E ancora tanta strada da fare
Se con i figli è importante essere severi quando occorre, far capir loro gli errori commessi per crescerli al meglio, non lasciarli sempre fare tutto ciò che vogliono… con la propria nazione il discorso non cambia. Quando si celebra un evento speciale si tende a citare gli aspetti positivi che guarniscono il festeggiato. Un po’ come quando un bambino riceve i complimenti perchè è bello, vispo e, tanto per cambiare, ha gli occhi della madre. Tocca quasi sempre al padre ricordare che il bambino, che tanti complimenti sta ricevendo dalle gentili signore, è anche una peste bubbonica che non dà un attimo di pace in casa.
Così, visti i tanti apprezzamenti fatti a quella che indubbiamente è la nostra adorata, artistica, calda, accogliente, unica nel suo genere, originale nazione, desidero esporre la mia severa osservazione: “Se ogni italiano dedicasse alla propria nazione la stessa passione che dedica al calcio, l’Italia sarebbe probabilmente uno dei paesi più evoluti al mondo, tecnologicamente all’avanguardia, fuga di cervelli pari a zero, tra le prime nella ricerca, oltremodo efficiente ed indipendente a livello energetico, propositrice di sistemi e metodi di esempio per moltissimi altri paesi, in grado di rigenerarsi e di rigenerare tonnellate di rifiuti da trasformare in oro, in grado di ottimizzare sprechi mastodontici, in grado di realizzare leggi che accompagnino lo sviluppo, in grado di sostenere i talenti geniali di cui è ricca, in grado di inventare nuovi lavori e formare i nuovi giovani esperti del futuro, in grado di coltivare migliaia di nuove piccole e medie imprese…”
Potenzialità infinite aspettano solo di essere coltivate in Italia. Ovviamente finché la terra è buona. Io dal mio paese desidero di più. Proprio perchè gli voglio bene. Proprio perchè, come se fosse un figlio, è giusto che ogni tanto sia severo.


