Il costo delle opportunità

In uno dei precedenti articoli dicevamo che, a nostro avviso, le Industrie Ferrari di Maranello non produrranno mai un SUV e davamo alcune spiegazioni per motivare le nostre teorie. Tra le varie spiegazioni abbiamo citato il costo delle opportunità. Di cosa si tratta? Per la microeconomia è un aspetto fondamentale da non tralasciare mai. Il costo delle opportunità in economia è il costo derivante dal mancato sfruttamento di una opportunità concessa al soggetto economico.

Esempi

Ammettiamo che l’imprenditore Raffaele possa lavorare per un’impresa come ingegnere ottenendo un guadagno annuo di 25.000 euro (tanto per dire una cifra). Ammettiamo anche che il soggetto Raffaele preferisca aprire una piccola impresa familiare che gli porti un guadagno annuo di 20.000 euro. Il mancato guadagno dei 5000 euro di differenza che si verifica tra la possibilità di lavorare per un’impresa altrui ed il lavorare in propriorappresenta il costo delle opportunità. Questo può voler dire che l’imprenditore Raffaele potrebbe rinunciare ad una parte di guadagno ad esempio per appagare una soddisfazione personale che ritiene avere un valore maggiore dei 5000 euro in meno intascati. Questo vuol dire che non sempre l’imprenditore trae beneficio dal maggior profitto come si è spesso portati a pensare, esiste anche una soddisfazione personale (nel raggiungere i propri obiettivi) che può aver più valore del denaro. Aspetto fondamentale da non sottovalutare mai…

Altro esempio era proprio quello di qualche articolo fa sui potenziali SUV Ferrari. La nostra ipotesi era che la Ferrari preferisse non produrre simili mezzi (troppo commerciali per un marchio di prestigio) rinunciando a maggiori profitti e ad una nuova fetta di mercato, per mantenere inossidabile il suo nome ed il suo prestigio di più grande ed evoluta fabbrica di vetture da corsa. Ipotizzavamo infatti che la produzione di SUV da parte delle industrie Ferrari porterebbe in breve ad una forte svalutazione e perdita di importanza dell’usato per via del cambiamento di mire dell’azienda. Producendo vetture uniche l’obiettivo che raggiunge Ferrari è quello di un artigianato da primato mondiale; producendo SUV il livello di esclusività aziendale si abbassa drasticamente.

Conclusioni

In conclusione, il costo delle opportunità, può essere rappresentato da una rinuncia (ad esempio di tipo lavorativo) per ottenere un risultato più contenuto ma di maggiore soddisfazione, oppure può essere rappresentato dalla rinuncia ad un guadagno sicuro nel breve periodo che può portare perdite considerevoli nel lungo periodo. Vedremo poi che vi sono anche altre forme attinenti con il costo delle opportunità le quali invece possono portare dei vantaggi inaspettati, per queste particolari forme dedicheremo appositi articoli.

Perchè il prezzo del carburante non scende?

Sembra una domanda ovvia con risposte ovvie, in realtà dal punto di vista della microeconomia, c’è un motivo ben preciso. In microeconomia si dice che un mercato è un sistema di strumenti istituzionali ed infrastrutture che permettono ad acquirenti e venditori di realizzare scambi regolari di beni o servizi; all’interno di questo sistema subentrano leggi che regolano la domanda da parte degli acquirenti e l’offerta da parte dei venditori, di questi beni e servizi.

La domanda in particolar modo è la relazione tra la quantità di un bene o servizio che gli acquirenti sono disposti ad acquistare ed il prezzo al quale l’acquisto è realizzabile.

La domanda si dice che diventa inelastica quando nonostante l’aumento del prezzo di un bene o servizio, continuiamo ad acquistarlo perchè non abbiamo altri modi per sostituirlo o per farne a meno. Naturalmente chi vende quel determinato bene o servizio sa benissimo che noi continueremo ad acquistare non avendo dei sostituti perfetti.

Questo significa che noi continuiamo ad acquistare enormi quantità di carburante nonostante gli aumenti, perchè non abbiamo un altro modo per muoverci e, non da meno, perchè nella nostra società è radicato un determinato modo di fare che ha portato famiglie di 4 persone ad avere 4 o 5 automobili ad esempio. Cosa assolutamente impensabile fino agli anni ’80.

