Compatta digitale: profondità di campo

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -4-
Titolo o argomento: Profondità di campo

Il diaframma, oltre ad attenuare la luce, ha un compito non da poco:

La regolazione della profondità di campo.

Attraverso la regolazione del diaframma, presente anche su una semplice compatta come la canon A540 (posizione sulla funzione AV), decidiamo fin dove mettere a fuoco o meno. Gli spazi dietro e avanti l’oggetto messo a fuoco, possono essere anch’essi messi a fuoco o meno.

  • Ad un f-stop piccolo ovvero diaframma molto aperto, corrisponde una piccola profondità di campo. Ne segue che il soggetto della foto è a fuoco mentre gli oggetti avanti al soggetto e lo sfondo, risultano sfuocati. Tecnica di fondamentale importanza se si deve risaltare un primo piano in una foto o un dialogo in una scena di un film ad esempio.

  • Nella prima foto l’f-stop della canon A540 era impostato su 2.6. Notiamo come gli oggetti davanti e dietro il vasetto centrale, siano sfuocati.

f-stop-piccolo.jpg

  • Ad un f-stop grande ovvero diaframma poco aperto, corrisponde una più ampia prodondità di campo. Si può mettere correttamente a fuoco il sogetto e tutto ciò che lo circonda.

  • Nella seconda foto l’f-stop della stessa compatta digitale era impostato su 8.0. La zona a fuoco diventa, di conseguenza, maggiore.

 f-stop-grande.jpg

 Inoltre è possibile osservare come la luce delle due foto sia differente (gli effetti su una reflex potrebbero essere differenti… ma ne parleremo in seguito…). Per effettuare dei piccoli aggiustamenti, si può correggere l’apertura del diaframma di piccole frazioni. Sulla canon A540, è possibile premere (in fase di scatto e con la modalità impostata su AV) il tasto che solitamente si usa per cancellare le foto nella modalità di riproduzione (tasto indicato dalla freccia nella foto seguente) e correggere l’apertura del diaframma di piccole frazioni.

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Infine, per meglio comprendere le differenti aperture del diaframma, ecco uno schema esplicativo:

esempi-aperture-diaframma.jpg

Prima di passare all’acquisto di una Reflex, ritengo che sarebbe opportuno esasperare le potenzialità di una compatta digitale. Nei primi 4 articoli di questa rubrica (che puoi richiamare inserendo le parole chiave del titolo nella casella “CERCA” in alto a destra) puoi già comprendere se sei portato o meno nel fare foto di buon livello semplicemente con una macchina fotografica di basso costo. Una volta arrivati all’estremo delle potenzialità di un’ottica così modesta… allora puoi tentare il grande salto.

L’illuminazione che causa depressione

E’ stato assodato che la luce al neon è causa di depressione. La ristretta gamma dello spettro di luce emessa ne sarebbe il motivo. Si è scoperto che il corpo umano, esposto regolarmente alla luce solare (che dispone ovviamente del più completo spettro di radiazione luminosa) ne trae beneficio mentale psicologico. I finlandesi ad esempio risultano mediamente più “giù di corda” rispetto agli italiani che vantano un clima più soleggiato.

Intere giornate in ambienti chiusi e male illuminati, ma soprattutto illuminati esclusivamente da luci al neon, favorirebbero sconforto e depressioni non indifferenti. Inutile dire che anche i colori dell’arredamento influiscono sull’umore nonché sugli stimoli creativi di chi lavora in un determinato ambiente.

Illuminazioni più calde sono sicuramente più costose in bolletta ma danno un reale vantaggio in ambienti commerciali ad esempio, laddove il cliente dovrebbe vedere il vostro negozio come un luogo familiare dove si sta bene e si sceglie la merce in tranquillità, magari con la giusta spensieratezza offerta da un pò di buona musica… Sono comunque in fase di realizzazione nuove lampadine a risparmio energetico che offrono oltre al risparmio, uno spettro luminoso più completo (non mancheremo nell’aggiornarvi).

Il vantaggio di lampadine con uno spettro luminoso più completo di quello delle luci al neon si farebbe sentire anche in uffici e ambienti di lavoro con particolari situazioni di routine. In questi ultimi, il rischio di continue giornate tristi è ancora maggiore. Senza parlare poi delle aule scolastiche…

Luce, Colore, Musica, Ampie finestre, potrebbero essere fattori da non sottovalutare per far funzionare al meglio le vostre capacità/potenzialità perchè, in fondo il successo di un lavoro, dipende da una moltitudine di fattori che vanno necessariamente armonizzati fra loro 🙂

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I colori regnano nella tua mente, ma come? Clicca su questo link per saperne il significato.

