Riciclo il mio hardware, anzi quasi quasi ci faccio un bijoux

Rubrica: Arte e rifiuti, un accostamento possibile

Titolo o argomento: Hardware e Bijoux

Se nel precedente articolo di questa rubrica vi aveva stupito una bellissima borsa fatta con le cinture di sicurezza delle auto demolite, beh allora non è da meno l’idea di una giovane ragazza che, osservando i pezzi di computer, lettori mp3 e oggetti informatici di vario genere, ha ben pensato di trasformarli creativamente in qualcosa di più di un semplice inutile oggetto da buttare. Li ha trasformati in bijoux.

Non male l’idea di usare i pulsanti di vecchie tastiere per ricavarne i rivestimenti per bracciali e girocolli… altrettanto interessante la proposta di orecchini e collanine rifinite con auricolari e connettori. L’ennesima dimostrazione che la fantasia non ha limiti e che spesso buttate nella spazzatura oggetti che, utilizzati secondo un’altra logica, è proprio il caso di dirlo: valgono oro. 😀

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Quando si anticipano troppo i tempi…

… Si può persino avere un effetto opposto al successo.

Negli ultimi 20 anni ho notato e talvolta vissuto in prima persona un insolito effetto negativo che può subire chi ha la capacità di guardare avanti. Ho notato come spesso sia utile pensare al futuro, studiare un’innovazione e, allo stesso tempo, lasciarla ferma lì per il semplice motivo che se la gente non è ancora pronta per un nuovo concetto di una qualunque cosa… lo rifiuta. Il “bello” è che ciò che è troppo innovativo ed ancora poco concepibile viene visto come un qualcosa che non porta alcun vantaggio, che non serve. Questo solo perchè non lo si conosce realmente, non se ne apprezzano le caratteristiche e non si è in grado di guardare avanti come chi ha ideato tale sistema, oggetto, meccanismo, logica o quant’altro.

Guardare avanti può essere un prova dura che pone dei vincoli rigidissimi a chi invece avrebbe una voglia (pari a quella di un bambino) di mostrare a tutti la sua nuova proposta. Bisogna altresì essere abili strateghi, saper attendere e, nel frattempo, evolvere persino nuove versioni delle proprie idee attendendo con parsimonia il momento giusto… il momento in cui il destinatario dell’idea, chi ne usufruirà, sarà pronto ad accettarla. Un momento che potrebbe persino non arrivare mai.

Così per assurdo, in passato, sono stati messi in commercio prodotti dei più svariati settori che non hanno avuto il reale successo che meritavano perchè troppo innovativi e non ancora accettati da chi avrebbe potuto farne uso. Non parlo per forza di idee chissà quanto complicate. Oggi potrebbe proprio essere il momento giusto per rispolverare dal passato cose di cui, specie in tempi di crisi, potremmo avere bisogno.

Note

La Renault come tantissimi altri conosce bene il meccanismo sopra citato e lo utilizzò in passato in modo strategico per fare degli studi. L’Avantime fu un vero e proprio esperimento condotto da Renault. Fu venduto solo per un breve periodo di tempo ed in pochissime unità. Serviva a Renault per capire se le sue proposte di design destinate a migliorare l’abitabilità dei propri veicoli sarebbero state valide per il futuro. In effetti tutti gli attuali modelli Renault hanno linee figlie dell’Avantime ma dieci anni fa, quando fu commercializzato, erano ancora troppo moderne e poco digeribili dalla clientela.

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Fedi tecnologiche

Se la solita fede o fedina d’oro non vi basta più, se desiderate qualcosa di diverso dalle solite abitudini, qualcosa di originale e allo stesso tempo assai tecnologico, ecco a voi le fedi in titanio. Ultraleggere, eleganti e altamente protette da ogni forma di ossido e perdita di brillantezza… per amori che durano nel tempo.  Il titanio è un metallo dall’aspetto argenteo molto duttile che si caratterizza per l’elasticità, il basso peso, e il non essere soggetto agli agenti atmosferici. Per questo è particolarmente indicato per la realizzazione di gioielli, dal momento che leggerezza e resistenza conferiscono al metallo una comoda vestibilità e un’ottima resistenza alle corrosioni. L’elasticità e la resistenza di questo metallo, permettono la realizzazione di gioielli di alto pregio anche con un filo sottile di metallo, indicato per la valorizzazione di pietre preziose, quindi perfetto anche per un anello di fidanzamento!

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Le forme semplici

Non avete idea di quanto poco costi realizzare uno stampo per produrre un iPod, un iPhone, un iPad, un iMac… La grande abilità dei creativi sta nel riuscire a creare oggetti affascinanti attraverso le forme semplici.