Se invece esistesse un sostituto, se per esempio i motori potessero andare ad alcool senza per questo rovinare le fasce dei pistoni o le sedi delle valvole, allora inizierebbe un meccanismo di concorrenza basato su sostituti perfetti e una volta raggiunto un prezzo troppo elevato, la benzina dovrebbe di nuovo calare perchè gli acquirenti farebbero meno uso della benzina stessa per dare la precedenza all’alcool sul mercato a minor prezzo.

Tutto questo meccanismo provoca delle fluttuazioni continue del mercato a vantaggio degli acquirenti, ma non essendo al momento possibile ecco che ci troviamo davanti alla domanda inelastica dei carburanti.

Se poi volete sapere anche come è suddiviso il vero prezzo del carburante, sappiate che:

  1. il 40% del prezzo è quello vero reale industriale (a sua volta costituito per il 30% dal prezzo del greggio più il trasporto, 6% di raffinazione, 6% di distribuzione e guadagno del benzinaio)
  2. altro 40% costituito dall’accisa (tributo indiretto che grava su prodotti petroliferi e tabacchi)
  3. infine l’ultimo 20% dall’iva

E vi ricordo che tutti questi aumenti sono stati possibili soprattutto grazie alla nostra maleducazione e pigrizia. Non sono rari i casi di chi prende l’auto per andare a comprare le sigarette a 500 metri da casa, o di famiglie con esubero di veicoli o quelle famose donne che fanno la spesa in centro nel traffico con i famosi suv da 2km al litro super inquinanti e super ingombranti che a nulla servono visto che acquistano solo lo yogurt per andare a caxxre, anche se mi sembra strano visto che noi a caxxre ce le mandiamo spesso eppure non basta. Oltretutto è leggero da tutti i punti di vista ed entra comodamente nel motorino, nella bici o peggio… nella borsa. Ma non sia mai camminare un pò di più…

Un esempio di come NON si lavora…

… e un esempio di cui vantarsi.

Ieri chiamo una ditta che doveva fornirmi del materiale per una costruzione. Dico doveva perchè adesso non la chiamerò più. Cerco il numero tra il mio materiale, li chiamo e mi passano 3 persone diverse a cui devo spiegare tutto da capo ogni volta per sentirmi dire: “aspetti che le passo Tizio, aspetti che le passo Caio…” Al termine mi dicono: “Domani mattina tra le 9:00 e le 10:00 la facciamo richiamare da un tecnico così rispiega tutto a lui!”.

Primo: che accidenti mi hanno fatto spiegare a fare a mezza ditta cosa devo fare con quel materiale se poi non sanno rispondere? Secondo: chiedo un pò di velocità nel servizio sottolineando che ho avuto una richiesta improvvisa da un cliente e il tecnico l’indomani non chiama?

Con molta calma richiamo io in ditta e fingendo di essere stupiti mi dicono: “come il nostro tecnico non l’ha richiamta?”. Mi danno il numero del tecnico, lo chiamo io… Inizio a spiegargli e mi dice che è impegnato e che richiamerà lui; gli dò il mio numero…. L’hai più sentito tu? Mah.

Due giorni. Non si è concluso niente e a me interessava solo sapere che materiali forniscono e con che sezioni. E poche altre normali info su costi e tempi di fornitura.

E’ impossibile al giorno d’oggi non riuscire ad avere informazioni così banali in 2 giorni quando sarebbe bastato chiedermi l’email e mandarmi un pdf con caratteristiche tecniche e preventivo costi anche grossolano dato che ci saremmo dovuti sentire molte altre volte per entrare nel dettaglio.

Due giorni per constatare l’assurdità di un servizio nel quale nessuna delle persone impiegate era in grado di dare delle banali risposte sui loro prodotti venduti. Oggi un comportamento simile è gravissimo.

Per tale ragione gli ultimi saranno i primi. Perchè i grandi si sentono troppo grandi e sono troppo superficiali per dare risposte veloci ed efficaci a giovani intraprendenti. In futuro lavoreranno sempre meno e faranno riunioni su riunioni per capire perchè. Si scemuniranno con architetti, ingegneri per capire cosa c’è che non va nel loro prodotto e voi che avete tanti sogni e tanta buona volontà ne riderete. Perchè il problema era alla base, il problema è saper lavorare prima di tutto. Quando arriva un cliente, quest’ultimo va considerato come se entrasse temporaneamente nel tuo gruppo di lavoro. Pertanto si deve stare bene tutti in armonia; se il cliente non si trova bene vuol dire che qualcosa non va.

