni nocive e crediamo a tutto ciò che ci attraversa. Sovente veniamo persino suggestionati senza accorgercene e produciamo come risultato un pensiero che riteniamo nostro ma che è figlio di timori indotti.

A questo punto mi chiedo: “Siamo dei semplici conduttori noi?”. Trattasi ovviamente di una tipica domanda retorica e provocatoria la cui risposta, personalmente, orbita sempre attorno al medesimo concetto: se non siamo correttamente istruiti, formati, preparati fin da piccoli nei vari livelli di istruzione, non avremo mai (o quasi mai) gli strumenti per utilizzare al meglio le nostre capacità e difenderci quando ci viene propinata l’insensatezza. Qualunque cosa, nell’inconsapevolezza, potrà facilmente attraversarci. Ecco, nel paragone, l’ignorare permette il passaggio facilitato di concetti nel cervello così come le basse temperature permettono il passaggio libero delle cariche nei superconduttori.

Continua…

Superconduttività
Necessita di: materiale superconduttore, temperature prossime allo zero assoluto (0 Kelvin)
Va da: un estremo all’altro di un materiale superconduttore
Il fenomeno presenta: espulsione del campo magnetico all’esterno, resistenza nulla
(passaggio libero delle cariche elettriche)

Supercomunicazione
Necessita di: persona supercomunicatrice, menti permeabili
Va da: cervello 1 a cervello 2
Il fenomeno presenta: espulsione della ragione, resistenza nulla
(passaggio libero dei concetti)

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Superconduttori e supercomunicatori: l’arte penetrante della comunicazione
Superconduttori e supercomunicatori: dalla scienza esatta all’irrazionalità del dubbio

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Le basi della comunicazione in pubblico

Rubrica: Il fantastico mondo della comunicazione

Titolo o argomento: Una buona comunicazione parte da semplici regole
Buona la prima

Ricordando che “non avrete mai la seconda possibilità di fare una buona impressione la prima volta” (questa espressione arriva un attimo dopo ma è alquanto efficace e, onestamente, non è mia), quando parlate davanti ad un pubblico, specie le prime volte, tentate (anche se in realtà dovreste riuscirvi pienamente) di seguire gli accorgimenti che seguono.

Questione di toni

Alzate il tono ed il volume. Per esporre la vostra idea è necessaria una voce sicura, non occorre urlare, anzi va assolutamente evitato, ma un tono distinto, sicuro, con parole ben scandite e la profondità conferita dal diaframma sono realmente indispensabili per raggiungere piacevolmente le orecchie del vostro pubblico (per raggiungere anche il cervello dovrete esprimere anche concetti sensati, ma questo è un altro punto).

Il microfono

Tenete il microfono 10 centimetri sotto il mento con la mano che lo regge attaccata allo sterno. Tenere il microfono volante rischia solo di dar luogo a fastidiose variazioni di volume specie dove sono assenti impianti di microfonia professionali.

Il sorriso

Sorridete. I seriosi non hanno mai convinto nessuno. Attenzione! I seriosi non hanno mai convinto nessuno, non i seri, vi è una sostanziale differenza tra serio e serioso (scoprila da solo leggendo semplicemente un dizionario). In ogni caso sorridete in modo garbato al fine di esprimere serenità, evitate quindi sorrisi forzati modello ebete.

Nome e cognome

Presentatevi con il vostro Nome e Cognome. Il vostro pubblico deve sapere chi siete, a chi rivolgersi per delle domande, dei chiarimenti e quant’altro. Inoltre non fate mai l’errore di presentarvi dicendo prima il cognome e poi il nome, non è professionale.

Credeteci voi per primi – parte prima

Se non siete sicuri di voi stessi, rischiate di oscillare tra l’insicurezza e l’arroganza ossia tra la possibilità di non convincere nessuno e quella di passare per dei saccenti che avanzano pretese di credibilità. Quando si presenta qualcosa, un progetto, un idea, un’azienda ci si aspetta che quanto si stia affermando corrisponda ovviamente al vero; in tal caso non esitate a giocarvi il cuore, la passione essendo genuini ma non deboli. Il pubblico avvertirà quello che realmente provate e, anche se vi gaserete un po’, non passerete certamente per insicuri ma nemmeno per antipatici arroganti.

Coinvolgete con lo sguardo

Guardate gli interlocutori, usate lo sguardo per farvi un giro panoramico di tutte le file di sedie. Coinvolgete anche solo con lo sguardo. Anche se può sembrarvi bizzarro potete allenarvi a parlare e guardare le varie postazioni degli uditori in una sala vuota. Non guardate troppo a lungo lo schermo del proiettore, così come il vostro notebook o dispositivo elettronico del momento e, non sia mai… evitate di guardare il pavimento. Per superare la paura ed i timori delle “prime volte” potete fingere di guardare delle persone e magari osservare oggetti a loro vicini. State tranquilli, nessuno se ne accorgerà. Voi avete mai capito chi è che guardano gli oratori alle conferenze? Io non mi giro a scoprirlo : ).

