Acquistare una utilitaria

Rubrica: L’immagine di un prodotto (attenti a)
Titolo o argomento: Acquistare una utilitaria

Ricordo che alcuni anni fa uscì in produzione una vettura che piacque molto ai giovani. Questa vettura aveva un motore con difetti molto marcati riguardanti bronzine e albero motore. Risultato: l’automobile in questione dava problemi di longevità del motore piuttosto precoci. Ricordiamo che una vettura privata del suo motore ha valore rasente lo zero. Spesso viene definita semplicemente una “carcassa”.

Fu comunque molto venduta. Le riviste più tecniche riportarono correttamente il problema. La pubblicità vinse sul problema. I giovani acquistarono un’auto con una vita breve per l’immagine che tale prodotto aveva. Tuttavia non ammortizzarono molto facilmente la loro spesa che si rivelò un insuccesso per il portafoglio e che portò ben presto all’acquisto di una nuova auto.

Ammettiamo di acquistare una vettura (utilitaria) del costo di 14.000 euro ed ammettiamo che la sua vita utile sia di 10 anni. Se queste condizioni sono verificate avremo speso 1400 euro l’anno per la nostra vettura più i normali costi di manutenzione. Ma se noi spendiamo la medesima cifra per un prodotto che poi si rivela scadente laddove l’occhio non può guardare, ovvero nella tecnica… allora la cifra che andiamo realmente a spendere annualmente si impenna drasticamente. Si possono raggiungere costi di ammortamento e spese di manutenzione fino a 3 volte superiori rispetto alla norma. Se invece siamo fortunati (o abbiamo le dovute conoscenze) potremmo essere in grado di far durare il nostro veicolo persino 15-20 anni con costi di ammortamento davvero bassi e vantaggiosi.

Non si può essere esperti di tutto ok, ma ci si può senza dubbio informare tramite fonti specializzate e poco influenzate dai mezzi pubblicitari.

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Se il costo annuo comprensivo dell’acquisto e del mantenimento della vostra
utilitaria è di circa 1500 euro siete più o meno nella norma ma se il costo
sale verso i 5000 euro probabilmente state lavorando per mantenere l’auto.

Fai conoscere la tua musica

Rubrica: Chi fa da sé…

Titolo o argomento: Fate conoscere da soli la vostra musica

Se fino a pochi anni fa raggiungere i propri scopi implicava molto spesso l’avere soprattutto fortuna, conoscenze, o buone disponibilità economiche, oggi molto è cambiato ma in pochi si sono accorti delle reali potenzialità disponibili. Dall’editoria alla musica, dalla recitazione agli effetti speciali e, come sto notando ultimamente, persino nel mondo dei motori e dei piloti in erba… grazie ad internet è alla grande rete mondiale di persone, che ora si possono contattare con un click, tutto è cambiato. Vediamo rapidamente come si sono ingegnati i ragazzi più svegli:

Musica: Fino a pochi anni fa ci voleva un festival, occorreva essere nell’ambiente, conoscere altri cantanti, insistere e sperare che la fortuna fosse dalla tua parte… Più di recente i giovani sono impazziti in battaglie assurde tramite programmi televisivi, hanno cercato i modi più strambi per apparire e farsi pubblicità… E chissà quanti altri metodi di cui ignoro l’esistenza.

Oggi i ragazzi di talento, che sono bravi ma che devono ancora perfezionarsi, che sanno di potercela fare ma stanno ancora imparando, investono le loro energie studiando. Brutta parola per molti vero? Se vuoi essere bravo in una cosa, qualunque cosa, devi studiare, allenarti, perfezionarti e poi studiare ancora e riprepararti e ricominciare da capo più e più volte… Insieme a tutto questo si può abbinare senza ombra di dubbio la possibilità di mettere online e quindi su internet il proprio lavoro, la propria canzone, il proprio gruppo musicale, le proprie abilità con gli strumenti. Basta semplicemente trovare un amico che possa realizzare per voi un video non dico professionale ma almeno discreto, ben illuminato e con un buon sonoro possibilmente registrato in uno di quei studi di registrazione che noleggiano le proprie sale ai giovani… Pubblicatelo come già fanno in tanti sui siti che raccolgono video e vedrete che i commenti del pubblico non si faranno attendere.  Oppure inventatevi un metodo del tutto nuovo, siate originali e diffondete liberamente la vostra musica perchè oggi potete farlo.

