Le aspettative dei giovani

Da ragazzi a pesci il percorso è breve

Avete presente quelle immagini nei documentari dove si vedono una molteplicità di pesci muoversi insieme in una direzione e poi, al primo pericolo, cambiare direzione tutti insieme?

Ecco noi giovani siamo più o meno così. Da un pò di anni vi è il fenomeno dell’università di massa. Se i compagni di classe decidono di andare all’università, in molti casi anche a noi sorge il dubbio e ci buttiamo a seguire gli amici. Il bello è che magari, di quello che andiamo a studiare, non ce ne importa nulla. Oltretutto si fa pure parecchia fatica. L’obiettivo è quello di un pezzo di carta per non essere da meno degli altri e, cosa peggiore, la credenza che così si faranno un mucchio di soldi*. Fino a circa 10 anni fa il fenomeno era esattamente inverso. Si vedevamo più spesso i nostri compagni di classe** lasciare gli studi alle superiori per andare a “fare il mestiere”. L’idea stimolava anche altri che aspettavano lo spunto giusto da seguire o che nutrivano incertezze o che pensavano che il mestiere rendesse loro di più.

In sostanza seguiamo poco quello che ci piace realmente fare e seguiamo molto quello che sceglie di fare la collettività. Quasi fosse una garanzia. Come a dire che se lo fanno gli altri…

Ma cosa ne sa la massa delle vostre necessità? Credete veramente che con tutta la gente che ad esempio si iscrive ad ingegneria, gli stipendi poi saranno di chissà quanto? Un ingegnere che non ha particolari competenze, capacità, conoscenze, non guadagna molto di più di una persona che fa un normale mestiere senza alcun titolo di studio… anzi  in molti casi  guadagna anche meno (o non trova proprio lavoro).

Le persone con più “carattere” sono, come in tutte le specialità, una minoranza. Sono quelli che vanno a fare il falegname dopo aver frequentato l’istituto tecnico perchè amano stare davanti ad una fresatrice, un tornio, un materiale da lavorare. Sono quelli che, nonostante la classe sia dedita all’abbandonare gli studi quanto prima, si iscrivono anche da soli ad una facolta che realmente li appassiona.

Non è classificabile come scelta corretta l’andare all’Università dopo il 5° superiore o la scelta del mestiere subito. E’ classificabile come scelta corretta quella che regala a voi il maggior piacere personale (possibilità permettendo ovviamente).

Mi fa davvero una brutta impressione vedere interi gruppi di persone studiare all’università contro voglia cose che letteralmente non gli interessano pensando che con quel pezzo di carta poi…

Dopo quel “poi” invece cosa c’è? Spesso delusione e ramarrico per non aver preso altre strade al momento giusto. Ma vai a saperlo prima. E’ difficile prendere decisioni in particolar modo da giovani; ecco perchè una nazione come l’Italia dovrebbe utilizzare di più il suo tempo per seguire e sostenere i giovani piuttosto che perdersi in una moltitudine di idiozie oggi capeggiate dal gossip e tutte le  intramontabili sciocchezze ad esso legate e per le quali letteralmente si “sprecano” enormi energie.

Io ho scoperto interessanti spunti sulle cose che mi appassionano di più relativamente tardi e, cosa più assurda, non grazie alla scuola e nemmeno all’università; le ho scoperte grazie ad amici stretti ma anche ad amici che in principio ritenevo addirittura antipatici ed insopportabili. Eppure mi davano gli input giusti. Ma mi chiedo: “E se non avessi avuto una simile occasione?” Siate forti delle vostre scelte, dovete contare solo su voi stessi e su chi vi sta vicino.

*Testimonianze reali raccolte durante i miei studi presso l’Università.

**Testimonianze reali raccolte durante gli studi all’Istituto tecnico.

Link correlati

Sondaggio condotto da “Trendence” sugli studenti

come-i-pesci.jpg

Reflex digitale: l’otturatore

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -11-
Titolo o argomento: L’otturatore – parte prima

Sulle macchine fotografiche di grande formato, l’otturatore si trova sull’obiettivo ed è del tipo “centrale”; esso è costituito da lamelle.

otturatore-a-lamelle.jpg

Sulle macchine fotografiche reflex da 35mm l’otturatore si trova sul piano focale ed è del tipo a tendina. E’ posizionato internamente al corpo macchina ed è adiacente alla pellicola/sensore. Se lo scorrimento è di tipo verticale, la tendina è metallica.

 otturatore-a-tendina.jpg

 Quando impostate i tempi di esposizione (o tempi di otturazione, tempi di posa) si decide il tempo durante il quale l’otturatore rimarrà aperto lasciando passare la luce verso la pellicola/sensore.

