Lighting: Intensità della luce

Rubrica: Lighting -2-
Titolo o argomento: Intensità della luce
Quando una sorgente luminosa proietta ombre con contorni netti vuol dire che la qualità della luce è “dura” (tipico di una bella giornata di sole); viceversa ombre molto sfumate nascono da sorgenti di luce “morbida“, tipico esempio ne è una giornata nuvolosa. I termini “dura”, “morbida” definiscono la qualità dell’illuminazione.

Una giornata di sole non è l’unica fonte di luce dura. Questo tipo di illuminazione la si può ottenere anche tramite:

  • Riflettori Spot

  • Flash

  • Lampade domestiche

  • Fiamma della candela

ed è un tipo di luce importante da utilizzare quando si desidera mettere in evidenza la forma di un oggetto.

La luce morbida invece la si può ottenere, oltre che da una giornata nuvolosa, interponendo, tra l’oggetto illuminato e la fonte d’illuminazione, un diffusore. Le nuvole sono un “diffusore” per eccellenza ma si può ricreare l’effetto artificialmente in uno studio video-fotografico utilizzando strumenti quali i soft-box, di cui parleremo ampiamente in seguito, oppure puntando più riflettori da più angolazioni (anche di questo parleremo in seguito) in modo tale che ognuno smorzi l’ombra creata dall’altro e che quello posto superiormente smorzi quasi definitivamente ciò che rimane. In tal modo le ombre residue sono percepibili come una sorta di sfumature che non rendono piatta la scena.

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La sensibilità della pellicola

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -2-
Titolo o argomento: La sensibilità della pellicola

E’ detta anche rapidità della pellicola ed esprime quanto una pellicola sia sensibile alla luce. Una volta veniva espressa in ASA che è l’acronimo di American Standard Association oppure in DIN ovvero Deutsche Industrie Norm.

Oggi, invece di utilizzare le due precedenti denominazioni, se ne usa una: ISO (International Standard Organization). Quella che segue è una scala delle principali pellicole che erano disponibili in commercio prima dell’avvento del digitale: ISO 25 50 100 200 400 800.

Sotto ai 100 ISO le pellicole venivano chiamate a bassa sensibilità. Al valore di 100 ISO venivano chiamate di media sensibilità; oltre i 100 ISO erano definite ad alta sensibilità. Una pellicola a bassa sensibilità produce un’immagine con poca grana. Viceversa una pellicola ad alta sensibilità produce molta grana sulle immagini.

Le pellicole ad alta sensibilità si utilizzano prevalentemente in due casi:

  1. quando la scena ha un’illuminazione molto bassa

  2. quando un oggetto ripreso è in movimento e si adottano tempi di esposizione brevi

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Con l’avvento del digitale, il range di sensibilità ISO è dato dalla dimensione del sensore. Tanto maggiore è la dimensione del sensore e tanto maggiore sarà la sensibilità raggiungibile. Inoltre, un sensore più grande (a parità di megapixel), vi darà il vantaggio di un minore “rumore” nell’immagine.

Lighting: conoscere la luce

Rubrica: Lighting -1-
Titolo o argomento: Conoscere la luce

La luce viene ben descritta da tre fondamentali grandezze: luminosità (o ampiezza), colore (o frequenza), polarizzazione (o angolo di vibrazione). Nello specifico ecco i parametri per la misurazione della luce:

  • intensità luminosa: Si tratta di una una grandezza fotometrica e fisica la cui unità di misura nel Sistema Internazionale è la candela (cd). L’intensità luminosa viene quantificata come candele in una data direzione di una sorgente che emette radiazione monocromatica di frequenza pari a 540×10^12 hertz e con una intensità radiante in detta direzione di 1/683 watt per steradiante. L’intensità luminosa può anche essere considerata come il numero di fotoni che attraversa una sezione unitaria di un campione (che può essere anche il vuoto) nell’unità di tempo.

  • flusso luminoso: lumen (lm). Il flusso luminoso emesso in tutte le direzioni da una sorgente con intensità luminosa pari ad una candela e rilevabile in un angolo solido di uno steradiante. Lo Steradiante (sr) è il corrispondente tridimensionale del radiante.

