Dentro i cavi di potenza di Ralph DTE EBK Performance

Rubrica: Fisicamente
Titolo o argomento: Quanti elettroni ci vogliono per accelerare un prototipo elettrico Ralph DTE?

Oggi sono in vena di dare i numeri… ovviamente con rigore fisico e matematico ma pur sempre numeri “assurdi”. Affascinanti, sorprendenti, inaspettati numeri dell’infinitamente piccolo. Oggi infatti ci muoviamo nell’ambito della seducente Elettrodinamica quantistica. Se questi termini vi fanno impressione non preoccupatevi perchè cercherò di semplificare teorie e concetti ai limiti del possibile affinché possiate avere un’idea (spaventosa) di che cosa si “muove”, in un solo minuscolo (e apparentemente trascurabile) secondo di tempo, all’interno della sezione di cavo* che porta la potenza elettrica ad uno dei nostri prototipi di bicicletta elettrica ad elevatissime prestazioni: Ralph DTE EBK Performance (di cui prossimamente mostreremo, su questo stesso Blog, scheda tecnica, galleria fotografica, video e svariati contenuti extra…).

Con un’accelerazione intensa (che quantificheremo al momento della presentazione del prototipo) può venir voglia di fantasticare e chiedersi cosa avvenga nei cavi che devono sopportare potenze elettriche sostenute, quindi altrettanto elevate correnti e tutto quello che ne consegue, in piena fase di accelerazione. Per semplificare i conti, far cifra tonda e lasciare un alone di mistero**, prendiamo in esame un valore tutto tondo di 100 Ampére.

*Di una data misura e di un dato materiale, info che al momento sono riservate.
**Al fine di non svelare troppo su Ralph DTE EBK Performance.

Pura follia?

100 Ampére, trattasi di un valore ritenuto altissimo se operate con le correnti domestiche (CA) minori di 10 Ampére e di un valore modesto se siete progettisti di vetture di “Formula E” dove conteggi da 250-300 Ampére (CC) sono all’ordine del giorno. Per un prototipo elettrico nostro, una corrente di 100 Ampére è considerata “ordinaria” specie in fase di accelerazione (in fase di moto rettilineo uniforme infatti l’elettronica provvede automaticamente a ridurre e contenere i valori di corrente al minimo indispensabile utile per mantenere la quantità di moto dell’assieme bicicletta + pilota e quindi compensare le “naturali” perdite per attrito con l’aria, con il suolo, ecc.).

Nell’ordine dell’infinitamente grande

Ebbene in un solo secondo attraversano la sezione del cavo ben 1 x 10^21 elettroni. Volete una traduzione? Quanto appena scritto si legge “uno per dieci elevato alla ventuno”. Ulteriore traduzione semplificata? Quanto scritto significa che dovete prendere un foglietto di carta, scrivere il numero 1 e farlo seguire da ben 21 zeri. In altre parole ancora, significa che nel momento in cui chiediamo una corrente di 100 Ampére, attraversano la sezione di cavo ben “mille miliardi di miliardi di elettroni ogni secondo”. Impressionante. Ecco perchè, come vedremo poco avanti, la sola sfiammata di una frazione di secondo può accecarvi qualche istante… semplicemente avete letteralmente un fulmine in miniatura davanti agli occhi.

Lessico matematico in numeri: 1 x 10^21
Lessico matematico in parole: uno per dieci elevato alla ventuno
Lessico matematico in numeri esplicitati: 1.000.000.000.000.000.000.000
Lessico matematico in parole esplicitate: mille miliardi di miliardi

Nell’ordine dell’infinitamente piccolo

Perchè mai così tanti elettroni? Per il semplice motivo che ogni elettrone porta con sé una carica (negativa solo per convenzione) di -1,6021 x 10^-19 coulomb e per chiedere prestazioni di rilievo al vostro powertrain elettrico dovrete attingere ad un gran bacino di cariche elettriche affinché lo spettacolo abbia luogo. Attenzione però, ora l’esponente ha segno negativo, questo significa che il valore della carica dell’elettrone è estremamente piccolo, ragione per cui ci vogliono moltissimi elettroni per raggiungere la sola carica di 1 coulomb (1 Ampère equivale ad 1 coulomb al secondo, 1A = 1C/1s). In sostanza se prima “l’uno” era seguito da 21 zeri, ora il “meno uno virgola sei” è “preceduto” da 19 zeri e diventa:

Lessico matematico in numeri: -1,6021 x 10^-19
Lessico matematico in parole: meno uno virgola sei… per dieci elevato alla “meno” 19
Lessico matematico in numeri esplicitati: 0,00000000000000000016021
Lessico matematico in parole esplicitate: zero virgola (18 volte zero) sedici (arrotondato)

Accecante…

Se ancora non riuscite ad immaginare quale cataclisma avvenga nel momento che, tramite il drive by wire, chiedete potenza ad EBK Performance, pensate ad una saldatrice (poi vi spiego perchè). Riuscite a guardare l’esecuzione di una saldatura senza l’apposita maschera protettiva? Direi decisamente di no. Ebbene durante uno dei nostri primi test, a seguito di una sconnessione sull’asfalto, uno dei cavi di potenza si sfilò dalla sua sede generando per un brevissimo istante un’arco voltaico accecante analogo a quello di una saldatrice TIG***. Non ci fu pericolo alcuno per il pilota (io…) perchè l’elettronica intervenne a mio favore in pochi millesimi di secondo e l’alimentazione al cavo fu “tempestivamente” interrotta evitando qualunque problema di sorta in caso di contatto accidentale con il cavo (con la corrente continua non si scherza, spendete cifre importanti prima di tutto per la sicurezza e solo in seguito per le prestazioni che, spesso e volentieri nemmeno servono se non si ha uno scopo ben preciso).

***Il cablaggio dei cavi fu evoluto con componentistica impiegata nella Formula1 (per farvi capire… un solo e semplice jack può costare circa 300 Euro) ed in 2 anni di test, ben più severi, non si è verificata più alcuna anomalia di questo tipo.

Altro tipo di connessione: una aneddoto per i giovani intraprendenti

Per questa e per altre ragioni quando un incubatore incosciente ed opportunista mi chiese di immettere sul mercato il mio prototipo (già ai primi stadi) rifiutai: a fronte di un (presunto****) rapido e accattivante guadagno iniziale, avrei dovuto poi rimborsare non si sa quante persone per eventuali danni andando così a spendere molto ma molto di più dell’utile potenzialmente ottenuto. Ma io questo lo sapevo bene, era l’inetto uomo che pensava solo al denaro senza sapere minimamente di cosa si stesse occupando. Se voi ed i vostri figli state realizzando un gran bel progetto, cercate sempre di guardare oltre il denaro e non pensate che la differenza la facciano sempre e solo i numeri (sebbene conservino comunque la loro importanza). A scuola i professori in gamba mi dicevano “Controlla bene il compito che hai fatto e poi consegnalo, perchè dopo… non puoi più correggerlo”.

****Quindi da verificare.

Link correlati

eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK Performance – Prossimamente disponibile
eBike: galleria fotografica Ralph DTE EBK Performance – Prossimamente disponibile
eBike: video di presentazione e contenuti extra Ralph DTE EBK Performance – Prossimamente disponibile

Scarica elettrica. Arco voltaico.

