Problemi ravvicinati del terzo tipo: problemi opzionali

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Problemi che puoi scegliere di non avere

I problemi opzionali sono problemi che potresti tranquillamente non avere, se non fosse che, in linea di massima, siamo abituati a concepire l’esistenza a questo mondo nei soli modi che vediamo quotidianamente. Subito un esempio. Come potreste aver letto su altri miei articoli mi reco costantemente presso gli organi che si occupano di accompagnarti nell’apertura di un’impresa, nel reperimento di finanziamenti, prestiti agevolati, fondi perduti, agevolazioni, ecc.. Conoscendo le metodiche, i parametri di cui tener conto ed i calcoli della serva dell’imprenditoria giovanile ho fatto numerose previsioni su quello che può succedermi se, con l’attuale situazione, apro la partita iva per mettere a disposizione di tutti diverse mie idee. Nonostante ciò, fino ad ora, non c’è una sola strada valida per aprire l’attività senza rischiare pericolosi debiti. Questo perchè quello che desidero fare è “nuovo”, quindi un qualcosa che quando spieghi in linea di massima agli enti preposti, nessuno riesce ad inquadrare. Al contrario se dovessi aprire qualcosa che già esiste, ad esempio una caffetteria, i rischi, paradossalmente, sarebbero minori nonostante la crisi premi di più le idee nuove.

Quindi il succo di questo esempio è: apro la partita iva, vengo aggredito dalla pressione fiscale sia sull’attività che sulla ricerca e lo sviluppo, mi indebito, non riesco a fare ricerca, non riesco a sviluppare le mie idee, non riesco ad acquistare con un minimo di serenità i macchinari che mi occorrono (vedremo al termine dell’articolo uno dei principali motivi) e, probabilmente dopo un breve periodo, rischio di perdere anche quello che ho nel momento in cui inizio, prima di chiedere un finanziamento agevolato o un prestito d’onore. Così, al pensiero di ritrovarmi con meno di quello che ho in partenza e rischiando di compromettere non solo la mia vita ma la vita di chi mi sta intorno, mi chiedo: “Ma perchè aprire la porta a problemi che non ho o che comunque ho in misura minore?”, “Cerchiamo un’altra strada!”.

Ecco questo è un tipico esempio di problema opzionale, un problema che potresti tranquillamente non avere. Qualcuno potrà obiettare che l’imprenditoria è fatta di rischi. Sono ovviamente d’accordo, in passato ne ho corsi diversi molto volentieri. Alcuni hanno premiato altri meno, sicuramente da ogni rischio e da ogni errore si apprendono nozioni fondamentali che non trovi su alcun libro. Tuttavia la situazione, fino a qualche anno fa, era più leale. I rischi di oggi non sono normali rischi d’impresa, sono concrete tendenze suicida. Per mantenere il discorso quanto più concreto possibile di seguito vi riporto un altro esempio che avevo già anticipato in un precedente articolo.

Soluzioni quali il prestito d’onore per la giovane impresa possono risultare convenienti solo a patto che i tecnici incaricati di seguire un giovane imprenditore siano in grado di comprendere le nuove strade proposte da una mente brillante che riesce ad evolvere un meccanismo ed innovarlo. Personalmente ho dovuto rifiutare un prestito d’onore per via dell’ostinazione di una repsonsabile che non desiderava che io aprissi il laboratorio sotto casa. Costei riteneva infatti che non sarebbe stato giusto per eventuali futuri collaboratori raggiungere la mia abitazione anziché un capannone in zona industriale. Personalmente non comprendo il motivo di questo comportamento bizzarro e ostinato in quanto non vedo differenza alcuna tra alzarsi la mattina e recarsi in una via oppure alzarsi la mattina e recarsi in un’altra via. La mia soluzione mi permetteva di evitare i costi legati all’autoveicolo (acquisto, mantenimento, bollo, assicurazione, carburante, ricambi, ecc.), costi legati al pagamento di mutui/affitti, costi legati al pagamento di bollette doppie (casa/lavoro), costi legati al pagamento di tasse doppie… il tutto a favore delle attrezzature e degli strumenti che potevano permettermi di fare la differenza nella progettazione/realizzazione di un prodotto. Essendo inoltre il prestito d’onore un prestito di un ammontare piuttosto contenuto, non vedo come i tecnici abbiano ritenuto più logico propormi un prestito che sarebbe finito in pochi mesi nell’acquisto del nulla dato che 25.000 Euro massimi per socio unico o 50.000 Euro massimi per 3 soci, sarebbero terminati in meno di due anni per il solo pagamento di tasse, affitti e trasporti, ovvero rimanendo praticamente fermi a zero, senza nessuna attrezzatura ed in più con un debito sulle spalle. Se si è studiata a dovere l’imprenditoria e si conoscono realmente i meccanismi che la regolano e come può essere innovata, si comprende benissimo che il soggetto imprenditore ha più convenienza a non aprire dato che, a seguito di questa scelta, non subisce perdite e dato che, nei primi due anni di attività, tra l’altro in piena crisi, non può ipotizzare di realizzare dei veri profitti e può solo sperare di chiudere in pari, a zero. Zero per zero, tanto vale non prendere alcun prestito. Anzi, non aprendo non si perde ciò che si ha e quindi, al netto, si trae un maggiore vantaggio… teoria assurda che però trova campo d’esistenza in Italia.