Sebbene possa sembrare banale, l’ispirazione per questo articolo mi è venuta sentendo un’intervista alla radio fatta ad una nota cantante la quale esprimeva chiaro e tondo questo concetto: Ragazzi oggi i mezzi ce li avete, se fate musica e siete davvero bravi, la gente si accorgerà di voi… non esistono più tutti gli ostacoli del passato, quelle barriere insormontabili… Voi ideate, voi studiate, voi suonate, voi pubblicate, il pubblico giudicherà.

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Nelle sale di registrazione a noleggio è possibile registrare la propria
musica con un audio eccellente.

Crisi? Così ti pago l’avvocato…

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: L’avvocatessa intraprendente

Ci trovavamo in treno in viaggio verso una fiera interessante. Seduta di fronte a me c’era una avvocatessa piuttosto loquace. Tra i tanti argomenti trattati durante una lunga chiacchierata, salta fuori un aspetto piuttosto interessante: a causa della crisi, questa vispa avvocatessa si fa pagare con il metodo del baratto…

Riceve dai suoi clienti capi di abbigliamento e scarpe, latticini e salumi, servizi da elettricisti e idraulici, beni primari di vario genere e tutto quanto questi possano facilmente offrire di utile purché abbia pari valore con l’assistenza ricevuta.

Non solo questo metodo permette alla giovane avvocatessa di fare esperienza anche tramite quei clienti che altrimenti non potrebbero ricevere assistenza, ma il metodo è totalmente esente da tasse. Aiutati che Dio ti aiuta, del resto se non iniziamo ad ingegnarci così…

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Allora il suo conto è: 1 caciotta, 1 pecorino, 1 litro di vino… e pure questa settimana siamo a posto

L’abilità nel lavoro genera altre possibilità di lavoro

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: La tua abilità, il tuo lavoro

Talvolta ci si trova ad affrontare difficili scelte tra un lavoro che sembra dare più certezze nell’immediato e lavori in principio più difficoltosi ma che potrebbero (anche se non sempre, è ovvio) rivelarsi una buona mossa per il futuro. Un lavoro che apparentemente dà più certezze nell’immediato è un lavoro con poche responsabilità, magari con un contratto a tempo indeterminato e nel quale si effettuano le solite operazioni di routine. Insomma un lavoro dove la vostra abilità e capacità di apprendimento hanno importanza relativa. Esistono poi lavori dove tutto si basa su quanto desiderate apprendere ogni giorno e su quanto siete disposti a mettere di vostro in quello che fate. Si tratta di lavori spesso contestati, spesso ritenuti insicuri, con contratti non sempre favorevoli… Si tratta di lavori spesso scartati nella ricerca di maggiori certezze.

Su questo si basa l’intero mondo lavorativo. Talvolta ha successo la prima soluzione, talvolta ha successo la seconda. L’imprevedibilità è massima per chiunque. Di recente, parlando con un dirigente di un grosso mobilificio, sono venuto a sapere che sono stati licenziati ben 250 dipendenti anche con contratto a tempo indeterminato. Fino a qualche anno fa quel contratto era la meta ambita. Poi la crisi ha mostrato come nel futuro non v’é certezza. Per non parlare della Ducati Superbike che in quest’anno (che resterà nella storia) chiude il suo reparto corse ufficiale con enorme sorpresa e stupore da parte di lavoratori e tifosi. Forse però per alcuni dipendenti della Ducati Superbike c’è almeno una qualche speranza di essere assunti da aziende concorrenti che richiedono le loro competenze.