Ed è proprio a questo punto che spesso sorgono delle piccole confusioni. Dato che per i tempi di esposizione inferiori ad 1 secondo si è soliti usare delle frazioni, quando il fotografo dice che sta usando un valore di esposizione basso, significa che sta usando un tempo relativamente lungo. Quando altresì sta usando un valore di esposizione alto, significa che sta usando un tempo relativamente breve. Il termine “basso” o “alto” a cui si riferisce il fotografo, è inerente il valore vero e proprio della frazione di tempo che sta usando per lo scatto, ecco un esempio:

Un fotografo che usa un valore di esposizione “basso” come 1/15 di secondo, sta in realtà tenendo aperto l’otturatore per un tempo maggiore rispetto ad un valore di esposizione “alto” quale ad esempio 1/250 di secondo. Quindi con un valore di esposizione basso i tempi sono più lunghi che con un valore alto; per questo semplicemente dico direttamente: “Ho utilizzato un tempo di esposizione breve pari a tot, oppure lungo e pari a tot”. In questo modo si evitano ragionamenti inversi e confusione nei neofiti.

Continua…

Social Network confusione e scambi di identità

Vi capita mai di trovare il vostro sito linkato dove mai vi sareste aspettati? A me e ad altre migliaia di persone è capitato. Si viaggia sul web, si fa una ricerca sul proprio sito per risalire a dati utili al posizionamento dello stesso e si scopre che qualche social network ha abbinato ad un tuo omonimo il tuo sito.

Ovviamente non riporta la dicitura che il sito appartiene al tuo omonimo, sarebbe illegale. Ci si limita solo a linkarlo sotto la sua foto o nei suoi dintorni. Così, se si scorrono le pagine velocemente, proprio come sempre più spesso accade oggi, si finisce per non capire più nulla e non sapere bene cosa è di chi…

Ammettiamo ad esempio che in Italia ci siano 300 Mario Rossi e che solo uno di questi abbia un sito che tratta la programmazione dei siti dinamici. Magari un sito ben fatto, che ha richiesto molto lavoro. Secondo voi, Mario Rossi (quello titolare del sito), è contento che il suo sito sia linkato in automatico da un social network sotto la descrizione di un altro Mario Rossi e tutto questo solo perchè hanno lo stesso nome?

Ma non solo! Il regolamento di alcuni social network prevede che voi non possiate chiedere di far togliere il link dalla pagina del vostro omonimo ma che questa richiesta debba partire proprio da quest’ultimo per poter essere attuata. Quindi se il vostro omonimo ci tiene a far credere che un particolare sito possa avere qualcosa a che fare con lui… lo può tranquillamente lasciare lì. Correggetemi se sbaglio.

social-network-e-scambi-identita.jpg

Obiettivo: mettere a fuoco un soggetto

Rubrica: Portare al limite una Reflex digitale -10-
Titolo o argomento: Messa a fuoco

Sebbene la macchina fotografica abbia diverse cose in comune con l’occhio umano, non possiamo assolutamente affermare che sia altrettanto prestante e fedele. La messa a fuoco di un oggetto è praticamente istantanea nell’occhio umano, viceversa per una macchina fotografica mettere a fuoco soggetti vicini e lontani crea delle difficoltà.

Una macchina fotografica vede un oggetto fuori fuoco con una nitidezza nettamente inferiore rispetto a quella dell’occhio umano. E ci mancherebbe… 🙂

Gli obiettivi sono dotati di una ghiera di messa a fuoco sulla quale sono riportati una serie di valori numerici aventi per unità di misura il metro.

m ∞ | 5 | 3 | 2 | 1.5 | 1.2 | 1  | 0.8 | 0.7 | 0.6

Tali valori rappresentano le distanze entro le quali si trova l’oggetto delle nostra foto. Per distanze superiori ai 5 metri ovviamente si ruota la ghiera fino alla posizione “infinito:  ∞”. La ghiera di messa a fuoco è collegata con la ghiera delle distanze focali quindi se si agisce sulla messa a fuoco, di conseguenza, ruota anche la ghiera delle distanze focali.