Apple

Se da un lato le forme più semplici possono richiedere hardware più sofisticati e costosi come nel caso della Apple, è pur vero che dall’altro lato la progettazione, la ricerca dello stile ed infine la produzione ne sono pienamente avvantaggiate. Nel caso della Apple si tratta di lavorare su un rettangolo smussato e spesso privo di pulsanti. Si tratta per di più del più semplice disegno fattibile con i software 3d. Significa che un principiante alle prese con il suo primo software 3d, nella stragrande maggioranza dei casi, come primo oggetto disegna un cubo o un parallelepipedo tramite gli strumenti di disegno ‘primitive’. Altrettanto spesso la seconda cosa che impara è smussarlo (smoothing).

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Ferrari

La Ferrari per molti anni è cresciuta su disegni davvero semplici, vedi la Ferrari F40, la Ferrari Testarossa (degli anni ’80), la Ferrari 348, la Mondial, la Ferrari 208, la Ferrari 308, la Ferrari 512, la Ferrari GTO (degli anni ’80)… Tutte raggruppabili in una stessa semplice logica di disegno. I più esperti coglieranno immediatamente ciò che intendo. Eppure, ancora oggi adoriamo queste vetture e quando escono in commercio utilitarie, sportive o supersportive dalle linee troppo elaborate, spesso accusiamo il prodotto di avere una linea troppo orientale…

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Google

Il motore di ricerca più usato al mondo, Google, ha fatto fortuna per la doppia ‘O’ presente all’interno della parola. Incredibile vero? Eppure è così. Ci sono immensi studi sul suono delle parole e sul piacere di pronunciarle, sul modo con cui scriverle, sui caratteri tipografici da utilizzare e sui loro colori. Google è una parola priva di senso, o meglio, quando fu inventata non si riferiva ad un preciso significato. Aveva un suono particolare ed inconsciamente invogliava ad essere pronunciata quasi come un gioco. Google ha la pagina iniziale più semplice del web. Una pagina bianca, con dei link azzurri e una casella centrale dove immettere il testo della ricerca dominata dal logo Google scritto in modo sbarazzino e colorato. Tutto qui. Un bambino sarebbe stato capacissimo di fare altrettanto. Le cose più semplici sono spesso quelle con il maggior successo e noi invece, troppo frequentemente, ci complichiamo la vita.

Borse realizzate con le cinture di sicurezza? Perchè no!

Rubrica: Arte e rifiuti, un accostamento possibile

Titolo o argomento: Che legame c’è tra le cinture di sicurezza e le borse?

Mariti!! Ecco finalmente il regalo che può unire uomini e donne. Quest’anno, a mio avviso, la borsa più bella disegnata è proprio quella nella foto in basso. Interamente realizzata con vere cinture di sicurezza ricavate da vetture destinate allo sfascio, è sicuramente una delle migliori e più accattivanti idee dell’anno in tema di recupero dei rifiuti. Il risultato è davvero gradevole. Per la particolare riflessione della luce sulla sua superficie e per la bombata forma a scacchi, credo proprio che sia un prodotto davvero unico nel suo genere. Veramente bella. Se non fosse stato in gran voga il tema del riciclo dei rifiuti, probabilmente, sul catalogo tra le spiegazioni tecniche avremmo trovato scritto: “Realizzata in materiale Hi-Tech”. 🙂 E invece, guarda un pò, è un’idea che nasce dai rifiuti che tanto schifiamo. Il costo non è poi così basso, quasi a dire, un’idea semplice e allo stesso tempo geniale, sì ma… altrettanto raffinata.

Questo significa che con i rifiuti puoi fare molto, molto di più che gettarli.

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La Ferrari più bella

Enzo Ferrari diceva che la Ferrari più bella era quella che doveva ancora essere costruita. Io a distanza di molto tempo dall’uscita delle Ferrari che dominarono gli anni ’80 credo che la Ferrari più bella sia stata la F40… Meglio ancora se si tratta del modello LM.

Interni nudi e crudi. Spartana. Essenziale. C’era solo quello che serviva per correre. La cilindrata del motore non era enorme e impossibile. La cavalleria non mancava. La tecnologia la respiravi in ogni angolo. Trasudava artigianato in ogni finitura… Alcune sembravano persino arrangiate. All’epoca vedere parti in carbonio e altre in alluminio equivaleva a vedere qualcosa di assolutamente straordinario. Follia pura su strada e un autotelaio divertente e, a detta di molti collaudatori, facile da guidare (con la dovuta esperienza ovviamente).

