Chi fa il mercato? – Parte 2: Anticipo di cambiamento

Rubrica: Mandare l’acqua all’insù
Titolo o argomento: Quando la microeconomia è connessa con la psicologia, le neuroscienze, la strategia…
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Vedi i “link correlati” riportati in basso.
Intervenire sul mercato, è possibile?

Possiamo fare qualcosa per cambiare il mercato? In casi limite (che verranno trattati in appositi articoli dedicati) sì, ma solo per piccolissime e, oserei dire, trascurabili porzioni di mercato che fanno riferimento a prodotti di nicchia magari troppo costosi o comunque costruiti in serie piuttosto limitate; per quanto riguarda invece i prodotti del mercato globale la risposta è (perdonate la mia arrogante schiettezza): No.

Un lavoro mastodontico ma fattibile

Come ci convivo con questa realtà? Se il prodotto che realizzo piace (e piaceva) molto alla gente, come la richiamo da me? Trattasi di un lavoro a dir poco mastodontico e i miei limiti mi portano a dire che non è affatto facile trovare un modo che, a fronte di una spesa proporzionale ed equilibrata di energia (intesa come impegno), offra un risultato consistente, duraturo, tangibile. Non è comunque impossibile, c’è chi è stato abile nel trovare un target di clienti ben preciso e di questi si accontenta (tanto la crescita, prima o poi lo si dovrà capire, è fittizia) mantenendo limitate le sue prospettive ma assicurandosi di centrare ogni singolo obiettivo prederminato.

Trova il tuo mercato

Oppure c’è chi si crea il suo piccolo grande mondo di artigianato e si concentra sull’esportazione dei suoi prodotti in luoghi dove ha riscosso un incisivo livello di gradimento. Per certi versi potrei esporre anche una mia teoria per riuscire in questo clima, in queste condizioni, in questo versante del globo, ma preferisco portare a termine questo studio riuscendoci prima e fornendo poi l’ennesimo esempio concreto come ci si aspetta dalla razionalità e dagli articoli di questo Blog (che, come molti lettori oramai sanno, sono frutto di esperienze realmente vissute e non di insinuazioni*).

*Le insinuazioni non sono utili a nessuno ed inquinano il web così come la letteratura e l’informazione in generale. E’ opportuno saper provare quanto si sostiene al fine di essere attendibili ed evitare inutili rumori stancanti e distruttivi che aiutano solo a smettere di credere in sé per esaurimento di energie e depressione.

Anticipo di cambiamento

Ma nell’immediato c’è qualcosa che posso fare per competere con il “mercato influenzato”? Sì, esiste un parametro che io ho chiamato “Anticipo di cambiamento” e che definisco come segue: Se sono opportunamente preparato ed ho le fonti ed i contatti giusti posso conoscere con un certo anticipo le direzioni verso le quali protende il mondo prevalentemente nel breve periodo. Se a questa condizione sussiste anche la mia “praticità” ed “elasticità”, quindi una notevole capacità di adattamento e di “aderenza”, e se sono circondato dai collaboratori giusti (parliamo già di condizioni assai rare quindi), potrò orientare di volta in volta i miei business verso le tendenze che più sono compatibili con il mio livello di istruzione e con le mie reali capacità di concretizzare un progetto imprenditoriale.

Fragola o cioccolato all’arancia?

Pertanto se conosco con un certo anticipo che la prossima estate il gelato alla fragola sarà in voga a differenza del precedente anno in cui sembrava prendere il sopravvento il cioccolato all’arancia, potrò imbastire un cambio di produzione volto ovviamente a massimizzare i profitti in questa nuova direzione al fine, tra l’altro, di tenermi sempre più a lungo presente tra coloro che sono competitivi. Si tratta però di un insieme di condizioni che di certo non risiedono nella realtà della massa, per questo motivo le aziende che emergono si contano sulla punta delle dita (anche per casi fortuiti come il trovarsi al posto giusto nel momento giusto ma trattasi di situazioni non contemplate in questi articoli perchè non razionalizzabili).

Area di stress

Ad ogni modo, poco prima ci sono comunque vaste zone da conquistare che permettono pur sempre di dire la propria. Attenti però, dei tanti imprenditori che ho conosciuto in quest’area, moltissimi non hanno “santi in paradiso” e, statisticamente, sono maggiormente diffusi problemi cardiaci, ischemie, ictus anche in età nell’intorno dei 40-50 anni. Sapete perchè? Per un tasso di stress fenomenale. Valutate voi stessi quanto certi sacrifici vi convengano realmente (o imparate a prendere le situazioni con filosofia), tanto tra un secolo l’azienda verrà comunque assorbita dalle sabbie mobili e nella storia resteranno ben pochi. Io stimo che persino la Ferrari potrebbe finire nel dimenticatoio nel giro di 200, 300 anni. Ma quest’ultima è solo una ipotesi molto personale le cui fondamenta vi racconterò in un articolo dedicato.

Insiemi matematici

Se poi un cambiamento di tendenza, invece di puntare un elemento di un dato insieme (ad esempio l’insieme dei gusti del gelato), punta ad elementi di insiemi diversi (ad esempio dalla tendenza del gusto gelato cioccolato all’arancia alla conveniente produzione di ombrelli per l’aumento delle pioggie), ecco che riuscire a diventare “aderenti al mercato” ed abili a trarre dei profitti, diventa iperbolicamente più complesso e quasi impossibile da apprendere, se non per un numero limitatissimo di persone al mondo che dispongono di straordinarie capacità di variegare e articolare in più dimensioni l’assieme delle loro attività.

Link correlati
Chi fa il mercato? – Parte 1: Le influenze
Chi fa il mercato? – Parte 2: Anticipo di cambiamento
Chi fa il mercato? – Parte 3: Ci vuole un pozzo

Anticipo di cambiamento nuovo mercatoAnticipare serve ad esser pronti nel momento esatto in cui si rende necessaria una precisa
azione. Azione che se venisse iniziata nel momento effettivo in cui occorre, andrebbe a
totale compimento con quel tanto di ritardo che basta per renderla inutile o non correttamente
funzionale. Anche se il bivio si trova geometricamente in un preciso punto, non possiamo
girare in quel preciso punto, ma ci dobbiamo preparare prima… con un certo anticipo.

Chi fa il mercato? – Parte 1: Le influenze

Rubrica: Mandare l’acqua all’insù
Titolo o argomento: Quando la microeconomia è connessa con la psicologia, le neuroscienze, la strategia…

L’articolo che segue è più lungo del solito, appartiene a quella tipologia di articoli che preferisco non frazionare troppo altrimenti il lettore può perdersi e non trovarsi più. Ovviamente un articolo come quello che segue è destinato a lettori che amano prevalentemente i libri (e, per l’appunto, da uno dei miei libri è tratto e messo a disposizione gratuitamente), gli approfondimenti, le spiegazioni chiare ed esaustive. Tra i vari paragrafi che seguono, di questo articolo (e dei prossimi due) ci sono delle perle nascoste, delle finezze che sono rivolte ai più attenti, curiosi e meritevoli. Buona lettura.

La microeconomia dice…

Secondo i libri di economia e microeconomia il mercato è “fatto” dai consumatori, dalle loro volontà, dalle loro tendenze, dalle loro preferenze, dalle loro convenienze e, perchè no, anche dalle loro esigenze. Ma è realmente così? O, quantomeno, è esclusivamente così? La mia modesta opinione, da voi giustamente confutabile, è: No.

Non esiste una formula unica

Negli ultimi tempi sono aumentati coloro che mi hanno cercato nella speranza di poter avere degli spunti utili ad aiutare le loro aziende a sollevarsi dalle macerie di una crisi che oramai non c’è più (il programma, a mio modesto parere calcolato, è stato completato) ma i cui effetti permangono con persistenza.

Tangibili a chiunque sono le enormi voragini lasciate, come tutto quello che è stato perso (vedi le piccole e medie imprese uccise, il denaro fuggito all’estero con le importazioni sregolate orientali, gli imprenditori che sono scomparsi o che non hanno più modo di esercitare per le mancate tutele…), i grandi timori (paura di rischiare ancora, di creare qualcosa di nuovo, di fare salti nel buio con una proposta stravolgente), i grandi traumi (complessi che tutto sia un complotto, paure a 360 gradi che come al solito danneggiano prima chi queste paure non ha contribuito a diffonderle, vedi commercianti, artigiani, tecnici, operai…) e le grandi mancanze (una perdita immane di risorse cedute a realtà straniere, di ricchezze svendute sotto il reale valore a personaggi che occupavano posizioni di comodo, di capitali che si potevano investire meglio, di opere che dovevano essere compiute e, invece, hanno rappresentato le ennesime ulteriori perdite atte a burlarsi, in un modo o nell’altro, di chi le ha pagate realmente. Di fatto, il fatto che cambino le teste ma la condotta sia sempre la medesima, è già sufficiente a mostrare che qualcuno, dietro le figure che rappresentano la gestione di un paese, tenga il comando dei fili delle marionette).