Cosa succede all’interno dell’obiettivo?

Mentre regoliamo la distanza tra l’obiettivo ed il soggetto tramite l’apposita ghiera (cercando quindi la massima nitidezza per il soggetto stesso), operiamo un avvicinamento/allontanamento delle lenti dal piano focale ovvero dalla pellicola/sensore.

Più il soggetto da mettere a fuoco è vicino all’obiettivo, più si allontanano le lenti dal piano focale e più è ridotta la porzione di area a fuoco dell’immagine.

Al contrario, qualora il soggetto sia distante dall’obiettivo, le lenti si avvicinano al piano focale e la porzione di scena a fuoco è più ampia.

 ghiera-obiettivo_messa-a-fuoco_ralph-dte.jpg

Continua…

Round Robin

Il Round Robin consiste in una particolare gestione dei processi di esecuzione dei programmi su un computer. Il nucleo assegna il processore ad un processo per un quanto di tempo; quando quest’ultimo termina, il processo in esecuzione viene interrotto e ritorna tra i processi pronti.

Il gestore dei processi ha come obiettivo di far eseguire ciascun programma utente entro un tempo proporzionale alla complessità del programma in modo tale da non creare “ingiustizie”.

Non vorrei dire una sciocchezza ma mi sembra che questa soluzione fu introdotta (nei sistemi Windows) con l’arrivo di Windows 95. Versioni precedenti come Windows 3.1 non erano in grado di gestire più processi contemporaneamente.

Curiosità

Questo Blog funziona esattamente secondo lo schema logico del Round Robin. Ciclicamente ci si occupa di temi differenti (rientrando pur sempre tra quelli trattati) e si mettono in attesa rubriche già avviate. In tali frangenti di tempo ci occupiamo di fare ricerca, studiare, intervistare, provare, visitare fiere, mostre, convegni, aziende, organizzare riunioni, effettuare test… Le nostre informazioni sono frutto di laboriose ricerche che richiedono molto tempo. Così, sebbene alcuni temi alle volte possono “sembrare” abbandonati, in realtà non si vede ma stiamo dedicando una maggiore quantità di tempo nel “ricercare e prepararli”. Davvero un gran lavorone, speriamo gradito 😀

 gestore-processi_round-robin.jpg

Le sigle del web, una lingua sconosciuta? – Realizzazione siti web

Rubrica: Le sigle del web, una lingua sconosciuta?
Titolo o argomento: I significati dei termini legati alla creazione dei siti web

Se facciamo un pò di ordine diventa tutto più chiaro. Questa sintesi non è affatto sufficiente per apprendere realmente i temi che vengono elencati. Questa guida serve a darvi un indirizzo, un orientamento su quello che dovrete poi studiare voi. L’ho scritta perchè molte persone che conosco mi hanno detto che non sanno da dove partire e non conoscono nemmeno il nome delle cose da andare a studiare. Così troverete riassunte le parole che spesso sentite dire in giro velocemente e delle quali non si comprende immediatamente la natura.

Così, in soldoni, quali sono le prime parole da conoscere?

HTML

L’HyperText Markup Language o HTML la cui traduzione letterale è: linguaggio di marcatura per ipertesti, è un linguaggio usato per descrivere la struttura dei documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web ossia su Internet. Tutti i siti web sono scritti in HTML, codice che viene letto ed elaborato dal browser, (internet explorer, firefox, safari, ecc…) il quale genera la pagina che viene visualizzata sullo schermo del computer. L’HTML non è un linguaggio di programmazione, ma un linguaggio di markup, ossia descrive il contenuto, testuale e non, di una pagina web. La sua sintassi è stabilita dal World Wide Web Consortium (W3C).

TAG

Che cosa sono?

Se leggiamo il codice HTML di una pagina web notiamo che ci sono due distinte sezioni: quella dell’header e quella definita body.