Un affascinante arco voltaico generato su una distanza di circa 8mm. Per tale scatto abbiamo fatto uso
in laboratorio di appositi materiali piezoelettrici in grado di generare una scarica tra i 20 ed i 30 kV.
Riprodurre, invece, la reale scarica generata da una corrente di 100 Ampére genera notevoli difficoltà nello
scatto fotografico MACRO nonché un’erosione considerevole nel materiale sul quale si va a cortocircuitare.
Per dare un’idea, una “sfiammata” di mezzo secondo a circa 100 Ampére è in grado letteralmente di
“mangiare” circa 4mm di una piastra di metallo spessa circa 2mm.

I comportamenti sconsiderati dei consumatori: Voce del verbo Arraffare

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Vile, tu uccidi un commercio morto!

Spesso ascolto lamentele di persone che, nella veste di clienti che hanno aderito alle promozioni del tal marchio per il tal prodotto, sostengono di esser state vittime di pubblicità ingannevoli, meschini asterischi, regolamenti interpretabili, scritte microscopiche, slogan equivoci, giochi di parole… Oramai credo e spero che sappiamo tutti a cosa ci si vuole riferire. Ebbene, se da questo punto di vista i consumatori hanno imprescidibilmente ragione, non si deve cadere nell’errore di spostare l’ago tutto da una parte evitando la ricerca di teorie equilibrate. A cosa mi riferisco? Avete mai osservato bene con quale avidità i consumatori arrivano a voler sfruttare ogni singola offerta ed in particolar modo ogni singola offerta emessa in buona fede anche solo per conquistare la stima di un nuovo cliente?

Una storia con la morale delle fiabe

“Sentite” questa storia che è accaduta di recente nell’attività di mio padre a causa di un mio errore di buonismo. Un cliente si è recato da mio padre per un preventivo, più precisamente per un sistema di climatizzazione di una imbarcazione. Chiacchierando il cliente ha raccontato a mio padre di aver fatto alcuni lavori all’impianto elettrico con un suo amico ma che da allora, quando attiva determinati dispositivi a bordo, il televisore si spegne ed i film riprodotti si riavviano da zero.

Quando mio padre la sera a tavola mi ha raccontato il tutto, ho pensato bene di suggerirgli (visto che si trattava di un cliente seriamente intenzionato ad acquistare un nuovo impianto di climatizzazione) di rimediare al problema elettrico gratuitamente. Commettendo un’ingenuità non trascurabile ho dato per scontato che il cliente sarebbe stato riconoscente ed avrebbe apprezzato. Al contrario egli è stato “riconoscente”, ha “apprezzato” ma si è presentato all’appuntamento per ottenere l’assistenza gratuita raccontandoci che poi aveva acquistato il sistema di climatizzazione da un altro venditore…

Tale venditore avrebbe fornito il prodotto con un prezzo al pubblico minore di quello al venditore. Il cliente ha quindi pensato bene di “sfruttare” due ghiotte occasioni senza porsi domanda alcuna, senza minimamente autoavanzarsi qualche dubbio etico. L’unica volta che la tanto (da me) detestata espressione “pare brutto” aveva un senso più che compiuto, è stata totalmente ignorata dalla mente di costui… Del resto l’errore è stato mio.

Mea culpa

L’errore è stato mio perchè ho sottointeso una condizione invece di anteporre un “se”, quell’ if che negli algoritmi* puntualizza le situazioni. Avrei infatti dovuto dire: “Se acquisterai il condizionatore per la tua barca da noi, ti offriremo l’intervento di manutenzione gratuito”. Ma se e solo se…

Invece, per mantenere la parola data, a mio padre son partite 2 ore di manodopera gratuita a vuoto. In una attività lavorativa, infatti, si sta per produrre un introito e prendersi cura dei clienti al fine di garantire un flusso di cassa, altrimenti parliamo di opere caritatevoli o di attività economiche in perdita o di gesti nobili fatti per amicizia (ovviamente non contemplati in questo il caso). Prima e ultima volta.

Mio padre fa questo mestiere dal 1972 e non gli è mai capitato un cliente con una simile faccia tosta, privo di ogni forma di vergogna. C’è sempre una prima volta… ma, ci tengo a ripetere ancora una volta, l’errore è stato mio.

*Riferito ai linguaggi informatici.

Segnali tra le righe

Inoltre c’è poi da considerare che avrei dovuto leggere dei segnali tra le righe in quanto: se su un’imbarcazione ricreativa (parliamo quindi di un lusso) si cerca di rimediare da soli ad alcuni inconvenienti non è detto che lo si faccia sempre per passione, per il piacere di metter le mani sul proprio gioiellino (specie se si tratta di rogne) ma**, più probabilmente, per risparmiare (talvolta anche per… ostentare).

Stanno crescendo in maniera esponenziale coloro i quali, colpiti da vari tipi di crisi e situazioni impreviste, tentano in tutti i modi di continuare a procedere con la vita precedente anche se questo porta a valicare limiti che un tempo erano spostati molto più avanti.

Aumenta l’avidità, l’individualismo, la sconsiderazione verso i danni che si arrecano a terzi… Senza tener conto poi degli adolescenti che ci guardano ed ai quali mostriamo esempi vergognosi che stanno a sottolineare che pur di ottenere ogni vizio, anche il più superficiale, ci si può comportare come si vuole, tanto… “chissenefrega” degli altri. No?!

**Come ho fatto a non pensarci?

Cambiare vita (in meglio)

Io personalmente ho dovuto cambiar vita, abitudini, progetti e piani per il mio futuro dopo che nel 2008 in famiglia abbiamo iniziato ad accorgerci (con un certo anticipo ma senza comprensione alcuna) che stava arrivando qualcosa che però non riuscivamo bene a inquadrare e comprendere. Eppure, mettendoci il meglio, grazie alla crisi (e, non lo nascondo, ad una serie di dinamiche legate al corso della mia vita), oggi sono esponenzialmente più contento della vita che conduco e che solo 10 anni fa era per me impensabile, inconcepibile, lontana. Dei risultati ottenuti in forti momenti di difficoltà poi non ne parliamo, un piacere sovrumano ma che può portarmi fuori tema in questo preciso racconto.

Il muro del suono

Oggi riesco ad avere tutto ciò che mi occorre senza suppliche, senza dover tirare colpi bassi, senza inganno, senza “arraffare”, senza dare spallate, semplicemente perchè quello che voglio io lo si comincia a desiderare solo dopo che si è studiato tanto ma proprio tanto di più degli ordinari corsi di studio universitari. Avete presente il muro del suono? L’aereo accelera accelera accelera, poi superato un certo limite infrange un muro che un tempo nemmeno sapevamo esistere e lo oltrepassa spostandosi nell’atmosfera sotto condizioni decisamente differenti. A me è successo lo stesso.

Liberi di scegliere

Si può sempre scegliere però: fare gli arrivisti che ostentano e che si abbassano a figure che ridicolizzanno o costruire da soli  le proprie opportunità inventando un modo onesto e apprezzabile per cambiare la propria vita concretamente? Lo so, non è facile. Ma sono sicuro che molti dei lettori che sono arrivati fin qui o che hanno apprezzato diversi miei articoli nodali, hanno le carte in regola per poter fare di più e meglio stimolando costruttivamente la propria ragione.

Una conclusione ilare

Si è poi scoperto che il modello di impianto di climatizzazione installato non era il medesimo per il quale è stato chiesto il preventivo e che essendo l’altro venditore straniero (incontrato durante una vacanza) i due semplicemente non si sono capiti. Sebbene esteticamente sembrasse il medesimo, cambiava un numerino del codice prodotto, quel tanto che basta per ritenere due prodotti, con prestazioni decisamente differenti ma dall’aspetto praticamente identico, gli stessi prodotti.

