Ospiti per i test della motoGP 2007 2008

Lo scorso anno siamo stati ospiti di un noto team della motoGP di cui ho promesso di non fare il nome per questioni di professionalità. Stessa cosa dicasi quest’anno dove oltretutto non abbiamo potuto fare fotografie non essendoci mossi di un millimetro dal box. Il tutto era molto riservato e ne comprendiamo la necessità dato che anche, anche in una piccola realtà come la nostra, non desideriamo che vengano scattate foto. Quelle che pubblichiamo, infatti, generalmente non riprendono i nostri metodi nello specifico e non rischiano di suggerire ad altri, i nostri metodi. E’ giusto che in pista il risultato sia frutto del lavoro di ogni singola persona e non di una copiatura del vicino di box ovviamente. Circa il 2008 possiamo dire poco o niente. Mentre nelle foto seguenti vediamo parte di ciò che abbiamo potuto osservare da vicino.

250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale 250 GP 2 tempi motomondiale Casey Stoner Ducati motoGP Circuito di Misano Adriatico Honda Gresini Honda Gresini Box Honda HRC Box Honda HRC Box Honda HRC Honda HRC Hayden Honda HRC Hayden Motorhome Kawasaki Paddock Misano MotoGP 2007 Suzuki MotoGP Yamaha MotoGP Yamaha MotoGP Yamaha MotoGP Yamaha MotoGP Valentino Rossi Yamaha MotoGP Valentino Rossi

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Valutazioni sull’acquisto di un’auto -1-

L’appassionato non si accontenta

Cosa si valuta di un’auto quando la si acquista? Le prime cose che saltano alla mente sono sicuramente la “linea”,  la “spesa iniziale” ed i “consumi”. Ma è realmente ciò che serve sapere? Se si è normali utenti e si predilige l’uso del veicolo unicamente come mezzo di spostamento magari solo per la città o per fare qualche giretto durante il fine settimana; in tal caso la risposta è sì. Potete acquistare la vostra utilitaria e percorrendo solo 5.000-10.000 km all’anno raramente avrete problemi.

Ma se siete appassionati di motori e desiderate il massimo dal vostro veicolo in termini tecnici, tecnologici e di affidabilità, e questo è il vostro gusto più grande, allora la scelta di una nuova automobile è tutt’altra cosa e si allontana nettamente da tutto quanto la pubblicità propone.

Ma sappiamo davvero cosa stiamo acquistando?La realtà è molto nascosta a meno che non si conosca:

  • Il processo di produzione di un veicolo

  • La qualità dei materiali impiegati

  • La qualità dell’assemblaggio e delle finiture

  • La logica con cui tutte le componenti vengono assemblate

  • La qualità delle parti costituenti il gruppo motore-cambio

  • La bontà di sospensioni, sterzo, telaio…

  • Come vengono disposte le varie componenti

  • Il funzionamento di tutte le parti che costituiscono un’automobile

  • La reale necessità di talune scelte tecniche utilizzate o scartate
  • Come sono state programmate dagli ingegneri della casa le varie parti per rompersi. Ossia di quali ricambi avrete bisogno nel tempo e quanto costeranno.

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Continua…

Moto scuola per veri amatori

Il 2 tempi ad elevata potenza specifica

Una delle moto che più fa scuola per imparare a pilotare moto superiori è…

L’Aprilia RS 250.

Perchè?

Non tutti sanno che la massa [kg] di una Aprilia RS 250 stradale o challenge è quasi pari a quella di una motoGP (degli anni in cui erano 1000cc). Una motoGP attuale (800cc) arriva a pesare anche una quindicina di chilogrammi in meno di una RS 250 stradale.

L’importanza di avere un peso ed un baricentro molto simili, sta nel fatto che si può avere un’idea dell’agilità e delle reazioni che può avere una moto così leggera. Ben diverse dalle reazioni che invece hanno moto stradali 750, 900 o 1000 ben più pesanti.

La lunghezza e l’ingombro laterale di un’Aprilia RS 250 sono anch’esse molto simili a quelle di una motogGP.