I tag head (ovvero quelli presenti nell’header) normalmente non vengono visualizzati dal browser ma servono come informazioni di controllo e di servizio quali:

  • metadata per convogliare informazioni utili ad applicazioni esterne (es. motori di ricerca) o al browser (es. codifica dei caratteri, utile per la visualizzazione di alfabeti non latini)
  • metadata di tipo http-equiv per controllare informazioni aggiuntive nel protocollo HTTP
  • collegamenti verso file di servizio esterni (CSS, script, icone visualizzabili nella barra degli indirizzi del browser)
  • inserimento di script (codice eseguibile) utilizzati dal documento
  • informazioni di stile (CSS locali)
  • il titolo associato alla pagina e visualizzato nella finestra principale del browser

I tag body sono specifici per la formattazione dei contenuti che il visitatore del sito andrà a vedere:

  • intestazioni (titoli di capitoli, di paragrafi eccetera)
  • strutture di testo (testo indentato, paragrafi, eccetera)
  • aspetto del testo (grassetto, corsivo, eccetera)
  • elenchi e liste (numerate, generiche, di definizione)
  • tabelle
  • moduli elettronici (campi compilabili dall’utente, campi selezionabili, menu a tendina, pulsanti eccetera)
  • collegamenti ipertestuali e ancore
  • layout generico del documento
  • inserimento di immagini
  • inserimento di contenuti multimediali (audio, video, animazioni eccetera)
  • inserimento di contenuti interattivi (script, applicazioni esterne)

XML

Esso è un meta-linguaggio di markup, cioè un linguaggio che permette di definire altri linguaggi di markup. Esso serve esclusivamente per definire altri linguaggi.

Ai fini pratici vi indico un esempio di utilizzo molto diffuso di XML. Posso creare un menù con animazioni, transizioni, effetti in Action Script (vedi sotto: AS) e poi gestirlo con un file XML esterno. Cosa vuol dire? Significa che tramite un file XML esterno posso decidere quali saranno le immagini ad essere visualizzate ad esempio. Questo mi permette di inserire un menù interattivo in un sito con un centinaio di pagine html, poi nel momento in cui dovrò sostituire le immagini, invece di aggiornare i menù 100 volte, sarà sufficiente indicare al file xml dove pescare le nuove immagini. Ma potrebbe trattarsi invece di pulsanti, potrei infatti aggiornare in pochi secondi i link ai quali i pulsanti dei menù di un sito fanno accedere. Potrei aggiornare il numero dei pulsanti, il loro colore, la loro dimensione… tutto in pochi secondi per l’intero sito web e da un semplice file xml. Al contrario quando si crea un menù SPRY con il software DREAMWEAVER (tanto per fare un esempio), se realizzo un sito con 100 pagine web e modifico il menù in una pagina, lo devo copiare e incollare in tutte e 100 le pagine. Per cortesia segnalatemi se quanto affermo è errato, i vostri consigli saranno utili sia ai lettori che a me 🙂

XHTML

L’XHTML (acronimo di eXtensible HyperText Markup Language, Linguaggio di marcatura di ipertesti estensibile) è un linguaggio di marcatura che associa alcune proprietà dell’XML con le caratteristiche dell’HTML: un file XHTML è un pagina HTML scritta in conformità con lo standard XML.

AS

ActionScript (AS) è il linguaggio di scripting di Adobe Flash, software che affonda le proprie radici nella grafica vettoriale ma che, anche grazie alla diffusione del plugin, si è ritagliato un proprio spazio nella realizzazione di applicazioni dinamiche, oltre che nella realizzazione di siti web e piccole animazioni.

JS

JavaScript è il linguaggio più utilizzato sul web per scrivere eventi dinamici. Un esempio? Un semplice Roll Over. Un roll over è un effetto utilizzato su quei pulsanti che cambiano ad esempio colore o immagine in sovraimpressione se il mouse ci passa sopra.

PHP

PHP (acronimo ricorsivo di “PHP: Hypertext Preprocessor”, preprocessore di ipertesti) è un linguaggio di scripting interpretato, con licenza open source e parzialmente libera (ma incompatibile con la GPL), originariamente concepito per la realizzazione di pagine web dinamiche. Attualmente è utilizzato principalmente per sviluppare applicazioni web lato server ma può essere usato anche per scrivere script a linea di comando o applicazioni standalone con interfaccia grafica.

Pagine statiche

Sono dei file in codice HTML che descrivono minuziosamente testi da impaginare, grafica e immagini.

