Rubrica: Due ruote d’altri tempi
Titolo o argomento: Il blog Ralph DTE testa la Honda CB 350 Four del 1972
Se qualcuno mi avesse parlato della Honda CB 350 Four prima di questa estate, gli avrei risposto che non avevo presente di quale moto stesse parlando (perdonatemi) e che la CB più anziana che ricordo è quella degli anni ’80 con cui ho dato l’esame per la patente della moto. Da quando però ho avuto modo di conoscere la 350 Four ho pensato di dedicarle uno spazio tutto suo su questo blog. Si tratta di un mezzo che appartiene alla prima serie di moto con motore 4 tempi prodotta dalla Honda. Siamo nel 1972, chi acquistava questo motociclo, e ci scorrazzava per le strade del mondo, è nato molto prima di me e aveva un buon budget a disposizione…
La Honda CB 350 Four, o CB 350 F, aveva una caratteristica tanto interessante quanto richiesta dai centauri già negli anni ’70, il motore 4 tempi dotato di 4 cilindri (da cui prende il nome Four) frontemarcia. La sorellina più economica, nonostante fosse più pepata e allo stesso tempo più leggera, era pur sempre 4 tempi ma disponeva di un motore 2 cilindri che durante la guida richiedeva un po’ più di esperienza a causa dell’erogazione non proprio lineare.
La nostra prova
Scettico, davvero molto scettico, mi siedo in sella alla moto (che era rimasta ferma per anni) nel garage del proprietario. La linea è massiccia, il motore e gli scarichi costituiscono una grossa percentuale di quello che vedi quando lei è lì davanti te e ti osserva con un’aria che non sente gli anni, il tempo che passa, l’evoluzione tecnologica e prestazionale. Lei sembra fregarsene, è bella anche oggi e nella mia fantasia sembra esserne cosciente, cosciente e vanitosa.
Guardandola bene sembra persino troppo piccola per un motore così ingombrante… eppure è solo 350 centimetri cubici. Sì un 350cc frazionato con ben 4 cilindri (oggi conosciamo moto con 650cc di cilindrata ed un solo cilindro, ovvero l’esatto opposto logico da un punto di vista motoristico) che può permettersi di raggiungere elevati regimi di rotazione, ben 10.000 giri al minuto, non male per una vecchia signora degli anni ’70. La moto è sul cavalletto centrale, ho l’idea che sia pesante, scomoda e poco guidabile. Le gomme sono sgonfie. Il proprietario ed io, temerari, la tiriamo giù dal cavalletto per spostarla fuori dal garage e provare ad accenderla. Sembra impossibile muoverla, appare pesante e testarda come un mulo. In realtà le gomme a terra non le permettono movimento alcuno, il freno anteriore è bloccato (scopriremo poi che aveva le pasticche ossidate incastrate nella sede interna alla pinza freno e la pompa freno gravemente danneggiata per una caduta a moto ferma). Anche il motore non ne vuol sapere di collaborare (la batteria è completamente a terra e l’avviamento a pedale fa sudare sette camicie specie con la carburazione non proprio a puntino e con alcuni problemi elettrici).
