Il cambio elettroidraulico della Ferrari

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Il cambio elettroidraulico

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1) Power unit. 6) Elettropompa. 17) Serbatoio olio. 31) Sensore di pressione. 27) Paratia riparo power unit. 21) Tubo da serbatoio a pompa. 16) Tubo da elettropompa e power unit.

DESCRIZIONE

Il principio di funzionamento del cambio elettroidraulico si basa sul dare un comando tramite un impulso elettrico, ovvero tramite i due interruttori collegati alle rispettive leve poste dietro il volante, ad una unità centrale che consente di inserire le marce in modo preciso e veloce (si parla di poco più di 100 millesimi di secondo) senza rischio di “sfollate”.

L’unità centrale per eseguire il comando impartito tramite il volante si avvale di un circuito idraulico. Tale circuito viene messo in pressione da un’apposita pompa. Un sensore verifica che la pressione dell’olio in circolo nell’impianto sia sempre corretta.

Una centralina provvede a dialogare con la frizione per l’innesto ed il disinnesto della stessa. In tal modo non dobbiamo nemmeno sollevare il piede dall’acceleratore. Inoltre, in un tempo di gran lunga inferiore a quello di cambiata, verifica la presenza di possibili errori e solo se tutto è a posto da l’ok all’inserimento del rapporto scelto. Se il rapporto selezionato è errato, la centralina non da l’ok all’inserimento di una marcia troppo bassa per preservare il motore da fuori giri indesiderati. Anche nel caso in cui ci fossero problemi al circuito idraulico (pressione olio insufficiente; pompa guasta…) la centralina non acconsentirebbe al cambio marcia per evitare guasti di maggiore importanza.

Altro compito importante della centralina è il taglio dell’alimentazione controllato o IGNITION CUT. Serve a fare in modo che durante il cambio marcia, seppur breve, venga tagliata l’alimentazione al motore per non mandarlo su di giri. All’ingresso della marcia e alla messa in presa della frizione, l’alimentazione sarà già stata riavviata con un leggero anticipo evitando vuoti ma evitando anche sfrizionate logoranti per la trasmissione.

Tutto questo avviene in un decimo di secondo e senza la preoccupazione di aver effettuato una cambiata efficiente o meno come avveniva con il cambio manuale.

Domanda frequente: Come mai le alette del comando cambio non ruotano insieme al volante ma sono fisse? Le alette per il cambio marcia poste dietro il volante hanno una lunghezza calcolata che permette di raggiungerle con le dita fino ad un determinato angolo di sterzata. Oltre questo angolo la cambiata sarebbe un errore di guida perchè far perdere motricità alle ruote posteriori, seppur per poco, quando le ruote sono molto sterzate, può portare alla perdita di controllo del mezzo.

Nasce il cambio al volante per il kart

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Come funziona il cambio al volante per kart?

ME-SHIFTER F1 agisce sulla leva del cambio che esce dalla scatola del cambio stesso così come farebbe un sistema convenzionale ma con più rapidità. Inoltre quano viene innestato un rapporto superiore ME-SHIFTER F1 interrompe la corrente che va alla candela, attraverso una connessione alla bobina, per facilitare l’inserimento della marce senza dover togliere alzare il piede dall’acceleratore. L’impulso che determina la cambiata arriva da due interruttori che si trovano sul volante azionati da 2 pulsantini (Versione 1) o da due levette (Versioni 2 e 3). L’impulso raggiunge la centralina che controlla sia l’attuatore che agisce sul cambio e che la bobina per il taglio della corrente. Il sistema è alimentato da una batteria a 12 V.

Specifiche tecniche:

Prodotto: ME-SHIFTER F1
Forza applicabile sulla leva: Fino a 250 N
Alimentazione: 12 V
Dimensioni attuatore (mm): 130 x 80 x 50
Corrente nominale: 45 A
Peso attuatore: 995 gr
Corrente in standby: 16 mA
Classe di protezione IP: IP54
Tempo di cambiata: meno di 50 millisecondi
Numero di cambiate: Crica 8000 con una batteria da 7,2Ah

Certo è che bisogna fare un bilancio e valutare se ciò che guadagni non staccando le mani dal volante, poi non lo perdi per il maggior peso del mezzo o per problemi tecnici dovuti all’esaurimento inaspettato della batteria. Un tilt del sistema potrebbe persino staccare la corrente alla bobina spegnendo il motore. Ci sembra comunque un’ottima, una splendida idea che spero potremo testare in pista anche noi…

Il sistema ricorda il normale ignition cut o powershift Sadev usato ad esempio dalla Renault Sport ma con alcune complicazioni in più dovute al fatto che occorre un attuatore dal peso di quasi un chilogrammo per innestare le marce (e questo è ovvio trattandosi di un cambio di tipo motociclistico in fin dei conti).