Pagine dinamiche

Ricordiamo che un’insieme di pagine web dinamiche non sono pagine con molti contenuti animati, filmati ed effetti… Si tratta altresì di pagine in grado di contenere programmi per il server; questo li esegue e quindi scrive il codice HTML da inviare al browser (che quindi non è preesistente come nella pagina statica).

In altre parole, il contenuto della pagina non è deciso a priori ma può variare in base a condizioni di vario genere. Un esempio dovrebbe chiarire notevolmente: quando su un motore di ricerca effettuate una interrogazione, la pagina dei risultati che vi viene presentata non è già esistente prima della vostra richiesta. Solo dopo che il server ha eseguito la sua ricerca sulla parola chiave da voi indicata viene creato il codice per presentarvi i risultati.

MySQL

MySQL è un database management system (DBMS) relazionale, composto da un client con interfaccia a caratteri e un server, entrambi disponibili sia per sistemi Unix come GNU/Linux che per Windows, anche se prevale un suo utilizzo in ambito Unix. MySQL è un RDBMS, ossia un sistema di gestione per database relazionali. Un database è un insieme strutturato di dati, dalla lista della spesa, all’elenco dei titoli presenti in una grossa libreria. MySQL si occupa della strutturazione e della gestione a basso livello dei dati stessi, in modo da velocizzarne l’accesso, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi.

CSS

I fogli di stile a cascata, meglio noti con l’acronimo CSS (dall’inglese Cascading Style Sheet) e detti anche semplicemente fogli di stile, vengono usati per definire la rappresentazione di documenti HTML, XHTML e XML. Le regole per comporre i fogli di stile sono contenute in un insieme di direttive (Recommendations) emanate a partire dal 1996 dal W3C. L’introduzione dei fogli di stile si è resa necessaria per separare i contenuti dalla formattazione e permettere una programmazione più chiara e facile da utilizzare, sia per gli autori delle pagine HTML che per gli utenti.

DNS

Domain Name System è un sistema utilizzato per la risoluzione di nomi di host in indirizzi IP e viceversa. Il servizio è realizzato tramite un database distribuito, costituito dai server DNS.

Il nome DNS denota anche il protocollo che regola il funzionamento del servizio, i programmi che lo implementano, i server su cui questi girano, l’insieme di questi server che cooperano per fornire il servizio. I nomi DNS, o “nomi di dominio”, sono una delle caratteristiche più visibili di Internet. L’operazione di convertire un nome in un indirizzo è detta risoluzione DNS, convertire un indirizzo IP in nome è detto risoluzione inversa.

ASP

In informatica, le Active Server Pages sono pagine web contenenti, oltre al puro codice HTML, degli script che verranno eseguiti dal server per generare runtime il codice HTML da inviare al browser dell’utente (proprio per questo vengono in genere definite pagine web dinamiche). In questo modo è possibile mostrare contenuti dinamici (ad esempio estratti da database che risiedono sul server web) e modificarne l’aspetto secondo le regole programmate negli script, il tutto senza dover inviare il codice del programma all’utente finale (al quale va inviato solo il risultato), con un notevole risparmio di tempi e banda.

CMS

Un content management system (spesso abbreviato in CMS), letteralmente sistema di gestione dei contenuti, è uno strumento software installato su un server web studiato per facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando l’amministratore da conoscenze tecniche di programmazione.

Esistono CMS specializzati, cioè appositamente progettati per un tipo preciso di contenuti (un’enciclopedia on-line, un blog, un forum, ecc.) e CMS generici, che tendono ad essere più flessibili per consentire la pubblicazione di diversi tipi di contenuti.
Tecnicamente un CMS è un’applicazione lato server, divisa in due parti: la sezione di amministrazione (back end), che serve ad organizzare e supervisionare la produzione dei contenuti, e la sezione applicativa (front end), che l’utente web usa per fruire dei contenuti e delle applicazioni del sito.
I CMS possono essere programmati in vari linguaggi tra cui più comunemente in ASP, PHP, .NET; il tipo di linguaggio adoperato è indifferente a livello di funzionalità. Alcuni linguaggi rendono il CMS multipiattaforma, mentre altri lo rendono usufruibile solo su piattaforme proprietarie.

HTTP

Si tratta di un protocollo di trasferimento di un ipertesto. Un ipertesto è un insieme di documenti: testo, suoni, animazioni, video, foto, immagini…

PROTOCOLLI INTERNET

I protocolli sono le regole utilizzate per la trasmissione di qualsiasi tipo di dato su Internet (compresa la voce).