Scanner 3d

So bene che per alcuni di voi non è una sorpresa, ma per stimolare piacevolmente la mente dei nostri lettori e per estendere a nuovi potenziali utenti il mondo del 3d ecco a voi lo scanner 3d: https://www.nextengine.com/indexSecure.htm?gclid=CMXyyoCS35gCFcyR3wodfl6scw

Attraverso un simile strumento potete trasferire un modello reale di un oggetto, sul vostro computer trasformandolo quindi in un modello 3d (elaborabile al computer) grazie ad un sofisticato sistema di scansione multi laser. Ognuno dei molteplici raggi laser emessi rileva un punto distinto dell’oggetto reale riportandolo sul vostro computer con un livello elevato di precisione. In pratica otterrete sul vostro pc un modello di disegno tridimensionale senza doverlo disegnare voi da zero. Naturalmente una sufficiente conoscenza di come si lavora nel mondo del 3d è comunque consigliabile.

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Il prezzo non è da poco, ma se la vostra idea è brillante e, soprattutto, se le circostanze non vi impediscono di lavorare ed avere lo studio in casa, beh allora potrebbe essere un buon investimento. Non dite però troppo a voce alta la vostra idea, prima realizzatela…

Se siete dei temerari, se volete inventare il vostro mestiere e se vi affascina il mondo del 3d ma non ne sapete ancora molto, sappiate che potete imparare anche voi… Non è impossibile.

E se qualcuno vi dice che non potete fare una cosa, probabilmente è perchè lui stesso non la sa fare… Concetto che viene espresso molto bene nel film “La ricerca della felicità” tratto da una storia vera. Imparare è difficile ma non è impossibile.

Buon lavoro 🙂

Pit Stop

Morale: “Non sottovalutate mai i più piccoli (in qualunque settore) potreste pentirvene… Ad esempio avere una scuderia molto “grossa” in termini economici , non significa necessariamente essere i migliori nel campo. Significa avere più possibilità economiche e poter possedere o spendere di più… coprire maggiori errori, permettersi più test, più materiale… Non significa essere i migliori, pertanto: quando si presenta da voi il ragazzetto di 18 anni davvero appassionato, evitate di snobbarlo perchè… se a quel ragazzetto poi dovesse andar bene, ve lo ritroverete in pista davanti quando meno ve lo aspettate”.

Priorità dei tempi TV, priorità diaframma AV

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -3-
Titolo o argomento: Priorità dei tempi TV – Priorità diaframma AV

Cosa significano queste voci?

Per priorità dei tempi si intende che, posizionando la rotella di selezione su TV, possiamo andare a scegliere il tempo esatto di durata dello scatto che desideriamo. Ma non siamo ancora in piena modalità manuale e gli altri parametri li sceglie la macchinetta. Se ad esempio vogliamo usare la luce naturale che passa dalla finestra ma ci accorgiamo che l’oggetto fotografato in modalità automatica viene scuro, possiamo impostare la macchina fotografica su TV e scegliere un tempo di esposizione di 1 secondo. Se la foto viene troppo luminosa, riduciamo a mano a mano sino a che non otteniamo l’immagine desiderata. Attenzione che ciò che vediamo sul display della macchinetta non corrisponderà alla vera luminosità che avrà la foto. Generalmente le foto sono più scure di come le vediamo sul dispay da 2 o 3 pollici. Vice versa se la foto è ancora troppo scura agiamo nuovamente sul tempo aumentando magari a 1,6 secondi poi 2, …, 3, sino ad arrivare al tempo ottimale. Saranno le vostre prove a darvi ragione. Il risultato del vostro scatto lo verificherete correttamente sul vostro monitor del pc o mac. I mac vanno particolarmente forte in questo settore vantando monitor di qualità eccelsa in HD.

Ho sottointeso che durante queste operazioni il flash viene disattivato. Una foto in ambiente poco luminoso fatta con il flash viene molto molto differente dalla stessa fatta senza flash e con un tempo di esposizione di circa 2 secondi. Sicuramente ve ne siete accorti ed è per questo che volete esplorare le regolazioni manuali della vostra compatta.

