Confronto caratteristiche batterie per kit di trasformazione biciclette in e-bike, ma non solo…

Rubrica: Biciclette elettriche e kit di trasformazione

Titolo o argomento: Dalle batterie al piombo acido alle batterie che sfruttano le nanotecnologie

Le batterie di cui si parla in questo articolo sono assai differenti tra loro per materiali, prestazioni, vantaggi e svantaggi e non sono adatte solo alla trasformazione di una bicicletta normale in una e-Bike. Si parla di batterie che vanno da quelle più obsolete a quelle che ancora devono raggiungere la produzione passando per interessanti varianti evolutive. Tali batterie sono impiegabili anche per moto e scooter elettrici, per auto elettriche o auto ibride e persino per applicazioni quali tagliaerba, utensili elettrici, elettrodomestici, macchinari e quant’altro.

Quello che è opportuno tenere bene in mente è che molti dei dispositivi elencati sono ancora molto costosi all’acquisto inoltre non inquinano solo all’apparenza. L’aria intorno a voi è infatti più pulita ma al termine della sua vita utile, una batteria, va smaltita e, possibilmente, riciclata. Questo comporta delle spese che prima o poi si dovranno sostenere e comporta una percentuale di inquinamento.

Batteria al piombo acido

Si tratta del primo tipo di batteria ricaricabile destinata prevalentemente ad auto/moto. Divenne un congegno considerato utile solo dopo che fu inventata la dinamo.  Sono economiche ed offrono elevata potenza istantanea all’accensione ma hanno bassi rapporti energia/peso ed energia/volume. Non sono pertanto indicate per alimentare una bicicletta elettrica. L’apporto di peso sarebbe eccessivo e l’autonomia scarsa. Inoltre se si scaricano completamente non possono essere più ricaricate.

Batteria al piombo gel

Si tratta di una batteria molto simile alla precedente ma nella quale l’elettrolita non è un liquido, bensì ha la consistenza di un gel. Questo oltre a impedire pericolosi versamenti di acido quando si è in piega, offre una maggiore protezione delle piastre della batteria in fase di scarica. Ciò permette cicli di scarica piuttosto profondi (rispetto alle batterie al piombo acido) ed una maggiore longevità della batteria (importante è la ricarica con appositi caricatori onde evitare una drastica diminuzione della vita utile). Nonostante si tratti di un’interessante evoluzione della classica batteria al piombo acido, le sue caratteristiche non sono adatte per l’impiego su bici elettriche per via di rapporti pressoché simili di energia/peso ed energia/volume e per il fatto che non possono essere scaricate completamente, pena l’impossibilità di ricaricarle correttamente o il totale danneggiamento.

Batteria agli ioni di litio (Li-Ion)

Generalmente utilizzata per computer portatili e telefoni cellulari, la batteria agli ioni di litio offre un rapporto potenza/peso decisamente migliore rispetto alle batterie al piombo,  il famoso effetto memoria (tipico delle batterie al nichel-cadmio ed al nichel metallo idruro) è assente e la perdita di carica quando non vengono utilizzate è molto lenta.  Possono essere modellate con la forma più congeniale rispetto al dispositivo sul quale devono essere installate. Gli ioni di litio hanno una densità di carica molto elevata e questo permette di realizzare batterie dal peso piuttosto contenuto. Diversi kit di trasformazione per biciclette elettriche utilizzano questo genere di batterie proprio per tale ragione. Tutto questo però a scapito di costi ben più elevati e di una vita utile indipendente dai cicli di carica e scarica. Ciò significa che dal momento in cui escono di fabbrica inizia il loro invecchiamento. Un problema serio se si pensa che si potrebbe andare incontro ad offerte particolarmente invitanti (specie su internet) per poi trovarsi con delle batterie pagate un 20% in meno ma che hanno già vissuto nei magazzini il 60% della loro vita…

La durata delle batterie agli ioni di litio è inoltre legata alla temperatura del dispositivo nel quale vengono inserite. Maggiore è la temperatura e minore sarà la loro vita utile. Sebbene possa rappresentare un problema su un computer portatile, lo è senz’altro meno su una bicicletta elettrica utilizzata d’estate la quale però non andrebbe lasciata mai al sole (specie durante le ore di punta). La perdita di prestazioni delle batterie agli ioni di litio non avviene gradualmente, bensì in modo brusco. Potreste partire la mattina e viaggiare comodamente tra casa e lavoro con la vostra e-bike per poi trovarvi a pranzo a pedalare perchè il pacco batterie ha deciso che è giunta la sua ora 🙂

