Ottenere un brevetto: importanti suggerimenti.

Rubrica: Sogni il tuo brevetto? -7-
Titolo o argomento: Importanti suggerimenti per registrare un brevetto

Per i meno esperti nel settore dei brevetti la cosa migliore che consiglio da sempre è appoggiarsi ad un valido studio di pratiche e brevetti… ce ne sono parecchi nel settore, l’importante è trovarlo preparato e competente.

Nel caso invece volessi praticare un “fai da te” la cosa è fattibile ma leggermente complessa. Nel sunto che ti do troverai i punti fondamentali da seguire.

  1. Prima cosa collegarsi alla camera del commercio e scaricare i moduli pdf da compilare per la domanda di brevetto che sarà naturalmente italiana.
  2. Premetto che se si tratta di un’invenzione nuova  avrai fatto dei disegni tecnici descrittivi. Attenzione però, per il brevetto non è necessario che i disegni descrittivi siano fatti a regola d’arte, a misura ed in tolleranza. Servono disegni semplici in due o tre dimensioni che diano l’idea dell’oggetto in questione. Questi complessivi componenti saranno numerati sui particolari per far capire la descrizione. E’ chiaro che se i disegni saranno ben fatti (magari con il cad) potrai sfruttare questi nelle varie viste e particolari. Devi vedere tu poi con il “descrittivo” quali sono i disegni fondamentali che danno l’idea di originalità e di unicità del brevetto.
  3. Compilare tutto il modulo brevetto (dovrebbero esserci dei “descrittivi in pdf” sul sito della camera per compilarlo).
  4. Descrittivo. Questo punto va associato ai disegni e deve dare, in maniera quanto più precisa, l’idea di cosa si va a brevettare (ricorda che tutti i brevetti saranno esaminati in primis dal nostro Stato Italiano per il discorso sulla sicurezza nazionale. Pensa che se il brevetto risulta utile a livello militare lo Stato può pagartelo e liquidarti o addirittura sottrartelo).
  5. Il punto che andremo a descrivere ora è il più delicato. E’ quello delle rivendicazioni del brevetto. Queste sono importantissime per blindare il brevetto. In altre parole devi far si che il brevetto nelle rivendicazioni non abbia punti critici sul suo punto di forza o unicità.
  6. Sempre nelle rivendicazioni devi trovare il sistema di blindare il brevetto da varianti che possono creare brevetti d’utilità. Qualsiasi modifica miglioratuiva non elencata ma applicativa può essere definita come brevetto di utilità.
  7. A questo punto resta il deposito del brevetto presso la camera del commercio. Ti consiglio prima di depositarlo di telefonare direttamente alla camera di commercio della tua provincia e chiedere informazioni ancora più precise.

Da qui in poi ci sarà il resto delle verifiche e controlli. Infatti la cosa non  finisce qui. Con una spesa aggiuntiva nell’arco dell’anno solare dal giorno di deposito della domanda di brevetto (considera che il brevetto resta coperto a livello internazionale da parte del nostro stato per un anno solare) generalemente si fa il “pct” che verifica a livello internazionale l’unicità del progetto. Consiglio da questo punto in poi però di farsi seguire veramente da uno studio di consulenti specializzati in brevetti perchè la cosa si fa abbastanza laboriosa ed impegnativa.

Consigli a cura di Gianluca De Bei

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Perchè è importante avere un webmaster aziendale?

Rubrica: Spunti
Titolo o argomento: La collaborazione con il webmaster del tuo sito

Il desiderio di comunicare

Alcuni anni fa non avevo la più pallida idea di come si creasse un sito internet, né tanto meno di come si potesse metterlo online. Ma la cosa più spaventosa, anche nell’eventualità di riuscire a realizzare qualche pagina in html, era che non sapevo minimamente posizionare una pagina nel web in modo che fosse visibile a coloro i quali fossero in cerca dei miei contenuti.

Così uno cosa fa? Si mette alla ricerca di un valido webmaster. Ma attenzione perchè non è facile trovarne di bravi sul serio e la vostra operazione potrebbe rivelarsi un errore madornale.