Ma il problema è che io non posso, a rigor di logica, conoscere i segreti di tutti i mestieri né tantomeno fornire una formula unica (come molti altri invece cercano di diffondere senza rendersi conto del danno che fanno) che porti un ben preciso risultato a tutti indistintamente*.

*Certo ci sono delle linee generali che è bene tener presente ma guai a non renderle aderenti alla propria realtà in maniera estremamente intelligente, personalizzata e “calibrata”. Ricordate infatti che “copiare” chi certe cose le ha “già” fatte, significa raccogliere sempre e solo gli “scarti” e mere soddisfazioni (se va bene).

Potenziale crisi da formula unica

Se così fosse esisterebbe una crisi ancor maggiore che ora si potrebbe far fatica a comprendere ma che, con un piccolo sforzo, si può arrivare ad immaginare. Se tutti infatti avesero la formula per vincere, e nessuno perdesse, non vi sarebbe modo alcuno (matematico) di crescere e si collasserebbe per “svalutazione del tutto” a meno che all’unisono non si stia operando (dal fornaio al costruttore di automobili) per esportare ciò che si produce. In tal caso cospicui flussi di denaro giungerebbero dall’estero verso il nostro paese.

Viceversa la circolazione del medesimo denaro sempre all’interno dello stesso paese deve necessariamente portare qualcuno a vincere e qualcuno a perdere; questo è matematico e non c’è modo di far crescere la piantina se qualcosa non entra dall’esterno (luce, acqua, concime, nutrienti, ecc.). Gira e rigira la terra nel vaso stesso e nulla accadrà. Diventerà più morbida, più facile da arare, più predisposta a diventare fertile ma senza un apporto dall’esterno, oppure con il riutilizzo ciclico della stessa acqua e degli stessi semi, è destinata a finir lì.

Manodopera e virtù da salvare

Mi sono accorto come molte delle aziende che mi cercano coltivino in realtà manodopera preziosa e virtù impareggibili. Mi riferisco principalmente all’esperienza che hanno maturato in decenni di attività (che, temo per loro e per me, nessuno raccoglierà per proseguirne la tradizione e la divulgazione) ed a conoscenze tecniche senza eguali che stanno oramai da anni andando a scomparire a favore di logiche più industriali e globali.

Muoiono le piccole e medie aziende in grado di fare la differenza e di tramandare il “come si fa”, il “come si migliora”, il “come funziona”, il “come si progetta”, il “come si risolve”, …, a favore di colossi privi di anima, privi di affetti, privi di calore, privi di contatto, privi di comunicazione, privi di accoglienza e coinvolgimento, privi di tutto, che però offrono presunte agevolazioni di prezzo e di distribuzione che stimolano puramente ed unicamente l’avidità umana e possono tutt’al più offrire qualche emozione a tempo determinato (quel tanto che l’obsolescenza programmata lascia che ci sia concesso).

Allo stesso tempo ho osservato che quando mostro alcune brevi introduzioni su come si fanno certi prodotti d’artigianato, la gente rimane piacevolmente sopresa e si appassiona. Quando mostro loro ad esempio come si lavora il legno in maniera magistrale al fine di avere un pezzo di arredamento unico, loro rimangono senza fiato, affascinati, e questo “contatto” che hanno con me non lo trovano su un sito web, non lo respirano, non lo percepiscono (e non lo percepiranno mai) a pieno con tutti i loro sensi in altre dimensioni del mercato.

Cervelli sovrastimolati

A questo punto mi chiedo e potreste chiedervi: “Se la gente è affascinata da ciò che gli mostro perchè poi la massa sceglie altro?”. Perchè la mente della massa è stata allenata a “dimenticare presto” mentre quelli che ti hanno scelto, in realtà, avevano già scelto in partenza il tuo prodotto, non era necessario convincerli, dovevano solo trovarti. Ma come accade che la massa dimentichi presto? Le Neuroscienze cognitive spiegano egregiamente i fenomeni che avvengono nel cervello umano (verificate voi stessi consultando dei validi testi) quando questo è sottoposto ad un particolare fenomeno che potremmo definire sovrastimolazione o iperstimolazione. Di fatto il cervello sovrastimolato smette di apprendere e smette di ricordare. Per ogni stimolo che gli giunge, non fa in tempo a vivere un’esperienza completa che stimoli la sua interezza sensoriale e percettiva in maniera tale da formare un ricordo completo, logico, richiamabile all’occorrenza e collegabile con altri stimoli (connessioni). Ecco spiegato in due tanto semplici quanto sconvolgenti frasi il perchè si incentivino molto i bombardamenti mediatici e perchè quelli che non li subiscono (perchè vivono facendo a meno dei tradizionali mezzi di informazione) conservino un gran potere avendo la mente sgombra e obiettiva.

Il problema poi, se siete dotati di cervello spazioso, panoramico, con ampie vedute, zone ricreative, logica autonoma e posto auto** è che la gente che ti ascolta fatica ad ascoltarti. Offrire durante un dialogo una nuova informazione interessante ad ogni frase, invece di essere petulanti e ripetitivi, è prolifico solo se il dialogo ha luogo con altre menti allenate. Gli iperstimolati si perdono e devìano in un mondo loro perchè non riescono più a seguire. Questo è tristissimo, alcuni addirittura si mortificano o si abbattano se glie lo fai notare. Altri pensano a me come ad un genio per la complessità dei temi trattati, per il grado di approfondimento e per i risultati che ottengo. Ma io non sono un genio, son loro che non sfruttano più da troppo tempo le loro reali potenzialità e non sanno come farlo, così come non sanno cosa si stanno perdendo.

**C’è sempre bisogno di un posto auto : – )

The Matrix (una similitudine con)

Non riuscendo poi ad osservarsi dall’esterno non percepiscono più la realtà e sostengono che in fondo tutto va bene così com’è e/o che non possono farci più niente. Molti sembrano in letargo, una sorta di Matrix (con riferimento al film The Matrix, Lana e Andy Wachowski, Stati Uniti d’America, Australia, 1999) trasposta alla nostra realtà dove le persone credono di fare quello che loro piace e invece sono addormentate da gadget elettronici, iperstimolazione mediatica, istruzione errata, male orientata e incompleta. Non c’è un mostro che succhia loro energia ma ce n’è uno analogo che succhia loro risorse (economiche). Vivono tutta la vita con l’illusione che “dai, ancora un po’, adesso vedrai che cambia, adesso intanto trarrò piacere dal telefono nuovo, dalla macchina nuova, dal prestito ottenuto…” e si ritrovano in realtà ad aver lavorato una vita per fornire le loro ricchezze (anche vere e proprie in denaro, stiamo quindi sempre sul concreto) a terzi che mai vedranno e mai incontreranno nella vita perchè tali terzi schierano i loro fanti e i loro re a combattere le loro battaglie e non si schierano mai per primi avanti a tutti nella zona di maggior rischio dove invece noi viviamo quotidianamente.

Quindi chi fa il mercato?

Quindi, tornando al principio, chi fa il mercato? Se non sono i consumatori a fare la prima mossa nel mercato, quale fenomeno tangibile, concreto e dimostrabile ne sarebbe artefice? … Sono le “Influenze” che fanno il mercato. Ti piace il mobile d’artigianato? Ti piace l’auto che possedevi dieci anni fa? Ti piace quel vecchio paio di scarpe robuste e comode a pennello che ora non trovi più? Ricordi a malapena quella maglietta intima in 100% cotone che nessun lavaggio riusciva a consumare?

Ma hai rinunciato al mobile d’artigianato perchè ti hanno convinto che il falegname è “roba da benestanti”, costa troppo, mentre una grande superficie (detto di centri commerciali, anche dedicati ad un particolare settore) può venire in contro alle tue esigenze (e non sai quali speciali occasioni ti stai perdendo ogni giorno abituato a credere che tutto ciò che era in passato in un modo, ad esempio costoso, lo sia anche oggi). I falegnami ad esempio costano molto ma molto “meno” ed in molte occasioni realizzre mobili di qualità su misura costa molto meno di un appariscente prodotto in cartone pressato (che magari richiede un finanziamento).