La svolta
A restauro completato, la moto è pronta per un giro… vediamo se le prime impressioni avute nel garage, quando ci siamo incontrati la prima volta, risultano veritiere o pure suggestioni. Ad essere sinceri… tutte suggestioni! Una volta sistemate le parti danneggiate e sostituite quelle irreparabili la Honda CB 350 F parte, con qualche stento ma con un suono rotondo ed un piacevole borbottio che ricorda quello delle sorelle maggiori con molta più cavalleria a disposizione. Da notare che la Four dispone di particolari come le frecce dotate di avvisatore acustico e l’avviamento elettrico. Il cambio è ruvido, la frizione leggermente dura richiede uno sforzo maggiore rispetto al consueto per il suo utilizzo ma risulta piuttosto modulabile. La prima entra senza scossoni e con una leggera azione sul gas siamo in marcia. Il tempo di prendere confidenza con la posizione di guida, i comandi e le masse del motociclo ed ecco che le mie prime impressioni si rivelano tutte inesatte. La moto è leggera, facile da guidare e con un baricentro basso che rende agevole ogni manovra nonostante i circa due quintali di massa (con olio e carburante). Il motore è davvero dolce nell’erogazione, in basso è sornione e non dà sorprese inaspettate. La guida è rilassata e molto piacevole, certo è che quei cilindri accanto alle gambe iniziano a scaldarsi e intimoriscono un po’, non vorrei diventare un arrosticino (sono sconsigliati i pantaloni corti sia per ragioni di sicurezza, sia per evitare ustioni). Il giro continua, la marcia è sempre piacevole e priva di vibrazioni, qualche leggera sgassata regala un piccolo piacere ad ogni scalata. Nonostante l’aria sportiva del motore, la ciclistica risulta essere molto turistica. La moto è comoda e morbida, le buche non si sentono, si riesce persino a fare un po’ di sano fuoristrada (su breccia e terra) senza difficoltà, tuttavia, se si aumenta il ritmo e si iniziano a chiedere le prestazioni, il motore sembra preso da un motociclo di un tipo ed il telaio da un altro motociclo completamente diverso. In velocità si percepisce un pompaggio sinistro, gli ammortizzatori si comprimono eccessivamente e con una frenatura quasi inesistente. In curva il manubrio inizia a muoversi un po’ troppo e, nonostante l’anteriore non si alleggerisca mai eccessivamente, ondeggia in modo sospetto e, a mio avviso, pericoloso. Il contatto della gomma anteriore con l’asfalto però sembra solido anche spingendo un pelo di più del dovuto, del resto i cavalli sono solo 34 a 9.500 giri/min e devono tirare circa 5,6 kg ciascuno. Probabilmente la maneggevolezza della versione bicilindrica potrebbe risultare maggiore ed il telaio meno sacrificato; gli ondeggiamenti indesiderati, infatti, potrebbero essere causati dalla consistente massa del motore 4 cilindri che grava al centro del motociclo influenzandone abbondantemente la dinamica già compromessa da sospensioni non adeguate.
Ma torniamo con i piedi per terra, se guidi una Honda CB 350 Four non devi pretendere prestazioni… te la devi altresì godere in tutta tranquillità e godere allo stesso tempo delle strade che esplorerete insieme. Sarà sicuramente un bel viaggio, condotto con garbo e con la sicurezza di un ottimo comfort, elevata robustezza ed un’altissima affidabilità seconda solo a quella dei migliori amici.
Note tecniche
Di particolare interesse risulta il corpo costituito dai quattro carburatori KEIHIN da 21 mm. Più che carburatori sembra di avere davanti un affascinante strumento musicale che per funzionare al meglio richiede un’accordatura sopraffina. Curiosa anche la pinza freno anteriore la quale ingloba le pasticche di forma circolare all’interndo del suo corpo cilindrico. In foto sotto è inoltre visibile la CB350 Four nuda che mette in mostra la sua semplicità, essenzialità ed il volume destinato al motore.
Le caratteristiche
Motore 4 tempi 4 cilindri in linea frontemarcia raffreddato ad aria
Distribuzione: un albero a camme in testa (catena), bilanceri, 2 valvole per cilindro
Alimentazione: 4 carburatori KEIHIN 21 mm
Alesaggio e corsa: 47 x 50 mm
Rapporto di compressione: 9,3:1
Cilindrata: 347 cc
Potenza: 34 CV a 9500 giri/min
Cambio: 5 rapporti
Serbatoio carburante: 12 litri
Riserva carburante: 2 litri
Quantità olio motore: 3,5 litri
Olio forcella: 125 cc
Massa veicolo: 177 kg
Velocità massima: 170 km/h
Consumi carburante: n.d. (elevati)
La sicurezza
Il test è stato condotto utilizzando un abbigliamento tecnico adeguato, tuttavia per gli scatti si è fatto a meno della tuta, che risultava un tantinto ridicola a bordo di un mezzo storico come la Honda CB350 Four, procedendo a velocità decisamente contenute. Si consiglia pertanto vivamente di utilizzare un abbigliamento specifico per l’uso motociclistico dotato di opportune protezioni.
Rimango comunque dell’idea che la velocità di crociera a bordo di questa moto, per questioni di sicurezza, non dovrebbe oltrepassare i 60-80 km/h. A queste velocità un valido scarponcino abbinato a dei jeans di buona fattura, giubbotto, casco integrale e guanti (senza dimenticare la protezione per la schiena) sono senz’altro un valido ausilio per la vostra sicurezza.
La velocità massima consigliata tiene conto in particolar modo delle sospensioni di cui è dotato il motociclo nonché dello stato di conservazione del mezzo testato, del telaio, della distribuzione delle masse e, ovviamente, dei pneumatici.
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