Valutati solo da un prezzo…

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: Oltre un numero di facciata… vantaggi insospettabili

Succede di ricevere una email con la richiesta di un preventivo utile all’acquisto di un prodotto particolarmente tecnico o, al contrario, di largo consumo. Succede di rispondere al potenziale cliente scrivendo il preventivo richiesto e formulando un prezzo interessante per l’acquisto. E succede anche di ricevere per errore, poco dopo, una seconda email dal potenziale cliente, che però non è destinata a chi vende bensì ad un collega con il quale si sta valutando l’eventuale acquisto; un’email contenente un breve testo con i commenti circa il preventivo ricevuto.

Un imbarazzante errore

Per via di un imbarazzante errore si ha così la possibilità di “leggere nel pensiero” di chi mai, comprensibilmente, avrebbe la faccia tosta di esternare scomode riflessioni. Così, viste le mie materie d’interesse e dato che nemmeno a farlo apposta ero presente in quel momento, vengo invitato dal mio amico venditore a leggere quanto appena ricevuto. Lui, nemmeno tanto sorpreso, ci ride su essendo un veterano del settore; io invece rimango un po’ perplesso dall’incredibile leggerezza dilagante negli ultimi anni in materia di acquisti, qualità, conoscenza dei prodotti e dei servizi esistenti nonché di quello a cui un cliente può realmente ambire… Solitamente tendo a pensare che la situazione sia sempre almeno un pelino migliore di quanto io possa ipotizzare ma vengo puntualmente smentito (tramite testimonianze di imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti, tecnici…) da comportamenti al limite dell’assurdo anche se reali e inaspettatamente diffusi nel quotidiano.

Il contenuto dell’errore

Il potenziale acquirente scrive, nell’email in realtà destinata al suo collega, esprimendo la volontà di non procedere all’acquisto presso il venditore autorizzato del tale prodotto e virando la sua preferenza a favore di un altro venditore dell’ultima ora osannando un vantaggio nel prezzo del 5% circa. Quest’ultimo venditore, abbiamo verificato tramite la rete professionale di vendita del marchio, non ha alcuna esperienza su tali prodotti e si limita a comprare e rivendere online cercando di competere semplicemente azzerando i suoi utili e procurandosi il più possibile lotti di materiale di seconda scelta (tanto lui non ha un negozio fisico, dove lo si va a pescare in caso dovessero insorgere problemi di qualsivoglia natura?).

Logica Domanda – Parte prima

Al di là del veder danneggiato il commercio pulito, corretto, leale, viene da chiedersi: “Per quale motivo se non se ne trae nemmeno un utile? Sarebbe comprensibile se dietro ci fosse un’avida corsa al denaro ma… danneggiare validi lavoratori senza nemmeno trarre un diretto vantaggio economico che senso ha?”. Ebbene una rapida risposta, che tratteremo presto in maniera più approfondita in un particolare articolo che analizza il rovescio della medaglia dei sottocosto (vedi in basso i link correlati, La vera natura del sottocosto), viene dalla sempreverde logica “Tra i due litiganti il terzo gode”:

due si battono per un ritorno impercettibile; quello che dà inizio alla disputa, sporcando il commercio, supera il limite e ne ricava anche meno dando di fatto atto ad un “commercio insostenibile”; solitamente non regge ed in men che non si dica è sostituito da un altro che prosegue, senza nemmeno esserne consapevole, con la stessa filosofia inculcata sovente da un corso (opportunistico) di avvio alla giovane impresa, da una proposta di marketing aggressivo privo di etica o da un’incubatore opportunista che mimetizzandosi tra quelli in gamba propina improbabili corsie preferenziali verso il successo… I due (commerciante leale e commerciante scorretto) si combattono ed un terzo, un avvoltoio silente, attende il finale per raccogliere le frattaglie* (cosa sono le frattaglie? Vedi la nota poco sotto). Questa è una rapida e logica spiegazione al perché un sistema economico “insostenibile” continua ad esser regolamentato in maniera opportunistica e tenuto in vita sugli sforzi dell’altrui irrazionale competizione… per il solo e semplice motivo di raccogliere, senza fatica, frattaglie. Chi vive il commercio, l’impresa, l’artigianato, la libera professione dall’interno, da decenni, comprende benissimo cosa sta accadendo, tutti gli altri faticano ad immaginare un simile panorama e questo, oltre ad essere comprensibile, rappresenta il motivo per cui l’opportunismo perdura. C’è semplicemente un numero non trascurabile di consumatori che non sanno. Molti di questi sostengono persino di non esser interessati a sapere ma… non hanno idea di cosa potrebbe investire i loro figli un domani continuando ad ignorare.

*Cosa sono le frattaglie?
Quando un’attività, una professione o una filiera vengono gambizzate si genera un enorme giro d’affari grazie alla perdita di immobili (case, negozi, botteghe, capannoni industriali), di prodotti, di strumenti e attrezzature, di fornitori non pagati, di clienti che perdono denaro, di dipendenti che perdono il posto di lavoro… Capitali impressionanti vengono “acquisiti” da terzi “invisibili” nella maniera meno etica al mondo. Il problema è che questo non si vede e di questo non si parla. Così la gente non lo sa e, anzi, spesso è portata a pensare che una realtà ha chiuso necessariamente perché non è stata competitiva come “quell’altra” la quale, loro non sanno, in molti casi può aver giocato sporco sostenuta da persone realmente potenti (quelle che non si vedono perché mai esposte). Ecco cosa sono, in breve, le frattaglie. I finanzieri con cui scambio costruttivamente le opinioni mi dicono: “E’ il capitalismo, è normale che sia così…”. Ma nel Monopoli vince il più bravo (ed anche il più fortunato, certo, dipendendo gran parte del gioco dalle casuali condizioni iniziali offerte dalle tessere delle proprietà), non quello che cambia le regole del gioco per trarne un vantaggio e distruggere gli avversari.
Nel mio modo di vedere invece c’è un atleta che si prepara per la sua competizione agonistica e, se è stato più in gamba, più volenteroso ed è più predisposto fisicamente (quindi geneticamente), avrà modo di lottare per il podio e le alte glorie; allo stesso tempo però non si occuperà di gambizzare i suoi avversari (né in prima persona, né tantomeno affidandosi a terzi) i quali a loro volta potranno basare la loro sfida sull’assieme delle loro qualità.

Dalla legge della natura a quella del mercato

Del resto nella Savana si parla delle gazzelle che restano vive, di quelle che proseguono la specie, di quelle che ce la mettono tutta quando i leoni le inseguono e, al contrario, non rimane traccia, ricordo, memoria alcuna di quelle che vengono scannate e che la natura considera più deboli e quindi meno adatte alla sopravvivenza. Il problema ora, contrariamente a quanto viene intuitivo pensare, non è per i commercianti leali che soffrono davanti ad un commercio sleale, ma per i consumatori ignari che verranno scannati a causa degli effetti indiretti di questo processo e di cui si perderà presto traccia ed ogni memoria (vedi in basso i link correlati, La vera natura del sottocosto) lasciando adito al pensiero “Se non me lo ricordo, non è successo…”.

Competizione sui decimi dell’assurdo

L’assurdo è che la competizione si è giocata su una differenza di circa il 5%, quindi come risparmiare 5 Euro su una spesa di 100 Euro dove a contendersi il cliente sono le seguenti due opzioni:

95 Euro. Prodotto venduto così com’è… senza nulla, ma proprio nulla, di più e da un venditore non qualificato, non preparato e privo di quella piccola sfumatura che si chiama “esperienza” che non si acquisisce improvvisandosi venditori di un prodotto di punto in bianco ma avendo decenni e decenni alle spalle di maturata specialità dedicata in determinati settori (la cosa preoccupante è che queste poche ultime righe sono incomprensibili per una fetta non trascurabile di consumatori che tende a semplificare all’inverosimile il concetto di commercio).

