P.N.D. Metodo magnetoscopico

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -4-

Titolo o argomento: Metodo magnetoscopico

Il metodo magnetoscopico consiste nel creare nel pezzo un campo magnetico e rendere osservabili le alterazioni del campo stesso, che sono localmente indotte da difetti superficiali o subsuperficiali. Tutto ciò tramite l’irrorazione di una polvere costituita da particelle magnetiche.

Come è indicato in figura (sotto) le linee di flusso di un campo magnetico possono essere perturbate da un difetto orientato favorevolemente. Sulla superficie del pezzo si viene a creare, in corrispondenza del difetto, un fenomeno di magnetismo locale che può trattenere e far addensare la polvere ferromagnetica riportata sulla superficie.

magnetoscopia.jpg esame-magnetoscopico.jpg

Le superfici del pezzo inizialmente vengono:

  • pulite, da sporco o imperfezioni, per non ostacolare il disporsi della polvere magnetica.

  • fatte passare attraverso un apposito tunnel smagnetizzante in modo tale che, qualora il pezzo si sia leggermente magnetizzato durante le lavorazioni, torni esattamente com’era.

  • la precedente operazione va eseguita anche in caso di più prove e quindi tra una prova e l’altra.

Successivamente il pezzo da esaminare viene magnetizzato come noi desideriamo: ad esempio con attrezzature molto sofisticate possiamo magnetizzare diverse superfici del pezzo in differenti direzioni (longitudinale – trasversale – Magnetizzazioni combinate) e con differenti intensità.

Il campo magnetico viene creato con degli elettromagneti e l’intensità è compresa tra i 400 e i 4000 amperspire. Solo nel caso di magnetizzazioni trasversali si usa un’intensità di corrente dell’ordine di 300-500 amperspire per evitare bruciature nel pezzo.

metodo-magnetoscopico.jpg

Note importanti

Utilizzando corrente continua si è osservato come sia più facile evidenziare difetti sottostanti la superficie. La corrente alternata, al contrario, semplifica la mobilità delle polveri ferromagnetiche irrorate sulla superficie del pezzo. Per tale ragione si usa la corrente alternata raddrizzata in semionda.

Rievamento dei difetti

  • Si cosparge la superficie del pezzo con polvere magnetica a secco o in umido.

  • I granelli hanno dimensioni dai 50 ai 300 micron e, nei limiti del possibile. devono essere sferici.

  • Le polveri possono essere colorate o fluorescenti.

  • Si può spargere la polvere durante la magnetizzazione (metodo a maggiore sensibilità).

  • Si può altresì spargere la polvere a magnetizzazione terminata sfruttando il magnetismo residuo. Tale metodo è meno preciso ma da anche minori possibilità di rilevare falsi difetti.

  • Il metodo magnetoscopico può essere applicato a parti meccaniche costituite da materiali magnetici e quindi ghise e acciai assolutamente NON AUSTENITICI.

  • Si può raggiungere una profondità massima di 10 millimetri dopodiché è preferibile usare altri metodi. vedi i precedenti articoli, è sufficiente digitare in alto su “cerca” la voce P.N.D.

 continua…