  • illuminamento: lux (lx). Un lux equivale ad un lumen su metro quadro. La luce del sole si aggira intorno ai 32.000-100.000 lux; un uffico luminoso varia tra i 400 lx ed i 500 lx; i riflettori di uno studio televisivo raggiungono i 1000 lux; la luce della luna è pari a circa 1 lx.

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Introduzione alle Reflex digitali

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -1-
Titolo o argomento: Le reflex digitali

Si chiamano REFLEX perchè il loro mirino è posto su un asse differente da quello dell’obiettivo e un sistema di “riflessione” provvede a riportare sul mirino ciò che l’obiettivo visualizza, o meglio, solo il 95% dell’immagine ripresa. Ovviamente quello che l’obiettivo visualizza viene proiettato sulla pellicola (nelle REFLEX analogiche) o sul sensore se si tratta di una REFLEX digitale.

Il meccanismo di riflessione è corredato di uno specchietto inclinato che riflette la scena all’interno di un pentaprisma che a sua volta produce un’ulteriore immagine riflessa.

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Un meccanismo collegato al pulsante di scatto fa alzare lo specchietto nell’istante in cui si scatta la foto. Questo impedisce la riflessione dell’immagine all’interno del pentaprisma. Tale operazione è necessaria, nel momento dello scatto (ossia quando si apre l’otturatore), per lasciar passare la luce della scena e farle raggiungere il sensore impressionandolo.

Al termine del tempo di esposizione, quando si chiude l’otturatore, lo specchietto torna nella sua posizione iniziale inclinata.

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Leggere l’istogramma

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -7-
Titolo o argomento: Istogramma

Se agite sul tasto “DISP” più di una volta (riferito ad una compatta digitale canon, ma sarà sicuramente presente, anche se con altri nomi, su molte altre compatte…) mentre state visualizzando le foto scattate, vi accorgerete che ad un certo punto comparirà un grafico simile al seguente:

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Questo grafico si chiama ISTOGRAMMA. Spesso e volentieri viene ignorato ed archiviato come “funzione che non ci occorrerà sicuramente”. Al contrario, per portare al limite una compatta digitale, guarda caso, è fondamentale. E’ importante su tutti i tipi di macchine fotografiche digitali ovviamente, ma noi in questo caso stiamo trattando solo il mondo delle compatte.

Cosa significa?

Il grafico in questione rappresenta la distribuzione della luminosità di tutti i pixel che costituiscono l’immagine digitale. Ogni pixel ha una propria luminosità alla quale viene attribuito un valore compreso tra 0 e 255 lungo l’asse orizzontale del grafico. Questo significa che in ogni singolo punto dei 256 presenti sull’asse orizzontale, viene riportato il numero dei pixel presenti nello scatto con quella precisa luminosità. Ad esempio tanti più pixel ci saranno con una luminosità pari a 125 e tanto più alta sarà la retta verticale che parte dal suddetto punto.

Lo zero corrisponde al nero (sull’asse orizzontale ci troviamo all’estrema sinistra) ed il valore 255 al bianco (sull’asse orizzontale ci troviamo all’estrema destra). I 256 toni disponibili in un’immagine digitale sono molto più di quanto i nostri occhi riescono realmente a intrepretare. L’occhio umano distingue circa 200 livelli di grigio.

Quando l’immagine è troppo scura (sottoesposta), il grafico si concentra tutto sulla parte sinistra (ossia verso lo zero) andando ad indicare una netta prevalenza dei toni scuri, sinonimo di un errato settaggio delle impostazioni di scatto (apertura, correzione esposizione, sensibilità iso, parametri del flash…). Viceversa quando l’immagine è eccessivamente luminosa (sovraesposta), il grafico si concentra tutto sulla destra (ossia verso il valore 255).

Un’esposizione corretta si concentra, secondo una funzione prossima ad una Gaussiana, sulla parte centrale del grafico, sfumando gradualmente verso i valori: 0 e 255. Tali zone in uno scatto corretto vengono a malapena sfiorate. In questo caso la distribuzione della luce è ideale e tutti gli elementi ripresi risultano correttamente illuminati.