I webmaster meno avveduti

Molte volte i webmaster meno avveduti (i quali non conoscono il tuo lavoro) tendono a scopiazzare qua e là contenuti ed idee provenienti da altri siti simili al vostro nella speranza che siano efficaci anche per voi. Non conoscono minimamente il tuo lavoro, né i tuoi prodotti, né tanto meno le cose che hai imparato all’interno della tua ditta/azienda/piccola-media impresa in tanti anni. Non conoscono le corrette parole chiave (le così dette Tag Head che si inseriscono in un’apposita lista) da aggiungere al tuo sito affinché la giusta clientela ti possa trovare. Le parole chiave che usano sono semplicemente parole che devono attirare quanti più visitatori le digitino nei motori di ricerca. Alcuni webmaster poi non considerano che se un visitatore entra (grazie ad una parola chiave efficacie che però non corrisponde a quanto offerto su un sito) e non trova quello che cerca, esce immediatamente. Spesso si guarda la quantità e non la qualità delle visite che si possono ottenere ed il risultato è che si ottengono spesso siti con tante visite di pochi secondi. Visite che possono tranquillamente essere considerate inutili, nulle, a valore zero.

Il ruolo di Google Analytics

Ma come si viene a conoscenza di queste informazioni sui visitatori, sull’efficacia delle parole chiave, dei contenuti di un sito ecc.? Grazie a sistemi quali Google Analytics è possibile monitorare in modo del tutto anonimo quanti visitatori ha avuto ogni pagina del nostro sito ogni giorno/mese/anno. Ma non solo. E’ possibile sapere quanto tempo si sono trattenuti sul sito, su quali pagine, cosa cercavano e una miriade di dati in più. Tutti rigorosamente anonimi e nel rispetto della privacy.

Grazie a questi dati ho potuto constatare come utilizzare parole chiave che attirino molta gente non serva praticamente a nulla. Il webmaster meno avveduto però tende ad affermare imprudentemente il contrario. Continua a guardare che il vostro sito ha avuto magari 1500 visite oggi grazie alle sue parole chiave. Però non guarda che la quasi totalità dei visitatori che sono entrati, non hanno trovato quello che cercavano (essendo le parole chiave errate ed inserite solo per aumentare i visitatori) e sono usciti all’istante. Un sito così non funziona.

Le regole di base per un sito

Scrivere il titolo corretto di una pagina web, inserire in tale pagina le parole chiave corrette, una descrizione sintetica ed efficace della pagina, scrivere contenuti validi e ben formattati, rispettare le regole basilari riguardo ai link, alle immagini, ai contenuti aggiuntivi, alla struttura dell’intero sito, è un’operazione che nessuno può fare meglio di voi.

Ora mi aspetto che pensiate: “Io non sono capace di realizzare un sito web!” E’ possibile, ovvio, ma sì impara e state certi che se imparate bene, i risultati possono essere nettamente migliori di quelli che otterreste affidando la realizzazione del vostro sito a chi non conosce voi, il vostro carattere, la vostra attività, la vostra esperienza, i vostri prodotti, i vostri punti di forza, i vostri metodi, le vostre idee, i vostri obiettivi, i vostri progetti futuri… E se proprio non avete tempo di imparare, la soluzione altrettanto valida può essere quella di assumere un dipendente interno alla vostra azienda che curi giorno dopo giorno il sito aziendale in ogni dettaglio. Non pensate che una volta realizzato un buon sito, non occorra più avere il vostro web master personale. Eh già perchè i siti vanno aggiornati nella grafica, nel codice, nei contenuti molto più spesso di quanto crediate. Se un sito funziona può essere aggiornato e migliorato anche giornalmente.

La costanza innanzitutto

Se aderite ad una o più campagne AdWords e se avete installato un sistema di monitoraggio come Google Analytics (sono solo alcuni esempi di una scelta ben più vasta di utili applicazioni per far funzionare a dovere il vostro sito), avrete un bel po’ da fare giornalmente. Il vostro webmaster potrebbe avere proprio l’ufficio o la scrivania accanto alla vostra, tanto elevata sarà la frequenza delle consultazioni reciproche. Lui avrà bisogno di stare a contatto con voi e voi avrete bisogno di una persona esperta che trasformi le vostre richieste in qualcosa di concreto.

