Gli Highlights della Formula 1

Se come me, sei molto impegnato/a e ti stai perdendo il campionato di Formula uno, sul sito ufficiale della Formula uno è stata allestita una “pagina” dove puoi trovare degli ottimi video in alta risoluzione del campionato di Formula 1.

Ricorda che i video non sono scaricabili, è illegale, ma puoi guardarli tutte le volte che vuoi sul sito ufficiale.

Ecco il link alla pagina:
http://www.formula1.com/content/fom-website/en/video.html

Inoltre guardando questi video puoi testare la bontà della tua linea ADSL, scegli il formato video di miglior qualità, non deve andare a scatti nemmeno una volta…

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Macchina o pilota?

Ma allora conta di più

la macchina o il pilota?

Vorrei dare una risposta prettamente dal mio punto di vista. In qualità di puro appassionato di guida (non posso definirmi un pilota perchè non sono iscritto ad alcun campionato per ora) so bene che è difficile sminuire le proprie doti di guida e dare un peso leggermente maggiore alla vettura ma… qualunque sia il tuo nome, se la macchina non va, non va. Certo ci sono piloti che meglio di altri hanno saputo far crescere un mezzo (un’auto, una moto), ma se lo avessero lasciato come lo hanno trovato, non sarebbero andati lontano. Per questo si dice ad esempio che Schumacher ha sviluppato insieme alla Ferrari la sua auto. Schumacher è prima di tutto un grande collaudatore. Stesso dicasi per molti altri piloti di formula uno o del motociclismo, o qualunque altra categoria che prevede uno sviluppo del mezzo da corsa. Se c’è sviluppo, c’è crescita sia da parte dell’auto, sia da parte del pilota. Insieme percorreranno molta strada. Inizialmente però conta molto di più la vettura e, piloti meno esperti che si presentano con buone auto di base, hanno indubbiamente la strada più spianata. Viceversa essere piloti esperti, anche di grosso calibro, anche avendo vinto almeno un mondiale, e salire su una vettura che poco può contro la concorrenza, dimostra che contro un mezzo che non è nato bene, il pilota può poco. Tutt’al più le sue doti di guida lo porteranno a contenere i danni. Ma non si sta nelle corse per giocare in difesa, non sempre. E’ per questo che anche chi si schiera ultimo in partenza ci mette la grinta. Anche l’ultimo è convinto di poter attaccare e fare un buon risultato se non ottimo.

Una formula uno che mescola le carte in gioco può far bene all’umore di alcuni piloti e male ad altri, può migliorare gli ascolti e le presenze del pubblico in pista. Può causare sbalsi di umore, la perdita di certezze o il rafforzamento delle proprie convinzioni. La cosa importante è che tutti, ma proprio tutti, possano avere la possibilità di vincere e, i fuoriclasse, dimostrare di essere tali… Macchina permettendo.

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In breve:

Pilota forte → Auto forte = Grandi risultati ↑

Pilota forte → Auto mediocre = Grandi incertezze ↑↓

Pilota giovane → Auto forte = Buoni, talvolta sorprendenti, risultati ≈↑

Pilota inesperto → Auto debole = Rivedere il tutto… ≈

Il cambio elettroidraulico della Ferrari

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Il cambio elettroidraulico

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1) Power unit. 6) Elettropompa. 17) Serbatoio olio. 31) Sensore di pressione. 27) Paratia riparo power unit. 21) Tubo da serbatoio a pompa. 16) Tubo da elettropompa e power unit.

DESCRIZIONE

Il principio di funzionamento del cambio elettroidraulico si basa sul dare un comando tramite un impulso elettrico, ovvero tramite i due interruttori collegati alle rispettive leve poste dietro il volante, ad una unità centrale che consente di inserire le marce in modo preciso e veloce (si parla di poco più di 100 millesimi di secondo) senza rischio di “sfollate”.

L’unità centrale per eseguire il comando impartito tramite il volante si avvale di un circuito idraulico. Tale circuito viene messo in pressione da un’apposita pompa. Un sensore verifica che la pressione dell’olio in circolo nell’impianto sia sempre corretta.

Una centralina provvede a dialogare con la frizione per l’innesto ed il disinnesto della stessa. In tal modo non dobbiamo nemmeno sollevare il piede dall’acceleratore. Inoltre, in un tempo di gran lunga inferiore a quello di cambiata, verifica la presenza di possibili errori e solo se tutto è a posto da l’ok all’inserimento del rapporto scelto. Se il rapporto selezionato è errato, la centralina non da l’ok all’inserimento di una marcia troppo bassa per preservare il motore da fuori giri indesiderati. Anche nel caso in cui ci fossero problemi al circuito idraulico (pressione olio insufficiente; pompa guasta…) la centralina non acconsentirebbe al cambio marcia per evitare guasti di maggiore importanza.

Altro compito importante della centralina è il taglio dell’alimentazione controllato o IGNITION CUT. Serve a fare in modo che durante il cambio marcia, seppur breve, venga tagliata l’alimentazione al motore per non mandarlo su di giri. All’ingresso della marcia e alla messa in presa della frizione, l’alimentazione sarà già stata riavviata con un leggero anticipo evitando vuoti ma evitando anche sfrizionate logoranti per la trasmissione.

Tutto questo avviene in un decimo di secondo e senza la preoccupazione di aver effettuato una cambiata efficiente o meno come avveniva con il cambio manuale.

Domanda frequente: Come mai le alette del comando cambio non ruotano insieme al volante ma sono fisse? Le alette per il cambio marcia poste dietro il volante hanno una lunghezza calcolata che permette di raggiungerle con le dita fino ad un determinato angolo di sterzata. Oltre questo angolo la cambiata sarebbe un errore di guida perchè far perdere motricità alle ruote posteriori, seppur per poco, quando le ruote sono molto sterzate, può portare alla perdita di controllo del mezzo.