Motomondiale – Un’enorme mole di lavoro dietro le quinte

Quello che i riflettori non illuminano

e le telecamere non raccontano

Eh già perchè il motomondiale (gp125 – gp250 -MotoGP) con i suoi colori, la sua bellezza ed il suo “rumore” fa parlare di sé ovviamente solo prima e durante ogni evento, ogni gara. Così immaginiamo che le gare motociclistiche siano fatte di grossi investimenti per la tecnica, i prototipi, i meccanici, gli ingegneri, i piloti, le trasferte, i grandi bilici a due piani…

Ed in parte è vero!

Ma avete mai considerato l’enorme mole di lavoro e l’impressionante quantità di persone addette a creare un’immagine così luccicante? Si tratta di un vero e proprio esercito che include una quantità di lavoratori persino superiore a ingegneri e tecnici. Anche l’occhio vuole la sua parte, e per apparire “superplusultra” a pubblico e sponsor si spendono svariati milioni di euro.

Così oggi siamo andati a vedere cosa succede dopo un gran premio.

Finita la corsa, terminate le interviste, mostrati gli sponsor… un intero esercito di operai inizia i lavori di smantellamento del circus. All’interno di grandi bilici, o in spazi ad essi adiacenti, vengono realizzate hospitality, ristoranti, esposizioni, sale intrattenimento, sale conferenze, officine, laboratori meteo, uffici…

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Bilici dai costi esorbitanti (si parla di oltre 2.000.000 di Euro) sono in grado letteralmente di trasformarsi in veri e propri head-quarter. E’ il caso di Ducati che sfoggia più di un rimorchio (non vogliamo saperne il prezzo) in grado di trasformarsi in una struttura a due piani con sollevamento idraulico e collegabile agli altri camion.

Altri rimorchi si espandono lateralmente creando intere zone di ristoro con numerosi posti a sedere coperti da enormi tendoni in grado di garantire una buona ventilazione anche nelle giornate più calde.

Altri ancora contengono enormi televisori montati su tralicci all’interno di sale conferenze climatizzate semovibili.

Il lavoro al lunedi per riportare a casa tutto è impressionante. Centinaia di persone passano ore e ore sotto il sole a smontare pavimenti da paddock rivestiti persino in parquet. Bancali pronti a contenere decine di motorini (utili per gli spostamenti tra le strutture degli autodromi) vengono attrezzati e poi caricati sui camion. Interi tralicci e strutture con tanto di porte scorrevoli vengono letteralmente smontate pezzo pezzo per essere caricate sui bilici atti a contenerli. Tubazioni, matasse di cavi, attrezzature, illuminazione, contenitori giganti, bancali, tendoni, moquettes, prefabbricati, sedie e tavoli, addirittura cucine e banchi frigo, vengono caricati e legati con sforzi non da poco pronti per essere riutilizzati al gran premio successivo.

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Quasi tutte le squadre, per riformare queste mini città, si presentano ad ogni gran premio con diversi giorni di anticipo. E la costruzione riparte. Un gioco, un divertimento, uno sport, un lavoro… che costa davvero caro.