In caso di incidente, la rottura delle batterie agli ioni di litio, risulta assai pericolosa, tossica (con riversamento di solvente organico) ed a rischio incendio. Altro problema delle batterie agli ioni di litio è che queste devono sempre essere installate assieme ad un circuito di monitoraggio della carica. Tali batterie infatti non possono essere scaricate completamente e risulta necessario che un dispositivo rilevi la soglia di tensione sotto la quale non si deve scendere in modo tale da escluderle ed avvisare della necessità di ricaricare. Il litio infine è scarsamente presente in natura e la sua estrazione è molto complicata, due fattori che ne determinano i costi proibitivi. Una batteria 36v-10Ah per e-bike costa oggi circa 300,00 Euro e non si hanno dati certi sulla durata ed il relativo ammortizzamento dei costi.

Batteria al nichel metallo idruro (NiMH)

Frequentemente ed impriopriamente chiamate batterie al nichel metal idrato, sono batterie che hanno molti punti in comune con le batterie al nichel-cadmio. In entrambe l’elemento nichel funge da catodo. La differenza sostanziale risiede nel fatto che nelle NiMH l’anodo è costituito da una lega invece che dall’elemento cadmio. Le batterie al NiMH hanno capacità superiori di circa 3 volte ed un minore effetto memoria rispetto alle batterie al nichel-cadmio di pari volume. Nonostante tutto il rapporto energia/volume ed il fenomeno di auto-scarica è assai sfavorevole se confrontato con le batterie agli ioni di litio. Sono pertanto consigliate come batterie per effettuare semplici test con una spesa di gran lunga inferiore a quella delle batterie agli ioni di litio o quelle ai litio polimeri.

Batteria al litio ferro fosfato

Batteria della famiglia Li-Ion che utilizza come catodo il litio-ferro-fosfato. Le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi di questa tipologia di batterie, sono molto simili a quelle delle sorelle Li-Ion ma alcuni parametri sono stati sensibilmente migliorati. Dispongono di una maggiore resistenza termica,  un’ottima stabilità della tensione, hanno una minore corrente di auto-scarica, una maggiore resistenza all’invecchiamento, (se ben curate e correttamente caricate possono raggiungere i 2000 cicli di carica-scarica), una più alta corrente di picco e sono più ecologiche in quanto il ferro (utilizzato in sostituzione del cobalto) ha un basso impatto ambientale. D’altra parte però sono più ingombranti di una batteria agli ioni di litio a parità di prestazioni (aspetto problematico se utilizzate per una e-bike che può arrivare, con motore e batterie, a pesare tre volte di più di una normale bicicletta con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di maneggevolezza e sicurezza di guida).

Batteria al litio polimero (Li-Poly)

Trattasi di uno sviluppo tecnologico dell’accumulatore agli ioni di litio. L’elettrolita (in sale di litio) non è contenuto in un solvente organico bensì in un composito di polimero solido (generalmente poliacrilonitrile). Uno dei principali vantaggi rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio è che il polimero solido non è infiammabile e le batterie risultano molto meno pericolose in caso di danneggiamento o violenti urti a bordo di una bicicletta elettrica. Inoltre non è necessario inserirle in un contenitore metallico, in tal modo è possibile contenere i pesi ed attribuire alle batterie la forma più adatta al dispositivo sul quale devono essere alloggiate. Uno dei principali svantaggi è invece la minor durata (circa 500 cicli di carica-scarica) rispetto alle batterie agli ioni di litio.

La loro densità energetica è maggiore del 20% rispetto ad una normale batteria agli ioni di litio e pari al triplo di quella delle batterie al nichel cadmio o al nichel metallo idruro. La tensione delle celle delle batterie ai litio polimeri va da circa 2,7 V (tensione da scariche; attenzione però il carico di lavoro deve essere rimosso non appena si toccano i 3,0V)  a circa 4,23 V (tensione da cariche oltre la quale non si deve mai salire). Questi valori devono essere tenuti sotto controllo da un circuito di monitoraggio che deve per forza di cose andare a corredo del kit per trasformare la vostra bici in e-bike. Ignorare questi parametri porta ad una precoce perdita di prestazioni della batteria.

