Un curioso dialogo in banca

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: E’ tutto normale… o no?

Un amico (Marco) mi ha raccontato una breve e coinvolgente (dis)avventura mattutina in banca. Venendo subito al dunque ecco il dialogo che riporta esattamente quanto detto tra il mio amico e la  Responsabile che si occupa di far investire i clienti.

Marco: Buongiorno.
Resp.: Buongiorno, venga si accomodi.

Marco
: sì, mi avete chiamato per darmi dei consigli circa il capitale che ho fermo qui presso di voi.

Resp.
: esattamente, dunque se mi dice il numero del conto vediamo subito la sua situazione…

Marco
: XXXXXXX

Resp.
: molto bene, abbiamo visto che lei ha fermi questi 49.000 euro da qualche mese e le volevamo dare alcuni consigli su come farli fruttare.

Marco
: Molto bene la ascolto…

Resp.
: allora ci sarebbe l’opzione di investire in un fondo comune… bla bla bla.

E la responsabile illustra tutte le condizioni a Marco che non riportiamo per sintesi e per arrivare subito al punto d’interesse.

Marco: quindi lei mi sta dicendo che se vi lascio in mano i miei 49.000 euro voi mi date come interesse 400,00 euro meno le spese? Ma lei sta scherzando?
Resp.: No perchè?

Marco
: Cioè io le dò 49.000 euro, non li posso più toccare per uno o due anni ecc per 400.00 euro di interesse? E dove sta il guadagno scusi? Ma lei ha tenuto conto che se faccio riferimento agli indici e all’inflazione (premetto che Mauro è sufficientemente competente di teorie microeconomiche e relative formule e formulette) dopo due anni il denaro che mi restituite vale molto meno di quello che ho adesso?

Resp
.: Sì certamente, lo so…
Marco: Mi scusi, ma se lo sa, perchè me lo ha proposto?

Resp.:
Perchè è così che funziona!

Marco
: Lei mi dà un bidone e mi dice che io lo devo prendere perchè è normale e perchè è così che funzionano le banche oggi?

Resp.:
Ma tanto non trova altre soluzioni!

Marco:
Ah no? Ma lei lo sa che se compro una nuova sega combinata per la falegnameria ho la possibilità di incrementare la mia produzione di 3 pezzi a settimana e che ognuno di quei 3 pezzi mi rende oltre i 400,00 Euro che mi offre lei?

Resp.:
……………

Note

Esclusi gli straordinari Marco lavora in falegnameria con i suoi tecnici circa 40 ore alla settimana. Con una macchina combinata in più per fare vari tipi di taglio e lavorazioni Marco può realizzare 3 pezzi in più (3 pezzi non significa 3 comodini, significa 3 cucine artigianali ad esempio, lui li chiama 3 pezzi ma in realtà sono molti di più) a settimana. Questi 3 pezzi vengono venduti intorno ai 2000-3000 euro dai quali sottraendo materia prima, manodopera, finiture (maniglie, guide scorrevoli, pomelli, ecc) ammortamenti dei macchinari, le dovute tasse, imballaggi, spedizioni, imprevisti (rottura utensili, altro materiale difettoso da sostituire, ripensamenti del cliente, utensileria nuova ecc.) rimangono proprio cifre intorno ai 300-400 Euro. Allora vi potreste chiedere subito: “perchè Marco non acquista immediatamente una macchina combinata in più per la sua falegnameria?”. Perchè prima di fare un qualunque passo ci si pensa più e più volte inoltre, visto che nel commercio e nell’artigianato i profitti vanno su e giù come le montagne russe in base ai vari momenti, Marco potrebbe acquistare la sua macchina combinata in più, farla lavorare molto per 8 mesi di attività, magari assumere una nuova persona e poi, nel momento in cui le vendite scendono nuovamente trovarsi in crisi perchè non ha guadagnato abbastanza da ripagarla totalmente. O magari il flusso di lavoro potrebbe andar molto bene nei 3 anni a seguire e senza cali in modo tale da far registrare a Marco profitti più che positivi. Chi può dirlo?

