Software low cost di interior design

Rubrica: La pirateria è un reato grave
Titolo o argomento: Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

Ci sono studi in grado di fare lavori con software come

Interior Design realizzato dalla Belight

Il suo prezzo si aggira intorno ai 90 Euro nella versione Pro e soli 60 euro per la versione Standard. Ci sono studi che fanno gli stessi identici, a volte monotoni lavori, con software che costano migliaia di Euro a copia. Studi non prettamente tecnici, bensì studi con esigenze limitate al presentare un progetto di arredamento senza ricorrere al buon vecchio pantone per questioni di tempo…

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In questi ed altri casi, salvo particolari necessità ovviamente, può essere sufficiente ricorrere a software che pur essendo economici, contengono in sé una impressionante versatilità e velocità, nonché una notevole intuitività che offre una possibilità di apprendimento prossima all’immediato 😀

Belight Software

Il fattore più importante risiede nel fatto che, anche se un occhio esperto nota subito i limiti di un software più economico, un cliente di uno studio di arredamenti è soddisfatto già potendo avere un quadro generale di come verrà la sua cucina dopo la ristrutturazione ad esempio. Voi potreste desiderare di assecondare diverse richieste di variazioni, disposizione, colori, luci, in tempi davvero ridotti e con una spesa minima. Utilizzare simili software significa nella maggior parte dei casi, fare centro senza ricorrere a copie pirata.

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PRO

  • possibilità di tracciare piantine 2D in modo decisamente intuitivo e veloce senza possedere software CAD

  • possibilità di realizzare 3D di interni in maniera altrettanto facile e rapida

  • possibilità di acquisire da internet gratuitamente gli oggetti 3d che vi mancano (sedie, porte, finestre, complementi di arredo… tutto)

  • possibilità di creare animazioni in formato quick time (mov)

  • Agevole interazione con Google SketchUp
  • Editor di materiali avanzato
  • Possibilità di eseguire modifiche in real time ad una scena già renderizzata
  • Possibilità per chi è completamente a digiuno circa il mondo 3d di poter imparare velocemente ad utilizzare il programma
  • Prezzo davvero Ottimo

Contro

  • è possibile realizzare esclusivamente 3d di interni
  • non si possono ottenere risultati fotorealistici -ovvio per soli 60-90 Euro-

Note

Osservate bene il video specie negli ultimi secondi in cui è possibile notare la piantina 2d accanto al 3d e la rapidità degli interventi possibili.

Vedi anche il seguente link con i video dimostrativi di Live Interior 3d:
http://www.belightsoft.com/products/liveinterior/screencasts.php

Pulire la tastiera trasparente dell’iMac

Soffiare o Aspirare?

Pulire la tastiera Bluetooth

dell’iMac in policarbonato

Esiste una particolare tastiera della Apple (Bluetooth) che ha la scocca portante trasparente, attraverso la quale si vedono tutte le piccole impurità che passano tra i tasti nel tempo. Questa situazione è indifferente ai più, mentre per i più pignoli, come me, può dar fastidio. Si nutre così il desiderio di cercare di capire come pulirla senza danneggiarla.

Ma soprattutto… spesso il quesito è: Soffiare o Aspirare?

Soffiare

PRO: Utilizzare le bombolette contenenti aria compressa ha il vantaggio di essere un’operazione molto veloce che ci appaga mentalmente in quanto ci da l’illusione che non vi sia più sporco nella tastiera solo perchè abbiamo soffiato con forza.

CONTRO: A molti può sembrare una follia pagare l’aria. Lo sporco inoltre non abbandona la tastiera, non tutto… Ma si incastra nelle fessure ed in tutti i punti contro i quali l’aria spinge con maggiore forza.

Aspirare

PRO: Aspirare da il vantaggio di eliminare realmente lo sporco che finirà nel sacchetto dell’aspirapolvere. Il risultato della pulizia è nettamente migliore.

CONTRO: Si tratta di un’operazione non facile che va eseguita con molta pazienza e disponendo di una buona dose di pratica.

