Le 3R della sostenibilità: Ridurre

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Rubrica: The expert on the salmon
Titolo o argomento: Le 3R della sostenibilità – parte 2

Ridurre 

La riduzione dei rifiuti è infatti il primo passaggio da perseguire per raggiungere l’obiettivo. Sembra banale ma la riduzione dei rifiuti va pianificata con una riduzione degli imballaggi e delle dimensioni dei prodotti. E’ interessante fare un esempio per capire l’impatto economico di tale scelta.

Prendiamo una scatola di cioccolatini:

Siccome sono cioccolatini buonissimi e di alto target, il nostro esperto di marketing opta per utilizzare una scatola grande, bella e voluminosa, e all’interno ricoprire ogni cioccolatino con un involucro personalizzato. Questa scelta di marketing porta svantaggi a tutti i partecipanti della catena del valore del cioccolatino. Il fabbricante avrà un alto costo per comprare la scatola, per confezionare ogni cioccolatino uno a uno eccetera. Inoltre essendo la scatola molto grande aumenterà il costo del trasporto, già che saranno necessari molti camion, furgoncini e occupazione di magazzino per una piccola quantità di prodotto. Questi costi saranno ovviamente ricaricati sul prezzo finale del prodotto, aumentandolo pesantemente rispetto al valore del solo cioccolatino senza aggiungere nessun valore al prodotto. Nessuno è interessato alla carta del cioccolatino, si getta al momento di scartarlo.
Questo senza considerare il costo “ambientale” dato dal processo di fabbricazione delle scatole e degli imballaggi, oltre allo smog generato da un utilizzo superiore al dovuto di mezzi di trasporto.
In definitiva, si provoca un costo economico-ambientale senza ottenere nessun beneficio.

Ma per fortuna le imprese lo sanno bene, e già da diversi anni le più reattive ed efficienti hanno saputo trasformare la riduzione degli imballaggi e delle dimensioni del prodotto in un’arma competitiva. Già, perché oltre a diminuire i propri costi, si guadagnano l’immagine di aziende rispettose dell’ambiente: una pubblicità molto vantaggiosa in una società fortemente interessata alla qualità della vita. Insomma due piccioni al prezzo di uno, diminuire i costi e salvare l’ambiente.

Un esempio di impresa che sta facendo leva sulla propria efficienza ambientale è Apple.

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Come si vede nel grafico, negli ultimi 10 anni questa impresa di computer/dispositivi elettronici ha saputo ridurre le dimensione dei propri prodotti e le scatole in cui vengono imballati. Per esempio l’iPod di ultima generazione ha un imballaggio che è l’82% più piccolo del primo modello, e secondo i dati della stessa Apple, in un container ce ne vanno 5 volte tanti.
Oltre a la Apple, altre imprese tecnologiche stanno promuovendo questa politica, prime tra tutte Nokia e Samsung. E’ interessante notare come anche nelle pagine web corporative, l’attenzione al riciclaggio sia menzionato alla fine, solo dopo tutti i precedenti accorgimenti legati alla riduzione e al riutilizzo.

Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.

Le 3R della sostenibilità: Ridurre Riutilizzare Riciclare

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Rubrica: The expert on the salmon
Titolo o argomento: Le 3R della sostenibilità – parte 1

Ridurre 

Tutti conosciamo l’importanza del Riciclaggio. Negli ultimi 20-30 anni è stata fatta molta informazione al riguardo, a partire dai bambini che già a scuola imparano a differenziare carta, plastica, vetro e alluminio. Più in generale, i media e molti organismi pubblici nelle ultime decadi hanno effettuato delle campagne di sensibilizzazione al problema dei rifiuti e dell’impatto che le nostre azioni quotidiane hanno sull’ambiente.

Ma il Riciclaggio non è che l’ultimo passaggio dei tre principali che costituiscono il processo verso un futuro privo di rifiuti. Infatti il Riciclaggio permette di recuperare solo una parte del materiale raccolto e inoltre necessita di un apporto di energia per poter essere efficace. Ad esempio per riciclare una tonnellata di carta, sono necessari quasi due metri cubi di acqua e circa 2750 kWh (Chilowattora, l’unità di misura dell’energia, equivalente all’energia fornita dalla potenza di 2.750.000 watt per un periodo di 1 ora). E’ un buon traguardo, se si pensa che per produrre una tonnellata di carta normale è necessario circa il doppio di energia (~4750kWh) e 280metri cubi di acqua. Lo stesso discorso vale per il resto dei materiali riciclabile.

