Così ti distruggono la Patria: introduzione

Rubrica: Conflitti attraverso i mercati
Titolo o argomento: Ne verifichi gli effetti ma non puoi dimostrarne le cause

Se dovessimo riassumere, in chiave semplificata, alcuni dei principali fenomeni, tra loro interconnessi, attraverso i quali è possibile danneggiare una nazione ed usurparne le ricchezze, potremmo ipotizzare la seguente scaletta così ordinata (e meglio esposta negli articoli successivi di questa rubrica). Si attacca la serietà, l’immagine di una nazione, colpendo particolari figure rappresentative o, persino, gli stessi cittadini. Si procede con il sistema economico e, un passo dopo, con quello socioeconomico danneggiando quindi ciò che fa funzionare la nazione quotidianamente, i suoi cinematismi, i suo ingranaggi. Si attacca poi il combustibile che alimenta il sistema sociale, il lavoro, facendo in modo che il motore della nazione inizi a singhiozzare, sobbalzare, stentare, a funzionare in modo irregolare con qualche scoppietto e fumata di troppo. Si rende gradualmente il sistema società incapace di porre rimedio ai problemi di cui è afflitto attaccando l’istruzione e facendo sì che ogni generazione sia sempre più inerme, sempre più gestibile, sempre più fragile. Si attacca inoltre il credo popolare della società, si instaurano convinzioni, timori, depressioni che portano i cittadini a vagare senza metà, sprecando risorse e perdendo al contempo la fiducia e la capacità di credere di poter essere in grado di cambiare le cose. Aumenta il menefreghismo e l’individualismo, ognuno ormai pensa esclusivamente a sé e, solo rare volte, davanti a fatti critici (vedi ad es. le guerre), mostra i propri sentimenti (anche se la velocità della società moderna permette di “dimenticare” tutto in pochi giorni, azzerando di fatto l’utilità dei sentimenti. Se poi le guerre non si combattono più con i vecchi metodi ma sui mercati, ecco che ad un bene si antepone subito un nuovo male, un mostro che stiamo imparando a conoscere quotidianamente, dopo che questo ha già apportato i suoi cambiamenti e già ottenuto i risultati prefissati. Si effettuano poi attacchi complementari a condizioni quali la salute, la libertà e la sicurezza, al fine di togliere ogni residua motivazione in chi aveva le capacità per resistere ad un vero e proprio cataclisma, privo di intemperie, che porta via ricchezza da un paese e la sposta in un altro dove potranno nuovamente affermare che vi è crescita. Sì, una crescita fittizia a danno altrui. Una crescita che non ci sarebbe stasta se i giocatori non avessero modificato le “regole” durante il gioco, di fatto barando.

Continua…

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La nazione come il Monopoly
I tre assiomi dell’economia di mercato. + VIGNETTA
Il modello della crescita costante e continua non esiste
L’illusione di una nuova vita all’estero

Auto e moto d’epoca, gli effetti sociali dell’eliminazione delle agevolazioni – In preparazione

sala_conferenze

Moderne sale conferenza possono ospitare il campo di battaglia delle guerre 2.0,
guerre che oggi si combattono attraverso i mercati, attraverso regolamentazioni
o deregolamentazioni sancite opportunamente per raggiungere un fine
generalmente di carattere macroeconomico.
Image’s copyright: http://giorgimech.deviantart.com/

I tre assiomi dell’economia di mercato

Rubrica: I comportamenti dei mercati

Titolo o argomento: I principi di base per capire tutto il resto

Premessa

Che cos’è il mercato?

Un mercato è un processo attraverso il quale le decisioni delle famiglie circa il consumo di beni e servizi diversi, delle imprese circa che cosa e come produrre e vendere e dei lavoratori circa quanto e per chi lavorare, sono rese compatibili attraverso aggiustamenti di prezzi.

Fonte: David BEGG, Stanley FISCHER e Rudiger DORNBUSCH,
Microeconomia, McGraw-Hill, 2005
.

Che cos’è l’economia pianificata?

Organizzazione economica di un Paese, secondo la quale le principali decisioni economiche (che cosa e quanto produrre, con quali tecniche, a quale prezzo vendere beni e servizi) vengono prese in base a un piano, elaborato da organismi governativi (ministeri, commissioni statali). Questo sistema presuppone una grande limitazione della proprietà privata, della libertà di impresa e del funzionamento delle leggi della domanda e dell’offerta (il prezzo e la quantità non sono, infatti, determinati dal mercato).

Fonte: Dizionario del cittadino, pbmstoria.it.

Che cos’è l’economia di mercato?

Organizzazione economica di un Paese che si fonda sulla proprietà privata, sulla libertà di impresa e sullo scambio di beni e servizi in mercati liberi.

Fonte: Dizionario del cittadino, pbmstoria.it.

L’economia di mercato costituisce un sistema economico in cui i processi di scambio vengono regolati dai Mercati tramite il meccanismo dei prezzi. Lo Stato ha il compito di stabilire condizioni-quadro tali da garantire la Concorrenza tra gli operatori di mercato, limitando però il meno possibile la loro libertà di azione; inoltre deve mettere a disposizione beni di pubblica utilità la cui fornitura da parte dei privati risulterebbe antieconomica.