Vediamo in questo articolo le operazioni consigliate

ai più precisi 😀

  • Le viti poste sul retro della tastiera hanno una testa ESAGONALE (e non Torx come alcuni credono. A meno che la Apple non abbia prodotto fino ad un certo numero di serie tali tastiere con le viti a testa esagonale ed altre con le viti a testa Torx). La testa esagonale necessità di una chiave esagonale da 1mm tuttavia alcuni ferramenta affermano che queste chiavi non esistono. Ovviamente non è vero. Per di più esistono anche da 0,7mm e da 0,9mm appositamente per l’elettronica. Proprio per l’occasione, non disponendo di una chiave esagonale da 1mm, ne abbiamo utilizzata una da 0,9mm. L’errore di 1/10 non ci ha dato alcun problema.

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  • Per iniziare questa minuziosa operazione è necessario rimuovere il coperchio del pacco batterie. Una moneta potrebbe non entrare nelle chiavette di sgancio, potete pertanto utilizzare un gettone da calcio balilla ad esempio. Ponete la tastiera, rovesciandola delicatamente, su un panno morbido.

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  • Una volta rimosso lo sportello delle batterie, avrete piena visione del numero esatto di viti che fermano la scocca di policarbonato trasparente alla tastiera. Le viti sono in tutto 8. Per svitarle/avvitarle correttamente senza spanare le teste e rovinare tutto, dovete fare attenzione ad alcuni accorgimenti: Quando inserite il mini cacciavite con la chiave esagonale da 1mm o da 0,9mm, tamburellate sul cacciavite con un dito in modo da permettere all’utensile di entrare correttamente nella sede esagonale della vite. Il cacciavite se è correttamente inserito non deve scavallare saltando il giro e lasciando la vite ferma. Se accade questo significa che non è ben inserito. E’ importante tener conto del fatto che non state smontando un motore o un mobile; qui le coppie di serraggio sono quasi nulle. Queste viti vanno avvitate finchè ruotano agevolmente; appena arrivate infondo, come si inizia a sentire una leggera resistenza, si deve interrompere il serraggio. NOTA BENE: la vite centrale posta vicino all’interruttore della tastiera è più lunga delle altre. Ricorda di rimetterla al suo posto in fase di rimontaggio.

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  • Una volta rimosse le 8 viti è necessario rimuovere anche la parte superiore del contenitore delle batterie. Tuttavia questo componente può sembrarci ancora bloccato. Questo perchè il collante siliconico che regge le linguette per estrarre le batterie, tende a bloccare (anche se non in modo permamente) il contenitore. Per riuscire nell’intento di rimuoverlo è necessario sollevarlo gradualmente sempre più e con leggere trazioni che devono partire dalla superficie dietro la quale vediamo scomparire le linguette. Trattandosi di un collante siliconico, quando andremo a rimontare il tutto, la colla farà ancora e pienamente il suo dovere. Non preoccupatevi. Tirare il contenitore verso l’alto dal punto in cui scompaiono le linguette, vi da il vantaggio di non flettere questa parte in plastica e non causarne l’accidentale rottura. E’ comunque molto difficile che accada. La resistenza è molto buona ma utilizzate cautela. Nella seconda foto qui sotto vedete il piccolo strato di colla che trattiene le linguette e può bloccare la parte superiore della sede delle batterie.

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  • Appena rimossa anche la parte superiore del contenitore delle batterie, la scocca in policarbonato trasparente può essere agevolmente rimossa e pulita. Potete utilizzare vari metodi ma meno sono invasivi e meglio è. Io mi sono limitato a passarci un pennello con le setole molto morbide accompagnandomi con un buon aspirapolvere che tirava su tutto quello che spolveravo. Un consiglio pratico: Come ho imparato al BerardiStore può essere buona norma, quando si aspira in presenza di piccole parti di elettronica, interporre tra il tubo dell’aspirapolvere e l’accessorio utilizzato, un fazzolettino. Questo farà si che l’aria in aspirazione passi ugualmente ma nel caso accidentale che una vite sia vicina all’aspirazione, verrà fermata dal fazzolettino e la potrete recuperare spegnendo l’aspirapolvere stesso. Altrimenti, come potete notare dalle foto, ho raccolto le viti in una bustina di plastica sigillabile evitando ogni incertezza.

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  • Successivamente con un pennello molto piccolo per pittura sono passato su tutti i bordi e tra i vari tasti portando via tutte le impurità che precedentemente erano visibili attraverso la superficie trasparente: pellicine, pelurie, polvere… L’aspirapolvere è stato fondamentale in quanto come il pennello spostava lo sporco, quest’ultimo veniva immediatamente aspirato e rimosso. Solo l’aspirapolvere non sarebbe stato sufficiente in quanto parti molto piccole si appiccicano letterlamente alla tastiera. Anche il pennello da solo non avrebbe fatto altro che spostare lo sporco da un posto all’altro.

