Sorpresi dal contrario…

Abbiamo contattato diverse aziende

la nostra intenzione è quella instaurare curiose e intelligenti collaborazioni

Ma qualcosa inaspettatamente ci ha sorpreso… Quando qualcuno vi dissuade da idee ritenute troppo difficili da realizzare, non ascoltatelo (perlomeno non sempre). Abbiamo contattato aziende di medie e grandi dimensioni per ottenere del materiale per realizzare o completare parte dei nostri articoli. Abbiamo contattato anche piccole aziende per instaurare piccole collaborazioni che ritenevamo più sicure e delle quali davamo per scontato il successo dell’operazione. Incredibilmente le piccole aziende che abbiamo contattato non si sono nemmeno degnate di risponderci. Viceversa medie e grandi aziende, di cui parleremo in seguito su questo blog, ci hanno contattato addirittura nel giorno stesso in cui abbiamo inviato la nostra mail. E non solo! Ci hanno prontamente inviato il loro materiale (non sono trascorsi più di due o tre giorni) e ci hanno invitato a chiedere ulteriori chiarimenti qualora fossimo interessati ad ulteriori dettagli. Infine, per la nostra gioia, ci hanno invitato a visitare i loro stabilimenti. Ora, dato che siamo davvero rimasti sorpresi dal contrario di quanto ci potessimo aspettare, io penso che ci sia un pò da riflettere… o no?  Anche se le piccole imprese dovrebbero avere carte migliori da giocarsi rispetto alle grandi, rimane pur vero che alcune grandi imprese molto spesso, pur con maggiori difficoltà, se le giocano meglio.

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Guardiamo le cose sempre nella loro totalità

L’altro giorno stavo tornando a casa in moto, un’automobilista mi abbagliava con i fari che riflettevano negli specchietti. Con la mano sinistra ho coperto lo specchietto e mi sono reso conto che si tratta di una parte della moto che non curo mai. Certo di sfuggita lo guardo mentre sono per strada ma non lo osservo davvero come invece guardo la moto quando è parcheggiata.

Eppure lo specchietto è una parte fondamentale della moto, senza rischierei diversi incidenti. Appoggiandoci una mano sopra, una volta tanto l’ho guardato meglio. Ho guardato come è fatto, il colore, il materiale… Sembra assurdo ma in tanti anni non mi ero mai soffermato così a lungo nell’osservare uno specchietto.

In fondo a chi verrebbe in mente di dire: “Sono proprietario di 2 specchietti, 5 carene, 1 telaio, 1 motore, 2 ruote…” Il tutto viene raggruppato in un insieme chiamato “moto” ovviamente.

Spesso guardiamo le cose nella loro totalità e non ci rendiamo conto che anche la realtà più piccola (nel lavoro, nel commercio, nella professione, nell’artigianato…) è parte fondamentale di un sistema più grande. Un sistema che ha bisogno di quella piccola realtà per funzionare bene ma che spesso non se ne rende conto.

Altrettanto spesso siamo proprio noi che non siamo consci del fatto che la nostra realtà, seppur piccola e da noi sottovalutata, è importante. Noi siamo parti fondamentali di un paese che si chiama Italia e che senza di noi sarebbe incompleto, talvolta non funzionante.

Ci avete mai pensato? 😀

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Dimostrazione paradossale: Se tutti i piccoli negozi e tutte le piccole attività artigianali, le piccole imprese e le piccole realtà professionali chiudessero insieme per la crisi o per leggi che non le tutelano, la nazione si bloccherebbe. Lo stato dovrebbe fare a meno di tanti posti statali. La mancanza di entrate in tasse costringerebbe a controlli molto più severi alle grandi attività per compensare le perdite… Come una moto senza lo specchietto che ad una precedenza impatta su un’auto non vista, lo stato impatterebbe con la realtà con conseguenze che non so prevedere.

Cosa sono le smanie di potere?

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Smanie di potere, quando le incontriamo veramente?

Fin dalla notte dei tempi l’uomo, inteso come specie, ha sempre nutrito istinti di potere. Laddove questo desiderio è mosso da ambizioni positive per una popolazione (situazione assai rara), ben venga. E’ sicuramente un desiderio che impone parecchie responsabilità ed una vita altamente stressante.

Ma è sempre così?

