Reflex digitale: il teleobiettivo

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -7-
Titolo o argomento: Il teleobiettivo

Il teleobiettivo è un obiettivo detto “a lungo fuoco”, esso inquadra una minima porzione della scena ripresa e questo perchè ha un ridotto angolo di campo. Questo particolare tipo di obiettivo serve ad ottenere immagini ravvicinate ed ingrandite.

Si tratta di obiettivi abbastanza pesanti, molto lunghi e solitamente con una non eccellente luminosità (salvo rari e costosi casi).

Viene utilizzato prevalentemente per i primi piani grazie anche alla sua capacità, oltre che di ingrandire e ravvicinare, anche di non distrorcere le immagini. La ridotta profondità di campo fa sì che il soggetto sia a fuoco mentre tutto ciò che si trova più vicino o più lontano non lo sia. Il soggetto è così maggiormente evidenziato nella scena.

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Rendering: particolarità del software unbiased

Rubrica: Rendering -5-
Titolo o argomento: Particolarità del software unbiased

Utilizzare un motore di rendering Unbiased non richiede particolari conoscenze nella regolazione dei parametri utili ad ottenere una scena quanto mai realistica. Questo perchè un software Unbiased nasce per ottenere sempre il miglior risultato possibile in termini di fotorealismo. Non si può quindi intervenire su alcun parametro che possa ridurre la qualità dell’immagine che vedremo a fine render. Se avessimo questa necessita utilizzeremmo ovviamente i motori di rendering Biased trattati in precedenza (link).

Al contrario un motore di rendering Unbiased, ossia “senza compromessi”, richiede buone conoscenze di fotografia. Questo perchè i valori che andremo a decidere noi saranno di tipo fotografico:

L’obiettivo usato, la sua lunghezza focale, l’apertura del diaframma, la profondità di campo….

I tempi di rendering dei motori Unbiased sono molto più elevati dei motori Biased. Questo perchè lavorano per ottenere sempre il massimo. Ovviamente il vostro Hardware inciderà in modo sostanzioso sui tempi di render.

La metodologia di rappresentazione del rendering avviene per affinamento stocastico. Il calcolo viene suddiviso per pixel. Questo produce una grana nell’immagine la quale viene ripulita con l’avanzare del calcolo.

A differenza degli “engine biased”, nei motori di rendering Unbiased la cura dei materiali assegnati agli oggetti è più che fondamentale. In quanto il loro comportamento quando vengono investiti dalla luce può incidere in maniera rilevante sul risultato ottenuto.

Con questo tipo di software dovrete quindi dedicarvi maggiormente alle conoscenze della fotografia ed alla realizzazione di materiali molto curati per ottenere discreti risultati e valorizzare questo tipo di scelta.

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LINK utili

Su questo Blog sono presenti, tra le tante rubriche, due in particolare che parlano di fotografia. Si tratta di rubriche molto semplificate, ed alla portata di tutti, fondamentali per capire alcuni concetti espressi in tema di rendering:

  • Portare al limite una canon A540

  • Portare al limite una Reflex digitale

Scrivendo semplicemente il titolo della rubrica desiderata sulla casella di ricerca in alto a destra, è possibile attingere a tutti gli articoli al momento presenti in tema. Articoli che si aggiornano periodicamente. 😀

Lighting: luce diretta (radente)

Rubrica: Lighting -7-
Titolo o argomento: Luce diretta – radente

Si tratta di una luce che prende la scena tangenzialmente. Il fascio luminoso risulta quindi parallelo al piano e perpendicolare all’asse che si forma tra il soggetto ripreso e l’operatore di una telecamera o una macchina fotografica.

Questo tipo di illuminazione è utilizzata qualora si desideri ottenere immagini molto contrastate e sature. I contorni del soggetto ripreso vengono meglio definiti, tuttavia una parte della scena risulterà ovviamente in ombra.

La luce del tramonto può ricreare questo effetto in modo naturale. In uno studio si ottiene questo effetto ponendo la fonte luminosa, come già detto, in posizione tangenziale al soggetto.

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Lo scatto sopra è stato da realizzato in studio semplicemente con una macchina fotografica compatta digitale (regolata in posizione Manuale – Apertura, Tempo esposizione, Fuoco, Iso, ritardo scatto), un faretto spot, un telo per la diffusione della luce, una borsa in cordura come base ed un modellino rappresentante una moto più che nota.