  • Nella foto qui sotto potete osservare a sinistra il materiale utilizzato per la pulizia e lo smontaggio. Mentre nella foto a destra potete osservare la tastiera rimontata pronta e pulita come quando è stata acquistata. Per evitare di segnarla con dei graffi nella parte inferiore mi sono premunito in passato con un panno spugnoso da pub… Quelli per la birra per intenderci. 😀

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Conclusioni:

Utilizzare batterie ricaricabili (Come avrete notato nelle foto) non solo rispetta l’ambiente e vi garantisce un impressionante risparmio di denaro, ma vi assicura anche una notevole durata. Con le pile della VARTA da 2100mAh una tastiera Apple va avanti quasi un anno (utilizzandola tutti i giorni). Tali batterie sono ricaricabili migliaia di volte. Non credo, con tutto l’ottimismo possibile, che camperemo un migliaio di anni… 😀

Introduzione alle Reflex digitali

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -1-
Titolo o argomento: Le reflex digitali

Si chiamano REFLEX perchè il loro mirino è posto su un asse differente da quello dell’obiettivo e un sistema di “riflessione” provvede a riportare sul mirino ciò che l’obiettivo visualizza, o meglio, solo il 95% dell’immagine ripresa. Ovviamente quello che l’obiettivo visualizza viene proiettato sulla pellicola (nelle REFLEX analogiche) o sul sensore se si tratta di una REFLEX digitale.

Il meccanismo di riflessione è corredato di uno specchietto inclinato che riflette la scena all’interno di un pentaprisma che a sua volta produce un’ulteriore immagine riflessa.

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Un meccanismo collegato al pulsante di scatto fa alzare lo specchietto nell’istante in cui si scatta la foto. Questo impedisce la riflessione dell’immagine all’interno del pentaprisma. Tale operazione è necessaria, nel momento dello scatto (ossia quando si apre l’otturatore), per lasciar passare la luce della scena e farle raggiungere il sensore impressionandolo.

Al termine del tempo di esposizione, quando si chiude l’otturatore, lo specchietto torna nella sua posizione iniziale inclinata.

Continua…

Leggere l’istogramma

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -7-
Titolo o argomento: Istogramma

Se agite sul tasto “DISP” più di una volta (riferito ad una compatta digitale canon, ma sarà sicuramente presente, anche se con altri nomi, su molte altre compatte…) mentre state visualizzando le foto scattate, vi accorgerete che ad un certo punto comparirà un grafico simile al seguente:

istogramma_2.jpg

Questo grafico si chiama ISTOGRAMMA. Spesso e volentieri viene ignorato ed archiviato come “funzione che non ci occorrerà sicuramente”. Al contrario, per portare al limite una compatta digitale, guarda caso, è fondamentale. E’ importante su tutti i tipi di macchine fotografiche digitali ovviamente, ma noi in questo caso stiamo trattando solo il mondo delle compatte.

Cosa significa?

Il grafico in questione rappresenta la distribuzione della luminosità di tutti i pixel che costituiscono l’immagine digitale. Ogni pixel ha una propria luminosità alla quale viene attribuito un valore compreso tra 0 e 255 lungo l’asse orizzontale del grafico. Questo significa che in ogni singolo punto dei 256 presenti sull’asse orizzontale, viene riportato il numero dei pixel presenti nello scatto con quella precisa luminosità. Ad esempio tanti più pixel ci saranno con una luminosità pari a 125 e tanto più alta sarà la retta verticale che parte dal suddetto punto.

Lo zero corrisponde al nero (sull’asse orizzontale ci troviamo all’estrema sinistra) ed il valore 255 al bianco (sull’asse orizzontale ci troviamo all’estrema destra). I 256 toni disponibili in un’immagine digitale sono molto più di quanto i nostri occhi riescono realmente a intrepretare. L’occhio umano distingue circa 200 livelli di grigio.