Le ragioni appena descritte portano a valutare il riciclaggio come l’ultimo passo in una catena di azioni che le imprese e noi come cittadini dobbiamo compiere per raggiungere un vero miglioramento ambientale. E per non dimenticarcene, ci vengono in aiuto le iniziali delle tre parole:

Ridurre, Riutilizzare e Riciclare.

O come canta Jack Johnson “Reduce, Reuse, Recycle”.

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Articolo scritto da:
Ing. Gestionale Davide Mazzanti.

Working capital – Materia per le idee

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È la metà degli anni Novanta. Due promettenti studenti di Stanford ricevono in prestito dal pro-rettore dell’Università un server che possa aiutarli a concretizzare un’idea a cui stavano lavorando da tempo. Dal punto di vista ingegneristico e matematico, la macchina sviluppa la capacità di calcolo necessaria a identificare un algoritmo che un ingegno italiano aveva precedentemente teorizzato. Dal punto di vista della storia, può fornire un supporto per una ricerca più precisa nel vasto mondo di internet.
Con il sostegno dell’Università di Stanford, i due giovani matematici brevettano l’algoritmo e creano una nuova società. Qualche anno dopo arriva il successo.
I due studenti si chiamano Sergey Brin e Larry Page.
La società è Google Inc.
Per realizzare un business di successo, serve una buona idea e l’appoggio necessario per metterla in pratica. E se questa volta provassimo a fare una cosa del genere in Italia?
Working Capital è il progetto ideato da Telecom Italia per sostenere l’innovazione italiana e le iniziative imprenditoriali in ambito web 2.0 e nuova Internet, fornendo competenze, tecnologie e servizi a supporto della loro realizzazione, ed aiutando la crescita di una nuova, giovane generazione di imprenditori italiani.

Le vuoi storiche?

Parlando con Federico, un mio amico Designer Industriale, argomentavamo circa il prezzo di mezzi d’epoca e, per riassumervi la conversazione, abbiamo distinto in particolar modo quattro differenti casi nei quali spesso ci si imbatte quando si decide di acquistare un mezzo d’epoca.

Usato d’epoca sul quale si specula.

Tipico usato che ha scarso valore ma che viene venduto a prezzi improponibili per i più variegati motivi: mode, film che l’hanno abbondantemente pubblicizzato, o ancora per il semplice motivo: “Non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace agli altri”. Argomento trattato anche da noi, clicca qui.

Non mancano poi i casi in cui comitive di persone si mettono d’accordo pubblicando di punto in bianco sui siti di vendite online, diversi annunci a prezzi esorbitanti di uno stesso prodotto. Così da infondere la credenza che quello sia il prezzo di mercato. Trovata a dir poco geniale. Ma ecco come scoprire il trucco. Vai semplicemente in edicola e acquista autorevoli riviste di auto/moto d’epoca per sapere il valore reale e poi confrontalo con il prezzo trovato online. Infine domandati valutanto la tecnica del mezzo scelto: vale la pena spendere così tanto su un mezzo difettoso, tecnicamente inefficiente, del quale non trovi i ricambi se non a prezzi spasmodici? Oppure è meglio sceglierne un altro più valido anche tecnicamente?

Usato d’epoca di lusso

Ovvero tutti quei mezzi che indipendentemente dal valore tecnico sono fortemente desiderati. In questo caso l’opinione che se ne ha è prettamente soggettiva. Sono quei casi in cui una critica può fortemente ferire l’orgoglio del possessore. Nessuno meglio di lui sa cosa prova per quel particolare veicolo… Il più delle volte nemmeno il proprietario riesce a spiegarlo. Si tratta di pezzi molto particolari. Il cui valore si alza notevolmente per la forte, immensa richiesta e desiderio di possedere una vettura o una moto che era già nata con l’intento di non essere per tutti.