Link correlati

I comportamenti sconsiderati dei consumatori: Voce del verbo Arraffare
I comoportamenti sconsiderati dei consumatori… Seguito in preparazione

Eccellente

Riuscire ad ottenere il massimo a danno degli altri si traduce in una celebre espressione:
“Eccellente…”.
Image’s copyright: Matt Groening

Insegnamenti italiani: La nuova frontiera del furto

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Vivere braccati

Riflessioni gastrointestinali

Cosa mi sta insegnando l’Italia? Che se mi impegno nelle mie ricerche di studio non avrò mai accesso diretto al credito (in modo pulito e lineare, privo di disturbi) e dovrò far sempre da me. Questo accade soprattutto se tali ricerche rappresentano “vera” innovazione ed un “reale vantaggio” per i cittadini* o se rappresentano una temibile competizione per i dinosauri i quali, con mezzi più o meno leciti, tentano di restare in vita contro natura.

*Vicenda più volte spiegata in diversi nostri articoli di rilievo quali “Tecnologie innovative al bivio”, vedi i link correlati in basso.

Mi sta insegnando che se lavoro onestamente e costruisco qualcosa, non appena questo qualcosa raggiungerà una quota non trascurabile, ed avrà un valore, ci sarà qualcuno, se non “giustificato”, quantomeno “incentivato” nel venirmelo a rubare. Perchè questo qualcuno non verrà punito, educato, allontanato… “e” se verrà punito subirà un procedimento blando “e” potrà ben presto ripetere il suo crimine sempre a mio danno “e” se io mi difenderò per evitare di perdere quanto costruito invece rischierò pene severe con causali quali l’eccesso di autodifesa (perchè lasciato solo dalla Patria che doveva, non regalarmi qualcosa, assolutamente, ma almeno aver cura di me).

Che se quindi delinquo (con intelligenza) avrò maggiore convenienza perchè le pene saranno delle passeggiate tollerabili dalle quali, una volta usciti, ricavar illecito beneficio economico (perchè, esempio banale di cui però ho verificato la veridicità, magari si è intestato preventivamente a terzi quanto ricavato indebitamente).

Che se apro, giusto per porre un esempio, una casa di appuntamenti sarà molto più facile che io abbia successo nei miei affari e raggiunga tranquillità economica pur non compiendo gesto nobile alcuno. Andando magari in contro ad una futura (più o meno corretta, ognuno è infatti libero di scegliere) legalizzazione.

Che se accetto di far parte di una parrocchia e sono scaltro posso farmi strada in ambienti densi di privilegi dove si è impegnati in un incarico prevelentemente dal martedi al giovedi in orari abbordabili e contornati di una folta collezione di servizi extra a carico di chi potrebbe non trarre mai (per tutta la vita) alcun beneficio dal mio operato.

Che se faccio, anche male, il manager (o ricorpro un’alta carica che dir si voglia) riceverò sempre e comunque una buonuscita egregiamente sostanziosa (nonché ricchi trattamenti al contorno) anziché proporzionata ai risultati da me conseguiti. In tal modo potrò vivere tranquillo e spensierato perchè qualunque sarà la mia condotta il risultato non cambierà e allora: perchè mai dare il meglio? Perchè mai essere preparato? Perchè mai sforzarsi di imparare cose nuove? Perchè mai ascoltare coloro che dovrebbero beneficiare della mia professionalità?

Ladri di razza

Da Aprile ad oggi ho subito 12 tentativi di furto di cui 1 andato a buon fine e altri 2 scampati per un soffio. Nessuno se ne interessa. Nessuno mi dà protezione. Nessuno offre posti di lavoro per agenti di quartiere seriamente addestrati in grado di trasmettere sicurezza e disciplina. Nessuno offre immediatamente alle forze dell’ordine i necessari finanziamenti, i mezzi e le strutture di cui hanno bisogno. Anche i poliziotti con cui spesso parlo sono stufi di tutta questa delinquenza ma non sanno come fare. Non ci sono più pattuglie in giro. Non ci sono più posti di blocco (con riferimento alla data di questo articolo).

Ladri di galline

Ieri sono andato con la mia famiglia in stazione per delle info ed ho trovato fuori dei rom che stavano tentando di aprirmi la macchina (onestamente non so se per rubare il veicolo o qualcosa che interessava loro al suo interno). Sono riuscito a metterli in fuga e, illusomi che si fosse tutto risolto, mi sono recato presso la Polizia Ferroviaria. Nel mentre i rom, affatto spaventati, sono tornati ed hanno riprovato una seconda volta a portare a compimento il loro furto. Io sono riuscito, per una serie fortunata di coincidenze, a beccarli una seconda volta (facevo avanti e indietro tra il parcheggio e la sala d’aspetto della Polizia Ferroviaria) e di nuovo ho impedito loro di compiere l’insana azione. Sono dovuto rimanere fuori dagli uffici presso i quali mi ero recato perchè questi insistevano a ronzare attorno all’auto come zanzare tigre. Li scansavi e tornavano, li mettevi in fuga e ritornavano. Non avevano paura di nulla. Le forze dell’ordine erano lontane, non c’era un agente a pagarlo oro. Ho fatto la denuncia e non è arrivato nessuno. L’unico modo per terminare la vicenda è stato risalire in macchina e andare via rimandando ad un’altra volta quello che dovevo fare.

Aggiornamenti della buonòra

La Polizia mi ha poi informato che ora i ladri non puntano più solo ai veicoli (almeno non sempre) quanto più alle chiavi di casa che tante persone lasciano all’interno dei vani portaoggetti ed ai documenti del veicolo sui quali sono riportati i dati di casa. In tal modo vanno a casa tua con le tue chiavi e rubano ciò che possono senza problemi. I vicini vedono gente (tra l’altro vestita bene e che si muove a bordo di auto di lusso “nuove”) entrare in casa tua e pensano ad un parente.

Ladri seriali ossessivi

Sono andato in piscina la scorsa settimana e mi hanno avvisato di toglier tutto dall’auto, anche solo il giaccone, uno zaino con i libri, i documenti, ecc. Perchè la media dei furti che vanno a compimento presso la tale piscina comunale di Ancona (centro Italia) è attualmente di uno o due al giorno.

Ladri di biciclette

Pochi giorni fa una delle mie amiche/istruttrici di nuoto si è recata in stazione per acquistare un biglietto e, tempo 10 minuti, le hanno rubato la bicicletta nonostante fosse legata. In soli 10 minuti. Davanti a tutti. Omertà inconcepibile da parte di tutti i negozianti con le vetrine davanti al parcheggio (alcuni dei quali italiani, altri stranieri, altri ancora stranieri e affermati evasori che non emettono uno scontrino che è uno da anni, altri ancora con numerose denunce per ricettazione…). Eppure sono andato a vedere ed il gruppetto che si aggira per la nostra stazione con occhio indiscretamente scaltro, è sempre quello e fatico a pensare che altri non se ne siano accorti.

Questa l’Italia oggi?!

Non posso recarmi in stazione per un’informazione, non posso fare un’attività ricreativa per rilassarmi, non posso avere un minimo di protezione per la mia attività e la mia famiglia. Insomma, è questa l’Italia oggi? Un ghetto con le leggi al contrario? Per mia fortuna giro il mondo e non ho bisogno di fidarmi di fonti da verificare per sapere come va in diversi paesi all’estero. Ebbene io una situazione così, ad esempio, non l’ho vista in nessuno degli stati emancipati della comunità europea. Come a dire, a tutto c’è un limite.