Una curiosa prova hardware: Intel vs Intel

Rubrica: Ralph DTE prova…

Titolo o argomento: Una prova hardware curiosa e discutibile che però fa riflettere

Abbiamo messo a confronto un parametro di un computer Apple iMac del 2006* con un moderno portatile Centrino 2 del 2009. Il parametro su cui si è basata la prova era il tempo di avvio della versione valutativa del software 3d studio max 2010.

La prova è stata eseguita due volte. La prima volta con i computers appena accesi la mattina (quindi belli freddi). La seconda prova è stata effettuata pochi minuti dopo con la memoria ram già pronta.

Le prove sono state condotte con una temperatura in studio poco gradevole di ben 30,3°Centigradi ed una percentuale di umidità del 55%. Entrambi i computer alimentati a corrente.

Ecco tutti i dati ed i tempi rilevati:

1°Avvio del software

iMac (anno ’06) processore Intel Core Duo 2 T7400 2,16Ghz 3GB ram: 43,84 s

Portatile (anno ’09) processore Intel Core Duo2 Centrino2 P7350 2GHz 4GB ram: 1’e25″

2°Avvio del software (memoria RAM già carica)

iMac (anno ’06): 18,09 s

Portatile (anno ’09): 23 s

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Note

Certo non si tratta di due computer nati per utilizzare particolari software 3d, tuttavia ci sembrava interessante metterli sotto il torchio per vedere quali risultati sarebbero emersi. Fate voi le vostre conclusioni anche se ci tengo a sottolineare che si tratta di una prova discutibile dato che il portatile utilizza la tecnologia Centrino 2.

*Ricordiamo che l’iMac utilizza tecnologia da portatile.

Che abbuffata! I consumi del corpo umano

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa

Titolo o argomento: I consumi del corpo umano

Dal corpo umano ad un motore 

Un uomo potrebbe consumare anche più di un’auto indubbiamente inquinando molto meno 

Ad una gara di “mangiate”, (avete capito bene) una gara basata sul mangiare di più, un partecipante avrebbe vinto essendo stato in grado di mangiare oltre 4kg di cibo. Tuttavia finito il generoso pasto e raggiunta la bilancia prima delle premiazioni, il vincitore sarebbe aumentato di peso di alcuni etti in meno rispetto ai 4 chilogrammi previsti.

Parte del cibo sarebbe infatti stata trasformata dall’organismo in calore emesso dal corpo, un’altra parte del pasto si sarebbe trasformata in sudore, un’altra parte ancora si sarebbe trasformata in energia bruciata per i movimenti del corpo. La stessa digestione ha richiesto un notevole apporto energetico essendo difficoltosa.

Questo fenomeno è assai noto in campo motoristico dove si sa che una buona parte dell’energia prodotta dalla combustione all’interno del motore viene dissipata nei modi più impensabili. Vi basti considerare che persino il suono prodotto dal motore viene emesso con una seppur minima spesa energetica. Le percentuali di energia più importanti vengono perse in attriti tra gli organi meccanici, perdite di calore, perdite dovute al trascinamento di accessori del motore (quali alternatore, climatizzatore…), resistenza all’avanzamento del mezzo nell’aria, rotolamento delle ruote, trasmissione…

Link correlati

Che abbuffata!
L’energia umana: Il lavoro muscolare
L’energia umana: Il cervello
L’energia umana: Il cervello (curiosità evoluzionistiche)

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Reflex digitale: il sollevamento dello specchio

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -6-
Titolo o argomento: Sollevamento specchio

Quando si eseguono degli scatti, con macchine fotografiche reflex, lo specchietto che ci permette di vedere la scena inquadrata attraverso il mirino si solleva. (Vedi anche il nostro articolo allegato). In quell’istante attraverso il mirino non vediamo più nulla. Appena terminato lo scatto lo specchietto torna nella posizione, per così dire, di riposo. Il sollevamento dello specchio è essenziale affinché la luce possa raggiungere la pellicola o il sensore ovviamente.