Link correlati

Numero indice
Potere d’acquisto e inflazione
Conto economico di un’impresa

Concorrenza perfetta – Monopolio perfetto

Due estremi del mercato, due modelli astratti, teorici ma fondamentali per capire poi nei successivi articoli i modelli economici reali nei quali viviamo e le distorsioni presenti tra la teoria e la realtà.

Concorrenza perfetta

  • Gli acquirenti e i venditori sono in numero decisamente elevato.
  • Nessuno in singolo riesce a influire, pesare di più sul mercato, rispetto al concorrente.
  • I prodotti realizzati sono omogenei, significa che sono uguali e rispondo agli stessi standard qualitativi; per tale ragione sono perfettamente sostituibili, ovvero per l’acquirente non vi è differenza ad acquistare dall’impresa A o dall’impresa B tranne che per le modalità del servizio offerto (serietà, competenza, rapporto con il cliente, fiducia, fedeltà).
  • L’informazione sulle tecnologie usate i prezzi e tutte le condizioni di mercato sono perfettamente trasparenti.
  • Non esistono impedimenti o barriere per nuovi imprenditori, di entrare nel mercato, tantomeno di uscire dal mercato.

Monopolio perfetto

  • Un’unica impresa offre il prodotto nel settore.
  • L’entrata di altre imprese è impedita ovvero ci sono delle barriere in entrata spesso insormontabili.
  • La curva di domanda del monopolista coincide con la curva di domanda del settore ovvero tutta la quantità di prodotto richiesta dai clienti viene soddisfattta da un’unica impresa.

Fatte queste anticipazioni per così dire tecniche vedremo poi alcuni dettagli interessanti dei mercati.

Vedi anche i modelli reali: Concorrenza monopolistica – Oligopolio.

 monopoly.jpg

Versione originale del Monopoly della Parker Brothers Real Estate Trading Game.
Lo scatto è stato eseguito da noi secondo la tecnica dello Still Life.

P.N.D. Metodo radiografico

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -2-

Titolo o argomento: Metodo radiografico

Il metodo radiografico impiega i raggi X prodotti dall’impatto di elettroni (opportunamente accelerati) contro atomi pesanti. Altresì possono essere adottati i raggi γ (gamma) emessi spontaneamente da materiale radioattivo (isotopi), allo scopo di ottenere un’immagine per trasparenza del pezzo.  Quest’ultimo viene attraversato dai raggi stessi i quali vanno poi ad impressionare una pellicola molto sensibile.

800px-roentgen-roehre.png

Raggi X

L’immagine ottenuta ci permette di osservare i possibili difetti presenti anche nei punti più nascosti o in profondità.

I raggi X sono prodotti con un apparato basato sul tubo di Coolidge alimentato a corrente continua con forte differenza di potenziale tra un filamenteo caldo (che emette gli elettroni e che è indicato nella foto con la lettera K) ed il bersaglio in tungsteno (indicato nella foto con la lettera A). La lunghezza d’onda dei raggi X dipende da tale differenza di potenziale e caratterizza il potere penetrante dei raggi stessi.

Minore è la lunghezza d’onda λ (lambda) e maggiore sarà il potere penetrante dei raggi.

I raggi X sono molto versatili per questo tipo di esame in quanto si possono regolare sia la lunghezza d’onda sia l’intensità della radiazione, in base alle nostre esigenze. (Tali esami vengono comunque effettuati in apposite sale ben protette). Le apparecchiature per ottenere raggi X, però, sono tanto più ingombranti quanto maggiore è la loro potenza.

Ottenere raggi γ invece richiede un ingombro minimo in quanto la capsula contenente la sorgente che li emette, è molto piccola. D’altra parte l’intensità della loro radiazione è molto bassa e il loro impiego necessita di maggiori condizioni di sicurezza.

gammadecay-1.jpg

Raggi Gamma

La qualità dell’immagine dipende dalla scelta della pellicola, dalla regolazione del voltaggio (del macchinario che emette i raggi x), dell’intensità di esposizione e del tempo di esposizione.