La discriminazione del prezzo

La discriminazione del prezzo è un meccanismo molto semplice ma con effetti assai particolari. Si tratta di un sistema che prevede di applicare, per lo stesso prodotto, prezzi differenti in base a chi è il soggetto che compie l’acquisto.
Se ad esempio ci rivolgiamo ad un’azienda per la fornitura di 300 nastri trasportatori che occorrono alla nostra fabbrica, l’azienda fornitrice applicherà per lo stesso tipo e quantitativo di merce, prezzi di fornitura differenti in base a chi siamo, a che prestigio ha la nostra fabbrica e a quanti acquisti abbiamo fatto in precedenza presso tale azienda.
Significa che un nostro concorrente di maggior successo potrebbe essersi rifornito dello stesso materiale un mese prima e aver pagato quasi il doppio di quello che andremo a pagare noi.
Generalmente tali sistemi vengono adottati in economie di libero mercato, ovvero dove il governo non interviene in alcun modo sui comportamenti delle imprese.
Ma è sempre così? La risposta è no. Ho notato che persino in alcune attività italiane comuni come un bar, una falegnameria, un negozio di vendita di arredo ufficio, molto spesso vengono adottati tali sistemi e non ce ne accorgiamo.
Che convenga entrare in certe attività vestiti con la tuta da lavoro? 🙂 C’è sempre il rischio di trovare un venditore maleducato che vedendoci entrare un pò trasandati ci dice che il suo negozio non è per il portafoglio di chi ha davanti…. Se così dovesse essere, scartatelo, non sa vendere e difficilmente vi offrirà un buon servizio completo e ben organizzato anche dopo l’acquisto.

Lavori specializzati e non, imprenditoria e giovani -3-

Rubrica: Lavori specializzati e non, imprenditoria e giovani

Titolo o argomento: Lavorare con gusto
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Quindi, in conclusione, sapete chi sono le persone che guadagnano più in assoluto tra quelle che conosco veramente bene e che frequento?

  • L’elettricista
  • L’idraulico
  • Il ragazzo che monta i pavimenti

Perchè nessuno mai vuole fare questi lavori?

Io, nonostante ami studiare di continuo, dietro una scrivania proprio non riesco a starci. Le persone che ho appena elencato guadagnano più di un Ingegnere tanto per capirci. Io non sono uno agiato di famiglia, ho solo dato tutto il meglio di me quando ho intravisto le brutte e ho avuto occasione di collaborare insieme a persone di buona volontà che meritano. Questa è la mia logica.

Loro guadagnano bene per un semplice motivo. Mi danno la possibilità di realizzare tra i migliori impianti che si possano desiderare oggi. Installati correttamente, con pignoleria, con gusto, sicuri, affidabili, rispettano le norme. Sono esageratemente bravi, esperti, intelligenti, aperti mentalmente e, cosa che sorprende di più sono giovani, svegli, scattanti, saltano i pasti pur di finire un lavoro nel tempo promesso. Hanno un gran rispetto nei miei confronti ed io ho un grande rispetto per loro. Sarò presuntuoso, ma amo lavorare solo con persone che ritengo competitive nel proprio campo, quelle specializzate, quelle che si aggiornano, quelle che la mattina hanno le tute sporche in cantiere e la sera sfogliano manuali, testi, aggiornamenti perchè a loro, il loro lavoro, “piace”.

Abbiamo iniziato da soli due anni, quindi non stiamo parlando di una grande impresa in termini di volume d’affari, ma di un buon prodotto che ha ottenuto numerose riconoscenze. Tecnici esterni si sono presentati in cantiere e ci hanno fatto più volte i complimenti dicendoci che non avevano mai visto cantieri che realizzavano case in modo così scrupoloso. Questo è stato per me e per gli altri motivo di tanta e tale gioia da ripagarmi di tutti i guadagni mancati per lavori finiti alla concorrenza.

Perchè per molti non è così?