Al seguente link trovi in alto una tabella che racchiude l’elenco aggiornato di protocolli e relativi livelli: http://it.wikipedia.org/wiki/Hypertext_Transfer_Protocol

In conclusione

Se volete realizzare un semplice sito web per la vostra attività studiatevi le basi dell’HTML o acquistate un software che compili il codice per voi. Studiate inoltre qualcosina di Java Script e CSS.

Se invece volete fare un passo avanti con il vostro sito ed inserire dei contenuti interattivi studiate ad esempio gli Action Script 3.0.

Se desiderate evolvere il vostro sito e masticate già da tempo codice e software per la realizzazione di pagine in HTML, studiate l’XHTML e l’XML e migliorate l’efficienza delle vostre pagine.

Se desiderate solo inserire dei contenuti senza preoccuparvi del codice da compilare, procuratevi un CMS. E’ molto valido sia per i siti che per i BLOG.

Se desiderate realizzare un forum scaricatevi il PHPBB 3 dall’apposito sito PHPBB ed installatelo nel vostro spazio web seguendo le utili guide del sito HTML.it

Se desiderate programmare in modo avanzato e realizzare siti dinamici vi suggerisco di seguire appositi studi presso istituti tecnici (se dovete ancora scegliere la specializzazione all’ITIS ad esempio) o di iscrivervi ad Ing. Informatica o mettersi sotto con libri, tutorial, corsi e guide su: PHP, ASP, DNS, MySQL e tutto quanto serve sapere circa la produzione di pagine dinamiche e la gestione di database.

Fonti: wikipedia |  html.it |  e-leva.it |  erweb.it | mc2elearnig.com | Ralph DTE

Link correlati

Sigle del web – Realizzazione siti internet
Sigle del web – Termini di uso comune nel web
Sigle del web – Termini SEO
Sigle del web – Termini inerenti le campagne pay per click
Sigle del web – Termini riferiti ai comportamenti scorretti nel web

HDMI 1.3 tipo A, tipo B, tipo C

Quale cavo utilizzare?

Mi sorprendono le risposte vaghe date su molti siti e forum al riguardo; per tale ragione cercheremo di essere molto chiari ma soprattutto brevi cosicché possiate avere subito la risposta che cercate.

Non è assolutamente vero

che le tre tipologie di cavi HDMI 1.3 siano uguali.

Il cavo HDMI 1.3 tipo A dispone di 19 pin

Dispone di connettori (generalmente maschio da entrambi i capi)  di dimensioni STANDARD con 19 Pin. Trattasi di cavi generalmente placcati per una migliore conduzione del segnale. Il materiale impiegato sotto la placcatura è l’acciaio. Sono disponibili metraggi fino a 30 m. Hanno dimensioni del connettore che ho voluto definire Standard a differenza dei cavi tipo C che hanno dimensioni minori e quindi non accomunabili alle versioni A e B. Stranamente sul web si incontrano articoli che non definiscono questa fondamentale differenza.

hdmi-1_3-tipo-a_ralph-dte.jpg

Il cavo HDMI 1.3 tipo B dispone di ben 29 pin

Dispone di connettori (generalmente maschio da entrambi i capi)  di dimensioni  sì STANDARD e della stessa forma dei connettori di tipo A, ma vanta addirittura la presenza di ben 29 Pin per un trasferimento dati sorprendete e senza alcuna tangibile perdita di qualità. Questo impedisce ovviamente l’inserimento di cavi hdmi 1.3 tipo A in prese tipo B e viceversa. I Pin devono corrispondere! Trattasi di cavi generalmente placcati per una migliore conduzione del segnale. Il materiale impiegato sotto la placcatura è l’acciaio. Sono disponibili metraggi fino a 30 m. Hanno dimensioni del connettore che ho voluto definire Standard a differenza dei cavi tipo C che hanno dimensioni minori e quindi non accomunabili alle versioni A e B.

hdmi-1_3-tipo-b_ralph-dte.jpg

Il cavo HDMI 1.3 tipo C

ha una forma tutt’altro che compatibile con le versioni tipo A, B.