La qualità dell’immagine è definita dalla sensibilità percentuale [(s/t)*100], dove “s” è la minima differenza di spessore rilevata e “t” è lo spessore dell’oggetto radiografato; dal contrasto di asssorbimento che rappresenta la differenza di annerimento causata dalla variazione di spessore (o di densità) rilevata; dalla definizione, ovvero la fedeltà con cui sono riprodotti i contorni dei difetti; dal potere di risoluzione ovvero la dimensione dell’immagine del più piccolo difetto rilevato.

sala-pnd-radio.jpg

Andare in Loop

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: Ripetere continuamente

Andare in loop significa ripetere un programma iterativo senza interrompersi.

  • In musica ad esempio si riferisce alla ripetizione continua di un effetto audio campionato.

  • In informatica il loop è una sequenza di comandi che viene ripetuta diverse volte, ma è scritta una volta sola.

  • In matematica il loop è un insime contenente degli elementi (per tanto non è un insieme vuoto) che sono dotati di un’operazione binaria (•): L × L → L

 tale che:

esiste un elemento 1L, detto neutro, tale che

per ogni

l’equazione

ha un’unica soluzione

l’equazione

ha un’unica soluzione

NOTE: per i meno pratici ma comunque desiderosi di capire come si legge la scritta:

(•): L × L → L

(•) il segno tra parentesi è semplicemente il simbolo che viene dato a tale operazione

L è il nome dell’insieme (ovvero un contenitore per elementi matematici)

L × L significa che l’operazione citata viene eseguita all’interno dell’insieme L e con elementi dell’insieme L. Un prodotto cartesiano di L con se stesso.

→ L significa che il risultato di questa operazione matimatica è nuovamente contenuto nell’insieme L. Questo deve essere sottolineato perchè ci sono casi in cui un’operazione eseguita all’interno di un insieme, porta in un altro insieme con altre caratteristiche.

Se qualcuno dei lettori fosse in grado di spiegare meglio il loop in termini di matematica, può scrivere un gradito commento chiarificatore.

Introduzione ai trattamenti superficiali

Rubrica: Trattamenti superficiali

Titolo o argomento: Migliorare le proprietà meccaniche delle superfici dei metalli

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Come abbiamo visto all’inizio di questa rubrica, i Trattamenti Termici consistono in cicli di riscaldamento e raffreddamento controllati, sotto determinate condizioni, che hanno lo scopo di modificare le strutture cristalline dei metalli. Questa modifica interessa l’intera struttura del pezzo e ne cambia globalmente le sue proprietà a seconda delle prestazioni desiderate. Nel suo complesso, , nella sua interezza, un pezzo può divenire così idoneo a sopportare determinati sforzi previsti dal progettista. Quando invece si richiede un cambiamento di prestazioni meccaniche localizzato sulla sola superficie del pezzo (vedi ad esempio lo stelo di una forcella o la canna di un cilindro che richiedono una particolare durezza e finitura superficiale estremamente precisa), si ricorre ai Trattamenti Superficiali i quali sfruttano processi chimici, elettrolitici, laser, sintetici, meccanici, termici, per permettere alla zona superficiale del pezzo, sovente posta a contatto con altri pezzi e sollecitata ad usura in modo continuativo, di migliorare incisivamente le sue proprietà per il tale dato compito.