Continua…

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Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Strade per risolvere un problema: Problem Solving, istruzione e Fai da Te

Si presenta un problema* (ad esempio c’è qualcosa che si rompe o necessita di ordinaria manutenzione), puoi scegliere se risolverlo da te (autorisoluzione) o se demandare la risoluzione a terzi (trasferimento della risoluzione). Ovviamente la prima opzione comporta costi moderati (talvolta persino nulli), mentre la seconda implica costi che possono essere considerati da ordinari fino a straordinari. In ogni caso non è solo questo il punto (sarebbe scontato).

Autorisoluzione

Se opti per l’autorisoluzione una serie di fattori non trascurabili divideranno te dalla risoluzione del problema. Innanzitutto vi è la fondamentale necessità (preventiva) di un trasferimento di conoscenze dalle sedi dell’istruzione e formazione (scuole, università, corsi di formazione, esperti del settore, esperienze lavorative, prove e test, materiale informativo, ecc.) a te. Questo significa che se la tua nazione offre una formazione adeguata, metodica, debitamente approfondita e variegata (come accade in varie regioni del centro-nord Europa), hai più chance di superare agevolmente un ostacolo senza sentirti in panne e accerchiato da inutili timori. Al contrario se l’istruzione fornita dalla tua nazione non è al passo con i tempi e risulta incompleta e obsoleta, si verificherà una sorta di errore ciclico. Significa che se deciderai di scegliere il percorso dell’autorisoluzione di un problema, non appena ti accorgerai di non avere le conoscenze e gli strumenti giusti per risolverlo e non appena verificherai l’assenza di adeguate fonti di informazione e formazione, ti ritroverai ciclicamente al punto di partenza del percorso di autorisoluzione senza venire a capo di nulla. I ripetuti tentativi a poco serviranno. In alternativa abbandonerai la strada dell’autorisoluzione per quella del demando del compito a terzi, ovviamente denaro permettendo, altrimenti il problema rimarrà lì davanti a te irrisolto con tutti i disagi che esso comporta. Ipotizzando, come accennato poco prima, che invece la tua nazione offra strumenti formativi al top, puoi compiere un importante passo avanti verso la risoluzione del tuo problema a patto che tu abbia il desiderio e la voglia di studiare e imparare, nonché la capacità di saper fare trasformando concetti teorici in atti pratici. Con queste premesse puoi costruire, ottenere e raggiungere l’obiettivo prefissato. Se ora hai risolto il problema, per questa volta, il percorso è concluso. Viceversa se non lo hai risolto vi sono tre possibilità, una logica che prevede il riavvio della fase di studio con ulteriori approfondimenti e tappe di formazione, una meno vantaggiosa che prevede di intraprendere il percorso del demando della risoluzione a terzi ed una poco logica che prevede l’abbandono del problema irrisolto con tutte le spiacevoli conseguenze che questo comporta.