Semplice. Università forzate dai genitori, false credenze, scarsa specializzazione, i giovani oggi si sentono tutti manager e direttori generali sebbene la moto l’abbia comprata loro il padre… non hanno lavorato un giorno in vita loro, non fanno ciò che a loro piace…

La scuola ci mette il carico

I professori a scuola si fissano sull’interrogazione saltata quando già avevano altri due compiti in classe lo stesso giorno e non si soffermano minimamente sullo scoprire o coltivare i talenti innati che tutti hanno e molti non sanno di avere, il metodo Montessori è finito nel dimenticatoio. E per finire, cosa molto importante per una questione molto simile alla differenza di potenziale che genera corrente, purtroppo non c’è lavoro per tutti. Purtroppo il mondo va avanti con una parte del pianeta molto ricca ed una molto povera.

Gli economisti dicono

Questo (spiegano gli economisti su vari testi disponibili in qualunque libreria universitaria) per il timore che allocando le risorse in modo più uniforme si arrivi ad una sovrapopolazione e non ci siano beni e servizi per soddisfare l’intero pianeta. Problema che in effetti non va sottovalutato.

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Taglio al plasma e taglio all'acqua

Il taglio dei metalli al Plasma o tramite getto d’acqua ha permesso di eseguire lavorazioni molto più dettagliate a costi minori. Operatori specializzati agiscono su questi costosi macchinari con la stessa semplicità con cui bevono un bicchier d’acqua.

La filosofia Cannondale

Su un catalogo Cannondale di alcuni anni fa ho letto verso il termine la descrizione della loro filosofia, diceva:

Noi avremo successo perchè:

Ci interessiamo l’uno dell’altro, dei nostri clienti, dei nostri azionisti e dei nostri rivenditori.

Produciamo a getto continuo prodotti innovativi e di qualità.

Utilizziamo processi di fabbricazione flessibili che ci permettono di immettere rapidamente sul mercato questi prodotti innovativi e di qualità e quindi li sosteniamo con un eccellente servizio clienti.

Limitiamo la distribuzione dei nostri prodotti ai migliori rivenditori specializzati del mondo.

Siamo efficienti, rimanendo competitivi ed imprenditoriali.

Reinvestiamo il 90% dei nostri profitti nell’azienda per sottoscrivere la crescita futura; dividiamo il rimanente tra tutti i nostri dipendenti.

Non ci affidiamo ad altri, fin quando è possibile, per promuovere i nostri prodotti.

Ci concentriamo sul dettaglio perchè l’ultimo 5% rappresenta spesso la differenza tra successo e fallimento.

Miglioriamo continuamente tutto.

Ogni nostra azione è governata da ciò che è corretto e giusto.

Tanta sicurezza e voglia di essere i migliori credo sia alla base di una buona riuscita imprenditoriale. Ma ci vuole tanta passione e tante basi di ottime esperienze, e un bel team… Quello che deve mancare assolutamente è il seguente pensiero: Vado a fare X mestiere perchè lì si fanno i soldi. La frase è scorretta sia grammaticalmente che dal punto di vista logico. Il denaro in genere è una conseguenza, non deve essere il motivo che vi muove. Il motivo che vi muove deve essere la passione, rosso corsa….

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Lavori specializzati e non, imprenditoria e giovani -2-

Rubrica: Lavori specializzati e non, imprenditoria e giovani

Titolo o argomento: Lavorare con gusto
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Ho notato che spesso, quando si aprono nuove attività, gli osservatori più frettolosi arrivano rapidamente a conclusioni del tipo “Ahh vedi quanto lavora!!! Chissà quanti soldi fa!!!” O sciocchezze di questo genere che poi terminano nel contrario non appena il bum della novità è terminato e, non è da escludere, si evidenzia un servizio scadente. Il mio modesto parere è che uno dei motivi per cui molte attività aprono e chiudono velocemente sia la superficialità. Si danno per scontate troppe cose e spesso il modo di fare e vedere tutto è troppo semplicistico. D’altra parte, avete ragione se lo pensate, il mio modo di fare è assai severo e magari anche antipatico, però vi assicuro che porta risultati e restituisce soddisfazioni.