100 Euro. Prodotto venduto dopo aver valutato le reali necessità del cliente e dopo aver consigliato il bene realmente più indicato per le sue esigenze; dopo avergli spiegato come utilizzarlo fin da subito al meglio, nel modo più semplice ed efficace; dopo aver raccontato la propria esperienza con il tale prodotto e come si fa per non romperlo e farlo durare a lungo; dopo averlo inserito in un database clienti che gli permetterà di ricevere assistenza gratuita e suggerimenti sempre disponibili per qualunque piccola noia che si dovesse verificare nonché di maturare sempre dei trattamenti di riguardo se avrà piacere di tornare; dopo avergli validato la garanzia che, sovente, nei prodotti anche dello stesso marchio ma provenienti da mercati paralleli o da altri paesi o da stock di seconde scelte, non è integralmente valida o non lo è affatto.

Dalle vendite basate su un prezzo a quelle complete dei professionisti

Operare semplicemente scegliendo il prezzo più basso, anche a parità di prodotto (inteso come marchio e modello), può sembrare la cosa più logica; in realtà esistono delle singolarità troppo facilmente sottovalutate. Per molti prodotti, specie per quelli professionali, il prezzo passa in secondo piano (ovviamente nei limiti del ragionevole, ne convengo) rispetto alla qualità dei molteplici servizi di cui il cliente può avvalersi prima, durante e dopo l’acquisto.

Quando si spende meno, per quanto minore possa essere il prezzo di un medesimo prodotto offerto da due venditori diversi, ma si rinuncia ad una serie di vantaggi “umani” che non si quantificano con un numero… ebbene, forse è il caso di pensarci un attimo su.

Quando il titolare della piccola media impresa fa al proprio cliente un’assistenza gratuita per un malfunzionamento che sembra impossibile da riparare ma che per chi ha esperienza risulta una sciocchezza… ebbene, forse è il caso di pensarci un attimo su.

Quando quello stesso titolare ti consiglia i prodotti sulla base della sua maturata esperienza (20, 30, 40, 50 anni non di esperienza aziendale ma proprio della singola persona) e ti evita un acquisto errato o insoddisfacente, facendoti così risparmiare “reali” perdite di denaro… ebbene, forse è il caso di pensarci un attimo su.

Quando non viene meno davanti ai doveri di una garanzia (non datelo sempre per scontato, molte realtà, in particolar modo sul web, promettono e poi non mantengono, non è la prima volta e non sarà l’ultima, specie se poi si scopre che buona parte dei prodotti tanto scontati e tanto golosi vengono alla fin fine da mercati paralleli e puntualmente le assistenze, quando li aprono, se ne accorgono e vi dicono che non possono procedere… bell’affare eh?)… ebbene, forse è il caso di pensarci un attimo su.

Quando per non farti attendere il nuovo prodotto sostituito in garanzia te ne prende uno dalla vetrina o dal magazzino per soddisfarti all’istante ed attende poi lui l’arrivo del sostituto… ebbene, forse è il caso di pensarci un attimo su.

Quando non sai come si usa un prodotto o ti fermi davanti ad un dubbio, un bug, un’incomprensione sulle istruzioni ed il titolare della ditta (che non può farti gli sconti luccicanti di certe realtà che altro non fanno che sedare e gradualmente terminare realtà ben migliori ma vittime di una competizione scorretta dove a qualcuno “piace vincere facile”) è lì per te gratuitamente ad interpretare quello ti manca… ebbene, forse è il caso di pensarci un attimo su.