Quando l’immagine è troppo scura (sottoesposta), il grafico si concentra tutto sulla parte sinistra (ossia verso lo zero) andando ad indicare una netta prevalenza dei toni scuri, sinonimo di un errato settaggio delle impostazioni di scatto (apertura, correzione esposizione, sensibilità iso, parametri del flash…). Viceversa quando l’immagine è eccessivamente luminosa (sovraesposta), il grafico si concentra tutto sulla destra (ossia verso il valore 255).

Un’esposizione corretta si concentra, secondo una funzione prossima ad una Gaussiana, sulla parte centrale del grafico, sfumando gradualmente verso i valori: 0 e 255. Tali zone in uno scatto corretto vengono a malapena sfiorate. In questo caso la distribuzione della luce è ideale e tutti gli elementi ripresi risultano correttamente illuminati.

Tuttavia risulterà normale che una foto scattata ad esempio al tramonto o di notte, abbia la maggior parte dei pixel con bassa luminosità ed un grafico concentrato sulla sinistra. Questo non vuol dire necessariamente che la foto che abbiamo scattato sia errata. Impostando correttamente le aperture e le velocità di scatto otterremo un grafico concentrato sulla sinistra ma comunque corretto.

Una buona abitudine potrebbe essere quella di eseguire scatti nei quali l’istogramma non tocca gli estremi (0 e 255); questa soluzione ci permette di effettuare delle migliori correzioni dei livelli con programmi di fotoritocco adeguati.

Gimp: Programma Open Source per la manipolazione delle immagini

Rubrica: La pirateria è un reato grave
Titolo o argomento: Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

GIMP è l’acronimo di GNU Image Manipulation Program. È un programma distribuito liberamente per compiti quali il ritocco fotografico, la composizione di immagine e l’authoring di immagine. Ha molte capacità. Può essere utilizzato come un semplice programma di disegno, un programma professionale di foto ritocco, un sistema di elaborazione batch in linea, un renderer di immagine di produzione in serie, un gruppo convertitore di formato di immagine, ecc.

GIMP è estensibile e estendibile. È progettato per essere aumentato con plug in ed estensioni per fare pressappoco qualsiasi cosa. L’interfaccia avanzata di scripting permette di scrivere facilmente di tutto: dal compito più semplice alle procedure di manipolazione di immagine più complesse.
Se lo desideri, visita il sito web: gimp.org

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Una breve sintesi di alcune delle tante caratteristiche di GIMP:

  • Painting
    • Full suite of painting tools including Brush, Pencil, Airbrush, Clone, etc.
    • Sub-pixel sampling for all paint tools for high quality anti-aliasing
    • Extremely powerful gradient editor and blend tool
    • Supports custom brushes and patterns
  • System
    • Tile based memory management so image size is limited only by available disk space
    • Virtually unlimited number of images open at one time
  • Advanced Manipulation
    • Full alpha channel support
    • Layers and channels
    • Multiple Undo/Redo (limited only by diskspace)
    • Editable text layers
    • Transformation tools including rotate, scale, shear and flip
    • Selection tools including rectangle, rounded rectangle, ellipse, free, fuzzy
    • Foreground extraction tool
    • Advanced path tool doing bezier and polygonal selections.
    • Transformable paths, transformable selections.
    • Quickmask to paint a selection.
  • Extensible
    • A Procedural Database for calling internal GIMP functions from external programs as in Script-fu
    • Advanced scripting capabilities (Scheme, Python, Perl)
    • Plug-ins which allow for the easy addition of new file formats and new effect filters
    • Over 100 plug-ins already available
  • Animation
    • Load and save animations in a convenient frame-as-layer format
    • MNG support
    • Frame Navigator (in GAP, the GIMP Animation Package)
    • Onion Skin (in GAP, the GIMP Animation Package)
    • Bluebox (in GAP, the GIMP Animation Package)
  • File Handling
    • File formats supported include bmp, gif, jpeg, mng, pcx, pdf, png, ps, psd, svg, tiff, tga, xpm, and many others
    • Load, display, convert, save to many file formats
    • SVG path import/export
  • Molto, molto altro…

Programmi di CG Open Source. Big Buck Bunny

Rubrica: La pirateria è un reato grave
Titolo o argomento: Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

Big Buck Bunny…

…è il cortometraggio di animazione 3D realizzato con il solo ausilio di programmi Open Source 😀 da Blender Foundation. Sono stati impiegati sette mesi per la sua realizzazione: da Ottobre 2007 a Maggio 2008 e sono stati utilizzati i seguenti Software “gratuiti”:

  1. Gimp: Programma per la manipolazione delle immagini (fotoritocco, composizione ecc.).
  2. Python: Linguaggio di Programmazione
  3. Inkscape:  è un programma open source per il disegno che supporta: forme base, i tracciati, i testi, i segnali, i cloni, le trasparenze, le trasformazioni, i gradienti e i gruppi. Inkscape supporta inoltre i meta-dati Creative Commons, la modifica sui nodi, i livelli, le operazioni complesse sui livelli, i testi su tracciato e la modifica dell’XML SVG. Può importare da diversi formati come EPS, Postscript, JPEG, PNG, BMP e TIFF e esportare in PNG ed in altri formati basati su vettori multipli.
  4. SVN: Open Source Software Engineering Tools
  5. Ubuntu: Sistema Operativo basato su GNU/Linux, che unisce stabilità, sicurezza e facilità di utilizzo.

…Alla faccia di chi pensa che tutto è difficile o impossibile 😀

Potete scaricare Gratuitamente il film in HD 1920×1080 al seguente link: http://www.bigbuckbunny.org/index.php/download/

Compatta digitale: Modifica del firmware

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -6-
Titolo o argomento: Modifica del Firmware

Un’elaborazione che è possibile effettuare su una compatta digitale è quella del Firmware…

Che cos’è il Firmware?

Il firmware è un programma, inteso come sequenza di istruzioni, integrato direttamente in un componente elettronico nel senso più vasto del termine (integrati, schede elettroniche, periferiche). Lo scopo del programma è quello di avviare il componente stesso e consentirgli di interagire con altri componenti tramite l’implementazione di protocolli di comunicazione o interfacce di programmazione.

Cosa posso ottenere dall’elaborazione del Firmware?

Posso ad esempio allungare i tempi di esposizione

Programmare la macchina fotografica per fare degli scatti ad intervalli regolari durante la giornata

Aggiungere la possibilità di utilizzare il formato RAW

Realizzare foto in HDR direttamente con la macchina fotografica compatta

Impostare una sensibilità ISO20 (di cui però non conosco personalmente l’utilità)

e altro ancora…

chdk.png

Dove trovo il Firmware modificato per la mia compatta?

Al seguente LINK troverai decine e decine di Firmware… Puoi controllare se c’è qualcosa che fa al caso tuo. Il file che potrai scaricare dal sito va memorizzato nella scheda di memoria della macchina fotografica compatta digitale. Per fare in modo che la macchinetta fotografica si avvii con il nuovo Firmware e non con quello che ha di serie (che non è presente nella scheda di memoria ma nella memoria di sola lettura della macchinetta stessa) è necessario che la scheda di memoria sia di quelle con il tastino che permette di bloccarle o meno. Bloccandola, mi dice il tecnico Giovanni Segreto, la macchina fotografica si avvierà con il nuovo firmware e non con quello che ha di serie. Sbizzarritevi…

Compatta digitale: Aberrazione ottica

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -5-
Titolo o argomento: Aberrazione ottica

Nel precedente articolo della rubrica “Portare al limite una canon A540” abbiamo parlato della regolazione dell’apertura del diaframma e degli effetti sulla profondità di campo. A piccole aperture del diaframma e quindi a valori elevati di f-stop corrisponde una maggiore profondità di campo ossia si possono mettere più agevolmente a fuoco oltre agli oggetti in primo piano, gli oggetti più avanti o più arretrati. Vice versa vale per grandi aperture del diaframma e quindi ridotti valori di f-stop.

Tuttavia si può verificare un particolare fenomeno se si eccede con l’apertura del diaframma. Diaframmi molto aperti hanno lo svantaggio di aumentare gli effetti di aberrazione ottica.

Tali effetti consistono (Definizione tratta da Wikipedia) in una deformazione nella forma o nel colore di una immagine prodotta da un sistema ottico qualsiasi, composto da più lenti.

È causata da imperfezioni o compromessi costruttivi e può essere ridotta o a volte eliminata utilizzando materiali migliori, lavorando in modo particolare le ottiche o accoppiando componenti diversi. In generale la correzione comporta un aumento dei costi di produzione.

Elemento influenzante lo sviluppo dell’aberrazione è lo spessore del mezzo ottico attraversato dalla luce, dalla scomposizione di quest’ultima legata al fenomeno della rifrazione ed alla suddivisione nelle diverse lunghezze d’onda dei colori percepiti nel visibile.

