Costruire gli interni con mattoni in legno

Rubrica: Esisteranno materiali alternativi al cemento?

Titolo o argomento: Costruire idee con mattoni a incastro in legno

Reduci dal SAIE 2010 di Bologna, la fiera dedicata all’edilizia ed all’architettura, siamo rimasti indubbiamente colpiti da un prodotto in particolare che continua a balenarci nella mente. Un prodotto o, meglio, un’idea che ha dato vita ad un prodotto davvero curioso e a nostro avviso tanto interessante quanto bello: il mattone in legno della falegnameria Martinelli di Camaiore (LU).

Se da piccoli siete rimasti colpiti dalle costruzioni e da ciò che con esse potevate costruire sfruttando la vostra fervida fantasia, non potete restare indifferenti davanti all’opportunità di utilizzare un materiale caldo e raffinato come il legno per personalizzare i vostri ambienti preferiti.

Una soluzione calda, bella, leggera e robusta che arreda e che non ha il sapore fittizio degli elementi simili realizzati in materiale plastico o in poliuretano. Una soluzione che sa di vero e che si guadagna con merito gli ambienti della casa, dell’ufficio, dello studio o ancora di un bar, un pub, un ristorante e, perchè no… di un’enoteca.

Sei sei un designer, un arredatore o semplicemente uno scaltro hobbista, visita il sito: www.bloccoarreda.it

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Grazie alle diverse forme e curvature puoi realizzare infinite composizioni. Robustissime.

Ecco a voi il cemento trasparente

Rubrica: Esisteranno materiali alternativi al cemento?

Titolo o argomento: Il cemento trasparente

Il cemento può diventare trasparente? Certamente, legandolo con particolari resine e un impasto di nuovissima concezione, consente di realizzare pannelli solidi e isolanti ma allo stesso tempo in grado di far filtrare la luce. I.light® è il nome del nuovo “cemento trasparente” utilizzato per la realizzazione del Padiglione italiano a Shanghai per l’Expo.

Il materiale è stato messo a punto da Italcementi proprio per l’edificio che ospita la presenza dell’Italia in Cina durante i sei mesi dedicati all’esposizione internazionale.

Il nuovo prodotto garantisce la trasparenza miscelando, secondo un’innovativa formulazione, cemento e additivi i quali, grazie ad una straordinaria fluidità, legano una matrice di resine plastiche in un pannello che unisce alla robustezza caratteristica del materiale cementizio la possibilità di far filtrare la luce dall’esterno verso l’interno, e viceversa. Le resine, opportunamente inserite in questo particolare impasto, hanno delle prestazioni di trasparenza migliori delle fibre ottiche sperimentalmente utilizzate finora in questo campo. Cosa ancora più importante: costano molto meno, consentendone l’applicazione su larga scala.

Per il padiglione italiano a Shanghai (destinato all’Expo) sono stati utilizzati ben 3.774 pannelli, realizzati con l’impressionante massa di 189 tonnellate di “cemento trasparente”. Questi ricoprono una superficie complessiva di 1.887 metri quadri, circa il 40 per cento del totale del Padiglione e creano una sequenza di luci e ombre sempre variabile durante la giornata. In futuro questo materiale verrà utilizzato come componente architettonica per l’internal lighting (tecniche di ombreggiamento/diffusione della luce).

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Impianti fotovoltaici: ricavare energia dalle tende fotovoltaiche

Rubrica: Impianti fotovoltaici

Titolo o argomento: Tende fotovoltaiche

Se fino a pochi mesi fa per noi il termine fotovoltaico significava abbinare all’abitazione un costoso e poco convincente (dal punto di vista estetico) impianto formato da pannelli, staffe e supporti da fissare sul tetto… ecco che qualcosa sta per cambiare.

Non solo i prezzi degli impianti fotovoltaici sono scesi drasticamente (con particolare riferimento all’anno 2008), non solo si sono evoluti al punto di avere supporti a forma di coppo per la perfetta integrazione con il tetto, non solo si è arrivati alla possibilità di montarli sulle facciate dei condomini, non solo si sono assottigliati grazie agli abbondanti studi condotti dai tedeschi sulla tecnologia thin film (vedi i link correlati in basso), ma siamo arrivati persino a cambiare dimensione… uscire dalla logica del solido pesante, ingombrante, talvolta antiestetico che invade il tetto, per arrivare -finalmente- ad avere un motivo in più per abbellire un’abitazione: siamo arrivati alle Tende fotovoltaiche.