E in molti altri “quando” c’è sicuramente da qualche parte il titolare di un’azienda seria che ti segue e non ti chiede un centesimo in più sulle cose che “realmente contano” e “realmente non hanno prezzo”, ma soprattutto sulle cose che “non puoi cliccare e mettere nel carrello”, perchè sarebbe come dire che puoi sostituire il tuo migliore amico con uno virtuale magari preso da un videogame e che si muove come preferisci al comando del tuo click. Ma non sarà mai una persona reale davanti a te.

Logica Domanda – Parte seconda

Ora pensaci, a te farebbe piacere essere valutato solo da un prezzo?
Conclusione

Il potenziale cliente, resosi ben presto conto della gaffe, ha proceduto all’acquisto dal mio amico il quale gli ha spiegato con una cordialità magistrale, ed in sintesi, quanto riportato in questo articolo. L’acquirente tuttavia, abbiamo motivo di credere, ha concluso l’acquisto più per l’imbarazzante errore che per una reale comprensione del problema.

Note
Fate attenzione a chi ora userà quanto scritto in questo articolo per generare pubblicità accattivanti, non sarebbe la prima volta nella storia di questo Blog…

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La vera natura del sottocosto – Articolo in preparazione
Prezzo dei prodotti (introduzione al)
Prezzo dei prodotti: i motivi dei prezzi bassi
Prezzo dei prodotti: i motivi dei prezzi alti
Prezzo dei prodotti: utili conclusioni
Capire la qualità
Che cos’è la qualità?
Cosa include il prezzo di un prodotto? – Articolo in preparazione

Il prezzo da pagare

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Prezzo dei prodotti: i motivi dei prezzi bassi

Rubrica: I comportamenti dei mercati
Titolo o argomento: Comprendere il meccanismo dei prezzi ed i falsi miti
Questo articolo segue dal precedente indicato di seguito:
Prezzo dei prodotti (introduzione al)
Quali motivi possibili dietro ad un prezzo basso?
Prodotto che costa poco perchè è economico nella sua totalità (progetto, materiali, processi di produzione, affidabilità, funzionalità, disponibilità assistenza e ricambi…).
Prodotto che costa poco per la notevole ottimizzazione maturata nel tempo (progetto e processi produttivi con sviluppo di una tecnologia “matura e collaudata”).
Prodotto che costa poco per via di una intelligente e breve filiera (prodotti locali, nazionali, esenti da complesse distribuzioni e trasporti transoceanici).
Prodotto che costa poco perchè è difettoso o probabilmente difettoso (prodotti di cui il distributore conosce la durata della sosta nei magazzini e gli eventuali disagi creati da urti, sollecitazioni, intemperie, umidità…).
Prodotto che costa poco perchè ha subìto un transito prolungato in magazzino (prodotto che ha subìto una sosta estremamente lunga in magazzino e che può aver accusato problematiche analoghe a quelle citate nel precedente punto o, addirittura, è stato sostituito, o sta per essere sostituito, da un nuovo modello).
Prodotto che costa poco impropriamente, quindi con rimessa parziale del venditore, per strategia di marketing (vedasi sottocosto sleale volto a favorire la fidelizzazione di un brand con il cliente).
Prodotto che costa poco impropriamente, quindi con rimessa parziale del venditore, per aumento compensativo del costo di altri prodotti (vedasi sottocosto volto a recuperare credito mediante l’aumento dei prezzi di prodotti complementari o comunque di altri prodotti offerti nello stesso esercizio).
Prodotto che costa poco impropriamente perchè proveniente da mercati paralleli (prodotto che ha subito la cosiddetta pulizia dell’IVA -Vedi l’articolo: Cos’è la pulizia dell’iva?-, prodotto per il quale non è valevole la garanzia in Italia, prodotto contraffatto, prodotto realizzato impropriamente mediante lo sfruttamento della manodopera in paesi che non tutelano i propri abitanti).
Prodotto che costa poco perchè di aspetto analogo al prodotto originario ma realizzato dal produttore su linee di produzione parallele appositamente allestite (con riduzione della qualità del prodotto e/o dei processi produttivi) per fornire i distributori che ritardano oltremodo i pagamenti o richiedono scontistiche non sostenibili.
Prodotto che costa poco impropriamente per via della produzione in paesi a tassazione agevolata che ledono l’economia italiana.
Prodotto che costa poco ma che accusa un’obsolescenza programmata che indurrà la sua sostituzione nel breve periodo.
Prodotto che costa poco ma non è disponibile perchè si tratta di un’offerta fittizia (fenomeno largamente diffuso sul web). Si tratta di un specchietto per le allodole volto a far credere che sul “tale” sito web i prezzi sono oltremodo incoraggianti (e a dir poco impossibili) tuttavia i prodotti delle offerte più eccezionali non sono mai disponibili ma il visitatore, ignaro, tende a rimanere sul “tale” sito nella speranza di trovare un’altra offerta altrettanto accattivante. Operazione che solitamente si conclude con l’acquisto di un prodotto sottoposto ad uno sconto di tipo “tradizionale” perfettamente replicabile dai concorrenti.