Naturalmente La piccola Aprilia stradale ha solo un terzo della potenza di una motoGP da 800 cc (se non di meno), quindi come dicevamo prima le uniche cose che si avvicinano e che posso dare l’idea di una motoGP sono solo l’agilità, il peso e l’ingombro (larghezza da carena a carena pressochè identiche).

“Sebbene sia molto poco” è comunque molto di più di una 4 tempi che vediamo sulle strade oggi e che ha elevate potenze ma dimensioni e pesi molto maggiori di una motoGP; basta solo che proviate a misurare a mano aperta la larghezza da carena a carena attraversando il serbatoio. Inoltre le 4 tempi stradali pesano molto ma molto di più e questo non da assolutamente alcuna idea di come sia veramente una motoGP.

Parentesi: Non sto dicendo che una piccola 250 sia il race replica di una motoGp e una 4 tempi stradale sia la replica di una superbike… -Ci mancherebbe- Voglio dire che una 250 2 tempi cattiva come L’aprilia RS due e mezzo ti predispone a portare meglio moto più grandi essendo, chi la guida, già abiutato a reazioni da sportiva di razza; mentre le moto 4 tempi stradali, a mio avviso (ma non è legge), mi sembrano moto pesanti, non abbastanza agili come vorrei, sicuramente con un’ottima trazione data dal peso che hanno, e con un ingombro tra le braccia un pò troppo generoso (anche se ultimamente si sono snellite molto). Una 4 tempi stradale è un ottimo race replica di una superbike però… E per un appassionato è difficile farne a meno.

Ma allora perchè la RS 250 non viene più prodotta e le 4 tempi stradali tendono ad emulare sempre più le motoGP?

Adeguare una moto 2 tempi alle rigide norme anti inquinamento attuali è molto, molto costoso. Con l’avvento della motoGP a 4 tempi il pubblico amante delle 2 tempi si è  ridotto e l’Aprilia non avrebbe un guadagno (con le poche vendite che realizzerebbe) tale da giustificare l’investimento per adeguare il potente motore di cui era dotata.

Risulatato?

  • Le corse oggi sono cambiate e sono diventate una vetrina dove far vedere la marca di moto che troverai in vendita nei saloni della tua città. In commercio non trovi “quasi” più il vero RACE REPLICA, ma un oggetto di marketing che tenta di simulare un prodotto ben più prestigioso come quello delle corse.
  • Se le case non vendono abbastanza moto stradali, cercano di farsi pubblicità attraverso le corse naturalmente…
  • Se la moto che vince e stravince nelle corse, non la puoi produrre in Race Replica per la strada, per via delle leggi (giuste ma non del tutto…), la togli anche dalle corse perchè stai facendo pubblicità a qualcosa che poi non venderai (errato… molto errato. Così perdi solo appassionati…)
  • Il campionato Challenge (ora si chiama Junior GP) italiano di Aprilia oggi prevede solo l’uso delle 125. Tutto il gusto era nelle 250 per quelli della mia età…
  • Era stata prevista la produzione della Aprilia RS 250 solo nella versione pista, ma è stata annullata anch’essa (foto sotto).
  • Nel motomondiale, Honda si ritirerà dalle compitezioni 2 tempi e quindi 125 e 250, credo proprio perchè non possono produrre il race replica (per mancanza di convenienza) e anche quando potevano non lo facevano.

Io invece credo che mezzi come l’Aprilia RS 250 siano unici e per veri appassionati, credo che ci siano moto 4 tempi straordinarie (ma possono esere la Replica di una splendida Superbike) ma che nel cuore dei più grandi appassionati non scomparirà mai l’ebrezza di spalancare il gas con una due e mezzo e sentire il vuoto in basso e l’ingestibile scarica di coppia improvvisa oltre un certo numero di giri…. Il vero pilota di talento imparava su moto così e doveva saper guidare moto così per essere considerato un talento… Tra pochi anni questa prova del motomondiale scomparirà ma spero vivamente che in Aprilia trovino il modo di farci girare con questi bolidi, almeno in pista in un bel Challenge 2 e mezzo tutto italiano. Io naturalmente mi rendo conto che Aprilia non può produrre solo una quarantina di esemplari all’anno, anche perchè in tal modo avrebbero costi eccezzionali, ma si deve trovare una soluzione o tra qualche anno ci ritroveremo a seguire sempre meno il motomondiale come accade oggi per la F1…