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Il movimento dello specchio su e giù può indurre delle vibrazioni fastidiose nocive per la messa a fuoco della scena. Per evitare la possibilità di tali vibrazioni molte reflex hanno una funzione che permette di sollevare manualmente (si fa per dire…)  lo specchio quando lo desideriamo. Questa utilità fa si che al momento dello scatto lo specchio sia già sollevato evitando ogni possibilità di vibrazione. Terminato lo scatto potremo riabbassare lo specchio o eseguire nuovi scatti a nostro piacimento.

Altre reflex invece hanno l’impostazione per ottenere un ritardo di pochi decimi di secondo (circa 0,4s) sull’apertura dell’otturatore dopo il sollevamento dello specchio.

Acquistare all’asta? Perchè no.

Ecco alcuni dei siti che molti evitano di dirvi. O perlomeno così è successo a me 🙂

  • www.astegiudiziarie.it
  • www.asteitalia.it
  • www.anesim.it

La cosa che mi fa più specie è che mia madre conosce una persona che lavora al tribunale alla quale ogni qualvolta abbiamo chiesto informazioni sulle aste, ci ha risposto che non ne sa nulla e che comunque non c’è nulla, ecc… scoraggiandoci. La cosa che mi fa più specie è che più volte la legge è dovuta intervenire affiché l’informazione per i cittadini in merito alle aste fosse meglio divulgata.

Così in questo articolo vi abbiamo fornito 3 indirizzi internet che spero vi siano utili. Se ad esempio effettuate una ricerca sul sito “astegiudiziarie” potrete osservare che il sito è molto ben fatto e che facilmente si accede a tutte le informazioni necessarie per presentarsi alle aste.

E’ fondamentale sapere che:

  • non ci si può presentare all’improvviso ma bisogna completare l’apposita domanda in ogni sua parte e consegnarla con alcuni giorni di anticipo.

  • bisogna pagare una cauzione che poi verrà restituita in caso non si acquisti nulla.

  • esistono aste in cui vengono effettuati rialzi con una cifra minima di rialzo imposta, altre in cui non è necessario.

  • essere accompagnati da un Geometra esperto (e di fiducia) nel caso si partecipi ad un’asta per un immobile “è fondamentale” per non incappare in errori. I dati degli immobili li trovate sui siti elencati e devono preferibilmente essere visionati da un Geometra che sappia bene se ad esempio si può fare un cambio destinazione d’uso o vi è la necessità di una ristrutturazione che rende poco conveniente l’acquisto o che comunque venga con voi a vedere le condizioni dell’immobile prima di presentare domande per prendere parte all’asta.

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Guardiamo le cose sempre nella loro totalità

L’altro giorno stavo tornando a casa in moto, un’automobilista mi abbagliava con i fari che riflettevano negli specchietti. Con la mano sinistra ho coperto lo specchietto e mi sono reso conto che si tratta di una parte della moto che non curo mai. Certo di sfuggita lo guardo mentre sono per strada ma non lo osservo davvero come invece guardo la moto quando è parcheggiata.

Eppure lo specchietto è una parte fondamentale della moto, senza rischierei diversi incidenti. Appoggiandoci una mano sopra, una volta tanto l’ho guardato meglio. Ho guardato come è fatto, il colore, il materiale… Sembra assurdo ma in tanti anni non mi ero mai soffermato così a lungo nell’osservare uno specchietto.

In fondo a chi verrebbe in mente di dire: “Sono proprietario di 2 specchietti, 5 carene, 1 telaio, 1 motore, 2 ruote…” Il tutto viene raggruppato in un insieme chiamato “moto” ovviamente.

Spesso guardiamo le cose nella loro totalità e non ci rendiamo conto che anche la realtà più piccola (nel lavoro, nel commercio, nella professione, nell’artigianato…) è parte fondamentale di un sistema più grande. Un sistema che ha bisogno di quella piccola realtà per funzionare bene ma che spesso non se ne rende conto.

Altrettanto spesso siamo proprio noi che non siamo consci del fatto che la nostra realtà, seppur piccola e da noi sottovalutata, è importante. Noi siamo parti fondamentali di un paese che si chiama Italia e che senza di noi sarebbe incompleto, talvolta non funzionante.

