Incubare, avviare, startappare… spammare, forzare, ostentare e guastare – Parte 4

Rubrica: Spunti

Titolo o argomento: Osservazioni su metodiche insane

Ossessioni

Fate attenzione a chi abusa di inglesismi che alla prima apparenza possono risultare seducenti, affascinanti, in grado di conferire importanza e far lievitare la lingua. Puntate alla sostanza, ai contenuti e vi accorgerete che entrambi, non di rado, mancano. Spesso chi assume simili atteggiamenti non capisce davvero nulla di innovazione ma ha il cavo orale pieno di paroloni da prima pagina, di nozioni di marketing, di metodi da “spammer” che tentano il colpo di raggiungere tutti e subito senza minimamente comprendere come si avvia un marchio serio e distintivo e cosa la gente recepisce invece nel breve periodo come un’ossessione da evitare, un fattore di disturbo, un qualcosa privo di contenuti e di utilità. Ossessionanti discorsi sulla crescita sono ancora in auge nonostante i danni causati dalla crisi, fare discorsi sulla crescita veloce e con percentuali annue strabocchevoli significa esser certi di avere davanti un interlocutore più avido che intelligente, qualcuno che non si rende realmente conto di quanto il “chiacchierone” di turno stia farneticando, qualcuno che, per quanto sia una brava persona dotata di talento, è ancora ingenuo e ignora le dinamiche del nuovo mondo nel quale si sta addentrando. Purtroppo molte volte è così ed il concetto appena espresso viene compreso solo dopo un primo fallimento che, anche se non è mai detto, potrebbe avere spiacevoli conseguenze.

Continua…

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Incubare, avviare, startappare… Parte 4 – Ossessioni

Che paroloni!!

La Svizzera degli anni ‘80

Chissà se oggi è ancora così?

Abbiamo intervistato un imprenditore italiano che oggi manda avanti un’azienda di cosmetica dalle medie dimensioni, ma molto molto valida in termini di qualità dei prodotti. La tipica domanda che si fa in questi casi è: “Come hai fatto?” Diciamoci la verità, spesso ce lo chiediamo e lo chiediamo e, altrettanto spesso non ci vengono date risposte dettagliate con la paura che anche altri possano riuscire ad imitarle.

Questo imprenditore (che ha preferito rimanere anonimo) ci ha raccontato che nei primi anni ’80 chiese prestiti ovunque ma le sue domande furono rifiutate. Non per mancanza di denaro… per ignoranza.

Tentò quella che per lui poteva essere una pazzia: Andò a fare la sua richiesta presso una banca Svizzera. La cosa curiosa sta in cie segue:

Non gli risposero immediatamente “no!” Gli dissero che il prestito (piuttosto elevato a suo tempo) lo avrebbero concesso solo se avesse presentato la sua idea, il suo piano d’impresa e tutti i dettagli di ciò che voleva realizzare, ai loro tecnici. Lui lo fece e un personale altamente specializzato analizzò le sue proposte.

Risultato:

Giudicarono le idee molto valide e concessero il prestito addirittura senza garanzie. Inoltre un equipe specializzata della banca seguì l’impresa per diversi mesi, suggerendo e consigliando laddove possibile.

Oggi l’azienda di questo imprenditore non è enorme, non ci lavorano centinaia di persone, ma funziona bene. Ha sempre prodotto un certo volume di prodotti e non ha mai compiuto follie pur di crescere ancor di più a tutti i costi. Semplicemente funziona.

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Da noi sarebbe invece una follia pensare che una squadra altamente specializzata ti possa persino seguire e consigliare nei primi passi dopo averti concesso un prestito senza garanzie per avviare la tua azienda… 🙁

Mi chiedo: “Perchè?”