Impresa, giovani imprenditori e finanziamenti

Dalla comunità europea fino al più potente motore di ricerca

Oggi vi “linko” (voce del verbo linkare, sost.: link 🙂 ) due siti con contenuti assai interessanti per coloro che hanno la passione per l’impresa, che vivono l’impresa e che necessitano di un contributo per crescere, sviluppare, evolversi o semplicemente affrontare delle spese particolari in un momento poco proficuo.

Commissione europea:
http://ec.europa.eu/youreurope/business/access-to-finance/italy/index_it.htm

Il sito della Commissione europea “La tua Europa” sul quale trovate la pagina relativa alla Direzione Generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali (DGIAI) del Ministero dello Sviluppo economico, la quale coordina e gestisce gli interventi agevolativi a favore delle imprese.

La DGIAI concede ed eroga agevolazioni finanziarie alle imprese, al fine di sostenere importanti obiettivi di politica industriale quali le attività di ricerca e sviluppo e l’innovazione tecnologica, interventi per le situazioni di crisi industriale, agevolazioni per le aree meno sviluppate e il sostegno per l’accesso al credito per le piccole e medie imprese.

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Google Ventures:
http://www.google.com/ventures/

Il sito che Google ha realizzato specificatamente per comunicare il suo desiderio di finanziare le imprese di tutti i settori in qualunque fase di crescita loro si trovino. Non nascondono che sono particolarmente interessati alle aree nelle quali Google può avere accesso con il suo team, ossia l’intero mondo delle tecnologie e di tutto ciò che permette alle imprese di poter raggiungere un maggiore successo. Google afferma chiaro e tondo di investire per il ritorno finanziario (e ci mancherebbe…), questo significa che gli autori delle idee che verranno valutate come “fattibili” e che verranno finanziate, avranno una conferma in più (grazie ad un team di esperti) della reale qualità della loro idea.

Business plan

Recentemente sono stato a contatto piuttosto da vicino con diverse aziende. Questo perchè sto effettuando delle collaborazioni per produrre particolari prodotti insieme a loro. Ebbene una cosa mi ha sorpreso più di altre… Oggi un’idea è importante ma, sempre con maggiore frequenza, capita che non sia più sufficiente come una volta. Allegato all’idea ti viene richiesto una sorta di business plan. Curioso perchè prima ogni divisione di un’azienda si preoccupava di un preciso compito. Oggi invece se hai un’idea fattibile, interessante, concreta, potrebbe non essere abbastanza. La crisi ha davvero cambiato tutto. Devi sapere già come realizzare un piano di impresa che la renda realmente un’idea vincente. Devi sapere come convincere i possibili acquirenti a comprare e, se tali acquirenti sono a loro volta delle aziende, devi già sapere tu per loro come potrebbero procurarsi i fondi per questo acquisto, con che modalià e da chi: lo stato, gli incentivi, le banche, i guadagni previsti dall’utilizzo del prodotto offerto, eventuali noleggi di prova, pubblicità, fiere e convegni…

Oggi hai un’idea? Bene!
Hai studiato con essa anche un piano di impresa valido e fattibile? Molto meglio!!

Nel primo caso non puoi, per quanto ottima sia l’idea, andare oltre l’idea stessa. Nel secondo caso puoi sperare forse di raggiungere un traguardo con l’opportuno appoggio di grandi aziende che devono realmente credere in te. Sebbene possa essere incredibile per molti, questo è ciò che ho riscontrato. Curioso vero?

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10 Ottimi motivi per cui…

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Conviene davvero essere grandi?

essere piccoli vi renderà più forti dei grandi.

  1. Se la vostra impresa non ha dimensioni enormi (sia che la stiate ancora progettando/sognando, sia che l’abbiate già avviata) sarà più facile tenerla sotto controllo senza affidare tale compito ad altri che non sapranno mai farlo bene come voi. Mi riferisco a tutti gli organi che sono presenti in grandi imprese a partire dagli amministratori, passando per gli organi di controllo, per arrivare fino alle direzioni…

  2. Se la vostra impresa non ha dimensioni enormi, in caso di imprevisti, gli sbalzi di reddito saranno minori e maggiormente controllabili.

  3. Se la vostra impresa non ha dimensioni enormi in caso arrivi il giorno di chiudere non dovrete mandare a casa centinaia di dipendenti e famiglie…

  4. Gli enormi vantaggi delle grandi dimensioni sono ormai svaniti. La maggior parte delle grandi aziende non assumono, tagliano. Quasi il 100% della crescita viene dalle piccole realtà. Una volta era l’esatto opposto è vero; oggi non è più così.

  5. Più è piccola un’impresa e più “velocemente” può adattarsi a cambiare assetto in base alle esigenze del mercato.

  6. Più è piccola un’impresa e più è “facile” effettuare cambiamenti senza trovare opposizioni al cambiamento tipiche di chi lavora in grandi realtà.

