Il lavoro oggi: domanda e offerta

Una delle più grandi contraddizioni proprie dell’Italia è che l’enorme mole di disoccupazione si pone dinanzi a numerose aziende che non trovano il personale di cui necessitano. Si potrebbe semplicemente pensare che sia sufficiente indirizzare parte dei disoccupati verso tali aziende ed il gioco sia fatto. In realtà le cose non sono proprio così. Le aziende che offrono lavoro cercano personale che, per gli high skill, abbia effettuato precisi percorsi di studio (presso la scuola superiore o presso le Università) e che, per le professioni più pratiche, siano formati e/o specializzati come si deve.

Questo significa che ancora in Italia vi è una grave carenza nel creare il giusto connubio tra il mondo dello studio e quello del lavoro. Significa che una volta terminati gli studi i giovani sono spesso abbandonati a sé stessi. Sia la scuola superiore (specie gli indirizzi tecnici e professionali), sia le Università, dovrebbero invece preparare in modo “pratico” gli studenti con corsi mirati di diversi mesi che possano far acquisire competenze e sicurezza in sé stessi. Ad esempio in paesi come la Germania, la Svizzera, la Finlandia, la Norvegia, la Svezia, non solo gli studenti vengono avviati al lavoro tramite corsi formativi che arrivano fino a tre anni ma, durante tali corsi, ricevono una retribuzione e, al termine sostengono esami che gli garantiscono l’assunzione o la ripetizione di un anno di formazione. Le aziende sono molto attente a questi ragazzi e più essi stimolano il loro talento, si impegnano, studiano, fanno esperienza e si danno da fare, e più c’è interesse per loro. Insomma più sei bravo e più possibilità hai. Se lo desideri vedi anche l’articolo: Ci sono un italiano, uno svizzero ed un tedesco…

Per quanto riguarda gli high skill, risulta difficile reperire: farmacisti, sviluppatori di software, infermieri, progettisti meccanici, e metalmeccanici. Tra le professioni più pratiche pare sia molto complicato trovare: addetti alla reception, operatori di mensa, carpentieri, adetti alle macchine utensili (tornitori, tecnici CNC, saldatori esperti), autisti di pullman, posatori di pavimenti, muratori esperti, posatori di coperture tetti, idraulici, parrucchieri, falegnami (intesi anche come piccoli artigiani che producono arredamenti e soluzioni in legno su misura in quantità non industriale), panettieri, meccanici, fabbri. Ovviamente per tutti questi mestieri vi è richiesta solo qualora il candidato sia formato ed abbia un’esperienza affatto trascurabile… e questo, come già detto all’inizio dell’articolo, ci pone davanti ad una contraddizione dato che la formazione post-studio non è ancora impiantata nel tessuto formativo italiano.

Ovvio che se sono bravo nel posare pavimenti ed ho una mia ditta dove realizzo un determinato fatturato, sicuro non chiudo baracca e burattini per essere assunto da un’azienda che mi pagherà sicuramente molto meno. Pertanto per tale lavoro andrebbe bene un ragazzo fresco di istituto tecnico ad esempio, ma lui cosa ne saprebbe di posa in opera di pavimenti? Il posto rimane quindi libero. Il disoccupato anche.

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Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco…

Rubrica: Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco

Titolo o argomento: Avviare i giovani al lavoro. Un metodo migliore

Non è un barzelletta, Imparare il mestiere? In Germania si può. Tirocinio e preparazione completa. E il lavoro? E’ assicurato.

bandiera-italia.gif Metodo italiano

Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesto di imparare ad usare delle macchine utensili. Ti arrangi come meglio puoi. I colleghi per timore di perdere il posto non ti aiutano e non ti insegnano nulla. Ti fai male (a volte anche con consegenze permanenti). Ricorri a qualcuno che possa tutelarti. Vengono eseguiti dei controlli sul luogo di lavoro. Durante i controlli viene osservato solo se i macchinari erano a norma. Nessuno valuta il tuo livello di preparazione. Fine della storia (nella maggior parte dei casi). E’  evidente che il meccanismo di lavoro non funziona (almeno non sempre) correttamente.

bandiera-germania.jpg Metodo tedesco

Trovi (finalmente) un lavoro presso una ditta che fa lavorazioni meccaniche ad esempio. Ti viene richiesta la volontà di imparare prima tutti i trucchi del mestiere. Ti obbligano a fare un corso di ben “3” anni con una paga minima. Ti garantiscono per legge il lavoro al termine del corso. Ti invogliano a studiare durante il corso. Se non passi l’esame devi studiare un altro anno (altra ragione per cui non si perde tempo…). Appena passato l’esame sei assunto come promesso. Prendi una buona paga. Diventi un tecnico specializzato nel tuo settore. L’elevata quantità di ore maturata ti evita errori inutili. L’elevata quantità di ore alle spalle ti evita di farti male con i macchinari. Se sei bravo diventi un tecnico desiderabile e ricercato anche presso altre ditte. La differenza la fai tu con il tuo talento. Le norme di sicurezza sul macchinario diventano un ausilio in più di cui puoi godere e non una scusa, nel caso ti facessi male, per darti tutta la colpa e non ripagarti del fatto che non sei stato formato in modo adeguato.

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Molto simile a quello tedesco ma è opportuno sottolineare che, ad esempio, nelle scuole superiori svizzere vengono insegnate materie utili, pratiche a noi sconosciute quali ad esempio:

Saper vivere autonomamente essendo autosufficienti nel cucinare, cucire, stirare, tenere in ordine la casa (particolarmente orientato per le ragazze), usare i servizi online per il pagamento delle bollette e risparmiare tempo e denaro… Diciamoci la verità:”Quanti di noi o delle nostre ragazze sanno pagare una bolletta via internet, evitando di passare la mattinata in macchina a cercare un parcheggio (a pagamento), inquinando, consumando carburante inutile, facendo file agli sportelli e perdendo tempo da dedicare a cose più importanti? Quanto ci costa in realtà una bolletta in termini economici e di salute?”

Saper aprire un’attività, realizzare un piano di impresa dalla semplice apertura di una tabaccheria fino alla grende impresa con decine/centinaia di dipendenti che esporta prodotti in tutto il mondo. Diciamoci ancora una volta la verità: “Quanti di noi sono capaci a fare velocemente tutti i passi necessari per informarsi quantomeno circa i costi per aprire un’attività che sognamo, circa le tasse che andremmo a pagare, circa un utile bilancio dei PRO e CONTRO per valutare se una nostra idea potrebbe diventare realtà?”

Mi sono limitato a fare una sintesi della sintesi giusto per farvi capire il metodo che adottano. In realtà vengono approfondite molte più materie, molti più fattori, molti più strumenti per mettere a segno le proprie capacità e i propri talenti. Penso che quanto appena detto sia un ottimo spunto di riflessione e che non sia necessario aggiungere altro.