Usato d’epoca di validità tecnica

Ne fanno parte tutti quei pezzi passati alla storia per delle particolari scelte tecniche che hanno aperto un’era. Ne sono un tipico esempio (anche se esagerato) le prime formula 1 a effetto suolo.

Usato d’epoca di validità storica

Caso a parte è quello di chi compra un pezzo storico per metterlo in salotto proprio per ricordare la storia del progetto. In tal caso spendere cifre cospicue anche se si tratta di una meccanica poco valida, acquista sicuramente più senso. Un tipico esempio, dice Federico, è la Vespa sulla quale fu montato un cannone in tempi di guerra. Non ci andrete a fare la spesa, quindi il problema ricambi, costi, validità tecnica non sussiste.

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Bellezza, moda o validità del prodotto?

Scegliete voi naturalmente.

Ogni veicolo è una storia a sé; la situazione varia da caso a caso, chi intende effettuare un acquisto dovrebbe stare attento e condurre una buona indagine sul prodotto per capirne i reali motivi dell’elevato costo e giustificare a sé stesso la validità della sua scelta.

Funzioni note: seno, coseno, tangente, arcotangente, potenza, esponenziale, logaritmo

Rubrica: Matematicamente, Speciale funzioni matematiche – 3

Titolo o argomento: Funzioni matematiche note (un rapido elenco)

Un elenco apparentemente lungo… …in realtà sintetico, per sapere le generalità in modo veloce

Andando un pò più nello specifico rispetto al precedente articolo sulle funzioni matematiche desidero elencarvi e illustrarvi le più comuni funzioni note. Questo perchè ho notato come durante gli esami orali, studenti che hanno preso ottimi voti allo scritto, non sanno bene come rappresentarle su un foglio e soprattutto non ne conoscono il dominio e il codominio… Fatto strano ma che accade spesso.

Legenda: Indicherò con D il dominio della funzione, con C il codominio e con I l’intervallo di invertibilità della funzione. Mi raccomando, abituatevi al pensiero di cosa vogliano dire i suddetti termini anche perchè ogni testo che trovate adotta diverse lettere per rappresentarli e così ogni sito, forum ecc… Se non imparate a memoria ma ne conoscete il significato non incontrerete problemi insormontabili.

Funzioni lineari

Un esempio semplice y=3x-1 ma potrebbe essere una qualunque altra funzione nella forma y=mx+q. Quando dobbiamo descrivere un asintoto obliquo in uno studio di funzione si ricorre ad una funzione lineare.

Funzione valore assoluto (modulo)

Un esempio y=|x| che è y=x se x≥0 oppure y=-x se x ≤0 esattamente come si vede nell’immagine sopra. In una qualunque funzione contenente il modulo(vedremo in seguito), si vede dove questo si azzera e poi si definisce l’argomento positivo oltre il punto in cui si azzera e negativo prima dello stesso punto. Se vi è più di un modulo, il metodo di risoluzione diventa molto simile a quello delle disequazioni… ma lo vedremo nello specifico in seguito.

y=|x|

Funzione seno

y = sin x

  • D=R

  • C=[-1,1]

  • I=[-π/2, π/2]

  • potete ricordarvi che il seno di zero vale zero come vedete nell’immagine sopra, per ricordarvi come disegnarla e per non fare confusione con il coseno.

Funzione coseno


y = cos x

  • D=R
  • C=[-1,1]
  • I=[0, π]

Funzione tangente


y = tg x

  • D=R-[π/2+kπ]
  • C=R
  • I=(-π/2, π/2)
  • Può essere interessante notare che la tangente, essendo uguale al seno fratto il coseno, non esiste quando il coseno vale zero. Ovviamente.

