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Nasce il cambio al volante per il kart
Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Come funziona il cambio al volante per kart?
ME-SHIFTER F1 agisce sulla leva del cambio che esce dalla scatola del cambio stesso così come farebbe un sistema convenzionale ma con più rapidità. Inoltre quano viene innestato un rapporto superiore ME-SHIFTER F1 interrompe la corrente che va alla candela, attraverso una connessione alla bobina, per facilitare l’inserimento della marce senza dover togliere alzare il piede dall’acceleratore. L’impulso che determina la cambiata arriva da due interruttori che si trovano sul volante azionati da 2 pulsantini (Versione 1) o da due levette (Versioni 2 e 3). L’impulso raggiunge la centralina che controlla sia l’attuatore che agisce sul cambio e che la bobina per il taglio della corrente. Il sistema è alimentato da una batteria a 12 V.
Specifiche tecniche:
Prodotto: ME-SHIFTER F1
Forza applicabile sulla leva: Fino a 250 N
Alimentazione: 12 V
Dimensioni attuatore (mm): 130 x 80 x 50
Corrente nominale: 45 A
Peso attuatore: 995 gr
Corrente in standby: 16 mA
Classe di protezione IP: IP54
Tempo di cambiata: meno di 50 millisecondi
Numero di cambiate: Crica 8000 con una batteria da 7,2Ah
Certo è che bisogna fare un bilancio e valutare se ciò che guadagni non staccando le mani dal volante, poi non lo perdi per il maggior peso del mezzo o per problemi tecnici dovuti all’esaurimento inaspettato della batteria. Un tilt del sistema potrebbe persino staccare la corrente alla bobina spegnendo il motore. Ci sembra comunque un’ottima, una splendida idea che spero potremo testare in pista anche noi…
Il sistema ricorda il normale ignition cut o powershift Sadev usato ad esempio dalla Renault Sport ma con alcune complicazioni in più dovute al fatto che occorre un attuatore dal peso di quasi un chilogrammo per innestare le marce (e questo è ovvio trattandosi di un cambio di tipo motociclistico in fin dei conti).
Perchè il prezzo del carburante non scende?
Sembra una domanda ovvia con risposte ovvie, in realtà dal punto di vista della microeconomia, c’è un motivo ben preciso. In microeconomia si dice che un mercato è un sistema di strumenti istituzionali ed infrastrutture che permettono ad acquirenti e venditori di realizzare scambi regolari di beni o servizi; all’interno di questo sistema subentrano leggi che regolano la domanda da parte degli acquirenti e l’offerta da parte dei venditori, di questi beni e servizi.
La domanda in particolar modo è la relazione tra la quantità di un bene o servizio che gli acquirenti sono disposti ad acquistare ed il prezzo al quale l’acquisto è realizzabile.
La domanda si dice che diventa inelastica quando nonostante l’aumento del prezzo di un bene o servizio, continuiamo ad acquistarlo perchè non abbiamo altri modi per sostituirlo o per farne a meno. Naturalmente chi vende quel determinato bene o servizio sa benissimo che noi continueremo ad acquistare non avendo dei sostituti perfetti.
Questo significa che noi continuiamo ad acquistare enormi quantità di carburante nonostante gli aumenti, perchè non abbiamo un altro modo per muoverci e, non da meno, perchè nella nostra società è radicato un determinato modo di fare che ha portato famiglie di 4 persone ad avere 4 o 5 automobili ad esempio. Cosa assolutamente impensabile fino agli anni ’80.
Se invece esistesse un sostituto, se per esempio i motori potessero andare ad alcool senza per questo rovinare le fasce dei pistoni o le sedi delle valvole, allora inizierebbe un meccanismo di concorrenza basato su sostituti perfetti e una volta raggiunto un prezzo troppo elevato, la benzina dovrebbe di nuovo calare perchè gli acquirenti farebbero meno uso della benzina stessa per dare la precedenza all’alcool sul mercato a minor prezzo.
Tutto questo meccanismo provoca delle fluttuazioni continue del mercato a vantaggio degli acquirenti, ma non essendo al momento possibile ecco che ci troviamo davanti alla domanda inelastica dei carburanti.
Se poi volete sapere anche come è suddiviso il vero prezzo del carburante, sappiate che:
- il 40% del prezzo è quello vero reale industriale (a sua volta costituito per il 30% dal prezzo del greggio più il trasporto, 6% di raffinazione, 6% di distribuzione e guadagno del benzinaio)
- altro 40% costituito dall’accisa (tributo indiretto che grava su prodotti petroliferi e tabacchi)
- infine l’ultimo 20% dall’iva
E vi ricordo che tutti questi aumenti sono stati possibili soprattutto grazie alla nostra maleducazione e pigrizia. Non sono rari i casi di chi prende l’auto per andare a comprare le sigarette a 500 metri da casa, o di famiglie con esubero di veicoli o quelle famose donne che fanno la spesa in centro nel traffico con i famosi suv da 2km al litro super inquinanti e super ingombranti che a nulla servono visto che acquistano solo lo yogurt per andare a caxxre, anche se mi sembra strano visto che noi a caxxre ce le mandiamo spesso eppure non basta. Oltretutto è leggero da tutti i punti di vista ed entra comodamente nel motorino, nella bici o peggio… nella borsa. Ma non sia mai camminare un pò di più…