Continua…

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Prezzo dei prodotti (introduzione al)
Prezzo dei prodotti: i motivi dei prezzi bassi
Prezzo dei prodotti: i motivi dei prezzi alti
Prezzo dei prodotti: utili conclusioni

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Un prezzo basso non significa in via assoluta convenienza, credere questo significa
disporre di una visione piuttosto limitata non di rado accompagnata da numerosi timori
circa l’impossibilità di comprendere come mai un altro prodotto sia offerto ad un prezzo
differente, magari più alto.

Cos’é la “pulizia dell’iva”?

Siamo andati ad approfondire i motivi dell’eccessiva differenza di prezzo tra alcuni modelli di cellulari di una nota marca acquistati in un negozio autorizzato, e gli stessi acquistati in un centro commerciale. La differenza di prezzo in alcuni casi raggiungeva  addirittura il centinaio di euro. C’è stato spiegato dal titolare del negozio, che molti punti vendita di grandi dimensioni eseguono un’operazione che in gergo si chiama “pulizia dell’iva”.

In cosa consiste?

Si ordinano all’estero (ad esempio) 100 cellulari al prezzo di 200 euro più iva ovvero 240 euro l’uno ivato; questi cellulari non raggiungono subito alcuni grandi punti vendita italiani ma vengono bypassati (spediti) ad un magazzino in uno stato dove non sono in vigore leggi sull’iva come le nostre. In questo paese ricevono i 100 cellulari senza conteggiare l’iva. Ovvero per loro il prezzo di tali prodotti è di 200 euro l’uno  punto e basta. La merce viene rispedita in Italia allegando ai colli (i pacchi in cui viaggia la merce) la dovuta documentazione che attesta che il valore della merce è di 200 euro a pezzo. Al ritorno in Italia, quindi, viene riconteggiato il tutto come merce che arriva a 200 euro al pezzo iva inclusa. In tal modo questi cellulari vanno a costare poco più di 160 euro più iva… (spero di essermi ben spiegato).

L’operazione viene ripetuta quel numero di volte tale in cui il guadagno è ancora in vantaggio rispetto alle spese di spedizione. In pratica acquistiamo un cellulare sotto costo in Italia ma può trattarsi (non sappiamo con che frequenza né come prevederlo) di un prodotto che legalmente ci è stato venduto da un paese straniero e del quale la garanzia non ha perfetta validità in Italia. Spesso si tratta di cellulari per i quali non era prevista la lingua italiana nel menù e che sono stati opportunamente aperti e modificati tramite computer per inserirla. Risultato? Al primo guasto si va in un’assistenza autorizzata che ci risponde picche e ci dice che il prodotto non si avvale di una regolare garanzia…

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Spesa = Ricavo – Guadagno