Le normali batterie Li-Poly richiedono generalmente oltre un’ora per una ricarica ottimale. Una nota casa giapponese che produce anche computer portatili ha realizzato con questa tecnologia batterie in grado di ricaricarsi in soli 3 minuti. Ottime soprattutto per soluzioni legate all’automotive elettrico. In realtà ad oggi abbiamo solo alcuni piccoli prodotti, quali ad esempio lettori mp3, che sono dotati di simili batterie.

Batteria a schiuma di grafite e litio

Le batterie (della famiglia Li-Ion) più conosciute come A123 racing, sono le batterie a schiuma di grafite e litio (in forma nanometrica) che offrono prestazioni da F1 con ben 3.000 watt/kg  (5800 watt/litro) e quindi con più che soddisfacenti rapporti energia/peso ed energia/volume. Possono essere ricaricate fino al 90% della loro capacità in soli 5 minuti e sono in grado di reggere cicli di carica-scarica 10 volte superiori rispetto alle tradizionali batterie ricaricabili. L’arrivo sul mercato di queste batterie sarà inizialmente dedicato agli utensili elettrici (avvitatori, levigatrici, trapani…) per poi raggiungere biciclette elettriche, tagliaerba e vetture ibride.

Le nanotecnologie hanno permesso la creazione di questo nuovo tipo di batteria agli ioni di litio che può fornire un’energia 5 volte superiore rispetto alle normali Li-Ion. Durante le fasi di carica e scarica, le batterie agli ioni di litio trasferiscono gli ioni fra i due elettrodi. Se da un lato diminuire la dimensione delle particelle di litio può aumentare la potenza della batteria, dall’altro può anche favorire la tendenza all’esplosione. Il tecnico Chiang della A123 Systems ha utilizzato materiali più sicuri, che sono addirittura scarsamente conduttivi, con uno stratagemma (generalmente destinato ai semiconduttori) che prevede di dopare un materiale con tracce di un altro al fine di renderlo conduttivo. Successivamente ha ridotto la dimensione delle particelle dopate, per rendere più facile l’uscita degli ioni. Ovviamente i costi sono ancora molto elevati e solo in seguito ad una produzione su larga scala è possibile ottenerli a prezzi decisamente convenienti.

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Tra l’universo e l’uomo, l’entropia in comune.

In fisica l’entropia è una grandezza che esprime la misura del caos in un sistema fisico o più in generale nell’universo. Una sorta di grandezza che interpreta una naturale tendenza al disordine. L’entropia dell’universo è sempre in aumento. Il disordine provocato dalla razza umana anche.

Questo spiega perchè invece di puntare sulle energie rinnovabili (sole e vento ci circondano ogni giorno senza dover raggiungere singolari posti del mondo, senza dover perforare, senza dover minare…) si punta su fonti vecchie, obsolete e retrograde che comportano un grande sforzo di raccolta, trasformazione e produzione nonché un grande costo in termini di salute umana e del pianeta.

Questo spiega anche perchè un comune (non facciamo nomi) che ha la sola colpa di ottimizzare tanto (riducendo metodicamente consumi e bollette tramite l’educazione nelle scuole e l’uso di fonti rinnovabili dove possibile, eseguendo inoltre un’ottima raccolta differenziata e producendo ben il 70% in meno di rifiuti…) viene commissariato per essere riportato al gradino precedente al quale si trovava.

Questo spiega perchè si punta sulla costruzione di nuovi quartieri in periferia abbandonando le città e ciò che esse contengono (attività commerciali lasciate sole al loro destino, servizi inefficienti, parchi scarsamente curati, zone storico-culturali abbandonate…) senza ripristinare, ricostruire, rimodernare, riutilizzare tutto ciò che ha ancora un enorme potenziale.

Questo spiega perchè si tende a far finta che non esistano aziende che riciclano in modo utile i prodotti della raccolta differenziata (vedi l’articolo “Tecnologia avanzata“).