Nota di carattere estetico

Amo vestire elegante ma non sia mai che mi si permetta di farlo… negli ultimi anni per poter indossare le mie camicie e le mie cravatte preferite sono dovuto andare all’estero, passeggiando per Londra, per Zurigo, per Colonia… Farlo in Italia equivale a dire “ehi sono qua, venite ad infastidirmi”. Perchè in molte zone d’Italia ormai non puoi più vestire liberamente elegante solo perchè ti piace, perchè sei ordinato, perchè corrisponde al tuo modo di essere. In Italia se vesti a modo, automaticamente, a causa delle “apparenze”, rischi di far credere che sei quello che non sei o che hai quello che non hai e attiri di conseguenza le persone sbagliate.

Stiamo andando male, molto male…

Nessun gestore dello stato è così demente da non accorgersene. Portare ad un simile clima di timore ha i suoi lati positivi specialmente per quelle figure che investono. Eh già perchè la criminalità diffonde paura, paura di vivere, paura di lavorare, paura di investire sulla propria attività, paura di rischiare, incertezza sul futuro, titubanza, induce errori, induce scelte irrazionali influenzate dalla suggestione… Tutto si ferma ed un paese brillante diventa un paese in perdita che favorisce la crescita di altri paesi e di investitori che comprano ad una miseria richezze per noi inestimabili. A mio avviso non può essere un caso una simile situazione. Osservando da un lato puramente matematico infatti si evince una strategia, apparentemente caotica, in realtà ben studiata per far speculazioni di alto rango. Nessuno è così demente da non accorgersi in quale caos, indecenza e rischio continuo viviamo. Nessuno è così demente da non sapere che un tale stress incide negativamente sulla salute ed esclude numerosi innocenti da una competizione pulita, imparziale, sportiva.

Nessun dorma

Invece di essere premiato per tutto il mio impegno, fanno solo in modo che io perda tutto il prima possibile. Vergogna! Miserabili distruttori della civiltà, della libertà, dei diritti umani, dei gesti nobili, della società, del progresso, della serenità, dell’emancipazione, della voglia anche più semplice e primordiale di mettere al mondo un bambino. E tutto questo per una vile schifezza chiamata denaro e per un insano piacere chiamato potere. Schifezze in grado di annullare completamente la mente umana ed annebbiare la ragione. Chiunque siano i responsabili di questo declino: “Vergogna Miserabili!”.

Nota per gli amanti della tecnica motoristica

L’Italia è un motore che detona per un’elevato rapporto di compressione adottato senza apposite misure precauzionali e senza i corretti parametri di progetto né le apposite benzine speciali ad elevatissimo numero di ottani. Senti come romba? Senti come è compresso? Senti come scalpita? Come risponde? Sì ma appena i pistoni cederanno, la compressione passerà loro attraverso e, mentre le prestazioni caleranno bruscamente ecco che la polvere di smeriglio andrà ad intaccare le bronzine per poi arrestare definitivamente il tutto. Ed allora non solo addio prestazioni ma anche addio motore e, senza l’intervento di un motorista qualificato e senza le risorse necessarie, il motore potrà restare lì buttato, inutilizzabile. Una riparazione improvvisata non offrirà alcunché di utile se non vane ed insensate illusioni da ottimismo perso, irrazionale e privo di origine logica.

Nota di carattere melodico-socio-economico

Una melodia d’orchestra dove ogni strumento va per conto suo senza ascoltare l’orchestra stessa, e senza seguire al contempo il maestro, porterà uno sfasamento che distruggerà l’intera opera impedendole di comunicare le sue vibrazioni e con esse il suo contenuto. In Italia ognuno va per conto suo, ognuno si arrangia a modo suo, ognuno “frega” (inganna) chi può “fregare” (ingannare), ma soprattutto ognuno cerca di ottenere benefici anche se questi arrecano un danno agli altri ignorandone le conseguenze. Ma di questo parleremo in un apposito articolo sulle leggi e le regolamentazioni che mancano e sull’opportunismo di numerosi e non trascurabili consumatori che cadono sempre più di frequente nel ridicolo con gesti sciocchi che trasmettono solo il culto dell’ignoranza e zero insegnamenti alle generazioni che stanno maturando (vedi i link correlati in basso).

Nota di carattere bioestetico

Quando uno fa una vita piena di sacrifici come quella di moltissimi italiani ciò che può regalarti momenti di felicità intensa sono generalmente le piccole cose, cose che per molti altri magari non hanno alcuna importanza.
Quando anche queste piccole cose vengono a mancare ecco che si sente il marcato desiderio di fare denuncia e informare anche chi magari non ha notato certe sfumature, o non le ha vissute ancora, o non le ha comprese, o non le ha subite.
L’errore più grande che possiamo commettere è quello di ignorare le denunce altrui (l’indifferenza). Perchè quando poi lo stesso accadrà a chi se ne sarà fregato, amara sarà la solitudine nel combattere una causa inermi e soli.
Ho sempre amato ascoltare le altrui esperienze e questo, lo ammetto, venendomi naturale, è stato un gran vantaggio e una grande preparazione extra per affrontare al meglio l’imprevisto.

Conclusioni brevissime

In conclusione tutto quanto descritto in questo articolo (capitolo di libro) io lo chiamo in soldoni: La nuova frontiera del furto.

Link correlati
(in preparazione in questi giorni)

La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)
I comportamenti sconsiderati dei consumatori: Voce del verbo Arraffare
Il tuo denaro è veramente tuo? – Articolo in preparazione
Chi fa il mercato? – Parte 1: Le influenze
Funziona bene? Mandala all’estero!
Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa

Set cravatta elegante

Piccoli piaceri. Questo set mi è costato una cifra decisamente abbordabile, è di ottima
fattura e lo trovo piacevolmente e sobriamente elegante ma… non sia mai che io lo indossi
nel quotidiano, altrimenti smetto di stare tranquillo. Diciamo che una tuta da meccanico è più
adatta per non farsi fermare ad ogni angolo della strada o peggio…

Technology for Creators – Parte terza

Rubrica: Multimedia

Titolo o argomento: Contenuti digitali pensati per i nostri lettori

Di seguito la video sintesi tratta dalle riprese che abbiamo effettuato presso l’Advanced Engineering UK 2015 tenutosi al NEC di Birmingham in Inghilterra. Nella descrizione introduttiva si riporta:

La tecnologia oggi, presentata in 120 secondi. Dai sistemi di automazione, robotica e intelligenza artificiale, passando per la meccatronica, i sistemi di misura, la scansione 3d, la prototipazione rapida, il taglio laser… fino alle macchine a controllo numerico, i sistemi automatizzati di saldatura e le sfide tecnologiche del futuro.

Una breve anteprima che mostra, senza pretese, il genere di strumenti oggi a disposizione per i più creativi, per coloro che sentono di voler esprimere il proprio genio e le proprie abilità attraverso tecnologie di spessore.

Il vantaggio di girare il mondo risiede nella possibilità di poter osservare molte cose, anche le più semplici, da numerosi e differenti punti di vista. Un prodotto che può risultare un fallimento totale in Italia non è affatto escluso che possa risultare un successo colossale negli Stati Uniti o, in tutt’altra direzione, in Cina, in India o comunque in mercati che attraversano situazioni ed esigenze “differenti”. Viceversa può valere anche il contrario, un prodotto che non ha avuto successo all’estero potrebbe incontrare una larga approvazione da noi. Certo è che continuare ad osservare le cose sempre allo stesso modo non agevolerà un qualsivoglia cambiamento.