Funzione potenza


y = xn

Nell’immagine sopra a sinistra abbiamo y = x2

  • D=R

  • C=[0, +∞)

  • I= [0, +∞)

Mentre in quella a destra abbiamo y = x3

  • D=R

  • C=R

  • I=R

Funzione esponenziale


y = ax

  • D=R
  • C=(0, +∞)
  • I=R

Funzione logaritmo


y = logax

  • D=(0, +∞)
  • C=R
  • I=(0, +∞)

Funzione arcotangente


y = arctg x

  • D=R
  • C=(-π/2, π/2)
  • I=R
  • Si tratta della funzione inversa della tangente ossia tan-1x

Funzione arcoseno


y = arcsen x

  • D=[-1, 1]
  • C=[-π/2, π/2]
  • I=[-1, 1]
  • Funzione inversa del seno

Funzione arcocoseno


y = coseno x

  • D=[-1, 1]
  • C=[0, π]
  • I=[-1, 1]
  • Funzione inversa del coseno

Funzione cotangente

Potete provare a ricavare voi i dati sapendo che la tangente è data dal rapporto tra il seno diviso il coseno, mentre la cotangente è il reciproco ossia è data dal rapporto tra il coseno diviso il seno.

Funzione arcocotangente

Potete provare a ricavare voi i dati sapendo che l’arcocotangente è la funzione inversa della cotangente.

Funzioni iperboliche

Seno iperbolico


y = senh x

  • D=R
  • C=R
  • I=R
  • la sua funzione inversa è la funzione settore seno iperbolico

Coseno iperbolico


y = cosh x

  • D=R
  • C=[1, +∞)
  • I= Non è invertibile su R. Nota però che il coseno iperbolico, come applicazione da [0,+∞) in [1,+∞) è invertibile
  • la sua funzione inversa è la funzione settore coseno iperbolico

Tangente iperbolica


y = tanh x

  • D=R
  • C=(-1,1)
  • I=R
  • la sua funzione inversa è la funzione settore tangente iperbolica

e ancora:

y=1/x

  • D=R-[0]
  • C=R-[0]
  • I=R-[0]

y=√x

  • D=[0, +∞)
  • C=[0, +∞)
  • I=[0, +∞)

Continua…

Utilità

Graficando online

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Speciale funzioni matematiche -1- Introduzione al concetto di funzione
Speciale funzioni matematiche -2- Dom Codom Invertibilità Monotonia
Speciale funzioni matematiche -3- Elenco funzioni matematiche note
Speciale funzioni matematiche -4- Come si studia una funzione
Speciale funzioni matematiche -5- Esercizio svolto in ogni sua parte

Dominio, codominio, invertibilità, monotonia.

Rubrica: Matematicamente, Speciale funzioni matematiche – 2

Titolo o argomento: Dominio Codominio Invertibilità Monotonia

Dominio

Con questo termine indichiamo la zona dell’asse x (ascisse) dove la funzione è presente. E ad esso sottraiamo la zona dell’asse delle x in cui la funzione non esiste. Detto in soldoni tramite il dominio sappiamo la porzione (il tratto – l’intervallo – la parte…) di asse delle x in cui la funzione passa sicuramente.

Codominio

Nel codominio vediamo fino a dove la funzione è presente sull’asse delle y (ordinate). Ad esempio, come vedremo nel prossimo articolo, le funzioni seno e coseno hanno codominio compreso tra -1 ed 1.

Può sembrarvi banale? Eppure durante diversi esami orali di Analisi Matematica 1 ho sentito molti, molti studenti non conoscere il dominio e il codominio della funzione tangente ad esempio… Per questo nel prossimo articolo trovate un interessante elenco.

Funzioni invertibili:

Una funzione è invertibile quando è sia iniettiva che suriettiva.

  • Iniettiva, in parole povere, significa che “distinti elementi di un insieme A, hanno distinte immagini nell’insieme B“. Tuttavia l’insieme B può avere anche altri elementi che non travano corrispondenza in A.

  • Suriettiva significa, sempre in termini semplificati, che “ogni elemento dell’insieme immagine B corrisponde ad un elemento dell’insieme A“. In soldoni non ci sono elementi liberi da legami…

f(x) : A→B è la funzione diretta che va da A in B

f-1(x): B→A è la funzione inversa che va da B in A. Dominio e Codominio (immagine) semplicemente si scambiano.