Link correlati

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Diagramma Ferro Carbonio
Curve di Bain
Punti critici
Ricottura e Ricottura di Normalizzazione
Tempra
Rinvenimento
Bonifica
Cementazione e Carbocementazione
Nitrurazione e Carbonitrurazione
Sinterizzazione

Introduzione ai trattamenti termici delle leghe d’alluminio
Invecchiamento artificiale (Indurimento strutturale)
Bonifica
Ricottura

Introduzione ai trattamenti superficiali
Nichelatura galvanica
Codeposizione
Riporto ceramico
Trattamento laser
Rivestimenti sintetici
Sinterforgiatura
Compattazione isostatica HIP
Superfinitura isotropica ISF

Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale
Ultrasuoni
Vibrofinitura
Micropallinatura

A.A.A. Allettante Asta Aprilia

 Direttamente dal Reparto Corse Aprilia, un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati. Per la prima volta Aprilia mette a disposizione dei collezionisti le RSW 500 V2…
…si tratta delle moto originali che hanno partecipato ai Campionati Mondiali classe 500 nelle stagioni 1999 e 2000 con i piloti Tetsuya Harada e Jeremy Mc Williams.

In particolare sono disponibili in numero limitatissimo:

Engine Two strakes, 90° V2 cilinders, twin counter-rotating shaft, twin rotating disks, liquid cooling, electronically governed Rave valve on exhaust
Brake for stroke 72,8 x 60 mm
Displacement 498 cm3
Max power / revs more than 140 HP at 11.750 rpm (unleaded fuel)
Carburettors n° 2 Dell’Orto VHSD 42
Starter Digital CDI with battery
Gearbox Six gear extractable
Clutch Dry multidisk
Frame Double inclined beam in aluminium
Suspensions Ohlins reversed fork, diameter 42 mm with double hydraulic regulation. Progressive APS system with Ohlins adjustable shock absorber.
Swing Arm Main fork in carbon
Brakes Brembo
Front: twin 290 mm carbon.
Rear: single 190 mm steel disk with four piston calipers
Wheels magnesium alloy 17” front and rear
Dimension Weight: 110 kg
Wheelbase: 1.400 mm

Moto Harada Aprilia RSW 500 V2   2tempi 1999

Engine Two strakes, 90° V2 cilinders, twin counter-rotating shaft, twin rotating disks, liquid cooling, electronically governed Rave valve on exhaust
Brake for stroke 72,8 x 60 mm
Displacement 498 cm3
Max power / revs more than 140 HP at 11.750 rpm (unleaded fuel)
Carburettors n° 2 Dell’Orto VHSD 42
Starter Digital CDI with battery
Gearbox Six gear extractable
Clutch Dry multidisk
Frame Double inclined beam in aluminium
Suspensions Ohlins reversed fork, diameter 42 mm with double hydraulic regulation. Progressive APS system with Ohlins adjustable shock absorber.
Swing Arm Main fork in carbon
Brakes Brembo
Front: twin 290 mm carbon.
Rear: single 190 mm steel disk with four piston calipers
Wheels magnesium alloy 17” front and rear
Dimension Weight: 110 kg
Wheelbase: 1.400 mm

Moto Harada Aprilia RSW 500 V2   2tempi 2000

Per maggiori info visita il sito Aprilia.

Il paradosso di Zenone

Rubrica: Matematicamente

Titolo o argomento: Il paradosso di “Achille e la tartaruga”

Il paradosso di Zenone, conosciuto anche come il paradosso di Achille e la tartaruga, attraverso una dimostrazione che trovate facilmente su testi di analisi matematica come sul web, afferma che se Achille (detto pié veloce) darà un piede di vantaggio alla tartaruga, nella loro gara, potrebbero entrambi correre all’infinito tanto Achille non raggiungerebbe mai la tartaruga. Questo perchè Achille per raggiungere la tartaruga dovrebbe raggiungere il punto di partenza poco più avanti della tartaruga e, a questo punto, la tartaruga, avrebbe già compiuto un altro tratto di strada. Achille sarebbe quindi costretto a percorrere pure il nuovo tratto di strada ma, nel frattempo, la tartaruga ne avrebbe compiuto ancora un altro. Risultato del paradosso è quindi che Achille non raggiungerà mai la tartaruga (questa teoria non ha valore fisico ma è stata molto utile nella storia del pensiero filosofico e matematico). Ora a questo punto vorrei fare delle semplici osservazioni a modo mio per sbloccarvi la mente da questo incastro…