Un semplice esempio

Oggi ho diversi siti, tutti curati da me e tutti molto semplici ma ben realizzati, validi, funzionanti, in continuo aggiornamento ed evoluzione. Ho imparato a fare siti statici e dinamici, blog e forum, ho imparato a combattere con i diversi browser e con tante differenti tipologie di implementazioni, di utilità, ho imparato a posizionarli nel web, ad investire su di loro, ad evolvere i loro contenuti, la loro grafica, ho imparato ad implementare il loro codice con nuove funzioni per me molto interessanti. Me li giro e rigiro come voglio, li faccio, li disfo, li rinnovo ed i visitatori mi contattano spesso e aumentano sempre più. Ho imparato persino a chiedere ai visitatori stessi cosa cambiare, cosa migliorare. Cosa ancor più importante: li ho inventati da zero. Ma come?

Come iniziare

Ho comprato molti libri per imparare a realizzarli, ho comprato costosi video-corsi professionali, mi sono fatto consigliare da informatici esperti, da webmaster amatoriali e professionisti, ho studiato anche alcune guide su internet ed ho scoperto che bisogna stare molto attenti ad esempio a coloro che si spacciano per persone che miglioreranno con questo o quello stratagemma la posizione del tuo sito nell’iperspazio web. (Per posizione si intende: cerco un divano su internet, a quale pagina uscirà il tuo sito? Alla 45°? Allora difficilmente la tua pagina web verrà vista). Molte di queste persone sono proprio quelle che ti forniscono la solita pappardella che propongono a tutti il solito metodo che fa ottenere ad un sito la maggiore quantità di visite… tante visite sì, ma quanto durano? Che risultati portano? A cosa servono? Hai effettivamente aumentato le tue vendite ed i tuoi contatti con il mondo?

Continua…

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Logica matematica, imprenditoria e lavoro.

Se io affermo: “Alle volte sono sempre invincibile” commetto un errore di logica e questo perchè o sono invincibile sempre oppure lo sono a volte. Se io invece attribuisco alla voce “a volte” un insieme di definizione ovvero specifico una situazione, un intervallo, un range entro il quale è valida la voce  “sempre invincibile”, non commetterò più un errore di logica nell’affermare che in quelle date volte sono sempre invincibile. Ad esempio se affermo: “Le volte in cui gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre” ho definito il perchè mi considero sempre invincibile ma allo stesso tempo solo alle volte. Ho posto quindi una condizione. Meglio ancora sarebbe affermare: “Quando gioco a calcetto sull’erba sintetica vinco sempre mentre quando gioco sul campetto sotto casa pieno di buche non vinco quasi mai”.

Questo banale esempio è un esempio piuttosto chiaro di cosa sia la logica matematica. Sebbene sia abbondantemente evitata dalla maggior parte degli studenti, risulta invece assai importante per allenare la mente soprattutto quando si combatte con lavori eseguiti in modo troppo meccanico e ripetitivo. Spesso nell’imprenditoria si seguono troppo degli schemi abituali e si è poco allenati ad utilizzare la mente per “ragionare”. Allenare la mente studiando la matematica non solo migliora le prestazioni sul lavoro e durante lo studio, ma stimola la creatività ed aiuta a risolvere i problemi in modo decisamente più rapido ed efficiente. In imprenditoria spesso si lavora su affermazioni che non sono logiche con il risultato che ci si ritrova davanti ad ostacoli insormontabili. Se si fosse più abituati a “ragionare” sarebbe possibile prevedere le successive mosse ed i successivi risultati ottenibili prendendo una determinata direzione proprio come quando si gioca a scacchi o si risolve il cubo di Rubik. 😀

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Impossibile risolvere il cubo di Rubik se non si prevedono a mente
diverse mosse successive a quella che si sta per operare.