Hai rinunciato alla macchina che avevi 10 anni fa, che ti piaceva, che guidavi bene, che ti soddisfaceva perchè temi quelle persone, magari quelle ragazze, che ti fanno notare che stai guidando un’auto vecchia o temi di “sembrare povero” agli occhi di chi ti osserva…

Non vai nemmeno più a cercare i vecchi calzolai di una volta che oggi addirittura ti fanno le scarpe su misura per il tuo piede, in materiali che sceglierete insieme e che calzeranno come un fresco prato di rugiada pagando un prezzo tutto sommato di poco superiore a quello della scarpa della grande superficie (del resto se spendi quasi mille euro per uno o due telefoni, vorresti dirmi che non puoi affrontare l’acquisto di una scarpa che ti durerà almeno 10 anni spendendo 200-300 Euro?).

Ed hai dimenticato quasi del tutto i capi di abbigliamento robusti, duraturi, dall’aspetto immutabile per anni, che potevi acquistare anche solo fino a 10-15 anni fa (e pensare che le nuove generazioni non li hanno mai visti e probabilmente mai li vedranno dato che, cercando persino i fornitori delle materie prime per farli da me, tramite amiche abili nel cucire e fare cartamodelli, non risultano più acquistabili in ogni dove).

Come ci sono riusciti?

Iniziando a mostrarti prodotti rassomiglianti a quelli dell’artigiano ma a prezzi golosamente più bassi. Solo in un secondo momento ti sei accorta/o che non era legno, era cartone pressato, non era pelle, era plastica (detta poi in seguito, strategicamente, ecopelle…), non era una vettura d’alta gamma in offerta ma un groviglio di derivati siderurgici per i quali non sono previsti in Italia pezzi di ricambio (e per una valvola da 15 Euro devi sostituire un intero motore e spenderne migliaia), non era cotone elasticizzato ma un tessuto che ti ha portata/o dritto al cortisone, non era un elettrodomestico duraturo ed eventualmente riparabile ma un trabiccolo con x ore di vita da buttare e sostituire con uno nuovo (e poi ci lamentiamo delle discariche colme e dell’aumento delle relative tasse) e così via.

Quindi in realtà non è che una cosa la vuoi o non la vuoi come sostiene ad esempio il buon vecchio libro di microeconomia. Il fatto è che ti portano a non cercarla più una cosa perchè ce n’è un’altra “troppo bella che sembra vera”. Magari fosse la volta buona che facciamo l’affare, magari poterci sentire una volta tanto anche noi degli affaristi riusciti (li critichiamo ma sotto sotto li ammiriamo) e, conoscendo solo le quattro operazioni di base (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione) più quella con il livello di difficoltà aumentato (la percentuale), operare una grande strategia di risparmio (ohibò… perdonate la mia severità ma quando ci vuole, ci vuole).

E così si pensa d’aver preso di proprio pugno una strada diversa e invece si è stati guidati il più delle volte sulla base di strategici richiami di debolezze veniali. Altre volte si dà la colpa agli altri, imputati di non comprendere un valido prodotto, e invece tali altri non hanno nemmeno mai saputo che esiste (perchè non correttamente informati, istruiti, formati, vedi ad esempio le nuove generazioni). Altre volte ancora ci attribuiscono scelte che, assurdo ma l’ho vissuta in prima linea, non abbiamo mai fatto in quanto, se interrogati, avremmo detto di “no”. Un altro esempio concreto? Ho interrogato migliaia di persone circa il gradimento dell’IoT negli elettrodomestici (Internet of Things), non ricordo nemmeno una sola persona che abbia gradito che un elettrodomestico possa chiamare l’assistenza da solo tramite la rete internet; eppure alle conferenze di settore se riporto i dati mi tappano cordialmente la bocca (mi tolgono il microfono) e proseguono tutti dritti per la loro strada. In soldoni lo avremo presto nelle case anche se la gente non lo vuole, ma tutti poi ne faranno uso appena “ce l’avrà l’altro…”.

Controcorrente

Il fatto è che terzi hanno scelto per noi e, influenzando la società, la spingono verso la direzione desiderata. C’è poi chi ci cade inerme (la massa) e chi, vuoi per la predisposizione genetica, vuoi per la condotta di vita, per le esperienze maturate, per il tipo di lavoro che fa (magari di settore), per il livello culturale e di formazione extra (altra rarità), non ci cade nemmeno un po’ (la minoranza, quella che solitamente ha una voce troppo piccola e vanta modi garbati, razionali e nobili che al giorno d’oggi attirano meno attenzioni di un rutto caricato sul “tubo”***). I più deboli poi, nella loro insicurezza, si aggregano alla massa con il costante timore di “apparir diversi”.

***Soprannome del più diffuso servizio di videosharing.

Un pacco di suggestioni senza bolla d’accompagnamento

Allora se io non posso importi qualcosa perchè altrimenti, è risaputo, otterrei effetti contrari (tutti o quasi diventiamo bastian contrari davanti alle imposizioni) ti guido, suggestione dopo suggestione, verso la mia buca che tra i verdi fili d’erba accoglie ingannevolmente anche una gabbia nella quale chi prima chi dopo resta chiuso. Così se negli anni ’80 la tua compagna aveva maggior stima di te se invece di comprare l’auto nuova più in voga eri bravo a metter su famiglia e comprare casa, oggi rischi che una ragazza esca con te e, una volta salita in auto ti dica: “Ma questa macchina è vecchia…”, “E quindi? A me piace e poi va alla grande ed è tenuta perfetta…”, “Sì è vero però così vecchia chissà quanto consuma!”, “Ohi ma non è una biga eh, è un top di gamma di 16 anni fa con un ottimo motore elastico ed affidabile 2.0 Turbo 16 Valvole, comoda, salubre (senza formaldeide), piena di accessori utili, perfettamente in ordine che non mi sembra affatto sfiguri, avrà sì e no due graffi in tutto”, “Ah si si, non te la prendere!”, che tradotto significa: pensa quello che vuoi tanto è vecchia e tanto conviene farla nuova con una che inquina e consuma meno****.

****La tipa, realmente salita sull’auto di famiglia che sto utilizzando per il mio record del milione di chilometri, si illudeva di conoscere la realtà su motore, consumi e livello di inquinanti (argomento che racchiude un mondo di tecnica che però non avrebbe mai avuto la pazienza di ascoltare nemmeno a mò di tutorial semplificato) avendo visto solo qualche pubblicità ed avendo spulciato qualche titolo su internet ma, peggio che andar di notte, pensava di saperne di più di un motorista accreditato.
Divagazione: Va buò se mi tira fuori anche i consigli della madre la scarico in autostrada e passo a prendere Maggie, una cagnolona paffuta che Eli ed io prendemmo diversi anni fa in un allevamento che sembrava più un’esposizione di soggiorni tanto erano belli, morbidi e paffuti quei cuccioli di SharPei. Maggie adora fare i giri in auto, qualunque sia l’auto si gusta semplicemente il viaggio (oddio forse su un vero bidone non salirebbe, devo provare…) e gli amici.

Siamo tutti imitatori

Se io influenzo i comportamenti della società, se diffondo usi e costumi virali, “aizzo” il desiderio dei consumatori di “imitare” il tale atteggiamento al fine di “cercare” di essere come il riferimento carismatico impiegato per divulgare il comportamento/desiderio stesso. Questo accade perchè almeno nel quotidiano***** ognuno cerca il suo momento in cui è importante, è osservato, riceve attenzioni, e si circonda di scelte e di oggetti che possono portarlo anche temporaneamente in questa condizione: quando appoggio il telefono di un certo calibro sul tavolo in riunione, quando dò il comando vocale alla mia automobile davanti agli amici o alla ragazza, quando viaggio in determinati luoghi senza nemmeno conoscere un solo motivo per cui ci vado ma “Vuoi mettere? Viaggiare ‘fa figo’ a prescindere…”, quando si cerca di mostrare la propria vita “risaltata” sui social network e, grazie ad una App che elabora le foto rendendo i colori più spettrali, surreali, fumettistici, si cerca di ricondurre il pensiero dell’osservatore ad un tramonto caraibico che, vogliamo far credere, andremo a condividere con Shakira in un ballo tribale attorno al fuoco… e magari ci troviamo in realtà su un pulmino per Ladispoli che sta accostando perchè ha forato e, con l’aria condizionata spenta, iniziamo a puzzare tutti come carogne. Potrei continuare la lista per pagine e pagine ma ho già fornito numerosi altri spunti in altri articoli (vedi ad esempio “Le regole che non esistono”, link correlati in basso).