Per quanto riguarda l’esempio del Bar menzionato nel precedente articolo di questa rubrica (vedi i link correlati in basso), ho potuto constatare che il bum dei primi tempi non sembra cessare, inoltre ho notato che la gente che lavora negli uffici circostanti e si raggruppava in diverse auto per andare a far colazione in centro, è tornata e frequenta piacevolmente il servizio di ristorazione rinato. C’è molto movimento, si sente e fa piacere. La via sembra rinata.

La morale qual è?

E’ vero che il lavoro è diminuito rispetto a una volta (così come è vero che siamo aumentati e al contempo diversi mercati si sono saturati e i nuovi emergenti quasi nessuno ha gli strumenti educativi per riconoscerli, ne parleremo meglio in seguito; vedi la pagina specifica Life Quality), è vero che con quanto guadagna una famiglia in un mese non si riesce più a comprare una cosetta in più o a togliersi uno sfizio e che il denaro esce sovente per spese di servizi che nemmeno ritornano al cittadino in maniera adeguata… Ma è vero anche che chi si specializza a fare bene il suo mestiere ha molte più probabilità di farcela. La logica in sé è semplice, è attuarla che richeide strumenti sofisticati che l’istruzione attuale non riesce a fornire. Certo è vero che tanti ragazzi inorridiscono alla vista di un libro, ma non credo si possano sempre lamentare che la colpa sia solo degli altri.

Un altro esempio

Conosco una ragazza a cui piace molto fare il lavoro di cassiera o stare al banco dell’ortofrutta. Lei è molto penalizzata ad esempio rispetto a me in quanto non vuole fare nessun altro lavoro se non quello. Questo la porta a stare spessissimo con l’ansia circa il suo futuro nel caso il supermercato chiuda, o nel caso la obblighino ad orari scomodi o a lavori extra che imprenditori opportunisti non le pagano. Questa ragazza lavorava fino a poco tempo fa fino a 42 ore mensili in più senza retribuzione, solo con la paura che se non lo avresse fatto sarebbe stata licenziata. Questo è inaccettabile e penalizza molto i giovani ed il loro desiderio di avere un minimo di certezza sulla famiglia. D’altra parte però la ragazza in questione si è preclusa da sola tutte le possibilità di fare altro o di specializzarsi in un settore; per tale ragione non può attribuire tutte le colpe ad altri.

Continua…

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Rubrica: Lavori specializzati e non, imprenditoria e giovani

Titolo o argomento: Lavorare con gusto

Nonostante molti dicano che oggi non c’è lavoro, i giovani non sanno come fare, non si guadagna più niente e via discorrendo, la verità, almeno in buona parte dei casi, fondamentalmente è da un’altra parte e pochi se ne accorgono.

Un bell’esempio

Prima di continuare vi faccio subito un esempio: conosco un bar nella mia città che in 28 anni ha cambiato gestione 6 volte di cui 3 volte negli ultimi 2 anni. La motivazione di chi ha lasciato il bar è stata: “Non si lavora più perchè non ci sono più gli uffici di una volta che si sono trasferiti in centro”.

Ora tutti i fissati con il motto, “non c’è lavoro” avrebbero dato pienamente ragione agli ex proprietari. Io no. Ho sempre creduto che il servizio di quel bar fosse pessimo negli ultimi anni e privo di una figura, dietro il bancone, altamente specializzata e professionale. In molti hanno puntato sull’estetica di quel locale sprecando elevate quantità di denaro che sarebbero state più utili per un servizio migliore, un caffè migliore e delle paste migliori. Naturalmente quando dico queste cose in molti mi danno dell’arrogante e del presuntuoso. Posso capire…

Con l’ultimo cambio di gestione avevo deciso di non andare nemmeno a salutare i nuovi proprietari, avendo perso ogni speranza di poter gustare un buon caffè, un locale pulito, in ordine e naturalmente delle buone paste. Pian piano nel giro di un paio di settimane, mi accorgo di un via vai continuo per raggiungere il bar, così incuriositi andiamo a prendere il caffè.

Inaspettatamente il locale è pulitissimo, in ordine, niente è fuori tema, i contenitori delle paste sono curati, si sente in tutto il bar un’aroma di caffè buono che non sentivo da oltre 15 anni (e non è tanto per dire). Le paste finalmente sono fresche, buone e ben fatte. Sono invitanti e il barman, solo per come si muove, ispira fiducia. Si presenta in divisa, è ben vestito, pulito. Usa bicchieri, bottiglie e macchinetta del caffè con una professionalità propria di uno che si è almeno degnato di dire: “Vado alla peggio a fare le scuole serali all’alberghiero pur di aprire il bar da professionista, essere aggiornato ed offrire un servizio che inviti i clienti a tornare”.