Ducati, Valentino Rossi e il Marketing

Se dovesse andare in porto l’accordo tra Ducati e Valentino Rossi, assisteremo ad uno dei più grandi eventi di marketing della storia sportiva. Ducati: la casa che produce moto seducenti, belle, con quel qualcosa in più che gli appassionati amano. Moto con carisma, moto che hanno quasi un’anima. Moto per le quali parole come “desmodromico”, “desmosedici”, “telaio a traliccio”, “la rossa di Borgo Panigale”, hanno avuto un effetto pubblicitario coinvolgente come pochi per chi adora le due ruote… e Ducati lo sa bene, tanto che la sua pubblicità, il suo marketing, la sua importanza nel mondo dei motori è cresciuta utilizzando in modo sempre più marcato questi termini di pari passo con le vittorie. Eppure, sono convinto che se Ducati avesse avuto le punterie pneumatiche al posto del desmodromico, avrebbe vinto ugualmente. Desmodromico*… si prova quasi un sottile senso di potere a pronunciare questa parola composta che significa “corsa vincolata”.

Ora immaginate di unire le forze mediatiche, pubblicitarie, di notorietà di Ducati con quelle del fenomeno sportivo ma anche pubblicitario dell’ultimo decennio: Valentino Rossi. Valentino rappresenta coinvolgimento, fantasia,  simpatia, creatività, spensieratezza, razionale follia, voglia di prendersi sul serio ma non sempre… cosa ne può scaturire?

Non oso immaginare quanti spot trarranno spunto dall’accostamento del cognome “Rossi” con il colore della moto… quanti spot si baseranno sul fatto che pilota italiano vincente su moto italiana vincente rappresentano passione allo stato puro… L’Italia dei centauri impazzirà. Una parte dei tifosi Ducati (quella che non sopporta Valentino) resterà male e potrebbe abbandonare il tifo sfegatato, altri ci metteranno un pò a metabolizzare la cosa ma, la stragrande maggioranza, non starà nella pelle. Le vendite dei prodotti Ducati aumenteranno con decisione. Verranno create nuove versioni “racing replica” delle supersportive. Nuovi gadjet, nuove iniziative promozionali, nuovi eventi. C’è solo da aspettare e guardare incuriositi perchè in fondo è questo il ruolo di chi sta oltre il teleschermo.

*Desmodromico deriva da DESMOS che sisgnifica vincolato e DROMOS che significa corsa. Qundi DESMODROMICO significa a corsa vincolata. 

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Gli artisti del fotoritocco si stanno già sbizzarrendo nel fare ipotesi circa la livrea
della possibile moto di Valentino.

Impresa, giovani imprenditori e finanziamenti

Dalla comunità europea fino al più potente motore di ricerca

Oggi vi “linko” (voce del verbo linkare, sost.: link 🙂 ) due siti con contenuti assai interessanti per coloro che hanno la passione per l’impresa, che vivono l’impresa e che necessitano di un contributo per crescere, sviluppare, evolversi o semplicemente affrontare delle spese particolari in un momento poco proficuo.

Commissione europea:
http://ec.europa.eu/youreurope/business/access-to-finance/italy/index_it.htm

Il sito della Commissione europea “La tua Europa” sul quale trovate la pagina relativa alla Direzione Generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali (DGIAI) del Ministero dello Sviluppo economico, la quale coordina e gestisce gli interventi agevolativi a favore delle imprese.

La DGIAI concede ed eroga agevolazioni finanziarie alle imprese, al fine di sostenere importanti obiettivi di politica industriale quali le attività di ricerca e sviluppo e l’innovazione tecnologica, interventi per le situazioni di crisi industriale, agevolazioni per le aree meno sviluppate e il sostegno per l’accesso al credito per le piccole e medie imprese.

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Google Ventures:
http://www.google.com/ventures/

Il sito che Google ha realizzato specificatamente per comunicare il suo desiderio di finanziare le imprese di tutti i settori in qualunque fase di crescita loro si trovino. Non nascondono che sono particolarmente interessati alle aree nelle quali Google può avere accesso con il suo team, ossia l’intero mondo delle tecnologie e di tutto ciò che permette alle imprese di poter raggiungere un maggiore successo. Google afferma chiaro e tondo di investire per il ritorno finanziario (e ci mancherebbe…), questo significa che gli autori delle idee che verranno valutate come “fattibili” e che verranno finanziate, avranno una conferma in più (grazie ad un team di esperti) della reale qualità della loro idea.