Iniziamo subito con il sottolineare che quando si sta sotto padrone, come ad esempio quando da adolescente iniziai a fare il meccanico nella prima scuderia in cui entrai, la maggior parte delle volte (anche se ci possono sempre essere delle eccezzioni) è fondamentalmente giusto che si faccia il lavoro come ci viene imposto. Non essendo nostra l’attività ed avendo un titolare con le sue idee è scorretto cercare di imporgli il nostro modo di ragionare anche perchè, nel caso fossimo in errore, pagherebbe lui e non noi. D’altra parte, nel caso in cui dovessimo aver ragione, un titolare  che ci sa fare ci darà ascolto. Magari non darà la soddisfazione di dire: “Bravo, non ci avevo pensato!”. Ma almeno le cose cambieranno. Il più delle volte ovviamente non è così e si iniziano battaglie inutili e stancati contro “l’ottusità”. Se l’attività non è vostra conviene lasciar perdere queste cose e fare esclusivamente quello che viene richiesto. Oltretutto saremo anche più apprezzati. Se poi vi metterete in proprio ragionerete ovviamente a modo vostro e farete il vostro meglio. Quindi quanto appena detto non rientra nel tema che vi voglio proporre, “smanie di potere”.

Cosa si osserva in taluni soggetti?

Crescendo ho notato che diversi ragazzini che da piccoli sono stati maltrattati (subendo ingiustizie traumatizzanti) ad esempio da compagni di scuola “bulli”, conoscenti sgradevoli, famiglie dalle mentalità medioevali, insegnanti autoritari (anziché autorevoli), ecc., sfogano ed esprimono la loro frustrazione con reazioni prevalentemente dei tipi descritti di seguito:

  1. C’è il tipo che assorbe e chiude tutto in sé stesso, escludendo reazioni visibili. Sono persone che scoppiano nel momento in cui meno te lo aspetti.

  2. C’è il tipo che desidera la rivincita e si dà da fare all’infinito pur di dimostrare a chiunque che non è lo scemo preso in giro a scuola o punito ingiustamente dall’insegnante a cui stava antipatico. Molto spesso raggiunge traguardi importanti nella vita ringraziando addirittura chi lo ha “stuzzicato” dandogli la carica in più.

  3. Infine c’è il tipo che sfoga la sua ira reconda a poco a poco, con smanie di potere ed un immenso desiderio di avere tutti sotto di lui. Costui generalmente cerca di essere sempre il capo di un qualcosa anche se non gli interessa ciò di cui si occupa ma solo ed esclusivamente la sensazione di poter esercitare la sua forza su un gruppo più o meno esteso di persone. Nutre il desiderio di avere persone da comandare e stuzziacare, sfruculiare, da far sentire “inferiori” con ripetute battutine e piccole sfide quotidiane. E questo perchè è lui per primo a sentirsi tale vivendo il trauma subito solo ed unicamente come una sfortuna.
    Quando individuate persone così evitate di entrare in conflitto con loro. Sono generalmente innocue ma compiono gesti fastidiosi e soprattutto dispettosi. Il loro motto è: “Bene, non hai fatto come ti dicevo? Adesso ti faccio vedere io!” E magari vi mandano di traverso lo studio o il lavoro, specialmente se state migliorando la vostra posizione.

Come ragionano quelli del terzo caso?

Si dimenticano tutto, la coscienza non esiste, sono completamente offuscati, hanno desideri spesso sciocchi. L’ultimo che ho conosciuto così, studiava con me all’università e mi raccontava che vive in un “certo modo” facendo “certe scelte” perchè il suo scopo nella vita è di avere la villa come il tizio che sta sopra di lui gerarchicamente, con la macchinona con l’autista per darsi un tono e non perchè gli piace. Vive in funzione delle apparenze e delle scelte che può fare per essere sempre più invidiato o, spera lui, temuto. Non si occupa praticamente mai di ciò che gli piace, è frustrato sentimentalmente e professionalmente. Inoltre è convinto che studiare ad ingegneria lo farà guadagnare moltissimo. Sinceramente non comprendo soprattutto quest’ultima cosa dato che “non è affatto detto”. Non ha mai parlato nemmeno una sola volta di una sua passione o del fatto che avendo la fortuna di studiare da ingegnere può avere il privilegio di comprendere particolari e complesse teorie. Penso che questi soggetti influenzino negativamente la società e vadano tenuti lontani da posti di lavoro di responsabilità magari a capo di gruppi di persone che invece nutrono il desiderio di “far bene”. A chi ragiona in modo così strano basterebbe lasciar perdere tutte queste strambe idee e dedicarsi alle cose che gli piacciono davvero. Anche se non gli portano ricchezza… si divertirebbe da matti. Evidentemente non sa cosa si perde perchè non lo riesce a concepire, non lo intuisce in alcun modo, è troppo preso a vendicarsi ed il passato è sempre presente distruttivamente nella sua mente. Non comprende come non essere investito di particolari ruoli di potere e passare invece la sua giornata tra persone care e coltivando passioni sensate, lo possa rendere sereno… anche con meno denaro.