Insomma, nella mente dell’uomo, imperversa una gran tendenza al disordine. Lo sviluppo sembra fatto in retromarcia. Oggi i giovani credono di vivere in un mondo ultratecnologico, questo perchè loro vedono una console di gioco, un palmare, uno smartphone, come qualcosa di ipertecnologico. In realtà questi prodotti non sono altro che la punta di un iceberg costituito da tecnologie decisamente ben più importanti. Tecnologie sulle quali a stento si ricerca compiendo un grande sforzo perchè ogni passo verso la reale evoluzione tecnologica viene frenato con gran sforzo. Molti credono che oggi si viva meglio che in passato. Questo dipende dai punti di vista. In passato non c’era scelta. Oggi la scelta c’è ma la si tiene chiusa in un cassetto… perchè la scelta alternativa porta innovazione, benessere, evoluzione e quindi risparmio.

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Semplici e stuzzicanti simulazioni tecniche e scientifiche su ForgeFX

Imparare giocando… ma non solo.

Vi segnaliamo un sito tanto semplice quanto curioso sul quale è possibile visionare basilari simulazioni di carattere tecnico e scientifico. Vi è una semplice simulazione del ciclo di funzionamento di un motore 4 tempi (visibile qui) nella quale, entro certi limiti, è possibile variare la velocità di rotazione del motore e l’angolo di visuale nello spazio 3d trascinando il puntatore del mouse nonché visionare le singole fasi (aspirazione, compressione, combustione, scarico). Si possono osservare (da più angolazioni) i “meccanismi” delle eclissi e le fasi lunari (visibili qui), ci si può “incastrare” in un semplice progetto di catapulta (visibile qui) per la quale sono previsti 3 diversi tipi di impiego, si può visionare una semplice simulazione del sistema solare con tanto di dati annessi (visibile qui), si può persino interagire con la simulazione degli occhi di una mucca… fare semplici esperimenti di genetica, osservare alcuni aspetti dell’interazione tra il vento e il mare, simulazioni inerenti lo stato di salute degli animali da cortile, ecc.

Sono inoltre disponibili, su commissione, simulatori appositamente studiati da ForgeFx per la formazione del vostro personale su lavori specifici che prevedono l’utilizzo di particolari attrezzature. Quest’ultima categoria di simulatori è appositamente studiata e realizzata allo scopo di ridurre i costi.

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Metodologia TRIZ – Teoria per la soluzione dei problemi inventivi

Rubrica: Che cos’è?

Titolo o argomento: Per inventare ci vuole “metodo”

Trattasi di un metodo che allo stesso tempo è sia euristico, ovvero un metodo basato sull’intuito e sulle circostanze, sia costituito da un insieme di strumenti ben precisi.  Genrich Saulovich Altshuller (Russia 1926-1998) sviluppò tale metodo con l’obiettivo di catturare il processo creativo tecnico e tecnologico, codificarlo e renderlo così ripetibile e applicabile: una vera e propria teoria da applicare al genio creativo dedito ad inventare.

Si tratta di una metodologia per sviluppare in modo razionale nuovi sistemi tecnologici. Essa si basa sul concetto che l’innovazione tecnologica non è casuale ma è governata da leggi certe e ripetitive. Conoscere queste leggi permette di anticipare, con un alto grado di probabilità, l’evoluzione e l’innovazione di un prodotto o di un processo di qualsiasi sistema tecnologico.

Tramite la metodologia TRIZ si può ricondurre un problema tecnico specifico ad un modello generale i cui processi logici di risoluzione siano inglobati in un numero determinato di principi risolutivi. Si possono così applicare soluzioni analoghe a problemi tecnici che solo all’apparenza sono diversi. Pertanto gli strumenti della metodologia triz sono stati studiati per analizzare un sistema tecnico ed estrarne un modello al quale applicare i principi risolutivi più efficaci tra quelli più idonei.

Altro aspetto fondamentale della metodologia TRIZ è la contraddizione. Le contraddizioni che vincolano lo sviluppo di una tecnologia vanno superate evitando così compromessi ed ottenendo reali soluzioni all’avanguardia. Inoltre la funzionalità di un sistema può rimanere la medesima nel tempo ma ciò che consente al sistema di funzionare può tendere a mutare. Semplificando, un tipico esempio è rappresentato dalla produzione di energia della quale l’uomo, nel tempo, ha costantemente bisogno per i medesimi motivi ma che può essere ricavata da differenti sorgenti in base a questioni di reperibilità, rinnovabilità, distribuzione, sicurezza, costi, ecc…

L’esperienza ha dimostrato che le invenzioni di maggiore interesse e utilità sono scaturite da situazioni in cui sono stati evitati compromessi solitamente accettati. Il superamento delle contraddizioni (spesso tollerate per giungere ad un compromesso) porta alle soluzioni più innovative ed efficaci. In assenza di contraddizioni non vi è quindi una situazione da sottoporre alla metodologia TRIZ.