Oggi infatti chi può avere una possibilità in più di “resistere” è colui che con ciò che ha imparato e con la sua abilità è pronto per nuove avventure lavorative in cui sono richieste le sue competenze. Purtroppo invece le operazioni ripetitive non lasciano molta terra sotto i piedi… le aziende sono in crisi piena, i fatturati calano drasticamente, seguono licenziamenti e consapevolezza da parte delle aziende stesse di poter riassumere quando sarà nuovamente necessario. Un fenomeno terribile dove sta ad ognuno di noi dimostrare la propria insostituibilità.

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Non pensare che quando avrai ottenuto il tuo contratto sarai arrivato.
Continua a studiare, continua ad imparare, continua a metterci del tuo…
Chi “resisterà” avrà un’opportunità in più.

Che cos’è l’educazione finanziaria?

Rubrica: Metodi. Alternative al mondo abituale.

Titolo o argomento: Educare fin dalla scuola al mondo del lavoro

Semplifichiamo il concetto in modo estremamente comprensibile

E’ dimostrato che chi conosce quello che esattamente desidera e intende fare in ogni fascia di età della propria vita, spende meno e meglio (quindi ottimizza) ed ha maggiori possibilità di raggiungere il benessere ed il soddisfacimento personale rispetto a chi non sa cosa lo attrae, cosa lo interessa e compie frequentemente acquisti insoddisfacenti motivati dalla sola noia.

Questo significa che se un adolescente ha delle passioni, degli interessi, delle precise direzioni verso cui volgere, riesce ad ottimizzare ed a far fruttare ciò che ha a disposizione a patto di avere almeno una preparazione di base sui meccanismi della finanza. Insomma deve essere a conoscenza dei fondamentali strumenti su cui si basa il mercato, il lavoro, la microeconomia, le banche… In questo sono generalmente avvantaggiati i figli di validi imprenditori e validi commercianti, i quali riescono più agevolmente ad assimilare importanti concetti e strumenti da usare per il successo delle loro idee.

Ma non solo! La minore cifra utilizzata da chi ha una buona educazione finanziaria frutta di più rispetto a chi ha speso cifre maggiori ma in modo disordinato e, molto spesso, insensato. Ciò significa che molti giovani che non sono seguiti né ascoltati tendono a spendere quello che passa loro tra le mani in modo irrazionale e secondo una logica scarsamente efficacie spesso basata sulla noia. Tendono insomma a comprare cose futili che non servono a nulla se non a mettere una toppa su un momento di noia. Inoltre non producono alcuna ricchezza nelle conoscenze e nelle capacità personali.

Per questa ragione questo blog è pieno di innumerevoli spunti per capire attraverso esempi semplicissimi i migliori metodi e strumenti di lavoro per un giovane. Inoltre, cosa decisamente più importante, sentiremo parlare sempre più spesso nelle scuole medie inferiori e superiori di “Educazione finanziaria” con lo scopo di cambiare la società partendo dai giovani che potranno rivoluzionarla.

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Uscire dalla crisi è un po’ come uscire da Ikea

Rubrica: Crisi, osservazioni e riflessioni

Titolo o argomento: Il percorso della crisi

Uscire dalla crisi è un po’ come uscire da Ikea… c’è un lungo percorso obbligato che ti costringe a vedere tutto, ma proprio tutto, prima di raggiungere definitivamente l’uscita. Siamo tutti un po’ scocciati, annoiati, spaventati, ansiosi di vedere la soluzione ad un grave problema o quantomeno di vedere la volontà e l’impegno da parte di tutti per risolverlo però, finché non si completa il percorso, non si esce.

Due righe scritte con la volontà di scherzarci un po’ su… ma non troppo.

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La fine della crisi è alla fine di un percorso che va seguito fino in fondo.

Tutto e subito: nell’imprenditoria non funziona così

L’imprenditoria, in particolar modo quella giovanile, ha bisogno di stimoli

Ho notato come molte persone frenino le idee dei propri figli/amici/conoscenti inutilmente e feriscano con estrema facilità il loro orgoglio. Molti giovani hanno dei sogni più che raggiungibili, sogni da ragazzi con i piedi per terra, sogni in cui si mette il meglio di sé per raggiungere un obiettivo tanto concreto quanto difficile.