Quando invertiamo una funzione esplichiamo la x e poi, per convenzione scambiamo le lettere… ovvero al posto della x mettiamo la y e viceversa:

funzione f(x) = y = 2x+1 esplichiamo la x e otteniamo x= (y-1)/2 scambiamo le lettere x,y e abbiamo y=(x-1)/2 che è la funzione inversa della funzione iniziale. Perchè si scambiano le lettere? Perchè il dominio diventa il codominio e viceversa…

Funzioni monotòne

Giusto per farvi capire il senso, una funzione monotòna è una funzione che non cambia comportamento ovvero una funzione crescente (ma potrebbe anche essere strettamente crescente) oppure una funzione decrescente (ma potrebbe essere strettamente decrescente). Non ditelo però al prof. con queste parole 🙂 Su qualunque libro di testo di Analisi matematica trovate (spero) un semplice paragrafo che esplica le condizioni di crescenza, decrescenza assai semplici.

Continua…

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Le aspettative degli studenti

Interessante sondaggio

condotto da “trendence”

In 20 paesi europei trendence ha chiesto agli studenti di 550 Università le loro aspettative circa il lavoro e in primis sull’Università che sceglieranno o hanno scelto.  I paesi in questione sono: Austria, Belgium, Czech Republic, Denmark, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Ireland (Republic), Italy, Netherlands, Norway, Poland, Portugal, Slovakia, Spain, Sweden, Switzerland and the United Kingdom. Dal sondaggio condotto nel 2008 è emerso che oltre il 10% degli studenti universitari di ingegneria ad esempio, sceglie ancora la facoltà più vicina a casa. Fortunatamente oltre il 70% degli studenti sceglie in base ai contenuti delle materie trattate.

A sorpresa, un dato che non sempre ci si può aspettare, quasi l’80% degli studenti si informa prima sulle capacità dei professori che tengono i corsi e sceglie il corso di studi anche in base all’ aspettativa di partecipare ad ottime lezioni, chiare e ben spiegate. Notevole!

Ma vedremo nel file scaricabile qui in basso come non manchi una buona percentuale di giovani che scelgono in base all’interazione tra università e industria ed in base alla qualità delle infrastutture universitarie… Se siete interessanti al sondaggio godetevi la lettura del file che segue : )

Scarica il file pdf con tutti i dati inerenti le risposte degli studenti di 550 Università presenti in 20 paesi Europei.

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Nelle tabelle presenti a pagina 4 e pagina 5 del file pdf sarà interessante il confronto tra le scelte degli studenti di diverse nazioni. In Italia solo il 26% degli studenti sceglie l’università valutando anche la sua reputazione, mentre in Irlanda, Grecia, Ungheria, Belgio, arriviamo ad oltre il 60% degli studenti che ritengono importante questo fattore. In Francia lo è addirittura per il 70% degli studenti…

In crisi anche i grandi colossi…

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: In crisi anche i grandi colossi ma sarebbe più opportuno dire…

… ma sarebbe più opportuno dire in crisi anche i piccoli commercianti e artigiani!

Vediamo perchè. Quando c’è aria di crisi i primi a soffrirne sono coloro che hanno dimensioni enormi. Sono sempre i primi a sapere se sta per arrivare una crisi o meno e sono loro che attraverso i media diffondono la notizia di crisi e difficoltà economiche che li interessano. Il “piccolo” invece ha spese di gestione molto minori, meno dipendenti da pagare, meno fattori da gestire… meno cose da perdere… E’ sufficiente leggere e confrontare un “conto profitti” e un “conto economico” di una piccola impresa e di una grande impresa (vi mostreremo alcuni esempi nei prossimi articoli), per rendersi conto di come sia di gran lunga più facile per una grande impresa, andare in contro a momenti realmente difficili.

Il “piccolo” inoltre ha dei vantaggi circa la possibilità di cambare velocemente modo e logica di lavoro senza che questo comporti grandi spese, grandi investimenti e grandi cambiamenti nell’organizzazione del personale.

Al contrario in grandi società come la General Motors, un efficiente cambiamento di politica, è un’operazione molto difficile e che altrettanto difficilmente viene attuata.

Perchè?

Perchè General Motors è una società nella quale l’azionista più grande ha un qualcosa come l’1,2% delle azioni. L’azionista più grande di General Motors è una delle persone più ricche del pianeta e possiede solo l’1,2% delle azioni totali…

Cosa vuol dire?