Altra cosa che ho sottointeso è l’uso di un cavalletto…

Un motivo per il quale ho preferito non pubblicare una lista di priorità dei tempi e dei diagrammi a seconda dei vari casi, è che le situazioni e le scene possono essere assai differenti tra loro. Nella vostra foto non incide solo la sorgente luminosa (artificiale o naturale) ma tutti gli oggetti intorno a quello da fotografare, i loro riflessi, e tutto quanto si trova dietro e sotto l’oggetto fotografato. Ogni oggetto intorno a quello fotografato emette radiazioni luminose ben precise che influenzano il vostro scatto. Ad esempio impostando un tempo di 0,3 secondi con diaframma f8 utilizzando una luce alogena ed uno sfondo bianco, la foto può dare un risultato che può essere molto differente se le regolazioni sono le stesse ma lo sfondo dietro l’oggetto è di un colore diverso dal bianco oppure se invece della luce artificiale si usa la luce diurna, o ancora se vicino all’oggetto da scattare avete posizionato un carrellino degli attrezzi che magari è rosso. State sicuri che influenzerà la vostra foto con componeti di luce rossa che potreste non notare inizialmente.

Per priorità diaframma come indicato sul menù di alcune compatte si intende che posizionando la rotella di selezione su AV sceglierete l’apertura (solitamente circolare o poligonale) che ha il compito di ostacolare o favorire la luce che raggiungerà la pellicola o il sensore.

Con un’apertura f5,5 più luce raggiungerà il sensore, mentre con un apertura f8 ne arriverà molta meno e vi accorgerete che dando la priorità alla scelta dell’apertura AV, prima dello scatto sul dispay vi comparirà anche il tempo di esposizione che la macchinetta sceglierà. Noterete che impostando un f8 (valore massimo possibile per la canon A540) il tempo di esposizione aumenta, mentre impostando un f5,5 (valore minimo possibile per la A540) il tempo di esposizione si ridurrà notevolmente a frazioni di secondo.

C’è una netta relazione tra queste due regolazioni TV-AV. Ogni valore impostato su una regolazione ne implica un altro che sceglie la macchina fotografica. Vi accorgerete che se ad esempio scegliete un tempo di 1/6 di secondo, in automatico il processore sceglierà un’apertura f5,5. Mentre se darete la priorità alla scelta dell’apertura e userete un’apertura f5,5, in automatico il processore della compatta sceglierà un tempo di esposizione di 1/6 di secondo.

Note:

  • Con il diaframma a piena apertura, la zona di nitidezza in profondità (profondità di campo)  sarà relativamente limitata.

  • Diminuendo l’apertura (l’operazione è detta diaframmare) si aumenta l’estenzione della zona di nitidezza, che raggiunge il massimo quando il diaframma è portato all’apertura minima.

  • Diaframmi di piccole dimensioni richiedono però tempi di esposizione più lunghi e conseguentemente implicano un maggior rischio di mosso se il soggetto o la fotocamera si spostano durante l’esposizione.

  • I numeri f esprimono il rapporto tra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura del diaframma

Ecco qualche esempio semplice. Notate che le caratteristiche dello scatto sono contenute nel nome del file e ripetute nell’elenco sotto. Ci sono alcune foto sottoesposte e altre sovraesposte. Questi “errori” sono voluti per meglio comprendere cosa accade distribuendo la quantità di luce che vi occorre in modi differenti:

foto-a-005-f55.jpg foto-b-02-f55.jpg foto-c-025-f55.jpg foto-i-10-f80.jpg foto-o-25-f80.jpg foto-p-32-f80.jpg foto-r-50-f80.jpg

  1. foto A: tempo di esposizione 0,05 secondi ovvero 1/20 di secondo; f/stop 5.5

  2. foto B: tempo di esposizione 0,2 secondi ovvero 1/5 di secondo; f/stop 5.5

  3. foto C: tempo di esposizione 0,25 secondi ovvero 1/4 di secondo; f/stop 5.5

  4. foto I: tempo di esposizione 1 secondo; f/stop 8.0

  5. foto O: tempo di esposizione 2,5 secondi; f/stop 8.0

  6. foto P: tempo di esposizione 3,2 secondi; f/stop 8.0

  7. foto R: tempo di esposizione 5,0 secondi; f/stop 8.0

E’ interessante notare come con tempi di esposizione maggiori si usi un’apertura più piccola che oltretutto impedisce il passaggio di alcune radiazioni luminose sulla frequenza del giallo. La foto perde parzialmente, a nostro vantaggio, quella componente giallina che è causata da lampadine non appropriate al tipo di scatto.