Il centro commeciale naturale

Quando i piccoli si uniscono

Non è mai troppo tardi per risollevare la “voglia di fare” delle piccole realtà e mostrare come esse siano molto più piacevoli del classico ed ormai “obsoleto” centro commerciale con maxi parcheggio e acquisti vincolati dalle solite proposte stampate su montagne di noiose brocure dal forte odore di petrolio.

E’ il caso del centro commerciale naturale nato pochi giorni fa ad Agugliano (AN) denominato “Agugl’Amo”. Il centro commerciale naturale ti offre tutto ciò di cui hai bisogno e ti riporta piacevolmente indietro. Tutti i beni e servizi di cui hai bisogno li trovi nella piazza centrale del paese e non in un casermone fuori porta*.

Riscopri il piacere di visitare negozietto per negozietto con le sue vere specialità. Riscopri il piacere di muoverti a piedi o in bicicletta (anche se i più ostinati pigroni insistono a fare anche solo 100 metri in macchina da casa al paese, ma si lavorerà anche su questo 🙂 ). Riscopri quanto sia piacevole un rapporto molto più intimo e diretto con il tuo negoziante abituale piuttosto che con il solito venditore addestrato a fingere di essere tutto ciò che tu vorresti che fosse.

Hai mai comprato una salsiccia in un centro commerciale? Durante la cottura la sua dimensione si dimezza e ti accorgi che stai per mangiare la metà di quanto hai pagato e la pentola si riempie di grasso sciolto. La macelleria di un centro commerciale naturale non solo ti può offrire prodotti davvero gustosi, ma puoi scoprire che è il macellaio stesso che alleva gli animali da cui ricava le carni. Scopri che lo fa da una vita, scopri che ha una valida esperienza e può offrirti una miriade di consigli. Scopri che i vostri figli giocano insieme. Riscopri il piacere di farti due chiacchiere in un mondo in cui tutti vogliono venderti tutto ma nessuno più ti ascolta e a nessuno interessa più cosa fai.

Il centro commerciale natuale è tutta un’altra storia perchè è fatto di storie di persone come te, che vivono realmente giorno dopo giorno intorno a te nella realtà più vera e vicina a te. Senza considerare poi le interessanti iniziative promosse dai commercianti dei paesini che offrono diverse occasioni per incontrarsi la sera scoprendo prodotti e gusti nuovi. Vedi ad esempio il Festival del Gelato Artigianale che ha riscontrato in questi giorni un sorprendente successo dando vita ad un piccolo paesino come Agugliano che conta solo poche migliaia di abitanti: clicca qui per visitare il sito dell’evento Gelato Artigianale Festival. Pensa in grande, agisci in piccolo 😀

*Ricorda che i centri commerciali naturali si realizzano mediante accordi con il comune e sono soggetti ad interessanti incentivi da parte di stato e regione per poter rinnovare i locali ed i servizi e per poter aprire le attività che completano il quadro generale del centro commerciale natuale.

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Stai vendendo casa? Ecco come riconoscere i perditempo

Perditempo o semplici curiosi della concorrenza? Ecco come riconoscerli.

Sei un privato (o magari un’impresa) e metti l’annuncio per vendere casa  (o le tue soluzioni). Nelle prime settimane, un fiume di gente estranea si presenta a casa tua o presso il tuo cantiere o, peggio ancora, ti telefona facendo le domande sbagliate.

In primis chi ti chiama solo per sapere il prezzo, non è assolutamente interessato. Puoi tranquillamente evitare di dirlo. Considera che chi è realmente interessato il prezzo lo chiede al termine di una lunga serie di domande. Si cerca di sapere prima se tutto corrisponde alle proprie esigenze e poi si nota una certa ansia che testimonia l’interesse e la speranza che il prezzo sia proporzionato alle proprie possibilità o comunque non molto superiore ad esse.

Se qualcuno impara a memoria la “canzoncina” e ti fa le solite domande di routine, potrebbe comunque essere un perditempo o un amico di un concorrente mandato per sapere di più sul tuo cantiere. Ti rendi conto del reale interesse se le domande sono piuttosto inerenti la sfera personale. Ossia l’interesse lo vedi quando una domanda viene effettuata per verificare l’idoneità di una soluzione alle proprie esigenze.