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Vincere 100 milioni di Euro al superenalotto

Diciamoci la verità…

…con chiunque parlo, dei progetti e delle cose che si farebbero, se si vincesse al superenalotto mi sento rispondere la stessa cosa. In sintesi la gente comprerebbe ville a destra e a sinistra, decine di supercar, acquisterebbe una montagna di oggetti futili e insensati, lussi sfrenati, alberghi e ristoranti ogni giorno in diverse parti del mondo e chi più ne ha più ne metta…

Con chiunque ho parlato, non ho sentito parlare in modo MODERATO di cambiare sì la propria vita, ma sfruttando anche un’opportunità così rara per cambiarla nel miglior modo possibile e soprattutto cambiando anche quella di altre persone. Ho visto solo egoismo puro e desideri sciocchi. L’unico caso che si salva è quello di un mio caro amico che si darebbe alla pazza gioia ma almeno  ha pensato bene di ricordarsi una serie di persone che aiuterebbe volentieri. Ma lui è uno. La massa non farebbe nemmeno quello. La massa tenderebbe a fare quello che critica negli altri.

Ossia la massa, se vincesse, diventerebbe come le persone che spesso condanna. Di questo comportamento socio culturale (ma anche di molto di più…) parlerò in uno dei libri che sto scrivendo ma fino al suo completamento non svelerò nulla.

E poi, diciamoci la verità: “100 milioni di Euro non ci servono”. Se ci servissero realmente sarebbe impossibile vivere adesso che conduciamo una vita più o meno normale…

Sarebbe intelligente invece moderarsi e puntare a fare grandi cose, certo bisogna avere una bella mente e grandi doti ma non sarebbe male:

  1. Aprire nel giro di poche settimane un centro specializzato nei prestiti agevolati che i giovani imprenditori faticano ad avere dagli enti preposti nonostante le brillanti idee che hanno. Si potrebbe fare in modo che le regole del prestito siano talmente agevolate da permettergli di rimborsare il prestito in intervalli di tempo tali da non penalizzare l’avviamento dell’attività. L’interesse da pagare potrebbe essere proporzionato al capitale netto ottenuto negli anni in cui ci si impegna a restituire il prestito. Qualora l’attività non andasse bene sarebbero tenuti a restituire solo il capitale preso in prestito privo di interessi ma con il valore proporzionato agli indici di potere di acquisto e all’inflazione dell’anno in corso.

  2. Si potrebbero realizzare dei corsi di formazione gratuiti sulle miriadi di tematiche che possono interessare i giovani volenterosi di oggi. Che sia un corso di falegnameria,  di saldatura, di carpenteria, di barman, di idraulico, di commercio, di  imprenditoria, di specializzazione nelle libere professioni. Insomma un completamento alla formazione scolastica con i concetti chiave che servono ai giovani per “vivere” al meglio le loro opportunità, la loro vita.

  3. Si potrebbero aprire particolari impianti sportivi come ad esempio quelli per esporre teoria e pratica della guida sicura su strada e perchè no, della guida veloce in pista. Ci sono molte scuderie che si sbattono per realizzare simili progetti ma non trovano mai appoggio da nessuno né tantomeno fondi… Eppure in una nazione che si basa più sui motori che altro come l’Italia… non guasterebbe.

  4. Si potrebbe fare in modo che questa volontà di puntare sui giovani fosse aiutata dallo stato fino ai singoli comuni. E’ ovvio che per mettere in atto un valore aggiunto a livello nazionale, devi avere il supporto dello stato sia per dividere le spese sia per questioni di permessi ecc.

  5. Se avessi la fortuna di vincere aprirei tutte le imprese che ho in mente e ci metterei a lavorare diverse persone con uno stipendio basato su valutazioni… Più sei bravo, più l’impresa va bene per merito tuo e più è alto il tuo stipendio. Credo che sia un modo per incoraggiare le persone e per coinvolegerle nel lavoro che amano e che spesso sanno fare meglio del datore di lavoro.