In seguito vedremo alcuni effetti interessanti ottenibili giocando con le esposizioni e altri risultati ottenibili con diversi tipi di luce e, cosa importante spiegandone il perchè. Parleremo quindi di radiazione luminosa con accenni di fisica.

Continua…

Compatta digitale: Tempo di esposizione

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -2-
Titolo o argomento: Tempo di esposizione

Se utilizzate la vostra compatta digitale in modo automatico forse non ve ne sarete accorti, se invece stuzzicate le varie funzioni con curiosità potrete notare che la rotellina che gestisce le modalità di scatto si può posizionare sulla voce “TV”. TV non ha nulla a che fare con le opzioni per fare brevi filmini. Per quelli vi è un’apposita funzione indicata dal simbolo della telecamera. La rotellina per scegliere le funzioni, quando viene posizionata su TV, permette all’operatore di scegliere i tempi di esposizione ovvero di selezionare il tempo durante il quale il diaframma resterà aperto. Più il diaframma resterà aperto e più luce raggiungerà il sensore (o la pellicola nelle macchine fotografiche “normali”). Questa particolare possibilità ci permette di effettuare scatti in zone poco luminose come stand fieristici o meglio di notte. Uno scatto per così dire prolungato deve poter riprendere un soggetto fermo, mantenendo ferma anche la macchina fotografica. E’ necessario utilizzare ad esempio un cavalletto, ma può trattarsi di un qualunque supporto. Se si muove la macchina fotografica o il soggetto fotografato, la foto verrà indubbiamente mossa e poco gradevole. Al contrario se si scattano foto con tempi di esposizione prolungati, con il soggetto in movimento e lo sfondo fermo o viceversa, si possono ottenere effetti interessanti. Un esempio è rappresentato dalla foto sottostante dalla quale abbiamo poi ricavato una grafica che oggi si trova nell’ufficio di un mio amico in formato 2816×2112. Non è affatto poco per una compatta. Sullo sfondo del porto, lo scatto prolungato mette in evidenza il movimento delle automobili che si strasformano in scie di luce generate dai fari ripresi per più secondi consecutivi. E’ possibile operare al contrario e ridurre il tempo di esposizione per uno scatto ad un oggetto che si muove in velocità (una moto in pista, un atleta ecc.). In questo caso per non avere un’immagine mossa i tempi saranno ridotti fino a minime frazioni di secondo ma dovremo regolare altri parametri (che vedremo in dettaglio nel prossimo articolo) affinché, con uno scarso afflusso di luce al sensore, la foto non venga scura o completamente nera.

Continua…

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Contesto della foto: lo sfondo

Rubrica: Portare al limite una compatta digitale -1-
Titolo o argomento: Contesto della foto

Ipotizziamo di nutrire il desiderio di voler vendere un oggetto da collezione su internet. Dobbiamo realizzare un annuncio valido, chiaro, corretto, ben formulato e veritiero ovviamente. Ma c’è un dettaglio, forse il più importante, che molti tralasciano o trascurano: la foto.

La foto parlerà del vostro oggetto e di nessun’altra cosa. Al centro della vostra foto ci sarà il vostro oggetto e dovrà essere ben in evidenza affinchè possa convincere delle sue particolarità.

foto-1.jpg  foto-2.jpg foto-3-ralph-dte.jpg

Ma come risaltarle?

Fare una foto a caso su una mensola o un tavolino (FOTO 1: esempio di foto senza nessuna cognizione tecnica) e poi inserirla nell’annuncio potrebbe non essere la scelta ideale (certo dipende dall’oggetto). Ammettiamo di voler vendere una bottiglia di Coca Cola da collezione e di volerne sottolineare le caratteristiche. Potremmo scegliere di utilizzare uno sfondo per studi fotografici sorretto da 2 stativi (FOTO 2: illuminazione professionale). In questo modo nella foto vedremmo solo il corpo della bottiglia e nessun altro oggetto a distoglierci l’attenzione e, soprattutto, ad influenzare la scena con i propri colori.

