Introduzione ai trattamenti superficiali

Rubrica: Trattamenti superficiali

Titolo o argomento: Migliorare le proprietà meccaniche delle superfici dei metalli

Questo articolo segue da:
Vedi i “link correlati” riportati in basso.

Come abbiamo visto all’inizio di questa rubrica, i Trattamenti Termici consistono in cicli di riscaldamento e raffreddamento controllati, sotto determinate condizioni, che hanno lo scopo di modificare le strutture cristalline dei metalli. Questa modifica interessa l’intera struttura del pezzo e ne cambia globalmente le sue proprietà a seconda delle prestazioni desiderate. Nel suo complesso, , nella sua interezza, un pezzo può divenire così idoneo a sopportare determinati sforzi previsti dal progettista. Quando invece si richiede un cambiamento di prestazioni meccaniche localizzato sulla sola superficie del pezzo (vedi ad esempio lo stelo di una forcella o la canna di un cilindro che richiedono una particolare durezza e finitura superficiale estremamente precisa), si ricorre ai Trattamenti Superficiali i quali sfruttano processi chimici, elettrolitici, laser, sintetici, meccanici, termici, per permettere alla zona superficiale del pezzo, sovente posta a contatto con altri pezzi e sollecitata ad usura in modo continuativo, di migliorare incisivamente le sue proprietà per il tale dato compito.

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Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Diagramma Ferro Carbonio
Curve di Bain
Punti critici
Ricottura e Ricottura di Normalizzazione
Tempra
Rinvenimento
Bonifica
Cementazione e Carbocementazione
Nitrurazione e Carbonitrurazione
Sinterizzazione

Introduzione ai trattamenti termici delle leghe d’alluminio
Invecchiamento artificiale (Indurimento strutturale)
Bonifica
Ricottura

Introduzione ai trattamenti superficiali
Nichelatura galvanica
Codeposizione
Riporto ceramico
Trattamento laser
Rivestimenti sintetici
Sinterforgiatura
Compattazione isostatica HIP
Superfinitura isotropica ISF

Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale
Ultrasuoni
Vibrofinitura
Micropallinatura

A.A.A. Allettante Asta Aprilia

 Direttamente dal Reparto Corse Aprilia, un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati. Per la prima volta Aprilia mette a disposizione dei collezionisti le RSW 500 V2…
…si tratta delle moto originali che hanno partecipato ai Campionati Mondiali classe 500 nelle stagioni 1999 e 2000 con i piloti Tetsuya Harada e Jeremy Mc Williams.

In particolare sono disponibili in numero limitatissimo:

Engine Two strakes, 90° V2 cilinders, twin counter-rotating shaft, twin rotating disks, liquid cooling, electronically governed Rave valve on exhaust
Brake for stroke 72,8 x 60 mm
Displacement 498 cm3
Max power / revs more than 140 HP at 11.750 rpm (unleaded fuel)
Carburettors n° 2 Dell’Orto VHSD 42
Starter Digital CDI with battery
Gearbox Six gear extractable
Clutch Dry multidisk
Frame Double inclined beam in aluminium
Suspensions Ohlins reversed fork, diameter 42 mm with double hydraulic regulation. Progressive APS system with Ohlins adjustable shock absorber.
Swing Arm Main fork in carbon
Brakes Brembo
Front: twin 290 mm carbon.
Rear: single 190 mm steel disk with four piston calipers
Wheels magnesium alloy 17” front and rear
Dimension Weight: 110 kg
Wheelbase: 1.400 mm

Moto Harada Aprilia RSW 500 V2   2tempi 1999

Engine Two strakes, 90° V2 cilinders, twin counter-rotating shaft, twin rotating disks, liquid cooling, electronically governed Rave valve on exhaust
Brake for stroke 72,8 x 60 mm
Displacement 498 cm3
Max power / revs more than 140 HP at 11.750 rpm (unleaded fuel)
Carburettors n° 2 Dell’Orto VHSD 42
Starter Digital CDI with battery
Gearbox Six gear extractable
Clutch Dry multidisk
Frame Double inclined beam in aluminium
Suspensions Ohlins reversed fork, diameter 42 mm with double hydraulic regulation. Progressive APS system with Ohlins adjustable shock absorber.
Swing Arm Main fork in carbon
Brakes Brembo
Front: twin 290 mm carbon.
Rear: single 190 mm steel disk with four piston calipers
Wheels magnesium alloy 17” front and rear
Dimension Weight: 110 kg
Wheelbase: 1.400 mm

Moto Harada Aprilia RSW 500 V2   2tempi 2000

Per maggiori info visita il sito Aprilia.