Presso l’Advanced Engineering UK 2015 è stato possibile osservare il Design, l’Ingegneria e le Tecnologie da un’angolazione diversa, non necessariamente più corretta della nostra ma sicuramente stimolante se la vostra mente è golosa di diversità, di sfaccettature, di luci e colori differenti, di modi di pensare differenti, di modi di affrontare e risolvere problemi tecnici e tecnologici (e non solo…) in modo differente.

Cliccando sull’immagine di seguito è possibile accedere direttamente al video che raccoglie alcuni dei principali clip girati in fiera (potete osservare numerosi altri spunti nella galleria fotografica del relativo articolo “AEUK 2015: Prima costruisci, poi affina i tuoi prototipi”. Abbiamo preferito evitare di condensare troppi contenuti nello stesso video cercando di stimolare e favorire l’inquadramento di dispositivi curiosi che potete iniziare ad interpretare autonomamente e per i quali potete contattarci nel caso desideriate ulteriori informazioni.

Link correlati

MECSPE 2014: Puoi costruire… tutto
Technology for Creators – Parte prima| Video

BIMU 2014: Costruire le macchine che costruiscono le tue idee…
Technology for Creators – Parte seconda| Video

AEUK 2015: Prima costruisci, poi affina i tuoi prototipi
Technology for Creators – Parte terza | Video

Technology for Creators

Technology for Creators.
Video sintesi sulle principali tecnologie per la progettazione, la prototipazione
e la produzione nei più disparati settori industriali.
A cura di Ralph DTE.

AEUK 2015: Prima costruisci, poi affina i tuoi prototipi

Rubrica: Eventi

Titolo o argomento: Advanced Engineering UK 2015

Spesso negli ambienti del Design, delle Tecnologie e dell’Ingegneria a livello, per così dire, semipro (piccole e medie imprese artigiane con non trascurabili potenzialità di affermazione) chi ha un’idea su cui puntare spende molto tempo e risorse economiche anche solo per buttar giù un primo bozzetto e realizzare un primo prototipo. Poi puntualmente si rende conto che questo primo lavoro richiede numerose modifiche che non sono state previste e che sono necessariamente subentrate in un secondo momento per questioni legate alla fattibilità, al contenimento dei costi ed alla rispondenza del prodotto alle esigenze dell’utente finale. Può sembrar banale e invece sono ancora moltissime le realtà in cui si realizza un’idea che si ritiene definitiva e sulla quale poi si spendono ulteriori consistenti budget (non previsti) per riadattarla alla conformazione che la rende realmente vendibile.

Nel paese della moda, del design, dell’arte, della creatività e della tecnologia d’eccellenza, quale è l’Italia, è piuttosto difficile resistere alla tentazione di usufruire fin da subito del massimo. Rinunciare “all’immagine”, anche solo per presentare un concept, piuttosto che un vero prototipo, può (all’apparenza) risultare impossibile e comportare cupi e asfissianti indebitamenti. Il problema però è che con questo metodo molte idee finiscono con lo scomparire prima ancora di aver preso forma, esattamente come quei microscopici buchi neri che si formano nell’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra che scompaiono in un centomilionesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo perchè (in questo caso per fortuna) non vi è sufficiente energia per renderli realmente attivi e quindi pericolosi.

In altri paesi, come ad esempio in Inghilterra, aziende anche di un certo spessore, non hanno alcun imbarazzo nel realizzare prototipi iniziali con scarti di laboratorio o di officina, talvolta persino intaccati da un po’ di ruggine. Il bello poi è che questi prototipi sono quasi sempre funzionanti ed utilizzabili fin dal primo modello e, sebbene non brillino esteticamente, mostrano il fascino senza rivali di aver concretizzato un’idea con una spesa contenuta e, soprattutto, permettono di poterla utilizzare subito per vedere “che effetto fa”.

Presso l’Advanced Engineering UK 2015 che si è tenuto pochi giorni fa al NEC (National Exhibition Centre) di Birmingham in Inghilterra, ho potuto apprezzare numerosi prototipi tutti allo stato primordiale (stato grezzo) ma tutti funzionanti e già utilizzabili. Si potevano persino apprezzare veicoli (tra cui automobili e motocilci) elettrici, ibridi o ad idrogeno, costruiti su telai improvvisati ma densi di contenuto tecnico e tecnologico. Telai e scocche miste in composito e tralicci in tubi di acciaio costruiti a mano in officina anche senza ricorrere a materiali particolarmente rifiniti o a lavorazioni estremamente precise, hanno però permesso di realizzare numerose idee offrendo così, a diversificati potenziali clienti, la fondamentale possibilità di… “scegliere”. Per affinare infatti, una volta intrapresa la strada giusta, c’è sempre tempo.

Se però ora pensate che sia tutto facile, una volta deciso di realizzare più prototipi grezzi con budget contenuti (che non vi facciano sforare i limiti), sappiate che c’è sempre da fare i conti con chi osserverà il vostro prototipo. Se il vostro potenziale cliente ha una mentalità aperta e pratica potrà senza dubbio apprezzare ciò che si nasconde nella vostra idea, ma se il vostro mercato di riferimento sarà ad esempio quello italiano, viziato e straviziato dal surplus, sarà dura essere creduti ed apprezzati. Arrivati a questo punto si rimanda la miglior scelta ultima sul da farsi esclusivamente alla vostra destrezza strategica…

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Marquez VERGOGNATI

Poche parole per descrivere il comportamento più antisportivo ed immaturo di tutti i tempi, nonché una gamma largamente fornita di falsità da bugiardo d’hoc (vedasi le dichiarazioni sul rischio di morire scivolando a moto quasi ferma… “e in che modo?”, vedasi la falsa testimonianza sul calcio ricevuto, vedasi le false risposte ai giornalisti sulla condotta delle ultime tre gare, vedasi la falsa testimonianza sullo scontro con i gioralisti italiani…).

Il dizionario abbina a comportamenti simili termini quali “infantile”, “sciocco”, “risibile”.

Nella storia delle competizioni sportive un simile atteggiamento non verrà dimenticato ed immancabilmente comprometterà la sua carriera che già non sa più di granché, ha perso il sapore originale che deve avere un titolo di campione del mondo, ha perso purezza, ha perso merito.

Segnali di scarsa maturità furono già visibili nell’atteggiamento di “copiare” sorpassi (invece di inventare situazioni proprie) e nell’ “imitare” un atteggiamento gioviale non proprio.

Dietro invece si nascondeva un atteggiamento bugiardo e dispettoso proprio di bambini che stanno ancora sviluppando la maturità in età compresa tra asilo nido e scuola materna.

Non occorrono altre parole se non ricordare la gravità di quanto si è sviluppato nel motorsport negli ultimi tempi. Certo una macchia che sporca anche gli sponsor coinvolti ed una lunga, enorme, filiera di collaboratori.

Veri campioni si nasce, un imitatore di un personaggio pubblico non è il personaggio pubblico imitato. Imitare un campione non ti rende come lui ma uno che lo imita.

Cliccando sull’immagine di seguito è possibile assistere all’analisi più imparziale che si possa immaginare sulla vicenda Valentino Rossi – Altro soggetto. L’autore di tale analisi è per di più è uno spagnolo, Fonsi Nieto… certamente non una persona qualunque e non di una nazionalità qualunque. Ottima anche la riflessione fisica operata da Fonsi Nieto che afferma: E poi c’è un’altra cosa, la moto più il pilota sono 200 kg di peso, dovresti essere Conan per buttare giù una moto così con un calcio.