Impara a vedere i segnali del linguaggio del corpo della persona che hai davanti, in particolar modo mani e viso, per capire se chi è venuto a casa tua o presso il tuo cantiere è un tecnico della concorrenza o persino un amico del titolare di un altro cantiere della zona. Ricorda sempre che chi ti sta mentendo eviterà di guardarti negli occhi e tenterà di farlo ad esempio stropicciandoseli spesso.  Oppure potresti notare che fa ripetuti gesti che tendono a coprire la bocca come ad esempio toccarsi di continuo il naso o dare leggeri colpi di tosse coprendo l’azione con il pugno. Certo è che tra aprile e giugno le allergie possono trarre in inganno allora fai tu qualche domanda a questo “visitatore” e se rispondendoti volgerà lo sguardo in basso alla sua destra probabilmente (ma non è detto sia sempre così) starà usando la fantasia per inventare qualche scusa.

Se è un amico di un tuo concorrente, sarà stato scelto tra le persone che non frequentano cantieri, studi tecnici, uffici tecnici comunali o altro… quindi una persona diciamo estranea al mestiere. La riconosci subito perchè non fa domande logiche e, stringi stringi, vuole sapere solo il prezzo, oppure fa domande che tentano di far sembrare che se ne intenda ma sono buttate lì tanto per dire qualcosa. Insomma ogni dettaglio ti fa sentire che non ha realmente nulla da dirti o da chiederti.

Se è un tecnico, un architetto, un addetto di un cantiere concorrente, tenterà di evitare l’incontro e vorrà sapere solo il prezzo. Se gli dirai che non dai prezzi telefonicamente, ti risponderà che se sarà interessato prenderà un appuntamento. A questo punto tu dovresti chiederti: “E allora cosa mi ha telefonato a fare?” In parole povere non gli hai dato i numeri che voleva sapere e ti ha semplicemente evitato.

Se viene un agente immobiliare ti farà moltissime domande tecniche molto precise, molto più di quelle che ti farebbe una normale persona interessata. E fin qui è tutto più che normale. Il problema nasce quando l’agente immobiliare prende il vizio di non farsi sentire per mesi e, di tanto in tanto, ti chiama dandoti delle false speranze e dicendoti che ha delle persone interessate che non ti farà mai vedere. In realtà non ha alcun possibile acquirente e vuole solo sapere se la casa è ancora in vendita e se per caso hai ceduto per mancanza di pazienza o di possibilità e vuoi vendere sottocosto. Ma a vendere sottocosto sono buoni tutti e se proprio devi farlo, lo puoi fare da solo.

Se è una persona che deve solo farsi gli affari tuoi o perdere tempo, ti fa le domande sulle cose più impensabili ed innaturali. C’è ad esempio chi chiede in un cantiere se la casa verrà dotata di idromassaggio e poi non ha ascoltato nulla di ciò che gli dicevi poco prima e non sa nemmeno se la casa avrà uno o due bagni…

Attenzione ai movimenti strani. Esistono addirittura casi in cui ladri di appartamenti, d’estate, prima delle ferie, fingono di cercare casa e poi te li ritrovi dentro con la scusa di visitare l’appartamento per il possibile acquisto e buttano l’occhio su tutti i punti dove potresti aver nascosto cassaforte o altro. Si appoggiano spesso ai muri, tentano di capire se un cartongesso nasconde uno stanzino. Guardano di più il tuo impianto stereo e il valore dei mobili, piuttosto che le camere o lo spazio dove potrebbe andare un determinato armadio. Insomma noti che della casa a loro poco importa. Ciliegina sulla torta, per farsi fare strada da te e controllare e ricontrollare tutto, ti dicono che l’acquisto per loro non è un problema di denaro ma devono solo vedere se la casa risponde a quello che pensavano… ed in effetti è così, il prezzo non è un problema visto che non devono fare alcun acquisto e devono vedere se la casa risponde alla loro aspettativa… per il furto mentre non ci sei.