Registratevi e riguardatevi

Quando tenete una conferenza fatevi registrare (meglio se un filmato) in modo che possiate riosservarvi e rendervi conto da soli degli errori commessi: eccessi di timidezza, comportamenti poco coinvolgenti, basso volume della voce, sguardi persi…

Di quello che dirai, dillo, dì di averlo detto

Fate perno sulla fondamentale regola della comunicazione in pubblico “Di quello che dirai, dillo, dì di averlo detto”. Questo significa che dovete assolutamente introdurre, meglio se in maniera ordinata, i temi che affronterete (magari fornendo motivazioni attrattive), dovrete poi esporli (come promesso) punto per punto (del resto il tuo pubblico è lì soprattutto per i vostri contenuti) ed infine concluderete, magari con delle riflessioni  sugli argomenti trattati , al fine di confermare che quanto promesso è stato mantenuto. A questo punto, se vi siete correttamente presentati, potrete soddisfare le curiosità che vi giungeranno tramite domande degli uditori.

La respirazione

Prima di andare in pubblico respirate con la pancia tenendovi la mano sopra. Evitate la respirazione di torace per evitare di alimentare ansia, tachicardia, stress, affanno ed una conseguente pessima esposizione. Fate qualche esercizio di respirazione con la mano sulla pancia coinvolgendo quest’ultima nella respirazione, vi sarà utile per distendersi (certo che spiegarlo tramite un articolo di un blog non credo sia il massimo… perdonatemi).

Il pensiero

Sempre nel caso siate timorosi di esporre in pubblico, prima del vostro momento cercate di pensare a qualcosa di bello, che vi appassioni e vi dia gusto. Vi aiuterà ad entrare in sala con un’aria positiva e più rilassata.

Credeteci voi per primi – parte seconda

Sentitevi coinvolti se volete coinvolgere. Credere nelle proprie idee aiuta a trasportare gli altri attraverso le vostre visioni. Quando il pubblico vi vede presi, inizia a fantasticare su quanto state proponendo cercando di immaginare cosa voi provate ed il gusto che ne traete nonché quello che ne potrebbe trarre egli stesso.

Il jolly in tasca

Tenete sempre il Jolly in tasca, non è raro infatti che qualcuno tenti di mettervi in difficoltà con domande del genere: “Perchè dovremmo investire sulla sua idea?”. Ebbene, se non avete risposte pronte a simili domande (ce ne sono in realtà molte di più) addio alla vostra credibilità e, a meno che non siate un gruppo dove altri vostri colleghi sono in grado di esporre meglio un concetto dove sono più preparati, addio anche al vostro progetto : ).

Conclusioni

Concludendo, andate a qualche conferenza prima di tenerne una vostra e cercate di domandarvi cosa non vi è piaciuto delle conferenze alle quali avete partecipato ed il perchè. Cercate di accorgervi di cosa stava accadendo mentre avete iniziato a sbadigliare, mentre siete andati altrove con il pensiero, mentre avete iniziato ad agitare la penna, a muovere le gambe, a desiderare di andar via. Pensate poi a cosa avreste voluto invece sentire in quel momento e come.

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Guidate il vostro pubblico nel vostro ballo…
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La vera rivoluzione della comunicazione

Rubrica: Metodi. Alternative lifestyles, work and study

Titolo o argomento: Un nuovo modo di comunicare, un ulteriore step evolutivo per l’uomo.

La vera rivoluzione della comunicazione non risiede in un modem 56K, né nelle successive ADSL, fibre ottiche e connessioni satellitari perchè, sebbene siano tecnologie avanzate con un potenziale enorme, il nucleo sul quale si fondano è un inflazionato internet. Uno strumento di larga connessione mondiale all’interno del quale predomina tutto e il contrario di tutto, all’interno del quale l’impossibilità di comprendere, almeno nell’immediato, chi dice il vero, e chi invece afferma il falso, si trasforma in una vera impresa. Uno strumento dove un’informazione di gran valore è sempre circondata da milioni di informazioni fuorvianti che rendono quasi impossibile essere sicuri di qualcosa. Uno strumento che non è facile imparare ad utilizzare correttamente per estrarne gli effetti migliori, uno strumento che può persino diventare pericoloso, procurare dipendenza, oscurare la mente e la capacità di ragionare con pensieri logici. Uno strumento che troppo spesso rischia di diventare un tentativo di fuga dalla realtà cercando riparo nel virtuale. Uno strumento che se preso nelle dosi sbagliate ti allontana dalla realtà, l’unica vera fonte concreta che ti circonda quando esci di casa guardandoti intorno ed osservando curioso il mondo con le sue bizzarre esibizioni.