Il cambio elettroidraulico della Ferrari

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Il cambio elettroidraulico

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1) Power unit. 6) Elettropompa. 17) Serbatoio olio. 31) Sensore di pressione. 27) Paratia riparo power unit. 21) Tubo da serbatoio a pompa. 16) Tubo da elettropompa e power unit.

DESCRIZIONE

Il principio di funzionamento del cambio elettroidraulico si basa sul dare un comando tramite un impulso elettrico, ovvero tramite i due interruttori collegati alle rispettive leve poste dietro il volante, ad una unità centrale che consente di inserire le marce in modo preciso e veloce (si parla di poco più di 100 millesimi di secondo) senza rischio di “sfollate”.

L’unità centrale per eseguire il comando impartito tramite il volante si avvale di un circuito idraulico. Tale circuito viene messo in pressione da un’apposita pompa. Un sensore verifica che la pressione dell’olio in circolo nell’impianto sia sempre corretta.

Una centralina provvede a dialogare con la frizione per l’innesto ed il disinnesto della stessa. In tal modo non dobbiamo nemmeno sollevare il piede dall’acceleratore. Inoltre, in un tempo di gran lunga inferiore a quello di cambiata, verifica la presenza di possibili errori e solo se tutto è a posto da l’ok all’inserimento del rapporto scelto. Se il rapporto selezionato è errato, la centralina non da l’ok all’inserimento di una marcia troppo bassa per preservare il motore da fuori giri indesiderati. Anche nel caso in cui ci fossero problemi al circuito idraulico (pressione olio insufficiente; pompa guasta…) la centralina non acconsentirebbe al cambio marcia per evitare guasti di maggiore importanza.

Altro compito importante della centralina è il taglio dell’alimentazione controllato o IGNITION CUT. Serve a fare in modo che durante il cambio marcia, seppur breve, venga tagliata l’alimentazione al motore per non mandarlo su di giri. All’ingresso della marcia e alla messa in presa della frizione, l’alimentazione sarà già stata riavviata con un leggero anticipo evitando vuoti ma evitando anche sfrizionate logoranti per la trasmissione.

Tutto questo avviene in un decimo di secondo e senza la preoccupazione di aver effettuato una cambiata efficiente o meno come avveniva con il cambio manuale.

Domanda frequente: Come mai le alette del comando cambio non ruotano insieme al volante ma sono fisse? Le alette per il cambio marcia poste dietro il volante hanno una lunghezza calcolata che permette di raggiungerle con le dita fino ad un determinato angolo di sterzata. Oltre questo angolo la cambiata sarebbe un errore di guida perchè far perdere motricità alle ruote posteriori, seppur per poco, quando le ruote sono molto sterzate, può portare alla perdita di controllo del mezzo.

Controllo di trazione nelle MotoGP: anche con la pioggia è possibile.

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa
Titolo o argomento: Controllo di trazione MotoGP… Anche con la pioggia è possibile

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Tutti quei cavalli su un asfalto così e non cadere, è possibile? Certo! Innanzitutto si interviene sulla ciclistica riducendo il precarico e regolando la compressione della forcella in modo che lo sforzo (Newton) per comprimerla sia minore. Viaggiando a velocità più contenute e quindi con una minore quantità di moto (p=m*v ovvero quantità di moto=massa x velocità), l’inerzia da smorzare nelle decelerazioni sarà minore e, avere una moto troppo rigida servirebbe solo a far bloccare la ruota anteriore persino a moto diritta. Un maggiore affondamento della forcella permette di smorzare le forze in gioco senza gravare troppo sulle gomme. In staccata infatti, non è solo la forcella ad assorbire la frenata ma anche la deformazione della gomma anteriore che trasforma la sua pianta a terra.