*****Se non posso nella vita.

Link correlati
Chi fa il mercato? – Parte 1: Le influenze
Chi fa il mercato? – Parte 2: Anticipo di cambiamento
Chi fa il mercato? – Parte 3: Ci vuole un pozzo
Le regole che non esistono

Influenze

Image’s copyright: Igor Kislev (close-up.biz)

Dentro i cavi di potenza di Ralph DTE EBK Performance

Rubrica: Fisicamente
Titolo o argomento: Quanti elettroni ci vogliono per accelerare un prototipo elettrico Ralph DTE?

Oggi sono in vena di dare i numeri… ovviamente con rigore fisico e matematico ma pur sempre numeri “assurdi”. Affascinanti, sorprendenti, inaspettati numeri dell’infinitamente piccolo. Oggi infatti ci muoviamo nell’ambito della seducente Elettrodinamica quantistica. Se questi termini vi fanno impressione non preoccupatevi perchè cercherò di semplificare teorie e concetti ai limiti del possibile affinché possiate avere un’idea (spaventosa) di che cosa si “muove”, in un solo minuscolo (e apparentemente trascurabile) secondo di tempo, all’interno della sezione di cavo* che porta la potenza elettrica ad uno dei nostri prototipi di bicicletta elettrica ad elevatissime prestazioni: Ralph DTE EBK Performance (di cui prossimamente mostreremo, su questo stesso Blog, scheda tecnica, galleria fotografica, video e svariati contenuti extra…).

Con un’accelerazione intensa (che quantificheremo al momento della presentazione del prototipo) può venir voglia di fantasticare e chiedersi cosa avvenga nei cavi che devono sopportare potenze elettriche sostenute, quindi altrettanto elevate correnti e tutto quello che ne consegue, in piena fase di accelerazione. Per semplificare i conti, far cifra tonda e lasciare un alone di mistero**, prendiamo in esame un valore tutto tondo di 100 Ampére.

*Di una data misura e di un dato materiale, info che al momento sono riservate.
**Al fine di non svelare troppo su Ralph DTE EBK Performance.

Pura follia?

100 Ampére, trattasi di un valore ritenuto altissimo se operate con le correnti domestiche (CA) minori di 10 Ampére e di un valore modesto se siete progettisti di vetture di “Formula E” dove conteggi da 250-300 Ampére (CC) sono all’ordine del giorno. Per un prototipo elettrico nostro, una corrente di 100 Ampére è considerata “ordinaria” specie in fase di accelerazione (in fase di moto rettilineo uniforme infatti l’elettronica provvede automaticamente a ridurre e contenere i valori di corrente al minimo indispensabile utile per mantenere la quantità di moto dell’assieme bicicletta + pilota e quindi compensare le “naturali” perdite per attrito con l’aria, con il suolo, ecc.).

Nell’ordine dell’infinitamente grande

Ebbene in un solo secondo attraversano la sezione del cavo ben 1 x 10^21 elettroni. Volete una traduzione? Quanto appena scritto si legge “uno per dieci elevato alla ventuno”. Ulteriore traduzione semplificata? Quanto scritto significa che dovete prendere un foglietto di carta, scrivere il numero 1 e farlo seguire da ben 21 zeri. In altre parole ancora, significa che nel momento in cui chiediamo una corrente di 100 Ampére, attraversano la sezione di cavo ben “mille miliardi di miliardi di elettroni ogni secondo”. Impressionante. Ecco perchè, come vedremo poco avanti, la sola sfiammata di una frazione di secondo può accecarvi qualche istante… semplicemente avete letteralmente un fulmine in miniatura davanti agli occhi.

Lessico matematico in numeri: 1 x 10^21
Lessico matematico in parole: uno per dieci elevato alla ventuno
Lessico matematico in numeri esplicitati: 1.000.000.000.000.000.000.000
Lessico matematico in parole esplicitate: mille miliardi di miliardi

Nell’ordine dell’infinitamente piccolo

Perchè mai così tanti elettroni? Per il semplice motivo che ogni elettrone porta con sé una carica (negativa solo per convenzione) di -1,6021 x 10^-19 coulomb e per chiedere prestazioni di rilievo al vostro powertrain elettrico dovrete attingere ad un gran bacino di cariche elettriche affinché lo spettacolo abbia luogo. Attenzione però, ora l’esponente ha segno negativo, questo significa che il valore della carica dell’elettrone è estremamente piccolo, ragione per cui ci vogliono moltissimi elettroni per raggiungere la sola carica di 1 coulomb (1 Ampère equivale ad 1 coulomb al secondo, 1A = 1C/1s). In sostanza se prima “l’uno” era seguito da 21 zeri, ora il “meno uno virgola sei” è “preceduto” da 19 zeri e diventa:

Lessico matematico in numeri: -1,6021 x 10^-19
Lessico matematico in parole: meno uno virgola sei… per dieci elevato alla “meno” 19
Lessico matematico in numeri esplicitati: 0,00000000000000000016021
Lessico matematico in parole esplicitate: zero virgola (18 volte zero) sedici (arrotondato)

Accecante…

Se ancora non riuscite ad immaginare quale cataclisma avvenga nel momento che, tramite il drive by wire, chiedete potenza ad EBK Performance, pensate ad una saldatrice (poi vi spiego perchè). Riuscite a guardare l’esecuzione di una saldatura senza l’apposita maschera protettiva? Direi decisamente di no. Ebbene durante uno dei nostri primi test, a seguito di una sconnessione sull’asfalto, uno dei cavi di potenza si sfilò dalla sua sede generando per un brevissimo istante un’arco voltaico accecante analogo a quello di una saldatrice TIG***. Non ci fu pericolo alcuno per il pilota (io…) perchè l’elettronica intervenne a mio favore in pochi millesimi di secondo e l’alimentazione al cavo fu “tempestivamente” interrotta evitando qualunque problema di sorta in caso di contatto accidentale con il cavo (con la corrente continua non si scherza, spendete cifre importanti prima di tutto per la sicurezza e solo in seguito per le prestazioni che, spesso e volentieri nemmeno servono se non si ha uno scopo ben preciso).

***Il cablaggio dei cavi fu evoluto con componentistica impiegata nella Formula1 (per farvi capire… un solo e semplice jack può costare circa 300 Euro) ed in 2 anni di test, ben più severi, non si è verificata più alcuna anomalia di questo tipo.

Altro tipo di connessione: una aneddoto per i giovani intraprendenti

Per questa e per altre ragioni quando un incubatore incosciente ed opportunista mi chiese di immettere sul mercato il mio prototipo (già ai primi stadi) rifiutai: a fronte di un (presunto****) rapido e accattivante guadagno iniziale, avrei dovuto poi rimborsare non si sa quante persone per eventuali danni andando così a spendere molto ma molto di più dell’utile potenzialmente ottenuto. Ma io questo lo sapevo bene, era l’inetto uomo che pensava solo al denaro senza sapere minimamente di cosa si stesse occupando. Se voi ed i vostri figli state realizzando un gran bel progetto, cercate sempre di guardare oltre il denaro e non pensate che la differenza la facciano sempre e solo i numeri (sebbene conservino comunque la loro importanza). A scuola i professori in gamba mi dicevano “Controlla bene il compito che hai fatto e poi consegnalo, perchè dopo… non puoi più correggerlo”.

****Quindi da verificare.

Link correlati

eBike: scheda tecnica prototipo Ralph DTE EBK Performance – Prossimamente disponibile
eBike: galleria fotografica Ralph DTE EBK Performance – Prossimamente disponibile
eBike: video di presentazione e contenuti extra Ralph DTE EBK Performance – Prossimamente disponibile

Scarica elettrica. Arco voltaico.

Un affascinante arco voltaico generato su una distanza di circa 8mm. Per tale scatto abbiamo fatto uso
in laboratorio di appositi materiali piezoelettrici in grado di generare una scarica tra i 20 ed i 30 kV.
Riprodurre, invece, la reale scarica generata da una corrente di 100 Ampére genera notevoli difficoltà nello
scatto fotografico MACRO nonché un’erosione considerevole nel materiale sul quale si va a cortocircuitare.
Per dare un’idea, una “sfiammata” di mezzo secondo a circa 100 Ampére è in grado letteralmente di
“mangiare” circa 4mm di una piastra di metallo spessa circa 2mm.