Mi dispiace ma in questa vicenda se c’è qualcosa o qualcuno che ha perso è lo Sport. Il titolo è stato attribuito a chi non lo merita per cui la proprietà di tale onorificienza resta di fatto riportata solo sugli annuari e nulla di più. Come a dire: non conta, mondiale fallato, non andato a nessuno. Un anno perso. Rossi resta a 9 e Lorenzo resta a 4. Il giovane goliardico invece si è autoinflitto le lesioni i cui segni permarranno nella storia dello sport per sempre, per lui un totale azzeramento di quanto fatto fin’ora. Fine dei discorsi. Non contano i numeri sugli annuari, conta quello che il pubblico ha vissuto, come si è emozionato, che sensazioni ha provato, che piacere ha tratto dall’assistere ad una competizione sportiva, che lezioni ha preso da ciò a cui ha assistito.

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Fonsi Nieto: “E poi c’è un’altra cosa, la moto più il pilota sono 200 kg di peso,
dovresti essere Conan per buttare giù una moto così con un calcio”.

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La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione – Parte 3

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Risolvere i problemi dell’Italia da soli

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

La consegna della targa di una moto d’epoca ringiovanita
(la potremmo definire la moto di Benjamin Button)

La Gloria è motorizzata 2 tempi

Mi hanno regalato alcuni anni fa una vecchia moto italiana 2 Tempi da restaurare da capo a piedi. Inizialmente, viste le pessime condizioni, non sapevo che farmene. Poi mi sono accorto che si trattava del mezzo giusto per effettuare alcuni studi di meccanica che descriverò in un articolo dedicato. Il punto è un altro, quando questa moto mi è stata regalata aveva 22 anni di anzianità e con le precedenti leggi era considerata d’epoca. Questo significa che godeva di alcune agevolazioni, una delle quali prevedeva il pagamento del bollo (agevolato) solo in caso di circolazione su strada. Trattasi di una situazione perfetta specie se un appassionato conserva un cimerio di passione solo per esporlo in taverna, addirittura in sala o, perchè no, come nel mio folle caso, arriva a tenere la Replica di una Moto da Gran Premio accanto al letto dove dorme*.

Niente più agevolazioni per i veicoli d’epoca

Con la moto che mi è stata regalata è successo qualcosa di simile, infatti non circola su strada né va a raduni. E’ stata smontata pezzo pezzo in laboratorio per effettuare degli studi di carattere tecnico che altrimenti non avrei potuto condurre su mezzi di maggior valore o su mezzi completamente funzionali ed utilizzabili su strada o su pista. Passa qualche tempo ed esce nel Gennaio del 2015 una feconda** legge che sposta le agevolazioni per i mezzi d’epoca dai 20 ai 30 anni, quindi di fatto nell’età da mezzo storico (per chi non lo sapesse, prima della data citata, a 20 anni un mezzo era considerato d’epoca e, a 30 anni, era considerato storico; ovviamente solo se dotato di particolari caratteristiche di valore tecnico e/o storico***).

La consegna della targa

Non dovendo più il mezzo circolare su strada mi sono quindi informato per la consegna della targa e son venute fuori pagine web (che poi si sono rivelate non aggiornate) che illustravano la procedura prevista dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per consegnare la targa della moto ed allo stesso tempo conservare il veicolo per motivi collezionistici, affettivi, o di pura e semplice libertà di possedere ciò che ci appartiene, quello che si è acquistato in pieno diritto.

La distruzione obbligatoria del motociclo

Guarda caso la procedura di consegna targhe è stata abolita ed ora è possibile consegnare la targa solo se il mezzo viene venduto all’estero oppure se lo si distrugge (in particolar modo è obbligatorio distruggere il telaio). Perchè mai? Con quale diritto una simile violenza alle cose altrui? Non sono libero di possedere ciò che è già mio e di farne ciò che voglio? Se un veicolo non è più un veicolo ma un soprammobile di valore affettivo, perchè mai devo essere obbligato a distruggerlo per non considerarlo più circolante? Cosa ha a che fare tutto questo con il concetto di libertà e democrazia? Posso (in parte) capire se il mezzo circola su strada e si reintroduce un bollo a prezzo pieno perchè con il ricavato un paese intende compensare dei buchi; ma obbligare il pagamento di un bollo anche su un soprammobile mi pare davvero eccessivo, fuori luogo e mal promettente.

Esempi di risposte logiche

Un cambio radicale

La mia risposta a questa situazione è stata definitiva, onestamente complicata da replicare ma sicuramente concreta. Ho deciso che non acquisterò più una moto o un’auto di particolare interesse sportivo/agonistico, o comunque collezionistico, in quanto, avendo quasi definitivamente completato tutti i miei studi inerenti la costruzione di telai, sospensioni e motori, da qualche tempo ho iniziato a progettare e realizzare personalmente i miei veicoli di culto (o parte di essi – breve nota: verranno esposti alla pagina DESIGN la quale verrà aperta al pubblico una volta pronti) che userò solo in pista senza necessità alcuna, né obbligo, di pagamento di “spese impertinenti”. Alcuni di essi saranno addirittura omologabili su strada e, solo allora, in tale caso limite, chiamati giustamente a pagar per i servizi di cui usufruiscono su strada. Tutto questo solo per poter possedere liberamente una particolare soluzione tecnica apprezzata (un particolare tipo di telaio, una geometria di sospensione, uno schema di motore) senza aver gattini affamati intorno che non si son fatti vedere tutto il giorno e poi, appena hanno fame, iniziano a fare MAO (non Miao che, ancora ancora, ci sta… ma proprio quel MAO snervante traducibile dialettalmente, in qualunque lingua, con l’equivalente di: “Me dai da magnà, me dai da magnà, non smetto finchè non me dai da magnà!”).

Trasferimento di conseguenze

Il problema a questo punto si trasferisce perchè va a colpire una filiera di aziende, professionisti, artigiani e appassionati che nulla hanno fatto per giungere ad una simile situazione. Ed anche se in fondo in Italia le persone che hanno modo di costruir da sé un intero veicolo, continuando quindi a poter perseguire la propria passione indistrubati, si contano sulla punta delle dita, il colpo per l’intera filiera è stato consistente. In men che si dica molti italiani hanno preferito disfarsi del loro mezzo pur di non pagare l’eccesso. E se anche questi italiani hanno vinto la loro causa economica, hanno dovuto rinunciare ad una scintilla che gli faceva brillare gli occhi almeno una volta alla settimana quando, il sabato o la domenica mattina, alzavano quel telo, accendevano il loro pezzo di cuore ronfante e scorazzavano tra le strade sulle quali sono cresciuti. Ma come si fa a distruggere simili cose proprio in un paese come il nostro…

Il tempo? No questa volta pesa più il dispiacere

Per questo contrattempo, per documentarmi, per arrivare a prendere una decisione, ho perso diverse settimane tra motorizzazione, PRA, club automobilistici e motociclistici. In questo caso però, più che il tempo, il vero disagio è stato il dispiacere di non potersi sentire libero in un paese considerato sviluppato. Quanto emerso dalle mie visite a diversi club di veicoli di interesse storico l’ho raccolto in un articolo che verrà pubblicato prossimamente e di cui troverete in seguito il collegamento in basso tra i Lnk correlati.

*Ovviamente senza alcun lubrificante né carburante né altro… per la salubrità dell’aria.