  6. Si potrebbero fare vere donazioni consegnando di persona a chi si interessa di salute e ricerca un contributo in attrezzature acquistando personalmente ciò di cui hanno bisogno ed assicurandosi che realmente lo abbiano.

 Quante altre idee avete? 😀 Chi più ne ha, più ne metta!

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La malattia dell’ultimo modello

L’ultimo modello è davvero sempre il migliore?

Ma soprattutto…

è sempre necessario possedere l’ultimo modello

di un prodotto?

Tra le strategie dell’ottimizzazione la risposta che si nasconde è: “NO”! Vi sono casi in cui acquistare il penultimo modello di un prodotto può rivelarsi una scelta vincente.

Il computer

Potrebbe essere il nostro caso quando ad esempio ci ritroviamo a necessitare di un nuovo computer per lo studio tecnico. Nel momento in cui stiamo lavorando per raggiungere un particolare obiettivo postoci mesi fa, come ad esempio la realizzazione del modello 3d di una vettura da corsa che abbiamo disegnato, ci poniamo la domanda:

“Ci occorre realmente l’ultimo modello di Computer Super Potente dato che alcuni mesi fa consideravamo il precedente modello persino superiore alle nostre esigenze?”

Ovviamente immaginate la risposta da soli… un bel no grande come una casa. Sono molto rare le persone che hanno realmente bisogno dell’ultimo software per la realizzazione di modelli 3d ed il relativo computer adeguato al calcolo. Sono rarissime le persone che acquistano un software per la realizzazione dei modelli 3D e che lo sfruttano realmente al limite fino a provare il desiderio di avere nuove funzioni… Come si spiegherebbe altrimenti il fatto che ci è capitato di vedere lavori  a dir poco magnifici fatti da persone realmente esperte nell’uso di un famoso sotware di modellazione 3D con una versione molto più vecchia di quella attuale. Lavori addirittura migliori di quelli che molti utenti che operano nel settore riescono a realizzare con la versione più aggiornata. Evidentemente come abbiamo illustrato anche nella nostra rubrica “Portare al limite una compatta digitale”, sono molte le tipologie di prodotto che acquistiamo senza poi sfruttarne le reali potenzialità.

Il risparmio in questo tipo di scelta ci ha dato un vantaggio notevole: la possibilità di spendere soli 1000 Euro circa per un computer usato che nuovo e nell’ultima versione ne costa addirittura 3000. La nostra esigenza viene più che soddisfatta. Un tale computer è comunque superiore alle nostre esigenze e l’assenza del desiderio dell’ultimo modello ci da un vantaggio enorme.

E la differenza di calcolo?

In molti casi le differenze ci sono e sono così modeste tra un modello ed il successivo, da non giustificare affatto 2000 Euro di spesa che sarebbe andata persa nel giro di pochi mesi. Eh già perchè… anche il nuovo modello tra qualche mese si svaluterà. Portare al limite quel poco che si può avere a disposizione, in taluni casi, aguzza pure l’ingegno regalando risultati che possono essere persino superiori…

Va poi considerato che la stragrande maggioranza delle aziende produce un nuovo modello di un prodotto, che sia migliore o meno del precedente, per ben chiare ragioni:

Proporre sempre materiale nuovo per dimostrare che si è al passo con i tempi e competitivi sul mercato. Si può oltretutto dimostrare di avere molte idee e di essere molto produttivi. Insomma si può riuscire a dare un’idea forte del proprio potenziale.

L’automobile

Spostandoci letteralmente su un’altra tipologia di prodotto, “l’automobile” sono tantissimi i casi (sarà capitato anche a voi di constatarlo) in cui il meccanico esperto dell’officina autorizzata della vostra concessionaria preferita non gira con l’ultimo modello di vettura pubblicizzata perchè ritiene tecnicamente migliore il modello precedente. Trova che gli dia meno problemi, che le scelte tecniche siano più intelligenti.

A volte si realizzano nuovi modelli di automobili per andare incontro alle esigenze di utenti che in fin dei conti non sono esperti per cui preferiscono avere cruscotti muniti di prese usb, bluetooth, massima interattività piuttosto che un migliore assemblaggio della carrozzeria, una migliore verniciatura, un migliore cambio o altro ancora… Le case costruttrici propongono così nuovi modelli per assecondare le richieste dei clienti a prezzi vantaggiosi e questo porta le aziende a risparmiare su “altro”…

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Infine…

…Solo due esempi sono stati sufficienti per comunicarvi un messaggio in questo caso. Due esempi forti ormai alla base della nostra cultura: il mondo digitale e l’automobile. Continuare sarebbe stato noioso, il concetto è chiarissimo: Valutare bene, quando si compie un acquisto, di cosa abbiamo realmente bisogno. Il denaro risparmiato potrà alimentare (parlo a livello professionale/lavorativo) altre vostre esigenze… 😀

Padre e Figlio -1-

Ma quando vi ricapita di vedere una cosa così?