I comportamenti sconsiderati dei consumatori: Voce del verbo Arraffare

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Vile, tu uccidi un commercio morto!

Spesso ascolto lamentele di persone che, nella veste di clienti che hanno aderito alle promozioni del tal marchio per il tal prodotto, sostengono di esser state vittime di pubblicità ingannevoli, meschini asterischi, regolamenti interpretabili, scritte microscopiche, slogan equivoci, giochi di parole… Oramai credo e spero che sappiamo tutti a cosa ci si vuole riferire. Ebbene, se da questo punto di vista i consumatori hanno imprescidibilmente ragione, non si deve cadere nell’errore di spostare l’ago tutto da una parte evitando la ricerca di teorie equilibrate. A cosa mi riferisco? Avete mai osservato bene con quale avidità i consumatori arrivano a voler sfruttare ogni singola offerta ed in particolar modo ogni singola offerta emessa in buona fede anche solo per conquistare la stima di un nuovo cliente?

Una storia con la morale delle fiabe

“Sentite” questa storia che è accaduta di recente nell’attività di mio padre a causa di un mio errore di buonismo. Un cliente si è recato da mio padre per un preventivo, più precisamente per un sistema di climatizzazione di una imbarcazione. Chiacchierando il cliente ha raccontato a mio padre di aver fatto alcuni lavori all’impianto elettrico con un suo amico ma che da allora, quando attiva determinati dispositivi a bordo, il televisore si spegne ed i film riprodotti si riavviano da zero.

Quando mio padre la sera a tavola mi ha raccontato il tutto, ho pensato bene di suggerirgli (visto che si trattava di un cliente seriamente intenzionato ad acquistare un nuovo impianto di climatizzazione) di rimediare al problema elettrico gratuitamente. Commettendo un’ingenuità non trascurabile ho dato per scontato che il cliente sarebbe stato riconoscente ed avrebbe apprezzato. Al contrario egli è stato “riconoscente”, ha “apprezzato” ma si è presentato all’appuntamento per ottenere l’assistenza gratuita raccontandoci che poi aveva acquistato il sistema di climatizzazione da un altro venditore…

Tale venditore avrebbe fornito il prodotto con un prezzo al pubblico minore di quello al venditore. Il cliente ha quindi pensato bene di “sfruttare” due ghiotte occasioni senza porsi domanda alcuna, senza minimamente autoavanzarsi qualche dubbio etico. L’unica volta che la tanto (da me) detestata espressione “pare brutto” aveva un senso più che compiuto, è stata totalmente ignorata dalla mente di costui… Del resto l’errore è stato mio.

Mea culpa

L’errore è stato mio perchè ho sottointeso una condizione invece di anteporre un “se”, quell’ if che negli algoritmi* puntualizza le situazioni. Avrei infatti dovuto dire: “Se acquisterai il condizionatore per la tua barca da noi, ti offriremo l’intervento di manutenzione gratuito”. Ma se e solo se…

Invece, per mantenere la parola data, a mio padre son partite 2 ore di manodopera gratuita a vuoto. In una attività lavorativa, infatti, si sta per produrre un introito e prendersi cura dei clienti al fine di garantire un flusso di cassa, altrimenti parliamo di opere caritatevoli o di attività economiche in perdita o di gesti nobili fatti per amicizia (ovviamente non contemplati in questo il caso). Prima e ultima volta.

Mio padre fa questo mestiere dal 1972 e non gli è mai capitato un cliente con una simile faccia tosta, privo di ogni forma di vergogna. C’è sempre una prima volta… ma, ci tengo a ripetere ancora una volta, l’errore è stato mio.

*Riferito ai linguaggi informatici.

Segnali tra le righe

Inoltre c’è poi da considerare che avrei dovuto leggere dei segnali tra le righe in quanto: se su un’imbarcazione ricreativa (parliamo quindi di un lusso) si cerca di rimediare da soli ad alcuni inconvenienti non è detto che lo si faccia sempre per passione, per il piacere di metter le mani sul proprio gioiellino (specie se si tratta di rogne) ma**, più probabilmente, per risparmiare (talvolta anche per… ostentare).

Stanno crescendo in maniera esponenziale coloro i quali, colpiti da vari tipi di crisi e situazioni impreviste, tentano in tutti i modi di continuare a procedere con la vita precedente anche se questo porta a valicare limiti che un tempo erano spostati molto più avanti.

Aumenta l’avidità, l’individualismo, la sconsiderazione verso i danni che si arrecano a terzi… Senza tener conto poi degli adolescenti che ci guardano ed ai quali mostriamo esempi vergognosi che stanno a sottolineare che pur di ottenere ogni vizio, anche il più superficiale, ci si può comportare come si vuole, tanto… “chissenefrega” degli altri. No?!

**Come ho fatto a non pensarci?

Cambiare vita (in meglio)

Io personalmente ho dovuto cambiar vita, abitudini, progetti e piani per il mio futuro dopo che nel 2008 in famiglia abbiamo iniziato ad accorgerci (con un certo anticipo ma senza comprensione alcuna) che stava arrivando qualcosa che però non riuscivamo bene a inquadrare e comprendere. Eppure, mettendoci il meglio, grazie alla crisi (e, non lo nascondo, ad una serie di dinamiche legate al corso della mia vita), oggi sono esponenzialmente più contento della vita che conduco e che solo 10 anni fa era per me impensabile, inconcepibile, lontana. Dei risultati ottenuti in forti momenti di difficoltà poi non ne parliamo, un piacere sovrumano ma che può portarmi fuori tema in questo preciso racconto.

Il muro del suono

Oggi riesco ad avere tutto ciò che mi occorre senza suppliche, senza dover tirare colpi bassi, senza inganno, senza “arraffare”, senza dare spallate, semplicemente perchè quello che voglio io lo si comincia a desiderare solo dopo che si è studiato tanto ma proprio tanto di più degli ordinari corsi di studio universitari. Avete presente il muro del suono? L’aereo accelera accelera accelera, poi superato un certo limite infrange un muro che un tempo nemmeno sapevamo esistere e lo oltrepassa spostandosi nell’atmosfera sotto condizioni decisamente differenti. A me è successo lo stesso.

Liberi di scegliere

Si può sempre scegliere però: fare gli arrivisti che ostentano e che si abbassano a figure che ridicolizzanno o costruire da soli  le proprie opportunità inventando un modo onesto e apprezzabile per cambiare la propria vita concretamente? Lo so, non è facile. Ma sono sicuro che molti dei lettori che sono arrivati fin qui o che hanno apprezzato diversi miei articoli nodali, hanno le carte in regola per poter fare di più e meglio stimolando costruttivamente la propria ragione.

Una conclusione ilare

Si è poi scoperto che il modello di impianto di climatizzazione installato non era il medesimo per il quale è stato chiesto il preventivo e che essendo l’altro venditore straniero (incontrato durante una vacanza) i due semplicemente non si sono capiti. Sebbene esteticamente sembrasse il medesimo, cambiava un numerino del codice prodotto, quel tanto che basta per ritenere due prodotti, con prestazioni decisamente differenti ma dall’aspetto praticamente identico, gli stessi prodotti.

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I comportamenti sconsiderati dei consumatori: Voce del verbo Arraffare
I comoportamenti sconsiderati dei consumatori… Seguito in preparazione

Eccellente

Riuscire ad ottenere il massimo a danno degli altri si traduce in una celebre espressione:
“Eccellente…”.
Image’s copyright: Matt Groening

Insegnamenti italiani: La nuova frontiera del furto

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Vivere braccati

Riflessioni gastrointestinali

Cosa mi sta insegnando l’Italia? Che se mi impegno nelle mie ricerche di studio non avrò mai accesso diretto al credito (in modo pulito e lineare, privo di disturbi) e dovrò far sempre da me. Questo accade soprattutto se tali ricerche rappresentano “vera” innovazione ed un “reale vantaggio” per i cittadini* o se rappresentano una temibile competizione per i dinosauri i quali, con mezzi più o meno leciti, tentano di restare in vita contro natura.

*Vicenda più volte spiegata in diversi nostri articoli di rilievo quali “Tecnologie innovative al bivio”, vedi i link correlati in basso.