Tuttavia risulterà normale che una foto scattata ad esempio al tramonto o di notte, abbia la maggior parte dei pixel con bassa luminosità ed un grafico concentrato sulla sinistra. Questo non vuol dire necessariamente che la foto che abbiamo scattato sia errata. Impostando correttamente le aperture e le velocità di scatto otterremo un grafico concentrato sulla sinistra ma comunque corretto.

Una buona abitudine potrebbe essere quella di eseguire scatti nei quali l’istogramma non tocca gli estremi (0 e 255); questa soluzione ci permette di effettuare delle migliori correzioni dei livelli con programmi di fotoritocco adeguati.

Gimp: Programma Open Source per la manipolazione delle immagini

Rubrica: La pirateria è un reato grave
Titolo o argomento: Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

GIMP è l’acronimo di GNU Image Manipulation Program. È un programma distribuito liberamente per compiti quali il ritocco fotografico, la composizione di immagine e l’authoring di immagine. Ha molte capacità. Può essere utilizzato come un semplice programma di disegno, un programma professionale di foto ritocco, un sistema di elaborazione batch in linea, un renderer di immagine di produzione in serie, un gruppo convertitore di formato di immagine, ecc.

GIMP è estensibile e estendibile. È progettato per essere aumentato con plug in ed estensioni per fare pressappoco qualsiasi cosa. L’interfaccia avanzata di scripting permette di scrivere facilmente di tutto: dal compito più semplice alle procedure di manipolazione di immagine più complesse.
Se lo desideri, visita il sito web: gimp.org

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Una breve sintesi di alcune delle tante caratteristiche di GIMP:

  • Painting
    • Full suite of painting tools including Brush, Pencil, Airbrush, Clone, etc.
    • Sub-pixel sampling for all paint tools for high quality anti-aliasing
    • Extremely powerful gradient editor and blend tool
    • Supports custom brushes and patterns
  • System
    • Tile based memory management so image size is limited only by available disk space
    • Virtually unlimited number of images open at one time
  • Advanced Manipulation
    • Full alpha channel support
    • Layers and channels
    • Multiple Undo/Redo (limited only by diskspace)
    • Editable text layers
    • Transformation tools including rotate, scale, shear and flip
    • Selection tools including rectangle, rounded rectangle, ellipse, free, fuzzy
    • Foreground extraction tool
    • Advanced path tool doing bezier and polygonal selections.
    • Transformable paths, transformable selections.
    • Quickmask to paint a selection.
  • Extensible
    • A Procedural Database for calling internal GIMP functions from external programs as in Script-fu
    • Advanced scripting capabilities (Scheme, Python, Perl)
    • Plug-ins which allow for the easy addition of new file formats and new effect filters
    • Over 100 plug-ins already available
  • Animation
    • Load and save animations in a convenient frame-as-layer format
    • MNG support
    • Frame Navigator (in GAP, the GIMP Animation Package)
    • Onion Skin (in GAP, the GIMP Animation Package)
    • Bluebox (in GAP, the GIMP Animation Package)
  • File Handling
    • File formats supported include bmp, gif, jpeg, mng, pcx, pdf, png, ps, psd, svg, tiff, tga, xpm, and many others
    • Load, display, convert, save to many file formats
    • SVG path import/export
  • Molto, molto altro…

Programmi di CG Open Source. Big Buck Bunny

Rubrica: La pirateria è un reato grave
Titolo o argomento: Software pirata? Non è necessario spingersi a tanto

Big Buck Bunny…

…è il cortometraggio di animazione 3D realizzato con il solo ausilio di programmi Open Source 😀 da Blender Foundation. Sono stati impiegati sette mesi per la sua realizzazione: da Ottobre 2007 a Maggio 2008 e sono stati utilizzati i seguenti Software “gratuiti”:

  1. Gimp: Programma per la manipolazione delle immagini (fotoritocco, composizione ecc.).
  2. Python: Linguaggio di Programmazione
  3. Inkscape:  è un programma open source per il disegno che supporta: forme base, i tracciati, i testi, i segnali, i cloni, le trasparenze, le trasformazioni, i gradienti e i gruppi. Inkscape supporta inoltre i meta-dati Creative Commons, la modifica sui nodi, i livelli, le operazioni complesse sui livelli, i testi su tracciato e la modifica dell’XML SVG. Può importare da diversi formati come EPS, Postscript, JPEG, PNG, BMP e TIFF e esportare in PNG ed in altri formati basati su vettori multipli.
  4. SVN: Open Source Software Engineering Tools
  5. Ubuntu: Sistema Operativo basato su GNU/Linux, che unisce stabilità, sicurezza e facilità di utilizzo.