Si possono installare in casa come normali tende, si possono aprire e chiudere come normali tende ma si mostrano anche come la soluzione migliore per realizzare piccoli grandi portici,  pergolati, gazebi, serre, coperture da porre sopra l’arredo in giardino, su terrazzi e balconi, sulle vetrine dei negozi (sia in interno che in esterno), nel parco sotto casa, sui posti auto al mare…

Mai stato facile come ora produrre energia in modo “bello” oltre che pulito. Questa tecnologia non è ancora disponibile in commercio e bisognerà attendere un pò, come per tutte le nuove tecnologie inizialmente sarà molto costosa ma si pensa che già nel giro di 3 anni il suo prezzo possa calare drasticamente al punto di costare poco più di normali tende ma con la differenza che per queste saranno previsti incentivi dallo stato.

Ora immaginiamo proprio che i comuni dovranno finalmente ridurre l’enorme mole di inutile burocrazia a vantaggio delle famiglie che vogliono “coprire” una parte di giardino o un posto auto!

Note

La scienza che ha permesso di ottenere un simile risultato si chiama: Nanotecnologia OPV (Organic Photovoltaics).

Link correlati

Fotovoltaico – Thin Film

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Image’s coyright: cityproject.it

Cohousing

Cos’è, vantaggi, svantaggi

E’ stato inventato in Danimarca 50 anni fa, oggi è riproposto come una delle più recenti novità dal mondo dell’edilizia. Si tratta della possibilità di poter condividere con i tuoi vicini spazi condominiali per il tempo libero, l’hobbistica, lo svago e persino per piccole attività lavorative. Questo significa che oltre alla normale abitazione privata (che rimane ovviamente più che indipendente per ogni famiglia), vi sono una molteplicità di spazi di cui tutti possono usufruire:

  • Palestra
  • Piscina
  • Internet café
  • Biblioteca
  • Orto botanico
  • Stanze ospiti
  • Laboratorio per il fai da te
  • Cucine
  • Spazi gioco per bambini e ragazzi

Il vantaggio sta non tanto nel fatto di far scendere i costi iniziali di un progetto abitativo (anzi questi possono persino salire: gli impianti qualcuno dovrà pur pagarli), bensì di far scendere i costi della vita giornaliera nella quale paghiamo tutta una serie di servizi che invece possiamo ritrovarci sotto casa ed in modo “quasi” gratuito a patto di dividerli con tutti gli altri condomini.

Ho detto “quasi gratutio perchè: primo, esiste sempre il costo iniziale diviso tra tutti gli acquirenti degli appartamenti; secondo, esiste sempre la manutenzione periodica di tali impianti.

Se il cohousing prevedeva la presenza dalle 20 alle 40 unità abitative con servizi in comune, di recente si è arrivati a soluzioni con persino 60 appartamenti che oltre alle singole abitazioni dispongono di orto e frutteto…

Saranno scongiurate le spese mensili per chi va in palestra o in piscina ma sarà facile mettere d’accordo 60 famiglie su varie tematiche? Generalmente assistiamo a vere e proprie lotte condominiali quando si è anche solo in 6-7 condomini… Quello che manca veramente in Italia non sono idee come questa da portare avanti, ma l’educazione che vi vuole per saperle vivere 🙂

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Eco incentivi e semplificazione pratiche edilizie

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 marzo 2010 il DECRETO-LEGGE 5 marzo 2010 n. 40 riguardante tra le altre cose:

Art 4: un fondo per il sostegno  della  domanda  finalizzata  ad  obiettivi  di efficienza energetica, ecocompatibilita’  e  di  miglioramento  della sicurezza sul lavoro, con una dotazione pari a 300  milioni  di  euro per l’anno 2010.

Art. 5: possibilità di eseguire determinati interventi  senza  alcun  titolo abilitativo, tra questi: interventi di manutenzione straordinaria, manutenzione ordinaria e opere temporanee nell’osservanza comunque delle regolamentazioni regionali o comunali vigenti e nel rispetto delle altre normative di  settore aventi incidenza  sulla  disciplina  dell’attivita’  edilizia  e,  in particolare, delle norme  antisismiche,  di  sicurezza,  antincendio, igienicosanitarie,  di  quelle  relative  all’efficienza   energetica nonche’ delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali  e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.  42.