Mi sta insegnando che se lavoro onestamente e costruisco qualcosa, non appena questo qualcosa raggiungerà una quota non trascurabile, ed avrà un valore, ci sarà qualcuno, se non “giustificato”, quantomeno “incentivato” nel venirmelo a rubare. Perchè questo qualcuno non verrà punito, educato, allontanato… “e” se verrà punito subirà un procedimento blando “e” potrà ben presto ripetere il suo crimine sempre a mio danno “e” se io mi difenderò per evitare di perdere quanto costruito invece rischierò pene severe con causali quali l’eccesso di autodifesa (perchè lasciato solo dalla Patria che doveva, non regalarmi qualcosa, assolutamente, ma almeno aver cura di me).

Che se quindi delinquo (con intelligenza) avrò maggiore convenienza perchè le pene saranno delle passeggiate tollerabili dalle quali, una volta usciti, ricavar illecito beneficio economico (perchè, esempio banale di cui però ho verificato la veridicità, magari si è intestato preventivamente a terzi quanto ricavato indebitamente).

Che se apro, giusto per porre un esempio, una casa di appuntamenti sarà molto più facile che io abbia successo nei miei affari e raggiunga tranquillità economica pur non compiendo gesto nobile alcuno. Andando magari in contro ad una futura (più o meno corretta, ognuno è infatti libero di scegliere) legalizzazione.

Che se accetto di far parte di una parrocchia e sono scaltro posso farmi strada in ambienti densi di privilegi dove si è impegnati in un incarico prevelentemente dal martedi al giovedi in orari abbordabili e contornati di una folta collezione di servizi extra a carico di chi potrebbe non trarre mai (per tutta la vita) alcun beneficio dal mio operato.

Che se faccio, anche male, il manager (o ricorpro un’alta carica che dir si voglia) riceverò sempre e comunque una buonuscita egregiamente sostanziosa (nonché ricchi trattamenti al contorno) anziché proporzionata ai risultati da me conseguiti. In tal modo potrò vivere tranquillo e spensierato perchè qualunque sarà la mia condotta il risultato non cambierà e allora: perchè mai dare il meglio? Perchè mai essere preparato? Perchè mai sforzarsi di imparare cose nuove? Perchè mai ascoltare coloro che dovrebbero beneficiare della mia professionalità?

Ladri di razza

Da Aprile ad oggi ho subito 12 tentativi di furto di cui 1 andato a buon fine e altri 2 scampati per un soffio. Nessuno se ne interessa. Nessuno mi dà protezione. Nessuno offre posti di lavoro per agenti di quartiere seriamente addestrati in grado di trasmettere sicurezza e disciplina. Nessuno offre immediatamente alle forze dell’ordine i necessari finanziamenti, i mezzi e le strutture di cui hanno bisogno. Anche i poliziotti con cui spesso parlo sono stufi di tutta questa delinquenza ma non sanno come fare. Non ci sono più pattuglie in giro. Non ci sono più posti di blocco (con riferimento alla data di questo articolo).

Ladri di galline

Ieri sono andato con la mia famiglia in stazione per delle info ed ho trovato fuori dei rom che stavano tentando di aprirmi la macchina (onestamente non so se per rubare il veicolo o qualcosa che interessava loro al suo interno). Sono riuscito a metterli in fuga e, illusomi che si fosse tutto risolto, mi sono recato presso la Polizia Ferroviaria. Nel mentre i rom, affatto spaventati, sono tornati ed hanno riprovato una seconda volta a portare a compimento il loro furto. Io sono riuscito, per una serie fortunata di coincidenze, a beccarli una seconda volta (facevo avanti e indietro tra il parcheggio e la sala d’aspetto della Polizia Ferroviaria) e di nuovo ho impedito loro di compiere l’insana azione. Sono dovuto rimanere fuori dagli uffici presso i quali mi ero recato perchè questi insistevano a ronzare attorno all’auto come zanzare tigre. Li scansavi e tornavano, li mettevi in fuga e ritornavano. Non avevano paura di nulla. Le forze dell’ordine erano lontane, non c’era un agente a pagarlo oro. Ho fatto la denuncia e non è arrivato nessuno. L’unico modo per terminare la vicenda è stato risalire in macchina e andare via rimandando ad un’altra volta quello che dovevo fare.

Aggiornamenti della buonòra

La Polizia mi ha poi informato che ora i ladri non puntano più solo ai veicoli (almeno non sempre) quanto più alle chiavi di casa che tante persone lasciano all’interno dei vani portaoggetti ed ai documenti del veicolo sui quali sono riportati i dati di casa. In tal modo vanno a casa tua con le tue chiavi e rubano ciò che possono senza problemi. I vicini vedono gente (tra l’altro vestita bene e che si muove a bordo di auto di lusso “nuove”) entrare in casa tua e pensano ad un parente.

Ladri seriali ossessivi

Sono andato in piscina la scorsa settimana e mi hanno avvisato di toglier tutto dall’auto, anche solo il giaccone, uno zaino con i libri, i documenti, ecc. Perchè la media dei furti che vanno a compimento presso la tale piscina comunale di Ancona (centro Italia) è attualmente di uno o due al giorno.

Ladri di biciclette

Pochi giorni fa una delle mie amiche/istruttrici di nuoto si è recata in stazione per acquistare un biglietto e, tempo 10 minuti, le hanno rubato la bicicletta nonostante fosse legata. In soli 10 minuti. Davanti a tutti. Omertà inconcepibile da parte di tutti i negozianti con le vetrine davanti al parcheggio (alcuni dei quali italiani, altri stranieri, altri ancora stranieri e affermati evasori che non emettono uno scontrino che è uno da anni, altri ancora con numerose denunce per ricettazione…). Eppure sono andato a vedere ed il gruppetto che si aggira per la nostra stazione con occhio indiscretamente scaltro, è sempre quello e fatico a pensare che altri non se ne siano accorti.

Questa l’Italia oggi?!

Non posso recarmi in stazione per un’informazione, non posso fare un’attività ricreativa per rilassarmi, non posso avere un minimo di protezione per la mia attività e la mia famiglia. Insomma, è questa l’Italia oggi? Un ghetto con le leggi al contrario? Per mia fortuna giro il mondo e non ho bisogno di fidarmi di fonti da verificare per sapere come va in diversi paesi all’estero. Ebbene io una situazione così, ad esempio, non l’ho vista in nessuno degli stati emancipati della comunità europea. Come a dire, a tutto c’è un limite.

Nota di carattere estetico

Amo vestire elegante ma non sia mai che mi si permetta di farlo… negli ultimi anni per poter indossare le mie camicie e le mie cravatte preferite sono dovuto andare all’estero, passeggiando per Londra, per Zurigo, per Colonia… Farlo in Italia equivale a dire “ehi sono qua, venite ad infastidirmi”. Perchè in molte zone d’Italia ormai non puoi più vestire liberamente elegante solo perchè ti piace, perchè sei ordinato, perchè corrisponde al tuo modo di essere. In Italia se vesti a modo, automaticamente, a causa delle “apparenze”, rischi di far credere che sei quello che non sei o che hai quello che non hai e attiri di conseguenza le persone sbagliate.

Stiamo andando male, molto male…

Nessun gestore dello stato è così demente da non accorgersene. Portare ad un simile clima di timore ha i suoi lati positivi specialmente per quelle figure che investono. Eh già perchè la criminalità diffonde paura, paura di vivere, paura di lavorare, paura di investire sulla propria attività, paura di rischiare, incertezza sul futuro, titubanza, induce errori, induce scelte irrazionali influenzate dalla suggestione… Tutto si ferma ed un paese brillante diventa un paese in perdita che favorisce la crescita di altri paesi e di investitori che comprano ad una miseria richezze per noi inestimabili. A mio avviso non può essere un caso una simile situazione. Osservando da un lato puramente matematico infatti si evince una strategia, apparentemente caotica, in realtà ben studiata per far speculazioni di alto rango. Nessuno è così demente da non accorgersi in quale caos, indecenza e rischio continuo viviamo. Nessuno è così demente da non sapere che un tale stress incide negativamente sulla salute ed esclude numerosi innocenti da una competizione pulita, imparziale, sportiva.