**L’ammontare in denaro ricavato dal sistema Italia, con la reintroduzione del pagamento del bollo sui veicoli d’epoca, non raggiunge i 50 milioni di Euro, il che, come capacità di spesa, equivale ad una signora anziana che si è dimenticata il borsellino a casa e non ha l’Euro per il biglietto dell’autobus. Questa è la proporzione dell’ordine di grandezza.

***Le persone che si fregiavano di tali agevolazioni per mezzi normali erano le classe furbette all’italiana e non sono contemplate in questo articolo.

L’immatricolazione di un mio prototipo di eBike
(pena multe severissime più sequestro ed esproprio del mezzo)

Perchè no?

Dopo aver messo a punto finemente diversi prototipi di eBike egregiamente funzionanti e largamente sfiziosi per i miei gusti, ho pensato di utilizzarne almeno un paio per la circolazione su strada. Così mi sono informato circa i requisiti da soddisfare per poter circolare su strada anche con biciclette elettriche che superano i 25 km/h e che sono dotate di acceleratore come una moto (pur essendo provviste di pedali e perfettamente utilizzabili con la forza muscolare).

Equipaggiamento ad alta burocrazia

Il casco integrale omologato non è risultato essere un problema (lo indosso comunque anche in aree private, anche nei test in pista o in montagna o sui miei prototipi a pedalata assistita a norma di legge), l’aggiunta di luci e di un segnalatore acustico è risultata essere di facile integrazione, il pagamento di un’assicurazione l’ho ritenuto logico non sapendo come altrimenti procedere in caso di collisioni con altri veicoli, l’installazione di una targa già mi sembra eccessiva su una bici ma quello che realmente non comprendo è che, in caso si venga colti a circolare con una bici dotata di acceleratore e capace di superare i 25 km/h, la multa possa superare addirittura i 9000 Euro (come ho letto di recente su alcuni giornali nazionali) più il sequestro e l’esproprio del mezzo.

Le reali sanzioni
(Attenzione, gli importi variano da Comune a Comune)

In realtà possiamo tirare un sospiro di sollievo perchè quanto ho letto sui giornali in questione non corrispondeva al vero, o meglio, corrispondeva ad una trasmutazione del vero per ingigantire la vicenda. La multa di oltre 9000 Euro, che tanto ha risuonato nel web questa estate, non è stata fatta per via della bici elettrica dotata di acceleratore, bensì perchè il conducente non era in possesso di alcuna patente e quindi diventava pericoloso per il traffico nel momento in cui non conosceva le norme che lo regolano e lo rendono sicuro. Le sanzioni “minime” reali sono le seguenti:

Per la mancanza certificato di circolazione ed immatricolazione:
sequestro con confisca del veicolo e sanzione di Euro 154.

Per la mancata copertura assicurativa:
sequestro con confisca del veicolo e sanzione Euro 84.

Per la mancanza di targa:
fermo del veicolo per 30 giorni e sanzione Euro 84.

Per la mancanza di casco:
fermo amministrativo del veicolo per giorni 60 e sanzione di Euro 80.

Per la mancanza patente:
denuncia penale, sequestro per confisca, ammenda da Euro 2.257 a 9.032.

Nei primi due casi e nel quinto, però, si osserva la confisca della bicicletta (non la si riceve più indietro). Mi chiedo come mai una bici elettrica comporti simili severe pene mentre se si va pericolosamente in autostrada in automobile a 200 km/h la contravvenzione è decisamente più abbordabile e si possono persino mantenere i punti della patente pagando una differenza. Perchè mai una bici che si muove in elettrico attira tutto questo interesse? Nei casi di malafede si potrebbe ipotizzare: “Sai, siccome non usi carburanti fossili e sei esente da tasse…”. Mentre nei migliori casi di buona fede: “Sai, non controllando più il mezzo con la sola forza muscolare, in caso di incidente è necessario prendersi grosse responsabilità in mancanza di un adeguamento”. Premesso che in più di un caso ho sentito dire che “a pensar male non si sbaglia mai”, qualche idea mia me la son fatta, anche se in effetti non esistono solo le idee, esistono anche le responsabilità.

L’approccio legale rende liberi e sereni

Non ho ancora calcolato quanto tempo, quante pratiche e quanti giri richiederà l’immatricolazione del mio personale progetto di eBike, ma appena ultimato tutto (non ci penso nemmeno a violare norme, regole e leggi in quanto la soddisfazione più grande per un cittadino ritengo sia riuscire ad evolversi rispettando le regole del gioco e non affidandosi a scuse, plausibili o meno, per infrangerle; andare avanti nella “interezza” della ragione non ha prezzo, è più impegnativo, ma rende liberi con un gusto più che unico) pubblicherò volentieri un aggiornamento completo della prassi seguita. Ad ogni modo il sequestro del mezzo con tanto di esproprio, se ad esempio si vien colti a girare senza pedalare a 45 km/h, mi pare un eccesso ancor maggiore di quello superato dall’ipotetico ciclista ibrido. Tra parentesi i ciclisti da strada professionisti in volata raggiungono i 70 km/h (anche se in regime di traffico controllato, ma nessuno vieta loro di rifarlo negli allenamenti). Io stesso che ho fatto l’agonista nella categoria Cross Country delle MTB (Mountain Bike) ve ne potrei raccontare di limiti “regolarmente” superati con la forza muscolare…

Esempi di risposte logiche

Pazienza e caparbietà

Posso omologare tranquillamente ed in poco tempo i miei prototipi presso le motorizzazioni di ben 3 stati della Comunità Europea che mi hanno fornito la loro collaborazione ma, per una volta almeno, desidero provare come si ottenga un’omologazione in Italia, con quali costi ed in quanto tempo. La motorizzazione della mia provincia ha trovato alcune difficoltà nel capire la mia richiesta ma con una buona dose di pazienza ho spiegato loro che una bici dotata di acceleratore e capace di superare i 25 km/h non è “svincolata” dalle norme del codice stradale previste per i ciclomotori come invece mi stavano comunicando e che, in caso contrario si rischia di incorrere in spiacevoli conseguenze.

Dall’Ing. della Motorizzazione al Ministero dei Trasporti

Una volta assimilato che la bici in questione non si vende nei negozi e non è quindi dotata di libretto di circolazione fornito di fabbrica, mi è stato comunicato che dovrò mettermi in contatto con l’Ingegnere della motorizzazione responsabile delle omologazioni in prototipo unico o per la produzione in serie. Questa figura professionale mi chiederà i disegni tecnici della mia eBike e tutti gli schemi elettrici. Tali schemi verranno valutati e sottoposti ad eventuali note e correzioni per ottenere l’omologazione. La procedura verrà effettuata dal Ministero dei Trasporti Italiano ma la Motorizzazione non mi sa dire in quanto tempo. Una volta ottenuto il primo responso, se tutto va bene, si potrà procedere con l’ottenimento della carta di circolazione e, successivamente, della targa per ciclomotore, quindi dell’assicurazione. In caso contrario sarà necessario correggere il progetto e ricominciare la pratica da capo. Ad ogni modo anche a seguito dell’approvazione dei progetti da parte del Ministero dei Trasporti, dovrò portare il prototipo in Motorizzazione per i controlli definitivi (verranno verificati vari parametri quali ad esempio la frenata nonché la piena dotazione e funzionalità degli impianti). Seguiranno maggiori dettagli in un apposito articolo una volta definita e completata la pratica.