…Alla faccia di chi pensa che tutto è difficile o impossibile 😀

Potete scaricare Gratuitamente il film in HD 1920×1080 al seguente link: http://www.bigbuckbunny.org/index.php/download/

Compatta digitale: Modifica del firmware

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -6-
Titolo o argomento: Modifica del Firmware

Un’elaborazione che è possibile effettuare su una compatta digitale è quella del Firmware…

Che cos’è il Firmware?

Il firmware è un programma, inteso come sequenza di istruzioni, integrato direttamente in un componente elettronico nel senso più vasto del termine (integrati, schede elettroniche, periferiche). Lo scopo del programma è quello di avviare il componente stesso e consentirgli di interagire con altri componenti tramite l’implementazione di protocolli di comunicazione o interfacce di programmazione.

Cosa posso ottenere dall’elaborazione del Firmware?

Posso ad esempio allungare i tempi di esposizione

Programmare la macchina fotografica per fare degli scatti ad intervalli regolari durante la giornata

Aggiungere la possibilità di utilizzare il formato RAW

Realizzare foto in HDR direttamente con la macchina fotografica compatta

Impostare una sensibilità ISO20 (di cui però non conosco personalmente l’utilità)

e altro ancora…

chdk.png

Dove trovo il Firmware modificato per la mia compatta?

Al seguente LINK troverai decine e decine di Firmware… Puoi controllare se c’è qualcosa che fa al caso tuo. Il file che potrai scaricare dal sito va memorizzato nella scheda di memoria della macchina fotografica compatta digitale. Per fare in modo che la macchinetta fotografica si avvii con il nuovo Firmware e non con quello che ha di serie (che non è presente nella scheda di memoria ma nella memoria di sola lettura della macchinetta stessa) è necessario che la scheda di memoria sia di quelle con il tastino che permette di bloccarle o meno. Bloccandola, mi dice il tecnico Giovanni Segreto, la macchina fotografica si avvierà con il nuovo firmware e non con quello che ha di serie. Sbizzarritevi…

Compatta digitale: Aberrazione ottica

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -5-
Titolo o argomento: Aberrazione ottica

Nel precedente articolo della rubrica “Portare al limite una canon A540” abbiamo parlato della regolazione dell’apertura del diaframma e degli effetti sulla profondità di campo. A piccole aperture del diaframma e quindi a valori elevati di f-stop corrisponde una maggiore profondità di campo ossia si possono mettere più agevolmente a fuoco oltre agli oggetti in primo piano, gli oggetti più avanti o più arretrati. Vice versa vale per grandi aperture del diaframma e quindi ridotti valori di f-stop.

Tuttavia si può verificare un particolare fenomeno se si eccede con l’apertura del diaframma. Diaframmi molto aperti hanno lo svantaggio di aumentare gli effetti di aberrazione ottica.

Tali effetti consistono (Definizione tratta da Wikipedia) in una deformazione nella forma o nel colore di una immagine prodotta da un sistema ottico qualsiasi, composto da più lenti.

È causata da imperfezioni o compromessi costruttivi e può essere ridotta o a volte eliminata utilizzando materiali migliori, lavorando in modo particolare le ottiche o accoppiando componenti diversi. In generale la correzione comporta un aumento dei costi di produzione.

Elemento influenzante lo sviluppo dell’aberrazione è lo spessore del mezzo ottico attraversato dalla luce, dalla scomposizione di quest’ultima legata al fenomeno della rifrazione ed alla suddivisione nelle diverse lunghezze d’onda dei colori percepiti nel visibile.

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