Nessun dorma

Invece di essere premiato per tutto il mio impegno, fanno solo in modo che io perda tutto il prima possibile. Vergogna! Miserabili distruttori della civiltà, della libertà, dei diritti umani, dei gesti nobili, della società, del progresso, della serenità, dell’emancipazione, della voglia anche più semplice e primordiale di mettere al mondo un bambino. E tutto questo per una vile schifezza chiamata denaro e per un insano piacere chiamato potere. Schifezze in grado di annullare completamente la mente umana ed annebbiare la ragione. Chiunque siano i responsabili di questo declino: “Vergogna Miserabili!”.

Nota per gli amanti della tecnica motoristica

L’Italia è un motore che detona per un’elevato rapporto di compressione adottato senza apposite misure precauzionali e senza i corretti parametri di progetto né le apposite benzine speciali ad elevatissimo numero di ottani. Senti come romba? Senti come è compresso? Senti come scalpita? Come risponde? Sì ma appena i pistoni cederanno, la compressione passerà loro attraverso e, mentre le prestazioni caleranno bruscamente ecco che la polvere di smeriglio andrà ad intaccare le bronzine per poi arrestare definitivamente il tutto. Ed allora non solo addio prestazioni ma anche addio motore e, senza l’intervento di un motorista qualificato e senza le risorse necessarie, il motore potrà restare lì buttato, inutilizzabile. Una riparazione improvvisata non offrirà alcunché di utile se non vane ed insensate illusioni da ottimismo perso, irrazionale e privo di origine logica.

Nota di carattere melodico-socio-economico

Una melodia d’orchestra dove ogni strumento va per conto suo senza ascoltare l’orchestra stessa, e senza seguire al contempo il maestro, porterà uno sfasamento che distruggerà l’intera opera impedendole di comunicare le sue vibrazioni e con esse il suo contenuto. In Italia ognuno va per conto suo, ognuno si arrangia a modo suo, ognuno “frega” (inganna) chi può “fregare” (ingannare), ma soprattutto ognuno cerca di ottenere benefici anche se questi arrecano un danno agli altri ignorandone le conseguenze. Ma di questo parleremo in un apposito articolo sulle leggi e le regolamentazioni che mancano e sull’opportunismo di numerosi e non trascurabili consumatori che cadono sempre più di frequente nel ridicolo con gesti sciocchi che trasmettono solo il culto dell’ignoranza e zero insegnamenti alle generazioni che stanno maturando (vedi i link correlati in basso).

Nota di carattere bioestetico

Quando uno fa una vita piena di sacrifici come quella di moltissimi italiani ciò che può regalarti momenti di felicità intensa sono generalmente le piccole cose, cose che per molti altri magari non hanno alcuna importanza.
Quando anche queste piccole cose vengono a mancare ecco che si sente il marcato desiderio di fare denuncia e informare anche chi magari non ha notato certe sfumature, o non le ha vissute ancora, o non le ha comprese, o non le ha subite.
L’errore più grande che possiamo commettere è quello di ignorare le denunce altrui (l’indifferenza). Perchè quando poi lo stesso accadrà a chi se ne sarà fregato, amara sarà la solitudine nel combattere una causa inermi e soli.
Ho sempre amato ascoltare le altrui esperienze e questo, lo ammetto, venendomi naturale, è stato un gran vantaggio e una grande preparazione extra per affrontare al meglio l’imprevisto.

Conclusioni brevissime

In conclusione tutto quanto descritto in questo articolo (capitolo di libro) io lo chiamo in soldoni: La nuova frontiera del furto.

Link correlati
(in preparazione in questi giorni)

La continua lotta contro il sistema Italia: La sicurezza
La continua lotta contro il sistema Italia: La legislazione (Le leggi mancanti)
I comportamenti sconsiderati dei consumatori: Voce del verbo Arraffare
Il tuo denaro è veramente tuo? – Articolo in preparazione
Chi fa il mercato? – Parte 1: Le influenze
Funziona bene? Mandala all’estero!
Tecnologie innovative al bivio: Una riflessione diversa

Set cravatta elegante

Piccoli piaceri. Questo set mi è costato una cifra decisamente abbordabile, è di ottima
fattura e lo trovo piacevolmente e sobriamente elegante ma… non sia mai che io lo indossi
nel quotidiano, altrimenti smetto di stare tranquillo. Diciamo che una tuta da meccanico è più
adatta per non farsi fermare ad ogni angolo della strada o peggio…

Technology for Creators – Parte terza

Rubrica: Multimedia

Titolo o argomento: Contenuti digitali pensati per i nostri lettori

Di seguito la video sintesi tratta dalle riprese che abbiamo effettuato presso l’Advanced Engineering UK 2015 tenutosi al NEC di Birmingham in Inghilterra. Nella descrizione introduttiva si riporta:

La tecnologia oggi, presentata in 120 secondi. Dai sistemi di automazione, robotica e intelligenza artificiale, passando per la meccatronica, i sistemi di misura, la scansione 3d, la prototipazione rapida, il taglio laser… fino alle macchine a controllo numerico, i sistemi automatizzati di saldatura e le sfide tecnologiche del futuro.

Una breve anteprima che mostra, senza pretese, il genere di strumenti oggi a disposizione per i più creativi, per coloro che sentono di voler esprimere il proprio genio e le proprie abilità attraverso tecnologie di spessore.

Il vantaggio di girare il mondo risiede nella possibilità di poter osservare molte cose, anche le più semplici, da numerosi e differenti punti di vista. Un prodotto che può risultare un fallimento totale in Italia non è affatto escluso che possa risultare un successo colossale negli Stati Uniti o, in tutt’altra direzione, in Cina, in India o comunque in mercati che attraversano situazioni ed esigenze “differenti”. Viceversa può valere anche il contrario, un prodotto che non ha avuto successo all’estero potrebbe incontrare una larga approvazione da noi. Certo è che continuare ad osservare le cose sempre allo stesso modo non agevolerà un qualsivoglia cambiamento.

Presso l’Advanced Engineering UK 2015 è stato possibile osservare il Design, l’Ingegneria e le Tecnologie da un’angolazione diversa, non necessariamente più corretta della nostra ma sicuramente stimolante se la vostra mente è golosa di diversità, di sfaccettature, di luci e colori differenti, di modi di pensare differenti, di modi di affrontare e risolvere problemi tecnici e tecnologici (e non solo…) in modo differente.

Cliccando sull’immagine di seguito è possibile accedere direttamente al video che raccoglie alcuni dei principali clip girati in fiera (potete osservare numerosi altri spunti nella galleria fotografica del relativo articolo “AEUK 2015: Prima costruisci, poi affina i tuoi prototipi”. Abbiamo preferito evitare di condensare troppi contenuti nello stesso video cercando di stimolare e favorire l’inquadramento di dispositivi curiosi che potete iniziare ad interpretare autonomamente e per i quali potete contattarci nel caso desideriate ulteriori informazioni.

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Technology for Creators

Technology for Creators.
Video sintesi sulle principali tecnologie per la progettazione, la prototipazione
e la produzione nei più disparati settori industriali.
A cura di Ralph DTE.

AEUK 2015: Prima costruisci, poi affina i tuoi prototipi

Rubrica: Eventi

Titolo o argomento: Advanced Engineering UK 2015

Spesso negli ambienti del Design, delle Tecnologie e dell’Ingegneria a livello, per così dire, semipro (piccole e medie imprese artigiane con non trascurabili potenzialità di affermazione) chi ha un’idea su cui puntare spende molto tempo e risorse economiche anche solo per buttar giù un primo bozzetto e realizzare un primo prototipo. Poi puntualmente si rende conto che questo primo lavoro richiede numerose modifiche che non sono state previste e che sono necessariamente subentrate in un secondo momento per questioni legate alla fattibilità, al contenimento dei costi ed alla rispondenza del prodotto alle esigenze dell’utente finale. Può sembrar banale e invece sono ancora moltissime le realtà in cui si realizza un’idea che si ritiene definitiva e sulla quale poi si spendono ulteriori consistenti budget (non previsti) per riadattarla alla conformazione che la rende realmente vendibile.

Nel paese della moda, del design, dell’arte, della creatività e della tecnologia d’eccellenza, quale è l’Italia, è piuttosto difficile resistere alla tentazione di usufruire fin da subito del massimo. Rinunciare “all’immagine”, anche solo per presentare un concept, piuttosto che un vero prototipo, può (all’apparenza) risultare impossibile e comportare cupi e asfissianti indebitamenti. Il problema però è che con questo metodo molte idee finiscono con lo scomparire prima ancora di aver preso forma, esattamente come quei microscopici buchi neri che si formano nell’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra che scompaiono in un centomilionesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo perchè (in questo caso per fortuna) non vi è sufficiente energia per renderli realmente attivi e quindi pericolosi.