Infine il prezzo, contrariamente a quanto potremmo pensare, era più alto all’epoca che oggi. Una Ferrari F40 nel 1987 costava circa 300 milioni di lire. In quel periodo, stando agli indici di inflazione ed al potere d’acquisto, con una tale cifra si potevano acquistare più o meno “sei” appartamenti. Oggi una Ferrari con prestazioni di tutto rispetto, un abitacolo con tutte le comodità ed una miriade di accessori elettronici, costa intorno ai 200 mila Euro. Con una cifra simile, spesso, non si riesce ad acquistare nemmeno un appartamento di 100 mq.

Alcuni di voi vorrebbero effettuare il confronto con Ferrari di rango più elevato e costi stratosferici, tuttavia la Ferrari F40 era davvero molto, molto più semplice e spartana delle attuali supercar e molto, molto più divertente.

La linea poi (de gustibus) è davvero azzeccata: semplice e filante. Difficile replicare 🙂

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Imballaggi di plastica. Guadagnamoci su :)

Dal Pane ai Motori, un modo curioso di risparmiare.

Avete presente quel genere di cose a cui si preferisce non pensare con la scusa che si ha già la testa piena d’altro? No?

Sarà capitato a chiunque di acquistare i panini all’olio confezionati in buste di plastica. E che buste!! Sono ottime, robustissime, tanto difficili da rompere quanto da smaltire. E se non si fa la raccolta differenziata la situazione è anche peggiore.

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Allora perchè buttarle?

Negli ultimi anni si è maggiormente diffusa l’abitudine di riutilizzare le buste della spesa… finalmente. Ma bisogna rendersi conto che non basta più. Allora se per smaltire una robustissima busta di panini all’olio ci vogliono oltre 100 anni, perchè non sfruttare queste caratteristiche per altri utilizzi?

Io ho iniziato ad accumulare le buste che si scartano con l’uso dei prodotti alimentari. Le uso per contenere organi meccanici che devono essere riparati da polvere, sporco, ossido*… Pensate che una volta andavo persino in una ferramenta specializzata ad acquistare degli imballi per questo scopo. Ora semplicemente conservo le robustissime buste dei panini. Non inquino. Proteggo i componenti meccanici nel mio laboratorio e non spendo denaro per andare a comprare delle apposite buste/imballaggi che sono assolutamente identici.

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Nella foto un pistone automobilistico imballato in un sacchetto di plastica di alta qualità per uso alimentare. Il pistone è stato leggermente lubrificato e imballato. Risultato: il laboratorio è in ordine e pulito, il pistone è preservato da polvere e umidità.

Non vi fa riflettere il fatto che in passato pagavo diversi euro delle buste che tutti noi buttiamo ogni giorno? Pagavo per comprare una cosa che buttate. La conseguenza è che c’è la possibilità di “vendere” qualcosa che solitamente si butta… 100% guadagno. Basta diffondere questo tipo di cultura. Come per tutte le cose ci vorrà del tempo. Se invece questo messaggio lo trasmettesse la tv basterebbero poche settimane.

Perchè non l’ho fatto prima? Perchè non ero attento alla spesa che si fa in casa…

E voi?

Riciclare arredare -2-

Riconosci questo oggetto?

Lo metteresti sopra un mobile? In cucina? In studio?

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E allora perchè lo butti via?

Hai capito cos’è? Vuoi vedere meglio?

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Adesso lo riconosci?

E’ un barattolo piuttosto piccolo e costoso. Serve per contenere la crema da barba. Forse non lo sai ma la maggiore percentuale di quanto hai pagato per acquistarlo è dovuta proprio al contenitore (tra l’altro MADE in ITALY come puoi vedere dalla prima foto). A maggior ragione se è di vetro, i costi lievitano…

Eppure ogni giorno ne gettiamo centinaia di migliaia… milioni a settimana in tutta Italia.

Io lo uso per contenere in studio tutte le memorie SD delle macchine fotografiche o ancora le chiavette USB, piccoli jack o parti che perderei facilmente…

E TU? 😀

Per lavarlo l’ho semplicemente immerso nell’acqua calda e la targhetta è venuta via agevolmente… Del denaro che spendi, non lo sai ma ne butti una buona parte…

Davvero un bel pezzo di vetro pesante.

Pininfarina

O Pinin Farina?

Una volta si chiamava Pinin Farina, ovvero Giuseppin Farina. Questo comportava però l’utilizzo di due targhette da montare sulle vetture (una per il nome ed una per il cognome) e risultava all’epoca assai difficile riuscire a metterle parallele. Problema estetico estremamente scocciante. Inoltre occorrevano ben 4 chiodi per il fissaggio. Troppi se si pensa che si trattava solo di un logo. Così G. Farina pensò bene di unire soprannome e cognome in modo da avere una sola targhetta fissabile con due chiodi e senza problemi di disallineamenti anti estetici 🙂

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