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Presso le librerie più fornite puoi trovare interessanti testi sulla Metodologia TRIZ

Made in Italy. Sicuro?

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Non tutti i prodotti che riportano la dicitura “Made in Italy” sono completamente realizzati in Italia

Oggi non sempre acquistare “Made in Italy” significa acquistare italiano. Diversi imprenditori fanno riferimento alla normativa dettata dal Codice Doganale europeo per delocalizzare la fabbricazione e la produzione verso paesi economicamente più vantaggiosi soprattutto in termini di costo della manodopera. Nonostante tutto marchiano i loro prodotti con diciture “Made in Italy”.

Il Codice Doganale europeo, all’art. 24, prevede che “una merce, alla cui produzione hanno contribuito due o più paesi, è originaria del paese in cui è avvenuta l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale (economicamente giustificata ed effettuata in un’impresa attrezzata a tal scopo) che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo od abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione”.

Tradotto significa che potrei produrre scarpe su Marte ma mettere i lacci in Italia e poter quindi scrivere “Made in Italy”. Certo è che se non si scrive il luogo dove veramente è stato realizzato un prodotto, significa che si teme una pubblicità negativa. Al contrario se il paese straniero, in cui è stato prodotto un bene, vanta un’ottima fama per una tecnologia all’avanguardia, la situazione si ribalta e scrivere “Made in Taiwan, o Made in Sweden, o Made in Germany, ecc.”, diventa un valore aggiunto da portare all’attenzione dei clienti.

Inoltre se un prodotto viene realizzato completamente all’estero da un imprenditore italiano che ha investito capitali nella sua progettazione e produzione, risulta perfettamente legale utilizzare espressioni come “designed by” o “design by” o “nome impresa – Italy” anche per contraddistinguere prodotti fabbricati all’estero sotto la direzione di imprenditori di casa nostra. Maggiore attenzione invece nel caso in cui si apponga il marchio “Made in Italy” perché, come accennato prima, in tal caso l’intera produzione o comunque una sua fase sostanziale deve essere avvenuta nel nostro Paese.

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Immagine generica che non fa riferimento ad alcun marchio

Le telefonate assillanti delle promozioni telefoniche

Chi dà il nostro numero alla concorrenza?

In seguito all’ennesima assillante telefonata per pubblicizzare una promozione telefonica di una compagnia concorrente a quella della quale mi servo, ho deciso di chiedere all’operatrice chi le avesse dato il mio numero. La risposta, alquanto inquietante, è stata la seguente: “Noi non facciamo ricerche sugli elenchi telefonici o altro; è la sua compagnia telefonica che ci ha venduto il suo numero di telefono e quello di tutte le persone che chiamiamo!” Massimo sconcerto per due motivi. Il primo: “Se quanto affermato dall’operatrice fosse vero, una compagnia telefonica che convenienza avrebbe nel vendere i numeri dei suoi abbonati alla concorrenza? E se poi aderiscono alle promozioni proposte e cambiano operatore?” Secondo: “E la privacy?”

Ecco come porre rimedio al problema

Ricevi telefonate di diverse compagnie telefoniche (ma non solo) perchè il tuo numero è registrato in quelle che vengono chiamate “liste commerciali”. Per far rimuovere il tuo numero da tali liste o elimini il telefono da casa/lavoro (cosa molto scomoda e sconveniente anche se in particolari casi fattibile), oppure ti iscrivi al “registro delle opposizioni” inviando un fax al numero 06/54224822 sul quale puoi ad esempio scrivere:

Io sottoscritto “nome” e “cognome” titolare del numero telefonico “prefisso e numero” richiedo di essere inserito nel registro delle opposizioni al fine di non ricevere più telefonate di tipo promozionale/commerciale da qualsivoglia azienda.