In altri paesi, come ad esempio in Inghilterra, aziende anche di un certo spessore, non hanno alcun imbarazzo nel realizzare prototipi iniziali con scarti di laboratorio o di officina, talvolta persino intaccati da un po’ di ruggine. Il bello poi è che questi prototipi sono quasi sempre funzionanti ed utilizzabili fin dal primo modello e, sebbene non brillino esteticamente, mostrano il fascino senza rivali di aver concretizzato un’idea con una spesa contenuta e, soprattutto, permettono di poterla utilizzare subito per vedere “che effetto fa”.

Presso l’Advanced Engineering UK 2015 che si è tenuto pochi giorni fa al NEC (National Exhibition Centre) di Birmingham in Inghilterra, ho potuto apprezzare numerosi prototipi tutti allo stato primordiale (stato grezzo) ma tutti funzionanti e già utilizzabili. Si potevano persino apprezzare veicoli (tra cui automobili e motocilci) elettrici, ibridi o ad idrogeno, costruiti su telai improvvisati ma densi di contenuto tecnico e tecnologico. Telai e scocche miste in composito e tralicci in tubi di acciaio costruiti a mano in officina anche senza ricorrere a materiali particolarmente rifiniti o a lavorazioni estremamente precise, hanno però permesso di realizzare numerose idee offrendo così, a diversificati potenziali clienti, la fondamentale possibilità di… “scegliere”. Per affinare infatti, una volta intrapresa la strada giusta, c’è sempre tempo.

Se però ora pensate che sia tutto facile, una volta deciso di realizzare più prototipi grezzi con budget contenuti (che non vi facciano sforare i limiti), sappiate che c’è sempre da fare i conti con chi osserverà il vostro prototipo. Se il vostro potenziale cliente ha una mentalità aperta e pratica potrà senza dubbio apprezzare ciò che si nasconde nella vostra idea, ma se il vostro mercato di riferimento sarà ad esempio quello italiano, viziato e straviziato dal surplus, sarà dura essere creduti ed apprezzati. Arrivati a questo punto si rimanda la miglior scelta ultima sul da farsi esclusivamente alla vostra destrezza strategica…

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Marquez VERGOGNATI

Poche parole per descrivere il comportamento più antisportivo ed immaturo di tutti i tempi, nonché una gamma largamente fornita di falsità da bugiardo d’hoc (vedasi le dichiarazioni sul rischio di morire scivolando a moto quasi ferma… “e in che modo?”, vedasi la falsa testimonianza sul calcio ricevuto, vedasi le false risposte ai giornalisti sulla condotta delle ultime tre gare, vedasi la falsa testimonianza sullo scontro con i gioralisti italiani…).

Il dizionario abbina a comportamenti simili termini quali “infantile”, “sciocco”, “risibile”.

Nella storia delle competizioni sportive un simile atteggiamento non verrà dimenticato ed immancabilmente comprometterà la sua carriera che già non sa più di granché, ha perso il sapore originale che deve avere un titolo di campione del mondo, ha perso purezza, ha perso merito.

Segnali di scarsa maturità furono già visibili nell’atteggiamento di “copiare” sorpassi (invece di inventare situazioni proprie) e nell’ “imitare” un atteggiamento gioviale non proprio.

Dietro invece si nascondeva un atteggiamento bugiardo e dispettoso proprio di bambini che stanno ancora sviluppando la maturità in età compresa tra asilo nido e scuola materna.

Non occorrono altre parole se non ricordare la gravità di quanto si è sviluppato nel motorsport negli ultimi tempi. Certo una macchia che sporca anche gli sponsor coinvolti ed una lunga, enorme, filiera di collaboratori.

Veri campioni si nasce, un imitatore di un personaggio pubblico non è il personaggio pubblico imitato. Imitare un campione non ti rende come lui ma uno che lo imita.

Cliccando sull’immagine di seguito è possibile assistere all’analisi più imparziale che si possa immaginare sulla vicenda Valentino Rossi – Altro soggetto. L’autore di tale analisi è per di più è uno spagnolo, Fonsi Nieto… certamente non una persona qualunque e non di una nazionalità qualunque. Ottima anche la riflessione fisica operata da Fonsi Nieto che afferma: E poi c’è un’altra cosa, la moto più il pilota sono 200 kg di peso, dovresti essere Conan per buttare giù una moto così con un calcio.

Mi dispiace ma in questa vicenda se c’è qualcosa o qualcuno che ha perso è lo Sport. Il titolo è stato attribuito a chi non lo merita per cui la proprietà di tale onorificienza resta di fatto riportata solo sugli annuari e nulla di più. Come a dire: non conta, mondiale fallato, non andato a nessuno. Un anno perso. Rossi resta a 9 e Lorenzo resta a 4. Il giovane goliardico invece si è autoinflitto le lesioni i cui segni permarranno nella storia dello sport per sempre, per lui un totale azzeramento di quanto fatto fin’ora. Fine dei discorsi. Non contano i numeri sugli annuari, conta quello che il pubblico ha vissuto, come si è emozionato, che sensazioni ha provato, che piacere ha tratto dall’assistere ad una competizione sportiva, che lezioni ha preso da ciò a cui ha assistito.

analisi_imparziale_vicenda_rossi_marquez

Fonsi Nieto: “E poi c’è un’altra cosa, la moto più il pilota sono 200 kg di peso,
dovresti essere Conan per buttare giù una moto così con un calcio”.

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e
Professional per i settori indicati di seguito:

Alberghiero, ristorazione e catering
(frigoriferi, cantine vini, armadi climatizzati, frigo container…)

Automotive & Automotive alternativo
(sensori di parcheggio, impianti telecamere di retromarcia, sistemi di cruise control, sistemi di preriscaldamento dei motori e degli abitacoli… prototipi di biciclette elettriche, moto elettriche, Formula SAE elettriche ed ibride…)
Veicoli speciali
(allestimento fuoristrada, furgoni, camion, moto per impieghi speciali
e per attraversare il mondo dal deserto a Caponord)
Stazioni di ricarica Aria Condizionata
(per autoveicoli, bus, veicoli su rotaia, elicotteri)
Elettronica, Meccatronica, Robotica, Automazione
(costruzione di dispositivi personalizzati per le più svariate esigenze)
Energie rinnovabili
(produzione, accumulo e gestione dell’energia)
Carpenteria metallica e lignea
(costruzione di supporti e dispositivi personalizzati per laboratori e attività professionali)
Biomedicale
(refrigerazione e trasporto campioni biologici)
Tempo libero e avventura
(tutti gli accessori di cui hai bisogno per viaggiare…)
Trasporti via terra, via mare e trasporti speciali
(dispositivi elettronici per veicoli commerciali, veicoli industriali, veicoli militari, veicoli di soccorso…)
Residenziale
(tecnologie per le abitazioni del futuro)

Servizio Vendita Assistenza Ricambi Installazione equipaggiamenti,
accessori, elettrodomestici, elettronica ed utility
per caravan, motorhome, camper barche, moto…

Frigoriferi trivalenti ad assorbimento, climatizzatori, generatori, inverter, gruppi frigoriferi, kit fotovoltaici, eBike professionali, accessori di ogni genere…

Costruzione di BICICLETTE ELETTRICHE su misura per il cliente
(eBike a basso costo ed elevata autonomia, fino a eBike
ad elevatissime prestazioni per impieghi speciali)

Motori, gestione elettronica, pacchi batterie, strumenti, accessori, componentistica, sistemi frenanti, kit, progettazione, assistenza tecnica e ricambi…

Record del Mondo di Autonomia di una bicicletta elettrica ad elevate prestazioni studiata e prototipata in partnership con Ralph DTE

“580 km con una sola carica”

Progettazione e installazione IMPIANTI ENERGETICI stand alone con sistemi d’accumulo

Espressamente dedicati per uso residenziale, commerciale, imbarcazioni, veicoli ricreativi, veicoli speciali, mezzi pesanti, fuoristrada e le applicazioni più disparate…

LABORATORI di Ingegneria dedicati:

Energetica, Tecnica del Freddo, Meccatronica, Materiali e Lavorazioni Meccaniche, Motori a combustione interna, Motori Elettrici, Prototipazione…

Aperti soprattutto durante le ferie : )

Sito web: www.berardi-store.eu
Contatti: www.berardi-store.eu/contattaci.html