  7. Avere un filo diretto con i propri clienti, conoscerli da vicino, ascoltarli… può essere la carta vincente.

  8. Si può partire da piccoli investimenti e basare tutto quasi esclusivamente sulle proprie capacità artistiche, artigiane, strategiche.

  9. I migliori risultati sono stati ottenuti da coloro che oltre a realizzare il proprio prodotto, hanno saputo realizzare la propria campagna marketing…

  10. Pensate solo al CONTO ECONOMICO di una grande impresa e alle sue voci circa i costi di manutenzione di grandi superfici, capannoni, attrezzature e macchinari, spese energetiche, ammortamenti, interessi sui prestiti bancari, interessi sui debiti quali ad esempio fidi, imprevisti, coperture assicurative, merce ferma… In caso le vendite si fermino, mantenere tali spese è devastante e si possono raggiungere buchi giornalieri di milioni di Euro. Ti basti pensare all’esempio General Motors o Alitalia…

 Una piccola impresa artigiana che ad esempio produce letti in ferro battuto soffrirà comunque di questa o di altre crisi, ma avrà un margine molto, molto più ampio prima di raggiungere un punto di non ritorno. Mi hanno sorpreso esempi di piccole imprese scampate alla crisi semplicemente rimboccandosi le maniche tra colleghi, rilevando l’attività del titolare che aveva dichiarato fallimento e dividendo gli stipendi in parti uguali, indipendentemente dalle mansioni, per non creare un clima di disaccordo e pensare solo a rendere… Davvero ammirevole.

Molto spesso i migliori imprenditori sono persone che hanno lavorato già sul campo e che quindi sono stati prima di tutto operai. Fatevi sotto, è il momento di uscire definitivamente da questa crisi! 😀

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Vedi anche l’articolo: In crisi anche i grandi colossi

Scarpe per un domani migliore

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Rubrica: The expert on the salmon
Titolo o argomento: Scarpe per un domani migliore

 Può una semplice idea migliorare il mondo?

La risposta è semplice,

Sì.

Oggi vorrei raccontare la storia di un uomo, chiamato Blake e di un’idea chiamata One for One. Uno per uno. Blake prima di essere un imprenditore di Los Angeles di soli trent’anni, era un viaggiatore. E una delle sue escursioni lo portò in Argentina. Si rese conto della povertà agghiacciante che ricopre il sud del mondo, e nel suo caso specifico il sud america. Vide che la maggior parte delle persone, bambini soprattutto, non avevano nemmeno un paio di scarpe per proteggersi dalla sporcizia del suolo e rischiando di ammalarsi per scarsità d’igiene. Così al ritornare a Los Angeles volle fare qualcosa per cambiare le cose. Non una semplice donazione o un aiuto sporadico. No, Blake seguiva un’idea molto più ampia…

Decise di produrre scarpe in modo innovativo. Prese spunto dalle Alpargatas, delle scarpe tipiche delle zone rurali del sud america. Semplici e indistruttibili. Decise di ricrearle, utilizzando materiali più resistenti e con un look più occidentale. Ma questo non era che l’inizio. L’idea di Blake era quella di realizzare due paia di scarpe per ogni ordine ricevuto, due paia esattamente identiche. Un paio per il cliente e un paio che sarebbe stato regalato ad un bambino senza scarpe. One for One. L’iniziativa iniziò ad espandersi tanto, grazie anche all’aiuto di molti personaggi famosi che decisero di aiutare la sua causa, che ora l’azienda sta producendo scarpe ad un ritmo altissimo, es ha già aperto negozi in 12 paesi. E lo stesso Blake aiutato da un gruppo foltissimo di volontari, realizza annualmente un viaggio ad un paese in via di sviluppo (nel 2006-2007 in Argentina, nel 2008 in Sud Africa) a regalare ad ogni bambino un paio di scarpse identico a quello venduto in una qualsiasi delle sue boutique nel mondo. E nell’ultimo anno iniziò a spostare progressivamente tutta la produzione in Sud America creando lavoro diretto con condizioni salariali occidentali. E il business è talmente vantaggioso che lascia ampi spazi di margine per poter crescere e continuare con i suoi viaggi annuali (140.000 paia di scarpe prodotte e regalate finora, 300.000 previste per il 2009). Ma personalmente credo che Blake Mycoskie non sarebbe mai riuscito nel suo intento senza la passione e l’amore per il suo sogno. E’ bello vedere che chi crede veramente in ciò che fa, alla fine riesce ad avere successo e raggiungere il proprio obiettivo.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti in collaborazione con il blog ralph-dte.eu
Fonte: CNBC
Web: tomsshoes.com
 Leggi tutti gli articoli della rubrica “The Expert on the Salmon”  a cura dell’Ing. Davide Mazzanti.

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