Ehi ma due stativi più lo sfondo per il set fotografico costano! Non vale la pena acquistare un kit del genere per fare qualche scatto per un inserzione e niente di più! CERTO, ovvio. Ed è proprio a causa del costo che stiamo ritardando la pubblicazione degli articoli sulla pagina “Grafica e intrattenimento” di questo Blog…

La soluzione sta nell’ingegno: possiamo ricreare un mini set fotografico in casa badando ad alcuni accorgimenti molto importanti:

  • Per la FOTO 3 come stativo è stato usato un porta asciugamani da bagno alto non oltre 80 cm
  • Come sfondo è stata usata una risma di fogli a strappo 1m X 0,6m che si trovano in cartoleria (euro 5) e che vengono usati a mò di lavagna appendendoli al muro generalmente.
  • Per gli scatti abbiamo utilizzato, o meglio sfruttato al limite, una semplice (mica tanto…) compatta digitale da 6 Mega Pixel (Risoluzione: 2816 x 2112) con zoom ottico 4x.

Cosa è stato  settato sulla macchina fotografica? Tra le nostre regolazioni possibili c’erano:

  • Priorità dei tempi (per gestire quanta luce entra)

  • Diaframma (per gestire come la luce entra)

  • Messa a fuoco manuale (per mettere a fuoco solo il dettaglio)

  • Possibilità di escludere il flash (se non si vogliono riflessi incisivi)

  • zoom ottico 4x (riprendere da più lontano zoomando evita distorsioni e nasconde imperfezioni)

  • Timer di scatto (mentre la macchina fotografica è sul cavalletto il timer fa sì che, nel momento in cui effettuiamo lo scatto, abbiamo il tempo di togliere le mani dal corpo macchina evitando di far rientrare nella foto anche le minime vibrazioni)

  • Possibilità di regolazioni ISO da 80 a 800 (per regolare la sensibilità del sensore, una volta della pellicola…)

Non pensavate che su una compatta ci fossero tante regolazioni? : ) E’ proprio per tale motivo che vi consiglio (ma fate come volete ovviamente) di imparare ad usare tutte queste funzioni prima di passare ad una reflex. Vi accorgerete che potete fare molto ma molto meglio di quanto una persona inesperta fa con un’ottima reflex.

Continua.

Tavoletta grafica -parte seconda-

Che passione!

Nota introduttiva

Cito  ciò che è scritto su wikipedia per proseguire la discussione sulla tavoletta grafica (link articolo introduttivo).

La tavoletta grafica (digitizer in inglese) è una  periferica che permette l’immissione di dati all’interno di un computer.Il suo utilizzo è abbastanza limitato, ma nei primi anni 90 conobbe un notevole impiego per software di disegno digitale cad, come il celebre autocad, che poteva essere completamente gestito da una tavoletta grafica provvista di puntatore. L’uso del digitizer per il disegno tecnico si è poi progressivamente ridotto, a causa della maggiore diffusione dello scanner di immagini come periferica di acquisizione di immagini.Attualmente le tavolette grafiche, di ridotte dimensioni, sono utilizzate soprattutto per il disegno artistico, a mano libera e per il fotoritocco, come ausilio per la creazione di disegni e schizzi, usando una apposita penna sul supporto. Il movimento della penna viene riconosciuto dalla tavoletta e si ha quindi una sensazione simile al disegno a mano libera, grazie anche al fatto che ormai le tavolette sono sensibili alla pressione (tipicamente 512 livelli di pressione differenti) e sono quindi in grado, in combinazione con il software grafico di interpretare tale pressione per variare dinamicamente, spessore della linea, intensità del colore, ecc. In commercio ne esistono alcuni modelli che abbinati all’uso di differenti strumenti conferiscono tocchi ed effetti pittorici differenti (aerografi, pennelli, etc.). Estratto da Wikipedia.org