Fonte: Dizionario storico della Svizzera, hls-dhs-dss.ch.

Che cos’è l’economia mista?

La ricerca di un appropriato bilanciamento, tra settore pubblico e privato dell’economia, rappresenta un problema centrale dell’analisi economica. Nelle economie miste il funzionamento del sistema economico è frutto di processi decisionali sia pubblici (dello stato) che privati.

I tre assiomi

Il buon senso di ogni persona dovrebbe di per sé essere sufficiente per capire come gli estremi non siano mai la soluzione adatta per affrontare un problema; d’altra parte, considerata la premessa, è facile comprendere come in un’economia di tipo misto, tipica dei paesi industrializzati, semplici spostamenti di equilibrio verso l’una o l’altra direzione di mercato possano generare conseguenze caratterizzate dai rispettivi difetti endemici. Così di seguito, senza pretesa alcuna, si vuole semplificare all’ennesima potenza il concetto di economia di mercato, osservando i principi fondamentali su cui si è basata negli ultimi decenni, al fine di rendere facilmente comprensibile a chiunque cosa sia accaduto.

1. Dimenticare la storia

Nodi cruciali della storia recente quali ad esempio la caduta del muro di Berlino (compresi tutti i fattori al contorno di tale evento), la Declaration of Charter 77, l’abolizione della legge Glass-Steagal, la deregolamentazione dei mercati, ecc., sono punti nevralgici che hanno segnato un cambiamento epocale. Cambiamenti talvolta sperati, talvolta temuti, che hanno inciso in modo significativo sul cammino del mondo tra il passato risalente a pochi decenni fa e l’attuale ed impressionante crisi finanziaria che tutti abbiamo avuto modo di toccare con mano (anche molto da vicino). Ebbene si tratta di temi che praticamente non vengono mai affrontati a dovere sia nei programmi d’istruzione delle scuole, che negli ambienti dove si tengono dibattiti che dovrebbero informare le masse sulla reale natura dei problemi di un paese. Dimenticare ciò che è stato e, soprattutto, perchè è stato, non fa altro che rendere spaesate le persone che si ritrovano travolte da una crisi di cui non conoscono le reali cause, le caratteristiche e, tantomeno, i possibili metodi risolutivi. L’informazione di massa non è completa e, anche se ci si può informare da soli, la maggior parte delle persone non hanno strumenti che permettono loro di capire come si studia da soli, come ci si procura fonti attendibili, su cosa si dovrebbe dedicare maggiori attenzioni di studio e perchè. Manca insomma il metodo. Puoi quindi far da solo, ma come se non ti è stato insegnato? Il risultato è che la storia viene dimenticata e tutto diventa possibile per chi intende assumere comportamenti che, in economia, sono definiti opportunistici.

2. Fare i propri interessi

Compro a 7 e rivendo a 10, talvolta anche a 14 e, nei casi più folli, persino a 100. Ebbene questo ha senso se tra la fase di acquisto e quella di rivendita, si susseguono una moltitudine di fasi intermedie in cui un prodotto o servizio viene elaborato, lavorato, migliorato o completamente realizzato partendo dalla materia prima. Qualora non vi sia alcuna lavorazione né passaggio di sorta intermedio, ci troviamo davanti ad una speculazione il cui limite è spesso dettato da un mercato che ti chiede semplicemente quanto sei disposto a pagare per avere. La giustificazione del venditore in tal caso è che il prezzo che lui ha pagato non è corretto, per tale ragione lo ha aumentato. Questi fenomeni non avvengono dentro una fabbrica, un’officina, uno studio di un professionista, questi fenomeni hanno luogo nei mercati finanziari di tutto il mondo dove si compra ad un prezzo considerato “sbagliato” e si rivende ad un prezzo ritenuto “corretto”.

3. Facendo i propri interessi si fanno gli interessi di tutti

Il terzo ed ultimo assioma è strettamente legato al secondo. Abbiamo detto che se compro a 100 e rivendo a 102 qualcosa su cui non ho effettuato alcun tipo di lavorazione, ho speculato. Ora se questa operazione viene effettuata con grandi capitali si riesce a cambiare persino l’andamento di un mercato. Quando si è così influenti da riuscire a cambiare l’andamento di un mercato, si riescono a cambiare anche le regole che normalizzano tale mercato. Questa operazione, che all’apparenza nessuno vorrebbe, in realtà è molto più facile da attuare di quanto si pensi. E’ facile perchè nessuno vuole regole. Ognuno, dal piccolo risparmiatore al grande investitore, cerca di evitare che delle regole possano impedire il soddisfacimento dei propri interessi. Così, ognuno, facendo i propri interessi, fa gli interessi degli altri… il mercato si modifica e si generano situazioni dalle quali si può trarre vantaggio (ma la logica domanda è: “Che tipo di vantaggio e con quali conseguenze?”).