Trovandoci nella società delle contraddizioni è facile, sempre più facile, trovare figli che se vedono fare una cosa ai genitori, devono fare il contrario… Sempre e solo il contrario. Perchè noi giovani siamo moderni, siamo diversi, abbiamo nuove esigenze, siamo innovatori e contraddiciamo… Certo come no. E’ questa la strada giusta, la strada verso il fallimento di una intera società.

Ma guardate come nel video, il figlio guarda il padre con ammirazione e come il padre risponde con uno sguardo di pieno orgoglio…

Quando c’è questo c’è tutto.

La società viene su sana come una piantina ben curata.

Al contrario oggi sempre più spesso vedo esempi (avendo la ragazza che fa anche la catechista) di genitori completamente disinteressati ai figli, alle loro esigenze, ai loro sogni. Genitori che pensano di essere stati bravi solo perchè hanno dato la punizione per un voto basso e hanno tolto il computer ai figli per una settimana. Genitori con i paraocchi, genitori delusi, genitori che hanno smesso di sognare e spengono quotidianamente anche i sogni dei figli.

Li capisco, anche io a volte smetto di sognare venendo a sapere che nella città dove vivo la delinquenza è notevolmente aumentata ma in giro non si sa solo perchè non se ne parla, non fa notizia… Eppure la preoccupazione, anche se ho solo 29 anni, c’è.

C’è perchè quando ero bambino ci scorazzavo tranquillo in bicicletta nel mio quartiere ma se un domani avrò un figlio… forse non lo potrà fare, visto che volano coltellate per sottrarre un ipod ad un sedicenne e perchè vengo a sapere che gli stranieri sguazzano nel crimine in Italia perchè qui tutto è consentito o tutto funziona male o… non lo so.

Io non so perchè l’Italia è come un genitore che non sa stimolare i propri figli, non sa farli sognare, impegnare… Non lo so ma me ne dispiace tanto.

Mi impegno molto per far crescere questo blog e poi… e poi un domani mi daranno una coltellata per togliermi la macchina sportiva e, fatiche di anni, non saranno servite a nulla.

Ma la vogliamo rimettere in piedi questa nazione? O continueremo a stare dietro a ciò che fa o non fa notizia? Mi è bastato parlare con un amico che fa il poliziotto per sapere che di quello che succede realmente nella città dove vivo i media non ne parlano affatto. Ma perchè? Allora  a cosa servono? Solo per rompere i maroni con i reality? Cittadini e cittadini che pensano ad una città tranquilla finché il dramma non capita a loro. Ma loro non potevano immaginare, non sapevano…

Ci vuole che chi è adulto faccia l’adulto e che i giovani possano sognare… e piano piano una nazione si riaddrizza.

E’ bello pagare le tasse solo in un caso: Quando lo stato si prende cura di te.

Continua…

Le vuoi storiche?

Parlando con Federico, un mio amico Designer Industriale, argomentavamo circa il prezzo di mezzi d’epoca e, per riassumervi la conversazione, abbiamo distinto in particolar modo quattro differenti casi nei quali spesso ci si imbatte quando si decide di acquistare un mezzo d’epoca.

Usato d’epoca sul quale si specula.

Tipico usato che ha scarso valore ma che viene venduto a prezzi improponibili per i più variegati motivi: mode, film che l’hanno abbondantemente pubblicizzato, o ancora per il semplice motivo: “Non è bello ciò che è bello, ma ciò che piace agli altri”. Argomento trattato anche da noi, clicca qui.

Non mancano poi i casi in cui comitive di persone si mettono d’accordo pubblicando di punto in bianco sui siti di vendite online, diversi annunci a prezzi esorbitanti di uno stesso prodotto. Così da infondere la credenza che quello sia il prezzo di mercato. Trovata a dir poco geniale. Ma ecco come scoprire il trucco. Vai semplicemente in edicola e acquista autorevoli riviste di auto/moto d’epoca per sapere il valore reale e poi confrontalo con il prezzo trovato online. Infine domandati valutanto la tecnica del mezzo scelto: vale la pena spendere così tanto su un mezzo difettoso, tecnicamente inefficiente, del quale non trovi i ricambi se non a prezzi spasmodici? Oppure è meglio sceglierne un altro più valido anche tecnicamente?