Ci avete mai pensato? 😀

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Dimostrazione paradossale: Se tutti i piccoli negozi e tutte le piccole attività artigianali, le piccole imprese e le piccole realtà professionali chiudessero insieme per la crisi o per leggi che non le tutelano, la nazione si bloccherebbe. Lo stato dovrebbe fare a meno di tanti posti statali. La mancanza di entrate in tasse costringerebbe a controlli molto più severi alle grandi attività per compensare le perdite… Come una moto senza lo specchietto che ad una precedenza impatta su un’auto non vista, lo stato impatterebbe con la realtà con conseguenze che non so prevedere.

Riduco il personale o ci riduciamo gli stipendi?

Rubrica: Imprenditoria attiva
Titolo o argomento: Quando il lavoro vince su ogni cosa

Questa è la domanda che si è posta il fondatore di una delle tre imprese presenti su questo pianeta che si occupano di intervenire in caso di alluvioni, terremoti, vasti incendi, maremoti o importanti fenomeni naturali che paralizzano la vita di tutti i giorni di intere città o regioni.

Un’azienda insolita che, come dice il suo padrone scherzando, lavora quando capita “una sfiga”. Un’azienda che nonostante la sua rarità vive un grave momento di crisi con un fatturato addirittura ridotto di oltre il 50%.

Il padrone/fondatore si è posto il problema di dialogare con i suoi dipendenti e cercare di fargli capire che avrebbe dovuto tagliare i costi licenziando il 25% del personale. Cosa non facile. Tuttavia ha pensato ad una interessante alternativa.

Quale rimedio?

La sua idea per tentare di risolvere il problema, peraltro accettata di buon grado da tutti i suoi dipendenti tranne uno, è consistita nel consultare i suoi dipendenti e proporgli una scelta:

  • Possibilità di tagliare il 25% del personale
  • Possibilità di restare a lavoro ma ridurre a tutti lo stipendio del 25% e continuare a lavorare insieme salvando l’azienda e l’affiatato gruppo di lavoro.

Per sua sorpresa tutti i dipendenti tranne uno hanno accolto volentieri l’idea di riduzione dello stipendio (fino a ripresa avvenuta ovviamente) per ottenere così la possibilità di non chiudere e restare a lavorare insieme in un team affiatato. Non è detto che l’unico che non ha accettato la proposta non sia stato coinvolto dall’iniziativa, potrebbe ad esempio essersi trovato nella circostanza di non poter assolutamente fare a meno di uno stipendio come quello che percepiva (magari per via di un mutuo o altro).

Con questa mossa il sogno di queste persone, che si erano conosciute lavorando in passato insieme per una delle altre due aziende del settore, è potuto continuare.

Piccole curiosità

L’idea di aprire la terza delle tre aziende (di cui due multinazionali) che si occupa di dare assistenza in caso di “eventi naturali eccezionali” è nata dal desiderio di alcuni dipendenti, che precedentemente lavoravano per la concorrenza, di lavorare in modo “diverso”.

In modo diverso significa che la loro idea era quella di accettare anche i grandi lavori esclusi dalle multinazionali per il basso vantaggio offerto dal profitto ottenuto in proporzione alle risorse utilizzate ed al tempo impiegato per far fronte ad un particolare evento. Purtroppo questo metodo, pur animando gli animi di tante splendide persone volenterose e meno interessate ai profitti, ha portato a soffrire maggiormente la crisi rispetto ad una concorrenza che sceglie (anche se può sembrare banale) solo lavori dove in proporzione al tempo impiegato la remunerazione è la più alta.

Questo significa che se una di queste due multinazionali deve scegliere tra un lavoro che gli garantisce un incasso di 10 milioni di euro in 1 anno ed un altro che gli garantisce 5 milioni di euro in tre mesi, scelgono il secondo e dedicano il restante tempo ad altre commissioni. Infatti nei 9 mesi di differenza potrebbero capitar loro commissioni per un valore finale superiore a quello ottenibile dal primo caso citato.

Le prime due multinazionali si basano quindi sul raggiungimento di profitti sempre più alti nel breve periodo. La terza azienda, nonostante i buoni propositi, vive un rischio molto maggiore che momentaneamente non ha premiato ma è importante sottolineare che gli effetti di questa crisi erano davvero difficili da prevedere.

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