Il paradosso di Zenone

Rubrica: Matematicamente

Titolo o argomento: Il paradosso di “Achille e la tartaruga”

Il paradosso di Zenone, conosciuto anche come il paradosso di Achille e la tartaruga, attraverso una dimostrazione che trovate facilmente su testi di analisi matematica come sul web, afferma che se Achille (detto pié veloce) darà un piede di vantaggio alla tartaruga, nella loro gara, potrebbero entrambi correre all’infinito tanto Achille non raggiungerebbe mai la tartaruga. Questo perchè Achille per raggiungere la tartaruga dovrebbe raggiungere il punto di partenza poco più avanti della tartaruga e, a questo punto, la tartaruga, avrebbe già compiuto un altro tratto di strada. Achille sarebbe quindi costretto a percorrere pure il nuovo tratto di strada ma, nel frattempo, la tartaruga ne avrebbe compiuto ancora un altro. Risultato del paradosso è quindi che Achille non raggiungerà mai la tartaruga (questa teoria non ha valore fisico ma è stata molto utile nella storia del pensiero filosofico e matematico). Ora a questo punto vorrei fare delle semplici osservazioni a modo mio per sbloccarvi la mente da questo incastro…

Nel primo riquadro osserviamo che Achille e la tartaruga partono dallo stesso punto e Achille raggiunge il traguardo prima della tartaruga ma non solo: percorre anche il doppio dello spazio nello stesso intervallo di tempo. Questo perchè la sua velocità è doppia ( pié veloce).

https://www.ralph-dte.eu/gallery/scienze/matematicamente/achille/osservazione1.swf

Nel secondo riquadro osserviamo che Achille da un vantaggio di un’unità alla tartaruga. Achille arriva ancora primo al traguardo ma non percorre più il doppio dello spazio nello stesso intervallo di tempo, pur essendo rimaste invariate le velocità di entrambi, proprio a causa del vantaggio concesso. Vince comunque Achille.

https://www.ralph-dte.eu/gallery/scienze/matematicamente/achille/osservazione2.swf

Allora quale dovrebbe essere la condizione affinché Achille non raggiunga mai la tartaruga? Colpo di scena: Achille dovrebbe essere anch’egli una tartaruga. A parità di condizioni per così dire prestazionali, avendo quindi lo stesso corpo, le stesse capacità, le stesse caratteristiche, la stessa velocità, la stessa massa e accelerazione e dando il vantaggio anche di un solo piede, Achille non raggiungerebbe mai la tartaruga proprio per la logica espressa dal paradosso di Zenone e cioè perchè dovrebbe prima percorrere il tratto di vantaggio. Un particolare esercizio di riscaldamento per la mente (naturalmente per coloro a cui piacciono queste osservazioni e giocare con la logica). Ecco finalmente Achille, tramutatosi in tartaruga, non raggiungere mai l’avversaria:

https://www.ralph-dte.eu/gallery/scienze/matematicamente/achille/osservazione3.swf

Trattamenti termici degli acciai: Nitrurazione e Carbonitrurazione

Rubrica: Trattamenti termici

Titolo o argomento: Nitrurazione e Carbonitrurazione

Per i punti critici (Ac1, Ac3…) fare riferimento al diagramma Ferro Carbonio e le spiegazioni riportate nell’articolo introduttivo (vedi i Link Correlati in basso).