Usato d’epoca di lusso

Ovvero tutti quei mezzi che indipendentemente dal valore tecnico sono fortemente desiderati. In questo caso l’opinione che se ne ha è prettamente soggettiva. Sono quei casi in cui una critica può fortemente ferire l’orgoglio del possessore. Nessuno meglio di lui sa cosa prova per quel particolare veicolo… Il più delle volte nemmeno il proprietario riesce a spiegarlo. Si tratta di pezzi molto particolari. Il cui valore si alza notevolmente per la forte, immensa richiesta e desiderio di possedere una vettura o una moto che era già nata con l’intento di non essere per tutti.

Usato d’epoca di validità tecnica

Ne fanno parte tutti quei pezzi passati alla storia per delle particolari scelte tecniche che hanno aperto un’era. Ne sono un tipico esempio (anche se esagerato) le prime formula 1 a effetto suolo.

Usato d’epoca di validità storica

Caso a parte è quello di chi compra un pezzo storico per metterlo in salotto proprio per ricordare la storia del progetto. In tal caso spendere cifre cospicue anche se si tratta di una meccanica poco valida, acquista sicuramente più senso. Un tipico esempio, dice Federico, è la Vespa sulla quale fu montato un cannone in tempi di guerra. Non ci andrete a fare la spesa, quindi il problema ricambi, costi, validità tecnica non sussiste.

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Bellezza, moda o validità del prodotto?

Scegliete voi naturalmente.

Ogni veicolo è una storia a sé; la situazione varia da caso a caso, chi intende effettuare un acquisto dovrebbe stare attento e condurre una buona indagine sul prodotto per capirne i reali motivi dell’elevato costo e giustificare a sé stesso la validità della sua scelta.

Le aspettative degli studenti

Interessante sondaggio

condotto da “trendence”

In 20 paesi europei trendence ha chiesto agli studenti di 550 Università le loro aspettative circa il lavoro e in primis sull’Università che sceglieranno o hanno scelto.  I paesi in questione sono: Austria, Belgium, Czech Republic, Denmark, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Ireland (Republic), Italy, Netherlands, Norway, Poland, Portugal, Slovakia, Spain, Sweden, Switzerland and the United Kingdom. Dal sondaggio condotto nel 2008 è emerso che oltre il 10% degli studenti universitari di ingegneria ad esempio, sceglie ancora la facoltà più vicina a casa. Fortunatamente oltre il 70% degli studenti sceglie in base ai contenuti delle materie trattate.

A sorpresa, un dato che non sempre ci si può aspettare, quasi l’80% degli studenti si informa prima sulle capacità dei professori che tengono i corsi e sceglie il corso di studi anche in base all’ aspettativa di partecipare ad ottime lezioni, chiare e ben spiegate. Notevole!

Ma vedremo nel file scaricabile qui in basso come non manchi una buona percentuale di giovani che scelgono in base all’interazione tra università e industria ed in base alla qualità delle infrastutture universitarie… Se siete interessanti al sondaggio godetevi la lettura del file che segue : )

Scarica il file pdf con tutti i dati inerenti le risposte degli studenti di 550 Università presenti in 20 paesi Europei.

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Nelle tabelle presenti a pagina 4 e pagina 5 del file pdf sarà interessante il confronto tra le scelte degli studenti di diverse nazioni. In Italia solo il 26% degli studenti sceglie l’università valutando anche la sua reputazione, mentre in Irlanda, Grecia, Ungheria, Belgio, arriviamo ad oltre il 60% degli studenti che ritengono importante questo fattore. In Francia lo è addirittura per il 70% degli studenti…

Pura e semplice follia?

Un esempio più che mai attuale di una persona imprevedibile.

Si tratta di un ingegnere elettronico, ha un lavoro facoltoso in una azienda che si occupa di marketing e un sogno totalmente incongruente con i suoi studi: Divertire e Divertirsi.

Lui per inseguire questo sogno è disposto a lasciare il suo lavoro. In pochi avrebbero il coraggio di farlo, specie al giorno d’oggi.

Infondo il problema che spesso ci affligge è la paura del cambiamento.

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia, non sa quello che trova…

Quanto siamo disposti a rischiare per svoltare la nostra vita?