Demando della risoluzione a terzi

Se si dispone dei mezzi finanziari per raggiungere il proprio scopo, ovvero la risoluzione del problema tramite terzi, il discorso finisce qui e ciò che ne consegue va analizzato in separata sede, sono infatti ben altri gli aspetti che si intende osservare in questo articolo. Il primo aspetto negativo che caratterizza l’affidamento della risoluzione di un problema a terzi, è la spesa di denaro. La diretta implicazione è che parte delle ore di lavoro dell’individuo avente il problema vanno destinate al pagamento del servizio eseguito dal tecnico o professionista incaricato. Si tratta ora di valutare se vi sia o meno reale convenienza in questa scelta. Ovviamente se non si possiedono conoscenze di sorta sul tema, la scelta è quasi obbligata. Se si ha la possibilità di pagare un tecnico o professionista, quest’ultimo provvederà alla risoluzione del problema e l’esito dipenderà dalla sua preparazione, professionalità e onestà. Se non si dispone della liquidità per il pagamento del compenso il problema, ovviamente, permane. Anche nel caso in cui il tecnico o professionista non sia debitamente preparato il problema può permanere comportando un’inutile spesa legata alla scelta errata (spesso inconsapevole) dello specialista stesso (spreco di denaro). La procedura di demando della risoluzione del problema a terzi viene quindi riavviata a patto che si disponga della sufficiente liquidità, in caso contrario il problema permane (questa volta però assieme all’amarezza di uno spreco di denaro che poteva esser utile per altro).

Fattori incidenti

Quanto descritto potrebbe risultare banale (ma non è così…) se non fosse che, tra l’autorisoluzione ed il demando della risoluzione a terzi, esiste una lista di fattori che incidono abbondantemente sulla riuscita o meno dell’una o l’altra scelta e che alcuni di tali fattori spingono decisamente in una direzione marcando un netto cambiamento nella vita di ogni persona. Pertanto se stai pensando di risolvere quel fastidioso problema che rimandi da tempo per via di tutte le altre spese che stai sostenendo e che sembrano avere sempre la priorità, sappi che i fattori che incideranno sulla buona riuscita di un’autorisoluzione sono la misura dello spessore formativo, l’apertura mentale, la capacità di ragionare, la capacità di effettuare valutazioni obiettive, logiche e sensate, la capacità di usare strumenti di apprendimento (scuole, università, corsi, esperienze sul campo, ecc.), la disponibilità e la qualità di questi strumenti (quanto moderna, aggiornata e completa è l’offerta formativa), la capacità di utilizzare strumenti di autoapprendimento (corsi, corsi a distanza, corsi sulla rete, manuali, incontri con esperti del settore, ecc.) e naturalmente la disponibilità, il grado di approfondimento e l’attendibilità di quest’ultimi (dire che oggi si trova di tutto significa affermare che oggi si trovano sia fonti attendibili, corrette e verificabili, sia fonti incomplete, sviluppate male, errate e persino insensate). D’altra parte anche se hai scelto di demandare a terzi la risoluzione di un problema ci sono stati senz’altro dei fattori scatenanti che hanno inciso in precedenza e incidono tuttora su tale scelta. Ad esempio la presenza di altri problemi, la sicurezza di sé, la qualità della vita (stile e ritmo di vita), il rapporto con la società e l’influenza che questa esercita su di te (ad esempio tramite il rapporto con i coetanei o con i colleghi di lavoro), l’umore, il grado di soddisfazione personale, la qualità dell’istruzione ricevuta, l’educazione alle difficoltà, la qualità dell’ambiente, difficoltà varie ed eventuali.

In conclusione

Il problema vero reale è che se abiti sopra un monte, e per muoverti scegli sempre sentieri che vanno in discesa, evitando quindi ogni bivio che ti riporta davanti ad ogni singolo tratto di salita, prima o poi, se vorrai tornare a casa, dovrai risalire l’intero monte e potresti non avere l’allenamento necessario. C’è poi da considerare che se abiti sopra un monte puoi già ritenerti fortunato perchè altri, ai piedi del monte, non avranno altra scelta che iniziare la salita.

Il tempo

Nei percorsi appena esposti non si tiene conto della spesa di tempo che essi comportano in relazione alle diverse scelte e variabili. Ebbene, trattandosi di un tema cruciale, verrà analizzato con le dovute accortezze in uno dei prossimi articoli.

*In questo articolo con il termine problema si intende naturalmente un imprevisto il cui rimedio rientra nelle possibilità di risoluzione di un individuo, sono escluse quindi problematiche di tipo astratto, morale, sociale, religioso, filosofico, medico, ecc..

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