Conclusione

Nota che il lasciapassare che ha reso possibile la diffusione di comportamenti sregolati e oltremodo opportunistici, è stato l’uso improprio della parola democrazia e l’ignorare il termine disciplina. Specie negli ultimi decenni, davanti ad ogni impedimento, anche veniale, ognuno è ricorso alla parola democrazia sostenendo che questa sarebbe venuta meno nel momento in cui fosse stato impedito all’individuo tal dei tali di fare i propri interessi. Una democrazia non viene meno quando si affrontano determinati comportamenti richiamando all’ordine ed alla disciplina. Lo vedete con i bambini cosa accade quando si permette che possano fare tutto ciò che passa loro in mente, crescono viziati, prepotenti e senza il desiderio, quel desiderio che rende grandi gli esseri umani che lo coltivano e lo trasformano in qualcosa di buono (una passione, un lavoro, un’idea, un contributo alla società…).

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Questione di punti di vista
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I mercati, questi sconosciuti

Quel benessere momentaneo che costa caro…

Senza accorgercene ecco in breve (si fa per dire) la lista alla quale ci siamo assuefatti piano piano, o perchè lo fanno gli altri, o perchè il mercato ce lo ha quasi imposto “silenziosamente”:

  • Neanche a dirlo: il cellulare. Superfunzionale: deve fare filmini con la qualità di un colossal; foto (con il pacchetto THE BEST viene anche il tecnico per le luci); giochi, televisione, radio, lettore mp3, computer, palmare, navigatore, sms, mms, internet, wi-fi, avvisarvi su chi ha vinto un reality, a volte RUBRICA, più raramente usato per telefonare… 😀

  • Neanche a ridirlo: secondo cellulare con la tariffa più agevolata per le chiamate verso le targhe dispari, per quelle pari invece usiamo il telefono precedente

  • Lettore mp3: per ascoltare 80 GB di canzoni ovvero 22.857 brani da ascoltare tutti (68.571 minuti di musica ovvero 1142,85 ore) ovviamente in mezz’ora di autobus.

  • Navigatore per ritrovare la macelleria in paese sotto casa nostra. Non mi ricordo mai se quando apro il portone devo girare verso il bar o verso la croce gialla….

  • Computer portatile con l’hard disk più grande della storia… per salvare 20 file di testo che stanno in un dischetto da 1,44MB scritti con l’ultimo programma di scrittura che però occupa 3GB. E per tenere le foto del battesimo del figlio del cugino della sorella di quella nuora di terzo grado amica del collega del tabaccaio di fronte casa di nonna. Ma non la nostra nonna vera, la vecchietta di paese tanto tenera che ormai è diventata un parente.

  • Portatile Mignon. Si appoggia comodamente sul portarotolo di carta igenica per fare video conferenze con gli amici soprattutto nel “momento del bisogno”…

  • Macchina fotografica da Xn MegaPixel in modo che le foto, se sono brutte, si vedano veramente bene… che sono brutte.

  • Utilitaria con verniciatura fatta a mano nel primo pomeriggio dallo stesso stilista che ci ha fatto la cinta così pesante che ci cadono i pantaloni. Auto ovviamente munita di presa usb per collegare il pace maker alla centralina e scegliere la mappatura: sport, race, pioggia (rain), gita nell’entroterra toscano… per sentire la strada “nel cuore”.

  • Televisore al Plasmon (plasma) per “nutrire energicamente” i nostri bambini con concetti fondamentali e di primaria importanza per la loro crescita e lo sviluppo delle loro capacità: reality, gente spacciata per famosa non si sa per quale motivo, pubblicità di tariffe, canoni, abbonamenti ai quali, mi raccomando, non possiamo mancare; gente che canta, balla, zompetta, si offende, si pettina al buio… Una volta va bene, due pure, ma sempre attaccati li no eh!

  • Lettore dei “soli” formati: cd/dvd/hd/blueray/md/sd/mmc/3,5″/dat/video8/vhs/miniDV/HDV/cici/coco/ecacameocaz (come direbbe un buontempone che conosco), ma stiamo aspettando che ne escano altri 20 per averli tutti 😀

  • Occhiali da sole che abbaiano il sole stesso. Li riconosci perchè sono così potenti che li vedi in giro quando il sole per non farsi abbaiare rende la giornata nuvolosa…

 Penso non manchi nulla. Qualche scemenza per farsi due risate. Due risate che però fanno riflettere.

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Aspetti psicologici.

Molti psicologi e studiosi ritengono che questo grande desiderio di possedere tutto nasca da un recondo senso di insoddisfazione personale che più si tenta di colmare con degli oggetti e più ci lascia vuoti. Ogni nuovo ogggetto è una nuova speranza di felicità… una felicità che si assopisce già dopo poche ore dall’acquisto. Diverso è il discorso per chi acquista materiale tecnico per una reale utilità o meglio per lavoro o passione. In questi ultimi casi un acquisto tanto agognato può rendere realmente più sereni per il raggiunto scopo di un obiettivo ambito e per la consapevolezza che tale materiale sarà utile a qualcosa, utile a raggiungere uno scopo.

E’ importante distinguere sempre un acquisto motivato da un acquisto fatto per noia.