Si desidera aprire un’attività in proprio e c’è chi ti dice: “Cosa lo fai a fare? Tanto se fosse davvero un’idea buona ti pare che non l’avrebbero già messa in atto altri?” E questo scoraggia, non tanto perchè non si crede più nella propria idea, quanto per il fatto che non si sente di avere qualcuno vicino che ti sostenga anche solo moralmente in una fase difficile.

Si desidera aprire una piccola bottega, un locale, un bar, un negozio specializzato, una trattoria, un laboratorio di artigianato o uno studio per esprimere la propria passione e ci si sente dire: “Tanto per me non ci riesci, non serve a niente, dovrai solo pagare un sacco di tasse e avrai un sacco di spese.”

Ma la situazione peggiore la si vive quando avviando un’impresa le difficoltà non si fanno attendere, si suda, si incontrano ostacoli economici, burocratici o di altra natura e qualcuno subito (ignorantemente) afferma: “Te l’avevo detto!”

Ebbene, di solito, queste frasi sono proprie di persone che non sanno intraprendere. Infatti è raro che un qualunque tipo di attività si avvii all’istante con lo schioccar delle dita. Un tempo minimo di due o tre anni è più che plausibile per avviare un’attività e quando di mezzo c’è anche uno sforzo economico i tempi posso dilatarsi ulteriormente.

Provocazione. Se avviare un’attività imprenditoriale fosse così facile e prosperoso (prendo i permessi – apro – guadagno), non lo avrebbero fatto tutti? Se c’è una fetta limitata di giovani che si dedicano ai loro sogni professionali, lavorativi, imprenditoriali, ci sarà un motivo? Avranno o no delle qualità per le quali vale la pena di stargli accanto, sostenerli, incitarli, assisterli e farli consigliare da persone esperte? 😀

Essere “razionali ottimisti” aiuta a guardare le cose con occhio critico e a valutare per prima cosa gli aspetti negativi di un’idea, un progetto, una scelta, nonché la reale fattibilità. In secondo luogo fornisce una carica maggiore per affrontare ogni incombenza. Presentarsi ad una gara di atletica pensando “Tanto perdo” non è mai stata la ricetta giusta per fare una buona prestazione. Non dico vincere… ma avere quella forza mentale che ti permette di pensare “posso competere” sicuramente aiuta a fare il proprio meglio invece di passare il tempo a commiserarsi.

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Decorare un cappuccino. Un esempio di un’arte oltre che di un bel lavoro 🙂

Giovani, denaro e lavoro

Una storiella quantomai attuale

La mamma dà a Pierino e Mariolino 500 Euro a testa per responsabilizzarli ed abituarli a gestirsi un capitale seppur piccolo. Pierino tutto felice chiama i suoi amici e organizza con loro una piccola vacanza. Mariolino pensa a quel sogno che ha sempre avuto quando, sui banchi di scuola, disegnava degli oggetti curiosi e affascinanti che sarebbe interessante costruire veramente. Magari in legno.

Così mentre Pierino è in vacanza con gli amici, Mariolino decide di acquistare delle tavole ed alcuni attrezzi per lavorare il legno. Costruisce degli oggetti interessanti adatti per la casa, o per uno studio, o perchè no, per un negozio. Decide di portarli ad un mercatino per capire se possono realmente interessare a qualcuno. Riscuote un discreto successo, riesce a vendere qualche pezzo e riceve tanti apprezzamenti. Se solo avesse delle attrezzature più professionali… allora sì che potrebbe costruirli più rifiniti e precisi… esattamente come li sogna.