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Tecnologia ad infrarossi per l’edilizia

I problemi edili sono spesso nascosti e quasi impossibili da individuare. Grazie alla tecnologia ad infrarossi è però possibile rilevare rapidamente sprechi energetici, infiltrazioni, fuoriuscite d’aria, umidità, isolamento non corretto e problemi elettrici.

La tecnologia moderna infatti mette a disposizione un particolare strumento in grado di rilevare tutti gli inconvenienti appena elencati, si tratta della “termocamera ad infrarossi“. E’ in grado di fare un’ispezione non distruttiva dell’intera abitazione in ogni punto, anche il più difficile da raggiungere. Non distruttiva significa che tramite gli infrarossi è in grado di vedere attraverso i muri, (senza dover effettuare lavori a “caso” con gli ingenti problemi che ne conseguono in termini di spesa, di tempo e calcinacci inutili) e rilevare il calore emesso verso l’esterno dall’abitazione. Ma non solo…

Gli strumenti più moderni della categoria sono in grado di generare automaticamente un report in pdf con le immagini e i dati da voi rilevati, sono inoltre in grado di farvi realizzare delle annotazioni vocali e di collegarsi in wireless al computer per il download di tutti i dati. Nulla sfuggirà ad un vostro attento controllo.

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Nell’immagine è possibile osservare un tecnico che effettua un rilevamento
delle aree di un edificio dal quale fuoriescono quantità eccessive di calore.
In Rosso ovviamente le zone che lasciano passare abbondanti quantità di
calore e in blu le zone che non manifestano dispersioni energetiche.
Immagine tratta da una ricerca sul web. Se siete i proprietari del diritto d’autore dell’immagine,
potete chiederne la rimozione o indicarci il copyright da specificare. Image taken from research
on the web. If you own the copyright of the image, you can request its removal or indicate the
copyright to be specified.

Non lasciate il mondo agli stupidi: Pannelli solari Thin Film

Rubrica: Impianti fotovoltaici; Ci sono un italiano uno svizzero e un tedesco -3-

Titolo o argomento: Pannelli fotovoltaici di nuova generazione “Thin Film”

Non lasciate il mondo agli stupidi, un titolo forte, ma non è venuto in mente a me. Si tratta dello slogan pubblicitario di un’imponente azienda tedesca che produce i pannelli solari di nuova generazione: “Thin film”. Sono pannelli ultrasottili con rendimenti ancora più elevati dei tradizionali in commercio di questi tempi. Costano oltre tre volte meno, si installano con una facilità estrema  e non necessitano nemmeno di una vite per essere montati.

In Germania continuano a darsi da fare verso la direzione delle energie rinnovabili. Si danno da fare e ottengono grandi risultati. Nel giro dei prossimi 4 o 5 anni non dipenderanno più da altri paesi per il fabbisogno energetico. I governi e gli schieramenti  tedeschi dell’uno e l’altro lato si sono incontrati in pieno accordo per favorire questo sviluppo. In Germania una legge chiarissima di sole 10 pagine illustra tutte le regole e le modalità da rispettare, in Italia oltre 17 leggi non riescono a comunicare nient’altro che confusione.

Ad un importante convegno internazionale per la presentazione dei nuovi pannelli solari “Thin film” indovinate quale paese mancava? L’Italia. Nessuno si è presentato per rappresentare la nostra nazione. Ci sarei andato volentieri io 😀

Giappone, Germania, Francia, Olanda, Stati Uniti, Austria… e chi più ne ha più ne metta, tutti interessati ai nuovi pannelli solari “Thin film”. La principale azienda tedesca che li produce è passata in breve da pochi milioni di euro l’anno di fatturato a ben diverse centinaia di milioni di euro. E tutto questo nonostante la crisi. Il settore delle energie rinnovabili è in crescita ovunque… tranne che in Italia.

E le famiglie italiane interessate al solare che cosa hanno incontrato? Ovviamente BUROCRAZIA, BUROCRAZIA, BUROCRAZIA… Decine di carte, permessi, bollettini, marche da bollo e DIA per cosa? Per cercare di dare un mondo migliore e più pulito alle prossime generazioni. In Germania non occorre alcun permesso e nessuna spesa oltre ai pannelli stessi. Che bellezza.

