Vi è mai capitatato di restaurare una moto (o una automobile) anche solo per il piacere di farlo? Probabilmente, se leggete questo blog, le mani le avrete pur messe su qualcosa che desiderate far rifunzionare o semplicemente per la curiosità di sapere come è fatto. Di recente mi sono imbattuto su una moto d’epoca, una Honda CB350 Four del 1972, ed ho potuto constatare quanto siano costosi i ricambi che non sono più disponibili presso i ricambisti della casa. Un esempio? Una semplice levetta che sblocca l’apertura del tappo del serbatoio viene venduta da diversi buon temponi a circa 50 Euro. Il pezzo (visibile nelle foto sotto) può avere un valore di qualche centesimo e, a stento, potrebbe essere venduto a 5 Euro. Quindi stiamo parlando di un prezzo di vendita 10 volte superiore ad un prezzo già elevato per un gingillo.
Cosa è successo a questa levetta? Dopo 40 anni lì a trattenere il tappo del serbatoio, ha deciso di rompersi a trazione rendendo impraticabile l’apertura del tappo (aperto poi con altri stratagemmi visto il carico consistente della sua molla). Una volta fatte tutte le valutazioni del caso si è deciso di tentare la strada dell’incollaggio con adesivi strutturali (ben più economici del ricambio proposto, circa 8 Euro per il doppio flaconcino adesivo/indurente) che garantiscono una resistenza alla trazione di ben 300 kg/cm^2. Dopo aver trattato le superfici da incollare e aver architettato una semplice astuzia con due speciali pinze, al fine di tenere per ore le due parti in posizione durante l’asciugatura della colla, ci siamo però accorti di un delicato inconveniente. Per permettere la corretta presa tra le due metà del pezzo è necessario non premere le due parti l’una contro l’altra, questo per evitare che il collante fuoriesca dalla frattura riducendo drasticamente il suo potenziale di tenuta. Così facendo però i fori presenti sulle due metà non si trovano più perfettamente allineati e il rivetto, che vi passa in mezzo per tenere solidale la levetta al serbatoio, non riesce ad attraversarli entrambi. L’opzione di allargare uno dei due fori con una punta da trapano, oltre a rischiare di rompere ulteriormente il pezzo divenuto fragile con gli anni, avrebbe reso meno preciso l’accoppiamento rivetto-levetta restituendo fastidiose vibrazioni in marcia e non permettendo la corretta tenuta del tappo contro il serbatoio.
Come avrete già capito, questa volta non è andata e, se anche avessimo tentato la folle strada di realizzare un pezzo analogo dal pieno, magari con una macchina a controllo numerico (previo disegno cad), l’operazione avrebbe richiesto impegno, tempi e costi non vantaggiosi per il tipo di intervento. Tuttavia è bene sottolineare che, qualora il pezzo non fosse stato più disponibile sul mercato, o avesse avuto costi più alti o vi fosse stata la necessità di realizzare il particolare con un altro materiale, beh allora l’operazione più impegnativa (ma non impossibile) di realizzarne uno nuovo autonomamente avrebbe avuto senso.