Fate conoscere da soli il vostro talento: Clio makeup

Rubrica: Chi fa da sé…

Titolo o argomento: Passioni, Clio Make Up

Se fino a pochi anni fa raggiungere i propri scopi implicava molto spesso l’avere soprattutto fortuna, conoscenze, o buone disponibilità economiche, oggi molto è cambiato ma in pochi si sono accorti delle reali potenzialità disponibili. Dall’editoria alla musica, dalla recitazione agli effetti speciali e, come sto notando ultimamente, persino nel mondo dei motori e dei piloti in erba… grazie ad internet è alla grande rete mondiale di persone, che ora si possono contattare con un click, tutto è cambiato. Vediamo rapidamente come si sono ingegnati i ragazzi più svegli:

Alimentare le proprie passioni: Un chiaro esempio di ciò che voglio comunicarvi è proposto da ClioMakeUp, è questo il NickName di una ragazza che esprime la sua forte passione per il Make Up in modo originale… Lei ha allestito il suo canale Youtube con un numero sempre crescente di video e di iniziative da lei proposte… Perdonatemi il gioco di parole ma “non c’è trucco”, qui gli ingredienti sono:

  1. Studiare,
  2. Sperimentare,
  3. Tanta passione,
  4. Creatività,
  5. Originalità,
  6. La capacità di non mettere distanze tra ciò che le piace fare e quello che fa veramente
  7. La capacità di realizzare video con una più che soddisfacente illuminazione che permette di osservare i dettagli di colore e sfumature proposte da ClioMakeUp. Questa ragazza, nei suoi migliori video, utilizza persino un softbox per migliorare la resa cromatica dei trucchi e delle sfumature che propone.

Il punto sette dimostra come non sia assolutamente vero che bisogna dedicarsi ad una sola cosa per farla bene. Se ClioMakeUp si dedicasse solo al makeup e non ponesse attenzione all’illuminazione (lighting) del suo mini set televisivo non otterrebbe il significativo risultato video dei colori e gran parte del suo lavoro sarebbe vano… Al contrario nel suo piccolo studio fa le cose in grande 🙂

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Quando si anticipano troppo i tempi…

… Si può persino avere un effetto opposto al successo.

Negli ultimi 20 anni ho notato e talvolta vissuto in prima persona un insolito effetto negativo che può subire chi ha la capacità di guardare avanti. Ho notato come spesso sia utile pensare al futuro, studiare un’innovazione e, allo stesso tempo, lasciarla ferma lì per il semplice motivo che se la gente non è ancora pronta per un nuovo concetto di una qualunque cosa… lo rifiuta. Il “bello” è che ciò che è troppo innovativo ed ancora poco concepibile viene visto come un qualcosa che non porta alcun vantaggio, che non serve. Questo solo perchè non lo si conosce realmente, non se ne apprezzano le caratteristiche e non si è in grado di guardare avanti come chi ha ideato tale sistema, oggetto, meccanismo, logica o quant’altro.

Guardare avanti può essere un prova dura che pone dei vincoli rigidissimi a chi invece avrebbe una voglia (pari a quella di un bambino) di mostrare a tutti la sua nuova proposta. Bisogna altresì essere abili strateghi, saper attendere e, nel frattempo, evolvere persino nuove versioni delle proprie idee attendendo con parsimonia il momento giusto… il momento in cui il destinatario dell’idea, chi ne usufruirà, sarà pronto ad accettarla. Un momento che potrebbe persino non arrivare mai.

Così per assurdo, in passato, sono stati messi in commercio prodotti dei più svariati settori che non hanno avuto il reale successo che meritavano perchè troppo innovativi e non ancora accettati da chi avrebbe potuto farne uso. Non parlo per forza di idee chissà quanto complicate. Oggi potrebbe proprio essere il momento giusto per rispolverare dal passato cose di cui, specie in tempi di crisi, potremmo avere bisogno.

Note

La Renault come tantissimi altri conosce bene il meccanismo sopra citato e lo utilizzò in passato in modo strategico per fare degli studi. L’Avantime fu un vero e proprio esperimento condotto da Renault. Fu venduto solo per un breve periodo di tempo ed in pochissime unità. Serviva a Renault per capire se le sue proposte di design destinate a migliorare l’abitabilità dei propri veicoli sarebbero state valide per il futuro. In effetti tutti gli attuali modelli Renault hanno linee figlie dell’Avantime ma dieci anni fa, quando fu commercializzato, erano ancora troppo moderne e poco digeribili dalla clientela.

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