Pierino torna a casa dalla vacanza… è divertito, contento. Racconta a casa le sue esperienze ed il “casino” fatto con gli amici. Mariolino racconta la sua esperienza ai mercatini, parla del suo sogno, della sua voglia di costruire e della gratificazione che ha avuto ai mercatini. La mamma è felice e promette a Pierino e Mariolino che regalerà loro altri 500 euro il prossimo anno se si impegneranno a scuola con buoni profitti. Pierino inizia a pensare alla prossima vacanza, ne parla sempre con gli amici. Nuovi posti, nuove avventure, nuove esperienze… Mariolino inizia a pensare a come comunicare la sua passione al mondo. Compra alcuni libri e impara a realizzare da solo un buon sitoweb. Semplice ma ben fatto.

Arriva l’anno successivo. Esame del 5° superiore concluso con successo per Pierino e Mariolino. Pierino finalmente riparte con gli amici. Mariolino acquista il tanto agognato attrezzo di precisione. Si esercita, disegna, prova, migliora la sua tecnica ed inizia a vendere diversi pezzi rimanendo egli stesso sorpreso e lusingato dai risultati.

 Pierino torna dalla nuova vacanza… si guarda intorno e non sa che fare. Andrà a lavorare? Continuerà a studiare all’Università? Potrebbe essere una buona scelta ma… a quale facoltà?

Mariolino ha venduto una buona parte dei manufatti. Ha messo da parte una cifra sufficiente per concedersi finalmente un po’ di riposo. Pierino non ha un soldo né un’idea e deve far per forza affidamento sui suoi genitori per un aiuto. Mariolino ha imbastito una situazione, seppur modesta, che genera dei profitti ed ora, con il suo capitale che genera capitale, potrà crescere.

Pierino e Mariolino hanno ricevuto 500 euro ognuno. Entrambi li hanno spesi ma solo uno di loro li ha spesi in modo che si rinnovassero. Ora Mariolino può finalmente andare in vacanza.

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Può essere una vacanza, una macchina nuova che in realtà non serve, o una lunga serie di moderni gadjet superflui… fatto sta che sempre più giovani si trovano senza un euro e senza prospettive dopo aver commesso l’errore di spendere male ciò che avevano a loro disposizione. In tempi di crisi come questi può essere fatale.

Immagine di un prodotto: Acquistare una fotocamera digitale

Rubrica: L’immagine di un prodotto (attenti a)
Titolo o argomento: Acquistare una fotocamera digitale

Un paio di anni fa ho acquistato una macchina fotografica Reflex. La scelta poteva ricadere su diverse marche. Vista la mia ignoranza circa i marchi delle macchine fotografiche mi sono affidato a consigli di amici e fotografi. Così ho ristretto il “campo” a due soli marchi che non mensionerò.

Subito dopo ho iniziato a raccogliere per conto mio informazioni di vario genere. Molte persone affermavano che i due prodotti fossero equivalenti. Stesso prezzo, stessi valori di risoluzione, ottiche più o meno uguali, ecc.

Poi scopro che, nonostante i due prodotti avessero prezzi praticamente equivalenti, una delle due marche aveva condotto una campagna pubblicitaria impressionante, soprattutto in televisione, costata diverse “centinaia di milioni di dollari” data la sua lunga durata. Ovviamente simili costi pubblicitari vengono considerati nel prezzo di vendita del prodotto  e divisi in previsione di quante unità dello stesso verranno vendute. Insomma, come è ovvio che sia, la pubblicità ricade anche sul costo finale del prodotto.

Ebbene i due prodotti avevano un prezzo equivalente ma uno dei due era stato oltremodo pubblicizzato mentre l’altro si era limitato alla ordinaria pubblicità e si era affidato al valore del prodotto riconosciuto dai professionisti del settore.

Conclusione. Se una delle due aziende ha investito centinaia di milioni di dollari in pubblicità e se tale azienda vende allo stesso prezzo della diretta rivale… cosa ha tolto in termini di qualità al suo prodotto per poter ottenere comunque un profitto? Non lo so. Fattosta che ho acquistato la macchina fotografica reflex dell’azienda che non aveva investito su una campagna pubblicitaria mastodontica.

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Nota. E’ chiaro che la qualità va intesa come funzionalità, efficacia,
robustezza, durata e quindi ammortamento della spesa nel tempo. 😀