La mia esperienza

Devo ammettere che dopo aver letto l’articolo di wikipedia sono rimasto di stucco, infatti dato l’uso che si fa adesso di tale periferica, mai e poi mai avrei pensato che solo una decina di anni fa, la tavoletta grafica fosse usata come strumento di precisione, dico questo perchè il fine ultimo per il quale io utilizzo questo dispositivo, è cercare la cosa opposta: l’imprecisione.Cerco di spiegarmi meglio: quando lavoriamo al computer, siamo abituati ad utilizzare il mouse. E’ una periferica vitale e nei sistemi operativi odierni ad interfaccia grafica è senza dubbio il metodo più pratico per richiamare delle funzioni all’interno del Sistema Operativo stesso e dei vari applicativi. A questa regola, non sfuggono di certo i programmi cosiddetti di fotoritocco  (es. gimp, photoshop, photopaint, paint shop pro ecc); entrando nello specifico, quando utilizziamo uno di questi programmi per creare o modificare un’immagine digitale ci troveremo davanti ad un set di comandi del tutto simili tra i vari applicativi: gomme pennelli matite e selezioni di vario genere sono presenti anche nell’umilissimo Paint in dotazione con i vari Windows!
Tali comandi verranno richiamati ed eseguiti cliccando e trascinando il mouse e, come è ovvio, funzioneranno senza alcun problema. Pertanto quand’è che si sente l’esigenza di utilizzare una tavoletta grafica? Effettivamente, quando da neofiti ci si affaccia al mondo del fotoritocco, e più in generale del disegno al computer. A mio avviso il primo ostacolo da superare è prendere confidenza con l’applicativo; ma è proprio quando si comincia a prender mano, e il programma ad essere più “amichevole”, che si intuiscono i limiti del mouse… Provate a fare un arco pulito e preciso su un foglio di lavoro abbastanza esteso utilizzando il mouse! Dovrete fare qualche tentativo prima di riuscire ad ottenere qualcosa di decente.E’ quindi scontato che se non si riesce ad ottenere un segno elementare come un arco, disegni più articolati saranno ancor più complicati da eseguire!Una volta capito ciò, se siete interessati a migliorare le vostre tecniche di disegno digitale, non vi rimane che acquistare una tavoletta grafica.La scelta non è molto variegata come per altre periferiche; il leader di mercato è WACOM che produce buone tavolette grafiche per tutte le tasche. Se invece volete andare a risparmio potete provare quelle prodotte dalla TRUST, che propone modelli buoni per cominciare qualche lavoretto “casalingo” spendendo veramente poco.

Esistono poi diverse marche come la Aiptek che non ho mai avuto modo di provare.

Una volta acquistata ed installata sul vostro computer, riprovate a disegnare un bell’arco pulito e preciso e capirete senza ulteriori spiegazioni le potenzialità di tale periferica! La differenza notevole che passa tra questi due dispositivi di puntamento si può riassumere in due punti fondamentali:

  1. Impugnatura: quando si tiene una penna, la mano viene utilizzata con una impugnatura di precisione (“pinch grip” in ergonomia) che ci permette un controllo pressochè totale del movimento delle dita, cosa che invece non avviente quando la mano viene appoggiata sopra il mouse (“disc grip”)!

  2. La capacità da parte della penna graficà di interpretare la pressione con cui stiamo disegnando sulla superficie. Quando usiamo un mouse possiamo inviare solo 2 tipi di comando: tasto cliccato o tasto non cliccato. Con la penna grafica ed un software che si interfacci a dovere con i driver di tale dispositivo,  si emulano effetti di tratto leggero, pesante, veloce, inclinato…. E’ ovvio  che le tavolette grafiche più raffinate possono ricreare più situazioni di utilizzo!

Ecco quindi spiegato il motivo per il quale utilizzo la tavoletta grafica per cercare l’imprecisione: se con il mouse posso fare solo tratti “seghettati” e del tutto innaturali, con la tavoletta grafica posso creare dei tratti più naturali, che conferiranno ai miei fotoritocchi un aria più realistica e ai miei disegni un tratto più morbido!queste brevi informazioni sono state raccolte esclusivamente sulle mie impressioni personali, quindi critiche e consigli sono sempre ben accetti.

Un saluto Federico.

Si ringrazia Federico per la splendida collaborazione 🙂 inoltre vi anticipiamo che nel seguito di questo articolo che uscirà nelle prossime settimane, tratteremo l’esempio di disegno di una bozza di auto sportiva sia su carta sia su tavoletta grafica…

Il brivido di rallentare 2

Rallentare spesso serve a capire come funzionano le cose; in una vita frenetica come quella di oggi, rallentare non può fare che bene per capire cosa sta succedendo.

Questo è anche il nostro modo di sviluppare questo blog, molti contenuti non sono ancora presenti perchè preferiamo approfondirli e offrirli dal nostro punto di vista, piuttosto che dare informazioni veloci con il rischio di dare aria alla bocca dicendo cose insensate. Vorremmo essere quanto mai una fonte attendibile. Se avrete pazienza nell’arco dei mesi a venire troverete contenuti molto ben fatti e curiosi sia in tema edile e meccanico, sia in tema di grafica e intrattenimento (come lo chiamiamo noi…).