Nitrurazione

La nitrurazione è un T.T. durante il quale la zona periferica del pezzo viene arricchita d’azoto. Essa conferisce al pezzo d’acciaio trattato uno strato superficiale fine molto duro, resistente all’usura ed alla corrosione. Tale trattamento non è seguito da nessun altro trattamento e può essere eseguito solo su acciai con una determinata composizione. Il trattamento termico di Nitrurazione viene eseguito ad esempio sugli alberi a gomito (realizzati per l’appunto in acciaio da nitrurazione) solo dopo che il pezzo è stato rettificato e rispetta le dovute tolleranze. Si evitano indesiderate deformazioni disponendo gli alberi a gomito nei forni in modo ordinato evitando accatastamenti di più pezzi e posizioni sfavorevoli.

Fasi

Riscaldamento a 560-590°C dei pezzi di acciaio da trattare in forni contenenti azoto allo stato atomico.

L’assorbimento superficiale di questo elemento provoca la formazione di azoturi o nitruri di ferro che conferiscono grande durezza.

Carbonitrurazione

La carbonitrurazione ha lo scopo di aumentare notevolmente la durezza superficiale del pezzo trattato, nonché la resistenza all’usura e la resistenza alla fatica.

Fasi

Riscaldamento dei pezzi di acciaio (a bassa percentuale di carbonio) alla temperatura di 700-800°C in forni contenenti carbonio e azoto allo stato atomico.

Permanenza in tali forni per un tempo proporzionale (alcune ore) allo spessore cementato che si desidera ottenere.

Raffreddamento veloce che produce la tempra dello strato carbonitrurato.

Link correlati

Introduzione ai trattamenti termici degli acciai
Introduzione ai trattamenti superficiali
Introduzione ai trattamenti di finitura superficiale

Diagramma Ferro Carbonio

Psicologia -I test-

Per conoscere il mondo, devi conoscere prima te stesso.

E’ noto ormai a tutti gli appassionati della materia che imparando a conoscere meglio se stessi, le cose che ci disturbano, che ci piacciono, che si desiderano, il perchè delle nostre fissazioni, i lati ottusi della nostra mente, le nostre ambizioni e il motivo dei nostri gesti quaitidiani, se siamo invidiosi o meno, se siamo permalosi, che reazioni abbiamo alle difficoltà della vita ecc… ebbene se impariamo queste cose di noi, sarà più facile comprendere perchè il mondo non va come diciamo noi… Tutti crediamo che il nostro modo personale di pensare sia giusto e che gli altri stiano invadendo il nostro mondo rompendoci le scatole.

Avere come completamento alla propria cultura, conoscenze di buon livello di psicologia, ci permette indubbiamente di vivere meglio e soffrire meno delle cose che magari attualmente non capiamo. Io credo che la si potrebbe studiare o meglio illustrare anche a scuola senza compiti in classe e senza eccessive difficoltà per trasformare un paio di ore settimanali nel modo migliore per evolverci più rapidamente e comprendere i perchè fondamentali del vivere quotidiano. Avremmo senz’altro una società migliore, più matura, più comprensiva, più in grado di mettersi nei panni altrui. Perchè, diciamoci la verità, uno dei maggiori problemi attuali alla causa di diverse fastidiose conseguenze, sta nel fatto che quasi nessuno fa lo sforzo di capire le necessità degli altri… pensateci 😀

Divertiti a scoprire qualcosa di più sulla tua personalità:

72 Test divisi in 4 categorie di cui una particolarmente divertente. Ricorda che hanno un valore puramente indicativo.

Notevoli i test su:

Ecco il link
http://www.nienteansia.it/test/

famiglia.jpg

Un sorriso in più al giorno non costa nulla, ci fa bene e fa bene alle persone che incontriamo 😀

BMW M3 Simulazione di guida

Scarica la versione demo del simulatore BMW

A questo link (http://www.bmw.it/it/it/newvehicles/mseries/m3coupe/2007/game/content.html) trovate una curiosa pagina del sito BMW dove è possibile scaricare una demo molto giocabile (e con una grafica all’altezza della situazione) di “BMW M3 Challenge”. Provandolo abbiamo  osservato come molti dettagli richiamino il noto simulatore di guida per eccellenza “Live for speed”.

La vettura risponde molto realisticamente a sottosterzo, sovrasterzo inoltre sono previste diverse regolazioni quali ad esempio 3 step di controllo di trazione, la possibilità di inserire/disinserire l’ABS e il DSC… Potete scegliere l’assetto originale o quello BILSTEIN più rigido e potete optare per cerchi da 19 pollici molto precisi ma che rendono la guida un pò più nervosa e i cerchi base da 18″ più adatti per chi inizia.