Vuol dire che si tratta di una società talmente grande dove è praticamente impossibile riunire tutti i soci e renderli coesi nel cambiare una politica aziendale. I soci si preoccupano semplicemente di vedere l’andamento delle azioni e valutare se, nel breve o lungo periodo, hanno convenienza a rimanere soci o a vendere le azioni.

Chi si preoccupa allora dell’andamento della società?

Gli amministratori, capaci o meno che siano, prendono le decisioni circa il futuro della società. Se sbagliano, la società affonda e con loro tutti quelli che ci sono dentro. Azionisti compresi. Il lavoro dell’amministratore non viene retribuito in base al successo delle sue operazioni. Questo fa sì che venga comunque percepito uno stipendio indipendentemente dalla resa del lavoro svolto.

Perchè gli azionisti di una società non mandano via gli amministratori meno capaci?

Perchè come vi spiegavo prima in soldoni, sono in numero talmente ampio da dover sostenere dei costi impressionanti per indire convegni, conferenze e per poter pubblicizzare le loro nuove idee utili alla società. In pratica l’azionista scontento ha convenienza a vendere le sue azioni (considerando le perdite) piuttosto che tentare di smuovere le menti degli altri soci verso nuovi modi di lavoro, nuove idee, nuovi cambiamenti (operazione molto più costosa).

Tanto per farvi capire: nessuno ci mette la passione, il desiderio di raggiungere un obiettivo, un sogno… Si tratta semplicemente di operazioni finanziarie volte alla massima resa. Tuttavia non è detto che, chi di dovere, ne sia capace. Spesso amiamo/odiamo un marchio semplicemente per il fatto che ci piaccia o meno la linea di un suo prodotto. La verità invece è molto più complessa e ho cercato di “abbozzarvela” con parole che spero siano state semplici.

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Come si avvia un’auto di formula1?

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Il metodo di avviamento di una formula1 moderna

Come molti di voi sapranno, una Formula uno, ha poco se non nulla a che fare con una comune automobile. Anche l’avviamento non avviene come siamo soliti immaginare. Non vi è un motorino di avviamento per intenderci. Questo sia per risparmiare peso, si per risparmiare spazio importantissimo, sia perchè i delicatissimi motori di F1 hanno bisogno di notevoli cure e attenzioni.

Perchè mettere un motorino di avviamento se, in teoria, serve una sola volta per gara?

Le regolazioni che avvengono prima, dopo e durante l’accensione sono innumerevoli:

L’accensione avviene dall’esterno con l’ausilio di una bombola d’aria compressa.

Il motore viene preriscaldato a 50°C per circa mezz’ora con appositi ventilatori con resistenza elettrica (una sorta di grande phon). Questa operazione evita shock termici all’avvio.

Si procede all’avvio del propulsore (bestie da oltre 300 Cavalli/litro). Operazione che va seguita con due computer portatili collegati alla centralina della vettura e quindi a tutti i sistemi informatici di bordo.

Il processo viene alimentato da una batteria esterna. Quella di bordo è molto piccola e non è una comune batteria, bensì una batteria tampone che occorre solo in caso di malfunzionamenti dell’alternatore.

Nel momento in cui avviene l’accensione l’albero motore deve essere posto in una precisa posizione. Questo perchè i pistoni devono trovarsi a loro volta in una precisa posizione.

L’aria compressa proveniente dalla bombola verrà convogliata al cambio che inizierà a far girare l’albero motore. Nel medesimo istante i tecnici accanto all’auto controlleranno la corretta accensione del carburante nelle camere di scoppio.

Il motore parte

Lo si fa girare in folle per circa 4 minuti.

I tecnici osservano ogni singolo parametro del motore stesso e, se necessario, regolano e modificano ciò che occorre.

Non appena la temperatura del liquido refrigerante ha raggiunto 80°C, il motore viene portato a 6.000 giri/min per 10 secondi.

La vettura è pronta per correre. Meno tempo rimarrà ferma in folle con il motore acceso è meglio sarà. Non sono mancati, ad esempio, casi in cui in un pit stop prolungato il motore ha facilmente surriscaldato e dopo pochi chilometri dalla ripartenza, ha rotto…

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