Per maggiori informazioni: http://abbonati.registrodelleopposizioni.it

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Tecnologie obsolete: Il futuro è ibrido

Rubrica: Tecnologie obsolete

Titolo o argomento: Il motore 4 tempi è oramai passato ma utile agli equilibri di mercato

Ricordate quando avere un impianto a gas per l’auto era possibile solo installando un kit aftermarket? Quanti anni sono passati prima che tali kit fossero messi a disposizione del cliente direttamente dalla casa madre? Tanti, tantissimi, oltre 20 anni credo. Perchè tanta resistenza lascio a voi il compito di “immaginarlo”. Finché un costruttore di auto (ma non solo) non si sente alle strette, non fa un cambiamento. Più le aziende sono grandi e più chi dà loro vita teme i cambiamenti.

Oggi ci troviamo di nuovo davanti ad uno scambio molto simile. Le case automobilistiche temono l’automotive elettrico, temono un nuovo cambiamento, temono che vada all’aria un intero sistema basato sul classico motore a scoppio 4 tempi.

Sia chiaro: io amo i motori (siano essi 4 tempi, 2 tempi, alternativi, rotativi, ibridi, ecc…), amo il loro rombo, amo le difficoltà di progettazione, l’ingegno che occorre per innovarli, per elaborarli, migliorarli, ottimizzarli, revisionarli, restaurarli, rettificarli, metterli a punto, manutentarli… sono soggetto al fascino dell’impressionante bagaglio di conoscenze necessario per fare un “buon” lavoro.

Nonostante tutto non posso non ammettere che il futuro è ibrido. Le case automobilistiche temono i motori elettrici e, giustamente, il grande disagio che comporterebbe per l’industria meccanica, l’abbandono totale del motore 4 tempi (il più diffuso al mondo) il quale è costituito da talmente tanti pezzi da richiedere il contributo di decine-centinaia di aziende per realizzarli. Con l’ovvia importante conseguenza che si offre il lavoro a milioni di persone in tutto il mondo.

Così, da un punto di vista strettamente razionale, dubito che vedremo diffondersi nei prossimi anni un numero importante di veicoli elettrici. Credo invece che si opterà definitivamente per l’ibrido: soluzione che mantiene in vita una quantità considerevole di aziende e lavoratori e che si completa tramite l’elettrico laddove i suoi vantaggi sono innegabili. Anche il petrolio non verrà abbandonato, costerà di più ma ne servirà molto meno. Quando percorreremo 100 km con 2 litri di benzina non mi sorprenderò di leggere sul cartellone del benzinaio un prezzo di oltre 3 euro/litro. Insomma, compreremo auto nuove per risparmiare ma la spesa per percorrere 100 km sarà circa la medesima di oggi seppur con un inquinamento nettamente inferiore. Avremo perciò speso il nostro denaro per una nuova auto non per i minori consumi come pensiamo oggi, bensì per un emissione in grammi di inquinanti per chilometro molto minore di quella attuale.

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Il motore 4 tempi appartiene ad una tecnologia ormai obsoleta ma il suo abbandono può avere gravi ripercussioni sui mercati mondiali.

Tecnologie obsolete: costruire una casa

Rubrica: Tecnologie obsolete

Titolo o argomento: Edilizia e metodi di costruzione

Se penso che al giorno d’oggi una casa è ancora costruita con il cemento e con un processo produttivo che implica la necessità di vari strati, ad esempio: mattone faccia a vista, strati isolanti per l’isolamento termico, strati isolanti per l’isolamento acustico, mattoni forati, cemento, intonaco, vernice… penso a un qualcosa di vecchio, obsoleto, costoso e difficile da aggiustare, ristrutturare, sistemare, modificare.

Tecnicamente non è sensato al giorno d’oggi dover rompere i muri per far passare un impianto di allarme  (certo ce ne sono di wireless ma con quali rischi?) o dover rompere un pavimento per aggiustare o modificare le tubazioni dell’impianto idrico. Non ha molto senso fare la casa a strati altrimenti non è isolata ai rumori, al caldo e al freddo, all’umidità. Non ha molto senso che non sia ristrutturabile con facilità e che sia necessario molto spesso spendere cifre pari a quelle del valore della casa stessa per ristrutturarla ed avere comunque un edificio “vecchio”.

La logica dei mattonici LEGO è senz’altro un buon punto di partenza per comprendere come le tecnologie attuali dovrebbero fornire case che possano essere smontate senza danni per adeguare impianti e isolamenti o ancora per implementarle con nuove tecnologie o ristrutturarle recuperando pezzi ed utilizzandone di nuovi.