Attenzione al segreto industriale

Per svolgere tali pratiche in tutta sicurezza sarà necessario non dotare il prototipo che verrà analizzato di segreti industriali. Dovrà quindi essere smontata l’elettronica sofisticata per essere sostituita da un’elettronica basilare, stesso dicasi per il motore ed il pacco batterie, nonchè eventuali particolari sensori. L’importante è che le caratteristiche fisiche dei pezzi sostitutivi siano le medesime a livello di potenza erogata, di velocità raggiungibile, correnti in gioco, tensioni e dispositivi di sicurezza. Fornire il modello reale equivale a darsi la zappa sui piedi in quanto tutti cercherebbero di capire come si ottiene un particolare risultato e quali accorgimenti sembrano meritare maggiori attenzioni. Anche se in realtà non è così, meglio non correre rischi inutili (se guardi una Moto da GP senza le carene poi la sai rifare?). Una volta su strada con la propria patente (del ciclomotore, dell’auto e/o della moto), Carta di Circolazione fresca di stampa, Targa per ciclomotori e Assicurazione, si indossa il Casco, l’abbigliamento e le protezioni di Sicurezza, si accendono le Luci e si è pronti per “scorazzare” senza che nessuno multi o peggio sequestri un mezzo così speciale ed importante per la vera crescita di un paese. Se ciò dovesse trovare degli impedimenti ecco che le motorizzazioni dei 3 stati contattati con successo effettueranno la procedura in pochi giorni obbligando l’Italia ad accettarla facendo essa parte della Comunità Europea.

Continua…

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Coppia motore - Momento torcente

Il ragazzo sullo scooterone guarda incredulo lo specchietto. Un oggetto non bene identificato,
assimilabile ad una comune bicicletta, lo sta sorpassando con una elasticità disarmante, a nulla
servirà la sua azione sul gas. L’accelerazione è mastodontica, la coppia arriva subito ed è corposa,
un mare in piena fino al regime massimo senza la minima incertezza. La torsione si scarica a terra
addomesticata dalla sofisticata elettronica. Un setup frutto di anni di esperienza nel Motorsport
rende la bici estremamente stabile, sicura, performante e aderente al suolo senza la minima sbavatura.
La costruzione di telai specifici, di impianti, ruote e raggi ad hoc è stata imperativa per impedire il
collasso strutturale e raggiungere la massima affidabilità. Gli attuali 2.0 Turbodiesel circolanti su
strada restano decine di metri indietro ai semafori. Una tonnellata e mezzo contro una manciata di
chili esprimono entrambi pressappoco la stessa coppia (con specifiche tecniche nettamente
più interessanti a favore della bicicletta).
Da diversi anni ormai ho allargato le mie competenze nel Motorsport anche con le
alternative elettriche ed ibride. Ho cominciato a costruire diverse bici elettriche molto prima
che iniziassero ad andare di moda e mi sono tolto la soddisfazione di utilizzarle di tanto in tanto
anche su strada, prima che ne venisse normalizzata la circolazione con la pedalata assistita. Poi
l’attività di ricerca si è spostata definitivamente su pista ed in montagna. Dei veri e propri UFO
per la gente che osserva spiazzata. Pubblicheremo affascinanti video sul nostro canale YouTube
appena avremo completato i modelli attualmente in studio.

Quando "uno" scandalo non è "lo" scandalo: Il caso Volkswagen – Parte 3

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: L’analisi un po’ più oggettiva e meno impulsiva di un problema

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Conclusioni

Sicuramente è sbagliato truccare le centraline motore per ottenere dei risultati falsati, sicuramente, non ci sono dubbi. Ma… rubare una mela non può esser considerato grave come generare la crisi economica globale che ha distrutto piccole, medie e grandi imprese, artigiani, famiglie, risparmiatori. Queste sono pressappoco le proporzioni. Un mondo come quello moderno che fornisce tecnologie obsolete, senza evolvere realmente la qualità della vita, senza offrire nuovo risparmio e privando così le persone del potere d’acquisto del denaro (che inesorabilmente va sempre più riducendosi), è persino più di uno scandalo, è pura follia. E tale omissione è talmente evidente al giorno d’oggi che il vero scandalo è rappresentato dal fatto di non parlarne e non citare i dovuti esempi e le dovute fonti ma, soprattutto, è uno scandalo il fatto che la massa non sappia quello che realmente può chiedere.

Non mi parlate della vicenda Volkswagen come di uno scandalo da megafono, più che altro come di un tentativo di astuzia finito male per il quale è fondamentale un richiamo all’ordine. Sicuramente quanto è successo non è corretto e non va bene, ma gli scandali prioritari sono ben altri e, come al solito, non li evidenzia nessuno. Gli opportunisti ringraziano (forse) e ballano, sottraggono, spostano capitali da un contenitore all’altro. Nel frattempo la gente continua a ripetere rintontita le notizie diffuse ed imparate a memoria, raramente ragionate, scarsamente rielaborate e non correttamente approfondite né studiate. Perdonate la mia schiettezza ma: “Tanto rumore per ottenere cosa?”. Nella vita delle persone normali non cambierà nulla, in quella di concorrenti e grandi investitori probabilmente sì (specie per chi acquisterà, o sapeva che avrebbe acquistato, cospicue azioni in borsa ad un prezzo quasi dimezzato).

Noi cittadini dovremmo gridare allo scandalo per ben altre cose, per ben altre mancanze, disservizi, omissioni. Ho citato nella parte seconda di questa breve rubrica diversi esempi inerenti il settore automotive ma se ne possono citare molti altri nel settore dell’ediliza, dell’energia, degli elettrodomestici, ecc.. Persino la procedura di rimozione di un’otturazione in amalgama, teoricamente da operare secondo opportune norme e protocolli, può diventare terreno fertile di importanti problemi (non mi riferisco ai vapori di mercurio ma all’assorbimento, da parte dell’organismo, di nanoperticelle derivate dalla fresatura) che possono diventar evidenti anche dopo un lungo periodo. Di argomenti di questo genere, e di molto, molto di più, si parla troppo poco quando magari si è ancora in tempo. Invece si gridano a squarciagola tutti i giorni cose che rappresentano di fatto la punta dell’iceberg. Certo anche le cose più piccole sono importanti ma notare che la scritta Titanic sullo scafo si è un po’ graffiata mentre l’imbarcazione affonda in un mare gelido, sinceramente, a cosa serve? Salverà qualcuno?

Davanti ad una palese contraddizione

Quindi, in soldoni, si richiede alle case automobilistiche di ridurre sempre più le emissioni però non si permette loro di utilizzare le tecnologie realmente disponibili per tale scopo perchè c’è ancora una gran riserva di petrolio che può generare ulteriore ricchezza. Che si mettano semplicemente d’accordo. L’uno vuole ottenere un risultato pulito utilizzando qualcosa che inquina e dotando questo qualcosa di numerosi accessori che spostano il problema in una seconda sede in un secondo momento (vedi ad esempio i filtri antiparticolato) e l’altro è costretto a trovar rimedi capziosi per avvicinarsi ai risultati richiesti senza far uso di strumenti che lo permetterebbero agevolmente. Ma la chimica, non si elude, e un carburante fossile combusto produrrà sempre qualcosa. A questo punto interviene la logica la quale semplicemente afferma: vuoi ridurre i prodotti della combustione? Hai già ottimizzato tutti i parametri in camera di scoppio? Allora non ti rimane che bruciare meno combustibile!

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Componenti di un'automobile

Un’automobile è formata da centinaia e centinaia di parti, nel caso della Volkswagen
molte di queste sono costruite da numerose aziende partner italiane (in Italia).
Solo nelle Marche si contano circa 80 aziende che lavorano per la Volkswagen.
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