L’imprenditore migliore non è necessariamente il più ricco, l’imprenditore migliore è quello che:
Insegue i propri sogni.
Ha degli obiettivi validi, seri che vuole raggiungere utilizzando al meglio le sue idee.
Non mette il denaro al primo posto, ma la voglia di arrivare.
Sa evolversi, cambiare modo di operare quando necessario.
Sa fare passi indietro quando sbaglia.
Sa che uno Yacht non ha alcun valore… Può essere un grande così com’è e usa il suo denaro per crescere innovare, offrire lavoro entro i limiti della stabilità aziendale ovviamente.
E’ una persona normale con pregi e difetti che sa ascoltare l’esperienza di altre persone.
Che vuole dividere con le persone care la possibilità di crescere insieme.
E’ soprattutto il piccolo imprenditore, quello che economicamente non sempre ce la fa, non arriva, che rinuncia ad una vacanza per comprare un nuovo attrezzo, che rinuncia ad un’auto più costosa per migliorare il luogo di lavoro.
Quello che non accetta compromessi e non è schiavo del denaro, quello che nella valutazione del costo opportunità, sa che può scegliere una soluzione a minor vantaggio economico purché sia la migliore.
Quello che sa quali carte giocare prima, per crescere dopo.
Quello che osserva come si lavora, sul posto di lavoro e decide che è ora di far meglio prima che si arrivi oltre i limiti.
L’imprenditore migliore può tranquillamente essere il ragazzo con il diploma del 5° superiore che si mette in testa di aprire una particolare attività in proprio, magari insieme ad un amico.
E’ quello che sa cosa sia il capitale umano, che da importanza allo stimolo fondamentale che può dare alle persone che con lui lavora e, assieme ad esse, migliora la qualità del lavoro stesso.
E’ quello che si comporta bene, indipendentemente dal fatto che qualcuno glie lo riconosca o meno, perchè sa che è giusto ed è felice anche se la sua impresa è piccolissima e ci lavorano 2 persone…
L’imprenditore migliore non è quello che dice frasi del tipo: “Faccio questa cosa sbagliata perchè la legge lo permette e perchè finché c’è chi compra non vedo nulla di male, non è colpa mia ma di chi compra…”