Un minimo accenno a questa idea di cambiamento, fervida nella mia mente, lo possiamo vedere ad esempio con le case in cemento armato dotate però di tetti in legno. Se ncessario dopo 20 o 30 anni questi possono essere completamente smontati aggiustati o sostituiti. Si può montare un isolamento termico migliore, cambiare una trave, ecc…

Esistono persino pavimenti che si svitano… Questo significa che per modificare un impianto idrico si prende un cacciavite, si svitano le viti, si sollevano le mattonelle e si lavora sugli impianti senza rompere né spendere cifre esagerate.

Esistono inoltre blocchi di mattoni che vengono assemblati con la sola pressione del loro peso, altri che sono già completi di buona parte degli strati di cui necessita la casa. Con una sola passata si monta tutto e le spese di montaggio calano drasticamente anche se, sinceramente, aumenta il costo del laterizio.

Infine possiamo costruire (e smontare per ricostruire in un altro modo) diverse zone ricreative della casa  con mattoni in legno senza quindi ricorrere ai mattoni tradizionali ed alle complicazioni che tali lavori implicano.

Insomma più andremo avanti e più la casa sarà comparata ad un’automobile che si può portare dal meccanico, smontare, revisionare e aggiornare sostituendo delle parti facilmente e senza buttare via la struttura primaria. Questa tecnologia però è in ritardo… a mio avviso, oggi dovrebbe già essere diffusa da un pezzo. Invece sul mercato troviamo spesso prodotti obsoleti*, sensibili ai terremoti** ma talvolta osannati con campagne di marketing nelle quali si abusa di suffissi quali “bio”, “eco” senza avere una concreta idea di cosa si stia parlando.

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*Il fondo lo si tocca in quelle particolari agenzie immobiliari che tendono a far credere ai clienti che “tutte le case sono uguali” e che quindi conviene sempre scegliere quella che costa meno. Poi puntualmente accade questo: La casa, un investimento sicuro?
**Sensibili ai terremoti significa che la casa resiste ai terremoti come prescritto a norma di legge, tuttavia può richiedere, in seguito a forti scosse, costosi lavori di manutenzione cosa che accade più raramente con strutture in cemento misto legno di cui ancora troppo poco si sente parlare.

Cambio tariffa non autorizzato bolletta energia elettrica

Rubrica: Così è la vita

Titolo o argomento: Quando la tua tariffa della corrente elettrica cambia… ma non lo avevi richiesto

Siete attenti ai vostri consumi energetici, non lasciate luci accese, acquistate solo elettrodomestici in classe A+, eppure vi arriva improvvisamente una bolletta dell’energia elettrica molto più alta della precedente. Andate a leggerla meglio, vi informate tramite il vostro fornitore e scoprite che “qualcuno” vi ha cambiato tariffa attribuendovi una tariffa fissa indipendentemente dal vostro consumo energetico.

Grande sconcerto. Come è potuto succedere? Chi ha autorizzato questo cambio di tariffa?

Ci siamo informati bene su questo genere di disguido proprio pochi giorni fa dopo che è accaduto indovinate a chi? A me. In sostanza un agente che rappresenta un  fornitore di energia elettrica:

  • Ha prelevato il codice cliente dal mio contatore.
  • Si è fatto mandare una copia di una mia bolletta dall’azienda fornitrice di energia per la quale lavora.
  • Ha scritto un contratto a mia insaputa e lo ha firmato con firma falsa.

Il tutto pensando forse che non me ne sarei accorto. In conclusione il succo della faccenda è che ho verificato che l’azienda fornitrice di energia elettrica non c’entra nulla con questa operazione non autorizzata ed illegale ma l’agente che la rappresenta ha agito da solo per far credere di aver venduto un numero maggiore di contratti. Ora tale agente deve rispondere di falso materiale (sottoscrizione apocrifa) e ideologico (formazione del documento falso).

Se io non fossi stato uno attento ai consumi avrei potuto accorgermene più in avanti anziché alla prima bolletta irregolare. A tempo di record ho fatto riattivare la mia precedente tariffa senza spesa alcuna… ma quante persone non se ne accorgono?

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(Articoli di aggiornamento in preparazione)

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Interessatevi voi per i vostri genitori o parenti anziani o per le persone con
un grado di istruzione che non permette loro di accorgersi di simili disguidi