Ritorna il baratto: problemi sullo scambio di denaro.

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Problematiche del baratto

Rispondendo a Davide

La domanda e le osservazioni mosse da Davide le trovi in questo commento.

Certamente Mazza 🙂 Io non avevo preso l’esempio di mani bucate e giocatori d’azzardo come giustamente mensioni perchè mi riferisco in particolar modo a menti imprenditoriali e ragazzi e ragazze che hanno voglia di fare/arrivare.

Naturalmente come tu ci sottolinei senza un ottimo rapporto di fiducia si rischia grosso o quanto meno si è costretti ad andare dal notaio per certificare ogni operazione. Inoltre vorrei precisare che prestare denaro ad interessi inferiori a quelli bancari è ovviamente legale. Non vale il contrario.

Per quanto riguarda invece il discorso di depositare il denaro in banca ti ricordo che quando noi eravamo piccoli i nostri genitori mettevano il loro denaro risparmiato in banca ottenendo non solo il deposito ma interessi che aiutavano nel reddito familiare insieme ai ricavi del lavoro. Oggi la banca gioca molto sul fatto di dire che il suo compito è di custodire, garantire… Non è più del tutto vero: vedi il caso dei bond argentini (e relativo nostro articolo) e vedi anche il fatto che se depositi una determinata somma e dopo un arco di tempo la vai a ritirare vale meno di quando l’hai versata. Questo perchè gli interessi sono talmente bassi oggi da non riuscire a compensare la perdita di potere d’acquisto (vedi l’articolo relativo a questi link: primo secondo). Andando a vedere gli indici degli ultimi 30 anni, circa prezzi nominali e reali dei beni e servizi, notiamo come oggi avere un conto in banca dia vantaggio zero se non negativo nel caso in cui il denaro sia versato e mai toccato; in tal caso infatti andremmo a pagare le varie spese e commissioni arrivando a fine anno con meno denaro di quanto versato o un interesse di pochi euro…

Attenzione, questo discorso ovviamente vale per i giovani imprenditori (anche un ragazzo che apre una pasticceria o una pizzeria lo è). Se si è negati per la materia l’opzione di lasciare il capitale in banca ovviamente è la migliore evitando di compiere azioni pericolose che promettono tanti soldi e subito.

Un curioso dialogo in banca

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: E’ tutto normale… o no?

Un amico (Marco) mi ha raccontato una breve e coinvolgente (dis)avventura mattutina in banca. Venendo subito al dunque ecco il dialogo che riporta esattamente quanto detto tra il mio amico e la  Responsabile che si occupa di far investire i clienti.

Marco: Buongiorno.
Resp.: Buongiorno, venga si accomodi.

Marco
: sì, mi avete chiamato per darmi dei consigli circa il capitale che ho fermo qui presso di voi.

Resp.
: esattamente, dunque se mi dice il numero del conto vediamo subito la sua situazione…

Marco
: XXXXXXX

Resp.
: molto bene, abbiamo visto che lei ha fermi questi 49.000 euro da qualche mese e le volevamo dare alcuni consigli su come farli fruttare.

Marco
: Molto bene la ascolto…

Resp.
: allora ci sarebbe l’opzione di investire in un fondo comune… bla bla bla.

E la responsabile illustra tutte le condizioni a Marco che non riportiamo per sintesi e per arrivare subito al punto d’interesse.

Marco: quindi lei mi sta dicendo che se vi lascio in mano i miei 49.000 euro voi mi date come interesse 400,00 euro meno le spese? Ma lei sta scherzando?
Resp.: No perchè?

Marco
: Cioè io le dò 49.000 euro, non li posso più toccare per uno o due anni ecc per 400.00 euro di interesse? E dove sta il guadagno scusi? Ma lei ha tenuto conto che se faccio riferimento agli indici e all’inflazione (premetto che Mauro è sufficientemente competente di teorie microeconomiche e relative formule e formulette) dopo due anni il denaro che mi restituite vale molto meno di quello che ho adesso?

Resp
.: Sì certamente, lo so…
Marco: Mi scusi, ma se lo sa, perchè me lo ha proposto?

Resp.:
Perchè è così che funziona!

Marco
: Lei mi dà un bidone e mi dice che io lo devo prendere perchè è normale e perchè è così che funzionano le banche oggi?

Resp.:
Ma tanto non trova altre soluzioni!

Marco:
Ah no? Ma lei lo sa che se compro una nuova sega combinata per la falegnameria ho la possibilità di incrementare la mia produzione di 3 pezzi a settimana e che ognuno di quei 3 pezzi mi rende oltre i 400,00 Euro che mi offre lei?

Resp.:
……………

Note

Esclusi gli straordinari Marco lavora in falegnameria con i suoi tecnici circa 40 ore alla settimana. Con una macchina combinata in più per fare vari tipi di taglio e lavorazioni Marco può realizzare 3 pezzi in più (3 pezzi non significa 3 comodini, significa 3 cucine artigianali ad esempio, lui li chiama 3 pezzi ma in realtà sono molti di più) a settimana. Questi 3 pezzi vengono venduti intorno ai 2000-3000 euro dai quali sottraendo materia prima, manodopera, finiture (maniglie, guide scorrevoli, pomelli, ecc) ammortamenti dei macchinari, le dovute tasse, imballaggi, spedizioni, imprevisti (rottura utensili, altro materiale difettoso da sostituire, ripensamenti del cliente, utensileria nuova ecc.) rimangono proprio cifre intorno ai 300-400 Euro. Allora vi potreste chiedere subito: “perchè Marco non acquista immediatamente una macchina combinata in più per la sua falegnameria?”. Perchè prima di fare un qualunque passo ci si pensa più e più volte inoltre, visto che nel commercio e nell’artigianato i profitti vanno su e giù come le montagne russe in base ai vari momenti, Marco potrebbe acquistare la sua macchina combinata in più, farla lavorare molto per 8 mesi di attività, magari assumere una nuova persona e poi, nel momento in cui le vendite scendono nuovamente trovarsi in crisi perchè non ha guadagnato abbastanza da ripagarla totalmente. O magari il flusso di lavoro potrebbe andar molto bene nei 3 anni a seguire e senza cali in modo tale da far registrare a Marco profitti più che positivi. Chi può dirlo?

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