Ciliegina sulla torta, ti prepara un cappuccino nel quale miscela varie creme a tua scelta e sul quale fa ogni giorno un disegno diverso con la schiuma di latte. Un disegno con la schiuma di latte?! Addirittura?! L’ultimo era un fiore con le foglie… cosa non facile credo. Siamo passati da un estremo all’altro e, guarda caso, ora il bar lavora.

Continua…

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Efficienza Rendimento e Marketing -2-

Utilitarie e supercar: il limite tra l’assurdo e il reale

Prosegue dal precedente articolo: “Efficienza, Rendimento e Marketing -1-“

Mio padre ha una Opel Astra station wagon con 280.000 km, ebbene lui percorre 16 – 17 km al litro di media ( è vero anche che essendo io motorista, tengo il suo motore sempre a punto… ma non l’ho fatto io quel motore) e in autostrada fino a 20 21 km al litro. E tutto questo con un peso del veicolo di quasi 1500kg e con un motore 2000 turbo 16valvole. La mia ragazza si credeva che un’astra con motore 2000 fosse quasi un lusso invece mio padre è stato il più sveglio di tutti. Quando acquistò l’auto il gasolio costava 1600 lire al litro circa (forse anche meno); parlo del 1998-1999. Metteva il gasolio e se lo dimenticava lì. Una macchina robusta forte, con un motore robustissimo (ha pure lei dei difetti ma non in questo tema), delle lamiere eccellenti con caratteristiche di assorbimento dell’urto buonissime al pari di tante medie berline più costose per intenderci.

Negli ultimi mesi o forse anni, la Toyota ha pubblicizzato la Yaris. Pur essendo uno che non comprerebbe mai un’auto non europea (per via del design), devo ammettere che le loro pubblicità dicevano il vero. I loro motori più brillanti ed efficienti consumano meno grazie alla loro raffinatezza e maggior potenza e questo (insieme ad altre caratteristiche che non dirò perchè non è una pubblicità) fa sì che il mezzo mantenga il suo valore nel tempo. In famiglia ho un parente che ha preso una Yaris 1500 vvt. Quando accelera (rapportato alla macchina piccola che è) sembra una moto per come sale agevolmente di giri, se sfiori il gas vai avanti con consumi bassissimi, stiamo fissi tra i 13-14 e i 16-17 km al litro, se vai nell’extra urbano percorri circa 20 km al litro disinvolto…

Il costo iniziale del mezzo è stato molto più basso di quello che ha sostenuto la mia ragazza acquistando (anche se lei ha preso una 4×4), la dotazione di serie è ricca al contrario di altre utilitarie, il motore vola, gli allestimenti interni in termini di tappezzeria, qualità delle plastiche, rivestimenti del cruscotto e insonorizzazzione, sono ottimi. Allora che convenienza ha avuto la mia ragazza ad acquistare una utilitaria 1200cc? Fissazioni, luoghi comuni diffusi tra la gente, credenze errate. E pensare che avendo scelto una compagnia assicurativa a buon prezzo, la differenza di costo assicurazione tra noi è minima (in 1°classe). Un motore 2000 non è sempre un lusso. (ah e per chi non lo sapesse, maggiore è la cilindrata e maggiore è la durata nel tempo…avremo modo nei prossimi articoli di parlarne). Insomma la mia ragazza non è un tecnico di motori e giustamente ha scelto ciò che più gli piaceva…

La BMW 320 d berlina di un mio collega motorista, consuma anche meno dell’Astra ed è anche più performante. Abbiamo aperto i motori delle più svariate auto (Fiat, Opel, Renault, Ford, Porsche. Audi, Bmw, Mercedes… di tutto), dovreste vedere come su una BMW serie 3 ogni componente sia messo al posto giusto, facile intuitivo, ben fatto, ben studiato ed efficiente. Quanto è piacevole rimontarlo; ci sarà tempo nei prossimi articoli…

Continua nel prossimo articolo…