Possiamo vincere tutti i mondiali di calcio che vogliamo ma altri paesi del mondo sono in grado di vincere partite che faranno vivere il pianeta e i nostri figli. Non credo sia proprio la stessa cosa.

Link correlati

Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco – 1
Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco – 2
Ci sono un italiano, uno svizzero e un tedesco – 3

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In Germania il mercato del fotovoltaico da posti di lavoro a centinaia di persone in più al mese, offre risparmi allo stato quantificabili in miliardi di euro l’anno di energia non più acquistata all’estero, riduce in modo massiccio l’immissione di anidride carbonica nell’aria.

Risparmio energetico – Efficienza dei LED

Una nota casa produttrice di lampadine ha condotto uno studio interamente basato sull’analisi del ciclo di vita (LCA) dei led e lo ha messo a confronto con quello delle normali lampadine. I calcoli includevano anche l’energia utilizzata durante il processo produttivo. E’ inevitabilmente emerso che i LED godono di una netta maggiore efficienza anche tenendo conto dell’energia assorbita per produrli.

Il responso ha messo in evidenza che nel corso del proprio ciclo di vita, dalla produzione all’utilizzo, le lampadine a incandescenza (ovvero le tradizionali lampadine di sempre) assorbono ben 5 volte l’energia utilizzata dalle lampade fluorescenti compatte CFL (ovvero le lampade più conosciute come “a risparmio energetico”) e dai LED.

E’ emerso che sia le lampagine a risparmio energetico che quelle a LED utilizzano nel corso della loro vita utile meno di 670 KWh (chilowatt ora) mentre le normali lampadine ad incandescenza si spingono ben oltre i 3.000 KWh (circa 3.300 KWh) con un risparmio che raggiunge lo spaventoso valore dell’80%.

Le case produttrici di questa ormai nota tecnologia dichiarano di poter migliorare ancora i rendimenti dei sistemi di illuminazione a LED e non hanno incertezze nell’affermare la possibilità di raggiungere un rendimento 6 volte superiore a quello delle lampadine ad incandescenza.

Ricordiamo che oltre il conteggio energetico che va dalla produzione all’uso di lampade a led si è tenuto conto anche delle varie emissioni prodotte dai gas serra, il potenziale di pioggia acida, l’eutrofizzazione ed il rilascio di componenti chimici pericolosi. I LED rientrano efficientemente nei requisiti degli standard internazionali ISO.

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Simili sistemi di illuminazione sono consigliati soprattuto in negozi e locali pubblici dove i faretti alogeni portano i consumi letteralmente alle stelle.

Icebox – Struttura in legno per realizzare un negozio

Rubrica: Esisteranno materiali alternativi al cemento?

Titolo o argomento: Icebox – Struttura in legno per il negozio

Icebox e’ un particolare progetto di una struttura interamente realizzata in “legno” destinata ad uso laboratorio per la produzione del gelato con area vendita. I vantaggi indiscussi del progetto sono:

Un’elevata velocità di esecuzione del progetto.
Alta resa energetica.
Ecosostenibilità.
Utilizzo di un materiale caldo, accogliente, bello.
Elevata sicurezza in caso di sismi.

La struttura è posata su plinti ed è sollevata di 50 cm dalla strada; il piano di calpestio è costituito da un solaio con struttura in legno. La soletta rialzata diventa parete e poi, senza discontinuità, forma la copertura della struttura che sarà realizzata con pannelli in legno con isolante e impermeabilizzante. Il legno non è in vista ma, una volta isolato termicamente, viene rivestito con intonaco, elemento tradizionale dell’architettura padano-veneta. La parte piu’ chiusa, quella della produzione, dialoga con le ampie vetrate del lato vendita che guardano verso la campagna circostante e la vegetazione preservata sul retro.

La lunga rampa raccorda gli elementi divenendone essa stessa componente eccezionale. In un luogo di distratto e rapido attraversamento il colore gioca un ruolo essenziale: l’arancione della parete in contrasto con il grigio della pavimentazione e il crema della “C” pavimento-parete-tetto, attrae senza bisogno di ulteriori inutili richiami percettivi.

Progettisti: Navarrini Architetti e Associati.

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