Nel primo riquadro osserviamo che Achille e la tartaruga partono dallo stesso punto e Achille raggiunge il traguardo prima della tartaruga ma non solo: percorre anche il doppio dello spazio nello stesso intervallo di tempo. Questo perchè la sua velocità è doppia ( pié veloce).

https://www.ralph-dte.eu/gallery/scienze/matematicamente/achille/osservazione1.swf

Nel secondo riquadro osserviamo che Achille da un vantaggio di un’unità alla tartaruga. Achille arriva ancora primo al traguardo ma non percorre più il doppio dello spazio nello stesso intervallo di tempo, pur essendo rimaste invariate le velocità di entrambi, proprio a causa del vantaggio concesso. Vince comunque Achille.

https://www.ralph-dte.eu/gallery/scienze/matematicamente/achille/osservazione2.swf

Allora quale dovrebbe essere la condizione affinché Achille non raggiunga mai la tartaruga? Colpo di scena: Achille dovrebbe essere anch’egli una tartaruga. A parità di condizioni per così dire prestazionali, avendo quindi lo stesso corpo, le stesse capacità, le stesse caratteristiche, la stessa velocità, la stessa massa e accelerazione e dando il vantaggio anche di un solo piede, Achille non raggiungerebbe mai la tartaruga proprio per la logica espressa dal paradosso di Zenone e cioè perchè dovrebbe prima percorrere il tratto di vantaggio. Un particolare esercizio di riscaldamento per la mente (naturalmente per coloro a cui piacciono queste osservazioni e giocare con la logica). Ecco finalmente Achille, tramutatosi in tartaruga, non raggiungere mai l’avversaria:

https://www.ralph-dte.eu/gallery/scienze/matematicamente/achille/osservazione3.swf

Trattamenti termici degli acciai: Nitrurazione e Carbonitrurazione

Rubrica: Trattamenti termici

Titolo o argomento: Nitrurazione e Carbonitrurazione

Per i punti critici (Ac1, Ac3…) fare riferimento al diagramma Ferro Carbonio e le spiegazioni riportate nell’articolo introduttivo (vedi i Link Correlati in basso).

Nitrurazione

La nitrurazione è un T.T. durante il quale la zona periferica del pezzo viene arricchita d’azoto. Essa conferisce al pezzo d’acciaio trattato uno strato superficiale fine molto duro, resistente all’usura ed alla corrosione. Tale trattamento non è seguito da nessun altro trattamento e può essere eseguito solo su acciai con una determinata composizione. Il trattamento termico di Nitrurazione viene eseguito ad esempio sugli alberi a gomito (realizzati per l’appunto in acciaio da nitrurazione) solo dopo che il pezzo è stato rettificato e rispetta le dovute tolleranze. Si evitano indesiderate deformazioni disponendo gli alberi a gomito nei forni in modo ordinato evitando accatastamenti di più pezzi e posizioni sfavorevoli.

Fasi

Riscaldamento a 560-590°C dei pezzi di acciaio da trattare in forni contenenti azoto allo stato atomico.

L’assorbimento superficiale di questo elemento provoca la formazione di azoturi o nitruri di ferro che conferiscono grande durezza.

Carbonitrurazione

La carbonitrurazione ha lo scopo di aumentare notevolmente la durezza superficiale del pezzo trattato, nonché la resistenza all’usura e la resistenza alla fatica.

Fasi

Riscaldamento dei pezzi di acciaio (a bassa percentuale di carbonio) alla temperatura di 700-800°C in forni contenenti carbonio e azoto allo stato atomico.

Permanenza in tali forni per un tempo proporzionale (alcune ore) allo spessore cementato che si desidera ottenere.

Raffreddamento veloce che produce la tempra dello strato carbonitrurato.

Link correlati

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Introduzione ai trattamenti superficiali
Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale

Diagramma Ferro Carbonio