Mi sono rivolto ad una finanziaria e…

Nel 2002 mi sono rivolto, a dire il vero, a più di una finanziaria per cercare di ottenere un prestito di soli 3000 euro per acquistare le prime attrezzature per il mio laboratorio. A quel tempo ero agli inizi dei miei studi di Ingegneria Meccanica e, per auto finanziarmi, lavoravo in una pasticceria gelateria. Desideravo quel prestito semplicemente per acquistare le mie attrezzature in anticipo. Nel giro di poco tempo infatti, sarei stato in grado di acquistarle comunque con i miei stipendi. Pensai anche che la possibilità di una rata mi avrebbe agevolato ed avrei evitato di spendere integralmente i miei stipendi. Insomma all’epoca, ingenuamente, pensavo che sarebbe stata un’ottima opzione per me.

Sapete cosa mi risposero all’ufficio di tale finanziaria nonostante io mi fossi presentato con un contratto di lavoro a tempo indeterminato e tutto l’occorrente? Mi risposero queste testuali parole: “Ci dispiace ma noi non prestiamo denaro per cose importanti come attrezzature utili al lavoro, le avremmo concesso il prestito nel caso in cui il suo acquisto fosse stato una moto, uno stereo, una tv, insomma oggetti futili di consumo, ma non cose utili allo sviluppo di un laboratorio ad esempio“.

Io rimasi malissimo, senza parole, di stucco… Chiesi: “Ma se io vi dicessi che ci compro una moto e poi ci prendo gli attrezzi con quel denaro?” E loro: “Ci dispiace, ci deve portare una copia della ricevuta d’acquisto dove è specificato cosa ha acquistato…”. Sette anni fa mi chiesi dove saremmo andati a finire con questa logica; oggi mi sono risposto da solo osservando come siamo cambiati in soli sette anni e la risposta è nell’articolo proposto tra i link correlati. Ancora oggi penso: Dov’è che vuole andare l’Italia a queste condizioni? Spero sia un valido spunto per riflettere.

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