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Software cad low cost

Rubrica: La pirateria è un reato grave
Titolo o argomento: Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

Da una ricerca che abbiamo condotto risulta, quale motivo della preferenza di software pirata, il fatto che le copie originali siano eccessivamente costose e che si possano tenere in prova per periodi letteralmente insufficienti all’apprendimento. A quanto pare diventa assai difficoltoso, per chi desidera approcciare un nuovo mondo, poter acquistare tutto il necessario anche solo per una prova di qualche mese in modo tale da stabilire se il software scelto appaga o meno le esigenze.

Così, secondo alcune indiscrezioni, risulterebbe addirittura che le case produttrici sappiano bene che i giovani ad esempio di Ing. Edile possiedono, nel 99,9% dei casi, programmi cad pirata e quelli di Ing. Meccanica, programmi di calcolo avanzati. Questo per favorire la diffusione di specifici programmi e farli meglio conoscere. Il passaparola ancora oggi pare sia il metodo pubblicitario tra i più potenti. Una volta aperto lo studio, sarà compito dei possessori di copie pirata adeguarsi acquistando copie con regolare licenza spendendo diverse migliaia d’euro.

Il fatto più toccante è che spesso si scopre che questi programmi non sono poi così intuitivi e richiedono corsi specifici a volte molto costosi anch’essi. Inoltre si viene a scoprire che, in molti casi (non in tutti ovvio…), si è acquistato un programma del costo di migliaia di Euro per fare sempre le stesse cose che si possono fare con software più semplici ed economici.

E allora perchè si spendono migliaia di Euro? Semplicemente perchè si tende a desiderare il programma più diffuso. Pare non ci sia proprio soluzione! La domanda è sempre la medesima, specie quando si iniziano nuove attività: “Quando riuscirò a mettere qualcosina da parte?” Così questo mese vi segnaliamo un programma per Mac (ora anche Windows):

Turbocad in versione 2D a soli 59,00 Euro

Turbocad in versione 2D/3D a soli 129,00 Euro.

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Potete acquistarlo sia su AppleStore sia sul sito ufficiale di Turbocad. Il prezzo è il medesimo:

  • Rapporto Qualità prezzo: Ottimo.

  • Lavora tranquillamente con ogni file DWG proveniente da qualunque software CAD.

Qualcuno potrebbe parlarvi di problemi di compatibilità tra file dwg provenienti da diversi software. Abbiamo accertato al 100% che con Turbocad non vi è problema alcuno di compatibilità.

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Compatibilità

  • AutoCAD® DWG/DXF
  • JPEG (export only)
  • CGM (import only)
  • Claris CAD (import only)
  • PNG
  • ACIS® SAT
  • Adobe® EPS
  • Adobe® Illustrator
  • Adobe® PDF (export only)
  • IGES
  • PICT
  • TIFF
  • Rhino 3DM (import only)
  • Spline (import only)
  • STEP
  • TEXT
  • Truespace COB
  • DAT (import only)
  • 3DS (import only)
  • FAC (import only)
  • BMP
  • STL
  • WRL (export only)
  • 2D Raster

Non metterti nella condizione di passare seri guai, non utilizzare copie pirata. Cifre come 100 Euro sono abbordabili soprattutto se si pensa al servizio enorme offerto dal programma e se si pensa che in fondo, per un cellulare, molto spesso si spende di più.

Conclusioni

Case come la Adobe mettono a disposizione per gli studenti sconti reali che arrivano fino all’80%. I programmi che rilasciano agli studenti funzionano in modo permanente e non sono limitati nelle loro funzioni. Ovviamente non si possono utilizzare all’interno di studi tecnici.

Altre case come l’Autodesk, tenendo conto dell’elevato costo dei propri prodotti e del fatto che un mese di prova non è sufficiente per valutarne la preferenza, hanno deciso di rilasciare per gli studenti alcuni dei loro più importanti software in prova per ben 13 mesi e in modo completamente gratuito. Tuttavia, personalmente avrei preferito una soluzione più simile a quella Adobe. Acquistare il software con lo sconto, usarlo quando voglio, per passione e senza limiti di funzionalità. In caso di elevato soddisfacimento circa il prodotto e in caso di apertura di uno studio, avrei provveduto ad acquistarne una copia valida per lavorare.