Dispone di connettori (generalmente maschio da entrambi i capi) in formato MINI con 19 Pin. Trattasi di cavi generalmente placcati per una migliore conduzione del segnale. Il materiale impiegato sotto la placcatura è l’acciaio. Sono disponibili metraggi fino a 30 m.

hdmi-1_3-tipo-c.jpg

Esistono inoltre varianti in cui un capo del cavo ha connettore HDMI 1.3 e l’altro capo dispone di connettore tipo DVI.

Principali applicazioni

Collegare il notebook/pc al televisore LCD. Attenzione! Su molti notebook le schede audio/video sono separate ragione per cui tramite un cavo HDMI potrete inviare il segnale video alla TV ma non il segnale audio che potrete ascoltare comunque dal computer stesso (magari dotato di relativo mini home theatre 5.1-7.1) .

Sorprendenti curiosità

Questi cavi, all’ingrosso, costano addirittura soli Euro 10 + iva nella lunghezza di ben 5 metri. In sostanza quello che risparmiate acquistando ad esempio un computer portatile nelle offerte sottocosto di alcuni centri commerciali, lo restituite prontamente nell’acquisto dei vostri accessori preferiti. Questo secondo la nota legge che nessuno vi regala nulla.

Il back up di una pagina web con Google

Recuperare una pagina web appena persa per errore 

Se dovete recuperare un’articolo del vostro Blog scritto in WordPress vi abbiamo indicato un consiglio nel precedente articolo. Tuttavia potreste non aver effettuato alcun back up del blog tramite il sistema di esportazione di wordpress…

Ma non solo!

Potreste ad esempio desiderare di recuperare il contenuto, non di un blog, ma di una qualunque pagina web appena persa accidentalmente.

In tal caso un’ottima soluzione di recupero dati, che richiede tempestività, può essere quella di cercare, tramite il titolo esatto, la pagina web o l’articolo del vostro blog con Google. Ovviamente se cliccherete sul titolo trovato nell’elenco non ritroverete la vostra pagina con i suoi utili contenuti…

…Ma se invece di cliccare il titolo trovato nell’elenco, cliccate più in basso, sotto la descrizione della pagina, sulla dicitura “Copia Cache”, beh allora vi si apre un mondo: la copia esatta della pagina che avete appena perso vi apparirà e potrete agevolmente effettuare un copia-incolla persino delle immagini.

recuperare-una-pagina-web-persa_copia_cache_pagina_web.jpg

Attenzione però! Già dopo mezz’ora il motore di ricerca Google potrebbe essersi aggiornato. Effettuate l’operazione di recupero immediatamente con il classico copia-incolla sul blocco note ad esempio.

Il back up del Blog in WordPress

Un piccolo consiglio che può tornarvi utile

Qualora richiedeste al vostro servizio di hosting, in seguito ad errori o altro genere di imprevisti, un ripristino del vostro blog (realizzato in wordpress) magari al giorno precedente o a poche ore prima dell’errore commesso, vi potrebbero rispondere che quest’operazione non è prevista dal fornitore del servizio.

Quindi come recuperare qualche articolo perso?

E’ fondamentale che ogni 5-10 articoli andiate sul pannello di controllo del vostro blog e clicchiate su “Gestione”. Nel sottomenù, oltre alle voci di gestione degli articoli, delle pagine, dei file caricati, troverete due voci: Importa; Esporta.

Se cliccate su “esporta”, wordpress vi farà salvare sul vostro computer un file xml contenente tutte, ma proprio tutte le impostazioni, le pagine, gli articoli, le categorie e i tag del vostro blog. Lo potete considerare una vera e propria copia di Back up infatti, tramite l’operazione “importa” è poi possibile reinserire questo file e far ricomparire sul blog la situazione esatta che avevate al momento del salvataggio. Ovviamente tutti gli articoli redatti dopo la copia di back up andranno persi.

Se avete degli articoli scritti dopo aver salvato il file di esportazione e che non volete perdere, copiateli e incollateli su un blocco note sul desktop del pc e rieditateli non appena avrete ripristinato il file di esportazione xml.

esporta_wordpress_backup_blog.jpg

Attenzione a non effettuare l’esportazione del file xml del blog con i nuovi articoli sovrascrivendo la precedente copia di esportazione contenente gli articoli da recuperare! Comunque sia il file viene salvato in automatico con la relativa data.