Successivamente si regola la centralina e, più precisamente, la gestione dell’erogazione. Si sceglie una mappatura che, paradossalmente, dia meno potenza alla moto, ma soprattutto, meno coppia motrice. La ruota posteriore dovrà accompagnare la moto in accelerazione il più dolcemente possibile ma allo stesso tempo nel modo più efficace e quindi in abbinamento ad un traction control sul quale andremo ad impostare una velocità iniziale di intervento in m/s più bassa (ossia entra in funzione a velocità minori che sull’asciutto e con leggi matematiche di taglio differenti) e la percentuale di slittamento permesso (generalmente si tratta di un valore compreso tra il 5 ed il 10%). Questi parametri variano in un grafico tridimensionale sul quale sono presenti, in alcune moto, anche i valori del giroscopio che si trova  a bordo e che comunica di quanti gradi la moto è piegata e che accelerazione ha in quel momento.

Questi dati in concomitanza con il sensore del gas che comunica alla centralina quanto in percentuale è aperta la manopola, e con il sensore giri ruota posteriore, vengono elaborati in pochi millisecondi da una centralina delle dimensioni di un cellulare per stabilire come la potenza dovrà essere scaricata a terra e con quanta coppia.

Infine, ma non per questo meno importante, forse non tutti sanno che le gomme in mescola del motomondiale sono trattate con prodotti adesivi. Significa che oltre al grip meccanico offerto dalle mescole ultra tenere da GP (con opportuni intagli drenanti in caso di pioggia), vi è un aumento di grip dovuto all’effetto appiccicoso di questi prodotti, tra gomma e suolo… Non male per una moto che viene rilasciata solo in leasing annualmente e solo se sborsi oltre un milione e mezzo di dollari l’anno (sempre di leasing). 🙂

Cambio al volante per il kart

Rubrica: Curiosità tecnica da corsa

Titolo o argomento: Vantaggi del cambio al volante per kart

Ecco un interessante video che mostra l’efficacia delle rapide cambiate del dispositivo elettroattuato per i cambi sequenziali dei kart. Il fatto che il pilota non debba mai togliere le mani dal volante, gli permette di essere maggiormente concentrato e di riuscire a controllare meglio il mezzo e con un minore dispendio di energie. Su un mezzo che richiede una buona forza fisica per essere governato, avere entrambe le mani sul volante sempre evita di affaticare asimmetricamente il corpo.

Ci è stato segnalato che il dispositivo di tanto in tanto salta qualche cambiata ma senza compromettere alcuna prestazione. In una giornata di test l’evento si è verificato solo un paio di volte. Nelle varie valutazioni da fare c’è da considerare l’aumento di peso del veicolo e d’altra parte una migliore costanza nella guida e resa nei tempi sul giro.

BMW F1 vs BMW M5

Ecco come rendersi conto della differenza

La differenza di prestazioni ovviamente non è dovuta solo ai 300 cv di differenza tra le due vetture che, dato il diverso impiego dei veicoli non sarebbe nemmeno moltissima, ma al peso quasi triplo della M5 rispetto alla F1, alla larghezza delle gomme, che nella f1 è tale da favorire lo smaltimento di temperature ben più elevate rispetto ad una stradale favorendo la percorrenza delle curve a velocità molto più alte; al baricentro nettamente più basso di una f1 che permette accelerazioni laterali notevolmente più grandi ed infine alle proprietà aerodinamiche dei due veicoli. Mentre la prima si schiaccia a terra sempre più al salire della velocità, la stradale si trova in condizioni di aderenza sempre più precarie sottolineate dai notevoli sovrasterzi che abbiamo visto compiere alla donna pilota. Inoltre il fondo rasente l’asfalto della f1 permette di sfruttare meglio gli effetti deportanti al crescere della velocità . Cosa impossibile su vetture stradali.

Eh già quei bei profili sul pararti posteriore di alcune compatte per i giovani, sono solo: MARKETING. Ecco un altro motivo che esplica la necessità di questo Blog di abbracciare più tematiche in stretta connessione tra loro.