No la vera rivoluzione della comunicazione non è un modem, una connessione, quell’enorme porzione di rete confusa, fraintendibile e fuorviante, né tantomeno lo strumento digitale che utilizzi per connetterti. La vera rivoluzione della comunicazione si fonda sul riuscire a scambiare “qualcosa” con “chi” ha una preparazione e/o un’istruzione differente dalla tua, ha un reddito e/o una situazione sociale differente dalla tua, appartiene ad una generazione differente ed ha osservato il mondo da punti di vista diversi dai tuoi, ha un’esperienza differente dalla quale ha ricavato impressioni differenti. La vera rivoluzione della comunicazione è lo scambio interculturale tra persone diverse, incongruenti, attualmente inconnettibili. Riuscire a far questo comporta una concreta rivoluzione nella comunicazione e, ahimé, è oltremodo difficile riuscire nell’impresa specie ora che sono sempre meno coloro  in grado di effettuare ragionamenti logici, completi, utili, coerenti, consistenti e ad ampio raggio con uno sguardo sempre volto al futuro e, solo parzialmente, all’immediatezza. Zichichi circa le reali rivoluzioni e conquiste dell’uomo fa notare che sino ad oggi ci sono stati tre principali step evolutivi, quello del linguaggio seguito da quello della logica e, nelle ere più recenti, la conquista della scienza.

Linguaggio

Il linguaggio permette la comunicazione tra gli uomini, e non solo… basti pensare semplicemente alle molteplici interazioni che l’uomo ha con gli animali, ad esempio, o con tecnologie elettroniche a riconoscimento vocale: comandi vocali per l’attivazione di dispositivi, allarmi, cellulari. In principio la comunicazione avveniva esclusivamente tramite gesti e soltanto in un secondo momento si è arrivati ad evolvere i suoni emettibili dalle corde vocali per formare le parole (senza considerare poi il linguaggio del corpo e l’avvento della scrittura). Insomma tramite il linguaggio trasmettiamo idee e pensieri al nostro interlocutore, una conquista enorme. Il linguaggio permette addirittura di scoprire la memoria collettiva permanente, nota come scrittura, ma allo stesso tempo accusa dei limiti notevoli, esso infatti permette di dire tutto ed il contrario di tutto, come è stato osservato grazie al Paradosso del mentitore (Epimenide). Quindi il linguaggio, da solo, non è sufficiente…

Logica

Nasce così la logica (dal greco logos, ovvero “pensiero”, “idea”, “argomento”, “ragione”) con conquiste inestimabili quali ad esempio la Geometria Euclidea ed il concetto di Infinito. La logica si occuperà di studiare il ragionamento allo scopo di mettere a fuoco quali procedimenti di pensiero sono validi e quali no dimostrandone al contempo il perchè.

Scienza

La più grande conquista dell’intelletto umano, da un punto di vista metodologico la si può suddividere in tre principali filoni, quello deduttivo-convenzionalistico di cui fanno parte la logica, la matematica e la geometria; quello sperimentalistico di cui fanno parte la fisica, la chimica, la biologia, ecc. ed infine quello sistematico-classificatorio che caratterizza in maniera sostanziale le Scienze biologiche. Il senso etimologico del termine Scienza intende “conoscenza”, il senso generale intende “tutta la conoscenza” ed il senso più ristretto intende “un insieme di conoscenze particolarmente vagliate e logicamente ordinate.

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Il paradosso del mentitore

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Uno strumento risulta davvero utile quando è usato nel modo più appropriato ed è
circondato a sua volta da altri strumenti complementari utili al fine unico di effettuare
un buon lavoro con il giusto sforzo. Utilizzare una chiave da officina per battere su un
organo che non si smonta, a poco, se non a nulla, servirà. Utilizzare la medesima chiave
per avvitare/svitare un dado offrirà sicuramente un’esperienza migliore per effettuare
un serraggio nel modo più intelligente e confortevole. La comunicazione funziona
esattamente allo stesso modo

Note sul Copyright

Questo articolo fa parte di una serie di articoli, sparsi su questo blog, che fungono come una sorta di anteprima di alcuni capitoli dei libri che ho scritto e sto scrivendo. Non è pertanto permesso utilizzare le idee personali espresse dall’autore per qualunque scopo diverso dalla pura e semplice lettura. Un esempio chiarirà quanto appena espresso: è permesso leggere il contenuto, commentarlo, citarlo riportando la fonte, proiettarlo in aula a scuola o all’Università citando la fonte o accedendo direttamente al sito, ma non è assolutamente permesso lucrare su quanto scritto al fine di realizzare ad esempio uno spot pubblicitario. Le azioni legali sono alla nostra portata.