Naturalmente nello showroom del simulatore sceglierete il colore preferito della vostra nuova M3 🙂 , setterete la grafica e il vostro volante (ma va bene anche la tastiera o il joystick) per partire subito per i turni di prove ed il weekend di gara contro l’Intelligenza artificiale…

m3challenge.jpg

P.N.D. Prove Non Distruttive

Rubrica: P.N.D. Prove non distruttive -1-

Titolo o argomento: Introduzione alle prove non distruttive

Sono tutte quelle procedure e quelle tecniche volte alla valutazione dell’integrità di materiali o di manufatti senza alterarne o distruggerne lo stato. Vengono effettuate allo scopo di ottenere le informazioni necessarie alla valutazione della accettabilità del manufatto. Le prove non distruttive vengono eseguite allo scopo di rilevare la presenza di eventuali difetti in materiali o manufatti (rilevazione), di identificare la tipologia (caratterizzazione) e, quando possibile, definire le dimensioni (dimensionamento).

Rilevazione difetto

Fase che consiste nell’appurare se nel pezzo in esame vi siano o meno difetti.

Caratterizzazione del difetto

Dopo aver rilevato un difetto si cerca di definirne la natura. E’ compito dell’operatore stabilire se il difetto rilevato è interno o affiorante, se planare o volumetrico, se allungato o tondeggiante. In caso di difetti in saldatura, per caratterizzare il difetto ci si avvale di dati quali il tipo di materiale base, il materiale d’apporto, il tipo di preparazione del giunto, procedimento di saldatura impiegato, trattamenti termici, ecc. (vedremo ogni dettaglio in seguito nei futuri articoli).

Dimensionamento del difetto

Consiste nel determinare la lunghezza, larghezza, profondità del difetto, nonché la sua posizione nella parte oggetto del controllo (profondità e orientamento).

Tipi di PND

Metodo radiografico

Metodo ultrasonoro

Metodo magnetoscopico

Metodo dei liquidi penetranti

Metodo delle correnti indotte

Metodo delle prove di tenuta o della rilevazione di fughe

La foto sottostante riguarda…

…La parte finale di un semiasse di una delle vetture da corsa preparate per un campionato europeo in una delle prime scuderie dove ho lavorato. E’ possibile notare la rottura per torsione dovuta forse ad un difetto o più probabilmente ad un componente troppo vecchio e logoro. In categorie superiori e in altre scuderie dove ho lavorato, si utilizzano software che tengono il conto delle ore di vita di ogni singolo componente della vettura. Questo permette di sostituire un pezzo prima che si rompa. E’ straordinario e di estrema semplicità. Un mio caro amico usa queste tecniche persino in categorie minori e, in effetti, le sue vetture non si rompono praticamente mai… Io ho il vizio di adottare tecniche decisamente professionali anche su mezzi molto semplici per il puro gusto di far bene. Ciò che invece non concepisco è come, in un campionato europeo, i controlli fossero inesistenti da parte di alcune scuderie sui loro mezzi. Nonostante tutto riuscivano a vincere spesso e quando non vincevano, la maggior parte delle volte, era dovuto a rotture. Il componente nella foto si è rotto durante il rettilineo del traguardo a Zandvoort a pochi giri dalla fine. Dieci giorni di lavoro buttati al vento per superficialità e conoscenze tecniche non adeguate.

Rottura per torsione su cuscinetto

Problema di Montmart dell’abbinamento

Rubrica: Matematicamente
Titolo o argomento: Problema di Montmart dell’abbinamento

Il problema di determinare la probabilità che, in un abbinamento casuale di due insiemi accoppiati naturalmente (come due mazzi di carte o un gruppo di lettere e di buste con gli indirizzi) esista almeno un abbinamento corretto.

Tale probabilità tende a: [1-(1/e)] al crescere del numero degli elementi dell’insieme.

La lettera “e” nella formuletta rappresenta per l’appunto  il numero degli elementi dell’insieme.

1-1sux.png